SCACCO MATTO

SCACCO MATTO

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com


La concomitanza della sentenza della Corte Costituzionale e del maxi risarcimento (750 mln) per l’affaire Mondadori, più la presentazione dell’associazione “Italia Futura” di Luca di Montezemolo e, in aggiunta, l’apertura della procedura d’infrazione per l’Italia per deficit eccessivo – che comprende anche altri Paesi, ma che per l’Italia è stata motivata per “problemi strutturali” – non sono certo casuali. E’ uno di quei momenti nei quali la storia gira di boa: solo lo skipper attento se n’avvede.
Il destino di Silvio Berlusconi – delle sue televisioni, delle sue battute e delle sue puttane – francamente, giunti a questo punto, c’appassiona ben poco.

Starà a lui decidere se accettare un compromesso che preveda una clausola di salvaguardia per il suo patrimonio, oppure decidere di salire con Bossi fino alla “Ridotta della Valtellina”.

Rimanendo in metafora, il 7 Ottobre 2009 è paragonabile allo sbarco in Sicilia del 10 Luglio 1943: il 25 Luglio, l’8 Settembre ed il definitivo 25 Aprile furono solo le ovvie conseguenze.

Uscendo di metafora, è oramai chiaro che la parabola di Berlusconi s’avvia al definitivo declino: i prossimi mesi ci riserveranno infiniti tira e molla giudiziari, convocazioni per i processi, opposizioni per “motivi istituzionali” e via discorrendo. Il destino, però, è segnato.
Qualcuno si domanderà quale sia stata la causa scatenante: le puttane d’alto bordo sono sempre esistite, eppure non hanno mai condizionato la vita di un governo. Lo scandalo Profumo? Sì, ma Christine Keeler era molto vicina ai servizi sovietici e nemmeno la Lewinsky riuscì a scalzare Clinton: non ci risulta che la D’Addario sia una “pedina” di chissà quale servizio segreto, tanto meno che lavori per un’opposizione inesistente.

Il problema di Silvio Berlusconi è che la sua condotta morale, il suo agire nel panorama economico ed il suo carattere sbruffone offrono migliaia di pretesti per attaccarlo. Lui stesso, che non lo riconoscerà mai pubblicamente, se ne sarà reso conto.



Dove cercare, allora, le ragioni di questo scacco, il quale avviene con motivazioni che la Corte non prese nemmeno in esame per il precedente “Lodo Schifani”, ossia la non costituzionalità della legge?

Bisogna scendere un poco dai titoli roboanti, da partita di calcio: capire che – in fin dei conti – quel che conta è il denaro, l’economia.
Se la sentenza della Corte ed il risarcimento per il processo Mondadori possono essere circoscritti all’ambito nazionale – sottolineo, possono – la procedura d’infrazione per l’Italia (soprattutto la motivazione) e “l’apertura” di Montezemolo non sono fatti interni.
La famosa “pista inglese”, che portava a Mario Draghi, è svanita poiché Fini ha messo le mani avanti: niente governi tecnici o istituzionali. Dello stesso tenore le dichiarazioni d’altri politici.

Il problema dell’Italia è che, se essa fosse semplicemente la Grecia od il Portogallo, non sarebbe un problema. Ecco ciò che spaventa Bruxelles.

Invece, l’Italia è un grande Paese in Europa, una nazione popolosa con un apparato produttivo diversificato in molti settori: l’industria, però, che non tira più, crisi o non crisi finanziaria, perché “imballata” da troppi anni di non-governo. I “numeri” negativi italiani sono alti ed impressionano poiché non sono stati generati dalla crisi finanziaria internazionale, se non di riflesso, bensì da un andazzo che va avanti da un ventennio e che non riesce a trovare soluzioni.



Silvio Berlusconi s’è sempre piccato (insieme a Bossi) d’essere il paladino della piccola e media impresa, quella che dovrebbe (a dir loro) “resuscitare” l’Italia dallo stato d’abbandono nel quale si trova.

Governi di varia natura hanno messo a disposizione dell’apparato produttivo italiano, polverizzato in mille realtà sul territorio, provvedimenti legislativi da brivido: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Anni nei quali è mancata totalmente ogni forma di programmazione economica, vissuti “pericolosamente”, ammettendo l’inammissibile. Tanto per citarne una, lo scempio di una legge (30 o Biagi, come vi pare) che ha consentito d’abbattere i costi della manodopera a livelli di Terzo Mondo. Ha prodotto qualche effetto? Nessuno. Perché?

