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SOLIDARIETA' PER JULIAN ASSANGE ?

DI CLAUDIO MOFFA

“Io sto con Assange, e voi?”. Così chiama a raccolta il popolo della rete Enzo Di Frenna su Il fatto quotidiano di ieri 18 agosto, a sostegno del padre padrone di Wikileaks. Per quel che mi riguarda, io rispondo no, un no netto. Innanzitutto l’articolo di Di Frenna è omissivo di alcuni dati di fatto ascrivibili senz’altro alla serie “la scomparsa dei fatti” di cui al libro di Marco Travaglio, e che riguardano proprio la posizione russa sulla vicenda: russa? Della “Russia di Putin”, come scrive Di Frenna per ammiccare all’ala “eurasiatista” e dintorni della rete?

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In realtà a leggere bene il web Russia Today le dichiarazioni non sono del ministro degli esteri ma del “ministero degli esteri” (ministry) russo. Di chi? Del solito portavoce anonimo: una dichiarazione ufficiosa dunque (l’articolo non parla di comunicato) di un dicastero che vive da anni – come tutta la Russia – il dualismo Putin-Medvedev: il primo odiato dall’Occidente oltranzista e dai suoi corifei nei mass media, il secondo ben apprezzato soprattutto dopo il voto all’ONU a favore della risoluzione 1973 che ha dato il via libera alla guerra di Libia.

Quanto al contenuto della dichiarazione, esso sembra più un avvertimento preventivo che una vera e propria accusa: “lo spirito e la lettera” della Convenzione è locuzione che dice tutto e il contrario di tutto, ma il citato articolo 22 recita di una violazione dell’inviolabilità dei locali della rappresentanza diplomatica che almeno fino ad adesso non si è ancora che verificata. Infine Di Frenna ha omesso di riferire la contestualizzazione della presa di posizione ufficiosa russa, quale correttamente proposta da Russia today. “Che fare del diritto al rifugio di Assange”, quando la Gran Bretagna protegge le “decine di persone sospettate di aver commesso gravi crimini”, che sono richieste in altri paesi, ma che la Gran Bretagna non molla? Come dire, prendetevi pure il “vostro” Assange, e date a noi i “nostri”. Come ad esempio – per citare il nome fatto da Russia today -“il capo fila dei critici del Cremlino Boris Berezeovsky”, l’ex presidente della Sinagoga russa e grande magnate della finanza della famiglia Eltsin, condannato a Mosca e fuggito in Inghilterra dove ha continuato a delinquere contro la legge e la sovranità dello Stato russo, finanziando tra l’altro la guerriglia binladenista dei terroristi Ceceni.

Ma a parte questi motivi secondari, il discorso di fondo è un altro: innanzitutto la pretesa di divulgare in libertà e sistematicamente le corrispondenze segrete di quale che sia Stato, viola la loro sovranità a livello più generalizzato e profondo di una minaccia di intervento in quale che sia sede diplomatica. Assange non è altro che la versione “diplomatica” dell’aggressione mondialista agli Stati sovrani, di cui a tante pesantissime pagine del “nuovo” diritto internazionale e postbipolare e del diritto comunitario europeo post-Maastricht. Non a caso è difeso dal giudice spagnolo Garzon, bel simbolo della pretesa mitomane-eversiva di certi magistrati europei di bypassare gli Stati sovrani in nome di veri o presunti diritti umani che permetterebbero loro di invadere le giurisdizioni di cui non sono competenti.

Il capo di Wikileaks potrebbe vantare un illustre “maestro”nel presidente americano Wilson, teorico della fine della “diplomazia segreta” già negli anni Dieci del secolo scorso. Ma che Wilson e i suoi 14 principi siano contraddittori, e siano stati funzionali a concreti progetti colonialisti è cosa nota: il richiamo all’ ‘autodecisione dei popoli’ servì all’imperialismo dell’epoca a disgregare l’Impero austroungarico e soprattutto quello Ottomano, ma venne messo da parte quando si trattò di istituire i “mandati” della Società delle Nazioni per permettere a Francia e Inghilterra di spartirsi le spoglie di quel grande Stato multinazionale, in base peraltro a un accordo segreto tra Londra e Parigi che guarda caso Wilson non poté o non volle mai divulgare (Sykes-Picot, 1916). Altri tempi, peraltro: tempi di un vero Impero anche se infiltrato già allora prima da Disraeli, e poi dalla Dichiarazione con cui James Arthur Balfour prometteva a Lord Rotschild la nascita di un “focolare nazionale ebraico” in terra altrui. Ma oggi, cosa è dell’ Impero britannico e della sua boria di dominatore di popoli e paesi di mezzo mondo? Se si guarda non alla sua isola mondialista, la City, ma al suo Parlamento cosiddetto sovrano, Londra è diventata ormai la capitale dell’Impero delle Banane: come da attacco vincente di Murdoch a Blair quando l’allora premier si dichiarò a favore dell’euro; o come quando lo stesso Blair confessò davanti a una commissione parlamentare di inchiesta di aver deciso di attaccare l’Iraq nel 2003 in una riunione con … ufficiali israeliani!

