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SOROS DOCET: I VERI PIGS STANNO A LONDRA

DI MORENO PASQUINELLI
sollevazione.blogspot.com

Molti si ostinano a non crederci quando affermiamo che siamo dentro ad una crisi storico-sistemica destinata a sconvolgere gli equilibri sociali gli assetti politici e istituzionali, che entriamo in un periodo che sarà contraddistinto da profondissime turbolenze e conflitti. Sarà quindi utile metterli al corrente delle recentissime dichiarazioni “catastrofiste” fatte dal numero uno dei pescecani della finanza globale, nonché guru, George Soros (che i media italiani hanno censurato).
Venerdì 20 febbraio egli era a New York ad un conferenza organizzata dalla Columbia University. Al cospetto di noti economisti americani, Soros ha affermato
che il fallimento di Lehman Brothers ha segnato una svolta storica nel funzionamento del sistema finanziario mondiale, col risultato che questo si è praticamente disintegrato, proprio come accadde all’URSS dopo l’89. Ha poi aggiunto che egli non intravede alcuna prospettiva di uscita a breve termine dalla crisi, che per lui è più grave che la Grande Depressione.
Presente alla conferenza, gli ha fatto eco Paul Volcker, ex presidente della Federal Reserve, attualmente alto consulente del presidente Barack Obama.

Il PIL inglese

Volcker ha dichiarato che la produzione industriale in tutto il mondo declina ancor più rapidamente che negli Stati Uniti, a sua volta a dura prova. “Non mi ricordo di nessun altro momento, neanche durante la Grande depressione, una caduta dei mercati così veloce e così uniforme in tutto il mondo”. (uk.reuters.com, 21 febbraio).

L’indice di produttività

Uno dei più eclatanti risultati di quella che Soros definisce “la disintegrazione del sistema finanziario mondiale” è l’allarmante crisi del capitalismo britannico, su cui grandi think tank deliberatamente tacciono, preferendo esorcizzarla deviando l’attenzione sui cosiddetti “PIIGS”. Gli analisti anglosassoni sanno bene che il capitalismo inglese non sta messo molto meglio della Spagna o dell’Italia. Basta analizzare i dati appena diffusi dal “Office for National Statistics”
(http://www.statistics.gov.uk/). Tutti i cosiddetti “fondamentali” traballano.

Per quanto riguarda il commercio con l’estero il Regno Unito è deficitario sia verso i paesi dell’Unione europea che, soprattutto, verso il resto del mondo. Ma la cosa che preoccupa Downing Street è la tendenza alla sua veloce crescita: a novembre era di 6,8 miliardi di sterline, a dicembre, in un solo mese, è passato a 7,3 miliardi. Il tasso di investimenti (un metro di misura decisivo per misurare la profondità della recessione e quanto fondate siano le speranze di inversione del ciclo) registrato nel quarto trimestre del 2009 è crollato del 24,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Il settore dei servizi (che data la deindustrializzazione che il Regno Unito ha conosciuto negli ultimi trent’anni è quello trainante) è continuato a scendere per tutto il 2009. Particolarmente accentuata la decrescita del comparto finanziario (la City). Durissima la discesa del settore turistico (Hotel e ristoranti), e dei trasporti. Per quanto riguarda il Pil, che era crollato al -6% a metà del 2009, la sua ripresa, nel quarto trimestre del 2009, è stata del modesto 0,3%. Indicativo il dato riguardante il Capitale fisso (macchinari ecc) che il mercato continua a rottamare: -14,2% rispetto al 2008.
Opachi sono i dati sui profitti, ma si può intuire il calo se si considera che il surplus lordo delle aziende è sceso del 5,9% rispetto ad un anno fa, che fu già nefasto. Abbiamo così la disoccupazione al 7,8% e la produttività complessiva che non sta solo al di sotto di quella americana o francese, ma pure di quella italiana.

I tassi di disoccupazione di occupazione. Entrambi riferiti al Regno Unito. (Dati del “Office for National Statistics”)

Ad aggravare il contesto c’è infine il deficit di bilancio, che veleggia alla cifra del 10% (livello greco) e che secondo stime attendibili (Istituto degli Studi Fiscali, Ifs, un centro di ricerca e consulenza che fra i sui clienti annovera il Ministero del Tesoro britannico e la Banca d’Inghilterra) potrebbe toccare 150 miliardi di sterline nei prossimi tre anni.
Il solo fiore all’occhiello di Sua Maestà sarebbe il debito pubblico, il 43,60% del Pil, fatto che collocherebbe appunto il Regno Unito tra i paesi virtuosi. Bugia! Gli inglesi, come si sa, sono isolani, e calcolano a modo loro. O per dirla altrimenti non si devono certo far insegnare dai greci come manipolare e truccare i parametri e i dati. E’ infatti risaputo (come è stato fatto notare da diversi analisti, vedi il Corriere della Sera del 9 dicembre), che il debito pubblico del Regno Unito supererebbe il 170%, bel oltre quello greco e prossimo a quello giapponese, se il Tesoro di Sua Maestà contasse, come dovrebbe in base al Trattato di Maastricht e ancora non fa, anche il costo dei salvataggi bancari e i passivi delle banche nazionalizzate dopo il crollo del settembre 2008.