Poiché l’imprenditoria italiana ha utilizzato quelle norme non per creare imprenditoria d’avanguardia, al fine di trasformare quei posti in lavoro sicuro, bensì per tentare di produrre cinturini per orologi ad un centesimo in meno della Malaysia. Fallendo.
In questo senso, l’Italia sì che s’è staccata dal resto d’Europa, finendo in una deriva che nessuno riesce più a capire: l’istruzione è ridotta a classi di 40 persone – sì, è giusto! – gli infortuni sul lavoro sono uno stillicidio di morti – sì, è normale! – le esportazioni languono: sfiga.



Ovviamente, questo quadro – lo rammento a chi, come chi scrive, crede fermamente che le ricette europee siano soltanto un diverso aspetto del turbo-capitalismo, niente che possa donarci un futuro onorevole – è tutto interno ad un dibattito delle borghesie: noi, i paria, non c’entriamo niente. Saremmo fessi, però, a non mettere questi processi sotto la lente d’ingrandimento, perché ci riguardano.
In quale ottica, allora, dobbiamo considerare “l’uscita” (ampiamente prevista) di Montezemolo: il nuovo Signor Fiat cosa ci vuole raccontare?

Dopo il fallimento della piccola e media impresa, Montezemolo torna sulla scena per riunire il “salotto buono” della grande borghesia, quello che un tempo si radunava sotto le insegne del Partito Liberale.

In buona sostanza, ad un capitalismo bislacco lasciato in mano ad incompetenti, Montezemolo oppone una visione del “futuro” che è nuovamente appannaggio della grande impresa, la sola che può competere negli scenari internazionali poiché ha “fiato” per promuovere la ricerca, ha “tempi” che le consentono la perdita, nell’attesa di tornare a conquistare mercati.

Lo schieramento politico non-berlusconiano (Fini compreso, presente alla presentazione di “Italia Futura”) sembra sposare in toto le prediche di padron FIAT: vai, Luca, mostraci la strada, saremo con te fino alla vittoria! O alla morte.

Sì, perché si tratterà soltanto di un nuovo modo per “adattare” gli schemi berlusconiani – nessun diritto per i lavoratori, chi s’oppone è comunista, chi scrive contro è un “nemico”, ecc – al nuovo scenario: avremo così dei Fini, dei Casini e dei Bersani che ci racconteranno le medesime solfe un’ottava più alte o più basse, a scelta.

La vera riflessione che dovremmo porci è che questo sistema – il capitalismo – non funziona più, perché siamo in grado di produrre ogni bene in quantità incommensurabili, ma non troviamo sufficienti acquirenti.

Ecco, allora, aprirsi la strada della decrescita: produrre quel che serve, riportare indietro l’orologio alle comunità legate da reali vincoli d’appartenenza, senza cedere – parallelamente – ai localismi.

Le sperimentazioni, nel Pianeta, esistono ed hanno dato risultati più che confortanti: auto-produzione d’energia e di prodotti alimentari di qualità, gestione comunitaria dell’educazione, interazione cosciente e consapevole con il territorio.

Queste sarebbero conquiste, veri passi in avanti per tentare di consegnare ai nostri figli un futuro migliore: invece, sembra che il match sia tutto centrato sui processi, sui Galli, sulle parole vuote e sulle puttane.

Osserviamo pure, ma restiamone fuori.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com/

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/10/scacco-matto.html

8.10.2009

Articolo liberamente riproducibile nella sua integrità, ovvia la citazione della fonte.

Commenti (29)

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    1. Kiddo 10 ottobre 2009

      "berlusconi ha finito il suo ciclo, per fortuna è il passato"

      Magari fosse cosi' semplice..

      "facciamo in modo ognuno di noi per quello che può di non cadere dalla padella alla brace"

      secondo me , a giudicare dai commenti,non siamo neanche piu' capaci di distinguere la padella dalla brace.

      Saluti

    1. Truman 9 ottobre 2009

      Il commento di Dana74 mi sembra abbia senso. Nel caso della legge Schifani (erroneamente detta lodo) la Corte Costituzionale diede una risposta più sfumata al quesito posto dai giudici che avevavo sollevato eccezione di costituzionalità. Si poteva pensare che anche in questo caso avrebbero risposto respingendo qualche punto e non l'impianto della legge.


      Però per una valutazione seria servono le motivazioni della sentenza.



