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SISTEMA ISLAMICO: UNA SOLUZIONE POSSIBILE ALLA CRISI FINANZIARIA ?

DI R.A.
laparoledujeunemusulman.blogspot.com

Crisi di fiducia, panico nella borsa a livello internazionale…il mondo sta vivendo i limiti e i danni del capitalismo ad oltranza dopo aver visto capitolare il sistema comunista. Dunque quale reale alternativa potremmo adottare oltre a questi due modelli? Non sarà forse il tempo di ritornare sui fondamenti delle leggi economiche? Porre l’uomo al centro degli interessi, piuttosto che denaro e profitto senza sforzi? Oggi l’artificiosità del sistema capitalista ci mette di fronte ad una realtà che già da tempo è stata denunciata e vietata dal modello economico islamico.

Quali sono i criteri più importanti del sistema islamico? Una serie di divieti e imposizioni: no a “riba” (interesse, usura), no a “gharar” e a “maysir” ( incertezza e speculazione), e ancora no a “haram” (settore illecito come il gioco, l’alcool, la pornografia e il tabacco), l’obbligo di condividere profitti e perdite, e infine l’etica, ovvero stanziare i fondi per settori socialmente utili.
Questi principi semplici e naturali sono garanzie che impediscono crisi di tipo subprime ( prestiti concessi a soggetti che non possono accedere alle leggi di mercato, che si rivelano rischiosi tanto per i creditori quanto per i debitori)…l’interesse con usura, vietato ufficialmente dall’Islam, infatti, potrebbe incrementare la crisi andando a destabilizzare un sistema che rifiuta di lavorare con e per il denaro.

Alcuni pensano che adottare come modello economico quello suggerito dal mondo islamico, non sia possibile, visto che i progressi e la follia materialistica in cui viviamo non possono ammettere principi datati a 14 secoli fa. Allah ci impone tassi di interesse a zero in tutti gli scambi finanziari al fine di incitare il partnetariato e la condivisione di rischi e benefici. Basta guardare i riflessi immediati che la banca centrale europea e americana stanno adottando in campo gestionario durante la corrente crisi e in quelle del passato: diminuire i tassi d’interesse. Diminuire, tendere sempre più vicino allo zero per rilanciare l’economia, dare più fiducia al risparmiatore e al mercato finanziario così da favorire i crediti presso le banche.

I musulmani, convinti e rispettosi dei principi islamici, non hanno nessun dubbio circa i benefici del divieto dell’usura, perché se Allah ne ha vietato l’uso è proprio in virtù delle sue supreme conoscenze, superiori a chiunque altro in merito alle sue creature. Quante altre crisi di questo genere dovremmo subire prima che ci si renda conto dell’evidenza delle parole di Allah nel Corano? A cos’altro ci invita il modello islamico se non a mettere al servizio dell’uomo il denaro, e non viceversa? Il quadro normativo e operativo del modello islamico permette a tutti di lavorare in uno spirito di imprenditorialità, condividendo i rischi e i benefici. Questa disposizione consente una prudenza misurata e intelligente che evita la reazione a catena in caso di crisi e slittamento economico.

Incredibile, ma vero, quanta cupidigia tirano fuori i big della finanza, quelli che decidono le sorti della borsa senza subirne le conseguenze. Le loro scelte e azioni sbagliate sono corrette dai risparmi dei contribuenti attraverso gli Stati che rilanciano miliardi d’euro e di dollari sul mercato per evitare il crollo delle azioni. I liberali chiedono il salvataggio degli Stati che nazionalizzano le banche in fallimento, a prescindere dalla tendenza politica di dominio. Chissà se Karl Marx si starà ribaltando nella sua tomba?

