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SIRIA, ESECUZIONI DI BAMBINI, MANIPOLAZIONI BELLICOSE E LIBANIZZAZIONE…

DI MARINELLA CORREGGIA
sibialiria.org

Quel che è certo è che da mesi la violenza più atroce e incredibile (settaria?) in Siria ha corso comune. Quel che è certo l’orrore di molti bambini e adulti trucidati, a Hula, in Siria. Un atto diabolico. Dolorosissimi i video (con ambientazioni diversificate) che mostrano quei piccoli corpi. Ma sugli autori del massacro e sulle dinamiche le versioni sono come al solito opposte. Le fonti dell’opposizione li attribuiscono all’esercito. Il regime siriano nega ogni responsabilità, annuncia un’inchiesta di tre giorni e sostiene che l’attacco armato è stato portato invece da “armati antigovernativi”.

Anche il centro di informazioni cattolico della provincia di Homs Vox Clamantis dà una versione ben diversa da quella dei media internazionali.

Per quanto non ci siano conferme del coinvolgimento dell’esercito siriano nell’attacco, i media internazionali e i leader si sono precipitati ad accusare il regime e a chiedere un intervento internazionale forte, e così la stessa opposizione siriana, con il cosiddetto Esercito libero che si ritiene ormai libero da ogni vincolo di cessate il fuoco chiesto dal piano Annan). Un’occasione davvero utile, per la Clinton come per il Qatar. Dunque il chiedersi “cui prodest” non è peregrino.

Le voci vanno sentite tutte, e senza mistificarle. Vediamo cosa dice l’Onu. Qui non nomina responsabili: “Gli osservatori della missione Onu Unsmis confermano l’uccisione di 90 civili di cui 32 bambini, più molti feriti, nel villaggio di Houla, dopo aver visto i corpi” (ma ovviamente le dichiarazioni dell’Onu vengono manipolate dall’Ansa che titola “L’Onu accusa l’esercito”). Prosegue il sito Onu: “Il generale Robert Mood, capo dell’Unsmis, ha dichiarato che le circostanze di queste tragiche uccisioni non sono tuttora chiare”.

Il sito scrive inoltre che gli osservatori confermano anche, da un’analisi di residuati, che tiri di artiglieria sono stati effettuati contro un quartiere residenziale. Ma non è specificato da chi.

Il governo siriano invece sostiene che l’esercito non ha usato artiglieria o armi pesanti contro i civili e a che a compiere la strage sono stati i “terroristi” che a centinaia hanno attaccato Houla con armi pesanti compresi lanciarazzi anticarro.

Ban Ki-Moon e Kofi Annan hanno emesso un comunicato: “Questo crimine brutale che indica un uso indiscriminato e sproporzionato della forza è una violazione flagrante della legge internazionale e degli impegni da parte del governo rispetto al non uso di armi pesanti nei centri abitati (…) i responsabili dovranno pagare”. Sia Mood che Annan che Ban Ki Moon hanno chiesto al governo siriano di smettere di usare armamenti pesanti nei centri abitati ma hanno anche chiesto a tutte le parti di cessare le violenze in tutte le loro forme. La Reutersriferisce anche di queste parole di Mood: “Chi ha iniziato, chi ha risposto e chi è responsabile dovrà pagare”.

La tivù russa RT scrive ( www.rt.com ): “Inizialmente il massacro è stato riferito da attivisti dell’opposizione fra i quali l’Osservatorio siriano per i diritti umani basato a Londra secondo i quali la città è stata bombardata dalle forze governative durante manifestazioni antiregime”. I bombardamenti sarebbero continuati da venerdì a mezzogiorno fino all’alba di sabato.

Il punto è che i morti nei video dalle ferite e dallo stato non sembrano essere vittime di bombardamenti sulle case ma di esecuzioni. Lo afferma anche un ex del Pentagono intervistato da Rt. Il collegamento fra azioni dell’esercito e i bambini morti dei video sembra non essere possibile.

