SE IL PD VOLTA LE SPALLE ALLA PALESTINA

DI ALESSIO MANNINO

lintellettualedissidente.it

Questi del Pd non fanno neanche più incavolare: fanno pena. Il loro responsabile esteri presenta una mozione parlamentare per riconoscere lo Stato di Palestina, nome che copre la sottomissione militare ed economica a Israele, e la sospendono il giorno dopo perché a Israele non va. Sottomessi, dunque, siamo anche noi italiani, governati da un partito che ogni tanto (ma proprio ogni tanto) ne azzecca una, ma subito dopo se la rimangia. E la pena ridiventa rabbia. Possibile che basti un sopracciglio alzato di quegli arroganti palloni gonfiati degli Israeliani per farsela sotto e chinare il capo? Possibile e prevedibile. Tanto che ci eravamo sinceramente stupiti dell’iniziativa piddina.

Potevamo capirne il motivo di fondo, per una volta intelligente: dare un segnale di apertura al mondo islamico e arabo, in questo delicato frangente di guerriglia in Libia, alle porte di casa nostra. Ma non immaginavamo tanta intelligenza tattica. Oddio, capitan Renzi conosce solo quella. Ma aver sottovalutato la reazione dello Stato ebraico non è da loro, non è tipico di un’ex sinistra che appena può indossa la kippah, e quanto è bello e democratico Israele, e tuoni e fulmini e accuse di antisemitismo a chi s’azzarda a criticarne la politica d’apartheid, repressiva, aggressiva, obbiettivamente fascista

Qualcosa di buono, d’altronde, c’è dappertutto. Perfino nel Pd. Ma è durato lo spazio di una giornata e anche meno. Poi, dietrofront, l’ambasciata israeliana ha parlato: atto prematuro contrario alla pace. Preferiscono il riconoscimento non dello Stato palestinese tout court, ma della formula “due popoli due Stati”, che presuppone il veto di Tel Aviv. Appaltiamo la nostra politica estera ad una nazione straniera, e nessuno, nel partito di governo, fa una piega, una mezza piega, un quarto di protesta, un grugnito, un ruttino di insofferenza. Niente. La Palestina dev’essere uno Stato in virtù del diritto di ogni popolo all’autodeterminazione, e anche, come minimo, come risarcimento morale e giuridico, che mai sarà sufficiente, per la tortura a cui è stato sottoposto da settant’anni a questa parte. Ciò significa riconoscere Hamas, tacciato di terrorismo? Ma se Hamas ha, come ha ma non è detto che abbia in eterno, il sostegno di una buona fetta di popolazione, con quale credibilità di presunti democratici, noi occidentali possiamo noi negare l’elementare diritto alla sovranità? Ma sanno quel che (non) votano, i Democratici abusivi di tal nome? Io, fossi in loro, mi sparerei. Sarebbe un dignitoso suicidio che riscatterebbe una vita politica passata a fare i cani servili.

Alessio Mannino

Fonte: www.lintellettualedissidente.it

Link: http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/se-il-pd-volta-le-spalle-alla-palestina/

20.02.2015

33 Commenti
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AlbertoConti
AlbertoConti
20 Febbraio 2015 11:29

Lo spostamento a destra del PD ha una chiara meta finale, che non può che essere
fascistoide. Nella politica estera questo è chiarissimo, dimostrato
dall’appoggio più che diretto al golpe nazista in Ucraina.

mago
mago
20 Febbraio 2015 11:46
Il buon Berlinguer si sarà girato per l`ennesima volta nella tomba vedendo in che stato è stato ridotto quello che FU il PCI….edulcorato e cosmetizzato con cambiamenti di sigla nomi e lasciato in mano a funzionari di partito o commessi di lavanderia….vero Bersani…faccendisti come D`Alema…arrivisti gente che non ha mai lavorato un giorno e le fabbriche le ha solo inaugurate…..che possiamo pretendere da questi elementi…che ci fanno rimpiangere Craxi…Almirante…..
patrocloo
patrocloo
20 Febbraio 2015 11:47

Effettivamente m’ero meravigliato anch’io della presentazione della mozione da parte di un partito tradizionalmente servo degli interessi usraeliani. Infatti dopo un severo cazziatone da parte dei loro padroni sono ritornati ad essere i soliti pidioti…

Cataldo
Cataldo
20 Febbraio 2015 11:47

Sei troppo buono, questi sono solo burattini eterodiretti, senza un minimo di dignità e amor proprio, figuriamoci se possono tutelare gli interessi reali del Paese.

robotcoppola
robotcoppola
20 Febbraio 2015 11:54

L’aspetto più allarmante non è che il PD sia ritornato sui suoi passi ma che esista ancora qualcuno pronto a credere nella sua buona fede.