Ed ecco il secondo motivo dell’abbaglio pro-Assange: per nulla stranamente il nostro eroe ha messo alla berlina – anche con l’uso di pettegolezzi di bassa lega: ma questo è costume noto, vedi i tanti casi italiani – Stati Uniti, Italia, paesi europei vari, Pakistan, Iran-Arabia saudita (obbiettivo zizzania: i risultati li vediamo oggi, in Siria) e insomma tutti i possibili paesi del mondo, tranne Israele.

Perché? Perché – è stata una volta la sua risposta – i grandi mass media non sono interessati a diffonderli ( http://mondoweiss.net). Furbo, questo Assange: si presenta come un critico della nota, evidentissima pressione e infiltrazione lobbistica sui grandi network mediatici internazionali, ma in realtà ne è parte integrante. Li buttasse in rete i 3700 files sulla diplomazia segreta di Israele, e troverebbe decine di migliaia di bloggers e siti in tutto il pianeta che li diffonderebbero. Ma Assange non lo fa, non la ha mai fatto, nemmeno dopo essere stato accusato di favorire Israele grazie a una sua personale “clausola di paese privilegiato” rispetto a tutti gli altri Stati del mondo. Ha intervistato è vero il leader di Hezbollah Nasrallah, ed è finito persino nel mirino dei soliti cacciatori di “antisemiti”, ma dei 3700 files nemmeno l’ombra. Proprio “a causa” delle accuse di antisemitismo, che lo avrebbero costretto alla prudenza? Invero Assange continua a godere di vantaggi mediatici e finanziari e di una struttura redazionale multimemediale, che nessun vero o cosiddetto “antisemita” al mondo si potrebbe mai sognare per più di un mese, prima di venire assediato e schiacciato.

La verità vera in effetti è altra da queste tardive operazioni di maquillage: Assange è uomo dei e non contro i Poteri forti internazionali. Come ha scritto un sito americano a proposito del suo caso, “mentre tutto questo dramma va avanti, dietro le quinte di un Tribunale americano (quello che ha incriminato Assange, ndr), coloro che sono pagati per conoscere i fatti (i magistrati, ndr) stanno apprendendo che Wikileaks non è affatto un amante gay ‘star’ (il riferimento è al suo informatore nel Pentagono, il soldato Bradley Manning, ndr) ma un gruppo di cittadini israeliani, strapagati, straprotetti, che lavorano ai più alti livelli del governo americano: lavorano per lo Stato d’Israele” ( www.veteranstoday.com).

Anche il suo difensore Garzon, secondo un articolo del Corriere della sera di una decina di anni fa, riceveva input e informazioni da un associazione di giovani ebrei in Gran Bretagna.

L’affatto strana coppia, quella che chiede solidarietà in nome della libertà di espressione e dei diritti umani, dunque mente: appena nel maggio scorso Baltasar Garzon non ha esitato a consegnare all’Austria Gerd Honsik, accusato di negazionismo e residente da 15 anni in Spagna. Era ed è, questo sì, un vero caso di libertà di espressione violata. Il caso di Julian Assange è di ben altra natura: spionaggio e diffusione di atti segreti di stati sovrani.