Chi ha ucciso? Degli armati sicuramente non riconoscibili (quindi anche eventuali superstiti troveranno difficile dare risposte vere) e sulla base dei loro interessi. Che non sembrano essere quelli della pace ma piuttosto di una tensione sempre maggiore con intervento esterno. Digitando su youtube “Hula massacre”, appaiono alcuni video, con tanti corpicini stesi sulle coperte, in ambientazioni diverse. I piccoli morti non appaiono vittime di bombardamenti sulle loro case ma piuttosto di esecuzioni mirate, uno a uno (non c’è la polvere e la distruzione che in genere si accompagnano ai tiri e ai bombardamenti che distruggono abitazioni, si pensi a certe foto dalla Libia). C’è un altro video che mostra bambini morti con le mani legate (una stranezza che pare artificiosa e che richiama un video riferito a Homs in marzo, poi rivelatosi una mistificazione da parte dei rivoltosi).

Un altro video ancora mostra le immagini mostrate anche da Sana e dalla Press tv sulle due famiglie (con nomi) uccise in un villaggio da gruppi armati, ma attribuisce i morti con didascalia in spagnolo a Huila e alle “gang di Assad”.

Non sembrano esserci video di bombardamenti a Hula. Sempre digitando “Hula massacre” c’è un video che mostra uomini per strada (dove?), alcuni con bandiere – non quelle dell’opposizione – e poi si sentono rumori di spari e un fuggi fuggi con qualcuno che rimane per terra.

Secondo il Centro di informazioni Vox Clamans della diocesi di Homs, le cose sono andate molto diversamente da quel che dicono i media e l’opposizione. “Un nostro testimone oculare di Kfar Laha, presso Hula ci ha detto: ‘Bande armate in gran numero hanno attaccato le forze dell’ordine o dell’esercito vicino all’ospedale Al Watani che hanno perso veicoli e un blindato. Sono seguiti scontri fino a tarda notte e invano i governativi hanno cercato di respingere l’attacco con l’artiglieria e molte perdite. Uccisi o feriti 35 soldati, e nove miliziani. I miliziani sono entrati nell’ospedale massacrando tutti i presenti. Hanno portato via i cadaveri in coperte dell’ospedale e li hanno ammucchiati in un luogo di Hulé che sembra essere una moschea. Poi sono entrati in varie case del quartiere sud uccidendo i civili e ammucchiandoli per mostrarli agli osservatori, prima di bruciare le loro case. In 24 ore cento sunniti sono stati massacrati a Tal Daw (Houlé), alaouiti sono stati massacrati a Shiphonyieh, ismailiti a Salamyeh e cristiani a Qusyar”. La consegna delle bande armate sembra essere incendiare il conflitto religioso. E la previsione è sinistra: il mosaico siriano si potrebbe rompere in una guerra civile alla libanese.

L’agenzia Sana (www.rt.com) parla di altre decine di assassinati civili “per mano di al Qaeda”: dà i nomi di diverse famiglie uccise nei villaggi Tal Daw e al-Shumariyeh e mostra diverse foto.

Marinella Correggia
Fonte: www.sibialiria.org
Link: http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=306
27.05.2012

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Una strage in Siria, venerdì 25 maggio 2012, nella città di Houla, ha superato la soglia cinica che i media usano per dare importanza a una notizia nei casi di conflitti a “bassa intensità”. Cento morti in un giorno sono stati annunciati molte volte, spesso falsamente o senza poterlo verificare. Stavolta, però, tutte le parti del conflitto siriano concordano: la gamma delle atrocità misurate a Houla si pesa proprio su una scala orrenda e verificabile, quella della carneficina di massa che colpisce gli innocenti. Per metà bambini. Ecco dunque le prime pagine, che raccontano l’imminente fallimento del piano di pace di Kofi Annan accettato il 27 marzo dal governo siriano. Ma in questi ultimi due mesi le prime pagine poco hanno detto sulle enormi difficoltà e le gravi azioni che hanno indebolito e svuotato sin da subito il piano delle Nazioni Unite.

    La strage di Houla è solo l’ultimo fatto in ordine di tempo, fra le migliaia di violazioni del piano fin qui registrate, fra bombe stragiste contro i gangli dello stato, azioni di guerriglia, massacri interetnici perpetrati da squadroni della morte, traffici transfrontalieri di armi (con una tensione sempre maggiore in Libano), fino a sottrazioni di controllo del territorio che diventeranno la premessa per “zone cuscinetto” in grado di rendere endemica la guerra civile e l’internazionalizzazione del conflitto.
    La parola “libanizzazione”, vecchia di decenni, torna in auge per provare a descrivere quel che può attendere la Siria.

