Si aggiudica Il “Pomeriggio di Arianna”: il Giorgio De Chirico del 1913!

 

Di Sara, ComeDonChisciotte.org

Arriva il fine settimana, e mi dirigo verso la stazione. All’arrivo del treno un uomo mi attende in fondo al binario lunghissimo. Aspetta il quadro che ho appena dipinto per lui. Arrivo alla stazione nel pomeriggio e le mie dita sono macchiate dalle pagine di giornale, l’inchiostro e la carta dei quotidiani è la peggiore, la qualità più bassa che si possa trovare. Durante il viaggio infatti ho letto moltissimo, ma senza ricordare nulla, parole rotolate nella mia testa che non si sono aggrappate da nessuna parte. Scendo di corsa, e mi sento spaesata tra la folla del binario.

L’ho quasi raggiunto, un passo alla volta lo vedo aspettarmi tra la gente. Distinto mi guarda arrivare, e un passo dopo l’altro vado avanti ma il binario sembra non finire mai. Cammino a lungo e la stanchezza che percepisco mi costringe a sedermi sulla panchina del binario, mentre vedo scolorire l’uomo, laggiù immobile. Sento la voce da un autoparlante che bisbiglia di un treno che dalla capitale riparte domani.

Aspetto ancora seduta e appoggio la tela accanto a me. Improvvisamente l’uomo si avvicina, mi allontano con lui, camminiamo lentamente. Un angolo si avvicina, e dietro un cancello si apre nelle mani bianche di un portiere che ci invita ad entrare. Altre porte si aprono, l’ultima su un salone lussuoso e pieno di tele appese. Là in mezzo un uomo seduto, che da solo occupa un tavolo. Un uomo di bassa statura, indossa un cappotto lungo e scuro, e ci invita a sederci. Ascolto parole banali, mentre gli sguardi sono dritti, violenti, e in quel momento non mi lasciano turbata. Ripenso e mi alzo, mi avvicino a una finestra e mi accorgo che si affaccia su un binario, così vedo la donna che sdraiata su una panchina è abbandonata ai suoi pensieri in un pomeriggio d’inverno.

Come in un sogno, “Il pomeriggio di Arianna”, dipinto del 1913, è quello che la pittura metafisica ritrae di se stessa, negli anni delle avanguardie artistiche italiane, che Giorgio De Chirico insegna attraversando il mito greco e la rivoluzione industriale.

E’ stato venduto in 10 minuti, alla cifra di 15,9 milioni di dollari, a New York durante l’asta della multinazionale Sotheby’s (1) che lo ha ceduto alla ragguardevole cifra a un collezionista privato che si è battagliato fino alla fine con un rivale altrettanto agguerrito che disponeva di cifre altrettanto ragguardevoli.

Un pensiero che non ha prezzo, infatti con il “Pomeriggio di Arianna” si riapre il mercato all’artista Giorgio De Chirico, così titolano i principali giornali. Si muovono grandi capitali, e un collezionista sconosciuto si aggiudica la tela. Un’occasione da milioni di dollari, un capitale senza tempo, che fa da tramite ad altri capitali scambiato per ulteriori profitti. Sotheby’s è una casa d’asta, proprietà di uno degli uomini più ricchi del mondo, un tale Patrick Drahi, un uomo d’affari franco-israeliano nato in Marocco, nonché esperto di telecomunicazioni, in quanto fondatore e azionista di Altice.

Il mercato dell’arte è la mercificazione dell’oggetto particolare, della rarità.

Un manufatto artigianale composto da un telaio di legno e un tessuto in cotone che spillato all’estremità del telaio, diventa una tela, in cui la mano del pittore costruisce una scena metà fisica, metà sognata, incornicia il passato, il presente e il presentimento di un futuro imminente. Nell’abbandono e in solitudine, Arianna aspetta e il suo pensiero si fa materia, marmoreo giace e guarda dentro se stesso, mentre il tempo rivoluziona i costumi, le chimere dell’industria veleggiano dalle crociate in navigazione alle ciminiere delle fabbriche. Immobile è Arianna, disperata aspetta Teseo che da quel labirinto è scappato e sul veliero si allontana.

La metafisica pittorica è la costruzione di un sentimento, l’architettura composta e scomposta di un pensiero, peculiarità di De Chirico, che nella costruzione della tela in “Pomeriggio di Arianna” ritrae una donna, da un punto di vista prospettico che sale e mostra la panoramica dietro di lei.

Uno sguardo osserva e conduce un filo, legante tra il sentire razionale e onirico. Lo stile pittorico che altri imitano e per dionisiaca partecipazione superano, dopo la lezione futurista. Nessuna realtà tangibile, un pensiero critico immerso in un periodo storico che sposta in avanti il presente, lo supera con una visione personale. L’illusione accompagna la rappresentazione metafisica, uno spazio prospettico che sottolinea la costruzione illusoria dell’architettura pittorica. La dimensione di Arianna è fissata nello spazio di un tempo, il pomeriggio.

Salgo sul treno per il ritorno, e ripercorro ogni passo con la mente. La mattina seguente, riprende il lavoro nella fabbrica, contenitore di pensieri oppressi, incorniciati dalla pressione di un misero stipendio, mai liberati eppur sognati e dipinti in ogni pennellata di un quadro metafisico.

Ma Arianna ancora giace nei suoi pensieri più segreti e mai confessati di donna, oggetto di un collezionista che sorseggiando un te, seduto nel suo salotto lussuoso, è illuso di possedere i suoi pensieri e si vanta di lei in un comune pomeriggio.

Di Sara, ComeDonChisciotte.org

NOTE

(1) = https://www.sothebys.com/en/buy/auction/2020/impressionist-modern-art-evening-sale-2/giorgio-de-chirico-il-pomeriggio-di-arianna?locale=en

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/29/nuovo-record-mondiale-per-de-chirico-il-suo-dipinto-il-pomeriggio-di-arianna-venduto-allasta-di-new-york-a-159-milioni-di-dollari/5983832/

si aggiudica il pomeriggio di Arianna