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SORPRESA, SORPRESA: UN ALTRO BLOCKBUSTER DI AL QAEDA!

DI STEVE WATSON
Infowars

La sorpresa di ottobre, promessa da Karl Rove, è giunta bene e presto. Cinque settimane prima delle elezioni di medio-termine (cinque anni dopo l’11 settembre), viene alla luce un video “precedentemente sconosciuto” che richiama alla mente degli ignoranti di questo mondo che Al Qaeda ha effettuato gli attentati dell’11 settembre e che, al fine di combatterli, si deve votare per la sicurezza a scapito della libertà.

Il video, a quanto pare ottenuto da The Times of London tramite “un canale collaudato”, mostra Osama Bin Laden che si rivolge ai suoi seguaci a Kandahar nel 2000. Inoltre ritrae la “mente dell’11 settembre” Ramzi Binalshibh e il capo dirottatori Mohammed Atta che legge le sue volontà, con Ziad Jarrah, il presunto pilota del volo 93. [Dovremmo subito sottolineare che l’autore del filmato passa da inquadrature su Bin Laden a quelle sull’auditorio: questo non avviene normalmente nelle registrazioni ritenute originali, dove la fotocamera è incentrata solo su Bin Laden, ndt].

A seguito, Dimostrazione fotografica che Ziad Jarrah non ha mai dirottato un aereo (What Really Happend)Guarda il video

La registrazione non ha audio e una fonte statunitense ha riferito che chi ha tentato di leggere ciò che stavano dicendo dai movimenti delle labbra non è riuscito a decifrarlo. Ciò significa che nessuna analisi vocale può essere utilizzata per confermare la vera identità delle persone rappresentate nel video, un sistema per altro che aveva in precedenza dimostrato la falsità di filmati [In modo altrettanto interessante si può sottolineare che senza l’audio il video non prova niente; inoltre se non è stato possibile interpretare i movimenti delle labbra non è possibile sapere che i due stavano leggendo le loro volontà – così come ci hanno detto e voluto far credere i distributori del filmato: c’è comunque da aspettarsi che improvvisamente comparirà una traduzione per confermare la storia?, ndt]

L’audio è stato rimosso in modo volontario, chi lo ha rimosso e chi può spiegarci il perché?

Inoltre, perché non è possibile decifrare quello che stanno dicendo dal movimento delle labbra? Quelle di Atta e di Jarrah sono chiaramente visibili. Non è che le immagini sono state manipolate, nello stesso modo in cui ormai si sospetta una falsificazione delle testimonianze video per gli attentatori di Londra?

Quando venne rilasciata una videoregistrazione di Mohammad Sidique Khan che lo mostrava in abbigliamento arabo mentre esprimeva l’intenzione di commettere attentati, i suoi amici e vicini che lo conoscevano furono risoluti nell’affermare che il video era un falso. Uno dei suoi amici disse: “E’ falso. Guardate il modo con cui si muovono le sue labbra; sembrano scompagnate, tutta la cosa è un falso”.

E’ fuori dubbio inoltre il fatto che sebbene il London Times dica di aver “ottenuto” la registrazione, altre vocidicono cose come “il video rilasciato nel fine settimana è stato trovato quando gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan nel 2001. NBC News ha ottenuto un’analisi del video da esperti dei servizi segreti statunitensi, che hanno scrutato ogni fotogramma”. Abbiamo già in precedenza documentato come il Washington Post avesse scritto che l’ultimo video di Al-Zarqawi era dichiaratamente un’operazione psicologica prodotta dal Pentagono.

Il fatto che questo video sia stato dato al The Times of London e non lasciato davanti alla porta di Al Jazeera suggerisce che i funzionari statunitensi volessero dare al video un risalto mondiale, riconoscendo che la gente è ormai stanca del cliché dei “video di Al-Qaeda ottenuti da Al Jazeera”.

Il tape è stato pubblicizzato come “il legame mancante” del coinvolgimento di Mohammed Atta (Preme sottolineare come il padre del Mohammed Atta si sia scagliato contro il video in oggetto, sostenendo che la persona ritratta non ha niente a che fare con il figlio).

The Times riporta che “investigatori statunitensi e tedeschi hanno fatto ogni sforzo per trovare le prove di dove si fosse recato Atta nel gennaio 2000 dopo essere scomparso da Amburgo. La videoregistrazione, della durata di un’ora, lo colloca in Afghanistan in un momento decisivo per la cospirazione quando gli venne dato il commando delle operazioni. Mesi dopo, lui e Jarrah si iscriveranno alle scuole di volo negli Stati Uniti”.

