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STATO D'ECCEZIONE LIBERALDEMOCRATICO E SONDAGGI D'OPINIONE

DI EUGENIO ORSO
pauperclass.myblog.it

I sondaggi sono il truffaldino sostituto delle elezioni, l’espediente escogitato nello “stato di eccezione liberaldemocratico” – cioè la dittatura indiretta della classe dominante globale attraverso governi di occupazione e squallidi proconsoli locali – per assumere il controllo degli stati nazionali più deboli ed attaccabili, da “normalizzare” ed aprire completamente al mercato in tempi brevi, e questo stato eccezionale tanto eccezionale, temporaneo, “una tantum” non è, perché destinato a prolungarsi sine die, fino al giorno delle tanto attese (dagli “utili idioti”) elezioni politiche, giorno che potrà non arrivare mai.Analizziamo un poco questa situazione nuova fissando, nell’analisi, dei punti fermi e traendo qualche conclusione rilevante:


1) “Stato di eccezione liberaldemocratico” che sospende la democrazia diretta (elezioni politiche) e quella indiretta (come nel caso del mancato referendum in Grecia sul pacchetto di “salvataggio” europeo). Se la dittatura, nell’interpretazione neocapitalistica della storia, è un mostro del passato che non si vuole che torni, eredità dei precedenti secoli “bui” ed in particolare del novecento, venduto quale secolo dell’Utopia assassina (il comunismo sovietico) e del Male assoluto (il nazionalsocialismo tedesco), come ci avverte il filosofo Costanzo Preve, non si poteva instaurare una classica dittatura nei paesi dell’Europa meridionale e mediterranea occupati, Grecia e Italia, superando liberaldemocrazia ed elezioni a suffragio universale, non più utili ai dominanti globali, ed installando al potere un personaggio a loro gradito, da loro dipendente e sotto il loro controllo. Non si poteva agire troppo scopertamente, aggiungendo una nuova forma dittatoriale alla lista di quelle storiche (romana, giacobina, del proletariato). Perciò, si è scelta la strada della “sospensione della democrazia” a causa della crisi, lasciando credere che tale sospensione è soltanto temporanea, rappresenta un’eccezione irripetibile, e che dopo, “salvati” gli stati oppressi dal debito, a rischio di default ed implosione, fatte le necessarie “riforme”, riavviato lo sviluppo capitalistico, il popolo potrà esprimersi ed eleggere il “suo” governo. E’ pur vero che il sistema ha qualche necessità di legittimarsi, agli occhi dei dominati, attraverso il rito elettorale, ma c’è da credere che questa esigenza, più forte in passato, oggi è molto meno sentita dai dominanti globali che hanno imposto Papademos in Grecia e Monti in Italia, e che perciò quello che ho definito lo “stato di eccezione liberaldemocratico” è una nuova forma di governo generata dalla putrefazione della liberaldemocrazia parlamentare che si fonda, almeno formalmente, su stato di diritto, rappresentanza parlamentare e elezioni a suffragio universale. Non serve più fingere di dare rappresentanza ai dominati, ciò che serve è imporre e realizzare, in tempi brevi, controriforme penalizzanti per la popolazione, che tolgono anche la speranza non solo di un miglioramento, ma di un rallentamento del continuo peggiorare delle condizioni di vita future. Ecco che questa dittatura indiretta della classe dominante globale, che ha come “banco di prova” la Grecia e l’Italia, ma che potrà essere estesa a molti altri paesi per velocizzare, allargare ed approfondire l’esproprio di risorse neocapitalistico, ha la dignità e la rilevanza di una specifica “forma di governo”. Perciò, alle classiche forme di governo conosciute – quali, ad esempio, la Monarchia assoluta (oggi rappresentata dal Vaticano), La Monarchia parlamentare, La Repubblica parlamentare, La Repubblica presidenziale, la Repubblica semi-presidenziale – possiamo aggiungere quella che nasce dal nuovo “stato di eccezione liberaldemocratico”, definendola meglio come Dittatura indiretta globalista (o ancor meglio, Dittatura indiretta della classe globale). E’ vero che dopo la realizzazione delle controriforme montiane ci potranno essere ancora tornate elettorali politiche, per riproporre il vecchio rito sistemico liberaldemocratico, ma ciò non toglie che queste avrebbero ben poco effetto, a giochi fatti, e se si presenterà ancora la necessità, si potrà rapidamente nominare, come è già stato fatto, un governo non eletto che goda della fiducia della classe neodominante. Perciò, eventuali, nuove elezioni politiche di fine legislatura e a cose fatte, saranno soltanto la spia che l’applicazione della nuova forma di governo, ossia la Dittatura indiretta della classe globale neodominante, è “intermittente” nella fase iniziale, in attesa di consolidarsi dopo un periodo di transizione.

