STRAGE DI BOLOGNA. INTERVISTA A VALERIO FIORAVANTI

DI ANDREA COLOMBO
mirorenzaglia.org

«Nei campi di concentramento – suole ricordare la scrittrice ebrea Giacometta Limentani – sono morti anche tanti idioti». Le vittime sono sempre vittime, ma ciò non basta a renderli tutti geni, o santi. Lo stesso discorso vale per i parenti delle vittime. Meritano, tutti, vicinanza sincera e partecipazione al loro dolore. Ma non sono tutti uguali, il tremendo lutto subìto non ne fa di per sé delle autorità, neppure morali.

Il presidente dell’”Associazione dei parenti delle vittime della strage del 2 agosto 1980 a Bologna”, Paolo Bolognesi, è da anni impegnato in una violentissima crociata contro chiunque osi mettere in dubbio la colpevolezza dei tre ex militanti dei Nar condannati per la strage, Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini. Con la sua dogmatica virulenza, Bolognesi rende un pessimo servizio all’associazione che presiede e al Paese tutto, perché allontana, invece di avvicinarla, la possibilità di raggiungere quella verità che egli stesso continuamente invoca.

Nella foto: Valerio Fioravanti e Francesca MambroLa sentenza che condanna i Nar è effettivamente dubbia e discutibile, tanto che moltissimi magistrati e giornalisti non certo sospetti di tenerezza verso l’estrema destra di ieri o di oggi, sono scettici sulla effettiva colpevolezza dei condannati, quando non apertamente innocentisti.

Di fronte a un quadro indiziario che, sentenza o non sentenza, resta comunque assai fragile dovrebbe essere interesse di tutti, e di Bolognesi ancor più di altri, scandagliare quelle acque torbide e melmose.

Ci sono infatti almeno due assiomi, dati troppo spesso per certi, che converrebbe quanto meno revocare in dubbio per cercare una verità storica che a tutt’oggi sfugge, tanto che lo stesso movente che avrebbe indotto i condannati a perpetrare l’efferata mattanza risulta ancora ignoto. Il primo è la sostanziale univocità delle stragi, e tutte, da piazza Fontana a Bologna passando per Reggio Calabria, Brescia e l’Italicus, andrebbero inquadrate in un unico disegno, ordito dagli stessi registi. Forse è vero, ma forse invece no, e in questo caso l’assioma finirebbe per costituire uno dei più insormontabili ostacoli sulla strada della verità.

In secondo luogo, insistere nel negare anche solo la possibilità che dietro i depistaggi, se non dietro la strage, ci fosse l’esigenza di nascondere accordi inconfessabili e attività diplomatiche sotterranee nello scacchiere mediorientale significa rendersi complici di chi quella diplomazia voleva che restasse segretissima allora e tutt’ora lo vuole. Significa dunque trasformarsi nella più valida difesa di quei “segreti di Stato” di cui, certamente in buona fede, si chiede il disvelamento.

Su queste materie oscurissime non saranno nuovi processi a fare luce, e meno che mai una politica abituata a usare il passato solo in funzione dei più miopi interessi a breve. Potrebbe essere, forse, una vera commissione di inchiesta, non parlamentare, non ridotta all’eterno e misero ring per i due soliti schieramenti, ma costituita da storici, studiosi e magistrati. Pensata non per punire vicende ormai lontanissime ma per sapere e capire. Sarebbe utile per tutti. Anche per Paolo Bolognesi.

Anche se la notizia è nota solo da ieri, Valerio Fioravanti è già da alcune settimane un uomo libero. Non ha più un orario di ritorno obbligatorio la sera, può chiedere il passaporto e andare dove vuole. Per l’Associazione “due agosto 1980″, che riunisce i familiari delle vittime della strage per cui Fioravanti è stato condannato in via definitiva (ma con una sentenza che non cessa di sollevare diffuse perplessità) è la prova che «la certezza della pena in questo paese è riservata alle vittime e ai loro familiari».
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Non che Fioravanti, arrestato all’inizio del 1981, di galera, nel senso di carcerazione piena e a tutti gli effetti, ne abbia fatta poca. Vent’anni, almeno metà dei quali passati in isolamento. «Quando protestavo – ricorda oggi – e ripetevo che periodi di isolamento così lunghi erano illegali, mi rispondevano: “Ma Fioravanti, lei non è in isolamento. È solo detenuto in un braccio in cui non si trovano altri carcerati”».

