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SAPELLI: DALL'ECUADOR UN'UTOPIA CHE INCANTA L' ITALIA

DI CLAUDIO PERLINI
ilsussidiario.net

Intervista a Giulio Sapelli

L’Ecuador, il più piccolo tra i paesi del Sudamerica, propone un nuovo modo di gestione del debito pubblico. Lo fa attraverso le parole del suo Presidente, l’economista Rafael Correa, intervenuto all’Università Bicocca di Milano nel corso degli incontri previsti con i rettori degli atenei lombardi. A lui è infatti stata assegnata una lectio magistralis dal titolo “L’esempio dell’Ecuador di fronte alla crisi del debito in Europa”. La ricetta del Paese Sudamericano è tanto semplice quanto complessa: “Rifiutando di pagare quanto richiesto dai nostri debitori – ha detto Correa – abbiamo risparmiato e investito l’equivalente di due anni di nuove infrastrutture nel Paese”. Secondo il presidente ecuadoriano, questo metodo è applicabile in qualunque Paese, anche in quelli europei: “Bisogna avere coraggio per prendere decisioni politiche anche se questo può influire sul rating, sul rischio-Paese. Un’economia sociale e solidale con il mercato porta benessere al Paese”. Insieme al professor Giulio Sapelli, docente di Storia economica all’Università di Milano, commentiamo questa proposta.Professore, cosa ne pensa?

Quello fatto da Correa è in sostanza lo stesso annuncio che aveva fatto anche l’Argentina alcuni anni fa attraverso la politica economica, certamente avventurosa, di Nestor Kirchner. Numerosi esperti della scienza economica ufficiale avevano preconizzato che, a seguito di questo, l’Argentina si sarebbe ritrovata isolata dal resto del mondo; eppure, come sappiamo, questo non si è mai verificato.

Quindi la posizione di Correa non la stupisce?

Non molto. Semplicemente Correa, ritrovatosi schiacciato dal debito estero, adesso si rifiuta di pagarlo, a fronte di una politica del Fondo monetario internazionale che in certi casi si è rivelata catastrofica. Abbiamo cominciato a capire quanto hanno sofferto i Paesi dell’America del Sud a causa del Washington Consensus (insieme di specifiche direttive di politica economica elaborate nel 1989 dall’economista John Williamson da destinare ai paesi in via di sviluppo che si trovassero in crisi economica, ndr) e per la politica del Fmi solamente quando le stesse regole sono state applicate in Grecia e in Portogallo.

Quanto si rischia però con una politica del genere?

Ovviamente molto, ma evidentemente tra la politica del Fmi e quella del rischio anche il popolo ecuadoriano preferisce di gran lunga la seconda ipotesi, ed è assolutamente comprensibile. Alcune conseguenze negative probabilmente ci saranno, l’Ecuador potrebbe essere espulso dal Wto oppure subire alcune forme di embargo, ma se Correa ha assunto tale posizione significa che può permetterselo, magari contando sul solido rapporto con il Brasile che vanta una politica economica molto autonoma.

È davvero applicabile una politica del genere anche in Europa, per esempio in Italia?

Credo proprio di no. L’Italia, come ben sappiamo, si ritrova con una “camicia di forza” chiamata euro, quindi una soluzione come quella dell’Ecuador non è assolutamente applicabile. Forse lo è in via assolutamente teorica, ma non possiamo non guardare alla realtà: nel contesto dell’Eurozona un’ipotesi del genere non è pensabile.

Come giudica comunque un atteggiamento di questo tipo nei confronti del debito estero?

Conosco molto bene il Sudamerica e devo dire che il neoliberismo del Washington Consensus ha distrutto gran parte dell’economia latinoamericana, così come l’avevano già indebolita anche le politiche protezioniste. Adesso, invece, fortunatamente si è capito che ad andare molto bene è un’economia mista come quella brasiliana. Anche se difficilmente applicabili altrove, esempi come questi risultano in tutti i casi molto interessanti.

In Islanda invece i cittadini hanno chiesto in un referendum che la Costituzione venga riscritta per impedire il ripetersi della crisi finanziaria del 2008. Vogliono una quota maggiore dei proventi da energia geotermica e pesca. Cosa ne pensa?