2) Nel quadro della Dittatura indiretta globalista, osserviamo in Italia che le elezioni politiche sono state integralmente sostituite dai famigerati “sondaggi d’opinione” in materia di consenso ai cartelli elettorali e di “gradimento” del governo dell’occupatore. Il voto di preferenza, nella realtà già inibito in Italia dal cosiddetto “Porcellum”, trova un adeguato sostituto nel gradimento personale del premier, dei ministri, del capo dello stato e dei capi ed esponenti dei cartelli elettorali, presenti in parlamento con la residuale funzione di approvare (o almeno di non contrastare efficacemente) i provvedimenti governativi. Ipr Marketing, Ipso, Demos e altre simili entità truffaldine si occupano nella penisola del marketing e del “sentiment” politico, e sono incaricate di realizzare tali sondaggi. Concretamente al servizio di chi e di cosa? Al servizio della propaganda e della disinformazione sistemica che costituiscono per queste entità/ società private i veri “committenti”, e quindi la fonte irrinunciabile di introiti e utili. Tal che il Quisling Monti, non eletto ma imposto, può dichiarare pubblicamente da Tokyo, con maggior faccia tosta del Berlusconi sondaggio-dipendente (che almeno era stato eletto con una solida maggioranza): «Questo governo ha un alto consenso nei sondaggi, i partiti no». Con una simile dichiarazione, che ha fatto seguito all’”editto di Seul” montiano, il professore-Quisling ci rivela con una certa imprudenza che i sondaggi hanno sostituito le elezioni liberaldemocratiche, già di per sé truffaldine, manipolate, rituali. Un passo oltre la manipolazione del voto troviamo i sondaggi, che sono ancor più facili da manipolare, fin dalla costruzione del campione utilizzato, e che hanno la funzione di orientare il consenso nel senso voluto dal “committente” (che paga e li richiede), legittimando, in sostituzione del dato elettorale, i sub-agenti politici nel quadro della Dittatura indiretta globalista. Nella precedente dichiarazione che è ricordata come l’”Editto di Seul”, forte della sua irremovibilità dovuta al fatto che è a capo del governo per volontà e imposizione dei veri dominanti, e non perché è stato eletto dal popolo, Monti ha furbescamente ipotizzato un suo (improbabile, se non impossibile) “passo indietro”, la rinuncia all’incarico di presidente del consiglio, per mascherare con le parole il fatto che agisce in pieno “stato d’eccezione liberaldemocratico”. A Seul, rovesciando completamente una celebre fase di Giulio Andreotti, il quale affermava che piuttosto che tirare le cuoia è meglio tirare a campare, stando attaccati alle poltrone di governo, Monti ha dichiarato furbescamente – in seguito alle polemiche scatenate dalla sua “riforma” del mercato del lavoro e dall’operazione di killeraggio delle garanzie contro i licenziamenti facili – ciò che non sarà possibile che accada (almeno per un po’ di tempo ancora): «Se il paese non è pronto, il governo potrebbe non restare.» Ma il paese è inerte, il governo resterà, e i cartelli elettorali che in parlamento sostengono il governo di occupazione Monti sanno che non possono farlo cadere e che devono “stare al loro posto”, nel quadro della vigente Dittatura indiretta globalista e nell’ambito delle ridotte funzioni a loro assegnate, di mera approvazione formale delle misure decise da altri. Perciò, in mancanza del rito elettorale, funzionano i sondaggi, e funzionano bene anche nel legittimare l’irremovibile Monti, assegnandogli alti gradimenti manipolati che dovrebbero corrispondere, in questo quadro politico ed istituzionale completamente nuovo, al consenso espresso mettendo la scheda nell’urna nel rito elettorale. Così si uccide due volte una democrazia, di pura facciata, già colpita a morte dalla manipolazione mediatica del consenso, dalla persistenza del voto di scambio e d’inerzia e dall’impossibilità, nelle elezioni politiche, di scegliere i rappresentanti liberamente (“Porcellum”, preferenze non libere, eccetera).

La conclusione è che noi, oggi, viviamo sotto il tallone della Dittatura indiretta globalista, nata dall’applicazione dello “stato di eccezione liberaldemocratico” e dall’occupazione non militare del paese, e che le elezioni politiche sospese dalla vigente dittatura, simbolo e rito della democrazia liberale rappresentativa a suffragio universale, sono state nei fatti sostituite dai sondaggi d’opinione.

Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/03/30/stato-di-eccezione-liberaldemocratico-e-sondaggi-d-opinione.html
30.03.2012

Pubblicato da Davide

  • Giancarlo54

    “Dittatura indiretta globalista”. “Stato di eccezione liberaldemocratico”.

    Sono nati due neologismi. Complimenti ad Orso per averli coniati. Raggiungono e centrano il problema. Bravo.

