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STRANE ALLEANZE – PARTE PRIMA

DI H.S.
Comedonchisciotte.org

Nel corso della sua prigionia , dal carcere brigatista Moro , interrogato con ogni probabilità da soggetti che non erano i “normali” e conosciuti brigatisti e non erano a contatto diretto con l’”accusato” , scriveva pagine su pagine accennando anche a capitoli scottanti della nostra Repubblica come GLADIO , la cellula italiana di STAY BEHIND o alla “strategia della tensione”.
Curiosamente , almeno nelle parti del memoriale rinvenuto , Moro si sofferma diverse volte sull’attentato alla Questura di Milano ad opera dell’”anarchico” Bertoli in occasione della cerimonia dell’anniversario della morte del commissario Calabresi , indicando nel Ministro degli Interni , il democristiano Mariano Rumor il vero obiettivo e accostandolo alla strage dio Piazza Fontana. Vedremo perché tali rivelazioni sono importanti…Prima di riprendere su Bertoli e l’attentato alla Questura di Milano , vorrei spendere qualche parola per un personaggio alquanto misterioso e molto interessante. Il suo nome è Yves Guillou , militare francese di grande esperienza bellica e uomo d’azione. Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipa alla Resistenza antinazista e dopo il conflitto attua una decisa scelta di campo anticomunista e a favore dell’Occidente. Durante la guerra in Corea (1950 – 1953) riceve la Bronze Star dagli americani e , successivamente , lo ritroviamo ad operare Indocina (1953) e nella guerra per il canale di Suez accanto all’esercito israeliano (1956) contro il dittatore egiziano Nasser. Capitano dei parà francesi esperto in azioni da commando e di controguerriglia , nel 1962 diserta e si unisce all’organizzazione terroristica OAS , ferocemente colonialista e avversa alla politica che il Presidente De Gaulle stava intraprendendo in direzione dell’indipendenza algerina. Come è noto , fra l’FLN algerino e l’OAS era in corso una vera e propria guerra terroristica che non risparmiava un gran numero di vittime civili fra bombe e attentati selettivi. La guerra in Algeria si riverberò nella stessa Francia ove l’OAS tentò più volte di assassinare De Gaulle e trovò supporto nell’americana CIA. Nel bel libro sulla STAY BEHIND scritto da Gamser si tratta ampiamente il conflitto francese dipingendolo come un caso unico di guerra “interna alla STAY BEHIND” combattuta da un lato dall’OAS stessa e dall’altro dalle SAC (Squadra d’Azione Civica) , la “GLADIO” di De Gaulle. La perizia terroristica dell’OAS era tale da divenire quasi leggendaria con sospetti di coinvolgimento più o meno fondati negli assassinii del Presidente USA Kennedy e del Presidente dell’ENI Mattei.
Tornando a Yves Guillou , egli cambiò identità sotto il nome di Yves Guerin Serac e dopo la dichiarazione di indipendenza dell’Algeria (1962) insieme ad altri militanti dell’OAS si rifugiò in Portogallo e sotto la protezione della PIDE , il servizio segreto del Portogallo clerico fascista , e la copertura di “agenzia stampa” , fondò una centrale del terrorismo internazionale , la nota Aginter Press. Definire , come si è fatto , l’Aginter Press un’agenzia di provocazione internazionale di estrema destra , una sorta di “Internazionale nera” , è estremamente riduttivo e esemplificativo. Sull’agenzia vige il segreto NATO e ciò fa pensare ad un suo inserimento nella rete STAY BEHIND o , comunque , ad un rapporto con essa. Lo stesso Guillou – Serac ha collaborato con i servizi di sicurezza americani , francesi , israeliani ed inglesi. La facciata della sua organizzazione terroristica è il movimento di estrema destra “Ordre et Tradition” e il suo braccio armato l’OACI (Organisation d’Action Contre le Communisme Internazionale). L’Aginter Press si presenta , quindi , come il punto di riferimento , il centro di collegamento internazionale per il movimenti ed i gruppi europei anticomunisti e di estrema destra , reclutando nuovi militanti ed addestrando alle tecniche del sabotaggio , della guerriglia e del terrorismo. Fra le altre attività , considerata la mentalità colonialista dei suoi membri , l’Aginter Press forniva mercenari per combattere in paesi africani quali il Congo , in occasione della secessione del Katanga e l’Angola. Data la rete di rapporti intrattenuti con i servizi di sicurezza di area NATO , molto importanti furono i collegamenti con la CIA americana , con la rete Gehlen composta da ex nazisti tedeschi che , in occasione della Guerra Fredda , erano passati al soldo della stessa CIA per infiltrarsi nei Paesi dell’Est europeo e con servizi segreti di paesi fascisti o sotto la dittatura militare come la Grecia dei colonnelli e la Spagna franchista oltre , ovviamente , al già citato servizio segreto portoghese che se ne serviva per le guerre nelle colonie africane. Documentati sono i rapporti fra l’Aginter Press ed un cittadino americano di nome Jay Simon Selby , probabile agente CIA. L’esperienza dell’OAS era ben presente nella mente di questi “guerrieri non convenzionali”. La stessa OAS , infatti , non si poteva descrivere come la classica organizzazione fascista : vi aderirono , infatti , partigiani della Resistenza antinazista , reduci dai campi di sterminio ex gaullisti come Soustelle ed ex collaborazionisti del regime di Vichy , uniti dal comune anticomunismo ed antisovietismo. Lo stesso Guillou – Serac non era un fascista e aveva partecipato alla Resistenza ; si trattava , bensì , di un integralista cattolico. In Italia , altri reduci della Resistenza , antifascisti passati all’anticomunismo viscerale , si sono , in un certo qual modo , rifatti alle esperienze dell’OAS e dell’Aginter Press : il repubblicano ed ex Ministro della Difesa Randolfo Pacciardi che nel suo movimento presidenzialista Nuova Repubblica reclutò diversi ex repubblichini come Accame e Pisanò e l’aristocratico e monarchico Edgardo Sogno che nei movimenti Pace e Libertà e nei Comitati di Resistenza Democratica inserì , trasversalmente , anticomunisti di ogni colore politico dagli ex fascisti agli ex comunisti. Sia Pacciardi che Sogno , così come Guillou – Serac avevano ottimi rapporti americani ed inglesi. Interessante , poi , è il collegamento che un appunto del SID , il servizio informazioni militare italiano , fa fra l’Aginter Press , la strage di piazza Fontana e gli altri attentati del 12 dicembre 1969. Questo documento risale ad appena quattro giorni dall’attentato , ma venne tenuto a lungo nascosto agli inquirenti. In essa vi si legge che :

