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SPOLPARE: IL BUSINESS DI QUESTA FASE

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

L’Italia è un territorio da cui le attività produttive, soprattutto quelle per il commercio estero, se ne sono andate o se ne stanno andando, assieme alle residue capacità tecnologiche e a molti imprenditori e tecnici e ricercatori. Rimane un apparato amministrativo sempre più elefantiaco, costoso e inefficiente; un sistema infrastrutturale e scolastico sempre più arretrato e carente; una popolazione sempre più vecchia, improduttiva, bisognosa di sostegni; un debito pubblico sempre più massiccio.

Però in capo a questa popolazione rimane anche il notevole patrimonio accumulato in epoche precedenti e diverse. Quale può essere il business in una tale situazione? Quali attività economiche incoraggia un paese così? E’ ovvio: l’attività economica che rende di più – e forse l’unica che possa rendere realmente – in un paese come l’Italia, non è produrre nuova ricchezza, non è investire a lungo termine, ma è il sottrarre la ricchezza già esistente a chi la possiede.

Produrre nuova ricchezza è economicamente razionale, soprattutto in tempi di globalizzazione, dove vi sono le condizioni per farlo, ossia dove vi sono buona amministrazione, buone infrastrutture, tecnici qualificati, alta produttività oraria rispetto al costo del lavoro, bassi oneri fiscali.

In tali condizioni, è razionale fare investimenti e programmi di lungo termine. Dove vi è l’opposto di queste condizioni, conviene disinvestire, fare programmi a breve, e … spolpare. Specialmente se si dispone di una classe politico-sindacale e amministrativa corrotta, comperabile, guidabile (dall’interno, o dalla UE, dove l’Italia è passiva nelle mani di Germania e Francia), come quella italiana. E se le autorità di controllo sono anch’esse inefficienti e condizionabili. Queste condizioni rendono particolarmente agevole ed efficace la sottrazione di ricchezza esistente alla popolazione. Ungendo gli ingranaggi giusti, si può ottenere collaborazione o connivenza politica, sindacale e giudiziaria. E’ irrazionale aspettarsi dalla politica qualcosa di divergente dall’assecondamento di tali strategie – aspettarsi uno sforzo per rilanciare il paese. Semplicememnte, non è il momento, non è la fase.

Con queste premesse, quali sono i metodi con cui sottrarre ricchezza alla popolazione?

Sul piano internazionale, i pesci grossi – in Europa, la Germania e la Francia; su scala mondiale, gli USA, soprattutto – negli organismi internazionali acquisiscono vantaggi – posizioni di mercato, grandi commesse, normative economiche – a svantaggio dell’Italia.

In ambito interno, innanzitutto, già ci si è accaparrati le parti migliori e i mercati di grandi imprese in crisi chiudendo i rami poco o troppo concorrenziali, trasferendo all’estero le produzioni migliori, etc. Ciò viene fatto anche con le grandi imprese pubbliche, che lo Stato privatizza e vende all’asserito scopo di far fronte alle sue difficoltà finanziarie.

Sempre sfruttando la debolezza finanziaria dello Stato e lavorando di rating, si possono spremere interessi passivi “premiali” sul debito pubblico.

Inserendosi nell’attività appaltistica della sanità, molto ricca ed estremamente corrotta soprattutto da Roma in giù, si possono realizzare lauti guadagni a spese soprattutto delle finanze regionali, che per l’80% vanno in spese sanitarie, giustificate solo in parte minoritaria dal valore effettivo dei beni e dei servizi comperati, e per il resto costituente margine di profitto economico, seppur formalmente criminale. Profitto che, quindi, attraverso il SSN, è prelevato dai cittadini contribuenti.

Sfruttando le posizioni di monopolio di servizi pubblici essenziali e/o imposti per legge, quindi sfruttando la possibilità di imporre sovrapprezzi monopolistici da un lato e di risparmiare sul servizio dall’altro, grandi quantità di denaro vengono spremute costantemente e stabilmente dalla popolazione: acqua, rifiuti, energia elettrica, etc. Le aziende che forniscono tali servizi sono state costituite con soldi dei contribuenti e poi sono state vendute o svendute a società private o miste, che hanno rapidamente moltiplicato le tariffe, peggiorando il servizio.