      Una prima risposta comunque è stata già data. Uno dei giudici costituzionali spiegava che la differente risposta dipendeva anche dal modo in cui era stata sollevata l'eccezione di costituzionalità. Siccome la Corte non agisce di propria iniziativa, ma si limita a rispondere ai quesiti sollevati, il giudizio netto della nuova pronuncia potrebbe dipendere da come era posto il quesito.

    1. myone 8 ottobre 2009


      strong> Quello che c'e' da dire e' che:

      1) Berlusconi ha voluto la legge per tutelare una legislatura e chi governa a non essere interrotto per (reati), usando tale sistema per spodestare chi legittimamente e' stato eletto a dirigere un paese.

      e questo le cacche di sinistra lo sanno bene, avendo berlusca a carico avuto centinaia di processi e altrettante citazioni ecc ecc.

      2) Che si possa aver visto una manovra anticostituzionale del capo dello stato e company, tolgiendo alcuni giudici per metterne altri, e' lampante.

      La legge fu improntata tenendo presente sia la costituzione che il parere del capo dello stato e della corte costituzionale, poi cambiata per pervenire ad un voto contrario.

      3) Berlusconi ha detto chiaramente, che le due sue cause se le fara' passare tranquillamente a giudizio, dimostrando la sua estraneita' e innocenza,

      e smascherando gli intenti dei querelatori.

      4) Spero che questo vecchietto, si faccia riapprovare la legge, e come fini, (senza palgiacciate), vadi come capo del governo a processo.

      Ovvio, con tante teste di C che ci sono a giro, non e' altro che una condanna mediatica e presentazione di dimissione, visti i tanti cittadini politici amici che ha, fecce piu' di chi chiunque altro.



      Ho seguito il pezzo finale di santoOro, una trasmissione pagliacciata, borghese, da salotto spettegolezzi, improntata sempre con un unico talgio comunista-marcio. Fanno pena.


      VOI, un governo a questo modo, ve lo scirderete a vita, se ritornano gli zombi anti tutto a prendere le redini dell' italia, anzi, andrete al peggio garantito.


      Ghedini, l' avv. di berlusca, ha mostrato carta alla mano, in materia di mafia ecc ecc,

      che il 50% di incremento di arresti, sottrazioni di beni, di danaro, ecc ecc

      e' stato fatto da questo governo. Quindi, si vede che gli altri governi a sinistra, con la mafia, ci sono fino al collo, piu' di quanto volgiano insinuare su questo governo.



      Depetro si sta dimostrando un rinco-sclerotico sterile e andato.

    1. Aldebaran 8 ottobre 2009

      Ma che c'entra questo? La legge Alfano è stata bocciata perchè palesemente incostituzionale rispetto a ben due articoli della costituzione e i giudici della consulta dovevano semplicemente stabilire se la legge è costituzionale; questa non lo era perchè violava due articoli della costituzione. PUNTO.

      P.S. Ho capito, va; mi sa che sei un tantino filo-berlusconiano :-)

    1. vic 8 ottobre 2009

      Margherita: lodo, non lodo, lodo, non lodo ...

      V: ?

      Margherita: non lodo!

      V: !

      Margherita: non m'amaaaaa!

      Sipario

    1. wld 8 ottobre 2009

      Quello che fa riflettere, non è tanto la sentenza della Corte Costituzionale in sé ma che ben 15 Giudici non abbiano avuto un parere unanime nel promulgare la sua illegittimità, non è molto gratificante che ben 6 Giudici si siano espressi contrariamente; eppure la costituzione non è da interpretare, ma solo da rispettare così come i Padri Fondatori l'anno scritta.

