SINISTRE REALI

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebeklerblog.com

Esistono alcune persone che soffrono quando usi in termini poco simpatici la parola “sinistra“.

Dicono, con toni assai vari – Pol Pot fu un delinquente, Lenin sbagliò tutto, D’Alema ha fatto la guerra, Vendola è un venduto, Il Manifesto è un salotto di borghesi buoni, la CGIL è una burocrazia che fa gli interessi dei padroni, le Brigate Rosse sono pazzi delinquenti… ma La Sinistra è cosa buona.

Evidentemente siamo davanti a un caso di attaccamento affettivo a una parola.

Li capisco: personalmente, sono attaccato alla parola lonfo (che, come è noto, non vaterca né gluisce, e molto raramente barigatta), e non saranno certi i fatti a farmi cambiare idea.

Invece, per me “La Sinistra” è quella che vedo realmente, non è un principio metafisico. E quella italiana del 2012 non è quella italiana del 1912, come non è quella indiana di oggi, né quella turca.

Certo, ci sono innumerevoli sinistrelle, ma parliamo della Sinistrona.

Quella che vedo realmente, è una massa ancora considerevole di persone, in larga misura residenti nell’Italia centrale, che ha interiorizzato molti doveri sociali – un modo complicato per dire che stanno attenti a riciclare i rifiuti più di altri, ci tengono alla scuola pubblica e così via.

Questa gente è rappresentata da una rete di amministratori locali, di cooperative, di organizzazioni sociali e imprenditoriali.

C’è gente che ci nasce e ci cresce e ci invecchia in quella rete, e per questo non fanno, in genere, sciocchezze clamorose. Però sono pericolosi, proprio perché pianificano con attenzione, e non conoscono confine tra pubblico e privato.

Recentemente, ho letto due articoli che dicono più o meno quanto ci sia da dire, a proposito della Sinistra Realmente Esistente.

Il primo si intitola Mps, la banca del Pd che nel 2012 è costata 3,9 miliardi agli italiani. Più dei tagli della riforma Fornero, ma in realtà è molto di più: è un quadro molto lucido del sistema di potere del Pd.

Nel secondo articolo, Pd, Lega, Verdini: i dolori di “avere una banca”. Il “leghismo rosso” a Mps traspare una certa spocchia liberista, ma l’autore ha chiaramente capito il sistema toscano e la questione del Monte dei Paschi.

Ma un terzo articolo, ci svela un altro mistero.

Il Monte dei Paschi di Siena è la Sinistra Realmente Esistente, come – in maniera diversa – Mediaset è la destra realmente esistente.

Il resto è fuffa, come le chiacchiere sui matrimoni gay o sulle opinioni di Silvio Berlusconi sul fascismo.

Bene, Huffington Post ci spiega perché Silvio Berlusconi evita di dare il colpo di grazia alla Sinistra, da cui pure afferma di aver liberato l’Italia.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebeklerblog.com
Link: http://kelebeklerblog.com/2013/01/29/sinistre-reali/
29.01.2013

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Onilut
Onilut
29 Gennaio 2013 , 15:21 15:21

Quindi quelli di sinistra non inquinano. Quelli di destra buttano le cartacce delle merendine nei parchi pubblici…

yakoviev
yakoviev
29 Gennaio 2013 , 18:43 18:43

C’è della verità nell’articolo di Martinez. La sostanza attuale dell'”essere di sinistra” (in Italia ma credo comunque anche in Europa Occidentale)vuol dire che sei collocato in un certo modo nel quadro del nostro sistema politico, economico, sociale, culturale, ideologico senza esserne alternativo o comunque senza contestarlo, ma facendone parte a pieno titolo in una posizione di sostanziale sostegno. Tempo fa Preve diceva che già un tempo non si usava molto il termine “sinistra”, ma c’erano i socialisti e i comunisti che si definivano tali e amavano farsi chiamare con il proprio nome. Evidentemente non volevano essere confusi con un Giolitti. Penso che in questo avessero ragione. Io nelle discussioni fra amici, fra colleghi etc. quando mi definiscono “di sinistra” ribadisco di essere comunista, non per rigore ideologico apparentemente fuori luogo, ma per non essere confuso con altri con cui non ho niente a che fare e che avverso totalmente.

