SARA' L'INIZIO DELLA FINE DELL'OCCIDENTE ?

SARA' L'INIZIO DELLA FINE DELL'OCCIDENTE ?

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Più continueremo a bombardare l’Isis, con caccia irraggiungibili e droni senza pilota, più l’Isis porterà la guerra in Europa con i mezzi che, da noi, gli sono possibili: gli attentati terroristi e kamikaze. A me pare talmente evidente che l’ho scritto più volte su questo giornale. Non c’è bisogno di uno stratega militare. In uno dei comunicati dopo gli attentati di Parigi l’Isis ha affermato: “La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i nostri bambini, oggi beve dalla stessa coppa”.

È una logica, tremenda, ma è una logica. Che riguarda entrambe le parti. Perché noi vediamo, rabbrividendo, i nostri morti, ma non vediamo i loro. Sono almeno quindici anni che siamo in guerra contro i Paesi musulmani, ma non ce ne siamo accorti perché, in Europa, la guerra ci ha toccati in anni ormai lontani e dimenticati (attentati ai treni a Madrid nel 2004 e alla metropolitana a Londra nel 2005) o, più recentemente, per episodi circoscritti e limitati (Charlie Hebdo e supermercato ebraico). Così abbiamo continuato a vivere la nostra vita come se quelle guerre non ci riguardassero.

Gli attentati di venerdì a Parigi sembrano meno mirati di quelli di un anno fa al settimanale francese, invece, in un certo senso, lo sono di più. Colpendo una discoteca, ristorantini alla moda, lo stadio di calcio, cioè i luoghi dei nostri divertimenti, è come se i jihadisti ci dicessero: adesso avete finito di divertirvi mentre noi, a causa vostra, moriamo. E noi dobbiamo accettare lo scandalo, da cui la superiorità tecnologica ci aveva tenuti lontani, che la guerra, la vera guerra, organizzata, sistematica e non episodica, può entrare nei nostri territori. Ma non ci siamo preparati. Decenni di cosiddetto benessere ci hanno infiacchiti, indeboliti, rammolliti, svirilizzati. Le reazioni agli attentati di Parigi sono state isteriche o grottesche. Quando si grida, come ha fatto ripetutamente Hollande, che non si ha paura vuol dire solo che si ha paura. E infatti sono bastati tre petardi per mandare i parigini nel panico. Si combatte il nemico illuminando i monumenti con i colori della Francia o spegnendo le luci della Tour Eiffel o della fontana di Trevi o cantando, come ha fatto Madonna, sciogliendosi in lacrime, Like a Prayer.

Ma questa non è più un’epoca di Beatles, di Rolling Stones e Gianni Morandi. Cerchiamo di salvarci l’anima portando dei fiori sui luoghi degli attentati, commuovendoci della nostra commozione. Cerchiamo almeno di essere più seri e composti. La forza dell’Isis sta nella nostra debolezza. Di là uomini con valori fortissimi, sbagliati che siano, disposti ad andare a morire con la disinvoltura con cui si accende una sigaretta, di qua una società svuotata di ogni valore, a cominciare dal coraggio. L’errore capitale degli occidentali, in particolare degli americani e dei francesi, sempre ammalati di una ridicola gran – deur, è stato quello di andare a mettere il dito, o per essere più precisi i bombardieri e i droni, in una guerra civile, quella fra sunniti e sciiti, iracheni e siriani, che peraltro noi stessi avevamo provocato abbattendo Saddam Hussein, di cui eravamo stati surrettiziamente alleati in funzione anticurda e antiiraniana. E oggi a combattere sul campo non ci andiamo noi ma ci affidiamo proprio ai curdi, del cui massacro siamo stati complici, e ai pasdaran dell’Iran uscito improvvisamente da quell’“As s e del Male” in cui era stato ficcato, non si è mai capito bene perché, per trent’anni. Se i francesi vogliono recuperare un minimo di decenza, invece di continuare a bombardare più o meno alla cieca, mandino i loro soldati sul terreno. Anche se temo che sarebbe una nuova Dien Bien Phu.