    Il coinvolgimento dei carri armati negli scontri di Houla è stato interpretato da un’organizzazione londinese inattendibile, l’Osservatorio siriano per i diritti umani, come l’unica causa del massacro: i morti sarebbero da imputare ai bombardamenti dell’esercito di Assad durante le manifestazioni antiregime di venerdì. Gran parte dei media occidentali e delle petromonarchie arabe accredita questa versione. Un riflesso rimane nel comunicato di condanna scaturito dalla riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, con la Russia che si è allineata agli altri membri nel menzionare una responsabilità dell’esercito siriano nella violazione del cessate il fuoco. Le agghiaccianti immagini delle vittime che possiamo osservare sollevano però alcuni dubbi. I morti non appaiono colpiti da bombardamenti indiscriminati ma da esecuzioni, compresi i bambini. In un contesto in cui operano squadroni della morte e agenti del caos di diverse tendenze, la vicenda assume una luce diversa (e non meno inquietante).

    In questo film dell’orrore non vedrete la testa di una bambina che spunta dalle macerie, come a Gaza nel 2009, ma corpicini di infanti stesi a fianco di un muro intatto e macchiato da uno schizzo di sangue. Nella contabilità dell’orrore cambia poco. Nella comprensione dei fatti cambia prospettiva.
    Anche in questa occasione il Centro di informazioni “Vox Clamans” della diocesi greco-cattolica di Homs raccoglie testimonianze che descrivono uno scenario analogo a quello di altri massacri avvenuti negli scorsi mesi: bande sempre meglio armate attaccano sia l’esercito – impegnandolo in una reazione e di fatto bloccandolo dopo avergli causato gravi perdite – sia i civili di diverse etnie.

    Emerge una strategia criminale, con famigerati precedenti in Centroamerica e in Iraq, in grado di fare a pezzi il livello minimo di sicurezza che gli stati hanno il compito di garantire nel patto di cittadinanza. È un tipo di pressione che di per sé azzera qualsiasi piano di pace, o qualunque tentativo di ricondurre a un’autorità statale il monopolio legittimo della violenza.

    Chi alimenta tutto questo? Ne abbiamo parlato in passato, offrendo una panoramica ( http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/7722-siria-prima-che-spari-la-tecnica.html ). Il piano di Annan non piace a chi vuole il cambio di regime costi quel che costi. Non piace agli USA né alle petromonarchie del Golfo. Una delle più patenti violazioni del piano è stata l’escalation del traffico di armamenti e altri equipaggiamenti dall’estero in favore dei settori più inflessibili dell’opposizione siriana. Il piano non piace ai gruppi sempre più organizzati del terrorismo di tipo al-qaedista (che in Libia è stato un soggetto chiave della guerra e da lì alimenta un flusso per la Siria), milizie di assassini fanatici che vogliono condizionare violentemente la loro oggettiva alleanza con Washington e Riyad. E sicuramente non piace ai settori più incredibilmente miopi e retrivi del regime siriano, che sentono minacciate le loro rendite di posizione dalle riforme impostate da Assad sotto la pressione degli eventi.

    In una situazione che muta di giorno in giorno sono persino possibili convergenze d’interessi da parte di chi da una transizione pacifica ritiene di avere soltanto da perdere.

    Ci sono molti osservatori, anche in Italia, che guardano ai fatti di Siria leggendoli con categorie fuorvianti, fino ad attribuire le migliaia di morti dei disordini a un’unica mano assassina. La realtà si presenta invece molto sfaccettata, e non si presta a essere giudicata con il metro italiano. Perché, se volessimo proprio usare questo metro, in Siria sta succedendo una Nassiriya al giorno e una strage di Bologna alla settimana. Noi non siamo venuti a capo delle nostre tensioni causate da episodi diluiti nei decenni. Dovremo perciò essere molto prudenti nel giudicare cosa sia bene per i siriani quando gli episodi hanno una frequenza e una dimensione immensamente più grave della nostra esperienza storica.