Abbiamo smarrito il senso del lavoro, della fatica, e della ricompensa a tanto sudore. Oggi il marketing si presenta talmente aggressivo che spinge sempre di più a chiedere e concedere crediti al consumo. La corruzione del super-capitalismo e del neoliberalismo dovrebbe interpellarci e permetterci di rimettere in discussione le nostre scelte riguardo la società e il modello economico. I fondamenti del modello economico suggerito dall’Islam si basano prima di tutto sulla responsabilità delle azioni e degli impegni dell’uomo davanti ad Allah. Ogni musulmano deve tenere a mente che anche il minimo centesimo guadagnato, investito o risparmiato, comporta delle conseguenze di cui si è obbligati a render conto. L’Islam incoraggia lo sviluppo economico e l’arricchimento personale a condizione che l’individuo rispetti una certa etica morale, ovvero quella di non ledere il prossimo nella propria ascesa sociale e materiale. Il fine del modello economico islamico permette di mantenere e salvaguardare il mezzo della gestione dei flussi finanziari come un semplice mezzo, permettendo il trasferimento dei beni e delle ricchezze al servizio della condizione umana.

La perversione di questo capitalismo, nella quale ci troviamo, è la prova che l’occidente o piuttosto il modello occidentale ha perso la sua credibilità nel panorama internazionale. È giunto il momento in cui gli economisti di ogni tendenza, e soprattutto i musulmani, facciano conoscere la propria alternativa, basata su leggi e principi del sistema islamico. Il fine dell’uomo secondo la religione islamica e di ottenere la Grazia, la soddisfazione e la Misericordia di Allah in questa vita. L’economia non deve essere altro che un mezzo per raggiungere questo scopo, vista la connaturata predisposizione alla ricerca del benessere e dello sviluppo

Oggi si crea il vuoto tra la gente per provocare una dipendenza al consumo. Questa economia meccanica basata sullo studio comportamentale e societario incita e spinge gli individui al super-consumo. Guardate la follia dei grandi supermercati per un determinato prodotto, l’incredibile diversità che ci propongono. Hanno pensato davvero a tutto per spingerci al consumo assurdo e idiota: il prodotto secondo il genere, la categoria sociale, la stagione, la moda…

Nell’Islam si gode del privilegio di essere coscienti di quanto pericoloso possa essere giocare con i limiti indicati da Allah nel Corano, e le conseguenze che questo comporta. L’Islam richiede dei valori morali ed etici nei meccanismi dell’economia e dello sviluppo sociale.

Un segno del cambiamento di mentalità è ravvisabile nelle parole del giornalista economista Beaufils Vincent, direttore redazionale di Challenges: “…in periodo di piena crisi finanziaria che arresta gli indici in crescita, bisogna rileggere ed interrogare il Corano, piuttosto che i libri pontifici. Perché se solo i nostri bancari, avidi di rendere redditizi i propri fondi, avessero rispettato anche solo minimamente la sharia, non ci troveremmo a questo punto. Non bisogna vedere la finanza islamica come un esercizio di baratto medievale. I Paesi del golfo ci hanno già dimostrato quanto la loro mentalità può facilmente adattarsi ai dettami del XXI secolo. I loro banchieri non transigono solamente su un fattore sacro: il denaro non deve produrre dell’altro denaro. La traduzione in fatti di questo impegno è semplice: i crediti devono essere concessi per attività ben identificate. Vietati i prodotti tossici, dimenticati l’ ABS (Asset-backed security, strumento finanziario, obbligazione negoziabile o trasferibile emessa a fronte di operazioni di cartolarizzazione garantito dagli attivi sottostanti) e il CDO ( obbligazione che ha come garanzia un debito) . In altre parole, il denaro può essere utilizzato solo per finanziare l’economia reale. Non ci sono, quindi, azzardi: se le banche del Golfo sono uscite indenni dalla crisi dei subprime, è perché di fatto non ci sono proprio mai entrate. Il rispetto di questo principio del Corano è ugualmente vantaggioso anche nella relazione che ciascuno intrattiene con il denaro, che sia di un’impresa o di un singolo: le persone morali non hanno così il diritto ad indebitarsi aldilà della loro capitalizzazione di borsa, in pratica non soffriranno mai per il super-indebitamento. Ecco delle regole che non potranno mai nuocere, anche se si basano su un testo del VII secolo..” Fonte Edito 11/09/08 Le pape ou le Coran http://www.challenges.fr/ .

