SCUSATE ! SCUSATE! SCUSATE ! AD NAUSEAM (IL POST CENSURATO DA FACEBOOK)

SCUSATE ! SCUSATE! SCUSATE ! AD NAUSEAM (IL POST CENSURATO DA FACEBOOK)

DI ROUA NABOULSI

lesakerfrancophone.net

Questo post è stato censurato da Facebook. Ecco quanto riporta al proposito un articolo di Russia Today: “questo post ha avuto 9000 condivisioni e 12000 like, prima che Facebook lo rimuovesse lunedì perché non avrebbe rispettato le sue regole. In seguito all’inchiesta di Russia Today, il gigante dei social media ha ripubblicato il post ammettendo di aver fatto un errore”.

Quel che è successo ieri sera a Parigi è terribile. Ho fatto tardi per seguire le informazioni, non riuscivo a crederci, e chiedo sinceramente scusa a tutte le persone toccate da questi orribili attacchi. Com’era prevedibile, la comunità internazionale ha risposto dimostrando a Parigi una solidarietà inossidabile.

Il giorno prima al mio paese, il Libano, è esplosa una bomba che ha ucciso 43 persone. Nessuno ha pregato per noi. Nessuno si è fatto un esame di coscienza. Nessun leader mondiale ha tenuto per noi discorsi a notte fonda. Nessuno ha cambiato la foto del proprio profilo. Non c’era alcun hashtag. Facebook non ha attivato l’opzione con cui si faceva sapere: “sono sano e salvo”. Solo silenzio. In Siria è pure peggio: una sofferenza per ogni parola scritta e centellinata su Facebook. La Siria non ha diritto a nulla. Solo altro silenzio.

Nel solo mese di ottobre 73 palestinesi sono stati uccisi da Israele. Silenzio.

Il mese scorso quasi 100 persone sono state uccise dalle bombe esplose nel corso di una manifestazione pacifica ad Ankara. Altro silenzio.

Quest’anno almeno 3500 persone sono state uccise nelle guerre in corso in Nigeria, Camerun, Ciad e Niger. Silenzio.

A questo punto non sono nemmeno più arrabbiata, sono solo stanca. Sfinita. Sfinita perché un attacco che provoca 2300 morti in una prigione a cielo aperto come Gaza non riceve quasi alcuna attenzione, ma appena succede qualcosa in Europa, o appena qualcosa succede ai bianchi, tutti sono scossi, e sinceramente credo che lo siano in buona fede.

Non sto dicendo che non bisogna essere scossi. Non sto dicendo che le persone che ieri hanno perso la vita non meritano le nostre lacrime, perché ovviamente le meritano. Erano persone innocenti, e ora sono morte. In quanto arabi, sappiamo più di chiunque altro quanto è doloroso, e dovremo tutti quanti conservare il loro ricordo.

Ma quanto a noi… Non meritiamo anche noi qualche lacrima? Forse non siamo sufficientemente umani? Siamo forse troppo arabi per voi? Troppo neri per voi? Troppo “altri” per voi? Davvero per voi è così difficile compatirci per via del colore della nostra pelle? E invece, non una parola.

E poi, come se non bastasse, c’è dell’altro. Dopo la scarsa considerazione che avete per noi, ci colpite. Ma fino a che punto, come esseri umani, siamo insignificanti, inferiori? È qui che arriva il meglio. La parte che preferisco. Doverci scusare. Ci viene richiesto di scusarci. Si pretende che lo facciamo. Ora NOI dobbiamo scusarci per le azioni peggiori che da lunghissimo tempo i barbari ci fanno subire. Noi siamo le vittime. Quel che voi patite per mano di questi estremisti è una frazione minuscola di quello che patisce la Siria. Di quel che patisce il Libano. Lo subiamo regolarmente ogni giorno, senza eccezioni. E adesso, come si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto, ci vien domandato di chiedere scusa. Ci considerano responsabili. Le principali vittime e i rifugiati di questa tragedia devono pagare. Come se non avessimo già abbondantemente pagato con il nostro sangue, la nostra terra e la nostra dignità.

Scusate! Chiediamo scusa a voi, che avete occupato le nostre terre, le avete spolpate, ve le siete spartite fra di voi come se si trattasse di oro.

Scusate! A voi, che ci avete derubato delle nostre ricchezze, della nostra dignità e della nostra libertà.

