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SPARATECI COSI’ FATE PRIMA

DI BIFO
Rekombinant

Che il governo di centrosinistra nato dalle elezioni del 2006 fosse finito
nella poubelle de l’histoire molti lo sospettavano da tempo. Ma gli eventi
napoletani degli ultimi giorni stanno trasformando la metafora in una
descrizione realistica. Sprofondano nell’immondizia.

La decisione di risolvere il problema della devastazione ambientale con
l’invio di un uomo come De Gennaro fa impressione. Vien da pensare che il
governo Prodi sia nel panico e non abbia più la capacità di riflettere, di
rendersi conto di quello che fa.
De Gennaro sarà certamente una degnissima persona, ma qual è la sua
professione, in cosa si è distinto nella vita? Questa è la sua professione:
manganellare la gente.

Cosa ti viene in mente quando dici De Gennaro? A me viene in mente la
mattanza di Genova.
E’ questo il messaggio che il governo Prodi vuole mandare alle popolazioni
meridionali?
Mandare De Gennaro a Pianura è una scelta idiota o una scelta
consapevolmente criminale. In questo modo si consegna alla camorra la
possibilità di moltiplicare la sua base sociale, di trasformarsi in
esercito popolare.

“Sparateci così fate prima” ho visto scritto su un lenzuolo esposto su un
balcone di Pianura.
Il governo di centrosinistra ha deciso di mostrare la faccia torva oggi a
Pianura domani a Vicenza dopodomani in Val di Susa? E’ questo quello che
sanno fare?
La scelta di spedire De Gennaro a Pianura trasforma il governo
dell’impotenza in un governo di polizia.
Il ministro Damiano dichiara che gli unici aumenti salariali che gli operai
possono aspettarsi sono quelli che derivano dalla detassazione del cottimo
e dello straordinario.
Piangono lacrime finte per sei operai cremati nei forni della ThyssenKrupp,
ma sono loro, i ministri e i deputati del centrosinistra, che hanno votato
una legge assassina che premia lo straordinario, che obbliga allo
straordinario, che restaura il cottimo come forma generalizzata di rapporto
tra capitale e lavoro.

Oggi mandano l’esercito a Pianura per sottomettere le popolazioni costrette
a vivere nella spazzatura, domani lo manderanno a Vicenza per sottomettere
le popolazioni destinate a vivere in una caserma americana.
E’ ancora possibile chiedervi di ragionare, uomini e donne del
centrosinistra, deputati di Rifondazione comunista, del partito verde e
così via?
E’ ancora possibile chiedervi di ripensarci finché siete in tempo?
E’ possibile chiedervi di andarvene, prima di diventare degli assassini?

Bifo
Fonte: www.rekombinant.org/
Link: http://groups.google.com/group/rekombinant/msg/01128a7ecb741c50
9.01.08

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Servizi segreti Dopo Napoli, il prefetto aspira a guidare il Dis. O a presiedere Finmeccanica

    Se ci perdonate la metafora, quella della fetente monnezza potrebbe essere l’occasione in cui De Gennaro riesce a «ripulirsi». L’ex capo della polizia, oggi capo del gabinetto del Viminale, lo sbirro potentissimo che ha inferto duri colpi alla mafia ma che ha poi gestito male l’ordine pubblico sia a Genova sia, prima, a Napoli, ha ora in mano l’incarico più delicato del momento.

    Risolvere quella faccenda non sarà solo un problema di polizia, ma De Gennaro va a Napoli come uomo d’ordine il cui compito sarà, prima di tutto, rimuovere i blocchi che impediscono l’accesso alle discariche. Forse il governo l’ha scelto anche per questo e forse Romano Prodi non ha calcolato a sufficienza che se negli scontri davanti alle discariche dovesse succedere qualche incidente davvero grave, la presenza di Gianni De Gennaro potrebbe rivelarsi un clamoroso boomerang. E’ vero, però, che sull’emergenza campana il governo punta moltissimo e che De Gennaro avrà dalla sua tutto il sostegno possibile.

    Nel nominarlo a supercommissario dell’emergenza rifiuti, il governo ha fatto sapere che De Gennaro lascia l’incarico di capo del gabinetto del Viminale «con effetto immediato». Il ministro degli Interni Amato nominerà un reggente e, anche se la scelta è «temporanea», pare chiaro che il portone del ministero si chiuderà alle spalle del poliziotto appena varcherà la soglia.
    Non pensiate che sia una sconfitta. I quattro mesi di commissariato straordinario a Napoli sono un tempo perfetto perché maturino almeno due proposte cui Gianni De Gennaro mira da tempo: la direzione dei servizi segreti e la presidenza di Finmeccanica.

