SCENARI: ARRIVANO LE MISURE “NON CONVENZIONALI”

SCENARI: ARRIVANO LE MISURE “NON CONVENZIONALI”

DI VALERIO LO MONACO

ilribelle.com

In ordine sparso e con intenti ancora più differenti, a vario titolo, sia oltre oceano sia soprattutto dalle nostre parti europee, il tema del rilancio dell'economia mediante la crescita, e dunque di fatto dell'occupazione in caduta libera in tutto l'Occidente, inizia a destare qualche atteggiamento che ha dell'isterico.

Ministri dei vari Paesi che di fatto si bacchettano a vicenda, bracci di ferro tra i (pochi) poteri locali e quelli centrali, e istituzioni economico finanziarie internazionali che appaiono non avere le idee più molto chiare su come risolvere una situazione in degrado continuo fanno presagire più di qualcosa.

Ciò che si percepisce, se si riesce a leggere tra le righe dei vari comunicati e dei resoconti di tanti incontri bi o multilaterali che stanno avvenendo in ogni luogo, è una ormai conclamata preoccupazione sullo stato di avanzamento della crisi. Anche ai piani alti. Il che fa scaturire poi proposte - o proteste - o ammonimenti di vario tipo su come si dovrebbe, o quanto meno sul fatto che si deve comunque in qualche modo, tentare di risollevare le sorti di una economia occidentale finita stabilmente in una sacca di depressione senza via d'uscita.

In ambito europeo si parla ormai frequentemente di un allentamento delle misure di austerità e di interventi per favorire l'occupazione e la crescita - qualunque essi siano, visto che per il momento non ci sono le specifiche di uno solo di questi interventi - e la cosa porta con sé le ovvie conseguenze relative alla differenza delle posizioni dei vari Paesi in campo. Come dire: se questi interventi devono esserci, ebbene non tutti i Paesi sono d'accordo su quali essi debbano essere e soprattutto non tutti sono certi che tali interventi possano essere messi in campo senza cambiare radicalmente la natura dell'Unione europea stessa. E dunque ci si chiede da più parti - soprattutto in Germania - se sia o meno il caso di iniziare seriamente a riflettere su come uscire dal mostro economico e giuridico dell'Ue attuale. Con le conseguenze ulteriori che ovviamente ci saranno. Siamo un procinto di una Caporetto?

Ma ciò che è più importante è il dato di fondo. È ormai evidente che tutti si siano resi conto, né più né meno, di quello che alcuni (pochi) sostengono da sempre nella derisione di tutti gli altri ma che oggi, invece, sta puntualmente accadendo: la festa è finita. Per il semplice motivo che con questo meccanismo, essa non può più continuare ad andare avanti.

In altre parole, ha sintetizzato che meglio non si potrebbe proprio Krugman qualche giorno addietro: o si inonda la società di moneta, sebbene creata dal nulla, oppure non c'è modo per andare avanti. Un modo tutto sommato apparentemente elegante, sebbene in realtà piuttosto ridicolo, per confermare, ove ce ne fosse bisogno, l'assunto alla base del nostro sistema di sviluppo: i punti di fondo sul quale esso era (ed è) basato sono semplicemente sbagliati, e ora i nodi sono arrivati al pettine.

Il fatto che, dall'inizio della crisi ai giorni nostri, in pratica l'unico sistema utilizzato per fronteggiare la situazione sia stato quello di inondare il mondo di liquidità creata dal nulla, è in fin dei conti la prova del nove del tutto. Se per far continuare a reggere in piedi tutto il meccanismo si deve ricorrere a un gioco di prestigio che non ha alcun fondamento economico (né propriamente liberista né tanto meno economicista) ciò significa che tutto è già di fatto crollato da tempo.

È come se uno, in un casinò, avendo perso tutto al tavolo non possa fare altro che andare alla cassa e richiedere altre fiches. E che la cassa, pur non ricevendo nulla in cambio delle fiches, decidesse ogni volta di prenderne un po' e di darne allo sprovveduto giocatore per la sola motivazione che, se così non facesse, allora sarebbe tutto il casinò a dover essere chiuso. Non è neanche un paradosso, e siamo già ben oltre qualcosa che può essere definita come illusione: sembra un film (comico) di fantascienza. E invece è la realtà.