Scusate! A voi nell’andarvene via avete lasciato dietro di voi solo rabbia e rovine

Scusate! A nome di coloro che, disillusi, marginalizzati e lasciati rimanere indietro, si sono gettati a corpo morto nell’estremismo

Scusate! A voi che state soffrendo per la loro barbarie

Scusate! A voi che li autorizzate a farci subire tutto questo, che li incoraggiate e che fornite loro le risorse di cui hanno bisogno per nutrirsi. Vi chiediamo scusa se, in fin dei conti, si sono rivoltate contro di voi.

Scusate! Se sono venuti a cercarvi.

Vi chiediamo scusa. Sperando che troverete ragioni per perdonarci».

Roua Naboulsi

Fonte: http://lesakerfrancophone.net

Link: http://lesakerfrancophone.net/pardon/

16.11.2016

Traduzione a cura di MARTINO LAURENTI per www.comedonchisciotte.org



Nota del Saker Francophone:

Un’ultima domanda: “perché questi attentati colpiscono sempre la gente comune, che non ha alcun potere decisionale, senza toccare gli interessi di chi conduce le danze?”


Commenti (33)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Lif 29 novembre 2015

      Quanta fuffa... Parli di ideologie e rifiuti le etnie, che sono più concrete, peccato che poi (ideologicamente) ti inventi una etnia che non esiste, quella "mediterranea". Le idee che professi sono il prodotto, anzi sono le scorie di mode ideologiche tutte europee (del sud, del nord, dell'ovest e dell'est). Se non conosci la storia politico-ideologica europea, di cui tu sei un figlio, è un tuo problema. In ultimo, i nordafricani e gli arabi sono un problema? Sì, soprattutto perché non vengono messi in luce, sempre a causa di quelle mode ideologiche, nel giusto modo. La propaganda francese, al contrario, è pane quotidiano, fin troppo presente nelle tavole.

    1. A-Zero 26 novembre 2015

      Se proprio devo seguirti, l'unica etnia cui mi vienen da assimilarmi è, vagamente , un "mediterraneo". In vita mia ho subito la bella cultura di essere trattato da terrone, quiindi che ti devo dire che la mia etnia è quella del nord italia? Quella scandivana? Non so, fai tu.

      Si ho capito, sono stati i magrebini a colonizzare la francia. Sono delgi stronzi atavici in quanot magrebini. Ho detto bene?

      Quando dico "me ne sbatto dell'etnia", io dico la verità da individuo. E' la mia vita. Potrai non crederci, ma per me è così (a parte capire qual'è la mia etnia, quella calpestata dai piemontesi? Quella razzisticamente trattata dai nor-italiaoti?).

      Prodotto pan-europeo? Ma che cosa vuol dire? Parlo da individuo?

      Ma tu sei un individuo o un prodotto etnico? Mi dici a quale tribù appartieni?

      A parte gli scherzi (però per me è tutta una roba demenziale la tua), ma non hai il coraggio di dire chiaramente la tua prospettiva ideologica? Io l'ho detta la mia, ti piaccia o no.

      E poi perchè non ti esprimi sulla necessità di demistificare la grancassa propagandistica dello stato francese?

      Ti stanno sulle palle i magrebini? E i mezzi arabi come i terroni? (sempre rimanendo alla demenzialità per cui non possono esistere individui, ma solo birilli etnici).

    1. Lif 25 novembre 2015

      Sei "culturalmente mediterraneo"? Peccato che lo sbattersene dell'etnia è proprio un prodotto (che adesso non discuto nel dettaglio) paneuropeo, derivante da scelte storiche, ideologie e mode degli ultimi secoli, con un posto di rilievo di quelli che tu chiami "normanni". Fuori dall'Europa, dell'etnia se ne sbattono al massimo per meglio lasciar spazio ad una qualche religione. Difficilmente altro.

      Il resto che dici, a parte un po' giocare con le parole, è la solita solfa sugli "ultimi", presunti tali, che evidentemente per te non andrebbero messi in discussione come tali. Be', i nordafricani e gli arabi (anche in Francia) non sono "ultimi", né vittime.

    1. A-Zero 24 novembre 2015

      Non conossco Boas, non capisco che vuoi significa per te la separazione biologico/culturale; non trovo nessun senso nell'asserzione "o crdiamo che tutto è meccanico o no", non significa niente. Credere è una cosa, conoscere è un'altra cosa. Meccanico è una nostra inerpretazione della realtà.

