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STOP EXPORT. VERSO LA GUERRA DELLE RISORSE ?

DI GIULIETTO CHIESA
megachip.info

Piccolo ma significativo esempio di come le notizie importanti non vengono date o, quando vengono date, sono nascoste in modo che non si vedano. Per esempio non mi risulta che alcun giornale italiano, per non parlare dei telegiornali, abbia dato rilievo alle cose che seguono. Recentemente il WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio – uno dei tre membri della sacra autorità del Consenso Washingtoniano, insieme al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale – ha pubblicato un rapporto speciale il cui titolo tecnico è apparentemente anodino e concerne le restrizioni alle esportazioni. Da questo emerge che ben 30 nuove restrizioni sono sorte, in diversi paesi, che impediscono o limitano l’esportazione di determinate materie prime. E si tratta di materie prime in quasi tutti i casi cruciali: generi alimentari, carbone, minerali di ferro, terre rare.


Le cifre dicono che tra ottobre 2010 e aprile 2011 i casi sono arrivati a 30 e si va da aumenti delle tasse di esportazione, fissazioni di prezzi fuori mercato, limitazioni di quote, veri e propri divieti completi. Protagonisti in questa svolta sono la Cina, l’India, il Vietnam l’Indonesia. Ma anche gli Stati Uniti praticano questi metodi avendo imposto restrizioni su una decina di materie prime che ritengono strategiche.

Il punto è proprio questo. Che queste limitazioni non rispondono a criteri economici di corto respiro e sono invece, in molti casi, frutto di considerazioni strategiche. La Cina, ad esempio, controlla circa il 97% delle esportazioni mondiali di terre rare (che sono un elenco di materie prime tutte variamente collegate alla produzione di raffinate tecnologie della comunicazione).

Ovvio che, trovandosi in una posizione quasi monopolistica, la Cina sia in condizione di imporre i suoi prezzi. Cosa che ha fatto tranquillamente fino all’anno scorso. Ma da due anni la Cina non sembra interessata a guadagnare, anche dilapidando le sue risorse preziose. Adesso se le vuole tenere.

Il perchè è presto detto, ma nemmeno uno dei pochissimi giornali del mondo che ha commentato la notizia, l’International Herald Tribune (IHT, 21 luglio), è stato capace di spiegarlo propriamente. In un breve articolo in pagine interne si è limitato a individuare l’egoismo dei paesi del terzo mondo. Ma con spiegazioni di questo tipo non si va lontano. Perchè oggi, improvvisamente?

È cominciata l’epoca della penuria. Per generi di consumo generale, come il petrolio, il “picco” è già stato raggiunto da almeno quattro anni (cioè se ne produce sempre meno e se ne produrrà sempre meno), ma nessuno lo dice per evitare il panico e il contingentamento. Delle terre rare nessuno parla perchè quasi nessuno sa cosa sono e a che cosa servono.

Ma i governanti di Pechino, come è bene non stancarsi di dire, guardano lontano. E cominciano a preferire di risparmiare piuttosto che guadagnare vendendo, perchè quando non ce ne sarà più sarà molto più difficile crescere.

Ecco il punto: è cominciata, in sordina per ora, la guerra delle risorse.

Basta capirlo per prevedere che alle piccole onde attuali seguiranno i marosi nei prossimi anni.

Il signor Patra, capo della società indiana “Terre Rare” – citato appunto da IHT – dice: «per molto tempo l’Occidente ha preso le risorse naturali a basso prezzo dall’Est. In futuro non sarà più così». Perentorio e soprattutto vero. A quelli che, ignorando i sintomi del problema, continuano a biascicare le giaculatorie della crescita, queste notizie bisognerebbe squadernargliele davanti al naso. Ma chi investirebbe se sapesse come stanno davvero le cose?

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/6526-stop-export-verso-la-guerra-delle-risorse.html
26.07.2011

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    Che il WTO registri le novità anzichè dettarle è una buona notizia, vuol dire che il suo concetto di “libero mercato” si sta sgretolando. La cattiva notizia è che l’alternativa al concetto washingtoniano di libero mercato pare essere la strategia nazionalistica di Tizio, Caio e Sempronio. Se la coperta diventa corta o cortissima non è questa la strada giusta per risolvere il problema. Occorre piuttosto ribaltare il concetto fin qui seguito per governare la globalizzazione: qualità del ben-essere e sua equiripartizione. In pratica più stato sociale e restrizioni alla proprietà privata, cioè sottratta agli altri. Governare moneta e fiscalità è più che sufficiente per raggiungere questi scopi. Le recenti ostilità alla Norvegia dimostrano la resistenza del vecchio sistema alla sua inesorabile disfatta, ma è tutto inutile, ormai la sua fine è nei fatti in cronaca.