Per gli Stati Uniti di Walt e Meirsheimer, a parte la peraltro cruciale rilevanza mediatica dell’operazione, non è una novità: nel 1990 era scoppiato il caso Pollard “ebreo americano, impiegato nei servizi segreti della US Navy, scoperto con le mani nel sacco mentre trafugava e fotocopiava segreti da inviare in Israele” (A. Ferrari, Il Corriere della Sera, 22 giugno 1993); nel 1996 un dossier del Pentagono “metteva in guardia i contraenti contro i tentativi dello spionaggio israeliano di acquisire informazioni riservate utilizzando i ‘legami etnici’, cioè altri ebrei che vivono in America” (Repubblica, 1 febbraio 1996, p. 13). 15 anni dopo il soldato Bradley Manning deve aver perso la memoria di quel dossier, o forse non ne sapeva nulla, o forse ha ceduto alle pulsioni amorose per Julie Assange. Lui in galera, a rischiare la pena capitale; lo stratega di Wikileaks uccel di bosco nell’ambasciata dell’Ecuador, pronto a reclutare altre spie innamorate e farne il delatore a favore di quella giustizia che dice di disprezzare e combattere. E’ il colmo. Ma come si fa a dare, e a chiedere, solidarietà a Assange?

Claudio Moffa
19.08.2012

Pubblicato da Davide

  • massimopietrobon

    ma, ammesso che quest analisi sia del tutto vera, che c’entra con la questione della solidarietá per Assange? non credo che tu dica il vero, ma anche fosse, la questione dell’asilo politico, della possibile persecuzione giudiziaria e dell’estradizione va oltre a questi fatti che tu citi.
    ma proprio parliamo di cose su due piani diversi.
    non so neanche se continuare a spiegarmi, credo sia evidente che sono cose che davvero non c’entrano, aldilá della correttezza, integritá e degli ideali che possa o no avere Assange.
    e in ogni caso, Solidarietá ad Assange, sia o non sia un santo laico del 21º secolo.
    bisogna garantire un condizioni di giustizia e non di persecuzione. di processo in tribunale sereno, non di gogne e inquisizioni mediatiche.
    se queste condizioni non ci sono, ben venga l’azione dell’ecuador

  • RenatoT
  • Tao

    L’Occidente alla caccia di Assange è un altro segno della fine dell’Impero.

    L’Ecuador si erge contro il maggiore degli scherani del consenso washingtoniano. Non c’è più religione davvero. Da 59 giorni Julian Assange è asserragliato nell’ambasciata londinese di Quito. Pare che Londra abbia minacciato l’assalto armato. Così ha detto il ministro degli Esteri del Davide latino americano. Poi il Foreign Office ha smentito. Ma persiste la minaccia: se Assange esce dal perimetro (dall’appartamentino) lo arresteranno. Esiste la “valigia diplomatica”, ma io, se fossi al posto di Assange, non rischierei. Si fa sempre in tempo a sequestrare la “valigia” con dentro Assange, prima dell’arrivo all’aeroporto di Heathrow, magari con la scusa che era stata chiusa male.

    Julian conosce bene la diplomazia occidentale attuale. E non si fida neppure della “decente” democrazia svedese che, con buona probabilità, dopo avere accertato che Washington non applicherebbe nei suoi confronti accuse tali da implicare il rischio della pena di morte, lo consegnerebbe, mani e piedi legati, alla “giustizia” americana, niente affatto “decente”. Daniel Ellsberg, colui che pubblicò i Pentagon Papers, che sputtanarono il Pentagono rivelando che la guerra al Vietnam era stata inventata a Washington dagli Stati Uniti e non nel Golfo del Tonchino dal Vietnam, ha ringraziato pubblicamente il governo ecuadoregno.

    Adesso sappiamo non solo che Obama non ha chiuso Guantanamo Bay, ma anche che distribuisce licenze di uccidere, con droni e senza droni, a destra e a manca.

    Dunque meglio starsene a Londra, ma al riparo dell’Ecuador. L’Occidente non è più il regno delle libertà civili.

    Glulietto Chiesa
    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
    Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/18/l%E2%80%99impero-canaglia/328299/
    18.08.2012