– “Gli attentati hanno certamente un certo scollegamento con quelli organizzati a Parigi nel 1968 e la mente e organizzatore di essi potrebbe essere un certo Y. Guerin Serac , cittadino tedesco (sic !) ;
– “risiede a Lisbona ove dirige l’Agenzia “Ager – Interpress” ;
– “ è anarchico , ma a Lisbona non è nota la sua ideologia ;
– “ha come aiutante tale Robert Leroy , residente a Parigi BP – 55 – 83 la Seyne sur mer (sic !) ;
– “ a Roma ha contatti con Stefano Delle Chiaie ;
– “ha i seguenti connotati : anni 40 circa , altezza 178 cm , biondo , parla tedesco e francese ;
– “è certamente in rapporti con la rappresentanza diplomatica della Cina comunista a Berna ;
– “Stefano Delle Chiaie dovrebbe aver avuto gli ordini degli attentati dal Serac ed avrebbe disposto che l’esecuzione fosse attuata dal Merlino…”
A parte le inesattezze ed il riferimento alla “pista anarchica” , essendo evidente che il Serac non era certo anarchico , uno “sviamento” quasi d’obbligo per un servizio segreto inserito nell’organigramma atlantico , la nota contiene vari elementi interessanti che , via via , vaglieremo.

In aggiunta alle doti di “esperto d’arme” , Guillou – Serac è stato anche un teorico dell’anticomunismo. Prendendo spunto dalle vittorie dei movimenti “anticolonialisti” nei vari paesi del Terzo Mondo come la Cina , l’Indocina e la stessa Algeria , egli conferì alla sua guerra in nome del vecchio colonialismo europeo , una portata mondiale , le vesti di un autentico Scontro di Civiltà. Si convinse che la decolonizzazione , che noi riconosciamo come un fenomeno ampio e complesso , fosse il frutto di un complotto comunista internazionale. i comunisti stavano vincendo… Vincendo sul piano della guerriglia , le tecniche di guerra partigiana , ma anche su quello della propaganda , della guerra psicologica attuata per guadagnarsi l’appoggio delle popolazioni. Lo stesso conflitto fra le due maggiori potenze comuniste , l’URSS e la Cina popolare , era solo apparenza. Per agire di fronte a questa situazione occorreva innanzitutto superare la frattura fra fascisti ed antifascisti per concordare alleanze in nome della guerra al comunismo – concetto che , in Italia , verrà fatto proprio da Pacciardi – e , poi , mobilitare tutte le risorse possibili. Vennero sviluppati i concetti di “guerra rivoluzionaria” , di “guerra non ortodossa” , di “guerra a bassa intensità”. Insomma la guerra condotta da piccoli gruppi paramilitari o bande che prevedeva l’utilizzo del terrorismo così come si era dispiegato nella guerra algerina e delle tecniche di infiltrazione. In effetti , poi , la veste che Guillou diede a questa “guerra” non si limitava al semplice anticomunismo viscerale e di maniera. Si era trovato spesso a combattere sul campo contro gli arabi e i musulmani e , da buon integralista cattolico , riteneva che questo conflitto avesse anche un carattere religioso. In aggiunta ammirava l’Esercito Israeliano a fianco del quale si era trovato a guerreggiare contro l’esercito egiziano del dittatore Nasser. Egli riteneva che Israele fosse un baluardo dell’Occidente contro i barbari e la stessa Aginter Press poteva aver agito per depurare il tradizionale antisemitismo di molta estrema destra europea. Il richiamo alla Civiltà giudeocristiana opposta , oltre che agli atei comunisti , agli arabi e ai musulmani giunge fino a noi con gli accenti posti sulla “Guerra di Civiltà” che fanno la felicità di parecchi teorici e “politologi” vicini ai neoconservatori o essi stessi di estrazione neoconservatrice. E’ certo , invece , che in quegli anni le concezioni di Guillou – Serac fecero molta presa negli ambienti NATO o filoatlantici , così come l’efficienza di un’organizzazione terroristica come l’OAS.

