Stiamo allevando mostri

Stiamo allevando mostri

Di Roberto Pecchioli, ereticamente.net

Crìa cuervos y te sacaràn los ojos, alleva corvi e ti caveranno gli occhi, recita un proverbio spagnolo, alludendo all’ istinto dell’uccellaccio. Le generazioni più giovani hanno la naturale tendenza a non seguire le orme dei genitori. La differenza, rispetto al passato, è la natura distruttiva delle opinioni che vengono fatte prevalere. Stiamo allevando mostri che finiscono per odiare tutto e tutti in nome del nichilismo travestito da liberazione in cui sono state cresciute da mezzo secolo le generazioni occidentali. Totalitarismo della dissoluzione, lo chiamò Augusto Del Noce. Non ci uniamo al coro stucchevole di chi accusa i giovani: sono come noi – generazioni al tramonto o al comando – li abbiamo voluti, programmati, ingannati. È giunta a compimento la lezione orribile del Sessantotto: “il grande rifiuto” prescritto da Herbert Marcuse, l’odio per ogni autorità e per ogni passato, l’immaginazione al potere che chiama diritti i desideri e i capricci, il rigetto di tutto portato alla conseguenza estrema, il rifiuto di lasciare eredità, il culto incapacitante dell’“emozione”, ovvero il regno dell’attimo, dell’esperienza immediata.

Significativo è il nome scelto da uno dei gruppi di ultrà “climatici” convinti dell’imminenza dell’apocalisse ambientale: Ultima Generazione. Ultima non solo in senso temporale, ma anche culturale, destinata a non lasciare traccia se non la distruzione, che pratica attaccando le opere d’arte. Ultima perché non ce ne saranno di successive; lo dice la demografia, inascoltata come tutto il resto. L’ignoranza è il tratto distintivo dei nuovi mostri. Colpa nostra: siamo noi ad averla promossa, adesso raccogliamo i frutti. I ragazzi sono innanzitutto vittime di una spaventosa chiusura mentale, di un rancore per il confronto a cui sono stati condizionati da chi li ha preceduti. Ultima generazione anche per la tenace, ossessiva volontà di ignorare il futuro. Cupio dissolvi, desiderio di annullamento.

Come altrimenti definire la furia contro chi contesta l’aborto elevato a religione universale, dogma, totem e tabù? Chi non è d’accordo è un eretico da colpire con la scomunica di un’implacabile Inquisizione. Morte civile in attesa di istituire roghi in Campo de’ Fiori. Centinaia di Erinni – con energumeni maschi di rinforzo – hanno impedito la parola al ministro Eugenia Roccella al Salone del Libro di Torino (un evento legato alla conoscenza!) colpevole di volere nei consultori anche la presenza di associazioni non abortiste. Malissimo ha fatto il ministro a lasciarsi zittire e allontanarsi dall’ evento, dando partita vinta ai violenti; oltretutto la sua decisione è coerente con la vigente legge sull’aborto. Ma nulla conta. Rimuovere il grumo di cellule umane dal corpo femminile è considerato il gesto di liberazione finale, la selvaggia vittoria sulla natura da parte di una civilizzazione ubriaca di Nulla, un diritto universale indiscutibile.

Indiscutibile nel senso che su di esso non è ammesso dibattito. La liberazione da tutto comporta anche il divorzio dalla libertà, dall’accettazione della pluralità di visioni dell’esistenza, la cancellazione del primo diritto, quello alla vita. Ci hanno provato anche con Bergoglio, osannato quando piccona pezzi della dottrina cattolica o si schiera dalla parte dell’altro culto obbligatorio – l’ambientalismo “climatico” – contestato se riafferma il primato della vita. Un gregge fanatizzato ha cercato di impedire l’intervento del papa agli Stati Generali della Natalità. La lingua batte dove il dente più duole: le avanguardie – ignare di ciò che fanno, di chi le aizza e di chi paga i loro capi – si slanciano con istinto sicuro contro la vita. La chiamano liberazione, libertà di scelta, diritto, ma è il trionfo della pulsione di morte (todestrieb) che prevale in nome del principio di piacere (lustprinzip) – il cortocircuito libertà-diritti-desideri sganciato da ogni limite – i due moventi dell’agire umano secondo un maestro distruttivo, Sigmund Freud.

Nessuna riflessione sui pericoli della denatalità in termini economici, sociali, di destrutturazione, perdita di civiltà e persino di biodiversità (vale per animali e piante, non per gli umani…), nessuna analisi del fenomeno, solo il riflesso pavloviano di ridurre al silenzio, cacciare, cancellare l’Altro. Vogliono, invocano la censura, odiano la libertà (altrui), disprezzano il confronto. Il corvo acceca le sue vittime, i “risvegliati” accecano anche se stessi mentre fanno a pezzi il futuro. Ed accusano di “discorso di odio” chi non la pensa come loro. Certo chiameranno odio l’indignazione per la propaganda della follia e della confusione sessuale, per le immagini sataniche viste al caravanserraglio canoro dell’eurovisione, vinto da un cantante “non binario”, fluido, una drag queen o, in lingua antica, un travestito. Entrino, signore e signore, più gente entra, più bestie si vedono.

A tutto ciò i giovani sono indifferenti: è il mondo cucinato per loro (o contro di loro). Più facile prendersela con la concorrente israeliana per il fatto di essere tale. Il razzismo esce dalla porta tra urla di indignazione ma rientra dalla finestra. Siamo fieramente avversi al governo sionista, ma non estendiamo la disapprovazione a un intero popolo. Riprende fiato il finto pacifismo a senso unico: indignazione contro gli eccessi antipalestinesi, ma solo perché il meccanismo – questo sì, binario- oppresso-oppressore, una semplificazione assai comoda, è applicabile al conflitto medio orientale, meno a quello russo-ucraino. In quel caso, nessuno impugna la bandiera arcobaleno.

Scommettiamo che folle di ragazzi parteciperanno – pur essendo normali, cioè etero – alle parate omosessuali di giugno. Lì schierarsi è più facile: dalla parte del pensiero dominante, del conformismo mascherato da trasgressione. Abbiamo lavato davvero a puntino il cervello delle ultime generazioni, le più restie a mettere in discussione sieri, green pass, identità digitale, le più leste a credere alla “narrazione” ufficiale. Diciamolo senza timore: l’avversione per la libertà autentica dilaga soprattutto nelle fasce giovanili. Un altro capitolo del mondo alla rovescia. Ogni statistica dimostra ostilità, ridicolizzazione per la famiglia e il matrimonio naturale. Pochissimi lo vedono come un traguardo, quasi tutti lo considerano un’intollerabile limitazione di una libertà declinata come assenza di legami. Di avere figli neppure si parla: responsabilità, l’impossibilità di liberarsene (i figli sono per sempre…) difficoltà a vivere una vita – vacanza (assenza, tempo sospeso), intoppo alla realizzazione individuale.

