Home / ComeDonChisciotte / SIENA, VITUPERIO DELLE GENTI

SIENA, VITUPERIO DELLE GENTI

FONTE: FREE ANIMALS (BLOG)

“Non c’era colpa nell’uso comune del cavallo. Ma quando venne costretto a gareggiare passò da essere un dono di Dio ad essere al servizio dei demoni”

Tertulliano, “De spectaculis”

A Siena ne hanno assassinato un altro! [1] Una morte annunciata, reiterata nel tempo. La banalità del male concentrata in una piazza. Se Dante fosse ancora vivo, forse metterebbe Siena al posto di Pisa [2], perché non è possibile che in un paese sedicente civile succedano queste cose. Perseverare nell’errore è diabolico, tuttavia, senza voler arrivare ad ammettere che i senesi siano dei demoni, bisognerebbe almeno rivedere la terminologia e guardare in faccia la realtà. D’accordo che l’Italia, in quanto sede del Vaticano, è, per una sorta di contaminazione osmotica, la patria dell’ipocrisia, ma c’è un limite a tutto e il Palio di Siena va chiamato con il suo nome: barbarie istituzionalizzata, senza cercare di nobilitarlo con l’abito della tradizione.

Chiamiamolo pure gioco al massacro, dove a morire non sono persone umane come nel Colosseo, ma persone non umane: le prime, prepotenti e arroganti, da sempre schiavizzano e perseguitano le seconde. Se si arriverà ad ammettere questa semplice verità, che il Palio di Siena è uno spettacolo basato sulla morte altrui, la morte come spettacolo, si sarà fatto già tanto, in direzione di un’eventuale redenzione, ma molti italiani, e per primi la totalità dei senesi, non lo ammetteranno mai. E’ più facile continuare a sguazzare nella menzogna, anzi la menzogna è il presupposto per continuare a commettere il male.
Il Palio di Siena è la corrida italiana, insieme ad altre corse di cavalli come quelle di Asti, Oristano e Feltre [3]. Giustamente il ministro Brambilla vorrebbe abolirlo, ma temo che rimarrà una pia illusione, essendo stata prontamente sconfessata dal suo collega Giovanardi. Il quale ha allungato il tiro e ne ha approfittato per tranquillizzare cacciatori e circensi, senza che nessuno glielo avesse chiesto, ma il serbatoio di voti, soprattutto quello costituito dai cacciatori, è meglio tenerselo buono. Sulla difesa del circo resto un po’ perplesso e mi chiedo quale potere abbiano i circensi sui politicanti, non solo in Italia, dato che di recente anche Cameron se n’è venuto fuori difendendo a spada tratta quei quattro gatti dei circhi inglesi. E non si capisce bene perché lo abbia fatto [4].

Papa Pio V, nel sedicesimo secolo, voleva abolire la corrida come la nostra Michela Brambilla oggi vuole abolire il Palio [5]. Nessuno dei due ce la può fare contro il demoniaco popolame. Contro il volgo belluino e forcaiolo.

C’è una parte di popolazione umana che gode nell’infliggere sofferenza a chi gli capita a tiro, forse per sfogarsi dei soprusi che subiscono dalle autorità, massime esperte nel rendere infelice la gente. Per loro sfortuna, gli animali non hanno difesa e sono le vittime storiche di maltrattamenti e soprusi, tanto che perfino il Legislatore specista si è sentito in dovere di promulgare un articolo del codice penale, il famoso 727, che in teoria punisce i maltrattamenti. Magari fosse fatto applicare ogni volta!

A condannare le corse di cavalli sono gli stessi appassionati di equitazione, per lo meno quelli coscienziosamente onesti. Nelle riviste di settore si trova la triste ammissione che quello dell’ippica e delle corse in genere, a causa delle scommesse e delle competizioni con premi, è un mondo corrotto e violento, oltre che omertoso. Il doping che si usa nelle gare ciclistiche è usato anche nelle corse dei cavalli, insieme ad antidolorifici e altre sostanze volte a potenziare le capacità agonistiche dei cavalli. La differenza consiste nel fatto che, a fine carriera, i ciclisti, non vengono mandati al mattatoio. Il che, è una bella differenza, mi pare!

