SI STA TENDENDO UN'ESCA ALL'IRAN ?

DI LINDA S.HEARD
The Peoples Voice

Anziché ascoltare le raccomandazioni di Baker-Hamilton sull’urgenza di un dialogo con Iran e Siria, il presidente George W. Bush ci ha dato dentro.
Nel discorso di mercoledì scorso sull’Iraq ha promesso di “interrompere il flusso degli appoggi dall’Iran e dalla Siria” e di “scovare e distruggere il sistema di comunicazioni che fornisce sofisticate armi e addestramento ai nostri nemici in Iraq”. Ai vertici militari britannici, però, questo non risulta.

Poco tempo dopo il presidente autorizzava un’incursione contro una missione governativa iraniana nel nord dell’Iraq, durante la quale sei diplomatici iraniani sono stati sequestrati. L’Iran ne ha chiesto il rilascio e il risarcimento per aver avuto i loro uffici distrutti.
La settimana scorsa il vice presidente Dick Cheney ha definito la “minaccia” iraniana come “crescente, pluridimensionale e preoccupante per tutta la zona”, asserendo che gli Stati Uniti avrebbero preso le misure necessarie contro chiunque avesse provato a destabilizzare l’Iraq.

Aggiungiamo a queste piccole perle che una flottiglia con portaerei e sottomarini nucleari si sta raggruppando nella zona calda e che un ammiraglio neocon e filo-israeliano è stato posto al comando delle forze armate americane in Medio Oriente.

Leggiamo poi su diversi giornali che Israele sta preparando un attacco a siti nucleari iraniani con bombe nucleari anti-bunker.

Persino Sherlock Holmes avrebbe il suo bel da fare per capirci qualcosa.

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno inviato 16 o più F16 alla base aerea di Incirlink, nel sud della Turchia, con aerei cisterna per il rifornimento in volo e vi hanno installato un sistema di preallarme.

Le basi americane nella regione si stanno equipaggiando con missili anti-missile Patriot, facendo pensare che queste possano presto essere sotto attacco.

Anche l’invio dei 25.500 soldati americani ora in viaggio verso l’Iraq è sospetto. I vertici militari non credono che sia un numero sufficiente per sedare una sommossa o per affrontare un conflitto settario, però sarebbero sufficienti per frenare le milizie Scite irachene pro-iraniane che nell’eventualità di una vera e propria guerra tra Stati Uniti ed Iran si alleerebbero con l’Iran.

Consideriamo poi che Israele ha invitato i 25.000 membri della comunità ebraica iraniana a lasciare urgentemente il Paese, anche se la maggior parte ha deciso di restare.

Minaccia

Tony Snow, portavoce della Casa Bianca, ha minimizzato la minaccia alla sovranità dell’Iran dicendo che si tratta di una “leggenda metropolitana”. E’ evidentemente stato addestrato dalla migliore scuola di fumo negli occhi della Fox News. Forse potrebbe spiegarci perché il Segretario di Stato Condoleezza Rice, in giro per gli stati arabi sunniti, sta facendo loro la corte perché si aggreghino alla Casa Bianca e suoi alleati contro l’Iran, con la vaga promessa di un prossimo interessamento americano alla riapertura del processo di pace nel conflitto israelo-palestinese.

Sono tempi pericolosi. I custodi dell’orologio del giorno del giudizio stanno preparandosi ad avvicinare le lancette alla mezzanotte. Tutti dovremmo preoccuparci.

Un ex comandante di flotta russo, ammiraglio Edward Baltin, dice che la presenza di sottomarini nucleari in zona significa un possibile attacco contro l’Iran. In questo caso la “leggenda metropolitana” di Tony Snow starebbe velocemente prendendo piede.

Se l’amministrazione Bush sta bluffando nella speranza che Teheran si allinei tagliando i legami con gli Sciti iracheni e rinunciando alle proprie ambizioni nucleari, tutto ciò potrebbe rivelarsi controproducente, e le conseguenze sarebbero terribili. Visto però che il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert ha definito l’eventualità di un Iran con armi nucleari come un’inaccettabile minaccia esistenziale, e che il presidente degli Stati Uniti è un casinista cronico con tendenze messianiche, è probabile che gli americani siano pronti ad andare fino in fondo

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Dal punto di vista di Bush c’è un solo problema: come legittimare un attacco all’Iran? La strada delle Nazioni Unite è fuori discussione. Russia e Cina hanno fatto capire chiaramente la loro posizione e non hanno esitato ad usare il loro veto al recente incontro ONU di Myanmar.

Alllora, come può vendere l’idea di una guerra contro l’Iran ad un popolo americano già disgustato e sfinito da quella irachena, per non parlare del Congresso guidato dai Democratici che stanno facendo il diavolo a quattro per riportare “i nostri ragazzi” a casa? E’ semplice, non può.

Tuttavia, se fosse Israele ad accendere la miccia, come fece nel 1981 quando bombardò il centro di ricerca di Tuwaitha in Iraq nel nome della propria sacrosanta sicurezza, gli Stati Uniti avrebbero via libera. Dalla prospettiva di Israele però questa opzione è molto pericolosa, data la stretta vicinanza agli Hezbollah libanesi e alla Siria, alleati dell’Iran, che hanno di recente rafforzato i loro arsenali.

Allora cosa rimane? Può essere che gli Stati Uniti stiano deliberatamente provocando l’Iran con la speranza che dia loro una scusa per attaccarlo? Cosa succede se l’Iran non abbocca? Un altro caso come quello del Golfo del Tonkino ?

Infine vi voglio lasciare con la sintesi di un leggenda araba che di recente è stata citata in un bell’articolo di Mirza Yawar Baig, intitolato Il toro nero morì oggi.

“Tre tori vivevano in armonia in una foresta in cui cacciava una tigre, che però ogni volta che provava ad attaccare uno dei tori gli altri accorrevano in sua difesa. Alla tigre venne un’idea: mentre uno dei tori stava brucando lontano, si avvicinò agli altri due e li persuase che le loro vite sarebbero migliorate senza il loro amico. Sedotti dal pensiero di cibo extra, si accordarono con la tigre, che fece il suo lavoro. Poi furono in due. Naturalmente non passò molto tempo prima che la tigre si avvicinasse ad un altro toro persuadendolo ad abbandonare il compagno. Presto però toccò al toro superstite ricevere una visita dalla tigre. La guardò negli occhi e capì che questa volta il bersaglio era lui. Così si accorse troppo tardi che la morte dei suoi fratelli aveva sigillato il suo destino.”

E’ tutto detto!

Linda S. Heard
Fonte: http://www.thepeoplesvoice.org
Link: http://www.thepeoplesvoice.org/cgi-bin/blogs/voices.php/2007/01/16/p13716
16.01.07

Scelto e tradotto per comedonchisciotte.org da GIANNI ELLENA

Pubblicato da Davide

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Un commento

  1. L’articolo mi è piaciuto. Le cose stanno esattamente così alla luce di tutte le informazioni disponibili e analizzate con occhio critico e serio come quello di LINDA S.HEARD .
    Cosa si prometterà  al faraone Mubarak o  al re di Giordania  o ai Curdi ?….
    Propendo per un nuovo Tonkino ..
    Saluti  da Nettuno