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SE GRILLO E LANDINI…

DI ALDO GIANNULI
aldogiannuli.it

Si legge sui giornali di proposte della Fiom a Grillo per la formazione di una lista che raccolga i movimenti di protesta in un unico polo ed è di qualche giorno fa un appello di Giulietto Chiesa che andava in questo senso. Un mese fa era stato Di Pietro a proporre un accordo elettorale a Grillo, che ha respinto la proposta. Prima ancora ci aveva provato Pannella. Tutti tirano per la giacca il vincitore delle ultime amministrative, ma non tutti per gli stessi motivi, con le stesse proposte politiche e con la stessa credibilità. C’è chi pensa ad una aggregazione politica permanente simile a Siryza, chi ad una vasta alleanza anti montiana e c’è chi pensa solo di prendere un tram per Montecitorio. Il Movimento 5 Stelle si trova ad un punto di svolta che determinerà la sua storia successiva, ha di fronte a sé tre scelte base (con alcune varianti interne a ciascuna).
-andare alle elezioni da solo con la propria sigla;

-accordarsi con movimenti della società civile (associazioni, sindacati, gruppi culturali, movimenti ecologisti) e con la variabile del proprio simbolo o di un simbolo unitario;

-fare un cartello con altre formazioni politiche (Idv, Rifondazione, forse Verdi o radicali) e movimenti della società civile e presentarsi con un nuovo simbolo unitario;

Ciascuna di queste scelte comporterebbe vantaggi e svantaggi che andrebbero soppesati.

La prima scelta: avrebbe il vantaggio di preservare l’immagine del M5s come novità assoluta nel panorama politico e non compromessa con alcun altro soggetto, ma manterrebbe il movimento nella sua attuale indeterminatezza cosa che potrebbe rivelarsi molto pericolosa in seguito quando, inevitabilmente, le scelte che occorrerà fare finiranno per deludere una fascia del proprio elettorato o l’altra. In breve il movimento si troverebbe costretto a scegliere se irrigidirsi in una qualche ortodossia o restare una aggregazione variegata e molto lasca, in tutti due i casi, affrontando rischi di ripetute scissioni.

Avrebbe altresì il vantaggio di mantenere un simbolo che ormai è abbastanza riconosciuto, ma questo precluderebbe la porta ad altri possibili elettori soprattutto futuri. In definitiva, probabilmente consentirebbe di fare il “pieno dei voti” alle prossime elezioni, ma pregiudicherebbe le possibilità di espansione successiva.

La seconda scelta: amplierebbe lo spettro di raccolta elettorale, ma probabilmente, l’accordo con la Fiom e con associazioni della stessa area marcherebbe a sinistra la lista, facendone una sorta di “sinistra arcobaleno ampliata”. Probabilmente una parte degli elettori non gradirebbe ed il risultato finale sarebbe quello di una raccolta di voti inferiore a quella del M5s da solo. Però questo comporterebbe una precisazione dell’identità del movimento che, facendo perdere non pochi elettori oggi, ridurrebbe i rischi di fratture future e stabilizzerebbe l’identità e la struttura organizzativa del nuovo soggetto politico (sul punto tornerò nei prossimi giorni). Inoltre, il rischio sarebbe quello di complicare la scelta dei candidati per la presenza di vari soggetti che chiederebbero visibilità. In compenso, questo potrebbe permettere una maggiore espansione in futuro.

La terza scelta: sarebbe, probabilmente la meno produttiva: in primo luogo il M5s si troverebbe assaltato da molti partiti e partitini della più diversa estrazione: Idv, Rifondazione, radicali, forse anche qualche gruppo di destra, oltre le associazioni ed i movimenti di cui sopra, e non sarebbe facile stabilire con chi allearsi e con chi no. Alla fine, a decidere dovrebbe essere Grillo con il suo ristretto entourage. Questo, peraltro accentuerebbe i problemi di formazione delle liste che assumerebbe necessariamente la forma di una trattativa fra gruppi dirigenti per la spartizione dei collegi: decisamente, quanto di più verticistico e meno gradito all’elettorato del M5s si possa immaginare.