Così abbiamo insegnato loro e – poiché non abbiamo offerto alcuna visione diversa – non possono che crederci. Generazioni liquide, anzi liquefatte, indecise a tutto, nemiche della discussione. Nelle università anglosassoni si aprono spazi “sicuri” in cui ciascuno è al riparo dal giudizio, dall’opinione, dall’identità altrui. Un incubo. Impossibile ragionare in termini razionali: i temi dell’aborto diritto universale e della natalità sono paradigmatici. Provate a spiegare che le cellule umane nel corpo della donna sono “umane” o a consigliare minore promiscuità sessuale. I più gentili vi considereranno giurassici. Hanno ragione, l’Occidente ha polverizzato velocemente principi, valori, convinzioni di secoli, di millenni. I giovani – che non conoscono modelli alternativi – neppure sospettano per ignoranza indotta l’esistenza di modelli esistenziali e culturali alternativi. Incomprensibile per loro è sentir dire che senza ricambio generazionale finisce la società e si diventa tutti più poveri, privi di prospettive, di progetti. Senza padri, non conoscono la parola posteri.

Gli storici futuri scriveranno che l’inizio del XXI secolo fu il tempo dell’accelerazione di un declino fatto di squallore, edonismo spicciolo, miseria etica, orrore della realtà. Il festival dell’eurovisione ne è stato un esempio penoso, lo specchio di ciò che il potere vuole, propaganda, impone. La musica – come a Sanremo – non conta nulla. In un’imbarazzante coppia di concorrenti lei sembrava la pubblicità del Botox, accompagnata da due uomini barbuti effeminati, vestiti con salopette che lasciavano scoperte le natiche. Volgarità più bruttezza. Lo spettacolo visto non è l’Europa (ancora) ma rappresenta ciò che stiamo diventando. Una sorta di congresso dell’omosessualità continentale, una passerella di fricchettoni, un inno a ogni confusione e degenerazione, oltreché la negazione dell’arte musicale. Un’ eccezione è stata proprio la rappresentante israeliana, che ha presentato una vera canzone e indossato un abbigliamento (si deve dire outfit) adatto alla circostanza.

Vincitore è stato proclamato uno svizzero che si fa chiamare Nemo, cioè nessuno, un ulteriore inno al nichilismo. Il giovanotto si dichiara “non binario”. Tanto basta per vincere, alla fiera della follia. Nemo (il destino è nel nome scelto) si percepisce né donna né uomo e ha dedicato la sua prestazione “artistica” alla mancanza di “definizione di genere” e ai “problemi di salute mentale”, un’altra bandiera del vittimismo contemporaneo. Un esempio perfetto di come il potere riduce – veri e propri mostri anche in senso materiale – i nostri giovani. Che non si oppongono, non capiscono ed applaudono. Abbiamo preparato per loro una società che relativizza anche il sesso biologico, induce la rinuncia ad avere figli – la fine biologica – in quanto faticosa e toglie spazio alla costruzione del Grande “Io”. Un’Europa sempre più lontana da Dio, dalla realtà, dalla natura, dalla civiltà, esibizionista delle proprie deformità, dipendente da droghe e farmaci. Il grande rifiuto dilaga ovunque e il dramma è che la decadenza è tanto avanzata da non venire più avvertita. Marco Aurelio fu l’ultimo dei grandi imperatori romani. Suo figlio ed erede fu Commodo, un pazzo ossessionato dall’idea di combattere nel Colosseo come gladiatore. Si credeva Ercole e lottava contro rivali precedentemente indeboliti. Se potessimo assistere agli assurdi baccanali di Commodo, coglieremmo il degrado della società romana. Roma si avviò a un inesorabile declino e alla definitiva caduta.

Il festival Eurovision offre l’immagine di un’Europa irrilevante, uscita da se stessa, morta di esaustione. Il commento più crudo viene dalla portavoce del governo russo Maria Zacharova: “Eurovision 2024 ha superato ogni orgia, sabba o sacrilegio rituale, è stato il funerale dell’Europa occidentale. I funerali si stanno svolgendo come al solito. Non ci sono sorprese”, ha ironizzato, mostrando un video con i momenti più ripugnanti dell’evento. Uno è l’immagine dell’irlandese Bambie Thug (un transessuale, all’anagrafe Ray Robinson, mentre thug significa teppista, delinquente), salit* sul palco vestit* da strega con le corna, un’allusione satanica evidente ai non accecati. Un’altra perla è il finlandese Windows95man, che si è presentato senza pantaloni. L’artista (?) irlandese ha esaltato il “non binario” Nemo, dichiarandosi orgoglioso/a “di tutti noi che abbiamo lottato per questo dietro le quinte, perché è stato molto difficile”. Si è definit* “strega goblin gremlin (folletti maligni dall’aspetto deforme) e “star pop della tavola Ouija”, una sorta di pendolino per comunicazioni medianiche. Oltre trenta secoli di civiltà nella spazzatura tra gli applausi della platea cretinizzata. Bambie Thug, dopo aver mandato a quel paese tutti a dito medio alzato, ha affermato: “la comunità che ci sta dietro, l’amore, il potere e il sostegno di tutti noi è ciò che sta generando il cambiamento. Il mondo ha parlato, i queer stanno arrivando, i non binari stanno arrivando per la dannata vittoria”. Sì, abbiamo allevato mostri.

Di Roberto Pecchioli, ereticamente.net

14.05.2024

Roberto Pecchioli, studioso di geopolitica, economia e storia, svolge un’intensa attività pubblicistica in ambito saggistico. Collabora con riviste e siti web di cultura e informazione indipendente.

Fonte: https://www.ereticamente.net/stiamo-allevando-mostri-roberto-pecchioli/

Commenti (85)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 85 caricati
    1. Primadellesabbie 20 maggio 2024

      E comunque un film di trent'anni or sono... (articolo da CNN):

      https://edition.cnn.com/2024/05/15/style/priscilla-queen-of-the-desert-costumes/index.html

    1. Primadellesabbie 19 maggio 2024

      Chi viene al mondo è arricchito o limitato dalla cultura che gli viene impartita o di cui deve dotarsi per sopravvivere?

    2. absitiniuriaverbis 19 maggio 2024

      Dipende da come poi si sviluppa. Voglio dire che posso anche credere a Babbo Natale, al serpente che parla,... ma poi si dovrebbe crescere.
      I limiti sono quelli che ci imponiamo.
      Un seme cade dove cade ed il suo sviluppo dipende dal luogo in cui è caduto.
      Gli umani hanno anche gambe e capacità di adattamento.

    3. Primadellesabbie 19 maggio 2024

      La mia domanda mira al confronto tra le potenzialità latenti di chi viene al mondo e ciò che gli viene offerto (o imposto).

      È molto interessante una tesi ricavata dalle esperienze di Jung secondo la quale la trasmissione generazionale traverserebbe lunghissime catene di generazioni.

      In qualche modo noi avremmo ricevuto, e trasmetteremmo a nostra volta, molto di più di quanto i nostri genitori credono di averci trasmesso: poi qualche generazione, forse aiutata dalle circostanze, in grado di percepire e sviluppare antiche intenzioni, le renderebbe nuovamente attuali.

      Quindi il problema potrebbe essere più complesso di quanto si creda

      E l'attribuzione di responsabilità da parte degli ispirati, accaniti semplificatori, piuttosto avventata.