I “maiali” mediterranei e gli irlandesi sono quindi in buona, si fa per dire, compagnia. Si capisce dunque il dibattito sul futuro del paese che imperversa sui giornali britannici. Non deve ingannare l’aplomb e i toni compassati. Nemmeno i più ottimisti tra i gentlemen inglesi si sentono di escludere la catastrofe. Ecco quindi gli amari ripensamenti sugli “anni gloriosi” del thatcherismo e del neoliberismo blairiano, oggi considerati disastrosi, non fosse che per lo smantellamento dell’industria manifatturiera, la cui rinascita è invocata a destra come a sinistra come sola possibile exit strategy alla depressione. Che comunque, anche senza un crollo improvviso, è destinata a durare a lungo.

Moreno Pasquinelli
Fonte: http://sollevazione.blogspot.com
Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/02/e-se-venisse-giu-il-paese-che-ha-fatto.html#more
28.02.2010

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    A tutto questo va aggiunto la Black Box Economics, le transazioni ad alta velocità che permettono elevati volumi di scambi (speculazioni) giocate su frazioni di secondo. Potrebbero essere queste ultime a essere la miccia che fa esplodere la polveriera su cui siamo comodamente seduti. 21 MILIARDI di dollari di guadagni solo l’anno scorso.

  • ericvonmaan

    Anche uno studente delle scuole medie sa che per formare un sano tessuto economico in una nazione occorre un equilibrio tra i vari settori: manufatturiero, servizi, agricoltura, ricerca e sviluppo, statale, privato ecc.
    Nazioni, come l’UK (ma anche Italia, USA ecc), che hanno quasi completamente smantellato piccola media e grande industria trasferendo la produzione in Cina credendo di potersi mantenere con i servizi e il terziario, nonchè con il gioco d’azzardo della finanza senza regole, sono destinate a fallire. Aspettiamoci milioni di nuovi disoccupati… ma porca puttana, come fa la gente a interessarsi ancora di cazzate come il calcio e puttanate televisive varie???? Che rabbia. Dovremmo scendere in piazza con forche e ghigliottinare che ha svenduto la nostra vita.

  • TizianoS

    Finalmente è stato fatto il nome dei massimi responsabili della crisi attuale: sono due inglesi, e si chiamano Margaret Thatcher e Tony Blair. Ma se il secondo è stato già praticamente annientato, il mito della “Lady di Ferro” resiste tra qualche vecchio rimbambito (come lei), vedasi il nostro Berlusconi, che ogni tanto corre ancora a Londra a “cercare (nuovi) lumi”, lumi che tuttavia appaiono definitivamente spenti.

  • eleo

    Il 2 giugno 1992 sulla nave Britannia,importanti esponenti della finanza anglosassone e figure come Mario Draghi e il presidente dell’IRI decisero di destabilizzare l’economia italiana e avviare il processo di privatizzazione.
    Guarda caso pochi mesi dopo a causa dello speculatore internazionale George Soros,amico dei Rothchild e del Fondo Monetario Internazionale, la lira crollo’ facendo cadere l’Italia in una crisi finanziaria senza precedenti.

    Con i successivi governi le maggiori aziende italiane e la Banca D’Italia furono svendute a poco prezzo a banche d’affari come la Goldman Sachs.

    Note le sue scorrerie sulla sterlina.
    Oggi scommette sulla discesa dell’euro e sullo sfaldamento dell’UK. I giochi si ripetono!! Ricordiamoci che il banco vince sempre
    cambiano solo i polli da spennare!

  • AlbertoConti

    Non dimentichiamo che prima della Tatcher c’era Reagan, un attore di film western che di economia ne capiva quanto il personaggio Pippo dei famosi fumetti. Eppure ha segnato un’epoca del primato della finanza monetaria sull’economia reale, un epoca non ancora spenta e che continua a fare disastri, sempre più terrificanti. Sono tutti burattini, alter ego fasulli di una volontà di privilegio che ha contagiato tutta la classe dirigente occidentale e oltre, fino all’idraulico con partita IVA. Il risultato è che se anche capissimo collettivamente cosa bisogna fare per sanare la situazione, la dimensione “politica” non basta più, non si può cambiare i fondamenti giuridici così radicalmente come sarebbe necessario, visto che la ricchezza non è “sparita” di colpo, è semplicemente congelata, in mano a ladri impauriti dagli esiti delle loro stesse rapine. Impauriti sì, ma fino a un certo punto, perchè non mollano di un millimetro le loro “regole”.