      Non cpaisco questo che dici. Io parlo e tu fischi e viceversa. Ti parlo di dmonio e gerarchia sociale e dici ... non dici niente. Non ti piace parlarne. Bon.

      Ri-ripeto: il mio intervento vuole smontare la superiorità culturale della Grande Francia. Se c'è stata emigrazione di massa dal Nord Africa proprio in Francia io me lo spiego anche con il fatto che la Francia ha fatto del Nord Africa la sua colonia. Se dal nord africa vanno verso al francia, se dalla periferia vanno al cnetor industriale dell'impero me lo spiego con il fatto che così sono le forze detemrinanti: condividono una stessa lingua, e i più poveri vanno verso le zone più ricche e alle zone più ricche la povertà serve come merce umana.

      A te non frega niente di questo perchè adesso c'è una frittatat sociale: l'ho creata io? Se la sono inventata i magrebini? Hanno voluto l'impero? Adesso hanno le suburbe. Volete stemrinarli? Sterminateli. Guerra. Stermitatevi.

      Devo fare parte anche io della crociata? Ma se io culturalmente sono mediterraneo che cazzo ci devo fare con i normanni? Ma a che livello di demenza devo scendere?

      Ma io ponevo l'accento sull'individuo libero. Comunque tutti lo siamo.

      Sai che mi rompe Lif? Che adesso sembra per molti che l'unico modo di contrastare il globalismo sia l'etnocentrismo. Secondo me è una cagata pazzesca. Soprattutto il non voler più considerare l'individuo e le prospettie di libertà eprchè si acocmuna tutto al presunto individualismo globalista e capitalista: ma quello non è individuo, è merce. E l'individuo etnico non è un individuo libero, esiste solo in funzione dle clan. Io me ne sbatto dell'etnia da cui provengo se è di limitazione alla mia libertà (non mi riferisco alla libertà mercantile o liberale).

      Basta dai. Non c'è verso di comprendersi.

      Sterminatevi.

    1. Lif 24 novembre 2015

      No, io non credo al dominio, singolarmente inteso, perché ha il difetto di essere appunto il risultato di una ricerca, di uno studio, di una analisi. E di non lasciar essere i vari accadimenti accaduti, accadenti, accadibili. Certo, mi sembra anche giusto che ci siano o possano esserci delle costanti o almeno delle similitudini, così come dei meccanismi ripresentantisi date certe condizioni, ma o crediamo che tutto è appunto meccanico oppure non lo crediamo. Ed io neanche credo nell'umanità, come realtà individuabile e coesa, se non al massimo in campo biologico-antropologico. In pratica la penso come Franz Boas, per cui cultura e biologia sono (sufficientemente) separate. Al massimo credo nell'umanità come progetto in corso, voluto da alcuni, per ragioni ideologiche, che si somma e si sommerà, a quel punto sì, in futuro, ad un dominio. Avendo nel frattempo eliminato ogni diversità, ogni cultura, ogni pensiero altro, ecc. In pratica, essendo separate cultura e biologia, allora si renderà tutto simile, eliminando ogni esperienza differente nella Storia. Ed è per quello che preferisco la libertà, declinata in senso etno-culturale, all'uguaglianza, specie se declinata in senso globalista/internazionalista/capitalista e ogni -ismo possibile di questo tenore.

      Anche per questo diventano importanti le storie minime (che non sono quelle individuali, ovviamente), soprattutto se radicate, ossia se indicano che, dato un gruppo umano, certe questioni e certi fenomeni si ripresentano. La popolazione nordafricana in Francia ha un problema con la violenza ed è questo che ha portato i voti al FN. Non è il razzismo: negli ultimi 40 anni quali sono i gravi episodi razzisti in Francia, ad opera di autoctoni, dato anche che, nonostante tutto, l'immigrazione non si è fermata? Non è la povertà: già negli anni '70 c'era un problema economico complessivo in Francia, data la crisi di allora, eppure ricongiungimenti famigliari e nuovi arrivi non sono stati (per scelta ideologica) bloccati, né l'assistenza sociale ridotta.

