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SE GLI UFFIZI DIVENTANO UN MUSEO A ORE

DI TOMASO MONTANARI
ilfattoquotidiano.it

Domenica scorsa Madonna ha noleggiato gli Uffizi. Così la popstar ha potuto vedere i quadri del popolo italiano senza il popolo italiano tra i piedi, e col vantaggio di noleggiare contestualmente anche la soprintendente di Firenze, che le ha fatto da guida di lusso. Il giorno dopo, lo stilista Stefano Ricci ha organizzato due sfilate nel Corridoio di Ponente degli Uffizi: una è stata aperta da una tribù di Masai, che correvano brandendo scudi e lance di fronte al Laocoonte di Baccio Bandinelli, sotto lo sguardo incredulo dei ritratti cinquecenteschi della Gioviana. Per la gioia di un Occidente narcisista e neocoloniale che balla sull’abisso, tutto è merce, tutto è in vendita: gli abiti griffati, il museo e perfino i Masai, portati a Firenze come bestie da serraglio e numero da circo.

Le cronache locali permettono di capire che il vero tema della serata non erano gli abiti, né tantomeno la storia dell’arte, ma il lusso come valore assoluto: il parterre comprendeva “uno stuolo di clienti danarosi arrivati per l’occasione dai cinque continenti, molti dei quali hanno dovuto ripiegare sull’aeroporto di Pisa per parcheggiare il loro jet privato”. Alcune fotografie – che sembrano ritagliate da Roma di Federico Fellini – documentano poi la cena “esclusivissima” che l’Enoteca Pinchiorri ha servito sulla terrazza degli Uffizi, ospite d’onore un Matteo Renzi immemore dell’austerità che grava sul Paese che egli si candida a guidare.

Una nota comunica che, in questo trionfo della sobrietà, l’obolo pagato per ‘privatizzare’ i pubblici Uffizi è stato davvero risibile: 30.000 euro. È vero che altri 100.000 euro Ricci li ha spesi per realizzare l’impianto di illuminazione della Loggia dei Lanzi da lui stesso progettato, ma parliamo di cifre irrilevanti. Pochi giorni fa, per esempio, il Louvre ha accolto un ricevimento di Ferragamo, che aveva sponsorizzato la mostra di Leonardo. Nemmeno quello è stato un bel segnale, ma i francesi hanno tenuto la sfilata fuori dalle sale del Museo, ben alla larga dalle opere (tutto si è svolto nel Peristilio Denon): e ciò nondimeno hanno ottenuto “alcuni milioni”. Come dire: se si arriva a vendere il decoro pubblico, almeno che lo si venda caro. Ma il punto non è questo. Gli Uffizi noleggiati a ore, appartengono oggi al popolo italiano. Che li mantiene con le proprie sudatissime tasse non perché siano ‘belli’, ma perché sono un potentissimo strumento di educazione alla cittadinanza e di innalzamento spirituale. L’articolo 3 della Costituzione affida alla Repubblica il compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Il patrimonio storico e artistico della nazione (menzionato – caso unico al mondo – sempre tra i principi fondamentali della Carta, pochi articoli dopo) è precisamente uno degli strumenti che permettono alla Repubblica di rimuovere quegli ostacoli, e di rendere effettiva la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. Uscito da una messa in cui aveva sentito predicare gli atti di misericordia corporale, il piccolo Luigi Pirandello tornò a casa seminudo perché aveva rivestito del suo abito un bambino che aveva visto coperto di stracci. Ma, una volta a casa, egli venne aspramente rimproverato: e comprese, una volta per tutte, che nessuno prendeva sul serio il cristianesimo. Allo stesso modo, ogni tentativo di mostrare il valore civile dei musei è annullato dal noleggio degli Uffizi.