I fondamenti dell’OAS e quelli enunciati da Guillou – Serac dovevano essere ben presenti ai relatori del notissimo convegno svoltosi all’hotel Parco dei Principi a Roma fra il 3 ed il 5 maggio 1965 sulla “guerra rivoluzionaria” organizzato dall’Istituto di studi storici e militari Alberto Pollio , probabile emanazione dello Stato Maggiore della Difesa e del SIFAR , il servizio segreto militare italiano. Fra gli studiosi è diffusa la convinzione che questo convegno getti i semi della cosiddetta “strategia della tensione”. Fra i relatori , una figura molto interessante , il giornalista Guido Giannettini , esperto di problemi militari e nazifascista dichiarato. Come il numero uno della organizzazione neonazista Ordine Nuovo , di cui tratteremo in seguito , Pino Rauti , il Giannettini aveva , in qualità di “giornalista” contatti con l’Aginter Press. Nel 1961 era stato inviato a tenere una conferenza alla scuola dei marines di Annapolis su “Tecniche e possibilità di un colpo di Stato in Europa” alla quale erano presenti ufficiali del Pentagono e della CIA. Un argomento , dunque , strettamente afferente il golpe militare in Grecia che sarà attuato qualche anno più tardi. Anni dopo risulterà che Giannettini era l’agente Zeta del SID in contatto con Giovanni Ventura , il neofascista sodale di Franco Freda che , come lui , verrà riconosciuto fra gli esecutori della strage di piazza Fontana – coloro che hanno fornito l’esplosivo – ma non più processabili perché assolti precedentemente a Catanzaro , sentenza confermata dalla Cassazione. Freda e Ventura erano in rapporto con gruppi maoisti e , evidentemente , Ventura riferiva a Giannettini. Si tratta , dunque , di persona ben inserita nel mondo dei servizi segreti e nelle strutture NATO le cui parole dovrebbero essere prese seriamente. Disse Giannettini : “Se gli anticomunisti avessero maggiore sensibilità politica , approfitterebbero della situazione per sfruttare in senso anticomunista la naturale tendenza alla ribellione delle nuove generazioni culturali contro il conformismo della dottrina ufficiale.” L’esperto militare e di guerra non ortodossa prestava attenzione ai nuovo movimenti giovanili e alla loro indole ribelle ed è chiaro che qui non si accenna tanto ai movimenti di estrema destra , già per natura anticomunisti , ma a quelli di estrema sinistra. Si trattava , perciò , non solo di monitorare e di controllare l’estrema sinistra ma anche di piegarla ai propri fini. Chiaramente per Giannettini la “dottrina ufficiale” è conformista in senso troppo filocomunista ed orientata a sinistra.
Un paio di anni dopo la CIA americana varò l’operazione CHAOS , un piano di controspionaggio che prevedeva l’infiltrazione nei movimenti maoisti , trockisti , terzomondisti , pacifisti , peri i diritti civili e giovanili , per valutare la presenza di agenti sovietici e stranieri. Le ragioni si comprendono facilmente : sono gli anni della guerra in Vietnam. Tale operazione fu molto vasta e superò i confini statunitensi , per essere estesa agli altri pesi di area atlantica come la Gran Bretagna , la Germania federale , la Francia , la Spagna e la stessa Italia. Come accertò la Commissione Rockfeller che , peraltro , si guardò bene dall’approfondire , da operazione di controspionaggio CHAOS mutò in pura provocazione con l’utilizzo di agenti adoperati per estremizzare e spingere alla violenza i gruppi extraparlamentari e di estrema sinistra. Direttore dell’operazione CHAOS fu il leggendario James Jesus Angleton che nell’OSS, antesignana della CIA durante la guerra , si peritò di reclutare nazifascisti per la futura Guerra Fredda. Anticomunista viscerale , Angleton divenne noto come il liberatore del principe Borghese , comandante del corpo repubblichino della X MAS , che , tra i primi , fornì uomini ai primi nuclei dell’organizzazione paramilitare atlantica GLADIO. Figura inquietante ed avvolta dal mistero egli venne indicato fra i responsabili della strage di Portella delle Ginestre e dell’assassinio del Presidente Kennedy , oltre che fra i fondatori del servizio segreto israeliano MOSSAD.