Ma la situazione generale si è spinta ben oltre. Sino a questo momento, quasi ogni operazione di creazione di denaro dal nulla (Quantitative Easing o Long Term Refinancing Operation che sia) è stata "venduta" all'opinione pubblica come misura necessaria ed evidentemente applicabile, dunque non del tutto fuori della mera logica come invece è. Ma allo stesso tempo, inoltre, è stata effettuata scaricandone gli effetti, molto più reali questa volta rispetto alla creazione virtuale di moneta, in modo diretto o molto più spesso in modo indiretto, sulle popolazioni. Le varie misure di austerità, i prelievi, l'abbattimento del welfare, dei salari, dell'occupazione e di condizioni accettabili di lavoro ne sono alcuni esempi. O l'aumento degli interessi da pagare sui titoli di Stato sui quali i beneficiari dello spargimento di moneta (soprattutto le Banche) hanno speculato ne sono un altro. Ma l'elenco potrebbe continuare a lungo.

Senonché, e siamo all'epilogo che sta spingendo la situazione verso le proposte isteriche cui facevamo accenno poc'anzi, ora si sta arrivando a una nuova fase della crisi: in giro non c'è proprio più denaro. Nelle tasche dei cittadini ce ne è sempre meno, e questi, sempre in numero maggiore privati del lavoro per poter avere potere d'acquisto, per continuare a consumare almeno un livello minimo di sopravvivenza per tutta la megamacchina consumistica sul quale si regge il nostro modello, si comportano di conseguenza. La macchina si sta inceppando del tutto.

In altre parole, siamo al punto che non basta neanche più creare moneta dal nulla e concederla solo alle Banche. Stringi la corda oggi attorno alle popolazioni e stringila ancora di più domani, a un certo punto non rimane più fiato neanche per muovere un passo. E i dati economici si stanno premurando di confermare il tutto: disoccupazione in aumento ed economia in caduta libera. Costantemente. Aziende che chiudono e Stati che incassano meno e dunque si indebitano di più senza alcuna possibilità di ripagare i debiti contratti. Il sistema è, insomma, in un vicolo cieco ineludibile. Di qui, appunto, gli approcci non convenzionali che vengono ipotizzati per tentare di risolvere la situazione e che vengono fuori di tanto in tanto da qualche dichiarazione o da qualche summit.

Per ora nulla di fatto e nulla di deciso, beninteso, ma insomma lo stato di emergenza e urgenza, anche da parte di chi deve decidere il da farsi, è evidente.

La coperta è insomma cortissima, e ci si sta accorgendo che le pezze messe qua e là non sono sufficienti, in ogni caso.

Cosa aspettarsi? Da una situazione da "ultimo anno" ci si può aspettare veramente di tutto. Soprattutto, di tutto rispetto a quanto era ed è possibile immaginare da un modello che si è invece comportato sempre e solo a senso unico. Abbiamo già tanti esempi in tal senso: dallo spostamento dei termini temporali per raggiungere il pareggio di bilancio concessi a tanti Paesi al caso Cipro. Dal denaro a pioggia concesso alle Banche all'emergere di nuove monete (ad esempio il BitCoin, la moneta diffusa via internet con delle incognite enormi). Dall'impazzire illogico dei mercati delle commodities alle guerre valutarie in corso. Abbiamo banche centrali, soprattuto negli Stati Uniti e in Giappone, che frullano denaro in quantità abnorme per sostenere economie in asfissia e per andare a depredare altri Paesi, anche in Europa, senza che questi, almeno sino a ora, muovano un dito per opporre resistenza. E abbiamo rabbia popolare montante ovunque.

L'ipotesi più probabile è quella che sosteniamo da qualche mese: aspettiamoci, a livello europeo, delle concessioni fuori dall'ordinario in tema di "aiuti" alla crescita per contrastare la disoccupazione attualmente in aumento fuori controllo. E per far ripartire un po' economia e consumi in modo da dare l'impressione che dalla crisi si sia iniziato a uscire. Ed è dunque probabile che vi sarà a breve una leggera inversione di tendenza sui dati disastrosi accumulatisi passo passo negli ultimi mesi. Ma evitiamo, per favore, di cadere nella trappola di essere convinti, attraverso questi lievi miglioramenti, che questo modello, in un modo o in un altro, stia riprendendo a marciare: il fatto di varare misure così astruse, illogiche e non convenzionali, non è per superare la congiuntura del momento, ma per prendere tempo in una situazione in cui - e anche "loro" ormai lo sanno - non c'è più nulla da fare.

Valerio Lo Monaco

www.ilribelle.com

3.05.2013

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Commenti (49)

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    1. Georgejefferson 6 maggio 2013

      La conclusione e'la tua opinione.Poniamo che avessi tu la certezza assoluta che chiamando questa oligharchia "euronazista" salveresti vite umane (e'ipotesi da prendere alla lettera)useresti quel termine?O la "tua" etica te lo impedirebbe?