    4. absitiniuriaverbis 19 maggio 2024

      Ci sono fior di pubblicazioni che raccontano, basate anche su casi 'reali' di come, al momento del concepimento/nascita, si scelga tra tutta la conoscenza accumulata nel 'campo di energia' quella che ci accompagnera' in vita.
      Ne sappiamo poco, come scrivi, meglio essere cauti ed aperti.

    1. cirillo 19 maggio 2024

      Perché tutto questo decadimento morale?La bibbia da’ una spiegazione netta e precisa;ultimi giorni prima di un cambiamento radicale-

    2. absitiniuriaverbis 19 maggio 2024

      ... ai tempi in cui la Bibbia veniva scritta, poi modificata, poi riscritta, poi riscritta, poi rieditata, poi tradotta da lingue morte, poi ritradotta, poi modificata, poi riscritta, poi data ai re perché ne prendessero le loro parti preferite , poi riscritta, poi riscritta, poi tradotta di nuovo, poi data al papa perché la approvasse, poi riscritta, poi modificata di nuovo, la ri-ri-ri-riscritta di nuovo... tutto basato su storie che erano raccontate oralmente da 30 a 90 anni dopo che erano accadute... a persone che non sapevano scrivere... quindi...

      Sicuramente un testo attendibile, anzi sacro. Se a te va bene, lo accetto, ci mancherebbe altro.
      Ad ognuno il suo.

    3. Giudice Holden 19 maggio 2024

      La Bibbia? Ritengo che qualunque cosa arrivi da quel libro sia irricevibile, prima di ogni altra cosa il loro dio folle.

    4. R66 19 maggio 2024

      Spezzo una lancia a favore di @cirillo che ogni tanto interviene, purtroppo con frasi troppo brevi e poco articolate.
      Lui sta parlando della parte escatologica, ossia cose non ancora avvenute.
      La Bibbia non è soltanto un insieme di nozioni alla Confucio e resoconti storici, è un libro in divenire, questo non va dimenticato.
      Sull'argomento, premetto che per averne un minimo di visuale ampia servono mesi, se non anni di studio, ma sfiderei chiunque a trovare nella storia passata un periodo che, secondo le descrizioni del testo, sia più rappresentativo dell'attuale.
      Per via dei dettagli descritti, se non ci fossero prove della sua redazione in epoche remote, molti direbbero che sia stato scritto di recente.
      Escludendo i cattolici e gli ortodossi, che il divenire l'hanno dimenticato da un bel po', tutti gli altri gruppi sono convinti che il presente sia il periodo chiamato ultimi tempi o ultimi giorni.
      Ho provato a fare domande specifiche ai fedeli e, seppur nessuno si sbilancia con date precise, nel superare i 15/20 anni, quasi tutti storcono il naso.

      PS
      C'è anche una sorta di cronologia riguardo ai passaggi, il prossimo dovrebbe essere l'annuncio globale di "pace e sicurezza", teoricamente dopo un periodo di tumulti, guerre o simili.
      Chiunque può non crederci ovviamente, ma nel caso sentiste l'annuncio ripetersi come un mantra, fateci un pensierino, perché quello ancora successivo non è/sarà affatto bello.

    5. absitiniuriaverbis 19 maggio 2024

      Certo, ti seguo nella logica, ognuno secondo il proprio discernimento
      Tuttavia, senza scomodare testi più o meno sacri, ci sono già in molti qui che molto ma molto più umilmente predicono sventure orribili.

    6. R66 19 maggio 2024

      Quel "pace e sicurezza" è trattato come uno dei punti chiave e secondo il testo verrà annunciato a livello globale da tutte le nazioni; le persone dovrebbero sentirsi come sollevate da uno scampato pericolo.
      Direi che è abbastanza specifico e, nel caso avvenisse, non ci si dovrebbe confondere con altre predizioni.
      Basta fargli uno spazietto nella memoria, tutto qui, son soltanto 3 parole in fondo...
      LOL

    1. Phantom 19 maggio 2024

      Questo schifo serve solo a far passare da parte delle elitè dementi e decadenti,dopo che per centinaia di anni si sono sposate sempre tra di loro,per far passare la pedofilia.Il punto è sempre quello,che pochi deviati influiscono sui tanti ignoranti,che plaudono a questi spettacoli.Fosse per me ai gay pride andrei con il lanciafiamme,ma poi come per fleximan,pagherei solo io per tutti.

    1. gianB 18 maggio 2024

      "Abbiamo allevato mostri." Chiude Pecchioli. Riconosciamogli l'essersi posto parte in causa con questa chiusura, nonostante l'arringa contro l'"Ultima generazione".
      Ma a questo punto ciò che diviene più importante non è arringare l' "Ultima generazione", ciò che conta è capire che quel "mostro" che abbiamo allevato era dentro di noi, noi "vecchia generazione". Allora diventa importante capire cosa è quel "mostro". Inutile girarci intorno e scaricare i problemi altrove. Cosa è (è non era, in quanto ancora è ed esiste) quel mostro ripeto, siamo in grado di rispondere? Siamo sufficientemente aperti, onesti con noi e gli altri, privi di ipocrisia per poter rispondere?

    1. TorreNera 18 maggio 2024

      Et voilà! Il bacchettatore/bacchettone è arrivato! Che delizia!
      Faccio un pelino di retromarcia temporale. Ai tempi di mio nonno o mio bisnonno...la famiglia era una cosa intoccabile, il divorzio...mon D....u inaccettabile, l omosessualità una cosa scandalosa e riprovevole.
      Che bei tempi! Si viveva alla grande!
      Strano però che quelle generazioni ci abbiano regalato due guerre mondiali e qualche genocidio...

    2. Astronauta 18 maggio 2024

      anche dei discendenti che sono il loro specchio

    1. Jimbo 18 maggio 2024

      Loro ci stanno provando a trasformare i ragazzi in mostri e allevarli in batteria a proprio uso e consumo, ma è una gara dura.
      I ragazzi sono coriacei.
      I più giovani sembrano rammolliti e fuori quadro ma come lo erano quelli dei '70.
      Poi la scorza diventa più dura si smette di guardare il niente di Eurovision e si fa dell'altro.
      Sono nel mirino questo sì.
      Dalle scuole alle universitá fino al mondo del lavoro.
      E non hanno scudi a difesa.
      Stanno vivendo dentro l'impero della menzogna in decadenza e questo li penalizza tremendamente ma vedo in giro una nettissima maggioranza di ragazzi tosti.
      Resto fiducioso.