Successivamente , sempre nell’ambito dell’operazione CHAOS , fu sviluppato il cosiddetto “Progetto 2” , ossia l’impiego di agenti statunitensi allo scopo di rafforzare e sviluppare la “sinistra maoista”. In concreto , agenti della CIA dovevano incentivare la diffusione di un’ideologia che erano stati addestrati a combattere. Pare molto strano , ma non poi così tanto… All’epoca , come abbiamo fatto cenno , era in atto un conflitto nell’ambito del campo comunista fra l’URSS e la Cina che ha assunto le caratteristiche proprie dello scontro armato. Si pensi al conflitto fra India e Pakistan e , più avanti , fra il Vietnam e la Cambogia… L’obiettivo precipuo era , quindi , inserirsi come un cuneo nello scontro fra filosovietici e filomaoisti per approfondire la frattura , appoggiando , ovviamente questi ultimi. Riconducibile al “Progetto 2” in Italia potrebbe essere stata l’operazione “Manifesti cinesi” ideata dall’Ufficio Affari Riservati del Viminale che si servì di neofascisti del movimento neofascista Avanguardia Nazionale – l’organizzazione di Delle Chiaie e Merlino citati nel documento del SID su piazza Fontana – attraverso la mediazione del giornalista del “Borghese” Tedeschi , il cui nome è risultato presente negli elenchi della loggia atlantica P2. I neofascisti di Avanguardia Nazionale si camuffarono da “maoisti” per affiggere manifesti in varie città d’Italia. Longa manus dell’Ufficio Affari Riservati del Viminale , concorrente del SID , è stato , fin dall’immediato DopoGuerra , Federico Umberto D’Amato , grande amico di Angleton , il direttore dell’operazione CHAOS. Conclusa la carriera , D’Amato si è sempre vantato per questa amicizia e ha praticamente rivelato di essere stato uno dei più importanti uomini della CIA in Italia. Che si trattasse di persona su cui gli americani riponevano grande fiducia è dimostrato dal fatto che egli resse la sovrintendenza alla Segreteria Speciale Patto Atlantico e all’Ufficio di sicurezza Patto Atlantico. Anch’egli risultò iscritto alla P2 e , a torto o a ragione , venne considerato da alcuni come uno dei promotori della “strategia della tensione”.
Anche l’Aginter Press , probabilmente addetta ai dirty jobs delle strutture di sicurezza NATO , non se ne stava con le mani in mano : come rilevato dal succitato appunto del SID , il numero due dell’organizzazione e braccio destro di Guillou – Serac , l’ex Waffen SS , già collaboratore della rete Gehlen , Robert Leroy si appropriò della patente di “maoista” e stabilì rapporti con l’Ambasciata cinese a Berna , auspice il comune antisovietismo e con il Partito Comunista Marxista Leninista svizzero filocinese e maoista. Quando , dopo la Rivoluzione dei Garofani in Portogallo nel 1974 , venne alla luce il ruolo dell’Aginter Press , ormai privo delle protezioni del regime salazarista e smantellato , i sospetti investirono anche il segretario del partito , tale Gerard Bulliard. Risulterà dai documenti del vecchio SID come il Bulliard fosse una fonte informativa del SID con il nome in codice “Bill”. Dalla documentazione del servizio segreto italiano si può facilmente accertare come al Bulliard ben si attagliasse il ruolo dell’agente provocatore e fomentatore di attività “sovversive” , la fisionomia dell’agente prevista dall’operazione CHAOS e dal “Progetto 2”.
Risulta poi che sia il Bulliard , sia il Leroy abbiano partecipato , nell’ottobre del 1967 , a una riunione di un fantomatico Fronte Rivoluzionario Clandestino Marxista Leninista.

In questo senso un altro personaggio interessante potrebbe essere il belga Jean Thiriart , come Leroy ex Waffen SS. A lui si può far risalire tutto quel filone di estrema destra , di volta in volta etichettato come comunitarista , nazionalbolscevico , “nazimaoista” , ecc… Punti cardini sembrano essere il recupero del ruolo dell’Europa per una terza via fra gli USA e l’URSS , anticapitalista ed anticomunista. Altre caratteristiche sembrano essere il recupero della sinistra e del marxismo leninismo ; la ricerca di bizzarre alleanze antisistema e l’amalgama fra estrema destra , estrema sinistra e il nazionalismo arabo (oggi potrebbe essere rimpiazzato dall’islamismo). Questa ricerca di commistioni fra estremismi per una lotta antisistema , peraltro , è sempre stata ed è ben presente fra minoranze dell’estrema destra. Agli inizi degli anni Settanta In Italia alcuni personaggi riconducibile all’estrema destra come Claudio Orsi e il conte Loredan cercarono di tradurre questi dettami e fondarono due associazioni “culturali” : l’Associazione Italia – Libia per promuovere i rapporti con la Libia di Gheddafi e l’Associazione Italia – Cina in contatto con i gruppi maoisti.
Per qual che riguarda Thiriart , egli fondò il movimento Jeune Europe che dapprima fiancheggiò l’organizzazione terroristica atlantista OAS nella sua guerra colonialista per poi carezzare il “terzomondismo” , l’alleanza fra la vecchia Europa e i giovani paesi non allineati usciti dalla decolonizzazione. Nel 1965 , nella Romania di Ceausescu , quanto mai deciso a intraprendere una politica internazionale autonoma dall’alleato moscovita , a Bucarest Thiriart incontrò Chou En Lai , il braccio destro del Presidente cinese Mao. Non è dato conoscere l’esito degli incontri , tuttavia è pur vero che in Italia parecchi giovani confluirono dall’estrema destra all’estrema sinistra. Militanti della Giovane Europa come un certo Renato Curcio si riversarono nel Partito Comunista d’Italia di orientamento maoista. Frutto di una autonoma e consapevole linea politica ? Mero strumento di provocazione ? Scelte meditate di giovani che hanno ritenuto il maoismo più confacente alle loro ispirazioni rivoluzionarie che il movimento di Thiriart ? A mio avviso la risposta non è univoca ed ognuna delle risposte contiene un elemento di verità. Tuttavia non si può non ravvisare come le linee giuda dell’organizzazione di Thiriart abbiano coinciso , dal punto di vista della scansione temporale , con quelle portate avanti dalla CIA e dalle strutture NATO , almeno per quanto riguarda i rapporti con il maoismo. Non tutte le ambiguità sono state sciolte…