Allarmerosso
Allarmerosso
29 Gennaio 2013 , 20:26 20:26

Mamma mia che tristezza .. ancora a dare alle idee e ai modi di comportarsi civili e di buon senso l’etichetta destra sinistra … ma siamo ancora a queste banalità pure in un articolo su questo sito ??? ma bastaaaa

Non vuol dire niente … Allora … il riciclo è di sinistra ma l’ordine e la pulizia sono di destra , con il profito che se ne ricava da esso con le materie prime si è …mmm capitalisti ? … il pubblico è di sinistra ma se poi lo è stroppo è nazionalismo allora è di destra ( roba da fascisti) se si mischiano ?! sempre solo profitto .. quindi ? come prima .. ??

Andiamo avanti così all’infinito … ??!!! E’ così che ci fottono signori miei come il test del cerchio e dell’ellisse non lo conoscete ?
Date un occhiata qui http://www.youtube.com/watch?v=mVmTY5nz6lg per QUALCUNO potrebbe essere piacevolmente condivisibile forse per alcuni illuminante … gli altri ?! be gli altri restino a credere alla favola; che le idee , le buone idee,debbano essere catalogate in tifoserie calcistiche sotto bandierine da contrapporre per non arrivare mai a quello che conta di più , il benessere di tutti !

yago
yago
30 Gennaio 2013 , 3:35 3:35

Una sinistra neoliberista, che sposa le idee del libero mercato e di una Europa che applica ricette di scuola austriaca è un ossimoro.
Gli elettori credono di votare a sinistra , ma in realtà votano per la destra estrema. Marx si stà rivoltando nella tomba. Le tesi neokeynesiane invece vedono sotenitori a destra. Questo è uno scenario dove il manicomio vero è all’esterno.

radisol
radisol
30 Gennaio 2013 , 4:51 4:51

Il problema è che quella di cui parliamo non è più “sinistra” … è un’altra destra che appare ancora vagamente come “sinistra” solo per l’esistenza del Berluska …. il Pd, alla sua nascita, ha tolto la parola “sinistra” anche dal nome, si è dichiarato statutariamente “neutrale” anche nel conflitto capitale/lavoro, cosa che formalmente non hanno detto mai nemmeno i laburisti inglesi o i socialdemocratici tedeschi … Martinez poi non è nuovo a queste tesi facilone …. paragonare D’Alema a Pol Pot o Mussari alle Br poi, francamente è una solenne minchiata …. forse vuol fare dimenticare i suoi trascorsi in Ordine Nuovo prima ed in strane sette affaristico/esoteriche dopo … o più semplicemente vuole “stupire” a tutti i costi, come tanti altri bloggers autoreferenziali ed in cerca di continua autopromozione …

sisifo
sisifo
30 Gennaio 2013 , 5:35 5:35

Concordo. Qui, di sinistra, non c’è rimasto più neanche il nome.

tania
tania
30 Gennaio 2013 , 7:36 7:36

http://www.sinistrainrete.info/sinistra-radicale/176-dodici-anni-fa-marco-revelli-pubblico-un-libro-intitolato-qle-due-destreq.html “Le Due Destre” di Luigi Cavallaro Dodici anni fa, Marco Revelli pubblicò un libro intitolato “Le due destre”. Vi si sosteneva che lo scenario politico italiano vedeva contrapporsi non una destra e una sinistra, bensì due destre, una tecnocratica ed elitaria, l’altra populista e plebiscitaria. Che entrambe avevano l’obiettivo di offrire una sponda al processo di ristrutturazione in corso nel mondo produttivo, smantellando le regole e le garanzie su cui si era costruito il compromesso socialdemocratico della seconda metà del ‘900. Che entrambe rimettevano al centro del discorso politico l’impresa, in pro della quale si prefiggevano privatizzazioni del patrimonio industriale pubblico, flessibilizzazione del mercato del lavoro e tagli delle prestazioni sociali (dalle pensioni alla sanità alla scuola). E che, unite nei fini, esse si distinguevano nei mezzi, la destra tecnocratica ed elitaria puntando essenzialmente alla mobilitazione dei ceti medi riflessivi in un progetto di società individualizzata e competitiva, la destra populista e plebiscitaria rivolgendo invece la propria offerta politica alle fasce sociali che più avrebbero sofferto del crollo della domanda indotto dalla dissoluzione del precedente patto sociale, vale a dire la piccola e media impresa, i disoccupati, i precari, i sommersi (e mai salvati). Si poteva eccepire che l’analisi… Leggi tutto »