Detto questo io penso che in realtà non ci sia solo la religione nella guerra che l’Isis combatte in Medio Oriente. È anche il tentativo di ridefinire confini disegnati soprattutto dagli inglesi fra il 1920 e il 1930. Tentativo più che legittimo in cui, appunto, noi occidentali non avremmo dovuto entrare. Ma c’è anche una lettura più inquietante che si può dare di ciò che sta accadendo in Medio Oriente, nell’Africa subsahariana e in Occidente. Potrebbe essere il tentativo dei poveri dei Paesi poveri del Terzo mondo di muover guerra, con le armi e con le migrazioni, ai Paesi ricchissimi ma squartati all’interno da disuguaglianze spaventose. Se questa ipotesi fosse vera ai poveri del Terzo mondo potrebbero aggiungersi, prima o poi, marxianamente, quelli del Primo mondo. E questo immenso mare di miseria finirebbe per sommergere e decretare la fine di quello che chiamiamo Occidente.


Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

18.11.2015

Commenti (44)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. Holodoc 19 novembre 2015

      Concorso riguardo l'analisi del monoteismo.
      Il monoteismo implica per forza la discriminazione, tra chi è fedele e chi no.
      Il monoteismo è prima causa del razzismo.

      - Gli ebrei giudicano biologicamente inferiore chi non ha discendenza ebraica in linea femminile.

      - Per lo stesso motivo una donna mussulmana non può sposare un uomo non mussulmano (mentre l'uomo mussulmano può sposare una cristiana o ebrea)

      - I cristiani giudicano chi non è battezzato incapace di vera carità e compassione nel confronto del prossimo.

    1. paolodegregorio 19 novembre 2015

      -maledizione e obiezione di coscienza?-

      di Paolo De Gregorio, 19 novembre 2015

      Dichiara Papa Francesco, oggi 19 novembre: “maledetti coloro che operano per la guerra e per le armi”. Parole sante, però ci vorrebbe qualche piccola precisazione: tra coloro che operano per la guerra e per le armi non vi sono solo servizi segreti, banche d’affari nei paradisi fiscali, Pentagono, imprenditori che considerano le armi una merce come le altre, ma anche milioni di operai senza i quali nessuna arma circolerebbe.

      Convincere i produttori di armi e i guerrafondai al potere mi sembra dura, ma, oltre alle parole di maledizione, che potrebbero risultare dolorose per i tanti cristiani che lavorano per costruire ordigni di guerra, senza sortire effetti concreti, il Papa dovrebbe far seguire una campagna di obiezione di coscienza per tutti i cristiani addetti alla costruzione di questi ordigni.

      La campagna di obiezione di coscienza è stata portata avanti, con successo dal punto di vista della Chiesa, tra il personale sanitario per contrastare l’aborto. e non c’è paragone tra l’aborto e la guerra come nemici della vita.

      Ricordo solo che, anni fa, in una zona con il 100% di cristiani, nel bresciano, la Valsella Meccanotecnica costruiva le odiose e letali mine antiuomo che vendeva a milioni nei territori di guerra in tutto il mondo, senza che ci fosse mai stata alcuna iniziativa da parte delle gerarchie vaticane per far finire quello schifo. Solo l’intervento dell’ONU e di alcuni sindacati, dopo anni e anni, fece chiudere quelle attività criminali.

      Carissimo Papa Francesco, la tua “maledizione” è una bellissima novità, ma se fossi al tuo posto scomunicherei senza appello, né perdono, tutti coloro che lucrano e operano per la guerra, aggiungendovi la campagna per l’obiezione di coscienza degli addetti alla produzione di ordigni.

      Non si può tenere insieme etica cristiana e collaborazione a qualunque livello con i guerrafondai, non deve essere consentita la fuga dalle proprie responsabilità di coloro che pensano che basta pentirsi negli ultimi giorni della propria vita per ottenere il perdono.

      Paolo De Gregorio

    1. oriundo2006 19 novembre 2015

      Troppo lungo fare una dissertazione su ciò che nelle 'Pandette' o nel 'Corpus Juris' lo si deve all'elaborazione dei giureconsulti 'pagani' e quanto ai rescritti giustinianei od alle glosse medievali della Scuola di Bologna od altro...Lungo ed inutile e probabilmente già fatto da altri. Cardisem, concordo su quanto vai dicendo sulla mancata conoscenza dell'Islam da parte dei cristiani d'Occidente, detti cattolici e protestanti, i quali a malapena sanno quattro frasette dei Vangeli o della Bibbia ma sono totalmente ignoranti su tutto il resto...a costoro non interessa conoscere ma giudicare e farlo a partire da pregiudizi ben radicati: felici poi quando lo possono fare a ragion veduta ( quella del mainstream ). Insomma, non vedo molti lettori che sappiano ed abbiano letto qualcosa di Corbin, ad esempio, od abbiano letto il Corano in una delle magnifiche traduzioni ad esempio del Gabrieli. Ma disquisiscono su ciò che pensano sia giusto pensare 'a mente vuota': come al bar dello Sport. Sono 'cristiani' è vero, ma se ponete loro qualche domandina sui Vangeli vi risponderanno con una tale ignoranza da rimanere esterefatti...a costoro si oppongono gli 'islamisti', anch'essi fermi a tre o quattro Sure mal digerite e qualche hadit di comodo. Insomma, quando il mondo è nelle loro mani, che cosa volete che succeda ? Il 'Bene' ?