    Entro aprile, il governo dovrà approntare i regolamenti che daranno il via alla riforma dei servizi segreti. Ed è possibile che nei mesi successivi, passata la fase transitoria che nell’ultimo anno ha caratterizzato la gestione dell’intelligence, Romano Prodi scelga di affidare la gestione centrale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza ad una figura più forte e più visibile di quella dell’attuale direttore, Giuseppe Cucchi. Non è un segreto che De Gennaro aspiri a quell’incarico.

    Sempre entro la primavera, a maggio o al più tardi a giugno, cambieranno molti vertici di società a forte partecipazione pubblica. E nell’elenco c’è anche Finmeccanica, vecchia passione dell’ex capo della Polizia. Pierfrancesco Guarguaglini oggi guida l’azienda – al 31% di proprietà del governo – cumulando l’incarico di presidente e amministratore delegato. Ha fatto molto, ma è anche anziano, classe 1937. E’ stato scelto dalla destra ma, come De Gennaro, è un uomo con forti legami in tutto l’arco parlamentare. Il supercommissario e super poliziotto punta a togliergli la poltrona di presidente con l’assemblea dei soci che sarà convocata a primavera. E’ una partita complicata, nessun poliziotto ha mai ottenuto tanto, ma di certo l’incarico a Napoli potrebbe aiutare De Gennaro a trasformarsi in uno di quei pochissimi dirigenti di stato capaci di gestire ogni situazione.

    I prossimi quattro mesi, infine, saranno un tempo perfetto per chiarire anche quel che accadrà nelle inchieste sul g8 a Genova. L’ex capo della polizia, accusato di istigazione alla falsa testimonianza per aver indotto l’ex questore di Genova a sistemare le proprie dichiarazioni, ha chiesto un confronto con lo stesso Colucci. La procura lo convocherà a breve. Se riuscirà a trarsi d’impaccio potrà mirare ancora più in alto. E se sarà rinviato a giudizio, potrà attendere la prova del tribunale in una posizione perfetta per studiare altre mosse.

    Sara Menafra
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    9.01.08

  • dalemoni

    Bifo : dalla fattura al cottimo passando per l’immondizia.

    Premesso che non si può che condividere il pessimo giudizio sull’ attuale governo,non di meno credo valga la pena analizzare in modo critico alcuni passaggi del post .

    Bifo:”In questo modo si consegna alla camorra la possibilità di moltiplicare la sua base sociale, di trasformarsi in esercito popolare.”

    Ergo…qualsiasi resistenza alla sopraffazione e agli abusi di potere in atto rischia in astratto di diventare camorrista…E’ la stessa ‘logica’ dei comunicati stampa delle Governo e delle autorità,secondo i quali le proteste sono istigate ed infiltrate dalla camorra.
    Quando ad essere inquisisti per le malversazioni e la contiguità con il malaffare sono gli amministratori e le imprese appaltatrici .

    Bifo: “ma sono loro, i ministri e i deputati del centrosinistra, che hanno votato una legge assassina che premia lo straordinario, che obbliga allo straordinario, che restaura il cottimo come forma generalizzata di rapporto tra capitale e lavoro.”

    Questo governo ha approvato il DdL su Welfare e precariato,che recepisce gli accordi-truffa di luglio,disponendo la decontribuzione dello straordinario,ma Bifo al momento non era sembrato preoccuparsene troppo,impegnato come era ad invitare tutti a NON OPPORSI AL PRECARIATO.

    Ebbene il Governo in realtà ,con questo provvedimento, ha incentivato il ricorso allo straordinario,ma non l’ha reso obbligatorio: per quello i datori di lavoro si avvalgono del Dlgs 66/03, facilitati dalla condizione di forte subalternità contrattuale del lavoratore connaturata al PRECARIATO.

    E’ noto che precariato e insicurezza sul lavoro sono strettamente correlati e che l’incidenza degli infortuni è maggiore tra i lavoratori a tempo determinato,precari!

    Ergo… è davvero grottesco che proprio Bifo pretenda di fare la morale al Governo sul tema della sicurezza sul lavoro!