Personalmente sono favorevole a iniziative di questo tipo e credo che gli islandesi abbiano fatto bene a richiedere il referendum, ma anche in questo caso parliamo di un Paese molto piccolo, con pochi abitanti, un’immensa fonte di energia e una grande educazione civica. Hanno poi avuto la fortuna di non essere stati integrati nell’euro, quindi non hanno il nostro stesso vincolo.

Entrambi i casi sono quindi interessanti, ma solo sulla carta.

Esatto. Stiamo parlando di Paesi capaci di rialzarsi dopo essersi avvicinati pericolosamente al baratro, di cui possiamo certamente imitare una spiccata creatività con la quale far nascere idee di questo tipo che a noi evidentemente manca. La lezione da imparare è questa, certamente non di politica economica.

Claudio Perlini
Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2012/11/16/DEBITO-Sapelli-dall-Ecuador-un-utopia-che-incanta-l-Italia/338527/
16.11.2012

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    Ecco, se dopo la Bicocca a Rafael Correa fosse permesso di discorrere anche alla Bocconi, magari qualche parola intelligente potrebbe risuonare anche tra le mura dell’esimia università dei governatori tecnici, pronunciata da qualcuno degno di ammirazione per aver avuto il coraggio di accompagnare le idee ai fatti concreti.
    Coraggio che manca decisamente alla mediocrità italiana di stampo Sapelli, il quale preferisce scrivere che “l’Italia, come ben sappiamo, si ritrova con una “camicia di forza” chiamata euro, quindi una soluzione come quella dell’Ecuador non è assolutamente applicabile.”

    La camicia di forza del FMI in cui si ritrovava l’Ecuador era ben più stretta di quella euro, e senza scomodare leader audaci come Correa, basterebbe avere il M5S al posto di Monti per liberarcene una volta per tutte. Con la mediocrità non si va da nessuna parte.

  • BaronCorvo

    Queste politiche sono inattuabili in Italia perché non siamo più abituati a soffrire da almeno cinquant’anni; se poi vogliamo parlare degli autentici livelli medi di sofferenza sudamericana, a quelli non ci siamo più abituati da secoli e secoli.
    Ci siamo venduti le gonadi in cambio del misero piatto di lenticchie e oggi che ci servirebbero non sappiamo più cosa fare, non riusciamo a far nascere una singola proposta politica valida, non abbiamo la dignità di organizzarci.
    Un indio discendente da generazioni che per secoli sono state obbligate a lavorare come schiavi in posti spaventosi come il Cerro Potosì e altri luoghi di dolore ha da mettere un peso molto consistente di coraggio e capacità di resistenza sul piatto della bilancia; noi, almeno in Italia, non abbiamo che le nostre lamentele del “non è giusto”, “lo stato ci deve aiutare”, “i politici devono andare a casa”; ma non faremo niente fino a che non il crollo non sarà evidente a tutti e non più rimediabile.

  • consulfin

    ma dove sta scritto che l’Ecuador è il più piccolo stato del Sudamerica?

  • peronospora

    A quanto pare solo nell’articolo. http://it.wikipedia.org/wiki/America_Meridionale

  • zapper

    “È davvero applicabile una politica del genere anche in Europa, per esempio in Italia?

    Credo proprio di no. L’Italia, come ben sappiamo, si ritrova con una “camicia di forza” chiamata euro, quindi una soluzione come quella dell’Ecuador non è assolutamente applicabile.”

    eh già, non fa una piega, se ho una camicia di forza non penso a come togliermela ma la ritengo un dono divino da non mettere assolutamente in discussione, hai visto mai che mi toglono da sotto il culo la mia prestigiosa cattedra.

  • AlbertoConti

    Se il M5S s’impegna apertamente a liberarci dall’europa dei banchieri, indicandone chiaramente le modalità e la proposta alternativa, lo sponsorizzo subito. Ma a te risulta? Delegare a un referendum popolare questa scelta è un po’ da Ponzio Pilato.

  • AlbertoConti

    Correas non ha solo le palle, ha anche il cervello. I cervelli nostrani son tutti impegnati dalla parte sbagliata.