    In pochi hanno letto una proposta di Johan Galtung (“Siria: le soluzioni sono possibili invertendo le formule. Ecco come”) ( http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/7989-siria-le-soluzioni-sono-possibili-invertendo-le-formule-ecco-come.html ) per cercare soluzioni al dramma siriano. Andrebbe invece diffusa e dibattuta, fra quanti hanno a cuore il futuro della pace in Medio Oriente e nel mondo.

    Pino Cabras
    Fonte: http://www.megachip.info
    28.05.2012

  • Aironeblu

    Ma è ancora possibile che dopo Iraq, Afghanistan, Libano, Palesrina, Libia, questi vermi di giornalisti mainstream continuino a diffondere falsità fomentando questa ignobile tattica stragista per aprire la strada agli scempi della NATO? Non dicano che non sanno, perchè allora sarebbero dei totali incompetenti. …… …… Complici o incompetenti che siano, I NOSTRI GIORNALISTI SONO COLPEVOLI DI TRADIMENTO e come tali vanno puniti. Non è un invito alla violenza, ci mancherebbe, ma tanta solidarietà a chi gli metterà un bel sacco in testa e li riempirà di legnate!

  • ws

    comunque fermare la “libanizzazione” della siria e’ impossibile quando c’ e’ un “committente” molto forte ( U$raele) e ” manodopera ” abbondante fanatica e a basso costo ( gli islamisti).

    poi il tempo ci dira’ chi tra i due “socii ” e’ stato il piu furbo, ma di sicuro gia’ da oggi nessuno puo’ piu romperci le palle con la storia del ” conflitto di civilta'”

  • AlbertoConti

    Concordo sulle immense responsabilità dei giornalisti che contano, quelli premiati dal loro datore di lavoro, che non rappresenta certo il popolo dei lettori e degli ascoltatori. E’ come se i medici, a partire dai primari ospedalieri, si coalizzassero per diffondere malattie e morte, in palese violazione del giuramento d’Ippocrate. Violando il principio di VERITA’ questi giornalisti corrotti preparano il terreno di guerra, fatto di propaganda di regime. La III guerra mondiale in tal senso è già iniziata da un pezzo, viene alimentata dalle TV dei Murdoch, dei Berlusconi, degli Stati proni al washington-consensus, e si concluderà questa lunga fase con l’agressione all’Iran. Il piano più chiaro di così non potrebbe essere, basta osservare il mappamondo con un minimo di spirito critico.

  • bdurruti

    Non capisco cosa si possa commentare di questa notizia: non c’è un dato certo, non una fonte credibile. Anche la testimonianza del centro di informazione cattolico (?) pare strana: racconta di scontri fra ribelli ed esercito, poi di come i ribelli siano entrati in un ospedale per fare un massacro. Ma perchè avrebbero dovuto farlo? Neppure ai tempi della guerra civile algerina succedevano cose del genere, e la Siria non è certo l’Algeria.
    Ma soprattutto mi chiedo: perchè questi giornalisti non fanno la cosa più semplice che potrebbe chiarire parecchio e invece di raccolgiere notizie qua e là e non vanno in strada a parlare con le persone? Non possono? Hanno paura?