    E fin qui,compresa la ‘sparata’ ” sul Governo che obbligherebbe allo straordinario ,il commento di Bifo è grottesco,ma tutto sommato a suo modo ‘accettabile’…

    Ma con l’espressione… “(il Governo Prodi ndr.) restaura il cottimo come forma generalizzata di rapporto tra capitale e lavoro” …L’ha sparata davvero grossa!…Ma come si fa a scrivere una tale assurdità?…Nessuno se ne accorto tranne Bifo che il Governo Prodi ha abolito o marginalizzato il sistema della retribuzione oraria sostituendola con il cottimo!…

    Dopo tutte le baggianate e lo stupidario dei neologismi:dalla nuova economia postfordista del capitalismo immateriale (sic!…dei rifiuti),al cognitariato(stupidariato),al reddito di cittadinanza…dalla partita Iva e fattura degli asseriti lavoratori autonomi di seconda generazione,improvvisamente ,all’avvento del COTTIMO,che segnerebbe l’inizio storico di una nuova fase del capitalismo(prodiana sic!) basata sulla sua generalizzazione, neanche fosse Pietro Germi redivivo(LoL!)

    Scritto da uno di quelli che ha contribuito a definire il COTTIMO DI FATTO come lavoro autonomo di seconda generazione, è davvero un capovolgimento della realtà.

    Neanche in questa occasione per sostenere la giusta rivendicazione della conversione per legge dei cosidetti contratti di collaborazione a progetto in contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato per porre fine al supersfruttamento dei lavoratori precari o finti autonomi,ma al solo scopo di alimentare una polemica falsa e pretestuosa con il Governo ‘amico’.

    Il post di Bifo,in apparenza sconclusionato, è a suo modo pertinente: la demagogia è immondizia!