  • AlbertoConti

    La vera differenza tra noi e loro è nei modi in cui gli USA esercitano la loro influenza imperiale. Modi rozzi in sudamerica, che han fatto il loro tempo, modi più subdoli in Europa, fondati sulla maggior presenza dei grandi interessi finanziari. C’è molta più correità diffusa nei crimini del “capitalismo” qui da noi, che rendono più difficile riconoscere il nemico per poterlo combattere. Sapelli è la quintessenza di quest’ambiguità.

  • MrStewie

    Il Sapelli cammina sulle uova. Ma forse non conosciamo il contesto in cui ha detto certe cose. Certamente non emerge direttamente dalle sue parole che, per uscire noi italiani dall’euro, avremmo bisogno di una massa critica di individui, soprattutto di quelli con un po’ di potere, che supportano quest’idea. Perchè che Correa “possa permetterselo” lo dice…

  • Allarmerosso

    Purtroppo la situazione fra le masse della popolazione presente attualmente in Italia , è desolante , desolazione frutto di una propaganda quasi religiosa sulla moneta unica che ha messo nella testa delle persone che senza euro sarebbe una catastrofe , persone quelle che sono ormai incapaci di comprendere che la catastrofe la stiamo comunque vivendo anche adesso e che sarà sempre peggio. Il non pronunciarsi troppo secondo me non è poi così sbagliato arrivare a poter proporre un referendum sarebbe gia un ottimo traguardo. Pronunciarsi diversamente adesso negherebbe anche la possibilità di proporlo il referendum.

  • Allarmerosso

    Quelli che hanno spazio di parola alle grandi masse si . In realtà i cervelli li abbiamo anche qui ma vengono presentati come terroristi agli utili idioti.

  • omar86

    la soluzione dell’Ecuador è stata semplice.. il debito acquisito fin dagli anni 70; grazie alle dittature militari finanziate dagli USA, e che ai tempi erano comuni nei paesi sudamericani per “contrastare” la crescita del comunismo. E’ stato “ridimensionato”, praticamente non si sono rifiutati di pagare il loro debito.. ma semplicemente gli interessi frutto di anni e anni (metà anni 80 fino alla fine a inizi anni 00) di governi neo liberalistici e acconsentisti verso gli USA, se si pensa al fatto che a inizi anni 90 il debito poteva cadere in prescrizione grazie ai nuovi regolamenti sui debiti. il governo si rifiutò, accentando cosi di continuare a pagare il debito.. USA negli anni 70 avendo un’alta percentuale di liquidità decise di “investire” nei paesi in via di sviluppo ad un tasso variabile, quindi nelle dittature sudamericane da loro finanziate. negli anni 80 gli interessi variano dal 7% al 30%. ciò che ha fatto Correa è stato semplicemente pagare ciò che ha ricevuto. quando lo fecce FMI urlò allo scandalo, pero finita la rinegoziazione non ebbe nulla da dire, (chi sa come mai? forse sapevano che avevano fatto la porcata)
    A metà anni 90 la costituzione prevede il finanziamento da parte dello stato per salvare le banche nel caso ci sia un’eventuale crisi, e cosi nel 99 esplose la peggior crisi dell’Ecuador.
    i cittadini ecuadoriani si sono così trovati a “finanziare” le banche con oltre il 60% dei loro risparmi grazie al cosiddetto “FERIADO BANCARIO” nel frattempo la moneta locale (Sucre) sparì lasciando il posto al dollaro USA, non senza riservare l’ultima batosta ai cittadini, cioè, i loro risparmi congelati in banca grazie al “FERIADO” con un cambio valuta pari a $1=10000 sucres è stato restituito circa un anno dopo a un cambio pari a $1=25000, cosi chi aveva un milione di sucres ri ritrovò in mano $40.
    Questo sommato a “ricette x la crescita” dettate da FMI, abuso delle multinazionali, e sfruttamento ai lavoratori diede spazio al fallimento dell’economia ecuadoriana.
    cosi l’Ecuador si ritrovò con la classe media “sterminata”, 3 milioni di ecuadoriani immigrati, povertà a livelli stellari e un rifiuto sociale verso la politica. Cosa sperano gli italiani x reagire? forse non avere da mangiare, oppure vedere le famiglie spezzate x colpa della migrazione.. il rifiuto alla politica c’e già, la povertà ogni giorno cresce di più.. spero solo di sbagliare ma un’uscita “felice” non la vedo..