Il PD è nei fatti un crescendo rossiniano di volontà politica al servizio delle grandi lobbies internazionali.

Ma a quanto pare c’è ancora qualcuno (a parte quelli in malafede) che rifiuta di accettare questa evidenza.

Veramente impressionante 🙂

Vocenellanotte
Vocenellanotte
20 Febbraio 2015 12:32

Lo stato di Israele ha usurpato una entità biblica e con l’inganno e l’equivoco governa in modo secolare una repressione e pulizia etnica seconda solo all’annientamento degli indiani d’America.

Ciò non frutterà alcun vantaggio, se. non in via del tutto contingente. Il collasso sarà inevitabile e la vendetta sarà spietata e incontrollata. L’entità ebraica è destinata all’estinzione come peraltro annunciato da AH in forma primitiva e rozza, perché appoggia su basi sbagliate la propria presunta superiorità. La favola biblica ha esaurito la spinta. È stata un grande motore di spinta e consapevolezza umana, ma oggi con essa il genere umano fa solo passi indietro. L’avanzata dell’Islam ne è la riprova.
rras1981
rras1981
20 Febbraio 2015 12:34

egoisticamente credo che alla fine sia stato meglio cosi….se no arrivava qualche attentato "islamico” anche qui da noi stile parigi….siamo un popolo di sottomessi dai tempi di vespasiano….fatevene una ragione….

AlbertoConti
AlbertoConti
20 Febbraio 2015 13:41

Infatti ho usato l’aggettivo "fascistoide", senza alcuna dignità vera o
presunta.

clausneghe
clausneghe
20 Febbraio 2015 13:48

Il piddì si conferma sempre più come dicono le sue iniziali, il partito dei dementi.

Ma dementi pericolosi, guidati dal massone democristiano assieme a una risma di idioti patentati.
E dire che una volta, tanti anni fa, ero comunista del PCI e sacrificavo le domeniche a distribuire l’Unità casa per casa. Vergognosi, irritanti buoni a nulla.
E non credo ai sondaggi che dicono abbiano il 40% di consensi. 
Rubano e distorcono anche su questo.
Sempre pronti a prendere ordini dalla canaglia kipputa o dai vaccari texani, nonchè dai grassi banksters della Troja EU. Schifosi.
gimo
gimo
20 Febbraio 2015 14:56

Se permettete…..

Meravigliarsi delle sparate del PD è lo stesso che meravigliarsi perche uno s*****o puzza.
tania
tania
20 Febbraio 2015 15:56
In realtà ( a prescindere da
quel che vota o meno il PD , e a prescindere dal complottismo ) il
riconoscimento di un “etnicizzato” Protettorato Bantustan di Palestina non
sarebbe affatto un danno per il progetto sionista ( l’Israele interamente
ebraico ) . E non lo sarebbe nemmeno se la nuova Palestina “etnicizzata” non
fosse un bantustan sotto protettorato , ma uno stato pienamente sovrano ( cioè
uno stato imperialista : come noto , la categoria di sovranità nazionale o è in
nuce fascista o non è ) .

 

Ora , evidentemente l’apartheid
non si contrasta legittimando la sua logica , cioè contrapponendogli un’alterità
inventata ( che sia rinchiusa in bantustan o potenzialmente imperialista ) .
L’apartheid sionista ( come qualsiasi altro nazionalismo ) si può contrastare
solo delegittimando  la sua logica fascista : l’invenzione ,
la costruzione e l’organizzazione di etnicità fittizie da contrapporre le une
alle altre . ( PS non a caso il Partito Comunista Israeliano e il FPLP
, che appunto volevano un’unica repubblica senza distinzioni pseudoetniche sono
stati eliminati dai sionisti israeliani , al contrario di Hamas che è stata da
loro finanziata )

Giancarlo54
Giancarlo54
20 Febbraio 2015 16:14

E dagli con questi termini desueti, lascia stare fascisti e nazisti e parla del PD, santo cielo!

s_riccardo
s_riccardo
20 Febbraio 2015 16:34

Americani o Israeliani, in ginocchio stupidi Italiani!

patrocloo
patrocloo
20 Febbraio 2015 17:03

"come noto , la categoria di sovranità nazionale o è in nuce fascista o non è".