In teoria una “alleanza antipartitocratica” potrebbe sfondare il tetto del 20%, ma il movimento perderebbe molto della sua “alterità” e i problemi di formazione del programma si moltiplicherebbero. Peraltro, l’esperienza passata insegna che i patti elettorali funzionano poco e male (Psi-Psdi nel 1968, Dp 1976, Nsu 1979, Pr-Pli-Pri europee 1984, Psi-Psdi-Pr senato 1987, Ppi-Patto Segni 1994,  An-Segni europee 1999, Di Pietro-Occhetto europee 2004, da ultimo Sinistra Arcobaleno 2008) prendendo regolarmente meno della somma delle singole liste e spesso meno dei voti della lista maggiore da sola. C’è qualche relativa eccezione come la lista Msi-Pdium alla Camera nel 1972, e Sel alle europee 2009 ma si tratta di casi assai particolari che meriterebbero un discorso a sè.

Peraltro un cattivo risultato del M5s alla prima occasione di presentazione nazionale ne pregiudicherebbe, ovviamente, anche l’espansione futura. Dunque, nel complesso, la soluzione meno auspicabile.

D’altro canto, molto dipende dalla legge elettorale con cui voteremo: con quella attuale potrebbero esserci altre liste apparentate a quella del M5s nella coalizione, ma se ci fosse una nuova legge che (come sembra profilarsi) scioglie le coalizioni ed attribuisce il premio alla sola lista più votata, questa soluzione sarebbe preclusa.

Semmai, in caso di nuova legge elettorale (che farebbe salire al 5% la soglia di sbarramento) a rischiare grosso potrebbero essere l’Idv e Sel (ed, in questa prospettiva, emerge con chiarezza quale solenne fesseria ha fatto Nichi Vendola con la sua affrettata e non necessaria intesa con Bersani). Infatti, non è detto che possano raggiungere ognuna il 5% fra la concorrenza del M5s e il “voto utile” al Pd per la conquista del premio di maggioranza. In questo caso, sarebbe semmai saggio pensare ad una lista Di Pietro-Vendola-Fiom-Alba con quel che resta di Rifondazione che, almeno, avrebbe la garanzia di arrivare in Parlamento. Peraltro, questa lista potrebbe stipulare un accordo tecnico al Senato con il M5s (soprattutto nelle regioni in cui nessuno ha la possibilità di farcela) e per il resto avere un rapporto di buon vicinato politico con esso.

C’è un unico caso che potrebbe far riconsiderare tutto: sembra che la nuova legge elettorale si baserà sul modello spagnolo di piccole circoscrizioni di 3-4 seggi. Questo significa che una lista, per poter ottenere un seggio in una singola circoscrizione, dovrebbe ottenere almeno il 25-33%. E’ ovvio che il M5s (che prevedibilmente si attesterà su un 12-16% nazionale, salvo smottamenti da una parte o dall’altra oggi imprevedibili) otterrebbe in prima battuta solo una manciata di seggi (forse meno di 5) nelle circoscrizioni piemontesi ed emiliane in cui è più forte, mentre gli altri (Idv-Sel ecc) non avrebbero nessuna speranza salvo eventuali casi locali. La cosa troverebbe un suo compenso attraverso il meccanismo del recupero dei resti nel collegio unico nazionale, dove, comunque, M5s e liste con più del 5% parteciperebbero alla distribuzione di una porzione di seggi molto modesta, decurtata dei seggi già attribuiti e del 15% del premio di maggioranza. Ma, immaginiamo che qualche spiritoso del Pd o del Pdl (sempre alleati quando si tratta di far danni alla democrazia) decida che facciamo a meno della clausola di sbarramento e del recupero dei resti in sede nazionale, per cui c’è solo il recupero in sede circoscrizionale, questo significa che il M5s non andrebbe oltre i 20-25 seggi (pur ottenendo magari un 16% che, in proporzione, darebbe oltre 100 seggi) e gli altri semplicemente non entrerebbero in Parlamento.