    1. cardisem 19 novembre 2015

      Bah! Non mi dichiaro un “esperto”: ho solo inteso dare una interpretazione generalissima di 2000 anni di storia... Se sarà necessario, mi riservo un ulteriore studio... ma per adesso ho altre priorità. Apprezzo comunque l’obiezione...

    1. Nieuport 19 novembre 2015

      Veramente no, il cristianesimo per secoli non si è tradotto in legislazione, nè la rivoluzione francese ha separato nulla. Per secoli la legislazione in una parte dell'occidente era basata sui codici di Giustiniano, e nell'altra parte del diritto orale barbarico, e in nessuna delle due il cristianesimo c'è entrato. La rivoluzione francese ha solo fatto i nuovi codici, con Napoleone, che arrivano fino a noi. Poi c'è la legislazione ecclesiastica, ma quella è un'altra cosa, il diritto canonico non è universale, tratta solo di cose ecclesiastiche.

    1. andriun 19 novembre 2015

      con un reset e tanta disperazione. Vinca il migliore!

    1. natascia 19 novembre 2015

      Ma che venga presto la fine di questo occidente.. Anche se i media ci fanno commuovere per queste morti, agli angoli delle nostre strade, altrettanti e forse più senzatetto,e giovani drogati, giacciono ogni giorno in miseria e in agonia, senza alcun cenno se non dagli altri disperati, indigeni e immigrati, senza più voce perché nessuno si occupa di diffonderla. Non sono giovani che studiano alla Sorbona, ma poste di giro in questo occidente con partita doppia delle commozioni e con manager che percepiscono 400-500 volte piu' del loro sottoposto più vicino. Un occidente con un'eredita che non più in grado di gestire e già sperperata. Un Moloch che non più può guidare alcun popolo verso nessun futuro perché non rispetta e non tutela le nuove generazioni. Dopo le promesse dell'illuminismo la nostra avarizia ci ha portato qui, appunto, in un mare di miseria dal quale non so come usciremo.

    1. Simec 19 novembre 2015

      MAGARI!

    1. fobia1984 19 novembre 2015

      "Decenni di cosiddetto benessere ci hanno infiacchiti, indeboliti, rammolliti, svirilizzati", e proprio per queste ragioni ci siamo fottuti da soli, le catene della schiavitu' sono cosi comode e confortevoli, le moltitudini dei popoli sono sempre state indotte ad acconsentire con le buone o con le cattive maniere sfiaccate dai postumi di guerre il cui eco si perde nel tempo, ed ora il risultato finale di tutto ciò è il transumanesimo che ormai è alle porte; tutte queste guerre odierne non hanno altra funzione principale se non quella di avvicinarci sempre di piu' alla robotizzazione umana.

      "La forza dell’Isis sta nella nostra debolezza", ed anche nella mancata presa di coscienza che l'Isis come tante altre aberrazioni create e foraggiate dall'occidente non è altro che una vera e propria simulazione, un'autentica messa in scena. Se non si comprende questo, che è tutta una grottesca farsa su scala globale, ci sarà una concatenazione di eventi tali che avranno delle ripercussioni sia nell'attuale contesto odierno e sia sulle generazioni future che metteranno a dura prova la sopravvivenza di larghe fasce della popolazione umana. (La paura di attentati la cui portata non è prevedibile con precisione, porta di per sé scompiglio, ostruisce il libero flusso del pensiero nelle sue più alte espressioni, tirando fuori il lato istintivo e animalesco, col risultato di cedere deliberatamente porzioni delle proprie libertà in cambio di una presunta sicurezza)

      In questo caso il vero "dio" non è Allah, ma è il Captagon, e tutti i condizionamenti ipnotici a cui si sottopongono questi guerriglieri, che indubbiamente sono pericolosi, ma lo è altrettanto illudersi che chi organizza tutta questa pagliacciata per via eterodiretta offra delle 'soluzioni' che sono ancora peggio dei problemi stessi. Il Dio è un'intelligenza universale informe, impersonale, astratta, ma che si manifesta concretamente nella realtà percepita, è uno stato di coscienza che travalica la consueta sintassi verbale, è un arbitro super partes, va oltre le meschinità umane, è testimone imparziale delle vicende esistenziali terrestri nella stessa misura un essere vivente è consapevole delle sue cellule, non le conosce singolarmente ma le riconosce come componenti del suo stesso organismo.