Per esempio, la rivista Cavallo Magazine, nel numero di settembre 1997, pubblicò un articolo della giornalista Lucia Montanarella intitolato “Le scuderie degli orrori”. Vi si legge che “tutti sanno, nessuno denuncia. E a bordo campo si continua a bisbigliare di bastoni e fili di ferro per sbarrare i cavalli, di dosi massicce di vescicanti, di speroni con elettrodi, di stincherie foderate di chiodi”.

E ancora: “Maltrattamenti, uso di droghe, metodi poco ortodossi utilizzati per migliorare le performances sportive dei cavalli sono purtroppo all’ordine del giorno nel mondo dello sport equestre e rappresentano l’altra faccia della medaglia di un universo che vuole presentarsi attraverso l’immagine pulita della natura e dell’incomparabile fascino del rapporto uomo-cavallo”.

E’ la solita dichiarazione ipocrita dell’oste che dichiara buono il suo vino. Così, i vivisettori diranno che le cavie sono trattate meglio dei pazienti in corsia; i circensi diranno che amano gli animali e che non otterrebbero risultati se li picchiassero; gli uccellatori diranno che i loro uccelli da richiamo hanno vitto e alloggio gratis, mentre i cacciatori diranno di amare la natura e soprattutto i loro cani. Nello stesso modo, la parola d’ordine dei senesi, a cominciare dal sindaco, è che come li amano loro, i cavalli, non li ama nessuno, tanto è vero che gli organizzatori di altre corse si rivolgono a loro per consigli.

A chi si deve credere? Gente che di cavalli se ne intende afferma che il mondo equestre è un mondo violento, basato sulla sopraffazione dell’uomo padrone sul cavallo schiavo, come sono schiavi tutti gli altri animali, con qualche eccezione, forse, fra cani e gatti. Ma continuiamo con altri esempi.

Nel marzo del 1998, Paolo Margi, campione olimpionico, istruttore federale, responsabile del settore formazione della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), viene accusato di aver ammazzato a forza di botte il cavallo Geronimo. La notizia uscì anche sulla Gazzetta dello Sport. Sul numero di aprile della rivista Cavalli e cavalieri, nell’articolo “Cronaca di una morte annunciata”, Alessandro Pellegrini scrisse: “Nessuno nell’ambiente si è meravigliato più di tanto quando è iniziata a circolare la voce che Margi avrebbe ammazzato di botte un cavallo. Anzi, le voci più comuni dicevano che prima o poi sarebbe successo e che era solo questione di tempo. Tutti noi sapevamo e moltissime persone avevano assistito a scene di brutalità gratuita perpetrate da Paolo Margi nei confronti dei cavalli che addestrava”.

Nella stessa rivista comparve un articolo di Emanuele Vescovo intitolato “E’ ora di parlare”, in cui si legge: “E’ da diversi anni che frequento il mondo dei cavalli e non mi stupisco più di fronte alla vigliaccheria di molti cavalieri, istruttori, maniscalchi, uomini di scuderia, giornalisti di settore e tecnici in genere. Non posso sopportare, però, che neppure la morte di un cavallo sia riuscita a smuovere le loro coscienze, facendoli venire allo scoperto e raccontando ciò che sapevano o che avevano visto”.

Quest’ultimo autore si meraviglia che la morte di un cavallo non abbia smosso le coscienze di chi frequenta gli ippodromi. Cosa si dovrebbe dire di Siena dove di cavalli ne muoiono più di uno all’anno? E cosa ci fa pensare che l’ambiente in cui sono tenuti i cavalli delle contrade sia diverso da quello agonistico delle competizioni sportive regolari? Se c’è agonismo in un ippodromo, c’è ancora di più, e fanaticamente, tra le contrade della città di Siena, con la differenza che in Piazza del Campo non ci sono nemmeno i requisiti minimi per far correre i cavalli in sicurezza. A Siena ci si aggrappa alla tradizione medievale, periodo in cui di sicurezza certo nessuno si preoccupava. Lo spigolo mortale della curva di San Martino è universalmente riconosciuto come pericoloso, eppure i senesi si ostinano a far correre lì i cavalli. Giustamente la ministra del turismo Brambilla, ha detto che l’Italia non vuole essere conosciuta nel mondo per una tradizione barbarica che prevede la morte di animali per puro divertimento.

