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STAI MOLTO ATTENTA, ADORATA SPAGNA

DI AMBROSE EVANS PRITCHARD
blogs.telegraph.co.uk

Due settimane fa sono stato intervistato dal quotidiano catalano El Punt Avui (1). Ho detto la mia opinione secondo la quale sarebbe impensabile che lo Stato spagnolo intervenisse militarmente per fermare la secessione catalana.

Un gesto di questo tipo andrebbe a violare i trattati dell’Unione Europea e porterebbe alla sospensione della Spagna dall’Unione stessa. All’inizio del 21° secolo, queste cose non si fanno più.

“Non si può essere membri dell’ EU se si usa la forza” era il titolo.

Ma forse ho sottovalutato la solerzia dei responsabili dell’esercito spagnolo.

Infatti, è arrivato il commento da parte del Colonnello Francisco Alaman che ha fatto un parallelo storico con il 1936, garantendo la volontà di spazzar via i nazionalisti catalani, descritti come “avvoltoi”.

Il Colonnello ha proseguito: “L’indipendenza della Catalogna? Dovranno passare sul mio cadavere. La Spagna non è la Yugoslavia od il Belgio. Anche se il leone sta dormendo, non svegliatelo perché potrebbe tirar fuori una ferocia collaudata da secoli”.

In realtà non siamo minimamente come nel 1936. Ho passato parte del mio fine settimana a leggere nuovamente la magistrale biografia di Franco scritta da Paul Preston, un utile richiamo per tutti noi.

Nel 1936 il colpo di stato militare di Franco, era diretto contro il neoeletto Fronte Popolare, visto dai comandanti dell’esercito (ma non da tutti) come l’inizio di una conquista della Spagna da parte dei Bolscevichi. La rivolta di Franco era dunque una difesa della gerarchia cattolica contro il comunismo e la sovversione francese (nella loro mente).

Il governo spagnolo attualmente è un governo nazionalista di destra – Partido Popular – con collegamenti con l’Opus dei. Le parti sono completamente invertite.

In un certo senso il Colonnello Alaman ha ragione. La situazione sta diventando pericolosa.

E se pensate Alaman sia un caso isolato, il Tenente Generale Pedro Pitarch ha dichiarato che le parole di Alaman riflettono “il pensiero profondamente radicato in gran parte delle forze armate”.

Il generale Pedro Pitarch ha dichiarato che dell’indipendenza della Catalogna non c’è nemmeno da parlarne, aggiungendo che Madrid ha gestito la questione in modo disastroso, tanto da fargli affermare: “Abbiamo una Stato inetto?”

Inoltre c’è stata anche una minaccia da parte della Asociación de Militares Españoles (AME) – un’associazione di ufficiali in pensione – la quale mette in guardia chi ha intenzione di promuovere la “spaccatura della Spagna” che dovrà difendersi da accuse di tradimento davanti a tribunali militari.

Ecco cosa scrive El Mundo (2) :

Il comportamento del Governo catalano e dei membri del suo Parlamento è inammissibile.

In base all’articolo 8 della sua Costituzione, le Forze Armate sono i guardiani dello Stato spagnolo e dell’integrità del suo territorio e per difendere la sovranità e la Magna carta della nazione spagnola, eseguiranno il proprio compito “con scrupolo e in modo meticoloso”.

L’AME ha dichiarato che il minimo accenno di secessione “sarà represso”. I trasgressori devono avere bene in mente che “sotto la giurisdizione dei tribunali militari, dovranno rispondere rigorosamente alla pesante accusa di alto tradimento”.

Ma parlano a nome dell’esercito? Si dovrebbe presumere di no e ci si dovrebbe  aspettare un disconoscimento ufficiale – sull’ipotesi di intraprendere una tale linea – da parte del Re Juan Carlos, o dal premier Mariano Rajoy o dagli alti gradi delle Forze Armate.

Nelle democrazie l’uso di tribunali militari è proibito contro i civili (sorvoliamo su Guantanamo). I presunti cospiratori del presidente Abramo Lincoln furono portati davanti a tribunali militari USA e condannati all’impicccagione, dando il via ad una lunga battaglia legale alla fine della quale la Corte Suprema decretò che una simile procedura era anticostituzionale e che una cosa del genere non sarebbe mai più dovuta accadere.

Così alla luce di ciò, quello che sta succedendo in Spagna è un ribaltamento degli eventi molto pericoloso. Suggerire come una grande nazione quale la Spagna debba gestire le proprie questioni non è certo compito di un pirata inglese.

(Il mio problema poi consiste nell’essere un gallese supporter dell’unione con la Gran Bretagna che è un po’ come un supporter catalano a favore dell’unità con la Spagna… ma solo con mezzi democratici. L’uso della forza cambia tutte le cose).

In questo momento in Europa le cose si stanno muovendo molto velocemente. La settimana scorsa il Portogallo è stato sconvolto, mentre la Spagna è in uno stato di crisi maggiore. La maggior parte dell’Europa del sud è in una situazione imprevedibile.

È colpa dell’unione monetaria e dell’euro? Certo, naturalmente che lo è. Mentre gran parte del mondo – inclusa la Gran Bretagna – sta pagando una profonda crisi economica, il danno concentrato con un’intensità letale in quegli stati vittime dell’Unione Monetaria Europea. Il tasso di disoccupazione spagnolo è al 25% e non si è ancora fatto sentire a pieno il morso dell’austerità.