Avete capito? Era una cosa notissima oltreché certissima quindi zitti e non contraddite …

"si può contrastare solo delegittimando  la sua logica fascista…" 
…fascista qui…fascista là…la terra dei cachi 🙂
rebel69
rebel69
20 Febbraio 2015 17:25

E’si, a mettersi contro brutti ceffi in giacca e cravatta non solo si rischia la carriera ma addirittura di ritrovarsi suicidati o avere un incidente mortale in auto.

Noumeno
Noumeno
20 Febbraio 2015 17:35

qualche giorno fa, mentre in senato si discuteva la legge sul negazionismo poi approvata a larga maggioranza,  calderoli che presiedeva ad un certo punto dice :"salutiamo la delegazione della comunita’ ebraica  che sta assistento alla presente seduta.." 

tania
tania
20 Febbraio 2015 19:43
Ma figurati se voglio zittire qualcuno . Piuttosto consiglierei il silenzio a
chi non ha nulla da dire .

Ho scritto "come noto" per questioni di
sintesi , per non soffermarmi su questo aspetto , perchè il nocciolo del mio
commento riflette in realtà sulla ratio sionista ( e di qualsiasi
altro identitarismo ) di inventare e organizzare etnicità fittizie .
Comunque a questo punto sono costretta a chiarire brevemente quel mio "come
noto" : lo
jus ad bellum ( senza il quale non esisterebbe“sovranità” dello Stato come ci
insegnano tutti a partire da Hobbes e Macchiavelli fino a Carl Schmitt ; e che
logicamente , come la detenzione di quote di capitale , non può appartenere a
tutti , ma solo ai più forti ) e la “nazionalizzazione delle masse” ( G.Mosse )
sono strumenti in nuce fasciste .

istwine
istwine
21 Febbraio 2015 12:06

Neanche tu tania hai granché da dire, mi pare. Che vuoi che ci sia di intelligente in quel che hai scritto? I riferimenti a Mosse, l’ennesima boutade sui fascisti? E per cosa poi, per dire che nel caso ai palestinesi fossero riconosciuti i diritti sulle proprie terre automaticamente questi sarebbero imperialisti, quindi fascisti? 

tania
tania
21 Febbraio 2015 18:35

I confini del ’67 sono troppo poco , sono dei bantustan senza più nulla . I palestinesi devono prendersi tutto . Come ? Integrandosi con gli israeliani , cioè mettendo la parola fine sul progetto sionista .  E come si fa ? come ho scritto sopra delegittimando la logica fascista su cui si regge il sionismo israeliano : la logica dell’invenzione e organizzazione di etnicità fittizie da contrapporre le une alle altre . Ora , la domanda successiva potrebbe essere ancora “in pratica ?” .Denunciando ad esempio la legge del Ritorno di Israele del 1951 ( e le successive e conseguenti leggi discriminanti  ) come contraria ai diritti umani ( come noto Israele , a partire da quella legge , ha dato concretezza al progetto sionista :  la trasformazione con un tratto di penna di una scelta individuale come la fede in razza , in“etnia” , in sangue e suolo e carta d’identità ) ; sostenendo le campagne di boicottaggio ; sostenendo gli attivisti ebrei antisionisti e i movimenti israeliani antisionisti ; contrastando gli squallidi razzismi e antiebraismi ( come noto il sionismo si legittima con l’antiebraismo : come tutti gli identitarismi si può giustificare e mantenere in vita solo… Leggi tutto »

istwine
istwine
21 Febbraio 2015 19:35

Per "ebrei antisionisti" cosa intendi? 