Mentre la maggioranza delle persone vedrà il video solo come una prova che l’11 settembre fu una esecuzione dei seguaci di Bin Laden, quelli che si sono dedicati a indagare sull’11 settembre sapranno che, come riportato dal giornale Berliner Zeitung, “Atta era sotto sorveglianza da parte di agenti della CIA mentre si trovava in Germania dal gennaio al maggio 2000… Gli statunitensi non informarono le autorità di polizia tedesche sull’esito delle loro osservazioni su Atta, o le ragioni per cui lo consideravano sospetto… Ma la CIA ha anche nascosto le sue attività sovversive alle altre agenzie del governo Usa” in modo da permettergli di ottenere un visto di ingresso negli USA il 18 maggio 2000.

In quel periodo la CIA teneva sotto sorveglianza anche Ramzi Binalshibh:

“Sembra probabile che la CIA monitorasse Binalshibh abbastanza a lungo da connetterlo ad Atta… Così abbiamo chiare indicazioni che sia stato Binalshibh a portare la CIA da Atta, il quale venne quindi seguito negli Usa”.

Una volta dentro gli Usa, Atta venne rintracciato e monitorato nell’ambito dell’operazione della DIA chiamata ‘Able Danger’. Tale operazione faceva parte di un programma sperimentale per raccogliere informazioni sulle reti terroristiche. L’unità dei servizi dell’esercito, con sede nei pressi del Pentagono, allertò della presenza di Atta l’FBI e la CIA, che naturalmente già lo sapevano.

Come ha sottolineato Kurt Nimmo “in altre parole, ci vorrebbero far credere che sia la CIA che l’FBI siano dotate di un elettroencefalogramma piatto e quindi incapaci di processare la più basilare informazione dei servizi. In realtà la CIA (con il sostegno delle spie israeliane chiamate ‘studenti d’arte’ e di altri facilitatori di operazioni segrete) accompagnò i capri espiatori del complotto dell’11 settembre da Amburgo alla scuola di volo e oltre”.

Più recentemente legali del Pentagono hanno impedito a 5 membri del gruppo dei servizi Able Danger di testimoniare in una seduta aperta del Senato riguardo le informazioni da loro acquisite su Atta. E’ stato anche confermato che ai funzionari coinvolti nel programma venne ordinato di distruggere più di 2,5 terabyte di informazioni nell’aprile/maggio 2000.

Avevamo già scritto che Atta aveva ricevuto 100.000 dollari, giorni prima dell’11 settembre, dal capo dei servizi pakistani, che si ritrovò a colazione l’11 settembre con il senatore Bob Graham e il repubblicano Porter Goss, portavoce del senato e dei comitati parlamentari su servizi.

La registrazione potrebbe perfino essere stata prodotta in qualsiasi momento (la data sulle telecamere può essere facilmente falsificata, come quella di un orologio) considerato il fatto che corrono voci per cui Atta sia ancora in vita e che la famiglia di Ziad Jarrah abbia fornito le prove, dopo l’11 settembre, che Jarrah non era neppure a bordo del volo 93 e se c’era, era solo un passeggero, niente altro che una vittima come il resto delle persone sull’aereo.

Per contrastare queste affermazioni, i difensori della storia ufficiale puntano sul recupero del passaporto di Jarrah che venne miracolosamente ritrovato tra i resti del volo 93, appena un po’ sbruciacchiato e non interamente distrutto come è accaduto alle parti in alluminio e acciaio dell’aereo. (1)

Quest’ultimo video arriva a ruota di quello rilasciato il precedente mese che ci voleva dare ad intendere che Bin Laden si era incontrato in Afghanistan con i presunti dirottatori dell’11 settembre, Wail Alshehri e Hamza Alghamdi, alcuni giorni prima dell’attentato. Significativo è inoltre il fatto che Wail Alshehri era uno degli accusati di aver eseguito il dirottamento che il L.A. Times riportava come ancora vivo e che protesta la propria innocenza dall’Arabia Saudita dopo l’11 settembre.

Sappiamo come 9 dei 19 presunti dirottatori sono stati ritenuti ancora vivi. Tuttavia l’FBI ancora conserva le foto segnaletiche degli uomini giusti.