  • WoodenBeads

    http://www.youtube.com/watch?v=Glj5RpTTVxY

    36 voti…43mila e passa visualizzazioni…37 commenti…in tre giorni

    VOLA ITAGLIA VOLA!!!!

  • alvise

    @Eleo.E’ importante citare altri nomi eclatanti a bordo del britannia.C’era: ciampi, allora governatore di B.I, prodi, padoa schioppa, e tutte le banche più importani USA, oltre alla G.Sachs.Ciampi (con la mano malefica di soros, già condannato) svalutò del 30% la lira, per cui G.Sachs acquistò con due lire i nostri migliori gioelli, l’IRI.Per premio, dato che i grandi poteri mettono sempre i loro uomini nei governi, ciampi diventò presidente della repubblica, prodi e padoa schioppa sappiamo quale fu il loro premio.Da notare, guarda caso, che, sia schioppa che prodi furono dipendenti della Goldman…..

    Per la faccenda del britannia ci fu una interrogazione parlamentare, che, si sa, quando si ha a che fare con certe potenze e collusioni politiche, come va a finire, a taralluci e vino.Noi siamo quì a mugugnare, però signori, contro la massoneria non c’è scampo, possiamo scrivere fino a domani.

  • backtime

    George Soros (che i media italiani hanno censurato).
    Venerdì 20 febbraio egli era a New York ad un conferenza organizzata dalla Columbia University. Al cospetto di noti economisti americani, Soros ha affermato che il fallimento di Lehman Brothers ha segnato una svolta storica nel funzionamento del sistema finanziario mondiale, col risultato che questo si è praticamente disintegrato, proprio come accadde all’URSS dopo l’89. Ha poi aggiunto che egli non intravede alcuna prospettiva di uscita a breve termine dalla crisi, che per lui è più grave che la Grande Depressione.

    L’articolista probabilmente ignora che il p.d.m. che mensiona (mentre io lo evito, visto che mi schifa più della merda) ha intrapreso azione, assieme ad altri esseri schifosi come lui che si raggruppano come speculatori di moneta, un attacco all’euro scommettendo nel suo affossamento, con conseguente fallimento dei stati da essi attaccati per arrivare al loro scopo tra cui anche l’Italia, come ebbe già a fare in tempi non tanto recenti.

    Dobbiamo metterci in testa che l’attuale mondo ha tre nemici da abbattere e questi sono le Banche, Big Pharma e gli Speculatori, queste tre categorie a mio avviso vanno inserite come i più letali nemici dell’Umanità e “soprattutto” come tali dobbiamo trattarli, se vogliamo parlare ancora di futuro. Decretare per loro fino alla quinta generazione la messa a morte, non è da considerarsi omicidio ma LIBERAZIONE DAL MALE, non sono cristiano e ne vado orgoglioso, ma credo nel male e le tre categorie prima mensionate SONO IL MALE e come tale va combattuto, ma soprattutto va E-S-T-I-N-T-O visto che il nostro passare oltre, vivendo lasciando vivere, è visto da questi esseri come sottomissione e non mi lascerò certo sottomettere da questi grandi figli di troia.

    Auspico per loro ogni dolore umano possibile, immaginabile ed inimmaginabile. Chiamatela iettatura, faftha, ma se volete realmente riprendere possesso di cio che stiamo giornalmente perdendo, di ciò che annualmente abbiamo perduto, ebbene sappiate che loro ne sono la causa maggiore. Li odio con tutto me stesso e non nego che se potessi anche di più.

  • alvise

    Guarda backtime, concordo con te e ti capisco, e sono anche d’accordo con la maledizione da inviare.D’altra parte al di sopra di tutti ci sono i padroni delle banche, sempre ben celati e mai allo scoperto; i morgan, i rotschild (che non è il vero cognome), i rockfeller ecc, e poi vengono i loro colonnelli.Io invece sono cattolico, ed anche io ho pensato al male, come tu dici, ma in un modo più concreto, cioè il diavolo.Il diavolo sta vincendo.Il diavolo nelle vesti degli strozzini ovviamente.Tuttavia ho anche pensato ad una cosa, ai 400 anni di schiavitù degli ebrei, forse noi oggi stiamo pagando quello che è stato fatto a loro più di tremila anni fa, e ci meritiamo tutto quello che sta succedendo in economia.Forse è fatale, c’è sempre, in tutte le cose, un momento ascendente ed uno discendente.Ma hai ragione, il male va sradicato, distrutto fino alle fondamenta.Forse sembrerà banale, ovvia, una simile affermazione, ma non è così, almeno per me, cattolico, perchè non si dovrebbe pensare ad uccidere, ma in questo caso non si ucciderebbe, si togierebbe solo il cancro che sta uccidendo l’organismo, sperando nella clemenza di DIO.