Forse, contro questa ipotesi potrebbe giocare  il fatto che la norma metterebbe seriamente a rischio l’Udc, ma non si sa mai. In questo caso di legge ultra-liberticida forse occorrerebbe pensare ad un listone unico in difesa della democrazia contro il golpe partitocratico.

Ma, insomma, sino a quando non vediamo la legge elettorale è inutile fare accordi prematuri, ripetendo l’errore di Nichi.

Aldo Giannuli
Fonte: www.aldogiannuli.it
Link: http://www.aldogiannuli.it/2012/08/se-grillo-e-landini%E2%80%A6/#more-2266
23.08.2012

Pubblicato da Davide

  • RicBo

    che articolo inutile.

  • radisol

    Concordo largamente sulla inutilità pratica, al momento, di questo articolo …. ma non è difficile immaginare che è proprio di questo che stanno discutendo tutti i soggetti interessati … è comunque evidente, checchè ne dica Bersani, probabile vittima sacrificale di tutto questo ambaradan gestito saldamente da Napolitano, che si sta lavorando, all’interno della attuale maggioranza, per perpetuare Monti o qualcosa di molto simile anche dopo le elezioni ….con tutto quello che ciò comporterebbe …. il che indubbiamente meriterebbe una reazione di massa, non solo in termini di possibili e futuribili alleanze elettorali ….

  • rebel69

    Aria fritta

  • RicBo

    ma quale reazione di massa… c’è una lotta di potere fra nuove e vecchie fazioni della borghesia italiana, giocata a colpi di clientelismo e promesse elettorali (il nuovo concorso nella scuola ne è un chiaro esempio). il popolo bue ci cadrà ancora una volta, come sempre, ed accetterà l’elemosina mentre la fazione vincente si spartirà la poca torta rimasta, svendendo il poco patrimonio pubblico rimasto. comincio a desiderare una perdita totale della sovranità. che ci governi direttamente la Merkel, farebbe sicuramente meglio.

  • Georgejefferson

    Gia,non avrebbe piu impicci dai cialtroni nostrani e i loro privilegi spianando la strada avviata al mercato di sbocco e masse di manodopera a basso costo a mantenere il welfare tedesco

  • IVANOE

    Landini è come di pietro sono uomini del sistema per contollare i peonese, imbonirli e prevenire sul nascere (segnalando ovviamente alla polizia gli eversivi…). Giannulli è uno dei tanti che stà tentando in tutti i modi di infiltrare il movimento per corromperlo…
    Se avesse voluto Landini che si definisce un capo “rivoltoso” dopo la tigna della fiat che se e frega delle sentenze della giustizia già avrebbe dovuto scatenare l’inferno…
    Non credo che grillo sia da meno… solo che il movimento a preso piede e non sarà facile subito fermarlo..

  • Jor-el

    Landini è il nemico più insidioso dei lavoratori. Sarà sempre contro i precari, i lavoratori autonomi e i disoccupati perchè la base del suo consenso è costituita dagli operai a reddito garantito. La sua politica sarà sempre e comunque la DIFESA del posto di lavoro e della legislazione ad essa legata e, quindi, sarà sempre difesa dello status quo. Landini, per definizione, non può cambiare nulla.