      Quindi il risentimento a cosa era/è dovuto? Le moschee venivano pagate anche dallo Stato francese. Le periferie venivano anche inondate di aiuti, se piene di allogeni ( http://euroholocaust.blogspot.it/2015/11/banlieues-non-piu-francesi.html [euroholocaust.blogspot.it] ). Eppure ciò non ha impedito il proselitismo violento e/o comunitarista. Non ha impedito che i mezzi dei vigili del fuoco o le ambulanze o le scuole venissero incendiate o prese a sassate. Non ha impedito un'ondata di violenza senza precedenti nella Storia francese, fatta di bande di strada, violenze sessuali, spaccio di droga, ecc., senza che ci potessero essere le ragioni o le scuse del Meridione italiano o degli afro-americani. E anche senza statistiche etniche, in Francia è ben risaputo che soprattutto arabi (e subsahariani) sono i maggiori autori di crimini, perché, fuori dall'assenza di statistiche etniche, escono allo scoperto comunque i nomi, i volti, i quartieri, ecc.

      Perché? Da ciò vengono le due domande che ho fatto precedentemente, sull'emigrazione araba verso la Francia e sul silenzio arabo in Francia riguardo le "primavere arabe". Tu sembri chiederti in cosa sarebbero diversi questi dagli scandinavi. La risposta è: chi se ne frega. Il punto è l'esistenza del problema e le sue cause. Ecco perché la doppia domanda? Non c'è un problema scandinavo, come non c'è un problema filippino o coreano. Ma nel centro di Marsiglia o nell'hinterland parigino chiunque sa qual'è la questione.

    1. A-Zero 24 novembre 2015


      In risposta a Lif:

      Lif: “Perché se dico che l'ISIS nasce da questi, ed A-Zero vede una sorta di nemesi storica

      No, non faccio questo discorso della nemesi storica arabi vs. francesi. Adesso ho capito che non lo fai neanche tu il discorso della nemesi storica, ma hai fatto il discorso della nemesi attuale, un po’ meno storica, al passato prossimo quando hai scritto “Perché l'ISIS è il sedimentarsi di molti errori occidentali, ma, soprattutto, è il sedimentarsi della voglia di vendicarsi di parte del rimanente esercito iracheno …” Tu hai scritto di vendetta, cioè nemesi.

      Ripeto, per aiutare nella comprensione di me, che ho riportato un episodio di repressione e razzismo francese (mo’ neghiamo pure il colonialismo e le ideologie positiviste e nazionaliste che hanno avuto culla anche in Francia nell’ottocento?) per demistificare l’attuale, presente, propaganda ideologica di superiorità morale del bianco, francese, occidentale, ecc …

      Guarda, esistono anche episodi di progrom francesi contro lavoratori pezzenti italiani emigrati nel sud della Francia a fine ottocento, lo dico tanto per beneficio culturale di tutti, en passant (Fatti di Aigues Mortes: http://www.provincia.asti.it/hosting/moncalvo/boll9htm/aigues.htm, magari sono fatti presunti, vero?)

      Quindi tu dici che nel caso dell’attuale Stato Islamico siamo di fronte a una nemesi attuale ( “…sedimentarsi della voglia di vendicarsi di parte del rimanente esercito iracheno …”) e non a una nemesi storica. Va bene, lo posso comprendere e anche accettare, pur non sapendo quali conseguenze interpretative poi possa avere questa constatazione.

      Lif, tu scrivi anche: “Io credo che il terrorismo sia pedina, non inconsapevole, di qualcosa non ancora esplicito che è una possibile guerra tra (parte) dell'Occidente e (parte) delle Monarchie arabe, non per ragioni culturali, ma per mero mutamento del peso geopolitico mondiale. Il fatto che entrambi pensino di poter usare quella pedina non cambia la questione.”

      Ok, anche questa è una ipotesi plausibile per me. Ci può stare, sarebbe meglio saperne di più. E credo che il saperne di più possa venire dal seguire le precise responsabilità dei dominanti (potenti, politici, padroni, ecc …) che non macinare sul campo ideologie massali un tanto al quintale come quella delle generiche “colpe” di massa e dei pregiudizi razziali di massa; che ricadono sempre sugli strati inferiori delle gerarchie sociali.

      Ancora Lif: “Ora, A-Zero fa un discorso sui domini, però la questione degli immigrati nordafricani in Francia è anche tutta di violenze, di fatti minimi quotidiani e odiosi, in cui i domini come li intende lui rientrano in maniera opinabile, …”
      Qui viene un punto importante.