Certo, anche nella zoofila Gran Bretagna si fanno stragi di cavalli, soprattutto nelle gare di cross dei concorsi completi, ma questa non è una ragione per perseverare nell’errore. Se sbagliano i fanatici inglesi, appassionati di scommesse, non è ragionevole lasciare che sbaglino anche i fanatici italiani. Abbiamo già le nostre magagne e se proprio vogliamo fare un confronto tra Italia e Regno Unito, lì almeno non hanno la Mafia, né il Papa, né politici imbelli e nemmeno le macellerie equine.

Le lacrime versate dalla contrada della Chiocciola sono lacrime di coccodrillo. Il sindaco Franco Ceccuzzi teme le ingerenze romane della Brambilla e pensa che molti intellettuali e altri V.I.P. si schiererebbero in difesa del Palio. Io invece penso che la sensibilità degli italiani nei confronti dei diritti degli animali, in primis il diritto alla vita e alla non sofferenza, stia aumentando e Siena rischia di diventare un’isola appartata e chiusa, un po’ come avviene nelle valli bergamasche e bresciane con i cacciatori: enclavi di barbarie. Su una cosa, però, il sindaco ha ragione: quando dice che il Palio è una metafora della vita. Sì, la vita dei criminali piccoli e grandi che ammazzano persone innocenti. Esattamente ciò che succede nel resto della società, dove regna la legge del più forte.

A dispetto dell’ipocrita dissimulazione, della propaganda menzognera e delle lucrose scommesse, il Palio di Siena sarà abolito, prima o poi. Lo esige la civiltà.

Fonte: http://freeanimals-freeanimals.blogspot.com/
Link: http://freeanimals-freeanimals.blogspot.com/2011/07/siena-vituperio-delle-genti.html
6.07.2011

[1] http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=154643&sez=ITALIA&ssez=CRONACABIANCA

http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=154758&sez=ITALIA&ctc=0#commenti

[2] http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/inf33.htm

[3] http://www.geapress.org/corse-palii-giostre/oristano-tre-cavalli-morti-alla-sartiglia/13061

http://www.paliodifeltre.it/?programma

[4] https://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=8543

[5] http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080627130451AAM7goy

Pubblicato da Davide

  • X

    Siamo coerenti però,aboliamo anche i mattatoi….

  • nuspy

    Ma chissene incula? É un cavallo.
    Ma che rispetto hai per il nostro tempo propilandoci tutte queste parole per una cosa del genere?

  • Nauseato

    Non per polemica, assolutamente … ma volendo essere coerenti ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta da dove cominciare per capovolgere tutto …

  • DexterDrake

    prima del palio di Siena bisognerebbe abolire le partite di calcio.. se non sbaglio ci sono parecchi tafferugli, scontri con la polizia, feriti più o meno gravi e addirrittura morti.
    ma forse agli animalisti questo non interessa, meglio un polizziotto morto e un cavallo vivo?
    è strano che non si parli delle migliaia di gatti uccisi dalle auto, aboliamo anche quelle?
    pensiamo alle cose SERIE, please

    n.b.: senza il palio di Siena, come per le corride, quei cavalli e quei tori non esisterebbero

  • Nauseato

    La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini. – Ovidio

  • JesterHead

    “Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda un mattatoio e pensa: sono soltanto animali”. (Theodor Adorno)

    E se non sai chi era Adorno, googla il suo nome.

  • JesterHead

    Solite idiozie. Gli “animalisti” avendo rispetto per creature normalmente ritenute “inferiori”, ne avranno di più anche per i propri simili.
    E ad ogni modo se “quei cavalli e tori” non esistessero, si risparmierebbero di certo le atroci sofferenze che gli uomini come te gli procurano o comunque condividono.

    “Gettare fasci di nuova luce, di attenzione e di amicizia, su categorie di esseri considerati prima come mezzi, vederli come fini, come esseri collaboranti ed aventi diritti, questo diminuisce l’estensione dell’impero del nostro arbitrio. In fondo a questa strada sta l’ideale di una realtà in cui non ci sia più nulla che sia soltanto mezzo, cosa, strumento, ma tutto sia soggetto ed oggetto di amore”. (Aldo Capitini)

    “La vera bontà dell’uomo si può manifestare in tutta purezza e libertà solo nei confronti di chi non rappresenta alcuna forza. Il vero esame morale dell’umanità, l’esame fondamentale, è il rapporto con coloro che sono alla sua mercé: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell’uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri”. (Milan Kundera)

  • brontomauro

    Caro Freeanimals la trivialità e la crudeltà di pratiche come il palio o la corrida sono lo specchio di anime perdute.