  • Tonguessy

    Semplicemente indecente questo articolo. Alcune riflessioni:
    forse a Mosca interessa maggiormente il do ut des che il rispetto dei diritti internazionali, e questo spiegherebbe le ragioni del volere chiudere un occhio sul caso Assange in cambio di qualche Berezeovsky. Resta da vedere se anche in questo caso la dimplomazia russa non stia prendendo un granchio come quando non pose il veto alla risoluzione 1973 dell’ONU. Tutta questa macchinazione diplomatica ha a che vedere con lo stare o meno dalla parte del diritto internazionale e depone ancora a favore di Assange e contro Moffa.
    Poi la questione sovranità: il fatto che la divulgazione dei video di Manning sia visto come un attentato alla sicurezza nazionale mette Moffa nell’indecente posizione di sostenere chi vuole secretare ogni macchinazione politica (oltre che diplomatica come analizzato sopra). Quindi ben vengano i segreti di Stato sui tracciati radar di Ustica, ad esempio, e sia la condanna di Assange un monito per chiunque osi sfidare il macchiavellismo con un’informazione visibile e verificabile. E qui arriviamo al terzo punto.
    Assange non ha esposto alcunchè di significativo che mettesse in imbarazzo Israele. Essendo Israele al centro delle invettive di Moffa, tale mancanza va punita con una extraordinary rendition. Quindi Moffa si allea con l’imperialismo USA ed il Washington Consensus pur di punire Assange. Un bell’esempio di chiarezza, non c’è che dire. Personalmente ho questa opinione (tutta da verificare, per carità): Assange a mettersi contro gli USA rischia Guantanamo, mettersi contro il Mossad rischia qualcosina di più. Moffa ovviamente non ha dubbi. Forse perchè ha stretto qualche patto?

  • Fabriizio

    PRIMO: credo tu non abbia capito,

    non è “Israele al centro delle invettive di Moffa”

    quanto Israele al centro della sala regia dell’Occidente.

    E quindi con chi se la deve prendere Moffa, con il Portogallo ?

    SECONDO: nell’ultima riga fai una pesantissima insinuazione.

    Che mi pemette di capire cosa volessero dire alcuni forumisti,

    mettendo in guardia circa il tuo ruolo qui nel sito.

    Tutto piu’ chiaro.

  • tersite

    Per alcuni utenti ogni fatto è riconducibile agli ebrei. Purtroppo anche stavolta, nell’articolo e in alcuni commenti, si notano insopprimibili pulsioni nazi.

  • polidoro

    Gente, amici, fratelli, nemici : ma davvero credete che Julian Assange sia VERO ?
    (Giulietto, tu quoque ? mi, quasi, sorprendi)

    Tutti a prender parte pro o contro, come per l’altra rappresentazione in corso, le Pussy Riot !

    Assange è un’altra splendida PsyOp, non è ovvio ? O sono io che vedo quello che non c’è ? Non ha mai SVELATO nulla di significativo, nulla, però è riuscito a dire che non era complotto per il 9/11

    Fate un pò di ricerche sulla sua nebuolosa infanzia, no ?
    E ditemi pure che vedo male, che sono un complottista etc. intanto Monti dice che vede la LUCE in fondo al Tunnel

    A Lui nessuno pensa dire “Imbroglione”, “bugiardo”, “Complottista”.

  • Silvio_DellAccio

    Il fatto che Claudio Moffa rimproveri aspramente Assange perché ha: “…la pretesa di divulgare in libertà e sistematicamente le corrispondenze segrete di quale che sia Stato…” evidenzia l’atteggiamento del conservatore che considera quelli al potere, sostanzialmente buoni e bravi; e ritiene quelli che denunciano e diffondono le verità, sulle loro costanti e mostruose malefatte, una pericolosa minaccia per la conservazione dell’attuale sistema di potere. Ma per fortuna che c’è Assange (che sicuramente non è perfetto e commette errori) ma che sta combattendo contro il folle sistema che ci sta portando in rovina. E per fortuna che ci sono tanti che lo apprezzano e aiutano. — Vedi anche questi ottimi articoli, sull’argomento: — http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.com.es/2012/08/lattacco-alla-repubblica-del-ecuador.html
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10693&mode=&order=0&thold=0http://www.silviodellaccio.it

  • NerOscuro

    Non riesco proprio a condividere una riga dell’articolo di Moffa, al di là del merito del caso Assange. La sua è una difesa dei ruoli istituzionali come gerarchia di poteri, senza la considerazione per il reciproco controllo che questi devono esercitare per garantire un minimo di equilibrio altrimenti la nazione è sì sovrana, ma di qualche monarca. Ancor più disprezzo manifesta per un pinco pallino, cittadino comune o giornalista, che dovesse divulgare segreti di stato qualsiasi essi siano.
    Nel merito del caso, Assange e wikileaks non mi hanno mai convinto. Che si possa pubblicare anonimamente su internet è una balla macroscopica. Tutta l’infrastruttura di internet è stata concepita da ricerche militari americane e gli Stati Uniti detengono ancora il controllo sui nodi centrali che fanno funzionare la rete. Qualsiasi cosa venga trasmessa in internet è tracciata e rintracciabile. Come si fa in una situazione del genere a parlare di pubblicazione anonima di documenti segreti? C’è davvero qualcuno in una sede diplomatica, in un ufficio della FBI o dello MI6 che è così idiota da bersi questa balla confidando di non essere beccato e processato per tradimento? Non mi credete? Bhe, allora osservate il fatto che wikileaks, per essere un media “pirata”, è il media più pubblicizzato dai media mainstream della storia. Non vi si accende una spia d’allarme in testa?