      Il discorso sulla violenza minima e quotidiana (secondo il tuo conoscere e il tuo sentire) degli immigrati nordafricani che vuol dire? Che sono violenti perché nord-africani? Se fossero immigrati, che so, scandinavi, non ci sarebbe violenza alcuna perché culturalmente scandinavi? Perché storicamente la cultura vikinga ha ispirato il buddhismo? E’ qualcosa di innato, storico? Perché la cultura islamica è violenta, mentre tutta la cultura europea è “storicamente pacifica”? Non so … Si per me la cultura islamica è tanto violenta quanto quella cristiana o scandinava, su questa strada non so che posso dirti di più …

      Allora la pace sociale funzionale al dominio e al capitale dipende solo dalle culture storiche o dagli assetti genetici di chi può stare pacificato nelle batterie urbane e chi è riottoso? Il dominio e l’assetto sociale sono cose astratte? Ma dunque il dominio è cosa astratta? Come lo devo chiamare, il “potere”?

      E qui veniamo al punto del dominio. Vedi, Lif, io non ho parlato di “domini” al plurale; al contrario io parlo di “DOMINIO” al singolare. Tornando al discorso della razionalità (vera o presunta degli umani, si proprio quelli che si sono auto-fregiati dell’appellativo “sapiens sapiens” proprio per esorcizzare l’idea di esseri idioti), ma per razionalità cosa posso intendere? Vediamo un po’ … ecco .. una cosa che mi sembra esempio di razionalità: cercare e trovare una costante invariabile in mezzo a una moltitudine di fenomenicità variabili, diverse, cangianti. Sbaglio? La scienza non è forse la ricerca di leggi, principi, algoritmi costanti, e cos’ ripetibili, all’interno di tutta una fenomenologia cangiante? Sbaglio?

      E dunque per questo che individuo nella costante del “DOMINIO” (e non lo appello con un generico e ambiguo termine di potere, perché anche io ho il mio potere come tu il tuo). Io dico che l’arte del dominio è costante nella storia e fra i vari popoli. E pongo sotto il riflettore il DOMINIO di umani su altri umani e sul resto degli esseri e dell’ambiente in cui vivono. E’ costante la costruzione della gerarchia sociale perseguita dal dominio. Il dominio (o governo o come altro diavolo ti pare chiamarlo) serve a separare la produzione dalla riproduzione autonoma e controllare la produzione. Un controllo da parte di pochi ai danni di molti.

      Quindi il mio discorso è rivolto ai “pochissimi” individui liberi, che ritengono la libertà propria e degli altri qualcosa di rischioso si (come la vita tutta), ma di essenziale dell’umano o essere umano o come diavolo vogliamo appellarci. Parlo dell’autonomia dei singoli e della loro libertà di associarsi. Poi c’è la gerarchia e ci sono i diversi campi gerarchici in cui attrupparsi, in cui il dominio (persone fisiche non fantasmi) ti riconosce la facoltà di vivere o sopravvivere a seconda dei casi.

      Tutto questo mio pippone per dire, sempre ai pochissimi, che sarebbe ora di rinverdire la solidarietà fra tutti gli sfruttati, gli spossessati e i dissidenti di qualunque chiesa e gerarchia sociale. E per solidarietà non intendo una generica “elemosina”, ma il contributo fattivo alla liberazione reciproca.

      Chiudo e ringrazio Lif per l’occasione di dialogo.

    1. Lif 23 novembre 2015

      Mi ricito:
      "Falso è anche che essi siano una necessaria nemesi storica. Che si
      possano vedere come tali è invece ovvio, ma che lo siano effettivamente
      no. Controprova? Mi citate il massacro parigino (vero o presunto) del 17
      ottobre 1961? Bene, una volta liberata l'Algeria e cacciati gli europei
      da essa e dal Nord Africa, perché dieci anni dopo accorrono in massa da
      quei Paesi verso la Francia? E poi, perché quando esplodono, manovrate o
      no, non fa differenza, le "primavere arabe", le periferie francesi
      piene di arabi non si sollevano? Riuscite a spiegare razionalmente il perché?
      "