      Fatta questa mia iniziale premessa, ho Letto con interesse il parere di Carlo Bertani e tutti i qui presenti articoli di risposta, molto interessanti, e tutti con ogni sfumatura della vita civile e sociale di quello che si potrà delineare in futuro, credo che non succederà proprio nulla (noi siamo Italiani), passato questo momento molto eccitante ci prepareremo a qualche cosa di nuovo, che riempia le nostre serate noiose.
      Qualcuno ha scritto qui oggi in risposta a questo articolo: è più facile che un cammello.... ebbene io dico (e mi accoro sempre citando le sacre scritture), facciamo caso alla pagliuzza che entra nell'occhio senza vedere una trave che ci sta dilaniando il corpo.
      E' di due giorni fa che un articolo sul trattato di Lisbona e sulle votazioni dell'Eire (Irlanda) che è apparso in queste bacheche e poi sparito per un errore di scrittura (così mi è stato riferito dalla redazione di ComeDonChisciotte), in questo articolo si parlava del secondo referendum fatto dai nostri vicini Irlandesi, con un esito positivo per l'Europa, e del ricatto economico finanziario per indurli a votare "SI", manca solo la Cecoslovacchia ora per essere al completo, la quale aspettava con ansia l'esito dell'Irlanda. Ecco io credo che questo sia solo l'inizio (come ho scritto nell'articolo scomparso) di quel Nuovo Ordine Mondiale che si vuole far passare; almeno alla fiera Irlanda gli è stato dato la possibilità di una consultazione alle urne con un referendum, noi nemmeno quello, le distrazioni messe in atto per non farci pensare sono sempre più agguerrite (ieri erano le escort oggi è il Lodo Alfano, domani chissà), e difficilmente ci porteranno su una crescita sociale e civile, come ogni essere umano ha il dovere ed il diritto di manifestare la sua vera natura ... l'onestà intellettuale, che a volte sembra essere latitante.

    1. dana74 8 ottobre 2009

      Nel 2004 il lodo Schifani fu respindo con le segg motivazioni, che non accennavano ad un ricorso ad una legge costituzionale:
      "E' incomprensibile - continua il Guardasigilli in una nota - come giudici costituzionali abbiano potuto spendere, nel 2004, pagine su pagine di motivazioni relative alla rinunciabilita' della sospensione processuale, alla sospensione della prescrizione e tanto altro ancora senza fare alcun riferimento alla necessita' di una legge costituzionale. Tale argomento, preliminare e risolutivo, e' inspiegabile che venga evocato quest'oggi''. '

      Il Presidente Napolitano, prima dell'approvazione del Lodo Alfano disse il 23 luglio:

      “A un primo esame – quale compete al Capo dello Stato in questa fase – il disegno di legge approvato è risultato corrispondere ai rilievi formulati nella sentenza della Corte del 2004. La Corte, infatti, non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale. Giudicò inoltre ‘un interesse apprezzabile’ la tutela del bene costituito dalla ‘assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche’, rilevando che tale interesse ‘può essere tutelato in armonia con i princìpi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale’, e stabilendo a tal fine alcune essenziali condizioni”

      Che sarà per questo (assodato la faccenda stia in questi termini" che Berlusa dice che si sente preso in giro?

    1. Aldebaran 8 ottobre 2009

      berlusconi ha finito il suo ciclo, per fortuna è il passato. Pensiamo al futuro, facciamo in modo ognuno di noi per quello che può di non cadere dalla padella alla brace.

    1. renatino 8 ottobre 2009

      La vera riflessione che dovremmo porci è che questo sistema – il capitalismo – non funziona più, perché siamo in grado di produrre ogni bene in quantità incommensurabili, ma non troviamo sufficienti acquirenti.
      Ecco, allora, aprirsi la strada della decrescita: produrre quel che serve, riportare indietro l’orologio alle comunità legate da reali vincoli d’appartenenza, senza cedere – parallelamente – ai localismi.

      Le sperimentazioni, nel Pianeta, esistono ed hanno dato risultati più che confortanti: auto-produzione d’energia e di prodotti alimentari di qualità, gestione comunitaria dell’educazione, interazione cosciente e consapevole con il territorio.

      Queste sarebbero conquiste, veri passi in avanti per tentare di consegnare ai nostri figli un futuro migliore: invece, sembra che il match sia tutto centrato sui processi, sui Galli, sulle parole vuote e sulle puttane.
      Osserviamo pure, ma restiamone fuori.


      Signor Bertani, condivido appieno il suo articolo.

      Ma più che scacco matto lo definerei uno stallo, conoscendo la società italiana, appunto dalla sua ultima riflessione che ho quotato.

    1. Aldebaran 8 ottobre 2009

      Giustissimo, ma non cadiamo nell'errore di legittimare neanche indirettamente quel personaggio.

    1. dana74 8 ottobre 2009

      Ecco l'intervista in cui l'ambasciatore Usa detta le regole in materia di energia
      all'Italia
      http://www.loccidentale.it/articolo/l%27ambasciatore+usa+avverte+l%27italia%3A+%22dipendenza+energetica%2C+un+rischio%22.0078291

    1. dana74 8 ottobre 2009

      no, per quello ci pensa de Benedetti che è nel consiglio di amministrazione di Goldman Sachs.