  • Aironeblu

    Ultimamente su ogni forum “alternativo”, come CDC, Luogocomune, e tanti altri, si sostiene sempre che Beppe Grillo non si schieri apertamento contro l’euro e l’europa dei banchieri, ma è purtroppo una gravissima disinformazione che danneggia l’unico movimento politico che sta dalla”propria” parte.

    Prova a guardarti da youtube uno qualunque dei comizi tenuti in Sicilia per le ultime elezioni, e vedrai come spiega in dettaglio come la BCE sia un consorzio di banche private, che presta soldi a 0,90 % di interesse ai grandi gruppi bancaei (azionisti di bce), i quali usurano agli stati prestiti con tassi dal 6al 26%, oltre che spiegare che il nostro debito è in mano Deutsche Bank, Paribas e Banca di Londra, come Monti sia il curarore fallimentare del nostro paese, e come l’unica possibilità di fuga sia l’uscita dall’euro. Da decidere però con la volontà del popolo italiano tramite referendum.

  • Aironeblu

    Sono d’accordo, servirà un bello shock per il risveglio della nostra cittadinanza indebolita dal benessere e inebetita dalla disinformazione, e per una certa categoria di italiani, che aggiungono anche quella fastidiosa presunzione di superiorità made in USA, spero che il botto sia memorabile…

  • Aironeblu

    Parole d’oro!

  • Aironeblu

    Io voglio essere ottimista e vedere la soluzione politica nell’uscita dall’euro, che potrebbe essere portata avanti solo ed esclusivamente dal M5S, altrimenti sarà necessaria ancora una bella discesa prima che i cittadini italiani si rendano tardivamente conto di dover correre ai ripari.

  • chieppelab

    10 PUNTI:

    -ELIMINAZIONE DI TUTTI I POLITICI AL PARLAMENTO ATTUALI

    -MANDARE IMPAGATA LA QUOTA DEGLI INTERESSI IL DEBITO PUBBLICO ALLE GRANDI BANCHE (ANNULLARLA AUTOMATICAMENTE)

    -SOFTWARE GENERALE PER IL CONTROLLO DELLA SPESA STATALE

    -LA STAMPA DELLE BANCONOTE DEVE TORNARE ALLO STATO

    -ELIMINAZIONE DELLE BASI AMERICANE DAL SUOLO EUROPEO

    -LE PENSIONI OLTRE I 3000 EURO DEVONO ESSERE RESTITUITE PER LA DIFFERENZA ALLO STATO PER TUTTI GLI ANNI DALL’EROGAZIONE.

    -POLITICA ECONOMICA ESPANSIONISTICA NEI LIMITI DELLA LEGALITA’ INTERNAZIONALE. (DAZI DOVE SERVONO E MISURE PROTEZIONISTICHE DEL PRODOTTO NAZIONALE)

    -COLLUSIONE, CORRUZIONE DEVONO ESSERE PUNITI DAI 10 AI 30 ANNI DI CARCERE SENZA SCONTI, (devo lavorare come uno schiavo perchè i soldi vengano sperperati da qualche malandrino???)

    -CERTEZZA DEI PAGAMENTI (chi fallisce e/o non paga RUBA) DEVO AVERE LA CERTEZZA CHE UNO ABBIA I SOLDI PER PAGARMI.

    -RICANDIDABILITA’ PER I POLITICI FINO A 2 MANDATI, E PENSIONE COME TUTTI DOPO 40 ANNI DI LAVORO.

    -VERITA’ NELLA RICERCA: CHI PROMUOVE LUCRATIVE PRATICHE CURATIVE INCONCLUDENTI (es. chemioterapia) SARA’ PUNITO CON CARCERE DA 10 A 30 ANNI

    -LAVORI FORZATI PER I DETENUTI, HANNO SBAGLIATO, DEVONO PAGARE CON IL LORO SUDORE, COSTRUENDO OPERE O PRODUCENDO.

    .

  • Santos-Dumont

    Preferirei leggere questo genere di proclami all’interno del programma del M5S, invece di dover rovistare tra i video di Youtube. Sai com’é, scripta manent, verba volant (anche se registrate, come nel caso in questione).