      Noto che questi spunti non vengono colti. Geopardy cita l'emigrazione verso Paesi arabi o verso la Germania di alcuni italiani, mi pare di capire per evidenziare una qualche contraddizione nel mio sottolineare quanto detto sopra. Rispondo che pochi italiani verso i Paesi arabi e molti italiani verso la Germania sono fenomeni tra loro differenti, poi assolutamente distanti da quanto riporto io. Perché i pochi verso i lidi arabi seguono solo il denaro (con l'invasione araba vecchia di secoli, quindi diffidenza storica non troppo viva, suppongo), mentre i molti verso cruccolandia seguono i soldi, la figa tedesca, la birra, Berlino-quanto-é-moderna, la filosofia, ecc, ecc. I tedeschi, antipatici quanto vuoi, sono diversamente europei, la cui storia interagisce da molto vicino con quella italiana da secoli. Detto questo, tornate alle mie domande.

      Certo, Geopardy fa una lunga lista di questioni, molte delle quali da me condivise, dato che molte immigrazioni sono anche artatamente causate, ma con ciò? Gli arabi però perché hanno continuato ad emigrare in massa in Francia, nonostante tutto quel che è successo sino agli anni '60? Perché hanno continuato ad emigrarci se vedevano l'andazzo dagli anni '80, almeno? Eppure Geopardy afferma, giustamente, che certe immigrazioni, da un certo punto in poi, si fermano.

      Ora, andando oltre Geopardy e venendo semmai ad A-Zero, che dovrebbero entrarci i ragazzetti nordafricani (specie quelli vissuti o nati in Francia) con parte dei militari iracheni? Perché se dico che l'ISIS nasce da questi, ed A-Zero vede una sorta di nemesi storica, a quel piccolo gruppo dovrebbe limitarsi. Tutto il resto che compone l'ISIS dovrebbe essere una nemesi storica? E no! Perché? Io non lo dico. Non so lui. Io credo che il terrorismo sia pedina, non inconsapevole, di qualcosa non ancora esplicito che è una possibile guerra tra (parte) dell'Occidente e (parte) delle Monarchie arabe, non per ragioni culturali, ma per mero mutamento del peso geopolitico mondiale. Il fatto che entrambi pensino di poter usare quella pedina non cambia la questione.

      Dato questo, tutti i discorsi sono fattibili, non per "deriva dei significati", ma perché concretamente le questioni sullo "stato di polizia", del "controllo totale", dei "false flag", ecc., sono possibili. Anche il fatto che (parte) dell'Occidente pensi di poter usare (parte) della Monarchie arabe per creare aree di crisi utili, almeno, ad ostacolare russi e cinesi. Si può essere in guerra e allo stesso tempo usarsi per fini ulteriori.

      Ora, A-Zero fa un discorso sui domini, però la questione degli immigrati nordafricani in Francia è anche tutta di violenze, di fatti minimi quotidiani e odiosi, in cui i domini come li intende lui rientrano in maniera opinabile, perché si tratta di storie individuali in cui si mostra semmai la caratura sociale e culturale dei protagonisti. Le periferie francesi non sono il Meridione d'Italia, che può essere giustificato dal modo in cui è nata la nostra nazione. Le periferie francesi, in qualche modo, nascevano vergini. Erano gli arabi che si portavano, se volevano farlo, le vicende d'altrove (quelle in terra direttamente europea erano estremamente più limitate). Ma a che pro farlo, proprio perché emigravano? E da lì nascono le contraddizioni che ho segnalato, in particolare quella post-primavere arabe, con le periferie francesi che stanno zitte. Se non ci poniamo qualche domanda su tutto questo, allora stiamo sviando dalla realtà.

    1. Lif 23 novembre 2015

      Tralasciando gli insulti gratuiti e senza senso degli altri, invito tutti, compreso te, a "postare" meno e prendersi un po' più di tempo per comprendere quello che gli altri scrivono. Non mi pare di avere espresso una posizione sull'idea, non di certo mia, della separazione territoriale tra palestinesi e sionisti, che, evitando ipocrisie, sarebbe appunto la costituzione di "due Stati razzialmente e culturalmente separati". O lo vogliamo negare? E d'altronde, il punto non era discutere quello, quanto far notare la contraddizione rispetto all'immigrazionismo in Europa. Comunque, grazie per un altro bell'esempio di sviamento dall'argomento principale...

    1. dar56 23 novembre 2015

      Roua, ti abbraccio.