tania
tania
22 Febbraio 2015 10:09

Intendo gli ebrei che considerano la fede una libera questione privata  , che si dissociano dal Sionismo , che denunciano la sua funzione antiebraica e che lo contrastano per quello che è : l’ultimo residuo dei razzismi eurocentrici , un nazionalismo di matrice europea , un’ideologia laica prodotta dalla cultura dei nazionalismi europei di fine Ottocento che storpia e strumentalizza l’ebraismo : i testi sacri della religione ebraica parlano di un “ritorno a Sion” da un punto di vista meramente spirituale , non trattano certo né del concetto di “Stato” né di quello di “Nazione” ( come sappiamo il concetto di “Stato” inizia a formarsi , ad essere pensato , grosso modo , con Macchiavelli e Hobbes e il concetto di“Nazione” inizia ad essere costruito tra Sette-Ottocento ) . Il Sionismo ( in coerenza con gli altri nazionalismi ) ha costruito il suo “popolo ” (sociologicamente e storicamente non ha alcun senso parlare di “popolo ebraico”, se mai di “comunità” ebraiche , “comunità” cattoliche , protestanti , sunnite eccetera : gli yiddish , i falasha o i sefarditi erano comunità ebraiche che avevano quasi nulla in comune l’una con l’altra , e nessuna di esse usava ovviamente nemmeno un idioma… Leggi tutto »

istwine
istwine
22 Febbraio 2015 11:49

Capisco. Tu però scrivi che molti di "ebrei" (tra virgolette) atei non si son mai definiti tali, e mi citi tra gli altri Arendt, Marcuse e Chomsky. Ma che io sappia questi si son sempre definiti tali, anche solo un riferimento a ciò che racconta il figlio di Marcuse, Peter, mi sembra chiaro, essenzialmente "secular jew". Di discorsi sulla jewishness da parte di Hannah Arendt ne trovi a iosa, e non mi pare, ma magari sbaglio, che si sia mai vergognata di definirsi ebrea lei stessa. Idem Chomsky, sicuramente ateo, ma non nasconde certo il suo passato e la sua cultura. Che problema c’è?  e poi che c’entra il 48? Il fatto che lo Stato d’Israele si definisca stato ebraico cosa avrebbe a che fare con loro, se sono atei? Che differenza fa per loro se qualcuno si definisce ebreo o meno? Loro son atei no? Perché è la loro origine culturale? Bé ma non cambia granché scusa, è comunque un’origine culturale tendenzialmente di matrice religiosa mi sembra di capire da quel che scrivi, quindi loro essendo atei non hanno comunque niente a che fare, o no? E allora perché si definiscono ebrei loro stessi? Sono fascisti pure loro? Non… Leggi tutto »

tania
tania
22 Febbraio 2015 13:13

A fare la differenza è sempre la presenza o l’assenza della centralità politica del soggetto , della persona , della sua libera emancipazione in uguale dignità . Diventi invece fascista , come nel caso del discorso sionista , se la centralità politica la assegni ad una ( inventata , costruita e narrata ) identità collettiva : l’Etnos , la Nazione , la Cultura ; se reifichi la cultura spacciandola come natura . PS : Chomsky ( che non è un filosofo ) e Marcuse ( non so suo figlio ) non si sono mai occupati ( intendo pubblicamente , nei loro libri ) del loro rapporto con l’ebraismo . E’vero che Hannah Arendt intraprese una ricerca intorno alla sua appartenenza all’ebraismo con lo studio psicologico letterario sulla vita di Rahel Varhagen , ma fu un’opera che , come scrisse Walter Benjamin , “nuotava vigorosamente contro la corrente dominante dell’apologetica ebraica” : la ricerca delle proprie origini fu di natura squisitamente storica e politica , in piena autonomia dalla religione ebraica che , come ogni religione , non le diceva assolutamente nulla .   In ogni caso non è ovviamente la fede ebraica di una persona ( che sia sentita ,… Leggi tutto »

istwine
istwine
22 Febbraio 2015 14:44

Non capisco proprio tania. O meglio, capisco ciò che scrivi, ma mi pare ci sia qualche contraddizione. Primo, il fatto che Chomsky e Marcuse non abbiano mai trattato la questione nei propri libri non ha a che fare con il loro quotidiano. Ti ho citato Peter Marcuse proprio perché lui descrive la quotidianità del padre e della famiglia come una tipica "jewish family", "secular" ma con tutte le caratteristiche. Parole sue. Anche Chomsky racconta in diverse interviste questi aspetti e sostiene che sia difficile scappare dalla tua cultura, dal tuo passato, dalle tue emozioni, e si riferisce al passato in una famiglia tipicamente ebraica, pure credente, benché lui non lo sia. E non mi pare quindi sia affatto un "residuo culturale". Residuo è qualcosa di marginale, dopo tutto.  Il punto è che mi sembra che si identifichino come ebrei. Cioè, non rinnegano quest’identità, identità rispetto a qualcosa che necessariamente è collettivo, o di gruppo. Logicamente dico, se non ci fosse un riferimento concreto verso il quale identificarsi, non avrebbe senso ciò che affermano. Se loro si identificano in questo (e non solo loro), secondo te si stanno identificando in qualcosa di "inventato, costruito e narrato"? E nel caso, che differenza… Leggi tutto »

