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SALVANDO I “GRANDI 3” PER TE E PER ME…


DI MICHAEL MOORE
Commondreams

Amici, io guido un’auto americana, una Chrysler. Non ne sto facendo la pubblicità, sto solo lanciando un grido di compassione. C’è una lunga storia, vecchia di decenni, raccontata e riraccontata da decine di milioni di americani, di cui un terzo ha dovuto “rinnegare” il paese semplicemente per trovare un modo di recarsi al lavoro in qualcosa che non si guastasse.
La mia Chrysler ha quattro anni. L’ho comprata per lo stile di guida agile e comodo. Allora la fabbrica era di proprietà della Daimler-Benz, che ha avuto il buon senso di piazzare lo chassis Chrysler su semiasse Mercedes. Che guida ragazzi!
Quando parte…!
Più di una dozzina di volte quest’anno la mia auto si è rifiutata di mettersi in moto. Ho cambiato le batterie, ma non era quello il problema. Anche mio padre guida lo stesso modello, e anche la sua macchina lo ha lasciato a piedi molte volte. Semplicemente non parte, senza alcun motivo!
Qualche settimana fa l’ho portata ad un’officina Chrysler qui in nord Michigan; per farla aggiustare ho speso 1.400 dollari. Il giorno dopo la consegna l’auto non partiva già più. Quando sono riuscito a farla partire, la luce dei freni iniziò a lampeggiare. E così via.

Da questo potreste desumere che a me di questi incapaci costruttori di automobili di merda nei paraggi di Detroit non me ne può fregar di meno. Invece no. Me ne preoccupo. Mi preoccupo per i milioni di persone le cui vite e sostentamento dipendono dalle fabbriche di automobili. Mi sta a cuore la sicurezza e la difesa di questo Paese perché il petrolio sta per finire – e che quando finirà, il disordine e il cataclisma che ne seguiranno faranno sembrare l’attuale recessione/depressione come un musical alla Tommy Tune.
Mi preoccupo di quel che succede ai Grandi 3 perché sono i più responsabili di quasi tutti per la distruzione della nostra fragile atmosfera e per il costante scioglimento delle calotte polari.
Il Congresso deve sanare le infrastrutture industriali controllate da queste fabbriche e il lavoro che procurano, come deve liberare il mondo dal motore a scoppio. Questo enorme sistema manufatturiero può redimersi iniziando a costruire su vasta scala automobili elettriche o ibride e il tipo di trasporti di cui il XXI secolo ha bisogno.

