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SOVRANITA', BOMBE ATOMICHE E PATACCHE

DI GIULIETTO CHIESA
megachip.info

Tra due giorni il vertice NATO di Lisbona deciderà dove dislocare le circa 200 testate nucleari tattiche attualmente sul suolo europeo, sparse tra Belgio, Italia, Germania, Olanda e Turchia.

Dislocare dove, visto che Belgio, Olanda, Germania e altri – avendo male interpretato, evidentemente, le promesse di Obama di andare verso una drastica riduzione delle armi atomiche- avevano dichiarato di non volerle più sui loro territori? Resterebbero, dunque Turchia e Italia. Ma la Turchia di Erdoğan negli ultimi tempi è diventata un alleato assai scomodo.

Video. Giulietto Chiesa, Le atomiche in casa nostra

E non solo è poco verosimile che qualcuno le faccia una tale proposta, ma è ancor meno verosimile che Ankara l’accetterebbe. Rimane, apparentemente, l’Italia, che sulle sue circa 80 bombe atomiche sparse nei suoi territori non ha mai detto parola, né ai tempi del centro sinistra, né ai tempi presenti della destra. E oggi, con un Berlusconi traballante, bisognoso dell’aiuto dell’abbronzato presidente, non vede l’ora di accettare. Intanto quelle armi non fanno nemmeno il solletico all’amico Putin.

Il fatto è che la decisione non è passata inosservata in Europa. Un nutrito gruppo di leader politici europei dell’Europa pre- 11 settembre hanno alzato la voce protestando: perché tenerci queste bombe atomiche? E qual è il ruolo della NATO in questa fase? I nomi erano grossi e restano grossi anche oggi: sono Helmut Schmidt, ex cancelliere tedesco, l’ex ministro degli esteri belga, Willy Claes, l’ex ministro degli esteri britannico Des Browne, e l’ex primo ministro olandese, Ruud Lubbers. E le stesse domande irritate sono risuonate in numerose altre capitali europee minori, un tempo prostrate di fronte a Washington. Naturalmente nel silenzio tombale di Roma.

Tutti pensano, come noi, che quelle 200 bombe atomiche non aumentano la nostra sicurezza. Tutti pensano che, anzi, sono pericolose solo per noi europei. Ma non si può certo dire che non servano a niente. A qualcosa servono: a costringerci a tenere in casa le basi americane, cioè a tenerci legati, mani e piedi , agli Stati Uniti. I quali, precipitando – come stanno facendo (e non pochi europei cominciano ad accorgersene) – trascinano giù anche noi.

Ma una cosa gli Stati Uniti continuano a fare ad alti livelli professionali: lo spettacolo. Ieri un sito abbastanza misterioso, avaaz.org (ma molto bene organizzato. Indirizzo New York, 857 Broadway, 3-rd floor) ha lanciato un appello drammatico, dicendo cose in parte vere (come quella dell’Italia prona), in parte stravaganti (come quella della Turchia, appunto, destinataria di quelle armi). E invitando a firmare un appello contro le bombe con la promessa che «se raggiungeremo le 25.000 firme ci daranno voce in Parlamento prima del vertice».

Qui la stranezza diventa meglio visibile. A chi daranno voce? Chi porterà quelle firme in Parlamento, visto che il link delle firme conduce in un altro posto virtuale e non alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica? E da quando in qua 25.000 firme garantiscono che verrà data voce a voci diverse da quelle del Potere? A noi risulta che il Potere non ha dato voce a ben più di 25.000 firme, in questo paese preso per i fondelli dal maggioritario e dalla legge porcata.

Insomma: una sollecitudine che puzza lontano un miglio di prestazioni da multi-level marketing, o di rivoluzioni colorate.

Restano, oltre le ingenuità e le truffe che navigano in rete, le bombe atomiche che si muoveranno sulle strade e sulle ferrovie europee alla ricerca di un nuovo parcheggio. Fino a che l’Europa tornerà ad essere un paese sovrano e non com’è stata ed è un conglomerato a sovranità limitata.

Giuletto Chiesa
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/5095-sovranita-bombe-atomiche-e-patacche.html
19.11.2010

Pubblicato da Davide

11 Commenti

  1. Una servirà per il prossimo attentato terroristico di origine “islamica”(?)….quindi ne restano “solo” 199 da “sistemare”…

  2. quot …. bellisimo… 🙂 un saluto alla sagace Albakan

  3. hihi, forse si potrebbe pensare di usarne il materiale fissile per le prospettate scajoliche centrali nucleari!
    detto tra il serio ed il faceto …. forse non tanto faceto …. comunque detto.
    ciau ne.

  4. Bell’articolo ma questa non l’ho proprio capita

    Fino a che l’Europa tornerà ad essere un paese sovrano e non com’è stata ed è un conglomerato a sovranità limitata.

    scusi la mia ignoranza
    Sr. Chiese cosa intende dire
    Grazie M.