    1. gix 18 maggio 2024

      "Un sistema su larga scala interconnesso non funziona", dice R66. E' uno spunto interessante, ma bisogna intendersi sul significato di sistema e di interconnessione. Se per esempio viviamo in una matrix, e non ci sono prove per dubitarne ne per esserne certi, si potrebbe presupporre che chi l'ha creata, la gestisce e ne trae vantaggi, abbia un qualche interesse a perpetuarla, visto che la mantiene perlomeno da un bel pò di tempo. Dal nostro punto di vista, quindi, la gestione di sottosistemi di piccola grandezza, come per esempio comunità sparse per il mondo che hanno vissuto per lungo tempo più o meno isolate l'una dall'altra, potrebbe sembrare ottimale, mentre dal punto di vista di qualche entità che gestisce appunto una matrix che le ricomprende tutte, magari l'interconnessione sempre maggiore aumenta l'energia complessiva del sistema a proprio vantaggio. Inoltre non è detto che l'interconnessione non consenta un equilibrio delle risorse complessive, che impedisca alla matrix stessa di collassare...Oggi ci viene detto che l'aumento delle interconnessioni fra persone porta inevitabilmente all'aumento della consapevolezza, e che l'aumento della consapevolezza porti ad affamare la matrix che si ciba della nostra energia, se troviamo il modo di gestirla per l'appunto consapevolmente e senza sprechi (a favore di altri), ma può essere anche il contrario, ovvero che l'aumento di consapevolezza generale (tramite interconnessione) sia necessario per tenere in piedi un sistema predatorio...Restano altre ipotesi, per esempio che l'interconnessione generale sia necessaria per poter passare a sistemi (o matrix) più sofisticati; non ci resta che aspettare e vedere...

    2. R66 18 maggio 2024

      Indipendentemente dalla necessità dell'ipotetico ideatore, la volontà di mantenere il sistema funzionante è condivisa da una vasta maggioranza di individui.
      Anzi, andando a vedere l'apporto tangibile, si nota che esso è soprattutto fornito dai popoli.
      (Un minimo devo ripetere il contenuto di altri post sparsi.)
      Si potrebbe dire che i più credono nell'idea.

      Questo solleva la domanda su perché vi sia riposta tanta fiducia visto la sua efficacia.
      Una risposta potrebbe essere l'incapacità di immaginarne uno diverso.
      Un'altra, la convinzione che il sistema attuale sia naturale, onnipresente e ovvio, piuttosto che una creazione.
      Ancora, i balocchi da esso offerti.

      La verità potrebbe risiedere in una combinazione di questi fattori, sebbene io punterei principalmente su uno di essi.

      Concludendo, l'avversità da parte dello stesso popolo verso il solo dubbio e quindi la pressoché assenza di discussione sul tema, la dicono assai lunga sugli sviluppi futuri.

    3. gix 18 maggio 2024

      Certamente sono tutte risposte plausibili. Guardiamo cosa è successo durante la pandemia e la seguente campagna vaxxinale. File infinite di persone inebetite e prive di reazioni apparenti, in attesa della benedizione del sistema: se non è massima adesione e condivisione questa, non saprei come altro definirla. Ma questo non ci dà la risposta che cerchiamo, ovvero se la gente condivide o meno, coscientemente, la fiducia nel sistema, benchè ciò avvenga con percentuali di indubbio consenso. Sarei propenso per il no, ovvero che le persone quasi mai sono coscienti di quello a cui danno la propria adesione e condivisione, che nella maggior parte dei casi vengono fornite dietro condizionamenti esterni. Il che porta alla successiva domanda: se il sistema si regge sulla condivisione e sulla connessione di persone inconsapevoli, tra l'altro in numero sempre maggiore rispetto alle epoche passate, può forse voler dire che non basta più la attuale proporzione di costoro rispetto agli altri, che si rivelano anomalie del sistema stesso? Ci sono molti elementi contraddittori che dobbiamo ancora provare a capire, la marcia sarà lunga...

    4. R66 18 maggio 2024

      Dando alla parola sistema un significato ampio, si potrebbe dir di tutto e il suo contrario, ma riferendolo semplicemente ad un insieme aggregato molto vasto (da diverse migliaia in su), statuto a parte, sono quasi tutti d'accordo.
      Non serve chiederlo, basta vedere i comportamenti e le intenzioni.
      Il consenso verso di esso si innesca automaticamente con la manifestazione, con la protesta, con la raccolta firme, con il voto ecc...; essi sono tutti sintomi della propensione verso un sistema esteso.
      Il solo volerlo migliorare è un sintomo.
      Per certi versi, anche la lamentela lo è.
      LOL
      Il "dissenso" attuale ( lo virgoletto perché mi vergogno ad usare il termine in questo senso), riguarda l'organizzazione dell'agglomerato, non la sua esistenza, la quale non è messa in discussione da quasi nessuno.
      Meriterebbe un capitolo a sé le diverse modalità di vita pratica tra le differenti grandezze di insiemi.
      Nella riduzione ci sono risvolti che molti detesterebbero.

    1. Giudice Holden 18 maggio 2024

      "Abbiamo lavato davvero a puntino il cervello delle ultime generazioni, le più restie a mettere in discussione sieri, green pass, identità digitale, le più leste a credere alla “narrazione” ufficiale."

      Ecco, dopo questa frase, ho smesso di leggere. Non che prima ne mancasse il motivo, ma questa è stata la classica goccia che...
      Le ultime generazioni le più restie? Ma se c'erano file chilometriche di vecchi terrorizzati per farsi iniettare il santo graal... vecchi che sbraitavano se uno aveva anche solo il naso libero dalla museruola, vecchi che urlavano dai balconi contro chi osava farsi una passeggiata, vecchi che soli in auto guidavano coperti da scafandri.

    2. ric 18 maggio 2024

      non solo vecchi...anche fra i giovani ci sono tantissime pecore.

    3. Astronauta 18 maggio 2024

      Sono i figli dei pecoroni

    1. LuxIgnis 18 maggio 2024

      Non mi piacciono. Non mi piace la loro musica e non mi piace il loro atteggiamento. Ma non vedo cosa ci sia di così tanto da scandalizzarsi e addirittura chiamali mostri. Forse dei cretini, con molto poco talento, ma tanto quanto quei bravi ragazzi dall'azione cattolica con la faccia da ebeti che cantano quelle canzoni da chiesa che anche Dio si annoia alle prime battute.
      D'altro canto queste critiche vengono sempre dallo stesso personaggio (non mi riferisco all'autore, i personaggi sono tanti e di vario colore ma sono sempre e solo la medesima cosa) che deve costantemente ricordarci, scassandoci i maroni, cos'è giusto e cos'è sbagliato, cos'è male e cos'è bene. Ma l'unica cosa che hanno fatto nella loro vita e piantare chiodi sulla bara delle idee, e la propria, scambiandoli per picchetti per la salita alla montagna del sapere. E non contenti vorrebbero che anche gli altri piantassero chiodi sulle proprie bare.
      Ognuno pensi alla propria di bara. E magari si impegnasse a levarli i chiodi e non a metterli.

    1. R66 18 maggio 2024

      Prima ho scritto due messaggi forse un po' troppo criptici, ci riprovo cercando una forma più lineare.
      La costante che possiamo trovare in tutte le vicende storiche sul caso, riguarda il sistema allargato; una volta raggiunta un'aggregazione ad alti livelli, si presenta un piccolo periodo di bambagia che inesorabilmente sfocia nella disfatta.
      Chissà se anche negli eventi precedenti, così come per l'attuale, le persone non abbiano imputato la colpa alla conseguenza anziché al problema strutturale?
      Eccolo il vero tabù di cui non si può parlare, altro che aborto.
      Un sistema su larga scala interconnesso non funziona.
      Certo, tale sistema rende possibili la soddisfazione di vizi e la realizzazione di sfarzi come nessun altro, ma essi non si possono scindere dalle conseguenze.
      Si tratta di un automatismo ineluttabile.
      O si piglia tutto il pacchetto o si rivede la struttura.