Se gli Uffizi diventano lo sfondo della “quaglia farcita ai funghi porcini con fagioli al fiasco”; se gli Uffizi diventano una location dove ostentare e celebrare l’onnipotenza del lusso, la diseguaglianza sociale ed economica e il trionfo del denaro di pochi; se gli Uffizi diventano la prosecuzione delle scarpe e delle borse con altri mezzi; se gli Uffizi vengono risucchiati da questo turbine di volgarità e ignoranza provinciali; se non è più possibile distinguere tra gli Uffizi e il Billionaire, ebbene, la Repubblica italiana prende un potentissimo strumento di educazione e di eguaglianza, che mantiene a caro prezzo con i soldi di tutti, e lo trasforma deliberatamente in un altrettanto potente mezzo di diseducazione e discriminazione.

Come dice il comico americano Bill Hicks, “piantatela di mettere il maledetto segno del dollaro su ogni fottuta cosa di questo pianeta”.

Tomaso Montanari
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/26/se-gli-uffizi-diventano-un-museo-a-ore/
26.06.2012

Pubblicato da Davide

  • VeniWeedyVici

    Complimenti per l’ ipocrisia, giornale atlantista e filonegri (é una cosa di sinistra). Non mi venite a raccontare queste cose lagnandovi, perché i negri che scorrazzano davanti al Laocoonte li volete voi. E complimenti per la chiusura: “come dice il comico americano…” Sono schizofrenici come minimo.

  • dana74

    Firenze è sempre più indecente.
    Ma che senso ha tirare fuori l’art 3 della Costituzione, anch’essa è stata venduta in nome del dogma europeista.Quell’europa eretta nel nome dei mercati tanto cari alla sinistra “cashmere e caviale” ma si lamenta della scarsa solidarietà, che Hollande ha chiarito essere coincidente con gli “eurobond”….
    La Ue, il FMI, la BM e la finanza vuole che si privatizzi tutto (sì certo è tutta colpa della Germania lo dice il msm), è stato accordato così anche dall’intellighenzia radical chic che Renzi degnamente rappresenta (ha già privatizzato la compagnia dei trasporti nonché asili nido per non parlare dell’acqua)…
    Al posto dei Masai al prossimo giro metterà i siriani “salvati” dal despota Assad?

  • Aironeblu

    MADONNA… Mi viene quasi da bestemmiare…. Purtroppo dovremo abituarci a queste esibizioni di sfarzo e servilismo, che ci riporteranno di giorno in giorno alla vecchia divisione sociale in aristocratici e plebei, con tutta la volgarità che possono esprimere questi “arstocratici” contemporanei.

  • misunderestimated

    Tribù di Masai che brandiscono lance e scudi negli Uffizi, con camerieri in livrea che stappano bottiglie di Bollinger per un pubblico facoltoso.

    Ma che cazzo è? “Salò o le 120 giornate di Sodoma”?

  • Simulacres

    Non c’è che dire: una bella referenza dal punto di vista dell’immagine, quale metafora della puttanizzazione italiota.

    Una vera colonia marchettara poco sfruttata.

  • Tonguessy

    Splendido articolo. Tutto è in vendita, Storia, Cultura e Dignità comprese. Con i saldi di fine stagione a basso prezzo, per giunta. Forse esiste una relazione tra nani, ballerine, kitsch, compravendite, svendite, transumanze e la proposta dello psiconano di sostenere Renzi……

  • bagumako

    Non ti hanno spiegato che si può essere anti-NWO senza essere razzisti? Non ci arrivi dalla purezza delle tue italiche origini? Grande conoscitore della storia del tuo popolo.. Ah, divertiti nei prossimi anni nell’Italia multietnica..

  • Kevin

    Bell’articolo. Chissà cosa ne pensa Sgarbi di questa faccenda 🙂

  • Allarmerosso

    Che è pure idota perchè l’ha pagato 30.000 euro lui i musei se li faceva aprire gratis.

  • Kevin

    Ahahah

  • giorgiolx

    che poi pura razza italiana…quale? quella sopravvissuta al passaggio di orde di greci? tunisino/cartaginesi? normanni? arabi/mori? spagnoli? francesi? austriaci? tedesco-lanzichenecchi? americani? mongoli/unni/goti/insomma barbari in genere? blablabla’ …cercasi puro italiano 100%…un po come il vero milanese 100% :D:D:D