  • amensa

    la cosa più curiosa è che nessuno si domanda in cambio di cosa, la Cina dovrebbe esportare le sue risorse.

    dollari ? mi vien da ridere visto quanti ne ha già e non riesce a smaltire.

    euro ? ma siamo pazzi ?

    nessuna moneta, oggi rappresenta un porto sicuro come investimento o come “riserva di valore” per cui, meglio tenersi i beni concreti, no ?

  • cavalea

    Sono d’accordo, dopo la sbornia finanziaria la compravendita delle risorse si affiderà a una nuova divisa: lo scambio di beni reali, vale a dire il ritorno prepotente del baratto.

  • CARLOCL

    posto un link per ulteriore chiarezza :
    http://www.lettera43.it/economia/2410/elementi-da-guerra.htm.

    e copio :
    Usa e Australia si attrezzano per il futuro.

    Secondo Jianguo Liu, direttore del dipartimento di sistemi integrati e sostenibilità dell’Università del Michigan, «la Cina continuerà a stringere la morsa sull’output di terre rare nei prossimi anni. Non tanto per mire strategico-geopolitiche, quanto perché ne ha bisogno per la sua industria tecnologica. È necessario che gli altri Paesi, Stati Uniti in testa, si attrezzino da soli per il futuro».
    Ed è esattamente quello che stanno facendo, in realtà. A partire dagli Usa, che attualmente non hanno neanche una miniera di terre rare in funzione, ma che pensano di riuscire a coprire il fabbisogno delle proprie industrie nel giro di 10 anni. Il 22 settembre è stata presentata al congresso una legge (approvata il 28) che ha dato il via al programma americano “R&D”, specificatamente centrato sul risollevamento del comparto terre rare negli Usa. 70 milioni di dollari in cinque anni soltanto per predisporre l’apparato burocratico-scientifico che farà ripartire le escavatrici.
    Il primo giacimento, uno dei più grandi e ricchi al mondo, è già stato identificato. Si trova in California, a Mountain Pass, ed è di proprietà della Molycorp, un’azienda Usa (la Cina è stata vicinissima ad acquistare la miniera qualche anno fa). Contiene circa 30 milioni di tonnellate di terre rare e in passato, prima di essere fermata per il dumping cinese, era in grado di produrre 20 mila tonnellate al giorno. Altri giacimenti si trovano in Idaho, Colorado, e Montana (in totale si stima che gli Usa detengano il 13% delle riserve mondiali di terre rare; la Russia il 19%).
    In Australia, la Lynas corp ha chiuso, l’8 novembre, un contratto di vendita di terre rare con un grande gruppo europeo (di cui non ha però voluto rivelare il nome). Dall’anno prossimo, infatti il suo giacimento di Mount Weld, in pieno outback, comincerà a funzionare (si tratta del più grande del mondo). Anche in Canada e Sudafrica ripartirà a breve l’estrazione.
    È evidente quindi che il reperimento futuro di terre rare non sarà un problema insormontabile. Ma, come detto, tra 8-10 anni, non prima. Nel frattempo la Cina continuerà a godere dell’attuale regime di controllo assoluto su una risorsa senza la quale si fermerebbero completamente tutti i settori dell’economia green e hi-tech (in particolare il comparto militare). Una situazione di svantaggio competitivo e di ricattabilità strategica, tra l’altro in palese violazione delle regole (ratificate anche dalla Cina) del Wto, che le grandi economie del mondo non possono permettersi. Vedremo se il G-20 sarà in grado di mettere un freno al dominio di Pechino.

  • rick87

    quoto in pieno. il modello occidentale è finito. o ci si adegua cambiando concezione di vita o qualcuno morirà

  • paolobiavati

    Delle terre rare nessuno parla perchè quasi nessuno sa cosa sono e a che cosa servono.

    Appunto, potreste spiegarlo voi???

  • CARLOCL

    maggiori informazioni su…. wikipedia.it …. terre rare …! ciao Carlo