  • Deck85

    “Oggi noi ci vergogniamo di fare la guerra. Una società che si è inventata uno “Statuto dei diritti degli animali” e dove se dai una pedata a un cane puoi finire in galera (l’unico modo di rispettare un cane è trattarlo da cane, altrimenti è lui a non rispettarti) non può permettersela.” Massimo Fini

  • Freeanimals

    Don Lorenzo Milani aveva messo un cartellone sul muro della sua scuola con una semplice parola inglese: “I care”, cioè io m’interesso, io ho cura. E ai suoi allievi spiegava che quel motto era l’esatto contrario di quello fascista “Me ne frego”. In altre parole, Don Milani tendeva a instillare nei suoi ragazzi il senso di responsabilità verso chiunque sia il nostro prossimo, animali compresi (anche se forse lui non si spingeva a tanto), perché in caso contrario si otterrebbe una società di individui egoisti e nevrotici o al massimo impegnati a difendere il proprio clan o la propria corporazione, con grave detrimento per tutti gli altri. Ovvero, si avrebbe la reiterata riproposizione dell’antica lotta per l’esistenza di darwiniana memoria, applicata a una società di sedicenti uomini liberi, intelligenti e pure cristiani, ma, nei fatti, impegnati a combattersi l’un l’altro.
    Escludere gli animali dal nostro cerchio etico è stato un grosso errore strategico e anche un pensatore cattolico quale Piero Martinetti se n’era accorto. Se ci vogliamo salvare, noi esseri umani frastornati e confusi, dalla violenza dilagante negli stadi e fuori, nelle strade e nelle case, nei cantieri per la costruzione di tunnel e in qualsiasi altro posto, ci salveremo insieme agli animali, cioè nel preciso momento in cui smetteremo di essere i loro carnefici. La strada opposta è senza uscita e conduce a mille frazionamenti e separazioni fittizie, mentre nell’universo mondo siamo tutti connessi e tutti bisognosi di cure e attenzioni. Questo concetto è stato detto da molti pensatori e in tutte le salse, ma c’è ancora qualcuno che fa orecchie da mercante. Stoltamente.

  • Nauseato

    Non ci possiamo oggi permettere di vergognarci di fare la guerra perché viviamo in una società che si è “inventata uno Stato dei diritti degli animali”.

    Non capisco la frase. Che vuol dire ?
    Detto questo ci sarebbe magari un pelo di differenza tra trattare “un cane da cane” (cosa poi opinabile che questo implichi guadagnarsi il rispetto a pedate, ma vabbè) e infierire a piacimento fino alla morte sui più deboli !!!

    Ma se manca quel minimo sindacale di sensibilità per arrivarci da soli, credo non ci siano spiegazioni possibili.

  • Deck85

    Significa che siamo diventati una società imbelle.

  • Nauseato

    Bè … a me non dispiace Fini. Ma ogni tanto la fa fuori dal vaso e questo è uno degli “ogni tanto”. Capita a tutti del resto.

    Cmq non sono un animalista, un patito dei poveri animali, né vegetariano ecc. ma cosa ci azzecchino gli animali, le pedate ai cani e la società imbelle (inadatta alla guerra, debole e pavida …) continua a sfuggirmi.