  • illupodeicieli

    Commentando poco tempo fa su byoblu, feci presente che i sondaggi fatti ad esempio alla 7 su Monti e il suo governo erano bugiardi circa il risultato: o per lo meno i sondaggisti non avevano parlato con me o altre persone che sento spesso criticarne l’operato e i contenuti. Siccome nel commento menzionavo di aver raccolto queste frasi e opinioni in un bar, apriti cielo, in quanto sarebbero impressioni e opinioni non attendibili. Mi chiedo se mai si potrà reagire contro questa dittatura. I pericoli che intravedo sono di natura vessatoria, verso le aziende e partite iva in genere, nonchè le azioni di Equitalia e i suoi sceriffi, a seguire il possibile bavaglio per internet e i media non allineati. I rimedi non sono facilmente immaginabili: la situazione economica impone che per troppe ore ci si debba dedicare anima e corpo a procurarsi denaro, vitto e a mantenere il posto o cercarselo. Resta poco tempo e poca voglia per trovare il modo di parlare ,discutere e proporre azioni incisive.

  • siletti86

    Facciano pure come a Napoli: cioè a cercare di nascondere la sporcizia sotto il tappeto. Tanto il tappeto non crescerà di dimensione e l’immondizia continuerà ad accumularisi al di sotto. Vedrete quando arriveranno le prime buste paga…

  • Affus

    “La conclusione è che noi, oggi, viviamo sotto il tallone della Dittatura indiretta globalista, nata dall’applicazione dello “stato di eccezione liberaldemocratico” e dall’occupazione non militare del paese, e che le elezioni politiche sospese dalla vigente dittatura, simbolo e rito della democrazia liberale rappresentativa a suffragio universale, sono state nei fatti sostituite dai sondaggi d’opinione “.

    Un ‘ alternativa valida per rimediare a questa situazione è una bella guerra civile . La vuole la guerra civile Orso ?

  • misunderestimated

    64%, poi 73%… secondo alcuni Putin è un dittatore quando racimola gli stessi consensi, perché non sento levarsi cori contro Monti?

  • cardisem

    Io userei termini più semplici. In effetti, paesi come l’Italia non sono più sovrani dal 1945. La costituzione italiana è stata scritta a Yalta nel 1943. I governanti rispondono ai vincitori del 1945. Le “elezioni” sono solo dei paraventi cui non corrisponde nessuna sostanza… Non vedere la perdita di sovranità porta a complicazioni come quella sopra letta…

  • siletti86

    Perchè monti è un “radical chic”, Putin no. Della serie: se sei uno sterminatore col baffetto e la svastica ed un forte accento austro-bavarese, allora sei (giustamente) uno da togliere di mezzo. Ma se invece sei sempre uno sterminatore che veste Armani, è prof. universitario di economia, fuma sigari o pipa, ha un forte accento da cattedratico, viaggia spesso tra Parigi, Londra e Washinghton, legge il Wall Street journal, allora sei un democratico.

  • Viator

    Una guerra civile, per quanto auspicabile, non rimedierebbe la situazione, perché verrebbe tampinata dall’impero statunitense e dai suoi satelliti come è successo nelle guerre balcaniche (attacco alla Serbia), e se così non fosse il vincitore non avrebbe comunque altra scelta che reinserirsi nel meccanismo della dittatura finanziaria globale.

    Qui ci vuole il crollo del sistema economico mondiale, seguito ovviamente da guerre di tutti i tipi e dimensioni. E’ necessario stroncare la globalizzazione (che è solo un nome di comodo per americanizzazione) tramite l’annichilimento degli Stati Uniti e di tutto ciò che essi rappresentano. Il sistema non può vivere senza il suo centro propulsore.

  • xcalibur

    “dall’occupazione non militare del paese,”
    …piccolo appunto…
    Si dimenticano le numerose basi Usa in Italia
    Aviano, Ghedi ecc. ecc.

  • dana74

    ottimo Orso!

  • DroptheEstablishment

    Mi è capitato di dibattere con uno studente di giurisprudenza della statale di milano sulla condizione sovranitaria.
    Beh, vi lascio immaginare le smentite che ho ricevuto, dal;”non siamo una colonia Statunitense” al “le basi americane in Italia fanno parte del progetto nato” concludendo con:” Odio fare chiacchere da bar con chi sostiene che sia avvenuto un colpo di Stato finanziario”.

    Come possiamo pensare di uscire da una situazione che è iniziata con la conclusione della grande guerra, se gli elementi (studenti) che dovrebbero (o dovranno in futuro) spiegare a noi che succede, vengono indottrinati in questo modo?

    Il futuro magistrato antimafia, (questa l’aspirazione dello studente sopracitato) probabilmente si dedicherà ad altro nella vita.