Valerio Fioravanti era in libertà condizionale dal 2004, l’estinzione della pena non è un regalo né il frutto di un trattamento di favore ma una conseguenza dell’applicazione della legge. Ciò non toglie che il presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime, Paolo Bolognesi, abbia lanciato altissime urla avanzando anche l’ipotesi che l’ex fondatore dei Nar possa candidarsi alle prossime elezioni.

Allora, Valerio, ha ragione Bolognesi? Pensi davvero a candidarti alle prossime elezioni?

Con questa boutade Bolognesi dimostra ancora una volta, e certo non si tratta della prima, la sua non conoscenza delle leggi di questo paese. Se anche volessi candidarmi, sarebbe prima necessaria tutta una serie di passaggi. Ma non è mia intenzione. In realtà, credo che sia il desiderio segreto di Bolognesi, non il mio.

L’anniversario della strage è stato quest’anno occasione di una ripresa in grande stile del tema del “doppio Stato”. De Magistris afferma che la P2 non si è mai sciolta… A proposito, tu, Licio Gelli, lo ha mai visto e conosciuto?

Mai.

E qualche altro esponente della Loggia?

Neppure.

E Francesco Pazienza ?

Lui effettivamente l’ho visto. Ma era dall’altra parte dell’aula in una gabbia diversa dalla mia.

In carcere avevi cercato di avviare un lavoro tra i detenuti di estrema destra per raggiungere la verità sulle stragi. Che idea ti sei fatto di quelle tragedie? Pensi che ci fosse una regia comune?

Credo che siano vicende distinte e diverse ma con alcuni elementi in comune nella gestione.

Ti convince l’idea delle “stragi di Stato”?

No, se si intende che qualche appuntato dei carabinieri ha messo o fatto mettere le bombe. In compenso i nostri politici di allora sono stati così scaltri da far sì che, manovrando i processi e soprattutto l’opinione pubblica, entrambi i terrorismi, sia quello di destra che quello di sinistra, contribuissero a consolidare il potere democristiano. La strategia della tensione non è stata decisa e organizzata a tavolino. Però è stata gestita a tavolino. Poi, nel ‘77 e ‘78, soprattutto con il sequestro Moro, la stessa Dc si è spaventata e allora è iniziata una vera attività di repressione. Insomma, credo che lo Stato abbia sfruttato a proprio vantaggio quello che decine di gruppi diversi facevano in piena autonomia, ma non che abbia fatto quelle cose in prima persona. Ma il mio è solo un parere.

Anche in questa versione sembra esserci comunque una regia univoca, dedita a strumentalizzare anche se non a organizzare le stragi. È così?

Chissà? Io tendo a pensare che in quegli anni succedesse quello che succede ancor oggi, e cioè che il potere non fosse monolitico, ma costituito da correnti e cordate in lotta tra loro. Le pagine più esilaranti del libro di Pazienza sono proprio quelle in cui descrive il “Cencelli”, in base al quale venivano distribuite le cariche ai vertici dei Servizi segreti: ogni settore appaltato a un generale indicato dai partiti o dalle correnti dei partiti. Direi quindi che non c’è stata una gestione unica e concordata della strumentalizzazione, ma diverse gestioni spesso in competizione tra loro, però tutte hanno manovrato i media e, attraverso i media, l’opinione pubblica.

E per quanto riguarda gli esecutori?

C’è una teoria che fa risalire tutto alle cellule di Ordine nuovo del Veneto. Ma in realtà ci sono diverse scuole di pensiero… Dagli scenari che sono stati lasciati trapelare, direi che l’elemento principale è che la politica italiana ha sempre fatto in modo che non si sapesse nulla degli accordi con le varie potenze, sia amiche che nemiche. Si sa degli accordi con la Magliana o con la ‘Ndrangheta, ma è stato protetto il lavoro enorme che i Servizi segreti facevano con le potenze estere. Così la storia italiana di quegli anni viene ridotta a un intreccio tra Servizi, Magliana, Mafia e Camorra, il che è un bel po’ riduttivo. Manca tutta una parte fondamentale di cui non sappiamo niente: come l’Italia ha gestito il suo collocamento al centro del Mediterraneo in quegli anni.