    1. cardisem 19 novembre 2015

      Sulla sharia mi permetto di dare una indicazione di inizio studio:
      sharia = giurisprudenza...

      Per secoli, anzi millenni, il contenuto del “cristianesimo” era tradotto in “legislazione”... Poi con la rivoluzione francese le due cose sono andate ciascuno per conto suo...

      Adesso, è curioso, che proprio quelli che sono i più lontani dai “valori” cristiani rivendicano il cristianesimo come “valore occidentale”, magari da imporre con una bella guerra come ai tempi delle Crociate, di cui gli islamici ancora si ricordano...

      Ero stato a una conferenza di un dotto teologo islamico, il quale spiegava che non esiste il termine “guerra santa” ma che jhad debba essere tradotto non come guerra ma “sforzo” ed il principale “sforzo” è quello del padre di famiglia che deve mantenere ed educare, nell’onestà e nella pietà religiosa, i suoi figli... poi ci sono anche tutti gli altri aspetti della vita che richiedono una “sforzo” costante e quotidiano, fino in ultimo ed eccezionalmente alla condotta da tenere in una eventuale “guerra”, dove ci si comporta seguendo anche precetti religiosi che devono essere interpretati secondo la stessa evoluzione teologica che vale per la Bibbia nella sua parte Neo e Veterotestamentaria, dove se si prendessero alla lettera le cose che vi si trovano scritti... altro che Corano!

      Se le cose stanno così, non credo che l’Islam, ultima e in un certo senso più evoluta delle tre religioni monoteistiche, meriti tutta la cattiva stampa che se ne continua a fare... Il problema direi è proprio questo: pretendiamo di conoscere una religione, l’Islam, attraverso ciò che ne dicono i media e le Santanché televisive che di Santo hanno ben poco...

      Intendiamoci: non mi sono candidato a una conversione all‘Islam... Se potessi e se ne desse la concreta possibilità, tornerei al culto degli antichi dei latini e greci... spodestati dai Monoteismi che sono venuti dopo e hanno portato la pretesa del Dio Unico con tutti gli Infiniti Lutti che continiamo a pagarne ancor oggi...

      Ah, dimenticavo: nell’Islam (VI secolo) è raccolta l’eredità della cultura greca molto più e senza riserve che nel cristianesimo, un sincretismo dove una parte non piccola è costituita dall’antico e barbarico giudaismo... Non per nulla abbiamo potuto riscoprire il mondo classico greco grazi agli arabi musulmani... I cristiani hanno conservato poco e solo quello che poteva tornare utile...

    1. glab 19 novembre 2015

      non gli arabi! ... aimè ... ma noi dell'occidente.
      noi che facciamo anche cose come quelle mostrate qui: https://www.youtube.com/watch?v=jvkjzcV7-Eg

    1. idea3online 19 novembre 2015

      ISIS è direttamente proporzionale al rafforzamento della Russia e della Cina. Più la Russia diventa polo attrattivo più l'ISIS verrà rafforzata. Tutto questo prima del confronto diretto tra NATO e SCO. Se la Russia ritornerà all'ovile dell'Impero Americano ascoltando ed ubbidendo alla Signora del Mondo, in questo caso l'ISIS si depotenzierà magicamente. La Russia da adesso in poi e per i prossimi decenni terrà in fibrillazione perenne le coronarie dei costruttori del mondo unipolare. Avranno gli armadietti pieni di ansiolitici e antidepressivi, il loro obiettivo è togliere alla Russia il porto di Tartus e quello di Sebastopoli per adesso prima di sferrare il colpo dii grazia. Tutte le morti collaterali contenere la Russia e disciplinare potenziali alleati, sono per l'Elite "Danni Collaterali".

