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SIAMO ITALIANI O SCARPARI ?

DI GIOVANNI PETROSILLO
conflittiestrategie.it

Il nostro è un periodo di manifesti indignati di carta e di indignados irritati di cartone che sfilano come carri armati, per ora solo allegorici, in piazza contro le piazze affari mondiali. Il testo sociale di costoro è però troppo sbiadito per essere compreso dai molti poichè la carta carbone della loro rivolta è quella di cento anni fa e non va più bene per un’epoca con pochi minatori ed ancora troppi sciacalli delle ferriere. Tutti si dicono inorriditi dallo sbandamento della classe politica italiana e dal rotolamento del paese lungo i piani inclinati della crisi che non sono propriamente come i piani di morbidezza di una nota pubblicità della carta da bagno.

Avverso il default da carta straccia borsistica ognuno ha la sua ricetta, sempre di carta, più per ripulirsi la coscienza a danno degli altri che per risollevare l’intera nazione. E’ vero che la débâcle finanziaria ha portato allo scoperto la montagna di carta dei derivati ma non è con la carta igienica diffusa a mezzo stampa che si fermerà lo sciacquone che ci sta scaricando nella fogna dei tempi. Questo vale tanto per gli industriali intenti alla minzione di gruppo, i quali si mettono insieme per stilare rotoli di banalità, che per quelli “sciolti”, come Diego Della Valle, il quale preferisce comprare spazi di “carta pecora” sui giornali per divulgare le sue amenità ricalcate su pagine falsità.

Proprio lui che ora fa il guappo di cartapesta alzando la voce col Governo non ci pare sia mai stato come un foglio trasparente. Si sente un vero patriota con la carta del successo tra le mani ma dà appuntamento ai connazionali solo lungo les boulevard de Paris sacramentando e scrivendolo sui quotidiani, senza vederci in ciò alcuna contraddizione. E poi si scaglia contro la casta dall’alto del pulpito dei poteri forti ai quali appartiene i quali, stranamente, si accorgono del malcostume politico soltanto quando la misura del Paese è colma e la loro cassa non abbastanza stracolma. Difficile prendere lezioni d’italiano e d’italianità da uno che di mestiere fa le scarpe agli altri, sperando che gli altri ci rimettano sempre le suole. Quanto meno non è di buon auspicio per via della famosa massima popolare. 

Della Valle si lamenta della situazione, impreca sui politici e sulle loro bende agli occhi, ma compra i treni in Francia, fabbrica le scarpe in Cina, nasconde il malloppo in Lussemburgo e fa le morali a Roma. Con quest’etica cartonata di business al più si lanciano pacchi al prossimo, mentre difficilmente si infiocchettano soluzioni per il bene collettivo. Casa Italia va in pezzi, ma lui, col suo amico Montezemolo ed i suoi sodali banchieri, ha un nuovo progetto di ristrutturazione pubblica e si è messo in fila per rifarci il Gabinetto. In fondo a destra.

Giovanni Petrosillo
Fonte: www.conflittiestrategie.it
Link: http://www.conflittiestrategie.it/2011/10/03/siamo-italiani-o-scarpari/
3.09.2011

Pubblicato da Davide

  • backtime

    Urca!!! più che una frecciatina, questa mi è sembrata un’arpionata. Sentito niente?

  • stonehenge

    tra le altre cose deve dei soldi ad un mio conoscente che gli ha fabbricato dei mobili su misura (made in brianza), ma il buon della Valle non paga e non vuol pagare…sarà colpa della crisi?…che personaggi vergognosi!

  • pantos

    no no.
    nelle marche si usa così.
    i riccastri pagano tardi.
    solo i morti di fame e le persone per bene pagano subito.

    per il resto, condivido in toto e rilancio:
    1) ma della valle non è l’amico intimo intimo di mastella? sì, mastella.
    2) ma della valle non è il sostenitore di montezemolo e marcegaglia, coloro che appoggiano la lettera di draghi in cui pretendono licenziamenti facili, riduzione stipendi, acqua privata (malgrado il recente referendum) e l’abolizione dei contratti collettivi nazionali del lavoro? sì.
    3) ma della valle realizza le sue scarpe in italia?
    4) ma della valle non è colui che insieme all’On. Santo Versace (stilista calabrese del PDL) ha voluto la legge che consente di scrivere Made in Italy anche se in Italia si infilano solo i lacci?

  • cardisem

    Posso non sapere chi è Diego Della Valle, ed in effetti non lo so. Ma il testo che quest’uomo ha pagato di tasca sua perché venisse pubblicato sui maggiori quotidiani, dice qualche verità? In tutto o in parte? Una “verità” per esser tale dipende da chi la dice o ha una sua indipendenza oggettiva? Io purtroppo non ho soldi per poter pagare di simili annunci, ma se li avessi ne farei tutti i giorni.

  • oldhunter

    Niente di nuovo e tutto già visto! Il denaro dà alla testa e fa credere di essere un padreterno e quindi di possedere la verità e la soluzione ai problemi del mondo e del paese. Della Valle vuol ripercorrere le tracce del cavaliere nazionale… farà inevitabilmente la stessa fine. Sono curioso di vedere quanti gonzi lo seguiranno in questa sua nuova avventura. Si, perché la mamma degli allocchi è sempre incinta e ne sforna a carrettate ogni giorno…

  • jimmipage

    è ovvio che lentamente si stia manifestando la nuova classe politica del paese… nuova per modo di dire

  • bysantium

    Anch’io sono predisposto a veder sempre dei secondi fini dietro le uscite di certi personaggi(e li vedo anche in questo caso), tuttavia sono d’accordo con te sull’oggettività del j’accuse di Della Valle. E che il sistema abbia accusato il colpo lo si capisce dall’arroccamento generale intorno al valore della politica(che per altro nulla c’entra con l’accusa di Della Valle) a partire dall’esimio PdR. Occorre essere più pragmatici ed avere meno puzza al naso : ben venga qualsiasi spallata al sistema, poi starà a chi avrà forza e idee volgerla al bene.

  • misunderestimated

    “A quei politici […] saremo sicuramente in molti a volerGLI dire di vergognarsi.”

    Prima la grammatica…

  • fernet

    Appunto, l’hanno fatto “scrivere” a Della Valle perchè è il più sputtanabile.

  • hotwildweb

    Della Valle for President – W Della Valle – Della Valle Hope for Change … etc …

    Ovviamente è una battuta!!

  • sheridan

    Non si capisce questa mezza rivolta contro Della Valle. Dopo che avete sperimentato per 17 anni il peggio del peggio dovreste essere diventati di bocca buona, invece sono proprio i forzapadanari i piu’ accaniti denigratori dello Scarparo. Come dicevate voi forzuti??? E lasciatelo lavorare! Ecco, lasciate lavorare lo scarparo, tanto, fare peggio del silviuccio vostro o dell’umberto dei padanari e’ del tutto impossibile.