    1. A-Zero 23 novembre 2015

      Aspetta. Comunicare tramite computer senza fraintendersi non è facile. Io mi sono agganciato al discorso di Cardisem non per il merito che tu gli contesti. Non mi interessa molto il discorso di "colpa" spalmato a massa su tutti indistintamente.

      A me da fastidio e mette in allarme la macchina di propaganda mediatica del sedicente 'occidente'. Io, come individuo libero, non voglio essere arruolato in nessuna guerra del regime in cui vivo. Ok?

      Siccome intravedo, e ti chiedo se sbaglio, nel concetto massale e generico di "colpa" un perno della propaganda di regime, insisto su questo. Ripeto: non voglio stare a fare il giochetto di spiegare la causa-effetto specifica dell'attentato con una colpa generica di un generico 'occidente' (del quale concetto ideologico mi ritengo un dissidente individuale).

      Vorrei togliere di mezzo il generico senso di colpa (in cui tutte le vacche sono dello stesso colore) e far risaltare le precise responsabilità dei vertici della gerarchia sociale del regime in cui vivo.

      Ho citato il massacro del 1961 (che tu ritieni presunto, ma a sto' punto anche tu sei preunto come individuo?) non tanto per dire che gli arabi si sono vendicati per questo: dire questo è una stronzata!

      Ho citato quel massacro, ma anche il massacro di Communardi (per te presunto?) per contribuire a demistificare tutta l'ipocrita pompa propagandistica del sedicente 'occidente'. Volgio ribadire la solita, per me banale, cosa: voi non siete superiori moralmente a nessuno perchè la vostra storia (come la storia di qualsiasi dominio, aggiungo e ripeto) è costruita sui massacri di dominanti sui dominati. Tanto è il pedigree morale dello Stato Islamico, tanto più antico lo è quello della gloriosa Francia.

      Sulla genesi dello Stato Islamico, mi importa fino a un certo punto. Mi basta sapere che sono abbondantemente corresponsabili i sedicenti 'occidentali' (quelli che si spacciano verso i propri sudditi, tra cui io, come moralmente superiori a tutti gli altri).

      Piuttosto mi sembra che tu, Lif, mettendo giustamente in risalto il fatto che lo Stato Islamico ha radice nei distrutti apparati del passato regime iraqeno, comfermi un nesso causa-effetto di nemesi in quest'ultimo attentato. Lo scrivi proprio tu: " è il sedimentarsi della voglia di vendicarsi di parte del rimanente esercito iracheno ..."

      Infine, quando scrivi: "Riuscite a spiegare razionalmente il perché?", a parte la razionalità, (questa si veramente presunta), mia o tua nell'interpretare il mondo, bada che forse fai irrazionale esercizio di genericità. Tu mescoli me con Cardisem. Ma io non faccio il discorso di Cardisem nè lui fa il mio.

      Io ho solo preso spunto dal suo discorso concordando sulla necessità di spiazzare il generico e indistinto "senso di colpa" con la più razionale ricerca di "precise responsabilità".

      Questo è il non generico punto.

    1. MartinV 23 novembre 2015

      "due Stati razzialmente e culturalmente separati, ma omogenei"

      Razzismo e pulizia etnica... bel programmino

      il resto neppure lo commento...

    1. Veron 23 novembre 2015

      Roua ha dimenticato di menzionare l'Airbus russo con 250 vittime a bordo. Ma sono russi, sono morti di serie B.

      Ma la domanda più interessante è la nota del Saker francofono:

      “perché questi attentati colpiscono sempre la gente comune, che non ha alcun potere decisionale, senza toccare gli interessi di chi conduce le danze?”

      la risposta è molto semplice: perché il terrorismo è gestito, voluto e pianificato da coloro che governano il mondo, dietro cui c'è l'elite dello 0,1%.

    1. Senna 23 novembre 2015

      STODLERarsky & LIFhutchinson

    1. Senna 23 novembre 2015

      Ti risponde lui
      https://www.youtube.com/watch?v=aRCJ7lEk2Xo

    1. giannis 23 novembre 2015

      ed e' per questo che l occidente fa schifo ed ha bisogno della grande sofferenza della guerra

    1. Fischio 23 novembre 2015

      Nota da condividere nella sua totalità, o forse per aprire la mente di tanta gente dobbiamo ancora ricorrere al più grande degli olocausti della Storia, ovvero gli oltre 60milioni di indiani d'America morti ammazzati per il benessere dei civilissimi europei? Rammentare la tratta dei negri? Ripensare alla bomba di Hiroschima?...E finchè in giro resterà anche un solo bruscolo di super-io, l'umanità sarà sempre devastata da crimini...