Tra le polemiche sollevate da Bolognesi campeggia quella relativa al segreto di Stato…

In Italia c’è un solo segreto di Stato, che rimbalza da un processo all’altro e riguarda il ruolo del colonnello Giovannone, l’uomo che ha gestito per intero la politica dei servizi in Medioriente per 15 anni. L’elemento chiave è il traffico d’armi, peraltro molto limitato, tra i palestinesi e le Br. Un paio di casse di mitragliatrici, sulla cui consegna probabilmente i Servizi italiani chiusero un occhio per mantenere buoni rapporti con i palestinesi. Un traffico minore, ma che se fosse stato noto, all’epoca, avrebbe fatto grandissimo scandalo.

E la strage di Bologna che c’entra?

Nella stessa estate dell’80 si susseguono tre episodi tragici che rimandano al quadro mediorientale: Ustica, Bologna e la scomparsa dei giornalisti Toni e Di Palo in Libano. Mi pare evidente che i Servizi intendessero a tutti i costi evitare che si puntasse lo sguardo da quella parte, e questo proprio per coprire gli accordi stipulati da Giovannone. In fondo, se del patto segreto tra i Servizi italiani e i palestinesi sappiamo qualcosa è solo perché ce lo hanno raccontato Carlos prima e il palestinese Abu Saleh poi. Questo, sia chiaro, non dice nulla sulla genesi della strage, di cui ancora non si sa niente. Però dice tutto sulla genesi del depistaggio, sul perché era tanto importante indicare da subito la pista fascista.

Andrea Colombo
Fonte: www.mirorenzaglia.org
Link: http://www.mirorenzaglia.org/?p=8664
5.08.2009

Andrea Colombo, ex militante di “Autonomia Operaia”, scrittore, già giornalista del Manifesto è, attualmente, redattore del quotidiano L’Altro. Tra i suoi libri, Le due crociate del Cavaliere. Il filo nero della Seconda Repubblica (Manifestolibri, 2005), Un affare di Stato. Il delitto Moro e la fine della Prima Repubblica (Cairo Publishing, 2008) e Storia nera. Bologna, la verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti (Cairo Publishing, 2007). L’intervista che segue è pubblicata su Il Fondo per sua gentile disponibilità.

VEDI ANCHE: FIORAVANTI, ALMENO LUI HA PAGATO, TANTI ALTRI INVECE…

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22 Commenti
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lucamartinelli
lucamartinelli
6 Agosto 2009 , 5:33 5:33

argomento tosto, quello della strage di Bologna. non vedo novita’ nelle parole di Fioravanti, che anche a mio avviso è innocente. tuttavia mi sembra che ancora non abbia capito nulla. Camilla Cederna, anni fa, nel suo libro su Giuseppe Pinelli riportava quanto detto da un agente dei servizi:”piu’ grande è il botto, maggiore è il retroscena”. sante parole! lo scenario medio-orientale fu indicato per primo da Licio Gelli e continua a essere sostenuto da Cossiga,personaggio veramente preoccupante. trovo ridicola l’ipotesi di un palestinese che veniva in un supermercato italiano a comprare esplosivo. le consegne di simile materiale normalmente seguono altri canali. una ipotesi che è un insulto all’intelligenza. penso che Fioravanti dovrebbe leggere il recente libro di W. Tarpley “la fabbrica del terrore”, che è veramente illuminante. Tarpley sostiene in maniera convincente che gli ultimi anelli della catena di azioni come Bologna sono “zimbelli”, manipolati da personaggi molto piu’ in alto. e gli zimbelli diventano, al momento opportuno, “capri espiatori”. consiglio a tutti gli amici questo libro. tornando a Bologna mi permetto di dire cio’ che penso, e cio’ che penso è ovviamente solo una opinione. non c’erano piu’ nell’80 i motivi che avevano sostenuto le altre stragi. Craxi era… Leggi tutto »

cloroalclero
cloroalclero
6 Agosto 2009 , 5:51 5:51

secondo me gli esecutori finali sono killer professionisti, italiani o stranieri, “temprati moralmente” da una lunga permanenza nelle zone di guerra, che agiscono dietro mandato portato loro da un numero cospicuo di intermediari fra i quali potrebbero esserci persone di tutti i tipi e di tutte le provenienze (servizi, militari, poliziotti o ex, tirapiedi di politici, faccendieri ecc…) che sono gli anelli intermedi della catena di cui magari non conoscono esattamente i vertici.