  • Tonguessy

    Fammi capire: quale sarebbe il mio ruolo in questo sito? E chi l’avrebbe deciso? In base a cosa?

  • radisol

    Moffa è ormai da tempo – da lontanissimo esponente di Lotta Continua e poi “comunista ortodosso” ultra stalinista – approdato al nazismo più bieco …. stavolta non invoca nemmeno la classica “geopolitica” intesa come “il nemico del mio nemico è mio amico” …. persino il governo ecuadoriano e quello russo diventano agenti di un “grande complotto sionista/mondialista contro gli stati-nazione”, evidentemente Usa compresi ….. e su questa base il Moffa arriva pure a condividere di fatto le posizioni di Usa e Gb sulla questione …. ormai la sua è pura farneticazione e totale esibizionismo autoreferenziale ….. e noi che ci stiamo pure a discutere sopra ….

  • Tao

    Leggo e rispondo con ritardo, faticando non poco ad avere accesso tramite la mia introvabile e irricevibile password per CDC. Ma questo è un problema meramente tecnico. L’anonimo Tonguessy, che non ha il coraggio di firmarsi con nome e cognome invece affronta temi di carattere giuridico, politico e personalpolitico.

    Quelli giuridici sono da querela, come altra già depositata presso la Procura di Roma contro il solito blogger anonimo diffamatore. Occorrerà una riflessione generale su questo tema, non solo per impedire un’inflazione di procedimenti giudiziari, ma anche e soprattutto per difendere la vera libertà di espressione che non può che accompagnarsi al rifiuto dell’anonimato: personalmente ritengo che i nickname vadano aboliti, o quanto meno che chi gestisce i forum ha il diritto-dovere di chiedere ai suoi partecipanti fotocopia del documento di identità. Solo così spariranno i nickname plurimi, di una stessa persona che si inventa finti dibattiti in cui alla prima battutina meschina segue un’altra sottoscritta con uno pseudonimo diverso e più incisiva, e via diffamando. Solo così spariranno il 90 per cento dei diffamatòri (e ricattatori dei siti ospiti, vero?) e resteranno solo quelli che avranno il coraggio di spendere il loro nome nell’ingiuria più o meno gratuita.

    Quanto agli aspetti politici, sono scarsini: le osservazioni pseudo-critiche dell’Innominato trovano una risposta argomentata proprio nel mio intervento, sui cui contenuti egli sorvola. Vedi il voto della Russia sulla risoluzione 1973, che io stesso cito ma per precisarne il responsabile nell’allora presidente Medvedev, dividendo conciotesso l’uno in due: la Russia dei Russi e la Russia dei (pro)sionisti. Come insegnano le vicende americane, quelle francesi, quelle britanniche, quelle italiane, quelle insomma di tutti paesi in cui il lobbismo pro israeliano è attivo e ben operante.

    E qui vengo telegraficamente al terzo punto: secondo il Tonguessy, chi sfidando i luoghi comuni, la pigrizia mentale e le comode piccole o grandi paure di tanti esperti, giornalisti, studiosi, politologi, cerca di portare alla luce la storia nascosta delle guerre, degli attentati, della politica ufficiale, indicando in Israele se non il regista, uno dei grandi registi della storia attuale e passata, deve essere additato come suo cripto sostenitore. Affermazione di valenza giuridica, come già detto: ma anche assurda e allo stesso tempo dotata di una sua logica.

    Assurda per almeno due motivi: primo, perché se si portano argomenti e fatti, questi bisogna contestare e non parlare a vanvera; secondo perché – per semplice procedimento sillogistico – l’altra faccia di questa idiozia è che sarebbe eroe antisionista e difensore strenuo della verità storica e giornalistica, chi sistematicamente si rifugia di volta in volta – per ben occultare il co-protagonista dell’evento preso in considerazione – nell’ “imperialismo americano” (guerra di Libia), nel “nazismo” (Breivik), nei “compagni che sbagliano” (Moro), nella mafia e magari Fanfani (Mattei), in Spatuzza=Berlusconi (bombe del 1993), e via occultando. Semplicemente pazzesco.