    1. riefelis 23 novembre 2015

      Bravo Lif!
      Finalmente leggo qualcosa di intelligente. Il buon senso, privo del fascino complottista, spesso è dimenticato.

    1. temuchindallaCina 23 novembre 2015

      Caro il mio sionista, sarebbe meglio che bevessi di meno, invece di fare delle considerazioni che neanche il corriere della serva le fa più, non meriti altri commenti

    1. geopardy 23 novembre 2015

      Indubbiamente una parte di colpa ce l'hanno tutti, ma bisognerebbe stabilirne le quantità.

      Dopo le guerre di liberazione dal colonialismo diretto, si è passati alla schiavitù finanziaria imposta, principalmente, dal FMI nei confronti di quei paesi.
      Prima di parlare bisognerebbe essere ben informati, mentre ora, le stesse forze finanziarie stanno colpendo da anni anche noi e ci stanno schiavizzando (non so se te ne sei accorto) e la popolazione sta ricominciando ad emigrare, quasi come nei tempi bui.
      Facciamo un piccolo screening (molto parziale):
      Perchè dalla Libia non veniva nessuno, prima "dell'intervento umanitario"?
      Perchè dall'Iraq non veniva nessuno (oltre alla mancanza totale di estremisti all'epoca), prima "dell'intervento umanitario"?
      Perchè dalla Siria non veniva nessuno, prima della "rivoluzione" dei tagliatori di teste e sappiamo da chi mandati?
      Perchè dall'Arabia Saudita non arriva nessuno?
      Perchè dagli emirati non arriva nessuno?
      Perchè dall'Iran non arriva nessuno (a parte i fuoriusciti dall'era Reza Palevi e durante la guerra Iran-Iraq)?
      Perchè dalla Russia di Putin non arriva più nessuno, dopo la fuoriuscita del golpista Heltsin, guidato, praticamente, dagli Usa?
      Perchè, dopo decenni di immigrazione verso l'Europa proveniente dal Sudamerica (l'era delle dittature eterodirette dagli Usa), ora il fenomeno sta calando vistosamente?
      Perchè, nonostante che condanniamo l'annientamento economico-industriale del dopo euro, beneficiante quasi esclusivamente la Germania a scapito del nostro settore produttivo, continuiamo ad emigrarci?
      Perchè, tanti nostri talentuosi ragazzi, nonostante conoscano lo stampo medievale degli Emirati Arabi Uniti, emigrano lì per lavorare come barman e musicisti prevalentemente (non credo auspichino una società come quella)?
      Perchè tanti italiani vanno ad aprire attività artigianali in Tunisia (per cirtarne uno nordafricano)?
      Perchè, prima della "guerra umanitaria" nella ex-Yugoslavia, erano pochi gli slavi emigrati in UE (praticamente, i Kosovari si sono trasferiti quasi tutti in Germania")?
      Perchè gli ucraini, dopo la "rivoluzione" di piazza Maidan (sappiamo per stessa ammissione della Nuland chi la organizzò), stanno uscendo a milioni (oltre 1 milione solo in Russia)?
      Lo sai che il Marocco (non è il solo stato, purtroppo) sta desertificando a ritmo sostenuto, rendendo impossibile l'agricoltura in vastissime zone (da dove provengono molti immigrati)?
      Lo sai che tanti milioni di Africani vengono cacciati a forza dalle loro terre, a causa delle concessioni rilasciate dai loro corrotti governi alle multinazionali (altrimenti ci sarebbe l'immancabile colpo di stato) e vanno ad alimentare i profughi per decine di milioni (in altri stati limitrofi per ora), lo sai che con il decreto renziano "sblocca Italia" lo potrebbero fare anche qui (in Val di Susa lo stanno già facendo con l'esercito, ancora non sparano alla gente, ma quanto manca a che ciò avvenga, se continua così)?
      Mi fermo qui.







    1. geopardy 23 novembre 2015

      Penso che ai più alti livelli stiano divertendosi un mondo, nel vedere le loro vittime scannarsi l'un l'altra.

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