La spremitura fiscale è un ulteriore e ovvio metodo per prendere la ricchezza alla gente. L’Italia ha un sistema tributario ampiamente basato su aliquote impossibili, che, se pagate, buttano l’azienda fuori dal mercato, e su presunzioni di reddito. Presunzioni in teoria semplici,ossia superabili mediante prova contraria, ma perlopiù funzionanti come assolute, perché considerate tali dai giudici tributari (nominati, pagati e alloggiati dal Ministero delle Finanze) o perché non sono ammesse le prove per confutarle.

La spremitura mediante il fisco e mediante i monopoli è sostenuta con metodi terroristici: controlli fiscali fatti da militari della GdF col mitra puntato, multe da fallimento, ganasce fiscali e altri barbarici strumenti di intimidazione. Sovente l’unica via di scampo è corrompere. D’altronde, soprattutto in una competizione globalizzata, una ditta che sta in Italia (e che quindi sopporta alti costi del lavoro, alti costi dei servizi, alti costi dell’energia, alti costi della pubblica amministrazione, alta pressione fiscale, scarsa qualità delle infrastrutture, della giustizia, della formazione), essendo da tutto ciò svantaggiata rispetto alla concorrenza, o evade o fallisce, a meno che disponga di una posizione di nicchia o di monopolio. E in effetti la parte più normale e sana dell’economia italiana è fatta di nicchie. Le quali però sono posizioni labili, contendibili. Mentre i monopoli, assistiti coi pubblici poteri dalla politica corrotta, alzando sempre più le tariffe, sottraggono il reddito dai consumi, quindi alle altre imprese, e deprimono il mercato.

L’estorsione fiscale è accompagnata dalla frode fiscale, compiuta dalla pubblica amministrazione e dai suoi concessionari mediante l’emissione di c.d. cartelle pazze (che spesso pazze non sono, ma pianificate) e da cartelle doppie (per tributi già pagati) al fine di aumentare gli incassi: emettere cartelle indebite, fingendo l’errore, non costa nulla, e una buona parte viene pagata, vuoi per svista, vuoi per paura, vuoi per mancata conservazione delle ricevute (che si deve tenere per 10 anni, ossia fino alla prescrizione), vuoi perché opporsi costa troppo.

Con tutte queste aziende in difficoltà, con tutte queste persone che lottano per salvare la casa da mutui, ipoteche, Equitalia, etc., è possibile realizzare grandi profitti con l’usura: offrire un poco di liquidità per tirare avanti, nella speranza che le cose stiano per cambiare, che arrivi la ripresa sempre annunciata dalla politica… e, siccome fintanto che c’è vita c’è speranza, e fintanto che c’è speranza la gente si tira il collo per lavorare, risparmiare, fregare il prossimo, ipotecare i beni di tutta la famiglia, dar fondo a tutte le riserve, pur di pagare i debiti e salvare la casa o l’azienda, grazie a tutto ciò l’usura bancaria e parabancaria più arricchirsi dello sforzo lavorativo totale di milioni e milioni di persone, senza assumersi alcuna responsabilità sociale verso di loro (libertà assoluta d’impresa). Analogamente, ai lavoratori dipendenti si dettano le condizioni contrattuali che devono accettare se vogliono lavorare e mangiare.

Ulteriori possibilità di saccheggio del patrimonio e del lavoro dei cittadini si possono produrre se e quando il paese entrerà in dissesto, se sarà costretto a tagli brutali di spesa e/o a imposte straordinarie. Allora si potrebbe avviare un fuggi-fuggi di persone e capitali dall’Italia, contrastato da misure governative di emergenza (blocco dei capitali) e si potrebbe speculare vendendo alla gente in panico costosi servizi di trasferimento all’estero dei suoi risparmi, di esterovestizione, di reinvestimento.

Dopo una simile fase terminale di smantellamento socio-economico del paese, ci sarebbero le condizioni per massicci reinvestimenti di rifondazione e di ricostruzione – investimenti concentrati di grandi capitali internazionali, demolizione dell’attuale sistema di produzione di consenso, e strutturazione di un nuovo sistema statuale – o di più stati, per adattarsi alle diversità etniche e storiche. Disponendo di un grande, incontestabile e concentrato potere e libertà di strutturazione economica, politica e sociale, questo capitale potrebbe lanciare e sostenere programmi di sviluppo e piani di investimenti di lungo termine, idonei a incoraggiare le iniziative economiche e gli investimenti dei singoli imprenditori, stranieri e italiani, avviando la fase di ripresa e di fiducia nel futuro. Fino a che non si sia esaurita la presente fase, col drenaggio di tutta la ricchezza drenabile, e lo smantellamento del sistema sociopolitico degli interessi e delle rendite istituzionalizzati e facenti parte del sistema di consenso e potere, e fino a che non sia stata innescata quella nuova fase, la politica e l’economia potranno solo lavorare allo spolpamento e non potranno avere piano di rilancio e risanamento. Infatti anche oggi vediamo che il pacchetto di stimolo all’economia del governo è pietoso, mentre l’opposizione non formula alcun piano di rilancio, e parla essenzialmente di tasse.