I toni propri del discorso di Thiriart sono stati ripresi da Franco Freda nel suo “La disintegrazione del Sistema” ove venivano lodate le guerre di liberazione nei paesi del Terzo Mondo e auspicata l’alleanza fra le ali estreme per la distruzione del sistema. Più incline all’azione era , invece , il sodale di Freda . Giovanni Ventura agganciò l’ex comandante delle brigate Garibaldi , Alberto Sartori , leader del Partito Comunista d’Italia marxista leninista di tendenza maoista e ne divenne socio nella Lito Press , una piccola casa editrice specializzata in pubblicazioni di estrema sinistra. Durante i travagli processuali della stage di piazza Fontana emersero tali connubi fra estrema destra ed estrema sinistra e la tendenza della prima a “mimetizzarsi” nella seconda.
Non si può trascurare una menzione per i “nazimaoisti” , gli studenti che , sul finire degli anni Sessanta , sfilavano inneggiando a Hitler e a Mao. Il cosiddetto “nazimaoismo” nasce da alcuni transfughi di Ordine Nuovo , Avanguardia Nazionale e del movimento giovanile pacciardiano come Enzo Maria Dantini , esperto in esplosivi il quale da documenti rinvenuti presso la VII Sezione del SISMI , quella che presiedeva alle attività di GLADIO , risultava essere fra i “reclutabili” nella rete atlantica. Costoro fondarono Lotta di Popolo inizialmente inserita e ben accetta nel Movimento Studentesco. Questo gruppuscolo di estrema destra che si appropriava anche di simboli e slogan dell’estrema sinistra si distinse nella mitica battaglia di Valle Giulia a Roma nel 1968 e si mostrò come la fazione più agguerrita e violenta nel respingere le cariche della polizia e nel contrattaccare. Nell’occasione si produsse una frattura fra gli studenti di estrema destra e i militanti dell’MSI che , invece appoggiavano i tutori dell’ordine. Secondo il pamphlet “Strage di Stato” dedicata a Piazza Fontana , Lotta di popolo aggrediva in maniera del tutto gratuita le forze di polizia , lanciava slogan qualunquistici e conferiva alla lotta del popolo palestinese per l’indipendenza un significato di chiaro antisemitismo. In questo caso non sussistono molti dubbi sulla natura provocatoria dell’operazione che non poteva durare.