Si tratta di un’importante testimonianza di un esperto che onora la giustizia e la verità del Corano in merito all’economia e alla dimensione sociale. Purtroppo tutti i paesi musulmani sono ben lontani dal rispetto della Sharia Islamica. Una parte di musulmani e soprattutto la classe media e borghese hanno ceduto al richiamo del capitalismo e dell’ultra-liberalismo, incrementando il prestito con l’usura. Non hanno saputo organizzarsi e svilupparsi, seguendo l’ esempio di compatrioti in Inghilterra che, in due generazioni, hanno fatto emergere banche islamiche, capaci di rispondere ai loro bisogni e nel frattempo rispettose della Sharia. In Francia e altrove si lasciano tentare dalla facilità senza misurarne realmente le conseguenze dirette. Bisogna conoscere una semplice regola, ogni credito usuraio concesso incoraggia il sistema esistente e ritarda in questo modo l’emergenza del sistema islamico in linea con la Sharia. Il coraggio, la determinazione e il successo degli imprenditori musulmani è tale che tutte le grandi banche, nazionali ed internazionali, e gli stati stessi chiedono ai musulmani dei loro Paesi di impegnarsi in studi volti allo sviluppo e alla produzione di un’alternativa conforme all’etica islamica. Si parla di un mercato potenziale, valutato per 700 miliardi di euro. La sicurezza offerta dal modello islamico è così evidente che persino le società non-islamiche preferiscono e già lavorano con le banche musulmane d’Inghilterra. Ciò che sembrava utopistico e medievale, da qualche tempo sta diventando per alcuni una realtà inevitabile, confermata e sostenuta dai migliori conoscitori del mondo finanziario da sempre profani.

R.A. (http://laparoledujeunemusulman.blogspot.com/)
Fonte: www.alterinfo.net/
Link: http://www.alterinfo.net/Systeme-Islamique-Solution-a-la-Crise-Financiere-Internationale_a44520.html
7.04.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARTINA PALAZZO

Pubblicato da Davide

  • amensa

    già…. la finanza islamica, i paesi musulmani, ecc… e con abu dhabi, e il fallimento gigante , come la mettiamo ??? o è un paese capitalista ?

  • Ricky

    Anche io ho sempre pensato che tutti i guai dell’occidente sono iniziati con il protestantesimo ed il calvinismo in particolare, che é la base ideologico-religiosa del capitalismo.
    Su come trattare il tema “denaro” l’islam ha molto da insegnare, ma anche un certo cristianesimo pre-riforma che considerava il denaro “sterco di Dio”.

  • backtime

    [quote]La perversione di questo capitalismo, nella quale ci troviamo, è la prova che l’occidente o piuttosto il modello occidentale ha perso la sua credibilità nel panorama internazionale. È giunto il momento in cui gli economisti di ogni tendenza, e soprattutto i musulmani, facciano conoscere la propria alternativa, basata su leggi e principi del sistema islamico. Il fine dell’uomo secondo la religione islamica e di ottenere la Grazia, la soddisfazione e la Misericordia di Allah in questa vita. L’economia non deve essere altro che un mezzo per raggiungere questo scopo, vista la connaturata predisposizione alla ricerca del benessere e dello sviluppo[/quote]

    il modello bancario occidentale non solo ha perso credibilità a livello internazionale, ma quel che è peggio a livello nazionale, dove le persone vedono chiedersi interessi dalle banche per un semplice prestito e quello che è più sconfortante, venirsi a vedere tassato un capitale per sostare in banca, quando ormai ben sappiamo che sarà lo stesso capitale che la banca utilizzerà per le sue scorribande, come comprare e rivendere armi o comprare derrate alimentari per rivenderle ad un prezzo maggiorato.

    La banca impostata sull’usura sul modello giudaico-massonico deve essere estinta, non è possibile sostenere tantomeno tollerare che una banca non possa fallire ed uno Stato che ha ben più peso di una banca possa fallire.

    Parliamoci chiaro, specie ora che stiamo vivendo una crisi finanziaria, dove i stipendi versati in banca non rimangono neanche in minima parte sul conto, ha un senso non far fallire una banca, quando questa rifiuta anche la richiesta di un prestito? precludendo il risparmio e l’investimento, la banca stessa termina l’utilità che ha nella società; allo stesso modo, tenerla in vita per farla guadagnare con i soldi in prestito dello Stato, stampare la moneta sempre dello Stato, è tanto riprorevole quanto demenziale per lo Stato stesso, quanto per i cittadini che dando valore alla moneta nei scambi, hanno poi da pagare dazio per ciò che fanno.