materialeresistente
materialeresistente
6 Agosto 2009 , 6:12 6:12

Ammazza che novità che ci fossero pezzi di stato in lotta tra di loro. Ma per quali fini e quali obiettivi? E quale era il contesto storico?Lui perché ammazzava i compagni?In questa storia ed in altre il ruolo dei fascisti, coscienti o meno, è sempre stato quello di offrire braccia e cervelli allo stato. O questo qui ci vuole dire che stavano dalla parte degli sfruttati e degli oppressi, uno che è figlio di quella borghesia che tanta paura aveva dei rossi sovvertitori.
La cosa intollerabile è la faccia da culo con cui questo pezzo di merda si presenta dicendo che lui usufruisce di sconti di pena previsti dalla costituzione scritta da ex terroristi.
Con gente così i conti non sono chiusi e fossi in lui non mi sentirei tanto tranquillo a circolare da queste parti.

materialeresistente
materialeresistente
6 Agosto 2009 , 6:31 6:31

Questa la requisitoria contro Fioravanti e Mambro da parte di Grosso. Arringa pronunciata avanti la Prima Sezione della Corte di Assise di Appello di Bologna dal Prof. Avv. Carlo Federico Grosso del Foro di Torino Ordinario di diritto penale nella Università di Torino, per conto delle parti civili Parte I Con altri difensori di parte civile ci siamo divisi l’ampia materia di questo processo. Io sono stato incaricato di affrontare la parte che riguarda le posizioni di Valerio Fioravanti e di Francesca Mambro con riferimento alla imputazione di strage. Le posizioni di Fioravanti e Mambro rispetto al delitto di strage sono caratterizzate dal convergere di una pluralità di elementi indizianti concorrenti. Riassuntivamente, i profili ai quali si affida la prospettiva di accusa sono individuabili nei seguenti elementi: le parole di Sparti, la telefonata di Ciavardini, i rapporti con Mangiameli e l’omicidio dello stesso, la lettera spedita da Volo, le parole della Furiozzi. Questi elementi, che cercherò da un lato di analizzare ad uno ad uno cercando di cogliere la loro efficacia indiziante specifica, e dall’altro di valutare nel loro insieme allo scopo di cogliere la loro efficacia indiziante complessiva, si inseriscono d’altronde su di un quadro di fondo molto significativo… Leggi tutto »

redme
redme
6 Agosto 2009 , 6:32 6:32

quello del sostegno alla pista mediorientale forse è il prezzo che i due angioletti debbono pagare per la benevolenza loro accordata ( non dimenticate i numerosi omicidi anche quello di un giudice)…..
sarei, istintivamente, portato a pensare ad un colpo di coda della struttura di stay behind italiana ,che aveva caratteristiche ben diverse da quelle operanti nel resto d’europa, in accordo con settori dei servizi americani ( vedi dozier), a loro volta in crisi di adattamento alla prevista fine della guerra fredda,. Non credo che l’avvento al governo di craxi, già propugnatore di accordi con il pci rifiutati dall’ottuso berlinguer, sia stato visto con favore da chi sulle divisioni della guerra fredda aveva costruito la sua fortuna politico ( da andreotti a gelli ecc..)
scusa/te la superficialità ma suppergiù penso sia andata cosi…saluti

Tetris1917
Tetris1917
6 Agosto 2009 , 6:50 6:50

leggetevi su http://www.stragi.it, il profilo delle 85 vittime. Soprattutto le foto dei bimbi morti. E poi gurdatevi questi espiati di pena, davanti alle bottiglie di vino……

cloroalclero
cloroalclero
6 Agosto 2009 , 7:58 7:58

questo documento dimostra che le accuse ai due fascisti sono appoggiate soltanto dalla testimonianza di Sparti. Mi sembra un po’ poco. In secondo luogo non è che la strage “alzasse il tiro” dei neofascisti. La tradizione stragista purtroppo in Italia è cominciata nel 69, secondo alcuni pure prima.