  • radisol

    In politica, anche nei tempi di merda che stiamo vivendo, ogni azione ha comunque qualche tipo di effetto … è innegabile, ad esempio, che il fatto che in Grecia Syriza sia il secondo partito sta innegabilmente influenzando il premier Samaras che, pur succube alle indicazioni della “troika”, sta quantomeno chiedendo tempo ….. non sarà granchè ma se Samaras e c. avessero totale mano libera sarebbe sicuramente ancora peggio …. è vero che pure in Grecia, al momento elettorale, i “comunisti tradizionalisti e stalinisti” si sono tenuti per conto loro, cosa che forse poteva portare, se non lo avessero fatto, ad una vittoria della coalizione di sinistra, anche se in politica 1 + 1 non sempre fa 2 …. ma qui è ancora peggio …. qui c’è il rischio che tutte le opposizioni si presentino in totale ordine sparso … naturalmente tra le opposizioni non considero Sel che la sua scelta ( di merda ) l’ha già fatta …. col rischio di non riuscire poi nemmeno minimamente ad influenzare alcunchè … quando parlavo di “pressione di massa” comunque è evidente che non mi riferivo granchè ai partiti …. pensavo più ai movimenti sociali ed alla mobilitazione di piazza, tra i quali indubbiamente, pur con tutte le difficoltà, la Fiom un suo ruolo lo potrebbe giocare …

  • radisol

    “gli operai a reddito garantito” …. e dove stanno più ? quando va bene guadagnano 1.200 euro, più o meno come l’ultimo degli statali, quando va meno bene ma ancora benino ne prendono ( ormai per non più di un anno) 800/900 di cassa integrazione, quando va male ( e succede sempre di più ) semplicemente sono senza reddito …. e questo persino alla Ferrari ed alla Maserati …. cioè nelle “fabbriche del lusso” che ancora vendono ….. figuriamoci nelle fabbriche “normali” , ormai tutte in crisi per mancanza di vendite ….

  • radisol

    Il limite vero di Landini è ben altro … da un lato la voglia di passare dal sindacato propriamente detto alla politica … scelta obbligata perchè ormai il lavoro non ha alcuna rappresentanza politica …. dall’altro lato però non rompe definitivamente con la Cgil …. che di politica ne fà tutta un’altra, di fatto fiancheggiando il Pd che, persino da formale statuto costituente, non ha ormai più niente di nemmeno lontanamente “laburista” come concezione …. in più nei mesi scorsi Landini aveva certamente pure sbagliato interlocutore principale … Vendola … ed ora se n’è accorto …. ma la sua contraddizione di fondo che è quella che dicevo prima rimane tutta …. rimane il fatto che però, tra gli attuali oppositori ad ogni livello, Landini è l’unico che ha veramente “truppe da schierare” ….. truppe fatte di “gente in carne ed ossa” …. e non si muove solo a livello internettiano e mediatico … come invece fa, sia pure con discreto successo, anche il buon Grillo ….

  • RicBo

    radisol sai bene quanto me che in questo momento l’unico movimento che conta è quello verso la poltrona parlamentaria o comunque una posizione di potere, questo vale per quelli di Sel come per i grillini. ovvio che esistono le eccezioni e le anime belle ma non fanno altro che confermare questa regola. e questo non è pessimismo ma puro realismo di chi osserva la società italiana “dal di fuori”

  • Jor-el

    Appunto, questo è il frutto della politica lavorista dei sindacati, di cui Landini è l’ultimo esponente. La sola differenza che c’è fra lui e i caporioni ex confederali e che mentre tutti i suoi colleghi pensano solo a piazzarsi alle dipendenze di qualche multinazionale, lui cerca ancora di fare il sindacalista, se pur con risultati scarsi. La busta paga degli operai è il termometro del tradimento dei sindacati.

  • Giancarlo54

    Io sono “tedescofilo” ma si ci governerà la Merkel faremo la stessa fine, noi tutti italiani del nord e del sud, la fine che fecero gli itaiani del sud dopo il 1861. Siamo fottuti, ripeto, FOTTUTI, in ogni caso. Rassegnatevi/rassegnamoci

  • Truman

    RicBo ha scritto:

    che articolo inutile.

    Credo potresti numerare i tuoi commenti da uno a dieci per evitare di sforzarti. Quello qui sopra andrebbe bene come numero uno. Pensaci, potresti digitare semplicemente “1”.