Dopo, con la nuova fase, riprenderà il processo di concessione di crediti allo sviluppo e al consumo, i quali produrranno, nel corso del tempo, le future crisi di indebitamento e l’innesco di altre fasi, meno allegre, del ciclo economico.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info/
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=442
9.02.2011

Pubblicato da Davide

  • KATANGA

    …e noi ..o can continuando a sognare un mondo migliore!!!
    …ma e’ una questione di oroscopo…!

  • Affus

    Vediamo se il problema lo si capisce a quasta maniera .
    Non possono essere le tasse di sinistra o di destra a salvare questo paese,nè il resto dell’europa, ma un cambio istituzionale e culturale molto profondo che avverrà solo se crolla tutto,arrivati a questo punto .
    Non ci sono più gli spazi per un riformismo economico e culturale degli italiani. Solo una guerra civile ci potrebbe far uscire fuori da questo pantano,ma una guerra civile con degli ideali precisi e con fini e obiettivi certi.

  • Rossa_primavera

    Ennesimo ottimo articolo di Della Luna che dimostra ancora una volta
    che l’italiano come privato e’ virtuoso,abbiamo un risparmio in questo
    settore infatti tra i piu’ alti al mondo e un indebitamento tra i piu’ bassi.
    L’Italia sarebbe dunque una nazione discretamente ricca,il problema di
    fondo resta questo stato borbonico,inefficiente e criminale che succhia
    il denaro dei piccoli e grandi risparmiatori in ogni modo per finanziare
    un apparato clientelare e assistenzialista che ha ormai creato una voragine nei conti pubblici tale da mettere a rischio la nostra permanenza in Europa.Abbiamo uno degli stati sociali piu’ inefficienti
    e dissipatori al mondo,che non garantisce prestazioni e servizi,a fronte
    di una pressione fiscale divenuta intollerabile.Un bel record

  • wld

    Non illudiamoci, non c’è nessuna cura finché non mandiamo a casa questa classe dirigente sessantottina corrotta e bancarottiera. Bisogna azzerare il Parlamento, ormai non ci rappresentano più, sono lontani anni luce dalla quotidianità degli individui che credono di rappresentare, Una classe dirigente pomposa con spese esorbitanti, tra Governo istituzionale, governo Regionale, Governo Provinciale, Governo Comunale e tutti i sottoprodotti delle stesse istituzioni che sono in ogni dove per nepotismo e clientelismo. Hanno fatto il loro tempo e devono andarsene a casa, non votiamoli più, è l’unico modo pacifico di protestare, altrimenti ci porteranno dritti alla rovina, tutti questi partitucoli di autoreferenziali, vecchi vecchi e vecchi. Abbiamo uno dei paesi più belli al mondo, sia per la Cultura (musei e opere d’arte), per il Turismo (che non viene incentivato per mancanza di infrastrutture) e siamo qui a pensare di fare ancora automobili che non vendiamo più a nessuno; bisogna girare pagina e alla svelta prima che sia troppo tardi, cambiare mentalità, non si deve produrre per consumare di più, ma per avere una vita migliore, giustamente retribuita, con diritto di cittadinanza. Il modello che ci viene propinato dai media, non funziona più, l’era del consumismo a tutti i costi è finita, o si capisce questo o siamo perduti per sempre. Anche i bravi risparmiatori Italiani, prima o poi finiscono le loro scorte, facendo da servizio sociale ai figli che sono il vero nostro tesoro, il futuro è loro, è loro che saranno la prossima Classe Dirigente e non persone di 70/80/90 ancora lì seduti su di una poltrona come vampiri a decidere per il popolo, loro sono già morti e non lo sanno, e anche noi non ce ne rendiamo conto continuando a votarli. Mandiamoli a casa per sempre. wlady