Penso che loro mentano sulla questione della pista mediorientale, ma penso che non siano colpevoli della strage di Bologna, le analisi politiche riportate qui sono troppo superficiali e pressapochistiche per spiegare una deroga al comportamento usuale dei NAR.

ranxerox
ranxerox
6 Agosto 2009 , 8:01 8:01

Che pappardella. Bastava il manoscritto contenente vita, morte e miracoli dei terroristi neri dell’epoca, ritrovato tre giorni prima della strage in una cabina telefonica. Mi ricorda tanto il passaporto del terrorista islamico analogamente rinvenuto, intatto, fra le macerie di di ground Zero. Giova ricordare che, riguardo Bologna, Ustica etc. nell’ ’82 l’Itaglia ha poi vinto i mondiali(come Bartali vinse il Tour del ’48: il 14/7, giorno dell’attentato a Togliatti, aveva 21 min. di ritardo dal primo ed una settimana dopo vinceva la corsa). Della serie “lo sport è l’oppio dei popoli”.

GinoAnceschi
GinoAnceschi
6 Agosto 2009 , 8:44 8:44

Proprio uno bravo Fioravanti.

A quando un monumento?

Zret
Zret
6 Agosto 2009 , 8:57 8:57

E’ sempre il Leviatano ad agire.

vraie
vraie
6 Agosto 2009 , 9:41 9:41

sono d’accordo.
… meno che sull’ultimo punto. lui non rischia nulla

Truman
6 Agosto 2009 , 11:11 11:11
mat612000
mat612000
6 Agosto 2009 , 13:23 13:23

Sono sempre meno convinto tanto della colpevolezza quanto dell’innocenza di Fioravanti, Mambro e Ciavardini.
E’ assurdo, lo so, però non si deve dimenticare mai che, anche se oggi sembrano passati secoli, la strage di Bologna avvenne dopo 11 anni quella di Piazza Fontana e solo 6 anni da Piazza della Loggia.
La struttura delle cellule stragiste tanto di Ordine Nuovo quanto di Ordine Nero, erano ancora efficenti e strutturate.
Nella tanto criticata sentenza che condanna Fioravanti, Mambro e Ciavardini si parla di contatti del gruppo in latitanza (a cui partecipava anche Cavallini) con elementi di Ordine Nuovo del Triveneto per un appoggio logistico alla latitanza.
Inoltre come si spiega l’omicidio di Francesco Mangiameli di Terza Posizione?

myone
myone
6 Agosto 2009 , 15:44 15:44

Io non so’. Un giorno uno in alto disse, nessuno tocchi caino. Vabbe’, lui comanda ed era un caso unico allora, e no conosciamo i meandri in alto e in basso e in tutte le sfacettature della faccenda, perche’ forse abele, lo aveva mandato a fare in quel posto, e questo non viene riportato. Ma qui, se con un omicidio eischi l’ ergastolo, con due te lo sei guadagnato, con tre dovresti rinascere per finire la pena, con il corriculum dei due soci, vederli al bar che sbevazzano, fa “pena-…. e basta. Fino agli anni settanta ottanta, la politica, quella parlamentare, era una babilonia evolutiva. Sembrava che a seconda dei concetti, si cercasse di dare ordine agli elementi della vita, come minerali, atomi, cellule, chimica, concetti e altro ancora, trasformati in filosofie, masticazioni burocratiche e tecno-politiche, che solo loro si capivano, e sara’ per questo, che queste cellule sono nate di conseguenza, come pazzoidi, per dire chissa’ che, che la colpa e’ questa, e che facendo terni all’ otto nelle uccisioni, con miracoli mirati, le cose sarebbero cambiate, e sopratutto comprese, quando nemmeno loro le conprendevano. Fatto sta’, che personaggi che rappresentano la giustizia, l’ ordine, l’ ordine sociale, evoluto… Leggi tutto »

alfonsomessina
alfonsomessina
7 Agosto 2009 , 0:53 0:53

E bravo Colombo, complimenti. Adesso ci mettiamo a difendere anche due assassini di innocenti come Mambro e Fioravanti? E’ questa la nuova linea della sinistra? Venti anni di carcere non sono pochi… ma la vita a tutti quei poveracci che questi hanno fatto fuori chi gliela restituisce? La pista mediorentale per la strage di Bologna poi, è una vera e propria provocazione. Scusate ma leggere questo articolo me li ha fatti proprio girare…