    1. Hamelin 19 novembre 2015

      Fini l'inizio della fine è accogliere persone che vogliono imporre la sharia e mozzarti la testa perchè sei un infedele .

      Se nutri , proteggi ed allevi la serpe che hai in seno non puoi lamentarti se poi essa ti morde .

      La saggezza di Esopo è dimenticata e nessuno si ricorda che fine fa il contadino che ha pietà della serpe .

      E' l'inizio della fine ? No , la fine è già iniziata da tempo .

      Questa è solo una delle logiche conseguenze delle politche scellerate e suicide create per annientare i popoli europei .

    1. andriun 19 novembre 2015

      è un termine che ho coniato usato e spiegato nel mio libretto. Diciamo solo che non ha nulla a che fare con l'essere gay. Il concetto deriva piuttosto dall'essere totalmente succube del genere femminile. In italia non lo si da a vedere per falso orgoglio, ma vi sono diversi segnali nonchè provvedimenti anche legislativi, che possono essere giustificati solo se si considera che il potere in mano alle donne in Italia è maggiore di quanto si pensi(potrei farle una serie di esempi, ma credo che lo sappia già).


      Ovviamente il gay è un soggetto effeminato, ma quello va da sè, in quanto è risaputo che non sarà mai in contrasto con la posizione femminile, dal momento che ne condivide pregi e difetti. Motivo questo per cui, in Italia ha così tanto sostegno.

      L'italiano "mammone" invece, deve accettare più o meno volontariamente questa anomalia di sistema, anche a costo di pagarne le serie conseguenze(ma soprattutto farle pagare agli altri), derivate dalle loro incapacità(vedi quote rosa ma non solo), proprio perchè è zeppo di conflitti di interesse da difendere.

      L'UOMO russo ha moglie e figlie(chissà come avrà fatto essendo considerato un maschilista), ma se ne guarda bene dall'essere come l'italiacano, che adesso non a caso, si ritrova a "sbavare" per le gesta e le capacità del loro leader e per la loro politica.
    1. mago 19 novembre 2015

      Siamo diventati come quei gatti a cui dai la pappa che la buona tv ci fa vedere ogni sera..incapaci di prendere poi i topi..stiamo discutendo sui matrimoni fra gente dello stesso sesso...tante caxxate tanto per fare cinema..se gli ultimi machi sono quelli in mutandoni che non hanno piu`un centimetro di pelle talmente sono tatuati e corrono dietro ad un pallone ... allora possiamo capire a che punto siamo..questi hanno capito la debolezza che parte dai nostri politici inconcludenti e mezze caricature di statisti corrotti e servili al soldo di interessi altrui che si scoprono e si ricordano di essere patrioti in questi momenti...si siamo finiti ma già da un pezzo.

    1. Senna 19 novembre 2015

      Perchè effeminati ?

    1. Senna 19 novembre 2015

      La Siria chi l'ha ridotta così ?

    1. andriun 19 novembre 2015

      La società debole è giusto quanto naturalmente logico, che si estingua. Noi siamo il Paese popolato da effeminati per eccellenza: la natura ci dirà se la nostra può essere considerata una società che ha diritto di esistere oppure no.


      A mio avviso ci aspetta un bel reset, che metterà le cose nuovamente nel giusto ordine.
    1. MartinV 19 novembre 2015

      Fini ha ragione. Per questo la strategia deve essere quella di recuperare il territorio a partire dalla Siria, proprio come stanno facendo i Russi che aiutano l'esercito arabo siriano a riprendere villaggio dopo villaggio il suolo e minizzando le perdite umane dei civili.
      Sarà propaganda di regime, ma i villaggi riconquistati si stanno ripopolando, la gente fuggita torna alle proprie case e comincia a ricostruire.


      La Russia non deve cadere nella trappola dei bombardamenti per fare comunicazione. Ma penso lo sappiano già.

    1. andriun 19 novembre 2015

      a volte si vuol vedere ciò che si vuol vedere e sentire ciò che si vuol sentire. I media a mio avviso hanno una grossa responsabilità, ma non è tutta colpa dei media se le cose ingiuste persistono.


      Vogliamo fare un esempio? ma si facciamolo. Le quote rosa in Italia si sa che ci sono, si sa pure che sono ingiuste, ma permangono, finchè un giorno, chissà quanto lontano, qualcuno non dirà: le abbiamo tenute solo perchè i media ce le hanno tenute nascoste".

Visualizzati 20 di 44 commenti approvati.