SHADOW BANKING – IL SISTEMA BANCARIO OMBRA

SHADOW BANKING – IL SISTEMA BANCARIO OMBRA

MIKE WHITNEY

counterpunch.org



I legislatori si preoccupano per la crescita esplosiva del sistema bancario ombra, e fanno benissimo. Le banche ombra sono state al centro dell'ultima crisi finanziaria, e lo saranno anche per la
prossima. Non c'è il minimo dubbio. È semplicemente impossibile tenere in piedi un sistema nel quale istituzioni finanziarie non-bancarie, sottratte a qualsiasi normativa, sono in grado di creare la propria moneta (credito) senza né controllo né supervisione. Il denaro che hanno creato – attraverso operazioni extra-contabili, cartolarizzazioni [1], recupero crediti o altre enormi operazioni di leva finanziaria [2] incontrollate – si immette nell'economia, crea una domanda artificiale, fa diminuire la
disoccupazione e stimola la crescita. Ma quando il ciclo si inverte di colpo (e i debiti non vengono pagati in tempo), allora le banche ombra dalla capitalizzazione fragile cominciano a fallire l'una dopo
l'altra, creando una catena di bancarotte che fanno precipitare le borse, mentre l'economia cade in una crisi a lungo termine.



Nella foto: un'illustrazione di Domenico D'AmicoIl motivo per cui l'economia globale è ancora un disastro cinque anni interi dopo il fallimento della Lehman Brothers, è perché questo sistema fortemente difettoso – che in precedenza aveva generato il 40% del credito statunitense – si stava ancora rimettendo in piedi.
Ma ora, secondo un nuovo rapporto del Financial Stability Board, il sistema bancario ombra è tornato in gioco, più grande che mai.
L'FSB ha rilevato che gli strumenti finanziari in mano alle banche ombra sono arrivati a valere 67.000 miliardi di dollari, una somma che è quasi pari al PIL mondiale (69,97 bilioni) e maggiore dei 62 bilioni presenti nel sistema prima del crollo del 2008. Più il sistema bancario ombra cresce, più aumenta il rischio di un'altra crisi finanziaria.

Ma cos'è il sistema bancario ombra, e come funziona?

Questa è la definizione di Investopedia:

Commenti (9)

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Mostra commenti 9 caricati
    1. melopithymia 18 dicembre 2012

      Il sistema CAPITALISTICO non c'entra nulla.
      Questo é un sistema finanziario senza regole, i cui prodotti vengono utilizzati a livello globale.
      Il CAPITALE deve avere, e in parte ha già, le sue regole.
      La FINANZA per ora, come scritto, ha ampie aree scoperte.
      Non credo che non possa essere regolamentato, ma ci vuole certamente più forza e condivisione, perché per ora in pochi hanno anche vagamente capito cosa sia accaduto, e cosa accadrà.
      Nessuna rivoluzione cambierà questo stato di fatto, per il semplice fatto che oggi costerebbe molto.
      Teniamoci stratta quella poca democrazia che ancora abbiamo, e facciamo in modo che frutti al massimo.

    1. Highlangher 18 dicembre 2012

      Questi squali saranno puniti dalla loro stessa avidità. Avevo appena finito di capire che le banche centrali sono il peggio del pianeta, che arriva puntuale la smentita. Cosa fare, chiede qualcuno. Intanto boicottare le banche banche e i suoi derivati ( in tutti i sensi).
      Poi spargere la voce, divulgare, condividere, e mai smettere di combattere. Ecco cosa.

    1. Ercole 17 dicembre 2012

      Hai le idee confuse sul concetto di che cosa e il socialismo ,e di come ci hanno raccontato la storia,ma non e colpa tua e un errore macroscopico in cui milioni di persone sono caduti nella trappola tesa al proletariato mondiale:I regimi statizzati che sotto il nome di ,,,,,socialisti,,,,o ,,,,comunisti,,,,, si sono avuti in URSS, nei paesi dell,est,in CINA ,in COREA , CUBA ,ecc,, ecc..altro non sono stati che delle forme brutali di una tendenza universale al capitalismo di stato ,proprio del periodo di decadenza. Lo STALINISMO ,non fu il prodotto della rivoluzione russa , ma il suo affossatore .Solo chi non ha fatto i conti con la storia, e ha confuso stalinismo ,e capitalismo di stato con il comunismo, purtroppo molte generazioni sono fuori dalla storia, e ne paghiamo ancora le conseguenze.......