    1. mincuo 6 maggio 2013

      Io non ho fatto dibattiti sulla scuola con "esperti". E che cazzo vuol dire? Sempre 265.000 insegnanti ci sono, uno su 10 alunni. Contro una media di 1 su 23. E una scuola di merda. O no? O Mauro de Mauro non l'hai mai letto? O i dati e le classifiche Europee (che pure è un problema anche generale, cioè paragoni non con un'eccellenza) non esistono? Cosa vuoi dibattere? Lo sanno anche loro che così si parcheggiano studenti per decenni, e si sottooccupa insegnanti in questo modo. Credi che ci voglia il dibattito del blog?

    1. mincuo 6 maggio 2013

      Io a lui, come agli altri, chiesi a suo tempo perchè discute di New Deal, falsificando i dati, e non dell'economia Tedesca dal 33 al 38, che fu la cosa, anzi l'unica cosa, che teoricamente almeno si poteva avvicinare alla MMT.
      Ma non rispondono. Prova tu, non è mica una domanda difficile da tradurre, sei in grado anche da solo di fargliela, mica ti serve la nurse, e semmai ti aiuto io a tradurre se il problema è l'Inglese. Invece di chiedere a me di fare dei mirabolanti dibattiti. E su che?

      Io li considero pressapoco dei farabutti, che intendono arrivare a far sparire la classe media, creare un proletariato a livelli di sub-sussistenza, anche via successiva inflazione, con sopra la solita elite di Stato. Non è che sono scemo e non capisco. E cioè per essere più chiari è il bolscevismo uscito dalla porta e rientrato dalla finestra con un altro nome, più simpatico, visto che il precedente è stato abbastanza sputtanato dalla storia. I protagonisti, e non parlo di quelli in buona fede che non capiscono un'acca di economia e meno di un'acca di finanza, sono sempre gli stessi però. I nipotini diciamo. Non ho proprio niente
      da "dibattere".

    1. Georgejefferson 6 maggio 2013

      Come i Marginalisti,tra l'altro

    1. Georgejefferson 6 maggio 2013

      Esistono molti esperti del settore dove intavolare un dibattito serio sul come/quanto,giusto o sbagliato,verita o meno su:

      " quantità di analfabeti in cattedra/ 1 milione di asini, metà o tre quarti insegnanti analfabeti, metà insegnamenti fasulli e fantasiosi negli Atenei creati per dare uno stipendio e creare un consenso politico e basta"

      Mi mandi un link di tuoi dibattiti?Cosi da inesperto posso assistere ad un contradditorio e valutare con la mia testa,senza per questo presupporre la verita assoluta da 2 frasi di Mincuo,o anche presupporre che non ci siano verita a prescindere.

      Perche ti confronti con chi e' inesperto?Solo perche si nomina il presunto slogan"investimenti in istruzione"?Lo fanno in tanti esperti,ripeto,se mai se raccontano balle in mala fede lo sono loro,perche non dibatti con loro?

    1. Georgejefferson 6 maggio 2013

      Aspetto il Link del dibattico con Mitcell allora,cosi ognuno valuta con la propria testa,si puo parlare di tutto anche con opinioni diverse,tipo tra esperti come te,o Mitcell,se invece l'intento e' banalizzare,denigrare,usare sarcasmo allora come non detto

    1. mincuo 6 maggio 2013

      Sì è esperto anche nel falsificare i numeri del New Deal ho visto a suo tempo. I "programmi di lavoro garantito" può raccontarli alle vecchiette. Io ho bene idea di chi fa il furbo e anche per conto di chi, Jefferson.

    1. mincuo 6 maggio 2013

      Veramente io dico, in buona compagnia, e da 200 anni, che Marx come economista è proprio zero, se è per quello. Infatti tutte le sue puttanate le hanno rimarcate fin da subito, ma a differenza di qualsisai altro, avendo lui la propaganda, si è sempre detto ogni volta che era "interpretato" per non dire che era semplicemente da buttare nel cesso.

    1. mincuo 6 maggio 2013

      Veramente avevi detto per l'occupazione. Ma vedi Jor-el la scuola superiore e l'Università avrebbero bisogno di investimenti nella qualità soprattutto. Non nella quantità di analfabeti in cattedra.
      Solo che piace molto dire "l'istruzione" se poi però significa anche bocciare 1 milione di asini, e fare una scuola selettiva, eliminare metà o tre quarti insegnanti analfabeti, togliere metà insegnamenti fasulli e fantasiosi negli Atenei creati per dare uno stipendio e creare un consenso politico e basta, allora Jor-el o Jefferson o altri secondo me non ci sentono mica tanto. E così restano gli slogan.

    1. mincuo 6 maggio 2013

      Questo utile "speciale" di cui "mi dimentico sempre" quale sarebbe? Tanto perchè se non altro lo sappia anch'io di cosa mi dimentico.