Il Congresso deve far questo NON dando a General Motors, Ford e Chrysler i 34 miliardi di dollari che stanno chiedendo in “prestito” (qualche giorno fa volevano soltanto 25 miliardi, ecco quanto sono stupidi, non sanno neanche di quanti soldi han bisogno per pagare i salari. Se voi o io provassimo ad ottenere un prestito bancario in questo modo, non solo ci sbatterebbero fuori, ma ci ascriverebbero a qualche lista nera come insolventi).
Due settimane fa i direttori generali delle Grandi 3 sono stati presi a pesci in faccia da una commissione Congressuale che li ha scherniti e negato loro il trattamento di favore che avevano accordato ai finanzieri solo un paio di mesi prima. In quell’occasione i politici fecero una gara di servilità nei confronti di Wall Street con i farabutti seguaci degli schemi bizantiniani di Ponzi dove scommettevano con i soldi degli altri su azzardati schemi finanziari conosciuti in gergo come fate e unicorni.
Ma i ragazzi di Detroit vengono dal Midwest, dalla “cintura arrugginita”, dove si costruiscono cose vere, necessarie, che i consumatori possono toccare e comprare, dove il denaro si ricicla continuamente nell’economia (incredibile!), dove si sono formati i sindacati che hanno creato il ceto medio, e che mi hanno aggiustato i denti gratis quando avevo dieci anni.
Per tutto questo, i capitani dell’industria automobilistica a novembre hanno dovuto sentirsi ridicolizzati per il modo in cui sono arrivati a Washington DC. Sì, hanno volato sui jet privati delle loro ditte, proprio come fecero i banchieri e i ladri di Wall Street a ottobre. Ma, attenzione, QUELLO andava bene! Loro erano i veri Maestri dell’Universo! Solo i migliori mezzi di trasporto sono adeguati per la Grande Finanza mentre si prepara a depredare i tesori della nazione.
Naturalmente una volta erano i magnati dell’auto a governare il mondo. Erano il cuore pulsante che tutte le altre industrie – acciaierie, raffinerie, cementifici – servivano. Cinquantacinque anni fa il presidente della General Motors, seduto proprio a Capitol Hill, informò apertamente il Congresso che gli interessi di GM erano gli interessi del paese. Perché, a suo modo di vedere, General Motors ERA il paese.
Ma che lunga, deprimente caduta in disgrazia abbiamo avuto modo di testimoniare il 19 novembre, quando i tre topini ciechi sono stati bacchettati e rimandati a casa a scrivere un tema dal titolo “Perché Voi Dovreste Darmi Miliardi di Dollari Gratis”. Gli hanno perfino chiesto se avrebbero lavorato per un dollaro all’anno. Beccatevi questo! Che Congresso grande e coraggioso! Proporre a tre dei più potenti (ancora) uomini al mondo una specie di contratto di servilità… Questo da parte di un Congresso senza spina dorsale che non osa ribellarsi a un presidente in disgrazia né dire no a finanziamenti per una guerra che né loro stessi né gli americani che rappresentano appoggiano. Incredibile.
Lasciatemi dire una cosa ovvia: ogni singolo dollaro che il Congresso dà alle tre ditte automobilistiche verrà immediatamente gettato nel cesso. Non c’è niente che gli amministratori delle tre grandi case automobilistiche possano inventarsi che convincerà la gente ad uscire in una recessione e comprare uno dei loro grossi, scadenti prodotti assetati di benzina. Dimenticatevelo. E, come sono sicuro che i Detroit Lions della famiglia Ford non andranno al Super Bowl – mai – posso garantirvi che questi, dopo aver bruciato i 34 miliardi di dollari, ritorneranno la prossima estate per altri 34 miliardi. Allora, che fare?

Membri del Congresso, eccovi la mia proposta:
1. Il funzionamento dei trasporti in America è una delle questioni più importanti che il governo deve affrontare, e siccome stiamo attraversando un’enorme crisi economica, energetica e ambientale, il nuovo presidente del Congresso deve fare ciò che Franklin Roosevelt fece quando si trovò ad affrontare la famosa crisi (…solo che lui ordinò alle industrie automobilistiche di smettere di costruire automobili ma di costruire aerei e carri armati): i Grandi 3 devono, d’ora in poi, costruire soltanto automobili che non siano petrolio-dipendenti, e, cosa più importante, costruire treni, autobus, linee metropolitane e tramviarie (un corrispettivo progetto di lavori pubblici nazionale costruirà binari e linee ferroviarie). Questo oltre a salvaguardare posti di lavoro ne creerebbe altri milioni.
2. Potreste comprare TUTTE le azioni della General Motors per meno di 3 miliardi di dollari. Perché dovreste dare a GM 18 miliardi o 25 miliardi o cifre del genere? Prendete i soldi e comprate la fabbrica! (ad ogni modo se fate loro un “prestito” domandereste una garanzia da parte loro, e siccome noi sappiamo che loro non ripagheranno quel prestito, alla fine acquisireste la fabbrica comunque. Perciò perché aspettare? Compratela adesso.)
3. Nessuno di noi vuole ufficiali governativi a capo di un’industria automobilistica, ma ci sono molti geni dei trasporti che potrebbero essere impiegati per questo. Abbiamo bisogno di un Piano Marshall per staccarci dai veicoli a benzina e trasportarci nel XXI secolo.

Questa non è una proposta eversiva o fuori dal mondo. Ci vuole soltanto l’uomo più in gamba che mai sia diventato presidente per metterla in atto. Cosa propongo ha già funzionato. Il sistema ferroviario nazionale era un macello negli anni ’70. Il governo intervenne, lo risanò e una decina di anni dopo lo rivendette a privati con un profitto di un paio di miliardi di dollari che rimpinguarono le casse del Tesoro.
Questa proposta può salvare la nostra infrastruttura industriale – e milioni di posti di lavoro. Non solo, ma ne creerebbe altri milioni. Potrebbe letteralmente trascinarci fuori da questa recessione.
Al contrario, ieri General Motors ha presentato la sua proposta di ristrutturazione al Congresso, promettendo che, se il Congresso gli darà 18 miliardi di dollari adesso, loro elimineranno 20.000 posti di lavoro. Avete letto bene. Noi diamo loro miliardi sicché loro possano sbarazzarsi di altri lavoratori americani. Questa è stata la loro Grande Idea degli ultimi 30 anni – licenziare migliaia di persone per salvaguardare i profitti della societa. Nessuno però ha mai fatto loro questa domanda: “Se tu licenzi tutti quanti, chi avrà i soldi per comprare le tue automobili?”
Questi idioti non si meritano un centesimo. Licenziamoli tutti e prendiamoci le loro industrie per migliorare la vita delle persone, del paese e del pianeta.
Gli interessi di General Motors SONO gli interessi della nazione… Per una volta è la nazione a dettare i termini.