  • marcopa

    Il tentativo di sfruttare questo “presunto” episodio per avviare la guerra aperta in Siria sta per il momento riuscendo, la Russia sembra sola,tra le nazioni, ad esprimere perplessita’ sulle reazioni internazionali,ONU, occidentali e lega Araba. Cosi’ per il momento dalle liste di discussione pacifiste non si leggono reazioni di sorta a questa operazione mediatica, che, al di la’ di come l’ episodio sia successo realmente, e’ in corso in maniera scoperta……………………………………………..
    Il TG de la7 di sabato ha detto che questa strage di bambini questa volta e’……… “certificata” ………quando ancora l’ Onu si e’ espressa sul numero di vittime ma non sulle modalita’ dell’ accaduto, il Tg3 ha affermato che………….. piu’ della meta’ dei morti sono bambini, quando invece le cifre date sono 32 bambini su un totale di piu’ di 100 morti………….. Insomma si cerca scopertamente di aumentare l’ effetto impressionante dell’ accaduto facendo volutamente confusione, forzando ora un particolare, ora un altro……………………………A questo punto piu’ dello sfogo e dell’ invettiva da testiera dobbiamo tentare di fare qualcosa di utile……….Quindi fare circolare le informazioni che tentano di dare un quadro non propagandistico di quello che succede……………e io segnalo gli articoli che sono usciti e che usciranno su Sibialiria.org ma anche sul blog cattolico oraprosiria.blogspot.it che riporta da qualche settimana notizie sulla difficile situazione dei cristiani in Siria, notizie riprese da agenzie cattoliche come asianew e fides, oltre ai rapporti di madre Agnès dal monastero di san Giacomo in Siria……………Dei pacifisti saranno visibili probabilmente alla manifestazione del 2 giugno sull’ acqua pubblica e in altre occasioni nel resto d’ Italia in occasione della festa della repubblica……..Reagire si puo’. Cerchiamo di non fare passare inosservate le manipolazioni piu’ scoperte, cerchiamo di diffondere l’ informazione migliore.

  • Tanita

    Mi domando fino a quando questi scellerati globali potranno andare avanti nei loro piani di saccheggio, oltraggio e morte senza rendere conto a nessuno e senza pagarne le conseguenze.
    Sapeste da noi in Latinoamerica quanto sono conosciute queste tattiche di massacri e perversioni, infiltrazioni, tradimenti, menzogne, morte…
    Le mamme e le nonne in Argentina, Madres de Plaza de Mayo, Abuelas de Plaza de Mayo, ancora sono in cerca dei corpi dei loro figli, del destino dei loro nipoti. Mi domando fino a quando continueremo a testimoniare con le nostre azioni u omissioni la nostra incapacità di evolvere in termini di civiltà e umanità.
    Sono schifata non tanto dalle azioni del Potere Dominante (integrato dai sub umani senza rimedio tipo i comensali dei vari banchetti DAVOS, ecc) ma da quelli che con le loro penne, le loro voci, le loro faccie da circostanza contribuiscono alla tenuta di questo status quo senza rendersi conto fino a che punto sono partecipi necessari dei crimini senza fine contro l’Umanità ormai noti a e riconoscibili da tutti.

  • bstrnt

    Non credo sia così semplice entrare e andare in giro in Siria, soprattutto quando i soliti criminali internazionali hanno deciso di destabilizzare il paese.
    Pertanto rimangono le notizie che filtrano dalle entità che hanno la possibilità e l’onere di monitorare il paese; ovviamente ogni entità darà una versione il più possibile accomodante verso chi la controlla.
    La possibilità pertanto rimane quella di cercare di smascherare le notizie fasulle fatte filtrare ad arte, come si sa il Ministero della Propaganda Occidentale è sempre al lavoro …
    Meno male che spesso vuole strafare ed escono perle come i 10000 nelle fosse comuni in Libia, o quest’ultima notizia in Siria.
    Ragionandoci un tantino, però, quali vantaggi avrebbe il governo siriano a perpetrare certe atrocità? Se mantiene il potere sarebbe inviso alla popolazione per sempre, se perde il potere non credo possa fare una fine differente a quella di Gheddafi e non certo per mano siriana, ergo, qui prodest?

  • bstrnt

    La manodopera fanatica ed abbondante a basso costo credo sia superficiale definirla islamista …. andiamola a cercare tra i fondamentalisti siano essi sionisti, puritani o musulmani pilotati dai primi due!

  • AlbertoConti

    Ma perchè avrebbero dovuto farlo? Perchè i tagliagola di alquaeda prendono i soldi dalla CIA? Perchè le BR hanno ammazzato Moro? Perchè gli stragisti di stato, mafiosi o paranoici di destra, fanno scempio di innocenti? Perchè i più spostati della società umana vengono strumentalizzati dai centri di potere finanziari? ecc ecc. ….. Può bastare? Se no si può andare avanti all’infinito. Ma quando basta, Gordon?

  • ws

    si , sionisti puritani ,islamisti … sono tutti ” fondamentalisti” cioe’ fanatici adoratori di se stessi e nemici del genere umano.