  • Affus

    La Campania ha complessivamente 17.629 amministratori, per un costo annuo di 182 milioni e 196.121 euro. Facendo due calcoli banalissimi, significa che a Parigi c’è un eletto ogni 16.700 abitanti circa, mentre in Campania la proporzione è di un eletto ogni 330 abitanti” (Fabrizio De Feo, 2005).
    – La regione Campania sotto accusa Rifiuti: 210 assunti per rispondere a 5 telefonate al giorno Le spese per i telefonini di commissari e vice ammontano a 725 mila euro in quattro anni La commissione di inchiesta analizza i conti della Pan, società mista che doveva occuparsi di ambiente. E scopre che gli stipendi sono cresciuti in 5 anni di quasi 70 volte. Duecentodieci dipendenti assunti per rispondere a quattro o al massimo cinque telefonate al giorno. Altre centinaia che si lamentano perché, dovendo passare il tempo al bar, giocano a zecchinetta e poi perdono soldi. Cinquecento apparecchietti che, piazzati su altrettanti camion, avrebbero dovuto seguirne elettronicamente i movimenti e invece risultano ammassati nei capannoni come ferrivecchi. Almeno 500 tra consulenti, collaudatori, commissari per gli appalti, «monitori», cioè addetti ai test sulla qualità delle forniture, costati la bellezza di 28 milioni di euro. Un vicecommissario e due subcommissari stipendiati nel 2003 con 1,140 milioni di euro, esattamente 68,5 volte più di quanto prendevano i loro colleghi appena 5 anni prima. Ci sarebbe da ridere di fronte a un concentrato così pittoresco di assurdità, ma purtroppo dietro quel teatrino che è l’emergenza dell’immondizia in Campania ci sono una città e una regione che stanno affogando tra i rifiuti: 3,5 milioni di balle di scarto, per smaltirle, secondo esperti, ci vorranno da 20 a 30 anni, se tutto va bene. «Un disastro ambientale, economico, istituzionale e politico» sintetizza Paolo Russo, quarantacinquenne deputato di Forza Italia eletto nel Nolano. Da presidente della commissione bicamerale di inchiesta sui rifiuti, negli ultimi tre anni e mezzo è diventato uno dei massimi testimoni ed esperti dello scempio perpetrato. Lei sta preparando la relazione finale, ma forse è già in grado di segnalare i casi più clamorosi. Di recente è emersa la vicenda della Pan-Protezione ambiente e natura. Di che cosa si tratta? La Pan è una società mista per il 51 per cento della Regione Campania e per il 49 dei privati riuniti nel consorzio Sta, Servizi tecnici e ambientali. Il 12 dicembre 2001 Sta invia una nota al governatore Antonio Bassolino proponendo l’allestimento di un call center per raccogliere e diffondere informazioni in campo ambientale. Nove giorni dopo, a tempo di record, la proposta viene accettata e affidata a Pan-Sta. Non dovevano farlo? Forse dovevano bandire una gara. Ma la cosa grave è che quel call center è una finzione totale dal costo esorbitante di oltre 10 milioni di euro sborsati dalla Regione e dalla Provincia di Napoli. Come fa a dire che il call center è finto? Non lo dico io, lo confessa il presidente della Pan, Raffaele Busiello, che interrogato dai parlamentari della commissione ha ammesso che «le chiamate sono pochissime, quattro o cinque al giorno». In realtà sono anche meno, però sono state assunte 210 persone e ora, che non ci sono più soldi per pagarle, chissà cosa succederà. Da chi è composto il consorzio Sta? Capofila è la Cid software, società che con Ericcson Enterprise e Daelit è protagonista di un’altra vicenda incredibile. Dica pure… E’ la storia della Sirenetta, costata circa 6 milioni di euro di cui 1 a Cid, 4 a Ericcson e 900 mila a Daelit. Un altro fallimento. Che cos’è la Sirenetta? E’ un sistema che avrebbe dovuto controllare online la movimentazione delle merci e dei rifiuti in Campania, ma in sostanza non ha funzionato. Dovevano monitorare 90 siti di stoccaggio che poi furono ridotti a 60 e infine a 12. Dovevano seguire i movimenti di mille camion con alcuni apparecchi elettronici, ma non si preoccuparono nemmeno di ottenere il consenso degli autisti. Alla fine solo 500 di quegli apparecchi sono stati installati, gli altri sono stivati nei depositi dei fornitori. Quanto è costata finora l’emergenza? Ottocentonovantasette milioni di euro, di cui 617 già pagati. Da dove vengono questi soldi? Oltre 300 dallo Stato, molti altri sono stati sottratti a impieghi più produttivi: 182 milioni tolti alla bonifica del territorio e alla depurazione delle acque e 25 ai progetti europei per nuove infrastrutture tipo strade o porti. Come sono stati spesi questi 617 milioni? Quasi 170 per la raccolta differenziata dei rifiuti che, però, rimane tra le più basse in Italia; 90 sono stati impiegati per impianti che non funzionano o funzionano a scartamento ridotto; 163 per le emergenze 2001 e 2003; 28 per oltre 500 consulenze e convenzioni; 144 per assumere lavoratori socialmente utili non utilizzati o sottoutilizzati al punto che si lamentano pubblicamente perché perdono soldi giocando a zecchinetta al bar. E altri 24 milioni, infine, se ne sono andati per spese generali. Ventiquattro milioni contabilizzati sotto la generica voce di spese generali appaiono un’enormità. Solo per gli stipendi di un vice e due subcommissari sono stati spesi 1,140 milioni di euro nel 2003. Poi ci sono 400 mila euro corrisposti a Riccardo Di Palma, nominato da Bassolino subcommissario per il sottosuolo. Nomina ed emolumenti sono risultati irregolari in base a un’indagine svolta dal funzionario dell’ispettorato generale della Finanza, Natale Monsurrò, inviato a Napoli dal responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso. Nel 2004, poco prima di diventare presidente della Provincia di Napoli, il verde Di Palma finalmente si è dimesso. Ma non è finita. Prosegua pure. Ai vice e ai subcommissari sono state pagate anche le spese per le trasferte da casa agli uffici del commissariato, sebbene i loro emolumenti dovessero essere considerati onnicomprensivi. E poi ci sono le uscite per i telefoni, 725 mila euro dal 1999 al 2003, e altri 18 mila euro circa per l’affitto di ben quattro immobili adibiti a sedi del commissariato.———————— Che idea si è fatto: siamo di fronte a clamorosi errori in buona fede o c’è di peggio? Dove si riscontrano larghe sacche di inefficienza, come in questi casi, di solito ci può essere dell’altro. L’allegra finanza del commissariato ha raggiunto amici e amici degli amici; Bassolino è stato a lungo commissario per l’emergenza e si è dimesso, anzi è politicamente fuggito nel marzo di un anno fa. Di fatto, dopo 12 anni di emergenza, non è stato neppure raggiunto il risultato di strappare il ciclo dei rifiuti dalle mani della camorra: il vorticoso giro di vendite e affitti dei terreni per lo stoccaggio dei rifiuti sta a dimostrarlo. La magistratura indaga anche su questo aspetto.
    tratto da: Panorama, 27.12.2005.Daniele MARTINI – Paolo RUSSO