    1. nigel 6 maggio 2013

      Se dietro lo sfacelo economico c'è un lucido perverso disegno con l'aggiunta di avidità demenziale, se gli attori in scena non possono o non vogliono lasciare il gioco perchè perderebbero tutto, la soluzione nascerà dalla disperazione delle masse. Ma ci vorrà tempo.

    1. arno 6 maggio 2013

      l'impalcatura europea è stata costruita seguendo dei dogmi neoliberisti e neo mercantili . Ma i principali sono : 1) moneta scarsa e in mano a un monopolista esclusivo ( BCE) , moneta quindi che diventa merce e non metro di scambio e di misura.
      2) bisogna prima risparmiare e poi e effettuare gli investimenti. Questa seconda è non meno pericolosa e criminale della truffa n° 1.
      L'aveva già spiegato a suo tempo Keynes e successivamente tutti gli economisti in area MMT, Prima ci sono gli investimenti e poi il risparmio . Ora cè una moneta a debito che comporta debito maggiore .. e ancora maggiore .. si tagliano posti di lavoro ,diminuisce la richiesta di beni di consumo , le imprese quindi tagliano ulteriormente .. insomma una spirale di recessione e .. disperazione . Solo lo Stato a moneta sovrana può effettuare delle politiche economiche e sociali e fungere da volano dell'economia. Basta saper produrre ed essere al di sotto del livello di piena occupazione e non si presenta neanche il pericolo di inflazione. Riassumendo : lo Stato spende creando dei servizi alla società e la moneta passa dal pubblico al privato, ... non c'è altra via ( se non ottenerla con le esportazioni ma con costi elevatissimi e salari da terzo mondo ..vedi quanto sono contenti i salariati tedeschi ....) il privato non può creare moneta nel magazzino senza essere arrestato. Lo Stato a parlamento sovrano e con moneta propria SIIIII .... http://memmt.info/site/programma/
      http://www.slideshare.net/memmt/il-governo-non-un-privato http://www.slideshare.net/memmt/debito-e-deficit-questione-di-isteria-o-buonsenso

    1. Jor-el 6 maggio 2013

      In particolare per quel che riguarda la scuola media superiore e l'università.

    1. Jor-el 6 maggio 2013

      Dico che investimenti nella pubblica istruzione non significa automaticamente assumere insegnanti, considerando che l'Italia, secondo un rapporto dell'OCSE, è fra i paesi che investono meno nella scuola.

    1. Ercole 6 maggio 2013

      Per dirla con i padri del socialismo : ci sono GIORNI che valgono 20 anni ci sei arrivato anche tu ! MINCUO un comunista internazionalista lungimirante....

    1. Georgejefferson 6 maggio 2013

      C'e' Bill Mithcell che studia programmi di lavoro garantito.E'esperto di numeri come te.Trovi il suo sito facilemente,invitaci al dibattito cosi avremo un contradditorio serio.Non credo tu sia soddisfatto a limitarti con inesperti,aspetto il Link al dibattito.Poi ce ne sono altri,se scrivi senza prendere un giro rispondono

    1. Georgejefferson 6 maggio 2013

      A poi l'utile Mincuo,dimentichi sempre

    1. Georgejefferson 6 maggio 2013

      Su marte dicono che ci sono 1 insegnante ogni 100 alunni e sono efficentissimi.Quindi anche quei 1 ogni 23 sono inefficenti e scavatori di buche.In compenso hanno pero piu ricchezze i pochi e meno i tanti,quindi il circolo e' "ottimale"

    1. Georgejefferson 6 maggio 2013

      Infatti,ma la sola ragione dal lato dell'offerta e' dura a morire dopo 30 di propaganda..poi il motivo da te edotto e'stato anche quello per cui i bassi tassi dal 2001 al 2007 non hanno stimolato sviluppo,la domanda mancava progressivamente al ribasso per via del cambio forte penalizzante l'export trainante e aumentando import(sempre grazie all'euro),insieme alle conseguenze delle privatizzazioni selvagge prima effettuate a distruggere il tessuto industriale,piu capitali a debito poi che sono andati a gonfiare bolle nei beni di consumo e immobili

    1. mincuo 6 maggio 2013

      Anzi a pensarci bene, ma perchè rompersi tanto le palle con l'assumere questo o quello? C'è "il circolo".

      A quanti disoccupati vogliamo risolvere i problemi? Un...tre milioni mettiamo. E' facile. Gli diamo 40.000 EUR all'anno a ognuno, senza bisogno di assumerli, così hanno anche più tempo per spendere e consumare, e così fanno meglio "il circolo". Ma guarda te che stupidi.....e non solo qui eh, dappertutto. Ma cosa ci vuole mai?

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