  • Hamelin

    Quoto in toto!
    Putroppo l’Italiota medio crede quando va alle urne che il meno peggio lo salvi…si vede con il meno peggio dove siamo arrivati…e dove arriveremo…A mio parere il baratro è ormai inevitabile ( ma io sono abbastanza pessimista o ottimista ben informato dipende dai pareri ).Tra i politici ci sono persone che sono completamente dissociate dalla realtà in quanto discendendo da generazioni di nulla facenti e parassiti da 30.000 EUR mese + mazzette è difficile rendersi conto di come possa essere la vita di una persona media che si alza alle 6.30 del mattino per andare a lavorare per 1.000 sporchi EUR che diano da mangiare ai propri figli…
    In Italia la prima mafia è lo Stato…

  • Albertino

    purtroppo hai ragione, soprattutto nella parte in cui scrivi che “Anche i bravi risparmiatori Italiani, prima o poi finiscono le loro scorte”. io la vedo proprio brutta.

  • glomer

    veramente di Borbonico nn c’è proprio nulla…MAGARI CI FOSSE!!!!!
    semmai è + uno stato “SAVOIARDO”!!!! :-))

  • DexterDrake

    se guardate bene ci sono ancora un paio di buchi nella cinta, possiamo ancora stringere

  • wld

    Giusta osservazione storica.

  • Simulacres

    “La spremitura fiscale è un ulteriore e ovvio metodo per prendere la ricchezza alla gente. L’Italia ha un sistema tributario ampiamente basato su aliquote impossibili, che, se pagate, buttano l’azienda fuori dal mercato, e su presunzioni di reddito. Presunzioni in teoria semplici,ossia superabili mediante prova contraria, ma perlopiù funzionanti come assolute, perché considerate tali dai giudici tributari (nominati, pagati e alloggiati dal Ministero delle Finanze) o perché non sono ammesse le prove per confutarle.”

    Mai parole furono più veritiere!!! Io stesso rimasi vittia vittima di una gigantesca battuta di caccia di frodo tanto grottesca quanto Criminale!

    Una kafkiana vicenda che davanti a un giudice ordinario, poiché l’evidenza è inconfutabile, (evidenza della quale il processo tributario se ne strafotte allegramente) si sarebbe risolta in pochi istanti a mio favore e con tanto di risarcimento del danno professionale, materiale, biologico, morale ecc. ecc. e questi ultimi, per me, impagabili!!!

    Mentre avvenne che non sottostare allo scempio dettato dalle vili sentenze dei giudici tributari BASTARDI!!! al soldo del ministero dell’economia e delle finanze sempre atti ad avallare (Cassazione comprersa! Insindacabilità nel giudizio di legittimità. Sentenza n. 11449 del 30/5/2005) i ricatti degli INAFAMI ESTORSORI dell’ Ufficio delle Entrate!!! – i quali si beccarono il mio più categorico dei rifiuti – tuttociò è dal 2004 che m’ha proiettato in uno stato di rabbia e di impotenza… quella vasta impotenza in cui ti accorgi che “la vita per chi non ha mezzi è solo un lungo rifiuto in un lungo delirio”, quella sfera in cui la tua stessa onestà implica per se stessa un’indegnità inespiabile; ritrovandomi in uno stato di privazioni e precarietà ormai prossime all’indigenza finale. http://www.webalice.it/infoprivate/Il%20caso%20di%20specie.html

    Sono, anzi ero un fotografo, in gergo c.d. creativo, di immagini concettuali (edititoria, pubblicità) i cui diritti d’uso sono soggetti a compravendita nell’ambito del mercato multimediale, – come accade per tutti i soggetti creativi – quindi la mia unica fonte di reddito (prevalentemente di provenienza estera) traeva origine dalla cessione del diritto d’autore.