Eurasia
Eurasia
7 Agosto 2009 , 3:03 3:03

Sdoganamento a tutto tondo di cani e porci fatta eccezione che per Cesare Battisti… due pesi e due misure. Ormai viviamo in una corte dei miracoli… tutto nel calderone giusto per confondere le idee… adesso spunta la pista medio-orientale visto che va tanto di moda dare la colpa agli islamici e visto che la maggior parte dei protagonisti sono passati a miglior vita. Si può raccontare di tutto e di più. Si vaporizzassero tutti quanti… in primis “la coppia più schifosa del mondo” e Andrea Colombo.

Borokrom
Borokrom
7 Agosto 2009 , 7:01 7:01

I primi due commenti mi sembrano postati da persone con la mente lucida.

Sarebbe interessante sapere se tutti quelli che si scandalizzano qui per l’uscita dal carcere di Fioravanti e della Mambro si sono altrettanto scandalizzati per le decine di assissini che fecero parte delle brigate rosse (e altri gruppi rossi) che sono stati liberati già da tempo.
Se non si sono scandalizzati sarebbe interessante sapere quali sono le differenze tra i morti fatti dai rossi e dai neri, idem per le sofferenze dei famigliari delle vittime.
Soffre di più o soffre meglio la madre di un ammazzato dai rossi o quella di uno ammazzato dai neri?

Tetris1917
Tetris1917
7 Agosto 2009 , 7:27 7:27

E che facciamo ora ci mettiamo a confrontare i morti, pesando la quantita’ di sangue che e’ fluita, come indice maggiore o minore di ragione? La tattica, fin troppo comoda, di avvalersi dei morti dell’altra barricata, e’ avvilente, soprattutto quando viene da persone che teoricamente, venendo qua’ sopra, sono interessate alle strutture e non alle sovrastrutture ideologiche. Saluti a tutti

alfonsomessina
alfonsomessina
7 Agosto 2009 , 7:52 7:52

Ma cosa c’entra? Possibile che tutte le volte bisogna sentire commenti del genere? Mambro e Fioravanti sono due assassini a sangue freddo, neri o rossi che siano cosa importa? Chi uccide deve stare in galera e basta.

Eurasia
Eurasia
7 Agosto 2009 , 7:56 7:56

… della stessa pasta… d’altronde esistono anche i fascisti di sinistra… il problema è quello dello “scramellamento”… ogni tanto qualcuno si prende la briga di intervistare questa “gentaglia”… non ne capisco l’utilità visto che la verità non la sapremo mai… mi piacerebbe sapere come campa la coppia più schifosa del mondo… non mi sembrano molto preoccupati del loro bilancio familiare o della crisi economica… ho quasi il sospetto che campino sulle pippe mentali di noi citrulli e dei giornalisti che li vanno ad intervistare. AMEN!

nessuno
nessuno
7 Agosto 2009 , 9:48 9:48

Qui abbiamo radisol che si vanta di essere un’amica di un vero comunista cesare prudente o cesare52
il quale in post spariti si vantava di aver partecipato ad assassini e assalti
Salvo poi negarlo da buon vigliacco
Sai per i sinistri i brigatisti e tutte le mini formazione terroristiche di quell’area sono “compagni che sbagliano”
Cpme dire brave persone che hanno fatto qualche omicidio
Ferma restando la condanna a i fasci tutti non vedo che differenza ci sia come se una vita valesse meno di cento altre.

cesare52
cesare52
7 Agosto 2009 , 18:19 18:19

E dove sarebbe questa prova che mi sarei vantato di aver partecipato ad assassini ed assalti? Esibiscila. E se l’avessi fatto veramente lo venivo a dire proprio a te, in un forum pubblico? Insomma io mi rivolgo al Signor TRUMAN, credo moderatore . E’ mai possibile che lei non intervenga a moderare accuse gratuite infamanti e non provate e senza il minimo riscontro, che hanno sono lo scopo di intimidire e calunniare? Costui è anonimo ed io non lo posso querelare, come meritrebbe, ci vuol pensare lei signor Truman a tutelare la serenità del dibattito? O devo querelare il sito e ce ne sarebbero gli estremi?