  • controinfo_siena

    Puoi dire tutto, ma sul trattamento dei cavalli del Palio di Siena devi informarti, non puoi dire falsità.
    Io sono un senese atipico, non seguo il Siena, non seguo la Mens Sana, non vado in contrada. Ma sono un senese che conosce bene la propria città e le cose che succedono intorno al Palio.
    I cavalli usati per il Palio sono selezionati da un team di veterinari che gli scelgono da una lista molto numerosa, sono scelti i più forti, i più sani e più idonei alla corsa nell’anello di tufo della piazza.
    Ogni giorno veterinari scelti dal comune fanno visita alle stalle delle contrade, queste assomigliano più a suite d’albergo che ai soliti squallidi box, insieme al cavallo, per tutti i giorni del palio, dorme una o più persone. I cavalli a Siena sono considerati sacri, a Siena non esiste una macelleria equina tanto per intenderci e se la Coop prova a presentarla nei banconi della carne ritorna indietro invenduta.
    A Siena c’è un centro veterinario comunale di altissima specializzazione per curare i cavalli da corsa del palio e di altre corse, se un cavallo è recuperabile non viene soppresso, in questo centro ci sono sale operatorie, piscine per il recupero e un pensionario che mantiene il cavallo da corsa fino alla fine dei suoi giorni. C’è anche un apposita ambulanza per il trasporto d’urgenza a questo centro sanitario.

    Non credo si possa accusare i senesi di maltrattamento agli animali, se lo si fa è perché non si conosce la realtà senese.
    Perciò chiedo all’autore di venire al palio del 16 agosto e visitare le stalle delle contrade e gli impianti sanitari comunali prima di scrivere cose false sul palio di Siena.

  • tortnoise

    Comincero` a rispettare gli animalisti il giorno in cui sapro` di una campagna di sensibilizzazione per salvare da morte certa una zoccola di fogna con prole….

  • fabKL

    ZVorrei evidenziare una cosa:
    E’ pensiero comune (non solo fra gli animalisti) che gli animali siano assimilabili agli uomini sotto tanti punti di vista. Se come gli uomini sono capaci di provare sentimenti, dolore e quant’altro perche’ ci dimentichiamo che agli uomini piace sfidare la morte. Perche’ eliminiamo del tutto la possibilita’ che un cavallo ami correre a rischio della vita analogamente a Valentino Rossi o a qualsiasi altro pugile, scalatore, paracadutista o chiunque faccia uno “sport” che comporta il rischio di morire. In alcuni casi gli animali sono spaventati per essere indotti a fare qualcosa ma anche gli uomini vanno a vedere film horror, thrilling e si buttano con l’elastico. Non credo che delle nerbate potrebbero obbligare un cavallo a correre, quello che lui riconosce e’ solo il segnale che inizia la corsa e chissa’ che durante la corsa non gli piaccia essere nerbato analogamente a chi si fa picchiare durante un rapporto sessuale.
    Molto probabilmente sbaglio ma credo che in ogni caso bisognerebbe pensare anche a questa possibilita’, visto che molti uomini…. troppi amano giocare con la morte e tante (troppe) volte il loro istinto irrefrenabile li porta a morire banalmente. Gli animali potrebbero non essere diversi da noi che andiamo alla ricerca dell’adrenalina a qualunque costo