  5. In Italia si stima ci siano tra le 70 e le 90 testate nucleari americane, tutte nelle basi di Aviano e Ghedi Torre: bombe B-61 con una potenza che va da 45 a 170 kiloton (ossia fino a 13 volte la bomba di Hiroshima), utilizzabili dai caccia F-16 statunitensi, belgi e olandesi e dai Tornado italiani e tedeschi, e rientranti nella nuclear sharing, la “condivisione nucleare” che coinvolge i Paesi membri nella pianificazione per l’uso di armi nucleari da parte della NATO (che prevede il dislocamento statunitense di armi nucleari tattiche in Europa). Ma ha senso tutto ciò? Ha ancora senso la presenza in Europa dell’Alleanza atlantica, a più di sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale e a oltre venti dal crollo del blocco sovietico?

    L’Europa continua ad essere letteralmente invasa dalle “forze NATO”, le quali, in realtà, sono forze militari americane che occupano in modo più o meno lecito il suolo di altri Paesi sovrani. Tra i quali, ovviamente, l’Italia. Oltre a chiedersi il motivo di una tale presenza sul suolo di Paesi che dovrebbero essere alleati dell’unica “super-potenza” rimasta, viene da chiedersi cosa farebbero gli americani se ci fosse sul loro territorio anche una sola base militare straniera, o una sola testata nucleare non di loro proprietà. Di sicuro, come affermò Beppe Grillo in una delle sue “pillole rosse”, non si arrabbierebbero nemmeno; diventerebbero pazzi!

    Quindi perché ci si dovrebbe stupire se migliaia di vicentini, ad esempio, sono contro l’allargamento di quella che dovrebbe diventare la più grande base americana in Europa (la Dal Molin)? O se già diversi Paesi europei ribadiranno oggi e domani a Lisbona il loro desiderio di disfarsi delle bombe americane presenti sul proprio territorio? E perché ci dovremmo mettere ancor più in una posizione problematica sia a livello di possibili attacchi da parte del presunto terrorismo internazionale che di tensioni interne al continente europeo (ad esempio con la Russia)? Per denaro? Non proprio, se si osservano i calcoli riportati sul sito nodalmolin.it, che dimostrano come la quasi totalità dei costi sia a carico dei Paesi ospitanti le basi USA/NATO.

    Ma anche se queste basi, al di là della loro utilità o meno, dovessero portare soldi, o “business” come pensano in molti, basterebbe ciò a legittimarne la presenza e soprattutto la possibilità di fare partire ed atterrare aerei che, in barba al Trattato di Non Proliferazione Nucleare sottoscritto e ratificato anche dall’Italia, trasportano testate nucleari? E per scopi ovviamente tutt’altro che pacifici, in barba anche al fatto che l’Italia, stando all’articolo 11 della nostra Costituzione, “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

    Di questo (si spera) discuteranno oggi e domani i capi di Stato e di governo dei Paesi aderenti alla NATO che si incontrano a Lisbona. Del fatto che già durante la riunione dei Ministri degli esteri della NATO dell’aprile 2010, Germania, Belgio e Olanda (e in ottobre anche Norvegia e Lussemburgo) avevano sollevato obiezioni sulla permanenza di armi atomiche USA in Europa. Ci sono però due nazioni che non hanno mai manifestato il desiderio di disfarsi dell’arsenale nucleare americano presente sul proprio territorio: Italia e Turchia.

    Non sembrerebbe quindi una coincidenza il fatto che ora siano proprio queste due le candidate a ricevere le testate nucleari rimosse dal resto d’Europa. Sì, perché nel rapporto “U.S. non-strategic nuclear weapons in Europe: a fundamental NATO debate”, presentato a fine ottobre 2010 da un comitato dell’Assemblea parlamentare della NATO, si parla dell’intenzione dell’Alleanza atlantica di «raggruppare le armi nucleari in meno località geografiche». Le località in questione, cioè quelle interessate a tale ricollocazione, secondo alcuni esperti sarebbero appunto le basi controllate dagli USA di Aviano in Italia e Incirlik in Turchia.

    A questo proposito gli attivisti di Avaaz.org hanno lanciato una petizione online [www.avaaz.org] per chiedere al Presidente Berlusconi e ai Ministri Frattini e La Russa di opporsi al piano della NATO di trasferire le armi nucleari americane attualmente in Europa in Italia, e di intraprendere i passi necessari al graduale smantellamento degli armamenti nucleari nei siti di Aviano e di Ghedi Torre (le due basi nelle quali si troverebbero già dalle 70 alle 90 testate nucleari americane). Una petizione che, nel caso si dovessero raccogliere almeno 25 mila firme, li porterà a consegnarle direttamente al Presidente e ai Ministri presenti al vertice di Lisbona.