E come se ancora non bastasse, le popolazioni hanno fatto la spiacevole scoperta che i loro Governi eletti non possono far nulla per liberarle dalla trappola e che hanno perso il controllo sul proprio destino.

Spagna e Portogallo sono intrappolate in un crollo cronico con le valute sopravvalutate. Pur avendo ripreso un po’ di competitività nel lavoro tagliando i salari, la cosa ha solo – ed obbligatoriamente – compensato il disastro dell’accoppiata debito-deflazione e li ha portati ancora di più vicino alla bancarotta.

Sicuramente il piano Draghi per l’acquisto di bond ha ritardato il giorno della resa dei conti.
Ha abbassato il costo del rifinanziamento sovrano ed attutire la caduta, ma non è in grado di fermare la lenta asfissia di queste società.

Ci stiamo muovendo ora dalla fase finanziaria della crisi all’esplosione totale della crisi politica, il che davvero assomiglia agli anni ’30.

La gente mi domanda quando io sono diventato pessimista: la mia risposta è: “nel 1991, quando ho accompagnato le truppe Serbe nella città di Vukovar ed ho visto 300 prigionieri feriti portati via dall’ospedale, pensando che fossero finalmente al sicuro per poi venire a sapere che poco dopo erano stati falciati a colpi di mitra in una vicina fattoria, ecco, allora sono diventato pessimista”.

L’impensabile avveniva davanti ai miei occhi, ed era ancora nulla rispetto al massacro di 8.000 bosniaci musulmani – uomini e ragazzi – a Srebrenica, di cui poi ho riferito nel processo a l’Aia.

Quando le cose iniziano a prendere una brutta piega, vanno a finire ancora peggio. Stai molto attenta, adorata Spagna.

Ambrose Evans-Pritchard
Fonte: http://blogs.telegraph.co.uk
Link: http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100020330/be-very-careful-beloved-spain/
25.09.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura della redazione

1) http://www.elpuntavui.cat/noticia/article/3-politica/17-politica/575103-no-pots-ser-membre-de-la-ue-si-utilitzes-la-forca.html
2) http://www.elmundo.es/elmundo/2012/09/24/espana/1348493725.html

Pubblicato da Davide

  • Fabriizio

    Bello fare i Froci con i Culi degli altri, eh ?

    caro Ambrose, tu sei originario del Sussex,

    figlio di una star dell’antropologia

    allora perchè non ti dimostri cosi’ liberale

    anche per l’indipendenza di Irlanda del Nord, Scozia e Galles ?

    Salutame agli amici tuoi Angli.

  • Gariznator

    Che articolo del cactus… Tempo sprecato nella lettura e tempo sprecato nella traduzione. Questa roba lasciatela pubblicare a La Repubblica

  • siletti86

    Ottima risposta!!!!

  • siletti86

    “STAI MOLTO ATTENTA, ADORATA SPAGNA”: cos’è, caro Pritchard, un consiglio o una minaccia? Perchè questa cosa, detta da un giornalista e per di più anglo, non mi convince molto!

  • RicBo

    Ciò che dice Evans-Pritchard va forse interpretato nella maniera seguente: la soluzione a questa crisi non verrà dai nazionalismi, anzi, più si insiste su questa strada, più povertà e guerra sono praticamente certe, a vantaggio dei pochi oligarchi finazisti che vogliono il continente nelle loro mani.

  • siletti86

    Ecco, hai detto una cosa giusta!! Allora questa sarebbe una buona occasione per il governo spagnolo di mettere seriamente in discussione il progetto eurosuicida e tornare a stampare moneta sovrana! Non credi?

  • RicBo

    Se la gestione monetaria continua ad essere guidata dalla stessa ideologia che ha portato all’euro, tornare alla peseta o alla lira non cambierebbe nulla. Guarda in UK: hanno la sterlina, ma i tagli allo stato sociale sono gli stessi.

  • lucamartinelli

    Sono mesi che invito i responsabili di questo sito a lasciare perdere gli inglesi, i loro giornali e i loro articoli.

  • Bellerofon

    Sfortunatamente, e da perfetta imbelle in politica estera, l’Italia ha già fatto “il frocio col culo degli altri”, per usare la colorita espressione di qualcuno che mi precede. Come dimenticare i bombardamenti italiani in Serbia nel 1999 (D’Alema premier…), ed il riconoscimento del Kosovo indipendente da parte del nostro Paese nel febbraio 2008?
    Quella di Evans Pritchard non è una minaccia, bensì una “cronaca dal futuro”. Prossimo, già programmato, e che ci riguarderà MOLTO da vicino.

  • Fabriizio

    … l’espressione era del mio sommo Maestro Ricucci

  • cittadinoitaliano

    Penso che le sciocchezze dei “nazionalisti” catalani siano sullo stesso piano delle sciocchezze di Bossi &Co. Tuttavia, penso che qualora questi signori comincino a fare sul serio sia nel pieno diritto dello stato spagnolo, e di quello italiano, l’uso della forza, considerato il fatto che non tutti i catalani, né tutti i cittadini italiani del nord italia, sono d’accordo con la secessione considerando financo il fatto che sono secoli che la Spagna è uno stato unitario. Questo concetto che finché tutto va bene allora stiamo insieme mentre se cominciano le crisi si deve secedere giova solo ai leader che propugnano tali scemenze che lucrano consenso e danaro su tali pseudoideologie.

  • castigo

    mai sentito parlare di “autodeterminazione” dei popoli??
    se valeva per la Jugoslavia, cosa ti fa credere che non valga anche per Spagna o italia??