  • amensa

    soros mi ricorda quel giocatore di poker, che guargdandoti negli occhi, con un piccolo sorriso beffardo sulle labbra, ti dice:
    “tu sei un povero stupido, e lo dimostri giocando con me, che, dato che sono più bravo di te, e so così bene di esserlo che te lo dico pure, ti porto via anche le mutande”

    la realtà è che quel che sostiene è anche purtroppo vero.

  • BlackWarrior

    Giocare meglio, quando il mazzo è truccato, non ha mai chiesto sforzi particolarmente gravosi…

  • Tonguessy

    In realtà è la pistola puntata alla nostra tempia che ci obbliga a giocare, mica lo facciamo volontariamente. Possiamo quindi scegliere tra morire ammazzati subito o di stenti dopo. La speranza ci fa scegliere il dopo. Questo è il sottile gioco delle società stratificate, dove pistole e carte truccate stanno tutte ai vertici piramidali.

  • AlbertoConti

    E no alvise, questa del senso di colpa verso gli ebrei non la digerisco. Ma sai quanti popoli hanno patito ben più degli ebrei? E perchè loro sono sopravvissuti e tanti altri no? Questa “giustizia divina” che sorregge le porcate più immonde del capitalismo non sta ne in cielo ne in terra, non ha alcun senso. Se “gli ebrei” son visti come la radice di questo male vuol dire che non abbiamo ancora capito un accidente, che neppure sappiamo distinguere il sionismo dalla questione ebraica. Comunque è inutile e controproducente individuare il diavolo in questo o quello, il diavolo, se c’è, è in ognuno di noi, siamo noi, umanità idiota, a creare e sostenere questi mostri. Troppo comodo scagliarsi contro di loro senza accettare la nostra enorme responsabilità, evasa, ignorata, nascosta a fini di collusione con le stesse colpe delle quali ci riconosciamo vittime. Rinunci tu alle bistecche tutti i giorni, all’automobile privata, ai viaggi esotici e tutto il resto a cui il marketing ci fa aspirare? No, e allora tieniti il TUO satana!

  • AlbertoConti

    In parole povere non sta cambiando un cazzo, nonostante il naufragio rovinoso di queste assurde regole, di questo paradigma monetario che è il paradigma della truffa più colossale che l’uomo abbia mai compiuto verso i suoi simili. Ma anche se cambiassimo queste porche regole in nuove regole finalmente virtuose, ci sarebbe la gigantesca questione dei DIRITTI ACQUISITI, della PROPRIETA’ rubata, del confine labile, sempre più inconsistente con la proprietà meritata. E della questione ereditaria che ne facciamo, lasciamo che renda immortale l’ingiustizia di alcuni mortali? Se i figli non ereditano le colpe dei padri, a maggior ragione non devono ereditarne enormi fortune, necessariamente ottenute rubando ai deboli.

  • oldhunter

    Approvo parola per parola! Aggiungo che se vogliamo un vero cambiamento del Sistema, siamo innanzi tutto noi – si, proprio io e te e chi ci legge – che dobbiamo cambiare. Deve finire con ciò una mentalità, un modo di fare e vivere egoistico e ottuso che vede come meta esclusivamente il nostro supposto bene immediato anche a discapito di tutti gli altri esseri senzienti e della Terra che ci ospita. Siamo noi che mettiamo la pistola in mano alla massoneria, ai banchieri e ai loro servi, i politici che hanno istituito le cleptocrazie in cui viviamo. Siamo noi che ci azzuffiamo e ci scanniamo dopo aver accettato di farci dividere e quindi di appartenere a destra o manca, a sopra o sotto. Siamo noi a mancare di una visione interiore chiara, unico faro che porta a condivisione, compassione, fratellanza e alla vera democrazia quale non c’è mai stata. Siamo noi che ciechi e mai veramente cresciuti abbiamo ancora bisogno di un papà, di qualcuno che ci conduca per mano, e che non ci accorgiamo che colui che oggi ci guida è solo un pifferaio magico che ci porta alla distruzione. Siamo noi a credere ai falsi profeti, ai pennivendoli ben pagati, ai maghi della comunicazione e soprattutto alla scatola magica che ci ottunde quotidianamente perpetuando la nostra schiavitù e la nostra immaturità. Ormai vecchio, invito a quella sana semplicità di mezzi, a quella frugalità dell’animo, a quella sobrietà degli appetiti in cui fui cresciuto e che rappresentano valori da recuperare subito se vogliamo davvero salvare noi stessi e i nostri figli. Altrimenti si faccia silenzio…

  • jolene

    Fortuna lo dice Soros che di pigs se ne intende visto tutte le maialate da lui fatte…