    Ma da quando è scoppiata la crisi… insieme alla polverizzazione del diritto d’autore tutto il mercato settoriale globale è divenuto appannaggio di oligarchi pseudo-filantropisti quali gates, (Corbis image) ghetty (Ghetty Images) e simili i quali abbassando i prezzi mediamente da 100 a 1 $ coi siti “Microstock” ai quali (grazie al clik digitale) contribuiscono una moltitudine di schiavi disperati, quali fotografi, creativi e art tutti falliti! e scimmiottari aspiranti tali di studenti, precari, disoccupati, mamme, papà, nonni/e, pensionati/e e quant’altro velleitari, con le quali immagini percepiscono mediamente 25 cent. di dollaro a download, ‘sti grandissimi plutocrati farabutti ci incassano milioni e milioni di dollari al giorno. Impedendo così a tutta una categoria di lavoratori professionisti del settore di poter lavorare, poichè, come per esempio nel mio caso: se prendo una modella/o per uno scatto quante dita negli occhi gli dovrei dare? visto che con queste scellerate regole di mercato se solamente volessi dargli la miseria di 100 dollari, nella migliore delle ipotesi il solo costo della modella l’ammortizzerei in 3/4 anni.

    E poichè, oggi l’arte fotografica e l’arte più imparabile, più copiabile e più duplicabile che esista, quello che gli è capitato credo simboleggi più di ogni altra cosa l’impietosa deriva di schiavizzazione sulla quale l’intera umanità sta inesorabilmente approdando.
    Vedi Marchionne Style.

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    “L’estorsione fiscale è accompagnata dalla frode fiscale, compiuta dalla pubblica amministrazione e dai suoi concessionari mediante l’emissione di c.d. cartelle pazze (che spesso pazze non sono, ma pianificate) e da cartelle doppie (per tributi già pagati) al fine di aumentare gli incassi: emettere cartelle indebite, fingendo l’errore, non costa nulla, e una buona parte viene pagata, vuoi per svista, vuoi per paura, vuoi per mancata conservazione delle ricevute (che si deve tenere per 10 anni, ossia fino alla prescrizione), vuoi perché opporsi costa troppo.”

    A questo proposito: http://www.webalice.it/infoprivate/Glistacanovistidell'inerziaelefatalit%E0deibeneficiatiari.html

  • radisol

    “Classe dirigente sessantottina” ? … e dove la vedi ? Gli unici elementi che hanno qualche ruolo “dirigente” attuale e che hanno avuto qualcosa a che fare col 1968 ( e nemmeno poi molto, il tempo di qualche mese di ricreazione) sono Massimo D’Alema e Giuliano Ferrara ….. forse anche Carlo Rossella e Ferruccio De Bortoli … vogliamo pure metterci Paolo Liguori e Giampiero Mughini che però da tempo si occupano solo di calcio ? … e li finisce ….. e almeno 4 sui 6 citati stanno ora alla corte di Berlusconi …. e tutti e 6 hanno da tempo immemorabile rinnegato il 1968 …. ma di che stai parlando ?

  • Affus

    verissimo ,questo è uno stato savoiardo .

  • Rossa_primavera

    Di borbonico c’e’ l’inefficienza e la corruzione.

  • Rossa_primavera

    Tutti i capi delle procure di spicco si sono formati in quel periodo,difatti
    la giustizia versa in uno stato pietoso.

  • lucamartinelli

    quindi il tuo è un sogno. Infatti dove troverai un italiota disposto a sparare e a farsi sparare addosso? Forse, come proposto tempo fa, se togliamo i nostri risparmi dalle banche, otteniamo la stessa cosa senza spargimento di sangue. saluti

  • radisol

    Beh, questo se vuoi è semplicemente un dato anagrafico …. è persino ovvio che oggi in certi ruoli ci siano persone tra i 55 ed i 65 anni ….. è così dappertutto, in ogni ruolo … solo la politica ha una media ancora più gerontocratica …. difficile però attribuire al 1968 il discorso di “Mani pulite” …. Davigo veniva dal MSI come del resto Borsellino a Palermo, Di Pietro era un ex questurino pure lui all’epoca abbastanza destrorso, dichiarò persino di votare Forza Italia nel 1994 …. Borrelli era un vecchio liberale storicamnte legato al partito di Malagodi … D’Ambrosio e Colombo tendevano certo a sinistra, il primo per il Pci/Pds, il secondo all’epoca per la Rete di Leoluca Orlando … ma il primo era stato quello che aveva scagionato i poliziotti per la morte di Pinelli inventandosi la incredibile tesi del “malore attivo” e comunque nel 1968 era già abbastanza vegliardo …. e Colombo era stato uno degli spauracchi del brigatismo rosso ….. alla fin fine c’erano più sessantottini nell’entourage di Craxi ( ed ora di Berlusconi) che non fra i loro nemici …..