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SONO FALLITI I PARTITI NON I M5 STELLE

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Mercoledì sera a Porta a Porta c’erano i rappresentanti dei soliti partiti, gente di seconda o terza fila. A un certo punto, sotto la sapiente regia di Vespa, il discorso è caduto su Beppe Grillo e tutti si dimostravano fintamente preoccupati e sinceramente scandalizzati e indignati del modo in cui l’ex comico conduce il suo movimento: antidemocratico e autoritario. Particolarmente sdegnata era la rappresentante del Pdl, Beatrice Lorenzin. Nel mio libro-dizionario Il Ribelle dalla A alla Z ho liquidato la voce pudore con una sola parola: scomparso.
Se c’è un partito che in questi anni ha avuto un padre-padrone assoluto è stato ed è il Partito della libertà (di delinquere), un tempo Forza Italia, dove il Capo si è permesso di tutto fino a imporre e far votare, senza che nessuno osasse mettere becco, le sue troie. In quanto a espulsioni non si è limitato a cacciare un Favia qualsiasi, ma il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, che aveva avuto la dabbenaggine di far confluire il suo partito in quello del Padrone pensando ingenuamente di poter godere di un minimo di autonomia.

Nei primi tempi di Forza Italia, quando il Cavaliere cercava di raccattare anche qualche intellettuale di prestigio, ebbi la ventura di assistere a una convention in cui parlò solo Berlusconi che alla fine fu subissato di applausi. Solo Saverio Vertone, seduto in prima fila non applaudiva. Berlusconi, dalla cattedra, lo redarguì aspramente come uno scolaretto: “Perché non applaude?”. A Vertone vennero le orecchie rosso fuoco, ma non osò proferir parola (povero Saverio che era stato, assieme a Giuliano Ferrara, una delle menti più acute di un Pci un po’ meno ortodosso). Del resto, a ben guardare, negli ultimi trent’anni quasi tutti i partiti sono stati a guida cesarista. Fino a metà dei ’70 il Psi era stato un partito libertario. Se in quegli anni uno di sinistra militava nel Psi e non nel Pci era perché rifiutava il famigerato ‘centralismo democratico’ e voleva esser libero di esprimere le proprie idee. I dibattiti erano accesissimi, anche troppo. Poi arrivò Craxi e, nel giro di poco tempo, tutti erano diventati craxiani. Dibattito azzerato. Bossi è stato un leader carismatico, anche se più umano, più vero, più appassionato (infatti ci ha lasciato la salute).

E adesso, improvvisamente, e solo per Grillo, si scopre che il carisma è cosa cattiva, antidemocratica, pericolosa. E invece proprio un movimento allo stato nascente, come il 5Stelle, ha la necessità di essere in un certo modo ‘leninista’, se non vuole che le infiltrazioni lo corrodano dall’interno e in breve tempo lo distruggano, come è avvenuto con la Lega.

Nella trasmissione di Vespa le amebe presenti, per dimostrare la loro volontà di rinnovarsi, han detto che “i partiti devono darsi uno statuto interno democratico”. Non hanno capito niente. Non interessa se i partiti si verniciano di democrazia interna, se fanno le primarie, le secondarie, le terziarie. L’enorme astensionismo e, credo, anche i ‘grillini’ vogliono semplicemente spazzar via i partiti in quanto tali. È la forma-partito che è fallita. Arrivando ad aggiungersi, sotto le mentite spoglie della democrazia, alle mafie propriamente dette.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
15.12.2012

Pubblicato da Davide

  • nigel

    “….E invece proprio un movimento allo stato nascente, come il 5Stelle, ha la necessità di essere in un certo modo ‘leninista’, se non vuole che le infiltrazioni lo corrodano dall’interno e in breve tempo lo distruggano..” . Pienamente d’accordo. L’iperdemocrazia e’ un lusso che il M5S può in questo momento programmare, non perseguire