    Quindi ben vengano politici che anziché favorire i banchieri nel loro privato, questi preferiscono preservare il sociale come stanno facendo i politici Ungheresi, a cui va tutta la mia stima ed il mio sostegno, nell’augurio che siano seguiti sempre più dalla popolazione, che da altri politici in Europa.

    Abbiamo forse da avere aggiuntive prove di quanto i banchieri giudaico-massonici vogliono tenersi stretti i loro privilegi? non dimentichiamoci che Hider il politico Austriaco, è stato ucciso perché voleva rendere libera l’Austria dalla politica bancaria internazionale, i componenti del governo Polacco recentemente uccisi dopo che il Presidente voleva liberalizzare le banche, Calvi ucciso a Londra si dice per mantenere i segreti della banca dello IOR dove girano al suo interno soldi di tutti i generi, lo stesso vicepresidente della BCE ucciso in piscina, ecc. ecc.

    Le banche occidentali? salvati i soldi il resto alle fiamme!

  • sovranidade

    La caratteristica più nota del sistema bancario islamico è il divieto di addebitare interessi.
    Il Corano vieta l’attribuzione di interessi sul denaro prestato.
    L’Islam permette solo un tipo di prestito chiamato qard-el-hassan (letteralmente, buon prestito) dove il prestatore non addebita alcun interesse o importo addizionale alla cifra prestata.
    L’Islam incoraggia i musulmani a investire il loro denaro e a diventare soci tra loro condividendo i rischi e i profitti dell’attività commerciale piuttosto che diventare creditori.
    Tradotto in termini bancari, il depositante, la banca e il debitore dovrebbero tutti dividere i rischi e i guadagni derivanti dal finanziamento di imprese commerciali
    Questa è la differenza dal nostro sistema bancario occidentale, basato sugli interessi, dove tutta la pressione è sul debitore: infatti il debitore deve restituire il suo prestito, insieme all’interesse concordato, indipendentemente dal successo o dal fallimento della sua impresa commerciale.
    Il denaro è solo un mezzo di scambio, un modo per definire il valore di una cosa, non ha alcun valore intrinseco e quindi non dovrebbe poter generare altro denaro, tramite il pagamento di interessi, semplicemente venendo depositato in una banca o prestato ad altri o, peggio ancora, usato in speculazioni senza scrupoli.
    Nell’Islam il denaro rappresenta il potere d’acquisto e viene considerato come l’unico uso legittimo del capitale.
    Ecco perché i musulmani sono incoraggiati ad acquistare e sono scoraggiati dal mantenere il denaro inattivo, ragion per cui, ad esempio, ammassare denaro viene considerato, di norma, inaccettabile.
    Alla luce di queste sostanziali differenze tra il sistema bancario occidentale e il sistema Islamico, peraltro sconosciuto ai più, c’è da stupirsi della guerra di aggressione scatenata dall’imperialismo U.S.A. contro il cosiddetto “terrorismo Islamico”?
    Diciamoci la verità, non si tratta di confronto tra civiltà ma di una competizione violenta imposta con la forza dal potere giudaico/massonico per la supremazia tra sistemi bancari diametralmente opposti e incompatibili.

  • Eli

    Ho pensato la stessa cosa, ma tu l’hai espressa molto meglio di quanto avrei fatto io. Il divieto di addebitare interessi è incompatibile col sistema immorale del capitalismo occidentale, e quello che l’occidente non condivide, cerca di distruggere.

  • ulrichrudel

    Volevo rimanere neutrale.Ho qualche perplessità sull’ottimismo del redattore dell’articolo.Se fosse cosi perfetto, come mai , milioni di mussulmani nord-africani invadono l’Europa in cerca , dicono, di migliore prospettive economiche? Peggiorando in ultima analisi le nostre?
    Come letto in un libro “i creatori di moneta”; l’errore non sta nel capitalismo ,bensi nell’aver permesso che se ne abusasse e nell’aver tollerato che un’infima minoranza,mediante una gestione disonesta del sistema monetario,distruggesse la sicurezza economica e la tranquillità di tutti gli altri.Di quale infima minoranza ne accenna bene il bravo Backsteime.al quale raccordandomi aggiungo che anche due presidenti americani furono uccisi per cause sconosciute,dicono.
    Uno è stato James Garfield, l’altro John Kennedy.
    IN OGNI CASO BENVENUTI SE CI AIUTATE A TOGLIERE LE SANGUISUGHE.

