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SECESSIONE, LA SARDEGNA APPROVA UN ORDINE DEL GIORNO

DI ROBERTO GALULLO
ilsole24ore.com

Il rischio secessione soffia da Cagliari e non solo dalla sede della Lega Nord di Via Bellerio a Milano. Per la prima volta nella storia italiana una Regione sottoporrà a verifica le ragioni della permanenza nello Stato, il fisco, il sistema dei diritti e dei doveri, gli obblighi di sussidiarietà e leale collaborazione tra istituzioni. In altre parole: le ragioni dello stare insieme.

Con 31 voti favorevoli e 25 contrari ieri il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato l’ordine del giorno presentato da Partito sardo d’azione, Sel, Udc, Fli, Idv, Api. Ha votato a favore una parte del Pdl e contro tutto il PD e i Riformatori.Ecco cosa dice l’ordine del giorno approvato: “Il Consiglio regionale, preso atto delle ripetute violazioni dei principi di sussidiarietà e di leale collaborazione da parte del Governo e dello Stato italiano nei confronti della Regione Sardegna, delibera di avviare una sessione speciale di lavori, aperta ai rappresentanti della società sarda, per la verifica dei rapporti di lealtà istituzionale, sociale e civile con lo Stato, che dovrebbero essere a fondamento della presenza e della permanenza della regione Sardegna nella repubblica italiana”.

«Accadrà tutto in modo pacifico e legale e senza esiti precostituiti. Per la prima volta la Sardegna giudicherà l’Italia, senza separatismi, senza eversione – si legge nel sito del Partito sardo d’azione – ma solo ponendo sul piatto una questione semplice: stare in uno Stato comporta la vigenza di un patto equilibrato e giusto, quale oggi questo patto non è. Adesso, per lo meno, se ne parla. L’altra novità è che il tema Sardegna attraversa gli schieramenti, si radica soprattutto nelle forze libere dal dogmatismo bipolare e scompagina le appartenenze per crearne di nuove e di più fresche. Da qui si deve partire per costruire una novità».

Roberto Galullo
Fonte: www.ilsole24ore.com
Link: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-22/secessione-sardegna-approva-ordine-130102.shtml?uuid=Abur6NCF
22.03.2012

Pubblicato da Davide

  • zingaro

    Ma anche ogni singola persona si dovrebbe porre la stessa domanda: perché devo “appartenere” ad uno stato? Tanto più che ha un grande costo e nessun servizio. Se i sardi approvano la secessione io divento sardo (sono piemontese)

  • fernando20

    Bellissimo..!! ma non sarebbe meglio per i tutti dare un calcio nel sedere a tutti i politici e ritrovare un Sociale (tra di noi) oaramai perduto…?

  • pehuenco

    avanti cosi! la sardegna ai sardi, presi a calci nel sedere per 11 mesi l’anno e ricordati solamente per uno, appunto quando i politici vanno a svernare. e già che ci siete anche i turisti rompicoglioni che i soldi poi li danno a immobili villaggi e negozi di cui i proprietari sono quasi tutti del continente. e se chiedo troppo ma questo è un altro discorso fatevi anche una vostra moneta, per che di irlanda ne abbiamo già una 2 sono troppe.

  • mago

    Voglio vedere il Napoletano e tutti gli esportatori di democrazia nei paesi altrui come si comportano poi….dicono allo sfinimento che il popolo è sovrano.
    Forza Sardegna…..non verrà la Nato ad aiutarvi e nemmeno il buon Papa spenderà parole per voi…… forza che la nuova alba potrebbe essere vicina.

  • aalbahr

    Quando sono arrivato in Sardegna da Roma, 22 anni fa, pensavo che gli indipendentisti fossero fuori di testa e fuori dal mondo. Ora, invece, voterò per la separazione, ma il problema di fondo rimane: i politici sardi, che sarebbero da “eliminare” al pari dei loro colleghi continentali

  • Gariznator

    Per la moneta già si lavora con il sardex che a quanto pare funziona bene per le aziende e presto sarà esteso ai consumatori. Sono d’accordo che il nostro problema siano i polici, ma dobbiamo ricordare che i politici vengono eletti dal resto delle persone…
    Ultimamente l’indipendentismo sembra sia diventato una moda, ed è frequente vedere e sentire persone (in particolare a Cagliari) che cercano di parlare un sardo artefatto non avendolo mai parlato in casa. Io sono felice di questo che sta accadendo nella mia terra, ma ho paura che non sia una cosa radicale e profonda come ho sempre sperato. Le proposte sono poche e ci si muove sempre nel solco della democrazia politicamente corretta. Staremo a vedere….
    L’importante è che non si tratti solo di una reazione dovuta a una crisi che ci sta strangolando, anche perchè non vedo molte proposte per uscirne fuori (a parte forse il sardex)…

  • ampsicora

    Chi conosce la storia e la natura della sardegna, crede che questa ipocrisia debba finire ; dopo più di un secolo e mezzo di stato italiano, i sardi devono avere il diritto di esprimersi su una scelta per la quale nessuno li ha mai interpellati, ripetto, dopo più di un secolo e mezzo. Ma dubito anche che, alla fine, questo referendum si farà, ne dubito fortemente… comunque da un pò di tempo e nel più assoluto silenzio dei mass media tira uno strano vento in quest’isola…