  • AlbertoConti

    Fini insiste col fallimento della democrazia, ed ha buon gioco nel dimostrarlo coi fatti, a maggior ragione in Italia. Questa “maggior ragione” è però figlia di un peccato originale, quello di aver perso la guerra e di essersi alleato con l’ex-nemico (diventato magicamente “alleato” indiscutibile) da una posizione di sudditanza in stile quasi coloniale, secondo la formula elastica, adattabile caso per caso, del nuovo impero globale. Ci crediamo diversi da un paese del sudamerica, ma ne stiamo ricalcando il percorso storico, in ritardo visto che loro sono già a buon punto sulla via dell’emancipazione dallo strapotere dehli “yankee”, mentre da noi guai anche solo a parlarne. Tornando al concreto, un’analisi comparata dei partiti reali in Germania e in Italia, e della loro evoluzione, potrebbe da sola spiegare molte cose. In ogni caso se la democrazia è ancora allo stato utopico nel mondo, figuriamoci all’interno dell’unica formazione eroicamente riuscita a sfidare la casta. L’importante è che, superata l’emergenza, le cose cambino, e Grillo-Casaleggio quando sarà maturato il tempo si facciano da parte veramente, non come diceva DiPietro dell’Italia dei Valori Immobiliari.

  • Aloisio

    pienamente d’accordo ,sopratutto se consideriamo che in natura ma sopratutto nella cosietà umana. la demmmocccrazzzia NON ESISTE !
    E’ il classico specchietto per allodole , o fumo parolaio per gli stolti.Vedi il governo monti,attuale e futuro, sponsorizzato da merkel, BCE goldman scachs, unione europea, ecc ecc

  • nigel

    Ormai non crediamo più a nulla, siamo stanchi. Dopo decenni di ubriacatura democratica, abbiamo compreso che la democrazia e’ un lusso che non conviene più a chi e’ nella Sala di comando e che quindi dovremo ritornare al passato, al Medioevo ipertecnologico prossimo venturo. Questo ci prepara il NWO, non penso ci siano dubbi. E in tutto questo sai cos’e’ strano? Che ad accusare Grillo di scarsa democrazia all’interno del M5S, sono proprio gli squallidi portavoce della predetta Sala di comando.

  • nigel

    Votiamo per una speranza, allora…

  • Aloisio

    certamente

  • nuvolenelcielo

    certo che dover guardarsi Porta a Porta per poi scriverci su degli articoli… è proprio una tortura, un lavoro di M il giornalista.

  • Tao

    Movimento 5 Stelle: quando Grillo è *troppo* democratico, ed ecco perché


    Questa storia non la leggerete su nessun giornale, solo su un blog di nicchia…

    Se qualcuno credeva che la democrazia dal basso fosse “una passeggiata di salute” beh, sta avendo modo di ricredersi. La democrazia dal basso è un gran casino, in particolare in un Paese dove di democrazia se ne è sempre esercitata poca e invece siamo tutti espertissimi del nostro singolare modo di intendere l’anarchia.

    Nella democrazia dal basso, essenzialmente, si protesta. Si litiga. Ci si scandalizza. Ciascuno ha il proprio modo di intenderla, ciascuno ritiene di conoscere come devono comportarsi tutti gli altri. Se non lo fanno, sono subito poco democratici. Ognuno ha voce in capitolo, la sua opinione vale quanto quella degli altri e la zuffa è sempre dietro l’angolo.

    Questo sta succedendo a Grillo (http://internetepolitica.blogosfere.it/2012/12/movimento-5-stelle-laccusa-di-non-democrazia-a-grillo-ecco-la-risposta-del-leader-video.html) , a Favia (http://crisis.blogosfere.it/2012/09/movimento-5-stelle-il-favia-usa-e-getta-per-la-macchina-del-fango.html) , alla Salsi: una zuffa sul modo di intendere la democrazia dal basso. I giornali ci sguazzano, perché ovviamente neanche loro hanno la più pallida idea di cosa si tratti.