leront
leront
22 Febbraio 2015 16:17

Caro Mannino, ma non ti eri accorto che negli ultimi anni il Pd è stato il miglior cane da guardia e difesa degli interessi dell’èlite USA? Non hai presente i comportamenti di un certo Napolitano, e i vari Monti, Letta, Renzi e compagnia cantante, che hanno fatto sembrare Berlusconi quasi un difensore di quella che era la nostra sovranità nazionale!!

istwine
istwine
22 Febbraio 2015 16:38

Peraltro, Tania, trovi anche interviste in cui Marcuse risponde esplicitamente a queste questioni, dove dice esplicitamente "I support the establishment of a Jewish state, capable of preventing the repetition of a holocaust" e "the solution of the Jewish problem is a Jewish state which can defend itself" e, sottolineando l’aspetto religioso del sionismo e quindi la sua natura razzista, "If Zionism is transformed into a secular movement, then it is not racist".

Non so, non mi sembra proprio da arruolare nelle fila che pensi. Magari capisco male io. 

tania
tania
22 Febbraio 2015 19:13

Non ho letto quelle interviste di Chomsky e Marcuse ma ( se si sono espressi così ) spero ( anzi ne sono certa )  che non fosse loro intenzione reificare le culture come fanno i fascisti , ma che si riferissero esclusivamente alla loro esperienza personale , uniche e irripetibili ( certo i riti religiosi si ripetono , più o meno , su più persone , ma qui stiamo parlando di atei ) : una yiddish donna del XIX secolo  , Eric Hobsbawm  e un falasha etiope , tutti ebrei , non hanno ovviamente nulla , nessuna esperienza che li accomuni ( solo la fede , per i credenti ) . Le identità non esistono , a maggior ragione le identità collettive : sono sempre invenzioni , costruzioni ( "dispositivi di controllo" direbbe Foucault ) . Tutto è flusso e mutamento a partire dalla natura plurale dell’Io ( come ha dimostrato la psicologia e la psicoanalisi ) Facciamo così ( ovviamente non per provocarti  , ma solo per capirci ).. Se ti chiedessi di spiegarmi le espressioni che riporti , tipo “famiglia tipicamente ebraica” ( Peter Marcuse pare , da quello che tu riporti , che si sia espresso così… Leggi tutto »

istwine
istwine
23 Febbraio 2015 13:57

tania, io non ho detto granché, ho solo riportato frasi altrui. Alla tua domanda non dovrei rispondere io, ma Marcuse, Chomsky e quant’altri, tuttalpiù. Io l’ho capito che a te piace ripetere sempre questi due schemi, ma non dobbiamo essere d’accordo o che, io sto cercando di ragionare sulle cose assieme a te, mica per giudicarti o etichettarti, solo per capire il tuo ragionamento.  Non credo ti convenga fare quella distinzione netta tra sinistra e destra secondo quello schema, perché non sarebbero tanti quelli "di sinistra", neanche quelli che hai nominato, e sicuramente tanti altri che sono definiti "di sinistra", se hai mai letto ad esempio le idee di Sartre sul conflitto israelo-palestinese e sullo Stato d’Israele, o di Derrida sul riconoscimento dello Stato d’Israele (1988, a Gerusalemme, "the existence [of the Israeli State], it goes without saying, must henceforth be recognized by all and definitely guaranteed"). Dopo tutto egli stesso si definiva "a very Arab Jew". Parole sue. Poi certo, era contro i nazionalismi, e vedeva il sionismo come tale, ma allora cosa c’è da riconoscere se è un’invenzione, un’identità collettiva immaginata?  Tornando a Marcuse, l’intervista la trovi qui: https://books.google.it/books?id=ML6GAgAAQBAJ&pg=PA181&lpg=PA181&dq=Herbert+Marcuse+on+the+Arab-Israeli+Conflict:&source=bl&ots=-2fhkqsX9Z&sig=ACBhm_442gTfa9un0VoNe0CY49A&hl=it&sa=X&ei=JvXpVM_rJIWrUcPNgeAM&ved=0CDIQ6AEwBw#v=onepage&q=Herbert%20Marcuse%20on%20the%20Arab-Israeli%20Conflict%3A&f=false pag. 179. Vedi tu se "reifica le culture come… Leggi tutto »