    Eppure è una assurdità che ha una sua logica: e la logica è – detto telegraficamente – quella di un’ operazione che ha per scopo quello di tagliare le gambe al diffamato di turno, cercando di fargli il vuoto attorno: dal basso, mentre dall’alto gli piove addosso di tutto – dalle multe e sequestri di auto senza motivazione legittima, alle bollette finte con codice cliente inventato, dai concorsi truffa ai boicottaggi sistematici della propria attività professionale dentro e fuori l’università, dalle dichiarazioni pubbliche di “autorevoli” ebrei oltranzisti e pataccari, che chiedono la sua testa al ministro o ai vertici dell’Università, alle interviste maliziose sul negazionismo mentre stai parlando di tutt’altre questioni. Come le piattole.

    Tutto logico, di una logica spietata e infame, che alla fine verrà punita, perché la giustizia non può alla fine non esistere nel nostro paese, che si chiama ancora Italia e non Israele. Di questo giochetto marcio fa parte anche il Tonguessy nascosto nell’anonimato, come “Radisol” che mi inventò un annetto fa come “fondatore” del circolo Pietro Secchia di Roma, “quello coinvolto nell’omicidio d’Antona”. Il Tonguessy fa parte della stessa risma, e forse tribù, o forse è il Radisol che si ricicla: , a meno (sono pronto a ritirare tutto e a chiedere scusa) non riferisca anche un solo fatto, e (“e”: non “o”) un solo argomento sensato a dar fondamento a quello che insinua.

    Attendo cortese riscontro. Poi gli rovescerò io addosso decine di piccoli e grandi fatti che smentiranno quel che lui eventualmente replichi, e dimostreranno quanto ho ragione e quanto è onesta e rischiosa la mia attività professionale, minacce fisiche comprese.

    Claudio Moffa

  • Tonguessy

    Quoto anche la punteggiatura. Come ho già detto Assange è il classico capro espiatorio che viene demonizzato tanto dalla controinformazione quanto dalle sponde filoatlantiste. Moffa rappresenta il peggio di entambe le parti. Nel nome del purismo e del servilismo osmotici.

  • castigo

    Monti dice che vede la LUCE in fondo al Tunnel

  • castigo

    Quelli giuridici sono da querela, come altra già depositata presso la Procura di Roma contro il solito blogger anonimo diffamatore.

    ricorda un po’ la vicenda d’alema – Forattini, con la quale il primo chiuse la bocca al secondo a mezzo giudice e richiesta miliardaria di risarcimento….

    Occorrerà una riflessione generale su questo tema, non solo per impedire un’inflazione di procedimenti giudiziari, ma anche e soprattutto per difendere la vera libertà di espressione che non può che accompagnarsi al rifiuto dell’anonimato: personalmente ritengo che i nickname vadano aboliti, o quanto meno che chi gestisce i forum ha il diritto-dovere di chiedere ai suoi partecipanti fotocopia del documento di identità. Solo così spariranno i nickname plurimi, di una stessa persona che si inventa finti dibattiti in cui alla prima battutina meschina segue un’altra sottoscritta con uno pseudonimo diverso e più incisiva, e via diffamando. Solo così spariranno il 90 per cento dei diffamatòri (e ricattatori dei siti ospiti, vero?) e resteranno solo quelli che avranno il coraggio di spendere il loro nome nell’ingiuria più o meno gratuita.

    bene, bravo!
    a quando la sonda anale??
    al di là della battuta, mi corre comunque l’obbligo di farLe notare che l’anonimato in rete NON esiste, in quanto le Telco controllano, a norma di legge, le connessioni degli utenti, e qualunque provider è in grado, su richiesta del giudice, di fornire tabulati che indichino quale utente stava utilizzando l’indirizzo IP dal quale è giunto il messaggio “incriminato” sul sito CDC…