    Ad esempio, la democrazia dal basso partorisce certi mostri che poi è difficilissimo uccidere. Leggetevi questa storia (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/14/m5s-quando-grillo-ha-ragione-e-stellini-sbagliano/) , che raccontai sul Fatto. In breve, in seguito ad un faticoso processo democratico il M5S (http://crisis.blogosfere.it/tag/Movimento%205%20Stelle) romano aveva nominato i propri candidati alla regione, e tra questi si è poi scoperto che c’era il portaborse di un noto politico berlusconiano. Scandalo generale, ma era impossibile tornare indietro: la nomina era stata fatta democraticamente, online, in modo trasparente. Chi può cacciar via qualcuno? Ma Beppe, ovviamente!

    Tutti allora a invocare Beppe. Aiutaci! E’ un disastro! Fai un diktat per favore! Che vergogna! La risposta di Grillo e Casaleggio non si è fatta attendere, ed è stata di questo tenore:

    Siamo preoccupati per ciò che accade. Ma purtroppo non possiamo intervenire, l’avete nominato col vostro processo democratico interno e noi non possiamo impicciarci. Ci auguriamo che il mov romano riesca a venir fuori da questa situazione.

    Punto e basta. Tutti a stracciarsi le vesti perché Grillo rifiutava di intervenire anche se chiamato, anche davanti ad un evidente rischio di sputtanamento nazionale. Poi il candidato ha fatto un passo indietro, e la questione si è risolta: ma resta il fatto che sia Grillo che Casaleggio hanno puntato i piedi e rispettato il processo democratico del movimento romano, pur se chiamati in causa.

    Questa storia non la leggerete su nessun giornale, solo su un blog di nicchia. E non è la difesa di Grillo, anche se quando dice “Io sono democratico” non posso che testimoniare che è vero. Ma è una storia di democrazia dal basso, dei casini che si combinano, delle zuffe che garantisce ogni giorno. Una cosa bellissima, certo: ma tanto, tanto difficile. E prima di riempirsi la bocca a giudicare chi tenta di praticarla, bisognerebbe provare a sbatterci un po’ le corna

    Debora Billi
    Fonte: http://crisis.blogosfere.it
    Link: http://crisis.blogosfere.it/2012/12/movimento-5-stelle-quando-grillo-e-troppo-democratico-ed-ecco-perche.html
    15.12.2012

  • Kvas

    Ma perché devo continuare a leggere fini??
    Dai, basta ora….

  • Ercole

    Non lasciamoci ingannare,siamo al default del capitalismo e della sua sovrastruttura, che sono i movimenti e partiti, il M5S e un movimento interclassista, e dal momento che non mette in discussione il vigente sistema, si limita a riformarlo non ad abbatterlo .non cadiamo nelle trappole del riformismo, perche ci lega mani e piedi , agli interessi e alla ideologia della classe dominante ,esso rappresenta in questo momento un ostacolo per lo sviluppo di una formazione del partito di classe internazionale,denunciamo la natura conservatrice di questo movimento, e solo uno specchio per le allodole che capitalizza e usa il malcontento per condurci nel baratro,il nemico e in casa nostra.

  • Suntsu

    Concordo pienamente. Ma per evitare strumentalizzazioni che ricadono negativamente sul Movimento, Grillo non deve perdere occasione nell’evidenziare pubblicamente le possibili, se non certe infiltrazioni e giustificare le espulsioni. Però di questo nessuno parla. Con tutti gli esperti di strategia mediatica…

  • Aironeblu

    La democrazia, in quanto forma di governo, deve essere attuata nella gesrione dello Stato, non nell’organizzazione strutturale di un partito o un movimento. Non c’è alcuna necessità che la gestione di un partito sia svolta sotto forma “democratica”, e quando anche volessimo farlo, il M5s è avanti anni luce rispetto a qualunque altro movimento o partito politico: non facciamoci distrarre dal solito polverone alzato dai miserabili politici che ci hanno malgovernato finora.