      Berlusconi è un liberista, vuole essere un potere forte "italiano" e non "amerikano" ma ai colonizzatori non sta bene, e nemmeno a me se è per questo, ma se permetti non mi va nemmeno di essere burattini dell'UsIsraeli

    1. myone 8 ottobre 2009


      Consiglio da bertani in avanti che sarebbe in giu'

      di farvi qualche "colpettino berluk", altriemnti "VE" le sparate grosse.

    1. dana74 8 ottobre 2009

      Visto che è attinente metto anche qui il link al forum dell'art
      Italia Futura di Cedolin

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=18928

      ps ma la libera stampa di Repubblica/Stampa/ Corriere che dice di questo bel progetto dei capitani futuri embedded?

    1. Aldebaran 8 ottobre 2009

      Eh, invece berlusconi si che è uno che va con la schiena dritta contro i poteri forti, cavolo!

    1. dana74 8 ottobre 2009

      ho letto un'intervista dell'ambasciatore americano in Italia che commentava la politica di Berlusconi troppo rischiosa in materia di energia...
      Insomma non ha gradito che Eni ed Enel stipulassero contratti senza prima aver chiesto il permesso a chi ci governa da 64 anni

      In più pensiamo a Fini e l'accordo con gli israeliani..
      Avanti camerieri delle banche, l'Italia è vostra.

    1. marcello1950 8 ottobre 2009

      Berlusconi ha dimostrato che con gli interessi ed il futuro delle piccole e medie imprese italiane non centra niente
      -
      Comunque non capisco cosa centri TREMONTI FIGLIO DI REVIGLIO E DELL'AVANZO PRIMARIO E LEGATO AGLI AMBIENTI AMERICANI con il progetto politico di DEL CENTRODESTRA.
      QUANDO Berlusconi e di Bossi hanno scelto di cementare la loro alleanza attraverso TREMONTI hanno scelto di TAGLIARSI LE PALLE e di rinunciare al rilancio delle PICCOLE E MEDIE IMPRESE ad un serio progetto di sviluppo del sistema ITALIA .
      -

      Se il sistema imprenditoriale e una parte di quello politico scegliesse LCdM sarebbe ben peggio che passare dalla padella alla brace, perchè oltre che essere rappresentante di una classe di imprenditori parassiti, rappresenta al massimo livello i poteri forti che dopo il britania hanno reso schiava l' Italia e senza sbocchi futuri la sua economia. -
      POVERA ITALIA

    1. castigo 8 ottobre 2009

      valis:

      Perchè se il turbocapitalismo, pur con la sua sovrapproduzione, il precariato ecc.. non riesce a garantire il posto di lavoro (seppur precario) a tutti, come può farlo la decrescita? Certo, decrescita significa lavorare tutti di meno, consumare di meno, ecc... Ma anche così, i conti tornano? Infine mi sembra che parlando di decrescita si facciano sempre un po' i conti senza l'oste: ma siamo proprio sicuri che la GGENTE sia daccordo?

      ma non è un problema..... per i teorici della decrescita.

      ed in questo sono molto simili a coloro che dicono di combattere.

      perché sono tanto convinti di essere nel giusto che non si curano di eventuali obiezioni, o del fatto che le persone possano voler fare scelte differenti....

    1. redme 8 ottobre 2009

      è semplicemente la fine dell'anomalia italiana, unico paese occidentale dove la struttura di stay behind, organizzata come mafia( facente funzioni) gladio, P2, e corollari, ha preso il potere sfruttando principalmente la cecità della sinistra istituzionale (craxi....) e della destra post fascista non all'altezza del nuovo compito storico (fini..).....per quanto riguarda la decrescita è più facile che un cammello......

    1. Tetris1917 8 ottobre 2009

      Caro Bertani, la decrescita per quanto mi riguarda e' solo un palliativo, quello della peggiore specie.

      1) I mezzi di produzione o di ricchezza in mano ai soliti borghesi capitalisti impersonalizzati e internazionalizzati, direi globalizzati

      2) I rapporti di produzione, non vengono minimamente incisi. Il proletario produce, il padrone assomma comunque.

      3) Consumare di meno e' un principio che si adatta in un sistema comunista (quello descritto da Marx e non altri) ma consumare in base ai propri bisogni, quelli reali s'intende. Leggasi per chi lo vuole fare, "Critica del programma di Gotha". Non in un sistema che rimane comunque quello dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

      Detto questo. Stavolta considero l'articolo un po'arruffato.

      Con stima sincera, comunque.

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