DI EUGENIO ORSO
pauperclass.myblog.it
I sondaggi sono il truffaldino sostituto delle elezioni, l’espediente escogitato nello “stato di eccezione liberaldemocratico” – cioè la dittatura indiretta della classe dominante globale attraverso governi di occupazione e squallidi proconsoli locali – per assumere il controllo degli stati nazionali più deboli ed attaccabili, da “normalizzare” ed aprire completamente al mercato in tempi brevi, e questo stato eccezionale tanto eccezionale, temporaneo, “una tantum” non è, perché destinato a prolungarsi sine die, fino al giorno delle tanto attese (dagli “utili idioti”) elezioni politiche, giorno che potrà non arrivare mai.Analizziamo un poco questa situazione nuova fissando, nell’analisi, dei punti fermi e traendo qualche conclusione rilevante:
2) Nel quadro della Dittatura indiretta globalista, osserviamo in Italia che le elezioni politiche sono state integralmente sostituite dai famigerati “sondaggi d’opinione” in materia di consenso ai cartelli elettorali e di “gradimento” del governo dell’occupatore. Il voto di preferenza, nella realtà già inibito in Italia dal cosiddetto “Porcellum”, trova un adeguato sostituto nel gradimento personale del premier, dei ministri, del capo dello stato e dei capi ed esponenti dei cartelli elettorali, presenti in parlamento con la residuale funzione di approvare (o almeno di non contrastare efficacemente) i provvedimenti governativi. Ipr Marketing, Ipso, Demos e altre simili entità truffaldine si occupano nella penisola del marketing e del “sentiment” politico, e sono incaricate di realizzare tali sondaggi. Concretamente al servizio di chi e di cosa? Al servizio della propaganda e della disinformazione sistemica che costituiscono per queste entità/ società private i veri “committenti”, e quindi la fonte irrinunciabile di introiti e utili. Tal che il Quisling Monti, non eletto ma imposto, può dichiarare pubblicamente da Tokyo, con maggior faccia tosta del Berlusconi sondaggio-dipendente (che almeno era stato eletto con una solida maggioranza): «Questo governo ha un alto consenso nei sondaggi, i partiti no». Con una simile dichiarazione, che ha fatto seguito all’”editto di Seul” montiano, il professore-Quisling ci rivela con una certa imprudenza che i sondaggi hanno sostituito le elezioni liberaldemocratiche, già di per sé truffaldine, manipolate, rituali. Un passo oltre la manipolazione del voto troviamo i sondaggi, che sono ancor più facili da manipolare, fin dalla costruzione del campione utilizzato, e che hanno la funzione di orientare il consenso nel senso voluto dal “committente” (che paga e li richiede), legittimando, in sostituzione del dato elettorale, i sub-agenti politici nel quadro della Dittatura indiretta globalista. Nella precedente dichiarazione che è ricordata come l’”Editto di Seul”, forte della sua irremovibilità dovuta al fatto che è a capo del governo per volontà e imposizione dei veri dominanti, e non perché è stato eletto dal popolo, Monti ha furbescamente ipotizzato un suo (improbabile, se non impossibile) “passo indietro”, la rinuncia all’incarico di presidente del consiglio, per mascherare con le parole il fatto che agisce in pieno "stato d'eccezione liberaldemocratico". A Seul, rovesciando completamente una celebre fase di Giulio Andreotti, il quale affermava che piuttosto che tirare le cuoia è meglio tirare a campare, stando attaccati alle poltrone di governo, Monti ha dichiarato furbescamente – in seguito alle polemiche scatenate dalla sua “riforma” del mercato del lavoro e dall’operazione di killeraggio delle garanzie contro i licenziamenti facili – ciò che non sarà possibile che accada (almeno per un po’ di tempo ancora): «Se il paese non è pronto, il governo potrebbe non restare.» Ma il paese è inerte, il governo resterà, e i cartelli elettorali che in parlamento sostengono il governo di occupazione Monti sanno che non possono farlo cadere e che devono “stare al loro posto”, nel quadro della vigente Dittatura indiretta globalista e nell’ambito delle ridotte funzioni a loro assegnate, di mera approvazione formale delle misure decise da altri. Perciò, in mancanza del rito elettorale, funzionano i sondaggi, e funzionano bene anche nel legittimare l’irremovibile Monti, assegnandogli alti gradimenti manipolati che dovrebbero corrispondere, in questo quadro politico ed istituzionale completamente nuovo, al consenso espresso mettendo la scheda nell’urna nel rito elettorale. Così si uccide due volte una democrazia, di pura facciata, già colpita a morte dalla manipolazione mediatica del consenso, dalla persistenza del voto di scambio e d’inerzia e dall’impossibilità, nelle elezioni politiche, di scegliere i rappresentanti liberamente (“Porcellum”, preferenze non libere, eccetera).
La conclusione è che noi, oggi, viviamo sotto il tallone della Dittatura indiretta globalista, nata dall’applicazione dello “stato di eccezione liberaldemocratico” e dall'occupazione non militare del paese, e che le elezioni politiche sospese dalla vigente dittatura, simbolo e rito della democrazia liberale rappresentativa a suffragio universale, sono state nei fatti sostituite dai sondaggi d’opinione.
Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/03/30/stato-di-eccezione-liberaldemocratico-e-sondaggi-d-opinione.html
30.03.2012
DroptheEstablishment 31 marzo 2012
Mi è capitato di dibattere con uno studente di giurisprudenza della statale di milano sulla condizione sovranitaria.
Beh, vi lascio immaginare le smentite che ho ricevuto, dal;"non siamo una colonia Statunitense" al "le basi americane in Italia fanno parte del progetto nato" concludendo con:" Odio fare chiacchere da bar con chi sostiene che sia avvenuto un colpo di Stato finanziario".
Come possiamo pensare di uscire da una situazione che è iniziata con la conclusione della grande guerra, se gli elementi (studenti) che dovrebbero (o dovranno in futuro) spiegare a noi che succede, vengono indottrinati in questo modo?
Il futuro magistrato antimafia, (questa l'aspirazione dello studente sopracitato) probabilmente si dedicherà ad altro nella vita.