E’ estremamente arduo poter dare un giudizio storico definitivo sul Sessantotto e , più in generale , sui Movimenti delle nuove generazioni degli anni Sessanta. Sono ancora anni vicini a noi… Anni che fanno male… Più che di vera e propria rivoluzione politica , peraltro senza una chiara direzione , il Sessantotto si è palesato come fenomeno antropologico e culturale , ambiti in cui , senza dubbio , ha esercitato una maggiore influenza. Nel bene e nel male l’ondata giovanile degli anni Sessanta ha inondato la società di elementi nuovi , complessi e contradditori. Il linguaggio “marxista leninista” e “maoista” profusi a piene mani sono stati adottati soprattutto per la loro carica sovversiva e trasgressiva , almeno per quei tempi. Sarebbe ingiusto , invece , liquidare il tutto come una gigantesca operazione di provocazione orchestrata da qualche servizio segreto e , tuttavia , bisognerebbe pur ammettere che si tentò di “cavalcare la tigre” con esiti diversi. Ad esempio è ancora al vaglio degli studiosi il ruolo della CIA e dei servizi segreti americani nella diffusione degli allucinogeni e della cosiddetta controcultura delle droghe. Secondo alcune testimonianze si tentò – probabilmente pure con successo – di diffondere l’uso delle droghe per disgregare gli ambienti giovanili e in questi traffici sarebbero state coinvolte le organizzazioni mafiose. Ancora risulta che numerosi furono gli agenti provocatori utilizzati alla bisogna per far degenerare i movimenti e spingerli al caos , alla guerriglia e alla violenza : si pensi ad una convention hippie svoltasi a Chicago nell’agosto del 1968 che sfociò in episodi di guerriglia urbana. Risultò , poi , che una buona percentuale degli elementi coinvolti fossero appartenenti agli organismi di intelligence.
A quarant’anni dal mitico Maggio francese segnato da una gigantesca guerriglia urbana che attanagliò Parigi e la Francia , possiamo valutare tutti gli elementi che ci portano a pensare come vi si concentrarono tutti gli sforzi per bloccare o sabotare le politiche del Presidente De Gaulle.
A questo proposito è utile mostrare quanto riportò un agente dei servizi segreti spagnoli e collaboratore della CIA , tale Luis Manuel Gonzalez – Mata , ricordando l’incontro che ebbe con un dirigente dei servizi segreti statunitensi proprio nel maggio del 1968 :
La CIA fu ben più esigente. Essa mi fece incontrare un membro della missione americana. Era il gran coordinatore dei servizi americani a Parigi e si faceva chiamare Donovan.
“Lei deve continuare la sua azione contro il governo francese” , mi disse
Io (sorpreso) : “Come ?”
Donovan : “Forse questa è l’occasione buona per sbarazzarsi del generale De Gaulle.”
IO : “Gli preferite i gauchisti ?”
Donovan : “I gauchisti non arriveranno mai al potere , ma se il disordine si allarga , la borghesia francese si spaventerà. Costringerà De Gaulle a cambiare politica , ad allontanarsi dai paesi dell’Est e del Terzo Mondo per riavvicinarsi agli Stati Uniti. Oppure toglierà la propria fiducia al generale e la rivolgerà ad altri partiti con i quali potremo intenderci più facilmente.”
Io : “In concreto , cosa significa tutto questo ?”
Donovan : “Significa che dobbiamo incoraggiare il disordine , creare incidenti tra i rivoltosi e il servizio d’ordine. Solo così scateneremo l’indignazione della maggioranze silenziosa.”
Di lì a pochi giorni, Donovan mi informò che la CIA aveva già alcuni uomini all’interno del movimento ; si trattava per la maggior parte di ex componenti della legione o dell’OAS che erano riusciti ad infiltrarsi nei gruppuscoli dell’estrema sinistra.
“Alla Sorbona” , mi spiegò , “abbiamo solidi agganci tra i katanghesi , quelle bande che occupano i sotterranei e che si battono con tanta violenza contro la polizia. Lei si unirà a loro. Se lo tenga in mente : vogliamo il massimo dei feriti e dei danni.”
Mi mescolai dunque ai rivoluzionari. Identificai immediatamente numerosi agitatori che si erano infiltrati , agenti segreti poliziotti in borghese dei servizi francesi , militanti del movimento di estrema destra Occidente , membri del SAC , delinquenti comuni. Tutti costoro si agitavano , sorvegliavano , tentavano di familiarizzare con i capi gauchisti.
Questa testimonianza , peraltro , collima in gran parte con quanto affermato da Vincenzo Vinciguerra , ex militante di Ordine Nuovo , reo confesso della strage di carabinieri a Peteano. Secondo Vinciguerra notevole fu il ruolo dell’OAS. Queste dichiarazioni e testimonianze si riallacciano , peraltro , al più volte citato appunto del SID sulla strage di piazza Fontana e sul ruolo dell’Aginter Press quando fa riferimento agli attentati parigini del 1968. Il collegamento è ancor più corroborato se si pensa che al Maggio francese partecipò anche Mario Merlino , l’ex militante della neofascista Avanguardia Nazionale che si “convertì” all’anarchia dopo un viaggio compiuto con altri militanti di estrema destra nella Grecia dei colonnelli nella lontana primavera del 1968. Il Merlino si avvicinò al movimento 22 Marzo di Cohn Bendit , omonimo di quello che egli stesso contribuì a fondare in Italia. Fra gli aderenti , l’anarchico Valpreda che successivamente avrebbe dovuto difendersi dall’accusa di essere il “mostro” della strage di piazza Fontana. Come emerse il gruppo del 22 Marzo italiano era un gruppo raccogliticcio di convinti anarchici , neofascisti ed informatori della polizia.
Un altro dato di un certo interesse è costituito dal fatto che tutti i maggiori leader del Maggio francese – i vari Glucksmann , Henry Levy , Cohn Bendit – erano ebrei o di origine ebraica. Si ricorderà come Israele non avesse in grande simpatia De Gaulle perché quest’ultimo si era pronunciato contro l’azione dell’esercito israeliano durante la Guerra dei Sei Giorni. Il generale passava per essere un filoarabo , posizione che aveva assunto per correggere la rotta tenuta in tanti anni di conflitto francoalgerino. Si può facilmente immaginare come i capi gauchisti fossero anche sionisti e , quindi , non solo non gradivano gli atteggiamenti autoritari del Presidente francese ma anche la sua politica mediorientale. Ma vi è anche un altro fatto degno di nota : concluso il Maggio francese , il movimento si dissolse come una bolla di sapone. E’ vero : venne fondata la Gauche Proletarienne , ma , se si pensa a quanto accadde negli altri stati europei di area NATO , c’è veramente da meravigliarsi e stupirsi. Gli anni Settanta furono segnati da fatti di terrorismo e dalla costituzione di bande armate di matrice “marxista leninista” un po’ ovunque. Invece in Francia la cosiddetta Gauche assunse le caratteristiche di un movimento sempre più istituzionalizzato. Perché ? Dalla documentazione in possesso di Guido Giannettini , l’agente Zeta del SID ed esperto in “guerra non ortodossa” , all’inizio degli anni Settanta si sarebbe costituito a Parigi il cosiddetto Think Tank , una struttura messa in piedi da trockisti filoamericani e filoisraeliani. Questa struttura avrebbe avuto collegamenti con il terrorismo internazionale , il cosiddetto “euroterrorismo” (ETA , IRA , RAF per intenderci). Il Think Tank avrebbe avuto anche la funzione di influenzare il senso sionista e filoisraeliano i gruppi dell’estrema sinistra europea. Pur essendo il Giannettini un personaggio da prendere con le molle , la sua frequentazione di certi ambienti induce a cercare di valutare le informazioni ed i dati in suo possesso. Innanzitutto può colpire il termine “Think Tank” , tipicamente americano e adottato per indicare istituti di ricerca strategica e di studi su grandi questioni di intereresse generale. Colpisce anche che vengano indicati i trockisti , perché , proprio per la posizione antistalinista , queste fazioni comuniste fornirono , fin dall’immediato Dopoguerra , un buon serbatoio per reclutare collaboratori o informatori della CIA.
E’ noto , poi , come l’odierno neoconservatorismo venne fondato da un ebreo tedesco , già trockista , emigrato negli USA durante gli anni del dominio nazista , Leo Strauss. Senza addentrarsi nei meandri del neoconservatorismo possiamo citare suoi due cardini : la politica imperialistica statunitense e l’inclinazione al sionismo e all’appoggio incondizionato ad Israele.