tania
tania
23 Febbraio 2015 15:44
Mi stai dando pochi elementi e per altro decontestualizzati . Certo con
il maquillage si può tentare l’impossibile , ma dubito che Marcuse ,
Derrida , Sartre e Foucault possano essere confusi come dei
nazionalisti o degli identitaristi . Nella
contingenza molte persone in buona fede hanno sostenuto l’urgenza
di aiutare gli ebrei resi "non persone" dall’Olocausto
, ma di certo non con l’intento di edificare un nuovo Stato razzista con
cittadini di serie A e , di nuovo , "non persone" .
Per il resto sei tu che
mi rispondi con espressioni ( "famiglia tipicamente ebraica" ) che evidentemente
condividi o di cui evidentemente ignori il significato : in quest’ultimo
caso non ne comprendo lo scopo . 

tania
tania
23 Febbraio 2015 16:20

"Io l’ho capito che a te piace ripetere sempre questi due schemi".
Ma cosa
ne sai ? 

Ok , ho capito : ti sei presentato con
maleducazione giudicando sul personale ( "credi di dire qualcosa di
intelligente ?" ) , e attribuendomi pensieri a tuo piacimento ( "e questo per
dire che i palestinesi sono fascisti se pretendono il loro territorio" ) . Poi
mi rispondi con domande , o con frasi che però non chiarisci se le condividi o
meno , cambi discorso , giudichi eccetera

Troppo , non riesco a starti
dietro ..

istwine
istwine
23 Febbraio 2015 16:37

Bé tania, Sartre te lo puoi cercare da te, vedrai che non decontestualizzo nulla. Derrida forse, ma anche lì, ti puoi cercare la frase precisa e vedi tu. Su Marcuse ti ho linkato un’intera intervista, quindi difficilmente starei decontestualizzando. Ti ho solo chiesto che differenza ci sarebbe tra il "jewish state" di Marcuse e quello di un sionista qualunque, ma non in termini di conflitto, in termini di identità collettive immaginate e inventate. 

Sulla "famiglia tipicamente ebraica", magari ho interpretato male io. Ma Peter Marcuse qui ne parla:
Io non è che condivido o che. Sto solo riportando. Come per gli altri, che devo condividere? Sto chiedendo a te che differenza c’è nelle loro parole quando le usano. 
tania
tania
24 Febbraio 2015 2:20

L’espressione "jewish state" non cambia di significato se detta
da Marcuse o da un Ariel Sharon : rimane sempre
un’espressione identitaria e nazionalista . Mi dispiace che Marcuse
l’abbia usata , non lo sapevo , spero a sproposito , non ho letto tutta
l’intervista ; in compenso ho letto il link di Derrida che mi hai segnalato e
non ho trovato nulla che m’abbia delusa ; immagino che sarà lo stesso
anche per gli altri . In ogni caso qualsiasi filosofa o filosofo , anche quelli
che amo di più , avessero detto qualche sciocchezza ( e sicuramente
ne ha dette ) o fossero scivolati in espressioni che si potessero
prestare a qualche strumentalizzazione , non cambia nulla al senso del mio
discorso ( appunto non capisco istwine dove tu voglia arrivare , anche
perchè non ti esprimi ) . Comunque , l’apartheid sionista si
può sconfiggere solo delegittimando la sua logica , non certo
rafforzandola contrapponendogli un’alterità .  

istwine
istwine
24 Febbraio 2015 13:40

Volevo sapere solo come interpretare alcune cose che avevo letto da parte di questi qui. Se tu mi dici che sono "scivolati in espressioni" mi sta bene, Sartre poi ci è andato giù col toboga su certe espressioni, ma insomma, mi sta bene pure questo. Mi hai chiarito il tuo punto di vista, e pure la metodologia, quindi apposto così tania!

D’accordissimo sul come sconfiggere la logica sionista, comunque. Magari quelli un po’ meno secondo me, ma è un parere mio.