  • polidoro

    Eheh: No, era il Freccia Rossa che ci veniva addosso

  • Tonguessy

    Esattamente come la prassi impone, ci devono essere telecamere a riprendere ogni commentatore e identificarlo nel nome di…già, nel nome di cosa? Forse nel nome del predominio del NWO? Grande Fratello?
    Potere scrivere qualcosa senza che il solito politburo alle dipendenze di Beria o NSA o CIA ti venga a prelevare (extraordinary renditions) è esattamente ciò che Assange ha tentato di fare all’ennesima potenza. Difendo questo diritto. Diffondere idee. Possono piacere come no, non è questo il punto. Stiamo usando un’agorà virtuale dove chiunque può esprimersi senza necessariamente dovere dire quanto ha guadagnato e dove abita. Quello che Moffa sostiene è l’esatto opposto: tutti schedati e perseguibili. Guai a esprimere opinioni contrarie o difformi. Assange ha dimostrato come va a finire e, molto ovviamente, Moffa sostiene che così deve andare a finire comunque. Perchè? Cosa ci guadagna? Per fortuna esiste Quito e la lunga storia del sudamerica che passa per Allende e Pinochet e ritorno. Perchè il ritorno esiste, come esiste ancora un qualche residuo di libertà che permette ad Assange di chiedere asilo politico e ai commentatori di scrivere opinioni senza essere criminalizzati per avere espresso idee e non fatti anagrafici.

  • Fedeledellacroce

    Hai sempre da ridire Tonguessy, anche su cose cosí scontate come il caso Assange.
    Mi spiego, se Assange fosse un reale pericolo, da mo’ che se l’erano spicciato…….
    E poi tutta questa copertura mediatica mainstream che lo glorifica, ma non ti puzza?
    E se non ti basta guarda bene che segreti di pulcinella ha svelato. E su Israele neanche una parola. Su tutte le comunicazioni tra usa-gb-israele durante le ultime aggressioni in Libano e Gaza manco ‘na riga piccola piccola…….
    Io non dico che tu hai un “ruolo” qui, ma sforzati di non sparare a zero su qualsiasi argomento.

  • Fedeledellacroce

    E vero, hai ragione!!! Mi fanno una pena, poverelli………….

  • Tao

    Toh, lei signor castigo, fa il controcanto a tonguessy: dunque lei conferma che il grande fratello sa chi è lei, che odia d’alema e difende a priori chi lo attacca. Ma il problema è’ proprio questo: i poteri occulti lo sanno non lo sa il popolo della rete, chi crede di poter interloquire con lei da pari a pari. Lei ha la maschera, io gioco a viso aperto, e rischio. Il castigo? Bah, parrebbe una minaccia …

    Claudio Moffa

  • Tao

    Per Tonguessy: sei pietoso, ridicolo, imbrogli le carte, vuoi che il grande fratello non sappia chi sei? Il tuo nickame ti nasconde a lui, o alla gente normale che chiede trasparenza e vuole sapere con chi ha a che fare? E assange, con quel popo’ di redazione multimediale, sarebbe uno che si batte contro il grande fratello? Ridicolo. La verità è che tu, col tuo anonimato, ne fai parte sia pure al gradino più basso: fai parte di quei gruppi organizzati che hanno il compito di monitorare e intervenire nei dibattiti per disorientarli e indirizzarli su altri temi che quello della denuncia dei crimini israeliani in Palestina e nel mondo.

    Tu parli di Mossad, e il tuo alias radisol mi accusa di nazismo probabilmente (la verifica è necessaria) protetti dalla magistratura … tutto cmq fa brodo purché non entriate nel merfito dei FATTI di cui io parlo.

    Claudio Moffa

  • polidoro

    Assange è stato fatto conoscere come famoso Hacker con la particolarità che non è stato mai punito quando preso: e da qui la cosa comincia a puzzare (per me, eh!). Altri hackers sono finiti in prigione ma non lui, Assange.

    Per il 9/11 ha detto: “I’m constantly annoyed that people are distracted by false conspiracies such as 9/11, when all around we provide evidence of real conspiracies, for war or mass financial fraud.”

    Lui è annoiato ! costantemente ! soggiunge il Veritiero Assange ‘”Noi diamo prova di cospirazioni reali”, NOI cioè Lui è Colui che svela le Cospirazioni, quelle vere ! (Le altre sono false)

    Ricapitolando: Julian Assange e Wikileaks sono un circo per intrattenerci e distrarci: Non siete d’accordo ? No ? Lo so

    Creare degli Eroi e darceli in pasto è un lavoro consueto per i padroni del vapore, no ? Non siete d’accordo ? No ? Lo so

    Sappiamo tutti che i BIG BOYS silenzierebbero all’istante qualsiasi reale gola profonda (whistleblower) o sito “pericoloso”. Non siete d’accordo ? No ? No, eh lo so, lo so.