Proprio nel corso degli anni Settanta molti trockisti e militanti di estrema sinistra e molti ebrei si “convertirono” al neoconservatorismo e si può misurare dalle parole e dagli scritti di ex gauchisti come Glucksmann e Henry Levy , i cosiddetti “nouveaux philosophes” , quanta sia al loro reale distanza dai precetti neoconservatori.
La documentazione Giannettini venne confermata da un articolo del giornalista piduista Pecorelli che si occupò del rapporto fra il cosiddetto Think Tank e la “strategia della tensione”. La fonte del giornalista era interna al servizio segreto SDECE , la stessa , molto probabilmente , di Giannettini.
Sia pure in modo leggermente allusivo sia nei documenti di Giannettini e sia nell’articolo di Pecorelli , si addita alla CIA americana , al MOSSAD israeliano e a quei servizi di sicurezza NATO comunque su posizioni filoamericane e filoisraeliane.
Inoltre la quasi totale assenza di azioni terroristiche sul territorio francese nel corso degli anni Settanta , fino alla costituzione del gruppo terrorista fra il marxismo e l’ambientalismo Action Directe , fa supporre che il Think Tank sia stato un mezzo per controllare le fazioni e le bande armate nei confini francesi. E’ noto come la politica francese , di qualsiasi colore , sia sempre stata piuttosto indulgente nei confronti di soggetti che si erano macchiati di atti terroristici e che si erano rifugiati sul proprio territorio. Dopo anni contrassegnati dal conflitto algerino , dal confronto fra i coloni dell’OAS e gli algerini dell’FLN e dal conflitto fra i gaullisti e i reduci dell’OAS con il loro strascico di sangue e morte , si voleva garantire una pace duratura sul suolo francese. A mio parere i servizi francesi , “rapportandosi” con il Think Tank , hanno agito soprattutto in tal senso.
Soprattutto , il Think Tank , nome in codice della struttura , avrebbe operato sotto copertura e il periodo della sua attività avrebbe coinciso con la presenza a Parigi dell’istituto culturale Agorà prima , e poi della celebre scuola di lingue Hyperion , una sorta di Aginter Press di “estrema sinistra”. Non dovrebbero , quindi essere molti dubbi che l’Hyperion fosse la facciata “legale” del Think Tank. L’Agorà e l’Hyperion sono state fondate da una fazione di scissionisti delle Brigate Rosse detta Superclan perché avevano abbracciato una concezione della lotta armata improntata alla massima clandestinità fino all’ideazione di attentati senza rivendicazione. Rifugiatisi in Francia stabilirono contatti con personaggi francesi. Senza addentrarsi nelle complesse vicende dell’Hyperion che richiederebbero l’apertura di altri capitoli , non si può non far menzione dei rapporti con le BR di Mario Moretti che già era stato militante del Superclan , del coinvolgimento in un traffico d’armi fra OLP e BR svoltosi sotto gli occhi dei servizi segreti americani ed italiani e delle numerose tracce che portano ad un implicazione piuttosto pesante nell’affaire Moro. Un rapporto della DIGOS la dipinge come un”ufficio di rappresentanza della CIA in Europa” , mentre più recentemente sono venuti alla luce rapporti , contiguità e vicinanze fra il Superclan – Hyperion e le BR morettiane da un lato e personaggi legati ai cosiddetti Comitati di Resistenza Democratica e all’ambiente dell’ex partigiano “bianco” Edgardo Sogno , filoamericano e filoinglese.
Dunque una serie di convergenze e di comuni interessi per sbarazzarsi della politica di De Gaulle… De Gaulle , la variabile impazzita degli anni della Guerra Fredda… De Gaulle che aveva aperto all’URSS e aveva ritirato la Francia dal comando militare della NATO ed espulso tutti gli organismi della NATO nel 1966 , indispettendo gli americani… De Gaulle che aveva duramente criticato l’attacco israeliano della Guerra dei Sei Giorni e intrapreso una politica amichevole con i paesi arabi irritando Israele… De Gaulle , la cui politica nazionalista osteggiava le pretese di integrazione europea giudicata troppo sbilanciata nei confronti delle pretese e degli interessi anglo americani e di circoli finanziari e lobbies più o meno riconducibili al Bildenberg e al CFR… De Gaulle a cui l’OAS non perdonava di aver concesso l’indipendenza all’Algeria e di aver dato il colpo di grazia ad una politica colonialista ormai anacronistica… Ce n’è abbastanza !
In effetti la linea del generale mutò in seguito al Maggio sessantottino ; innanzitutto mobilitò la sua “maggioranza silenziosa” e riuscì a sedare i disordini , poi concesse l’amnistia agli uomini dell’OAS per i reati compiuti anche a suo danno nel settembre del 1968. Era arrivata la pace dopo un annoso conflitto che aveva assunto quasi le vesti di una guerra civile. Dopo poco tempo si ritirò a vita privata e la politica internazionale della Francia venne “edulcorata”. Le strategie del disordine , del caos , della guerriglia urbana e della violenza avevano dato i loro frutti. Non è azzardato fare un paragone con la “strategia della tensione” attuata contro la politica di Moro detta “strategia dell’ attenzione” nei confronti del PCI e che si concluse con il sequestro e l’assassinio dello statista democristiano. Quindi Moro come Allende , ma anche , per certi aspetti , come De Gaulle.
Riguardo agli ex dell’OAS , si può tranquillamente supporre che buona parte di essi tornarono in Francia. Con la caduta del regime salazarista portoghese nel 1974 , gli uomini dell’Aginter Press – buona parte dei quali aveva militato nell’OAS – si ingegnarono a combattere come mercenari in giro per il mondo , spesso al fianco di combattenti di estrema destra e in nome dell’anticomunismo. Anche Guillou – Serac non è rimasto con le mani in mano , ma da allora di lui si sono perse le tracce. Una domanda – a mio parere lecita e ragionevole – è la seguente : se molti ex OAS tornarono in Francia e nella capitale parigina , è possibile che non abbiano mai intrapreso contatti e rapporti con l’Hyperion ? E’ mai possibile che non abbiano mai collaborato con questa centrale dell’euroterrorismo , prestando la propria opera come addestratori nelle tecniche e nelle tattiche terroristiche e di guerriglia ? E non si può pensare che la fonte di Giannettini fosse proprio interna all’ambiente degli ex OAS ? Sono domande a cui non possiamo dare risposta e forse mai la potremo dare , ma tali ipotesi , a mio parere , non si possono scartare del tutto.