    1. grillone 17 dicembre 2012

      sul fatto che sia piu una crisi del capitalismo che delle banche o delle speculazioni, hai ragione. il problema è che, adesso come adesso, non c'è alternativa a questo sistema economico! a nessuno di noi(credo)piacerebbe vivere in un sistema come quello cinese o sovietico di 40 anni fa. ne tanto meno in un sistema economico come quello della corea del nord oggi! quindi, per adesso, dobbiamo accontentarci di "riformare il sistema e, quando avremo trovato veramente una alternativa migliore, potrmo abbaterlo senza rimpianti

    1. Suntsu 17 dicembre 2012

      Da greco, posso dire che l'articolo di Pieper che ho letto integralmente, è eccessivo. Per non usare altri temini. Non che la crisi non si faccia sentire. Ma la situazione sociale descritta è da paese centro-africano. Strano che fino ad oggi non ci sia nemmeno l'ombra di rivolta popolare! Gli inglesi stanno diventando patetici nei loro attacchi mistificanti contro la zona euro. Non che sia un difensore dell'euro, anzi. Ma l'articolo è ridicolo...

    1. nuovaera89 17 dicembre 2012

      Io articoli come questi li apprezzo perché ti aprono delle porte inesplorabili, nei vari media televisivi e di comunicazione del sistema bancario ombra non senti nulla, ma quali sono le soluzioni?? lasciare implodere il sistema con le sue conseguenze, oppure fermare questi banditi????

    1. Tanita 16 dicembre 2012

      E quest´altro:

      http://www.testosteronepit.com/home/2012/8/29/the-pauperization-of-europe.html

      "La pauperizzazione dell'Europa".

    1. Tanita 16 dicembre 2012

      Penso che quest'articolo dovrebbe essere tradotto per gli italiani.

      "Il prezzo del trauma collettivo: La Grecia ad un passo della guerra civile"

      Goerge Pieper é un psicoterapista tedesco specializzato nel trattamento di disordini per stress post-traumatico in seguito a catastrofi, mega incidenti (come quello del peggiore incidente ferroviario in Germania), atti di violenza, ostaggi liberati... Ma parla della Grecia, ora, dov'é andato ad allenare psichiatri e psicologi (gratuitamente) per aiutarli a prepararsi meglio per ció che devono affrontare.

      Dice che ció che accade in Grecia é silenziato a morte dai media. Lo chiama "il piede gigante della repressione".

      E riporta che ció che sta capitando non si puó contenere nel significato dell'acronimo di "normale bailout dell'Euro". Che ci sono donne che corrono di ospedale in ospedale a punto di partorire pregando che qualche centro di sanitá le assista senza che nessuno voglia aiutarle. Che gente che era della classe media cerca nei rifiuti frutta e verdura. Che la gente sviluppa l'odio verso i governanti, la Troika e l'Euro e trasmette quella rabbia ai figli e che i figli la riversano per le strade. E tante altre cose.

      Truman, penso dovresti farlo tradurre. Questo non deve capitare in Italia.

      http://www.zerohedge.com/contributed/2012-12-15/price-%E2%80%9Ccollective-trauma%E2%80%9D-greece-brink-civil-war

    1. Ercole 16 dicembre 2012

      Ottimo articolo. Dedicato a coloro che si illudono che il sistema capitalistico si possa riformare ,e possa essere regolato.I giornali di regime rigurgitano di appelli, articoli,analisi economiche e sociologiche, ma nessuno ha la ricetta per uscire dalla crisi ,non esistono partiti, movimenti,governi e sindacati ...amici...la crisi economica non e ,,,,colpa,,,,delle banche o della finanza ,della speculazione ,o del malgoverno. E una crisi SISTEMICA DEL MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTICO, una crisi di sovrapproduzione di merci e capitali.Essa ci dice che, una volta di piu ,il capitalismo e giunto al capolinea ....tocca a noi impedirgli di riprendere il proprio viaggio , fra devastazione sofferenze sempre piu estese e profonde.Solo la strada della preparazione rivoluzionaria puo mettere fine a tutto questo.

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