  • vimana2

    Dipende da che paese e paese, la libia è il migliore del nord africa, penso che qualche milionata di italiani venderebbe il sedere per vivere come i libici se no fosse per il caldo….altri paesi interessanti sono la malesia, la siria, l’iran….non tutti i paesi cmq seguono sistemi dell’islam…

  • anonimomatremendo

    La foto in alto a sinistra ci calza a pennello con l ‘articolo:una borghese islamica d’alto borgo che conta il suo malloppo frutto della sua fatica imprenditoriale.Chissá come sono contenti i proletari dei paesi islamici nel sapere che i loro padroni non pagano interessi.Cosí sono piú ricchi,non loro,i padroni.

  • costantino

    Che noi con sto islam. Ma AbuDhabi è calvinista ?

  • anonimomatremendo

    Correzione:

    La foto in alto a sinistra ci calza a pennello con l ‘articolo:una borghese islamica d’alto borgo che conta il suo malloppo frutto della “sua” fatica imprenditoriale.Chissá come sono contenti i proletari dei paesi islamici nel sapere che i loro padroni non pagano interessi.Cosí sono piú ricchi,non loro,i padroni.

  • gelsomino

    Bravissimo !

  • gelsomino

    A parte che è Dubai il paese cui ti riferisci e non Abu Dhabi, ti risulta che i suoi abitanti stiano peggio di noi?

  • Affus

    aspetta aspetta , maometto è del VI secolo d.C. e voleva fare il rabbino e ne fu scacciato.
    Maometto scrisse il corano che non è altro se non una fotocopia sintetica della torah ebraica e del pentateuco.
    Quindi maometto non ha inventato nulla di suo , nessun nuovo principio perchè chi si scaglia contro l’ usura è il Dio del Vecchio Testamento degli ebrei gia nel 14 secolo a.C.
    Forse l’unica cosa buona che hanno è che , al contrario degli ebrei che sono diventati usurai, sono fedeli a quel principio ebraico.

  • anonimomatremendo

    Per questo cameriere dei preti il capitalismo é solo l’usura mentre tutto il resto ,cioé lo trasformare i lavoratori in proletari, é “economia reale”,benedetta e salvaguardata dalla giustizia divina,ossia PER SEMPE.Bhé,piú chiaro di cosí.

    Sei proletario?Mutismo e rassegnazione,te lo meriti.Punto.

  • ericvonmaan

    La soluzione è: Banca Centrale STATALE, gestione delle politiche monetarie STATALI, Moneta STATALE SENZA DEBITO. Il resto è solo aspirina a un malato di cancro. Saluti.

  • Ricky

    Purtroppo lo Stato é l’espressione della borghesia capitalistica dominante quindi tutto proteso al difenderne gli interessi. Allo stato attuale la tua é quindi una utopia.

  • anonimomatremendo

    Questa é bella:”I loro banchieri non transigono solamente su un fattore sacro: il denaro non deve produrre dell’altro denaro”.

    Invece comprare la forza-lavoro dell’ operaio e con essa produrre merci da vendere ricavandone un profitto(plusvalore),questo no,non é fare soldi con i soldi.I capitalisti mussulmani dovrebbero andare tutti all’inferno,invece per i preti ,che come tutti i preti interpretano le “sacre scritture” come gli piace,fanno opera di bene sociale.Piú ruffiani di cosí.

  • duca

    Comunque senza necessità di convertirci basterebbe reintrodurre la vecchia legge bancaria che conteneva i principi di sussidiarietà e di utilità sociale delle banche (vedi anche il famigerato art.41 cost.). Certo questo comporterebbe la denuncia e la rinegoziazione dei trattati europei, ma vista la situazione, perché no?

  • anonimomatremendo

    “Reintroduci la vecchia legge bancaria e ti si apriranno le chiappe…niente piú stitichezza”.Lo vedo bene come spot.