yakoviev
yakoviev
30 Gennaio 2013 , 8:56 8:56

L’articolo è del 2008, “Le due destre” è quindi del 1996. Analisi intelligente, ma paradossalmente fu proprio lo stesso Revelli, qualche anno dopo, nel 2001 con “Oltre il Novecento”, a fornire una base ideologica all’omologazione di fatto delle presunte “due sinistre”, diventando riferimento culturale della campagna bertinottiana “contro la violenza” (in questo caso, come osservato acutamente da Preve, metafora della rivoluzione).

tania
tania
30 Gennaio 2013 , 11:04 11:04

Non ho letto “Oltre il Novecento” di Revelli , ma non credo siano stati gli ideali pacifisti a spingere l’ex sinistra radicale in braccio ad una delle due destre ( nel senso che il cosiddetto “centrosinitra” ha dimostrato ampiamente la sua cultura guerrafondaia , anche socialmente ) . Credo siano prevalsi invece meri calcoli politici come il “timore di scomparire” o cose simili .. Invece sul carattere “pacifista” o “violento” dell’idea di rivoluzione credo che il dibattito rimarrà sempre aperto . In fondo quasi tutti partiti comunisti novecenteschi nascono come funghi subito dopo l’Ottobre , in ogni angolo del Mondo , anche negli USA , in nome della “pace” : l’Ottobre , e la conseguente pace di Brest-Litovsk ha sostanzialmente dato la parola fine alla Grande Guerra ; l’intento di quei partiti era anche porre fine al carattere guerrafondaio intrenseco al capitale eccetera .

yakoviev
yakoviev
30 Gennaio 2013 , 11:26 11:26

Non c’entra per niente il pacifismo, ma l’apertura di una discussione sulla “violenza”, in assenza non solo di violenza ma anche di pericoli di scelte in tal senso, fu strumentale, volta a mettere in discussione e a modificare la ragione sociale della ditta. In tal senso il dibattito su violenza-non violenza, calato dall’alto con i soliti articoli-evento del cicisbeo Bertinotti, era una metafora per parlare (senza dirlo) di rivoluzione. “Oltre il novecento” in questo caso era una formula ipocrita

tania
tania
30 Gennaio 2013 , 11:38 11:38

In che senso “in assenza di violenza” ? Io ero ancora una ragazzina del liceo , ma me le ricordo bene le giornate del luglio 2001 a Genova . E a prescindere dai singoli episodi , la violenza è ormai immanente.. O forse non ho capito cosa intendi ..

RicBo
RicBo
30 Gennaio 2013 , 13:37 13:37

Martinez è sempre efficace (ettecredo, vivendo a Firenze sa bene cos’è la “sinistra” reale) ma l’articolo dell’Huff post è penoso.

nicolamorgantini
nicolamorgantini
31 Gennaio 2013 , 4:09 4:09

giusto: e parcheggiano sempre in doppia fila. Berlusconi dimettiti!

radisol
radisol
4 Febbraio 2013 , 13:07 13:07

Genova 2001 fu una meteora, pur importante e dal valore ormai “storico” …. e comunque la violenza principale in quel caso fu quella degli sbirri …. e non c’è dubbio che in Italia, la “violenza politica” è ormai pressochè inesistente …. e concordo quindi col fatto che evocarla, anche solo in negativo, è del tutto strumentale … che lo faccia Berlusconi o Bertinotti …. tutto questo però poco c’entra con le “sinistre reali” …. che sinistre non sono più da lunga pezza ….