  • hobie

    Il Psd’Az col suo ordine del giorno non ha fatto altro che impossessarsi strumentalmente di istanze portate avanti da altri e da diversi anni. Parlo di formazioni come A Manca pro s’Indipendentzia (di cui numerosi suoi attivisti sono stati vittime di carcerazioni politiche), parlo di Irs il cui leader Gavino Sale è ideatore e artefice di diverse azioni sul canpo.
    Non voglio poi risalire a Barbagia Rossa o al progetto di una Sardegna-Cuba del mediterraneo di Giacomo Feltrinelli, ma voglio sottolineare la totale disinformazione del pistolotto del foglio d’ordini confindustriale.
    Il Psd’Az, così come il consiglio regionale sardo poco hanno a che fare con l’indipendentismo.
    Loro sono i manutengoli del regime coloniale italiano, sono quelli che hanno le chiavi del canile, sono quelli che fanno si che il popolino continui a subire il lavaggio del cervello dei mainstream isolani si proprietà dei tycoon locali (Mazzella e Zuncheddu).
    Ma siccome la crisi sta devastando una delle regioni + povere d’Europa, il potere teme la rivolta popolare per non dire la Rivoluzione. E siccome la Sardegna è un’isola usata da Roma come colonia d’oltremare, si scrive rivoluzione ma si legge Indipendenza.
    E in questi tempi sempre più terribili, dove la gente, specie nel Sulcis iglesiente, fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, dove l’alcolismo e i suicidi sono tra i più alti d’europa, dove la disoccupazione colpisce una persona su due, in questi tempi la gente diventa disposta a tutto e qualsiasi prospettiva di cambiamento sembra migliore dell’inferno presente.

    Questo referendum, purtroppo privo di effetti giuridici, è proposto da una classe politica ladra, bugiarda e parasitaria solo per “bruciare”, per soffocare nella culla, l’istanza indipendentista, per poter dimostrare che la maggioranza dei sardi non lo vogliono.
    Perchè un referendum del genere andrebbe fatto dopo mesi, anni di dibattiti, spiegazioni, assemblee pubbliche.
    Invece fin’ora gli indipendentisti sono stati trattati dai media mainstream o da buffoni o da criminali e non c’è quasi mai stato un vero dibattito sull’indipendentismo. E non c’è mai stato perchè non deve esserci, perchè se ci fosse, se si facesse riflettere la gente, la gente che sarà anche frettolosa e ignorante ma non cretina, allora questa gente capirebbe che questa subordinazione coloniale antistorica e umiliante serve solo a questa classe dirigente parasitaria e infame e ai loro famigli e ai loro servi. ma la maggioranza dei sardi non ha nulla da guadagnare ad essere sottomessa a uno stato centrale mafioso e corrotto come quello italiano.
    Questo i politicanti locali lo sanno bene; per questo l’indipendenza è un argomento tabù per i mainstream isolani e per questo il potere ha incaricato il Psd’Az (già alleato del centro destra in molte elezioni) di proporre questo specchietto per le allodole: vulgus vult decipit ergo decipiatur.
    E forse ci riusciranno anche stavolta a fottere il popolo bue. Ma non è detto che ci riescano anche domani. E la Sardegna, prima o poi, è nell’ordine delle cose che diventi indipendente: è un’isola!

  • RicBo

    via siamo seri. se comincia la sardegna, a ruota seguiranno la corsica e la sicilia, poi le baleari e via via la catalogna, i paesi baschi, le canarie e poi anche scozia, galles, lapponia, e giù giù fino alla transilvania, transdniestr, ossezia, abkazia, nagorni-karabakh, e cecenia ovviamente.
    bé, se per l’indipendenza della cecenia si deve passare da cagliari allora griderò anch’io sardegna indipendente!

  • bstrnt

    La NATO non aiuta, si limita a terrorizzare e colpire popolazioni inermi ….

  • bstrnt

    E per l’indipendenza dell’Italia dagli psicopatici a stelle e strisce?
    Se abbiamo i quisling che abbiamo sempre avuto nei nostri disgraziati governi dobbiamo ringraziare loro, che da 67 anni ci occupano anche militarmente!

  • AmonAmarth

    Ottima notizia, è il naturale corso degli eventi che prosegue verso la destrutturazione amministrativa centralizzata: lo Stato è contro la decrescita e l’autodeterminazione dei popoli, oltre che rendere effettiva la pressa del debito (peccato originale). Questi discorsi li si facevano nel ‘1800 e quando risuonava la parola “Anarchia” è perchè avesse un senso reale, un’idea rispettata e non bistrattata proprio perchè basata su questi semplici principi. Da un punto di vista amministrativo gli Stati sono destinati a scomparire per ridare luogo alle Città Stato (le odierne province?) se tutto andasse nel verso giusto… Ma non si inizierà mai se i termini non saranno utilizzati nel modo giusto (100 anni di propaganda = neolingua; DIVIETO di riconsiderare idee già “esorcizzate”). Saluti.

  • kiteni

    Posso solo esprimere la mia solidarietá ai tutti i Sardi, siano essi ed esse nella loro isola natale o sparsi per il mondo. Saludos.