    Qui non c’è niente di ideologico, né tanto meno una qualche forma di disprezzo nei confronti di un popolo, quello statunitense, che sotto certi aspetti è in condizioni peggiori delle nostre, e si ritrova a dover mandare migliaia dei suoi ragazzi in giro per il mondo, spesso controvoglia, evidentemente in mancanza di alternative professionali a casa loro. Si parla di dati, di cifre, di legittime preoccupazioni di Paesi sovrani che si ritrovano in casa armi micidiali altrui, e del fatto che la presenza americana sul suolo del nostro continente è uno dei più grandi limiti alla nascita di una vera “sovranità europea”, di un governo ed un’economia comunitari indipendenti da ogni influenza di Washington. E, come ricorda Greenpeace: «Quando l’Europa non verrà più considerata come un teatro di possibili guerre nucleari, un deposito o una portaerei degli Stati Uniti, la Guerra Fredda sarà finalmente conclusa».

    Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio
    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
    Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/i-magazzini-nucleari-della-nato/77766/
    19.11.2010

  6. Mi sembra chiaro cosa voglia dire: ” Fino a che l’Europa tornerà ad essere un paese sovrano e non com’è stata ed è un conglomerato a sovranità limitata. ”
    Forse è un segreto (di Pulcinella) che l’Europa è una colonia USA?
    Magari una colonia leopardata, alcuni paesi più colonie di altri …

    L’Italia è poi suddita e potrebbe ben essere la 51ma stelletta sulla bandiera USA.
    Quanti ministri degli interni sono stati eletti qui senza passare per l’ambasiata USA dal fine guerra ad oggi? Chi dobbiamo ringraziare per tutti gli attentati, brigate rosse incluse, col compito di impedire governi non chiaramente filo-americani?

    Anche la Francia, che ha resistito fino a poco tempo fa, è diventata a sovranità limitata grazie alla inquietante mezza figura di Sarkozy.

    E in Europa, qualora non ce ne fossimo accorti, siamo pateticamente a seguire le direttive neocon USA, anche quando è lapalissiano che queste direttive hanno praticamente destabilizzato gli stessi USA.

    Ma c’è di più; queste direttive impongono una fascistizzazione d’Europa sul modello americano, perché, in barba a tutti i mantra, gli USA non sono per niente una democrazia (e quindi non la possono chiaramente esportare), ma un regime dittatoriale plutocratico con varie sfaccettature a confondere, ben più meschino e pericoloso del regime comunista dell’ ex URSS, persino più ignobile di regimi alla Videla o alla Pinochet; magari qualcosa ne sa Cuba …..

    E veniamo ai problemi nostrani: Berlusconi è finito non perché gli italiani tonti abbiano capito chi realmente è il nostro presidente del consiglio, ma perché, non ostante le indegne adulazioni e sottomissioni delle quali si fa attore ogni volta che si trova di fronte al paravento del potere USA (leggi presidente o scagnozzi vari), è inviso al vero potere, quello finanziario.

    Sarebbe da capire un po’ che tipo di contratto capestro sia uscito tra Europa ed USA per l’intervento degli stessi durante la seconda querra mondiale; intervento, intendiamoci, non effettuato per amor di democrazia, ma per arginare l’armata rossa che, oramai incontenibile, stava avanzando incontrastata in Germania e non solo.

  7. No no, quella per gli attentati islamici (iraniani?) le ha già prese in consegna il Mossad, tempo fa. Cercate “South Africa”…
    Poi c’è la questioncina di un paio di bombe USA “scomparse” poco tempo fa.

    L’abbronzato a Lisbona ha detto che lo “scudo” missilistico è necessario per difendere l’Europa: da chi? L’unica minaccia credibile all’Europa può venire da Israele, il resto è fuffa.

  8. Straquoto.
    Yankee GO HOME!!!

  9. Fino a che l’Europa tornerà ad essere un paese sovrano e non com’è stata ed è un conglomerato a sovranità limitata.

    Se ripropongo la stessa domanda è perchè la tua risposta (su cui concordo ampiamente quasi su tutto tranne sul calderone delle dittature)non ha carpito minimamente quella fine ma importante sfumatura del linguaggio adoperato Chiesa.

    • 1l’Europa non è mai stato un paese ma un continente dai diversi stati
    • 2 gli stati europei erano paesi sovrani (prima della disfatta cioè l’unione europea e dell’Euro) con le lore differenti economie interne
    • 3 a quale economia nazionale europea dovrebbe prendere riferimento questo maledetto euro se a ragion veduta l’europa non è un unico stato
      Certe volte una frase nascone un profondo significato e un grande indottrinamento.
  10. Scommetto che , quando esploderà casualmente una di quelle testate sul nostro suolo, i nostri politici faranno la parte dell’ “inconsapevole” Scajola con la sua casa vista Colosseo

  11. Ciao Francesco…e concordo in pieno con TN…. 😉