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Se questo è vivere

Se questo è vivere
In questo solo (i governanti) si distinguono dai medici, perché questi procurano una morte agevole a coloro ai quali non poterono elargire la vita (Seneca, De ira, I, VI, 4)

DI CRISTIANO TINAZZI

Una storia privata, fatta di dolore e privazioni, è stata sbattuta sulle prime pagine. Una storia che doveva rimanere all’interno di quattro mura, quelle della sua famiglia, di suo marito, si è tramutata in una battaglia politica fatta di spot elettorali, di dichiarazioni stupide, di strumentalizzazioni che sono arrivate anche qui, anche in Italia, provincia di un impero che è sempre più povera e triste. Sempre più povera di contenuti, sostituiti da dichiarazioni moraliste fatte da personaggi anche loro tristi e poveri.
Così in Italia, sull’onda delle questioni referendarie legate a discorsi di etica e di morale, il Ministro Sirchia (ma non solo lui) si è dilungato in dichiarazioni delle quali avremmo volentieri fatto a meno. “Una scorciatoia orribile camuffata da atto d’amore”. Questo è l’eutanasia secondo il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che a Milano ha ribadito la sua posizione in merito alle polemiche in corso negli Usa sul caso di Terri Schiavo. “Basta, ha protestato Sirchia, con i radical chic che imboccano la strada dell’estremismo. E che pur di salire su un palco non esitano ha scardinare i capisaldi sui quali si fonda la società”. “L’eutanasia è solo una scorciatoia che si tenta di imboccare quando i valori della società si attenuano. Una scorciatoia che viene camuffata da atto d’amore per i propri cari, e che invece è solo un modo con cui si vuole portare la morte invece della vita per distogliere l’opinione pubblica dal problema reale”.

Quali e quante stupidità si permette di affermare Sirchia? Da dove viene la sua formazione etica se non dalle spire della Chiesa Cattolica? Di quale valori della società parla Sirchia? Nel mondo pagano era il malato stesso che poneva termine alla sua vita e i medici, quando non vi era più alcuna speranza e le sofferenze erano senza possibilità di sollievo, non negavano il loro aiuto. Qual è allora la violazione più grave nei confronti di un essere umano: costringerlo a vivere infilandogli un tubo in bocca o far sì che la persona muoia senza praticare accanimento terapeutico? A chi piacerebbe vivere in quelle condizioni? E’ più importante la dignità o la vita?

Sarebbe auspicabile perdere la vita piuttosto che la propria dignità, ma questo a gente come Sirchia non interessa. E perdi più, è vivere quello? “Plaudiamo al presidente Bush e al congresso americano che, varando la legge “salva-Terri”, hanno scritto una straordinaria pagina di civiltà e di promozione concreta della cultura della vita, contro l’omicidio contrabbandato per atto d’amore e di pietà, contro la barbarie della pena di morte per fame e per sete di chi, come Terri, non è un vegetale, non è una cosa, non è un oggetto, ma una persona, un essere umano vivente”. Lo afferma il senatore Michele Bonatesta, della direzione nazionale di AN. “Anche perché -aggiunge l’esponente di AN- non sta all’uomo, neppure se esso facesse il giudice, decidere quando un suo simile è degno di continuare a vivere: il valore della vita non si misura con un preteso concetto di “qualità” la vita ha un valore ontologico ed è un bene indisponibile e intangibile. Com’è umano il presidente Bush e com’è umana la società americana quando si tratta di giustiziare con la sedia elettrica una detenuto. Bonatesta si dimentica che in America vige la pena di morte? E si dimentica pure che George Bush ha mandato alla morte decine di persone?.

Su questa “barbarie della pena di morte”, Bonatesta non ne parla. E che cosa sarebbe questa se non pura ipocrisia? Sciacallaggio politico, strumentalizzazione fatta per interessi. Vergogna! Il cattolico Bonatesta su questo non si ferma pensare. Pensa veramente che il suo basso comportamento lo porterà nell’immaginario quanto desiderato paradiso?
In tutto questo ci si mette pure Capezzone dei radicali, che accusa Sirchia di essere un “avvoltoio” e definisce la vicenda americana “tragicamente in decidibile”. “Voglio dire al ministro Sirchia il mio “basta. Si fermi, se ancora può. L’Italia sta facendo i conti – politicamente, ma anche umanamente – non con un ministro ma con un avvoltoio che danza nel dolore, nelle sofferenze, tra propaganda e speculazioni politiche. Sappia, il ministro, che l’eutanasia può essere atto di pietà e di dignità, per chi faccia quella scelta”. La pietà può essere anche un “omicidio”. Criminale è chi persegue la vita a tutti i costi.

Cristiano Tinazzi
Fonte:www.rinascita.info
22.03.05

Pubblicato da Davide