    Per sfasciare l’ ultimo stato arabo “laico , interconfessionale e socialista” si sono trovati ” amici” in quanto ” bestie ” simili … ma non c’ e dubbio che alla fine ” ne rimarra’ solo una “….

  • bdurruti

    “quali vantaggi avrebbe il governo siriano a perpetrare certe atrocità?”

    Non conosco molto la situazione siriana, so solo che il padre di Assad negli anni 80 trucidò 20000 persone in una settimana senza se e senza ma. Allo stesso modo potrei chiederti perchè Saddam Hussein, ad esempio, mandò a morire un milione di ragazzini contro gli iraniani.

  • bdurruti

    Parli come se fossi certo che è tutto opera della CIA. Può darsi, non conosco la situazione siriana, però certe sentenze mi sembrano troppo semplicistiche.

  • marcopa

    Ultime notizie: (28 maggio ore 13,30)da sibialiria, in coda all’ articolo di marinella correggia

    Il portavoce del ministero degli esteri siriano ha dato questa spegazione ufficiale degli accadimenti: “Centinaia di uomini armati si sono riuniti alle ore 14.00 di venerdi 25 maggio ed hanno utilizzato macchine pick up cariche di armi sofisticate e pesanti, come mortai, mitragliatrici pesanti e missili anticarro , il che rappresenta una novità nella rappresaglia contro le forze governative. La strage non è avvenuta solamente nella località di Houla; anche il villaggio Shumariyeh è stato testimone di un massacro. I raccolti agricoli, le case, l’ospedale, tutto è stato dato alle fiamme, e Houla è la parte di un’immagine più grande che mostra l’esecrabile progetto terrorista. Nessun carro armato siriano è entrato in queste località nè alcun cannone è stato mai puntato contro il luogo in cui si sono commessi questi massacri, e le forze governative e di sicurezza non hanno mai abbandonato le loro postazioni, anzi sono rimaste in stato di difesa, rispondendo a quest’aggressione come legittima difesa. Gli scontri sono terminati alle ore 23.00 dello stesso giorno”.

  • marcopa

    Ultime notizie: (28 maggio ore 13,30)

    Il portavoce del ministero degli esteri siriano ha dato questa spegazione ufficiale degli accadimenti: “Centinaia di uomini armati si sono riuniti alle ore 14.00 di venerdi 25 maggio ed hanno utilizzato macchine pick up cariche di armi sofisticate e pesanti, come mortai, mitragliatrici pesanti e missili anticarro , il che rappresenta una novità nella rappresaglia contro le forze governative. La strage non è avvenuta solamente nella località di Houla; anche il villaggio Shumariyeh è stato testimone di un massacro. I raccolti agricoli, le case, l’ospedale, tutto è stato dato alle fiamme, e Houla è la parte di un’immagine più grande che mostra l’esecrabile progetto terrorista. Nessun carro armato siriano è entrato in queste località nè alcun cannone è stato mai puntato contro il luogo in cui si sono commessi questi massacri, e le forze governative e di sicurezza non hanno mai abbandonato le loro postazioni, anzi sono rimaste in stato di difesa, rispondendo a quest’aggressione come legittima difesa. Gli scontri sono terminati alle ore 23.00 dello stesso giorno”.

  • VeniWeedyVici

    Hollande si comporterá esattamente come si sarebbe comportato sarkozy, solo in modo meno antipatico e sensazionalistico (e senza quella mignotta di carlá al seguito).

  • libyanfreepress

    buon articolo, sul quale mi permetto solo di puntualizzare che quello in Siria non è il “regime siriano”, come dici, ma “il governo siriano”, sostenuto a stragrande maggioranza dalla popolazione, e l’unico che possa garantire l’autonomia da ingerenze straniere alla Siria e ai siriani.
    Capisco che dalle nostre parti tendiamo, per abitudine e abito culturale, a livellare tutto e tutti con il nostro metro di parametro “democratico”, che non è però un sistema ad investitura divina e dal quale possono differire certe situazioni geopolitiche lontane, grazie a Dio, dalla nostra.
    GOVERNO, Marinella, non REGIME