  • blueyes

    Eppure è chiaro, non ci sono altre interpretazioni è un cavallo morto ammazzato costretto a correre. Perché sfido chiunque a documentare le abitudini di un cavallo allo stato brado (o di un qualsiasi altro animale) portare foto e prove per confermare la tesi che è sua abitudine correre come un pazzo al palio di Siena o di qualche altra città. Conosco bene i cavalli, conosco il modo in cui vengono addestrati e tenuti e li ho visti correre, come accade al palio di Siena. Quei cavalli, anche se “tenuti bene” sono addestrati, costretti a fare quello che fanno, come il cane al guinzaglio o il gatto castrato e chiuso in casa, per non parlare poi di uccelli e altri animali in gabbia. Possiamo certo sgravarci la coscienza. Noi italiani siamo bravissimi in questo e lo dico perché conosco bene gli italiani, ma magari è così pure nel resto del mondo. Potrebbe morirci il vicino di casa e non fare una piega e scattargli una foto e invitare i vicini a vedere lo spettacolo. Non è forse quello che accade sulla strada all’ennesimo incidente? Code chilometriche solo per vedere quanti chili di budella son finiti sull’asfalto.
    Ok è un cavallo, c’è chi se ne frega, chi invece rispetta l’animale poi si mangia mezzo mondo tra maiali e bovini, chi fa il finto indignato ma è peggio degli altri. Ma qui, alla fine, non si tratta del Palio di Siena e neanche del cavallo, qui c’entra la violenza e la voglia di sangue (mirabile Guzzanti quando sfotteva Minoli http://www.youtube.com/watch?v=_Vj9tsnBVfs), la voglia adrenalinica che annebbia la ragione e ci permette di alimentare ogni tipo di carneficina, anche quella indiretta che ammazza il terreno e l’aria e infine la gente come accade a Napoli.
    La verità è che la dobbiamo smettere di fare i cazzoni, i menefreghisti, gli sfigati che smerdano ogni cosa per poi lamentarci di quello che ruba, ammazza, picchia giusto per dare vita all’ennesimo carosello di cronaca nera, sul terribile squilibrato che terrorizza una delle tante città italiane, per sfogarci di tutte le frustrazioni accumulate nei mille fallimenti giornalieri da bravi fantozziani falliti. Gli squilibrati siamo noi! E non consolatevi se per il momento tutto sembra andare avanti. Basterebbe un black out, un fallimento, un caso come la Grecia per vedere tutto franare, perché la normalità che viviamo è costruita da tasselli che non combaciano e il collante prima o poi verrà meno. Non è normale che per divertirsi ci sia bisogno di correre e di ammazzarsi perché questi comportamenti, contrariamente a chi crede che gli animali abbiano istinti suicidi, sono tipici della specie umana e sono un chiaro segnale di un disagio sociale, di una psicosi dilagante che ci porta ad amare sempre di più tutto ciò che va in putrefazione a iniziare dalla carne per poi finire con tumori, bypass, ipertensione, emorroidi, cisti, ictus, ecc. violenze, omicidi, squartamenti, ecc.
    È tutto collegato e chi se la ride e dice ma “chissene incula”, si aspetti lo stesso trattamento.
    Non per essere stronza, ma l’essere umano può essere molto di più di una merda parassitaria e per favore non vi attaccate a questa stronzata delle tradizioni, perché è una scusa bieca e vile. C’è modo e modo di celebrare la propria città e non è con lo spargimento di sangue e le sofferenze che l’uomo potrà dire di essere umano!

  • blueyes

    Si potrebbe dire lo stesso per le tue di parole. Puoi sempre non leggere e andartene da un’altra parte. Ti ricordo solo una cosa, quel cavallo aveva diritto di vivere quanto te, alla fine quanti esseri umani ci sono nel mondo, se crepa uno in più, be’ a noi che cazzo ce ne frega? Ti suona bene? Pensaci quando ti capiterà di subire una cosa non giusta, la violenza, anche solo quella verbale, genera altra violenza.

  • blueyes

    Dimmi un po’, hai avuto problemi allo stadio? Perché sinceramente non capisco che senso abbia la tua risposta. Non è che se uno parla di una cosa non giusta deve fare il trattato su tutto ciò che procura dolore al mondo. Non mi pare ci sia scritto da nessuna parte che la vita di un poliziotto vale più o meno di quella di un animale, idem per le cose che tu chiami serie. Ogni cosa, per cui una persona ha interesse, può esser seria se quella va a incidere sulla propria vita. Il palio di Siena è radicato nella cultura dei senesi e per questo è un fatto di cui bisogna discutere, se non lo ritieni di tuo interesse nessuno ti trattiene, ma lascia liberi gli altri di parlarne senza dare del cretino a nessuno!Per le auto killer di gatti bisognerebbe dire che gli automobilisti corrono e non guardano dove mandano la macchina prendendo muretti, altre auto, animali di piccola media taglia e persone. Lì va ritirata la patente a vita. Per i cavalli e i tori che non esisterebbero bisognerebbe chiedersi se i tuoi neuroni esistevano quando hai scritto la frase. Ma non ne capisci l’assurdità? Una cosa, animale o uomo che sia, esiste senza che debba essere impalato da qualcuno. Forse è il caldo dell’estate che fa male. Già…

  • blueyes

    Credo che del tuo rispetto non importi molto agli animalisti, piuttosto il rispetto che hai per la natura. E per cominciare inizia a chiamare la zoccola di fogna con prole con il suo nome che è ratto. E non pensare che se non viene lì la squadra di attivisti se ne freghino tutti per le sorti di piccioni, blatte, topi e vari animali ora diventati parassitari. Alla fine è colpa dell’uomo se vivono nelle fogne e hanno invaso le città. Non capisco proprio questa ostilità, anziché fare il proprio dovere per non mandare in vacca l’ecosistema ci tiriamo i capelli sulle stupide terminologie e ideologie connesse. Neanche fossimo delle vecchie zitelle arteriosclerotiche!