Inoltre l’altro presunto dirottatore nel precedente video, Hamza Alghamdi, non aveva “alcuna rassomiglianza” al vero Hamza Alghamdi, secondo quanto riferito dal padre. L’Hamza Alghamdi nel nuovo video sembra essere lo stesso individuo rappresentato nelle foto segnaletiche degli attentatori emesse dall’FBI. Così per almeno 7 dei dirottatori, sembra che ognuno di loro abbia un doppione, e che quelli apparsi nei video siano dei “falsi”.

Questo non ci deve meravigliare se ci ricordiamo che molti dei dirottatori erano addestrati nelle basi aeree protette governative e che l’FBI aveva i propri informatori che vivevano con loro.

Come dicemmo il mese scorso “i dirottatori erano dei capri espiatori, così come lo era Osama bin Laden e quello del video, Hamza Alghamdi, addestrato al comando del governo statunitense nella base aero-navale di Pensacola. Ma il video – come la maggior parte della propaganda di guerra – è diretto al più basso comune denominatore ed è sufficiente a rafforzare la versione ufficiale dell’11 settembre e a legittimare la guerra al terrore”.

Steve Watson
Fonte: http://infowars.net
Link: http://infowars.net/articles/October2006/021006video.htm
02.10.2006

DIMOSTRAZIONE FOTOGRAFICA CHE ZIAD JARRAH NON HA MAI DIROTTATO UN AEREO

Di tutte le dozzine di misteri che ancora circondano i devastanti attacchi terroristici di questo mese, la vita del presunto dirottatore [Ziad] Jarrah è emersa come uno dei più sorprendenti. Dal Libano alla Germania agli Stati Uniti, ci sono pochi indizi sul perché avrebbe aderito ad un’organizzazione terroristica, e ancor meno sul perché avrebbe guidato un aereo in una missione suicida che ha rivendicato dozzine di vite innocenti oltre alla sua [Boston Globe 25/09/2001]

Da sinistra a destra: Jarrah #1, Jarrah #2 e Jarrah #3

Jarrah #1: Foto del documento studentesco di “Ziad Jarrah”.
Jarrah #2: Foto auentica del presunto dirottatore Ziad Jarrah scattata nel 1996. [BBC]
Jarrah #3: Foto del passaporto di “Ziad Jarrah” trovata nelle macerie del volo 93.

E’ evidente che i Jarrah 1 & 3 sono la stessa persona. Paragoniamoli al Jarrah 2:

Forma della testa: sbagliata
Attaccatura dei capelli: sbagliata
Forma del naso: sbagliata

Conclusione: Il Ziad Jarrah che si presume aver pilotato il volo 93 l’11 settembre non è la persona mostrata nella fotografia 3, quindi egli non fu un dirottatore.

Altre fotografie di paragone:

“E’ incredibile” disse suo zio Jamal Jarrah in un’intervista telefonica dal villaggio di Al-Marj, Libano, ricordando che due giorni prima del dirottamento suo nipote aveva telefonato dicendo alla famiglia che stava tornando a casa per il matrimonio di un cugino a metà settembre. Aveva anche detto di essersi comprato un vestito nuovo per l’occasione. [Boston Globe]

Intervista completa della CBC con lo zio di Jarrah – Video Real Media in streaming (solo banda larga

Nell’estate del 1999 Jarrag passò la maggior parte del suo tempo a Bochum con la sua fidanzata Aisel [CBC]

Jarrah viveva con la sua fidanzata.

Una lettera di addio scritta da [Jarrah] alla sua fidanzata in Germania [fu] intercettata dagli investigatori negli Stati Uniti. La mandò all’indirizzo della sua fidanzata a Bochum, ma apparentemente non arrivò mai, a causa di un errore nell’indirizzo. L’ufficio postale tedesco rimandò la lettera, con il timbro ‘indirizzo ignoto’, agli Stati Uniti, dove fu intercettata dagli investigatori una settimana fa [Guardian].

“La lettera è stata fabbricata in un tentativo di trovare prove contro Ziad Jarrah”, ha detto all’agenzia stampa statunitense Associated Press suo zio, Jamal Jarrah. Ed ha detto che era sospetto un errore nell’indirizzo della lettera, poiché conosceva la sua fidanzata da cinque anni e non avrebbe fatto un tale errore [BBC].

Avrebbe potuto sbagliare l’indirizzo del posto in cui viveva?

What Really Happend
Fonte: http://www.whatreallyhappened.com
Link: http://www.whatreallyhappened.com/jarrah.html

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CDC

Pubblicato da Truman