    2. absitiniuriaverbis 18 maggio 2024

      Un sistema interconnesso su larga scala non funziona.

      Sono in difficoltà : non funziona in che senso? Quali aspettative o obiettivi sono disattesi?
      Non lo fa funzionare il set di regole di cui si è dotato? O indifferentemente dalle stesse?
      Mi incuriosisce capire meglio il tuo commento.

      Vado sugli insetti che sono di moda: un alveare, un formicaio... ritengo siano esempi di interconnessione in larga scala funzionante. Ma anche boschi e foreste o un ecosistema.
      Certamente funzionanti secondo le regole che i sistemi si sono autodefinite.

    3. natascia 18 maggio 2024

      Il sistema strutturale per l’essere umano è la famiglia. Si sta cercando
      di cambiarlo per avvicinarlo all’alveare, H. Huxley lo insegna, un sistema perfetto
      sotto tutti i punti di vista. Tuttavia l’essere umano risponde ad una componente animica che rifiuta il controllo .

    4. R66 18 maggio 2024

      Per l'essere umano non funziona a priori.
      Probabilmente non sa/può/deve vivere all'interno di un sistema che vada più in là delle relazioni che si possono gestire direttamente.
      Quando ci prova, vengono fuori i lati peggiori; di conclusioni in linea all'analisi mi sembra che non ce ne siano poche.
      Di contro, a volte leggo qui su CDC esempi di società o popoli che per qualche motivo hanno vissuto in maniera ridotta e se ne lodano le capacità sociali.
      Se le capacità non fossero meriti o demeriti a sé, ma bensì le strette conseguenze della struttura numerica?
      Tabù.

    5. Seik Eloth 18 maggio 2024

      Rifiuta il controllo? 🤣🤣🤣 ma se erano in fila per le siringhe e con la pezza in faccia 🤣 🤣

      Ieri ho battibeccato con una guardia giurata; un escremento come tanti.
      Dopo la mia sfuriata lamentava il fatto che la "gente si sente controllata" e risponde male.
      Allora ho detto alla bestia che è proprio quello che stava facendo: controllare! 🤣

      Poveri animali.

    6. Seik Eloth 18 maggio 2024

      Non si sta cercando. È già mission accomplished.

    7. Nonso 18 maggio 2024

      R66 forse si riferiva agli esseri umani. I sistemi di interconnessione di insetti, piante, funghi, pianeti, etc si basano su princìpi e rapporti perfettamente coerenti. Non hanno regole, manco leggi. L'essere umano è l'incoerenza (non necessariamente negativa) del suo status di continua ricerca, che lo porta a "fluttuare" su diverse valenze di esistenza, nell'ambito delle interconnessioni.

    8. Nonso 18 maggio 2024

      Proseguo con un'ulteriore riflessione.

      Perché non analizzare in maniera approfondita già da un anno fa?
      Proseguo con un'ulteriore riflessione.

      Perché non analizzare in maniera approfondita già da un anno fa?*

      *Non per tornare indietro nel tempo, ma per capire la storoia

    9. Astronauta 18 maggio 2024

      Il primo sistema della famiglia era la poligamia che in oriente esiste tutt ora. Non in occidente in cui vediamo obbrobri di tutti i tipi compresi figli che nemmeno vengono educati. Non sono loro i colpevoli mauna societa‘ che non ha piu identita‘ in cui si fanno figli perche‘ si ha il sesso e i figli stessi dimostrano che funziona.
      Il pensiero malato che occorrano pastiglie per la meccanica sessuale e‘ da decerebrati. Certamente nessuno pensa alla famiglia ma ad un proprio bisogno o anche ad un bisogno inculcato dalla societa in tutti i modi possibili.Nessuno che pensa al sacrificio di allevare un figlio che potrebbe anche ritorcersi contro i genitori come abbiamo visto.
      Se i genitori sono mostri non possono far altroche riprodurre mostri. Il figlio mostro palesa i genitori.

    10. ric 18 maggio 2024

      si deve rivedere la struttura, a qualsiasi prezzo.

    11. BrunoWald 18 maggio 2024

      Ed è proprio quella componente animica l'unico fattore che potrebbe provocare la sconfitta dei transumanisti. Soluzioni politiche non sono più possibili, almeno in occidente. Ma neanche altrove, perché l'evoluzione implacabile della tecnologia non lascia scampo a nessuno.

    12. BrunoWald 18 maggio 2024

      Mi sa che hai colto la questione di fondo. L'essere umano è in grado di far funzionare al meglio solo relazioni che si possono gestire direttamente. Come nelle bande paleolitiche, o nei gruppi tribali. Non appena la popolazione aumenta e la struttura sociale diventa progressivamente più complessa, si innesca il meccanismo destinato a condurci inesorabilmente al punto in cui ci troviamo oggi.

    13. R66 18 maggio 2024

      Sono soltanto idee, purtroppo al momento non c'è un dibattito serio sull'argomento.
      Le mosse che vanno per la maggiore si dirigono verso un mantenimento della struttura a numero alto, seppur con l'idea di migliorarla.

      Nonostante la saggezza e la logica suggeriscano di valutare per primi i fattori che, se confermati o smentiti, invalidano ogni mossa successiva.
      Questione di saggezza quindi?Risponderei: ni.
      Dato che insieme al numero, se ne andrebbero anche gran parte dei "piaceri" odierni, la gente, consciamente e non, preferisce non saperlo.
      Meglio, molto meglio che rimanga un tabù.

    14. absitiniuriaverbis 19 maggio 2024

      Si, esseri umani.
      Proprio per questo, tralasciando le altre domande, ha senso a mio avviso rispondere alla prima: cosa vuol dire che 'non funziona'?

      Vedo di spiegarmi meglio: quando guardo un formicaio e mi pongo la medesima domanda, cosa rispondo?
      Quando dico, guardando dall'esterno, che funziona, intendo che, usando la logica umana, constato che la popolazione è viva, cresce, si fortifica, ripara il formicaio, cerca ed accumula cibo, procrea, alleva altre specie utili alla propria, difende ed attacca e raccoglie e gestisce i morti.
      Se fossi invece una formica, avrei coscienza di questo 'funzionare' o sarei limitato alla consapevolezza/istinto relativa alla mia specifica funzione?
      E chi mi dice che la logica umana sia applicabile al formicaio e ad ogni formica?

      Quindi, la domanda : il sistema umano su larga scala funziona? E cosa intendiamo con questo? Dal punto di vista di chi? Ne abbiamo una percezione o siamo coma la formica isolata nel formicaio?