    Me lo immaginavo: potrei subissarvi con un lungo elenco …. ma a che pro ? (non c’è peggior sordo ….)
    Ve lo ricordate David Kelly ? Nel 2003, David Kelly, l’esperto di armi di distruzione di massa che stava per smascherare le bugie dietro alla guerra in Iraq , zac, morì in circistanze poco chiare (come si usa dire). Cioè fu eliminato.

    Non hanno problemi, loro. Noi invece un Monti di problemi

    Ve lo ricordate “Blues Brothers” : Ho visto la Luce ! ho visto la Luce !

  • radisol

    Che Moffa sia uno dei fondatori ( se non “il fondatore”) del circolo Pietro Secchia di Roma non c’è dubbio alcuno …. che questo circolo, vicono alla primissima Rifondazione, più cossuttiana che bertinottian/vendoliana, fosse “coinvolto nell’omicidio D’Antona”, lo dice Moffa e non io … semplicemente, come molte altre realtà politiche e sociali romane vicine a quella impostazione comunista/tradizionalista, il caso più clamoroso e fuori luogo fu la montatura che coinvolse i militanti di Inizativa Comunista, quel circolo subì una perquisizione da parte dei Ros di Ganzer … tutto qua ….. ma ormai il Moffa approdato al nazismo ha ssunto il “vittimismo” come linea di difesa ….. e quindi si inventa anche le cose a questo scopo ….. P.S. Pur aborrendo personalmente la politica di Israele rispetto alla Palestina e a tutta l’area circostante, credo che esista anche nella Israele dell’apartheid anti-araba una maggiore liberta formale di espressione del pensiero che non negli Usa, in Gb e nella stessa Russia di Putin … e forse anche più che in Italia …..

  • IVANOE

    E’ un’impostore, è il fabrizio corona degli usa, pagato dalla CIA e basta !!!

  • Tonguessy

    e questa sarebbe la risposta alla mia domanda? Andiamo bene, andiamo!

  • ProjectCivilization

    Ma lei , invece …vive in un altro mondo ? Non vede niente ?

  • castigo

    Claudio Moffa:

    Toh, lei signor castigo, fa il controcanto a tonguessy:

    mi spiace deluderLa ma io faccio il controcanto solo a me stesso.
    perché Lei avrà certamente notato che ho commentato unicamente quel periodo del Suo scritto, e non altro.
    della Sua questione con l’utente Tonguessy non mi importa minimamente.

    dunque lei conferma che il grande fratello sa chi è lei,

    certamente, ci sono leggi in materia ben precise, e si può risalire all’identità di chiunque con relativa facilità.
    la fola dell’anonimato in rete, pertanto, è funzionale esclusivamente a chi vuole estendere il controllo sociale oltre ogni limite della decenza.

    che odia d’alema e difende a priori chi lo attacca.

    non vedo cosa Le consenta di fare simili affermazioni.
    mi premeva solamente ricordarLe cosa accadde.
    con una causa miliardaria si mise a tacere la satira di Forattini.
    francamente Lei non mi pareva personaggio da ricorrere a simili cose…..

    Ma il problema è’ proprio questo: i poteri occulti lo sanno non lo sa il popolo della rete, chi crede di poter interloquire con lei da pari a pari.

    ma Lei può interloquire con me, e lo sta facendo, da pari a pari.
    perché il forum NON censura, se non gli scritti palesemente ingiuriosi, quindi Lei ha facoltà di replicare in tutta libertà a chiunque.

    Lei ha la maschera, io gioco a viso aperto, e rischio.

    oibò, solo perché firma con nome e cognome??
    suvvia, non dica sciocchezze.
    potrei tranquillamente firmarmi, e chi Le garantisce che quel nome e cognome corrispondono davvero alla persona in carne ed ossa che sta dall’altra parte del collegamento adsl??
    Lei sta comunque interloquendo con qualcuno, perché mai dovrebbero interessarLe i suoi dati personali??
    quanto al rischio, quale sarebbe poi??

    Il castigo? Bah, parrebbe una minaccia …

    mah, sinceramente da Lei mi sarei aspettato qualcosa di più……
    quanto alla minaccia, sono su CDC da anni ormai, e nessuno si è mai sentito minacciato dal mio nick.
    ritenti, sarà più fortunato.

  • radisol

    Infatti Fabrizio Corona si occupa delle stesse cose …..

    E se fosse un uomo della Ciao perche vogliono arrestarlo ed estradarlo negli Usa ? Misteri del “complottismo” …