  • nigel

    Mi sia concessa una domanda, o erculeo amico. Per CHI c…o voterai?

  • nigel

    Come sai, il M5S è un’idea, un modo nuovo di concepire il proprio ruolo nel contesto sociale. Chissà quanti grillini lo hanno compreso davvero…sai, sono stato sul profilo Facxebook di Favia, per cercare di capire quale possa essere l’anima del movimento. La sensazione è che nel M5S si scontrino due mentalità contrapposte, quella dei “duri e puri”, acritici e fedeli al Capo carismatico e quella che trasuda la politica stantia dei rivoluzionari che cercano soltanto il ricambio. E questo Grillo lo sa benissimo… ma per noi (che siamo forse un tantino diversi) e per Grillo, non ci sono alternative. La democrazia è una gran bella favola, e l’equazione 1 = 1 è un’illusione in cui conviene credere

  • Nauseato

    😀 !!!

  • Jor-el

    sperem…

  • rebel69

    A me piacerebbe essere d’accordo con voi,però se ci pensate un attimo,tutto questo bel discorso di Fini lo avrebbe potuto scrivere e ci calzava a pennello,un qualsiasi altro giornalista embedded per giustificare il centralinismo hai tempi di Craxi,Bossi o Berlusconi.Farà pur bene Finì a spezzare una lancia in favore di Grillo che per le sue decisioni è stato massacrato a reti unificate.
    Massacrato ingiustamente perché alla fine si comporta come tutti gli altri,ma per me questo è il problema.

  • rebel69

    Questa risposta mi incute un po’ di terrore.Praticamente la cruda realtà è che la maggioranza degli esseri umani deve essere guidata e quindi deve per forza riporre fiducia in qualcuno e sperare che questo lo faccia per il bene collettivo.Sono convinto che per avere un opinione il più possibile equilibrata su ogni argomento bisogna conoscerlo meglio possibile,così nel caso in cui ci sia bisogno di esprimere il proprio voto per prendere decisione sull’argomento stesso,economico,del lavoro,della scuola o sanità,si possa votare la cosa giusta.La democrazia dal basso deve essere proprio un bel casino e richiede una maturità dei suoi partecipanti non indifferente.Siamo tutti pronti a metterci davanti ad un PC e con un click su un SI o NO decidere le sorti della nostra vita?

  • Viator

    La democrazia nelle comunità complesse è sempre una finzione, nel caso occidentale al servizio delle élites plutocratiche, che la utilizzano per avere una classe politica svirilizzata, corrotta e bisognosa delle loro prebende (contributi elettorali) per arrivare al potere.

    La democrazia interna del M5S è un mito come un altro, che sta già implodendo e che imploderebbe clamorosamente non appena il movimento arriverà al potere. L’unica cosa che la tiene provvisoriamente assieme è la figura carismatica di Grillo che detta le regole centralisticamente.

    Questo non è un problema: il pregio del M5S consiste nell’approfondire la crisi del sistema, nell’aprire varchi all’apocalisse economica, sociale e poi politica e militare a venire. Qui non è in crisi un sistema politico, è in crisi gravissima un’intera civiltà, e in queste condizioni i veleni diventano medicine: non è pensabile salvare la baracca, ci vuole un crollo apocalittico e una terza guerra mondiale prima di cominciare a ricostruire su nuove fondamenta sociali, culturali e perfino antropologiche.

    Quali siano i miti e le aggregazioni che ci trascineranno verso le guerre a venire rimane poco influente: quando tutto verrà giù governeranno la fame e il kalashnikov, non certo Beppe Grillo o le sue divagazioni democratiche.

  • AlbertoConti

    Capisco, è la sindrome da “deserto dei Tartari”. Non bisogna però mollare, guai a perdere la speranza.