    15. absitiniuriaverbis 19 maggio 2024

      Ho commentato, cercando di essere più chiaro nella mia esposizione, in risposta a @Nonso.
      Non ritengo ragionevole collocarsi al di fuori di un sistema per valutarne il funzionamento applicando le stesse logiche in uso per per valutare il funzionamento dei singoli.
      Ho l'impressione che debba esserci un insieme 'contenente' successivo con logiche a noi velate che descriva il funzionamento dell'insieme chiuso 'contenuto' detto umanità.

    16. absitiniuriaverbis 19 maggio 2024

      ... puoi presentare in che cosa consiste il meccanismo cui accenni?

    17. BrunoWald 19 maggio 2024

      Certo. Con l'aumentare della popolazione le relazioni interpersonali, e con esse la fiducia e le tradizioni, passano in secondo piano, per affidarsi a dinamiche sempre più impersonali.

      L'incremento demografico rende necessaria una struttura sempre più complessa e gerarchica; d'altra parte, l'incremento della produzione e della ricchezza rende inevitabile la violenza organizzata (guerra), per difendere le proprie ricchezze e magari predare quelle altrui.

      Potere politico, burocrazia, commerci a grande scala, militarismo, innescano quel meccanismo che promuovendo l'espansione della conoscenze e del processo tecnologico, per retroalimentazione, ci conduce inesorabilmente all'alveare umano gestito dalla robotica e dall'IA, all'ingegneria genetica e climatica, ecc.

      Insomma, il mondo di Harari, che personalmente considero il peggiore degli incubi.

    18. Nonso 19 maggio 2024

      Purtroppo, se la formica sia o meno soddisfatta della sua esistenza, non te lo so dire.
      Posso dire che le interconnessioni umane, viste dall'alto, che so, ad esempio a New York, sono lusso per pochi e fame per tutti gli altri.

      Inoltre, strumenti di distruzione della stessa portata dei nostri, e non mi riferisco solo all'atomica, non ne trovi a nessun'altra specie in natura. Solo il pianeta con la sua atmosfera, e naturalmente il cosmo, hanno questo genere di armi.
      Giusto o sbagliato che sia, l'essere umano ha saputo emulare la natura che osservava fino ad arrogarsi il diritto di "distruggerla" (di provarci).

    19. R66 19 maggio 2024

      Ritengo valida la risposta di @brunoWald, faccio soltanto piccole aggiunte.

      Per quanto possiamo considerarci intelligenti, non saremo mai abbastanza capaci di gestire dignitosamente dinamiche lontane ed estranee.
      Man mano che la distanza aumenta, l'attenzione diminuisce, e con essa anche l'empatia.
      Sottolineo che non sto assolutamente parlando di depopolamento, casomai di forme di decentramento.

      Ora, cercare di trasportare questo pensiero a tutto globo è di per sé paradossale; l'ottica del singolo non dovrebbe essere quella di trovare una soluzione per tutti, casomai di scartare quelle che non lo rappresentano.

    20. andreabsni 19 maggio 2024

      Nel libro Civilizzati fiono alla morte questo ed altri concetti che hai tentato di esporre vengo sviscerati molto bene. Questo è il nocciolo della questione.

    21. andreabsni 19 maggio 2024

      Esatto

    22. R66 19 maggio 2024

      Ehehehe sì, hai detto bene, ho tentato, non è facile esporli in un blog.
      Comunque non ho letto il libro che hai citato, merita?

    23. andreabsni 29 maggio 2024

      Scusa il ritardo...si merita è una collezione di studi antropologici che mette a confronto la vita dell'uomo prima e dopo la pseudocivilizzaione

    1. natascia 18 maggio 2024

      Ho tre figli. Tre mondi. Si vogliono bene hanno formazione comune, liceo e triennale ,hanno vite diverse, in base alle loro inclinazioni. Sono persone affidabili,autosufficienti dal punto di vista economico, vivono soli. Hanno in comune la sofferenza per la mancanza di un compagno o di una compagna. Non ce ne capacitiamo. I loro amici sono come loro, quelli che hanno avuto figli sono quasi tutti separati. Due di loro desiderano una famiglia e dei figli, ma incontrano sempre persone con idee confuse che pensano di avere molto tempo davanti prima di impegnarsi. Pensiamo di avere sbagliato nel permettere loro di uscire con chiunque volevano purché di buona famiglia e non criminale. Adesso i gruppi di giovani sono così e si influenzano in un conformismo senza precedenti che credo stia alla base di ogni problema. Un conformismo cameratesco, giovanile , cieco che normalmente viene superato quando si forma una famiglia propria. I nonni, pur molto presenti, non sono stati formativi come quelli della mia generazione , forse mancando di visione anche con i propri figli. Un benessere che ha tolto il senso a molte cose e che adesso, mancando ha lasciato povertà e assenza di valori di ogni tipo.

    2. mago 18 maggio 2024

      Oggi per vari motivi mi permetto un apero ogni sabato..siamo soli e le creature sparse per il mondo…noto sempre ragazze neanche minorenni a farsi lo spritz ..non oso neanche pensare che famiglia possano un domani formare.

    3. emilyever 18 maggio 2024

      Ma trovi ancora qualcuno che non si stupisca se gli chiedi un aperol classico e non uno spritz? Io ci ho quasi rinunciato, davanti agli sguardi interrogativi, o scocciati, o impauriti dei camerieri che cercano subito di correggere: vuol dire aperol spritz? - No, solo aperol, sa, quello che lo spicchio d'arancio ecc.-
      Ormai oso chiederlo solo al baretto sotto casa: non sarà un caso che durante la pandemia aveva appeso un cartello: Il greenpass è anticostituzionale, qui accettiamo solo il ginpass?-

    4. uomospeciale 18 maggio 2024

      Pensa come guardano strano me, che bevo solo acqua, caffè o succhi di frutta.

    5. emilyever 19 maggio 2024

      Ma acqua, caffè e succhi di frutta almeno sanno che cosa siano, l'aperol semplice è oramai sconosciuto

    6. mago 19 maggio 2024

      Ho la moglie del settore e come condizione sine qua non quando siamo in pensione ci iscrive ad un corso di sommelier per continuare,oggi si diverte a chiedere coktail sconosciuti e spia con malcelata goduria il povero barman che prende il telefono e cerca di che si tratti.

    7. mago 19 maggio 2024

      Fai bene ..

    8. Nonso 19 maggio 2024

      Mego, il Last Word mette nei guai più di un gentilbarman

    9. emilyever 19 maggio 2024

      "vedi caro amico, cosa bisogna inventare, per poter riderci sopra, per continuare a sperare?"

      Lucio Dalla, L'anno che verrà

    1. Nonso 18 maggio 2024

      Se la ministra avesse avuto qualcosa di concreto e serio da dire, si sarebbe sicuramente prestata ad un dibattito utile.
      Siccome alla ministra non interessa che ci sia una coscienza di rispetto della vita, e non sa fare altro che enunciare slogan scritti da altri per assicurare ai suoi elettori che, anche se le famiglie non possono mantenerli perché il lavoro stabile e giustamente retribuito non c'è, i figli hanno diritto di nascere per poi mangiare alla caritas fino all'età dell'espatrio, la ministra ha deciso saggiamente di defilarsi. Perché il diritto è degli antiabortisti di dire la loro e poi votare, i figli si bucassero a mrna e non rompessero i coglioni alle manifestazioni.