  • blueyes

    Ma tu non sai che cosa ha fatto un gatto l’altro giorno! L’ho visto che saltava di tetto in tetto con lo scopo di farsi salire l’adrenalina e magari sfracellarsi al suolo! Per non parlare del cane del vicino che è un fan di Dario Argento e ogni tanto tira qualche striscia di coca, giusto per darsi un tono!
    Sono incredibili questi animali! Eh già! Ma porco mondo, come si fa a dire minchiate simili??? Tra un po’ inizieremo a parlare di piccioni kamikaze e insetti col brivido della corsa! Ma per favore! Non solo neghiamo loro ogni libertà, li sezioniamo, li confiniamo in zoo e circhi per la gioia dei bambini! Ma li prendiamo pure per il culo, giustificando il nostro sadismo, dicendo che alla fine, dai, a quel cavallo l’avevano chiamato James Dean!
    Siamo al delirio! Guarda non per deluderti ma quelli disturbati siamo solo noi.

  • blueyes

    E sottolineo atipico(che fa pubblicità al palio)!
    Intanto la categoria dei cavalli ammazzati ringrazia. Sai non vedo proprio alcuna differenza tra il senese tipico da quello atipico, come tra il palio e la corrida…magari però bisogna vederlo con i propri occhi anche se la foto sopra sembra abbastanza esplicita.

  • Freeanimals

    Forse non hai capito, non accuso i senesi di maltrattamento, ma di schiavismo!
    Tu pensa cosa succederebbe se il 16 agosto ne morisse un altro! Tutte le vostre buone intenzioni, le carezze e le cure, l’esercito di veterinari, ecc. si dimostrerebbero per essere quello che sono: buone intenzioni, appunto!
    Gli animali, compresi i cavalli da voi tanto vezzeggiati (e fratturati), devono essere liberati dalla schiavitù dell’uomo, anche da quella che voi senesi esercitate su di loro.
    Mettiti il cuore in pace, se ci riesci.

  • Freeanimals

    Intanto, per il Rattus norvegicus le nostre fogne sono il paradiso. E poi, se ti fa piacere saperlo e se ti spingerà a rispettare gli animalisti, ti dirò che distruggo spesso quelle scatole nere contenenti esche avvelenate e che i comuni italiani sistemano sia nelle periferie, che nei centri storici. Certo, lo faccio quando non mi vede nessuno, perché è un reato e la plastica, dopo averla fracassata, la metto nel riciclaggio, mentre le bustine di veleno le deposito nel bidone dei medicinali scaduti.
    Ti basta?

  • Freeanimals

    Ti sei risposto da solo! Lasciami aggiungere che gli animali sono più vicini alla natura di noi, anche quelli addomesticati come il cavallo. Che è un animale erbivoro e in natura aveva i suoi predatori (tigre dai denti a sciabola, per esempio). Quando un cavallo corre è perché vuole mettersi in salvo da un pericolo: gli è rimasto nella memoria genetica. Se corrono negli ippodromi e al Palio è perché i loro padroni vogliono così e loro, in quanto schiavi, non possono disubbidire. Sanno che ne va della loro vita: se non corrono vengono soppressi. Concordo con Blueyes che hai avuto troppa immaginazione.

  • Freeanimals

    Ciao Occhiblu!
    Volevo salutarti così: “Ti stringo la mano, fratello!”, ma poi ho letto: “Non per essere stronza…” e ho pensato: “Oddio, è una donna!”.
    Non c’è da meravigliarsi, del resto. Le donne sono più animaliste degli uomini, si sa.
    Volevo comunque dirti, a prescindere dal tuo sesso, che è stato un refrigerio per me leggerti qui su CDC. Magari ce ne fosse di gente come te!
    In questi giorni vengo attaccato anche su Stampa Libera, sempre sul cavallo Messi, ma riesco a cavarmela da solo.
    Se però verrai a trovarmi sul mio blog, mi farà piacere leggerti ancora.

    http://freeanimals-freeanimals.blogspot.com/

    Una stretta di mano, sorella! 🙂