A questo punto , alla luce di queste informazioni possiamo farci la più scabrosa delle domande : è mai stata concepita ed attuata qualche forma di collaborazione fra fazioni paramilitari di estrema destra , magari inserite nella rete NATO e a volte con venature fortemente antisemite e gruppi di sionisti di estrema sinistra ? Il paradosso c’è ed è molto forte , ma l’ipotesi non è totalmente assurda : sotto l’egida del recente neoconservatorismo abbiamo assistito alla bizzarra alleanza fra ultrasionisti e il fondamentalismo cristiano e millenarista
L’ipotesi ci riporta al sedicente anarchico Bertoli , alla strage alla Questura di Milano , a quella di piazza Fontana e a Moro…
(continua)

H.S.
www.comedonchisciotte.org
2.08.08

VEDI ANCHE: STRANE ALLEANZE – PARTE SECONDA

Pubblicato da Davide

  • lucamartinelli

    molto interessante, cari amici. non sono particolarmente colpito, sara’ perche’ ho qualche annetto sulle spalle. gia’ ai tempi dell’universita’ c’erano i sospetti di probabili infiltrazioni, ma cosa volete? eravamo anche molto ingenui oltre che entusiasti. e abbiamo pagato tutto molto caro. mi fa comunque piacere osservare come i metodi delle bande massoniche non cambino. dopo avere letto il bellisssimo libro di W. Tarpley “la fabbrica del terrore”, ne sono ancor piu’ convinto. saluti a tutti.

  • Affus

    mi sto convincendo di una cosa .
    Moro era a capo di Gladio,come dice Cossiga , però stava aprendo le braccia ai comunisti . Dietro questa apertura di Moro non era estraneo Paolo VI . Un vero e proprio tradimento dell’organizzazione…. .
    Questa apertura dava fastidio sia a molti ambienti di destra e sia a molti ambienti di sinitra ma soprattuta ai suoi amici di Gladio che insieme alla P2 lo eliminarono .

  • lino-rossi

    non mi piace questa chiusura del cerchio.
    mi piace di più fare il fotografo del “prima” e del “dopo”.
    fra il “prima” ed il “dopo” passano 15 anni (1978-1993 un colpo di Stato avvenuto in 15 anni attraverso l’eliminazione di Moro, Baffi, Craxi – http://www.politicadomani.it/index.html?main=Pagine/Giornale/Num52/Diario%20Baffi.htm)
    “prima” tutte le banche erano pubbliche e tutto ciò che drenavano, più o meno, rimaneva in circolo. “dopo” tutte le banche sono private e quasi tutto ciò che drenano dove va?
    l’organizzazione che ha compiuto questo “prodigio” è la stessa che ha fatto fuori Kennedy, Mattei e tutti coloro che in qualche modo fanno gli interessi degli Stati (che ad amato non piacciono – http://www.movisol.org/08news043.htm).

    il problema che ci troviamo ora di fronte è il seguente: l’attuale crisi è subita da questi furfanti e li travolgerà (http://www.effedieffe.com/content/view/4057/166/), oppure è da loro stessi provocata e saranno definitivamente vincenti (Bush senior ha detto recentemente che la crisi dovrà accelerare l’avvento del NWO).
    spero che abbiano ragione i russi, ma non ci scommetterei, perchè i furfanti avrebbero tutti gli strumenti per NON farla avvenire (la crisi), se volessero.

  • lino-rossi

    molto spesso mi accorgo che tratto ciò che afferma Cossiga nella stessa maniera nella quale tratto ciò che afferma David Icke.
    non ho l’impressione di essere completamente fuori strada; Cossiga ha una duplice funzione:
    – costruire binari morti;
    – bruciare piste scabrosette.