    1. Primadellesabbie 18 maggio 2024

      Bene: dividiamoci in due posizioni assolutamente incompatibili così, non solo non capiremo un caxxo come al solito, ma non si potrà neanche tentare di ragionarci sopra.

    1. Arthur 18 maggio 2024

      I giovani non mi sembrano tutti fatti come certi media vorrebbero far credere.
      C'è una percentuale abbastanza consistente di imbecilli, ce ne è un'altra, all'opposto e minoritaria, di "crema", e infine una marea di ragazzi che sono una via di mezzo alquanto eterogenea.
      Insomma, c'è di tutto.

      Quando ero adolescente (seconda metà anni '80 e primi anni '90) ricordo benissimo che c'erano tantissimi cretini, e non erano affatto pochi, anzi.
      Lo stesso ho potuto constatare negli anni '90, quando ero ventenne.

      E di stupidi ce ne erano a frotte anche negli anni '50, '60 e '70.

      Molti di quelli che sono stati giovani tra il 1960 e il 2000, e che oggi hanno tra 40 e 80 anni, non mi paiono affatto migliori.
      I fatti e i comportamenti degli ultimi decenni sono eloquenti.
      Per sapere se i giovani di oggi sono davvero peggiori, come alcuni dicono, bisognerà attendere 30-40 anni.
      Credo che potremmo avere sorprese.

      C'è una parte di società (che comprende giovani, adulti e anziani) che marcia verso l'estinzione.
      Ce ne è un'altra che invece mi pare molto sveglia e accorta.

      Io dico che ci sarà una bella scrematura.
      Tutto sommato resto ottimista.

    2. Arthur 18 maggio 2024

      E non dimentichiamo che quelli che sono stati giovani tra il 1950 e il 2000 sono i nonni e i genitori dei giovani di oggi.
      Sotto il pero nasce un altro albero di pero e sotto il fico nasce un albero di fico.
      Non nasce il melo sotto un pero e nemmeno un pesco sotto un albero di fichi.
      

    3. absitiniuriaverbis 18 maggio 2024

      Comprendo il senso.
      Non dimentichiamo però che le radici sono tutte interconnesse.
      Almeno nei boschi e foreste.
      La pianta, isolata, è invece il traguardo del sistema: nessuna famiglia, nessuna interconnessione.

    4. uomospeciale 18 maggio 2024

      CIT Arthur:

      "Io dico che ci sarà una bella scrematura.
      Tutto sommato resto ottimista. "

      Poco ma sicuro... Metà dei miei parenti, amici e conoscenti non hanno avuto figli, me compreso.
      Siamo la generazione dei rami secchi.
      Nel futuro ci sarà abbondanza di spazio e case libere.

    5. mago 18 maggio 2024

      guardò i miei figli e capisco quanto sono fortunato,ho fatto tanti sacrifici ma almeno qualcosa sono riuscito a fare,non è scontato per niente.

    6. Seik Eloth 18 maggio 2024

      Io penso alle bestie giovani in fila per le siringhe 🤣 🤣 🤣

    7. uomospeciale 19 maggio 2024

      Avere dei figli decenti di questi tempi non è roba da poco, siine felice.
      E' pieno di genitori che malgrado abbiano fatto sempre del loro meglio sia con gli esempi che con gli insegnamenti, purtroppo si sono ritrovati con dei figli che in cambio di amore sacrifici e dedizione, hanno restituito solo dispiaceri preoccupazioni e disprezzo.
      Ci vuole anche fortuna perché in una società marcia fino al midollo dove gli esempi negativi veicolati da tutti i media e dagli amici si precano, anche fare del nostro meglio come genitori spesso non basta.
      Sul terreno avvelenato, è difficile crescere dei frutti sani.

    8. mago 19 maggio 2024

      Sì professionalmente una vita di mexxda ma non era quello il mio scopo.

    1. absitiniuriaverbis 18 maggio 2024

      Io litigo solo quando voglio far pace.

      Tutte le canzoni finaliste dell'eurofestival, che non ho seguito ma di cui ho letto gli spartiti, sono in tonalità minore.
      Chi mastica un poco di musica sa che le tonalità maggiori sono brillanti, estroverse, e magari fin troppo, mentre quelle minori sono più intimiste, riflessive, oscure e magari fin troppo.
      Fin troppo oscure? Aspetta a vedere gli interpreti. Interpreti di che cosa? Delle canzoni? Niente affatto, piuttosto degli oscuri meandri da cui le canzoni provengono.
      Questi personaggi con il loro apparire forse, e sottolineo forse, eccedono il testo musicale che funge solo da contorno, quasi da scusa per poter apparire.
      L'apparire, meglio se noire e ambiguo, ma anche come mi pare purché un pollice in su mi raggiunga.

      Una volta per vedere l'arte si andava in giro per l'Europa per musei e piazze. Oggi basta scaricare l'immondizia in una piazza e ricavare da essa opere dette d'arte.
      Questi personaggi non rappresentano i giovani di oggi, non tutti, ma c'è chi compera il biglietto ed anche chi applaude.

      Se non litigo più, la pace l'ho trovata io.

    2. Arthur 18 maggio 2024

      La musica moderna è, a mio modesto avviso, spazzatura.
      Roba degenerata.
      E lo stesso dicasi per l'arte moderna in generale.

    3. uomospeciale 18 maggio 2024

      La musica come anche l'arte, sono espressioni della cultura contemporanea.
      Ovvio che a tutti quelli a cui è stato insegnato a vergognarsi di cose di cui oggi ci si vanta, non piacciano nè la musica nè l'arte di oggi.

    4. ric 18 maggio 2024

      ci basta san remo e amadeus per rendersene conto....

    1. Eugiorso 18 maggio 2024

      Diciamo che sarebbero potute servire le botte e le punziioni dure, per raddrizzare la schiena ai prodotti adulterati di un sistema degenerato, ma pare che sia troppo tardi.

    1. gix 18 maggio 2024

      L'indifferenza e il rifiuto del confronto non sono certo un problema giovanile, anche perchè i giovani semmai lo imparano dalle generazioni precedenti. Da quando il primo scimmione pre umano ha scoperto che con una legnata (o un osso di un suo simile, come nel film di Kubrick 2021 odissea nello spazio) poteva annichilire il proprio simile ostacolo alle sue stesse convinzioni, la storia va così. Non è che oggi ci si possa definire immuni, se ci si considera risvegliati o appartenenti ad una fortunata minoranza di coloro che hanno capito tutto. Prima di tutto perchè il presunto risveglio è una constatazione tutta da dimostrare, e poi perchè la strada della consapevolezza coscienziale è lunga, piena di ostacoli e ricadute, e forse non finisce mai. La maggior parte di noi è già tanto se ha fatto il primo passo.

    2. Seik Eloth 18 maggio 2024

      Non ha scoperto autonomamente lo scimmione. Spero tu lo abbia capito guardando il film.

    3. gix 18 maggio 2024

      Non è che ci sia molto libero arbitrio al riguardo. Il monolite stava anche li a testimoniarlo...

    4. Seik Eloth 18 maggio 2024

      Il libero arbitrio non esiste.
      Tutto è gia.

    5. Nonso 18 maggio 2024

      Quando leggo certi commenti sul fatto che il libero arbitrio non esista, mi domando sempre di che caspita ci lamentiamo su CDC?
      Nessuno sarebbe colpevole, se la volontà non fosse parte di questo Tutto, con cui provi a riempirti la bocca, sul quale non avrai controllo, ma di sicuro una forte incidenza.
      È interessante rendersene conto

    6. gix 18 maggio 2024

      Di libero arbitrio non ce ne è molto in giro, ma di certo ce ne è quanto basta per poter sbagliare. A cosa serva, e se sia utile o meno e a chi, commettere errori, questa è una altra questione. Non darei comunque nulla per scontato, anche dopo aver sentito innumerevoli pareri, più o meno illustri.

    7. Seik Eloth 18 maggio 2024

      Infatti.
      Parlate e vi lamentate del nulla, in realta'.

    1. Bertozzi 18 maggio 2024

      Che noia. Casalinghe che parlano di armi e tattiche belliche, uomini che parlano di aborto e vecchi che parlano di giovani. Pur parlando di cose che non conoscono e non gli competono si indignano e inorridiscono. È lo sport del contemporaneo in cui nulla succede e bisogna inventarsi pure i sentimenti. A me sembra solo tutta una gran fuffa. I giovani non sono come credi tu Pecchioli, i giovani non sono quelli dell' Eurovision, ma ci piace raccontarli così, specie se si è vecchi e cattedratici, la guerra lo è men che meno, e pure sull'aborto si dovrebbe e tacere un po' di più, invece di andare in giro col petto in fuori a fare i garanti della vita degli altri.
      Intanto si dà spazio sempre di più a notizie e fatti e eventi che tali non sono e che dovrebbero essere dimenticati seduta stante, invece no li si zombifica e li si tiene in vita per giorni o mesi per continuare a indignarsi e inorridire. La guerra, l' Eurovision, l' aborto. Tutti a fagocitare carne morta, una massa di vampiri, iene si getta famelica giorno dopo giorno su carcasse di carne morta e notizie morte, la guerra, l'eurovision, l'aborto. E intanto si vive nei sottoscala e per la benzina ci vuole un prelievo di sangue, ma oh, vuoi mettere con l' aborto? Vuoi mettere con l' Eurovision? Vuoi mettere con la guerra? E se non sei d'accordo e se non ti indigni allora sei l'ottavo figlio della von der leyen e vuoi il mondo transumano. Indignamoci in coro, e sventriamo cadaveri avanti!
      Se il Bertozzi di turno in un momento qualsiasi degli ultimi 30 anni faceva notare la gigantesca iniquità e differenza di possibilità di vita tra le generazioni veniva insultato e gli si dava, a seconda, dell' invidioso del fannullone dell'ignorante o del malato psichiatrico con questioni familiari irrisolte - come se in giro ci fosse un florilegio di famiglie felici, come quella del mulino bianco - e adesso invece tutti stupiti inorriditi e indignati, magari anche un po' sovrappeso, che si sa, l'indignazione e l'inorridimento uniti al bengodi portano a qualche chiletto in più.
      Che il professore vecchio di turno si accolli un po' di colpa generazionale ci solleva ma solo un poco, davanti al disastro il Bertozzi di turno chiede sempre "si, bene, un po' colpa vostra, ma giusto per sapere dove eravate tutti negli ultimi 40/50 anni in cui si è attuata la distruzione? Non c'era nessuno e chi c'era dormiva, nel patio della seconda casa al mare o in montagna; e già comunque si inorridiva a comando, e nessuno era mai responsabile di niente.
      Quest' ultima frase racchiude un po' tutto :Abbiamo lavato davvero a puntino il cervello delle ultime generazioni, le più restie a mettere in discussione sieri, green pass, identità digitale, le più leste a credere alla “narrazione” ufficiale."
      Eh, perché invece i più vecchi, le altre generazioni hanno protestato e guerreggiare contro sieri e green pass eh? Come no, al ragazzo non mascherinato a scuola è stato fatto il tso dagli adulti e vecchi di turno, e gli infanti sono stati imbabvagliati per salvare il nonno, eh però i piu restii a mettere in discussione sieri e green pass sono state le ultime generazioni, si, come no, ma ripigliatevi.

    2. maghi 18 maggio 2024

      se si è della generazione Z (forse Z sta per zombi), non si può capire di esserlo. Ma io preferisco dire che, essendo la Z l'ultima lettera dell'alfabeto, la generazione Z è l'ultima generazione. Spero di sbagliarmi, avendo due meravigliosi nipotini, ma già avevano legato le mani col telefono azzurro, impedendo ai genitori di educare decentemente i figli. Meno male che le mie figlie, pur piccole, capirono che era una sporca macchinazione messa su per alimentare i vari Bibbiano e San Patrignani. Altro che difendere i bambini. Ci sarà pure un motivo, se mia figlia maggiore, ora medico, al liceo notò che il 90% dei maschi e il 50% delle femmine si strafaceva più o meno pesantemente.

    3. BrunoWald 18 maggio 2024

      Casalinghe che parlano di tattiche belliche? Non sia mai! Perché ci saremo messi in testa di cercare di capire quello che succede, noi gente dappoco? Ci pensino politici e militari, che vegliano per il nostro bene.

      Vecchi che parlano di giovani? Ma come si permettono? Non erano mica stati giovani anche loro, blaterano di cose che non conoscono.

      Uomini che parlano di aborto? Orrore! Il bambino che viene ucciso non aveva mica un padre, è una questione che riguarda esclusivamente la donna... Sempre che non decida di tenerlo, beninteso, e allora il pargolo diventa responsabilità del genitore 2, vita natural durante, anche in caso di divorzio.

      Vuoi mettere il costo della benzina?

      PS: "Abbiamo lavato davvero a puntino il cervello delle ultime generazioni" è un'esplicità ammissione di responsabilità, mi sembra. Non concordo però con Pecchioli sul fatto che i ragazzi siano stati i più restii a mettere in discussione la pandemenza: per quel che ho visto, stupidità e vigliaccheria erano equamente spalmate su tutte le generazioni.

    4. nicola 18 maggio 2024

      Ottimo, Bertozzi: hai fatto centro.

    5. alessandroparenti 19 maggio 2024

      Boh!? Nella mia classe di liceo eravamo tre o quattro maschi a sfumacchiare qualche Marlboro e nessuno canne o altro. Due birre medie in birreria era il massimo che si beveva in una serata. Non ho idea di quale liceo frequentavano le tue figlie. Io ero negli anni '82-87.

    6. maghi 19 maggio 2024

      mia figlia è nata nel 1981. Quindi fine secolo .

    7. Nonso 19 maggio 2024

      Secolino

Visualizzati 85 di 85 commenti approvati.