Michael Moore
Fonte: www.commondreams.org
Link: http://www.commondreams.org/view/2008/12/03
3.12.08

Tradotto per www.comedonchisciotte da GIANNI ELLENA

Pubblicato da Davide

  • Pausania

    Vai Moore, ecco quello di cui abbiamo bisogno: di un branco di parassiti governativi che comprano a spese dei poveri aziende di merda che sarebbero dovute chiudere anni fa, seguendo la logica della superstizione e del millenarismo in salsa post-moderna, con il peak oil al posto della Bestia ed il global warming al post dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse.

    Per fortuna ci sei tu!

  • TRIMEGISTO

    No, caro pausania, per fortuna ci sei tu che sai controbattere ad una proposta concreta con una risma di parole colorite… sai cosa ti dico? Hai ragione, puniamo i capitalisti cattivi e quei milioni di persone che ne pagheranno le conseguenze vadano pure a farsi fottere, tanto sono tutti ammerikani cattivi, no? E anche da noi, basta! tutti gli operai a casa! Vedrai che fiorire di tornei di calcetto nei prossimi anni… [sigh]

  • myone

    Se soluzione e’ soluzione c’e’. Acquisizione = sottrazione a speculazione privata. Riconversione = consolidamento e sviluppo con ulteriori posti lavoro ( sopratutto per chi e’ disoccupato). Basta tenere questo modello e farlo funzionare su future necessita’ migliori in ogni senso e in ogni campo. O no. !?!

  • Pausania

    Infatti, dico io, perché fermarci a quello che dice Moore?

    Facciamo di più. Facciamo comprare allo Stato tutte le aziende, così siamo sicuri che nessuno perderà il lavoro, e le facciamo lavorare a pieno ritmo. Poi, per evitare la sovrapproduzione, obblighiamo i cittadini a comprare tutti i prodotti. Poi, siccome i soldi i cittadini non li hanno, emetteremo le carte di credito da 100000 dollari l’una, fornite gratuitamente dal governo.

    Et voilà, era così semplice e non ci abbiamo mai pensato!

    Poi, potremmo anche insegnare ai bambini a piantare le carte di credito per terra, così nasceranno alberi di carte di credito e loro potranno comprarsi la macchina della Chrisler.

    Ma la cosa veramente importante in tutto questo è che poi si pubblichi immediatamente un articolo che metta in guardia dai pericoli del consumismo e dei pericolosi SUV e del loro impatto sulla civiltà occidentale.

  • albertgast

    Io non so se le proposte di Moore funzionerebbero, ma sicuramente dare dei miliardi ad aziende che mettono a casa degli operai NON funzionerebbe. Miliardi per fare cosa? Altre macchine? E chi le comprerebbe? Quelli che sono stati licenziati? Ho sentito oggi che anche Sarkozy aiuterà l’industria dell’auto. Nello stesso servizio però, dicevano che gli autosaloni stanno facendo il 2 X 1 come al supermercato! Compri una macchina, te ne regalano un’altra!
    Mah…..a me sembrano tutti matti….
    Le macchine restano tutte lì invendute, e loro vogliono costruirne delle altre….
    Le cose stanno cambiando e in fretta.
    Urge qualcuno che abbia proposte diverse, ma subito!
    Dove sono i cervelloni dell’economia?
    Non quelli che ancora adesso parlano di ripresa dell’economia, per favore. Quelli più seri.

  • Fabriizio

    ho letto il primo post e ho scoperto che diceva quello che volevo dire io poi ho letto il secondo che gli si contrapponeva polemicamente e condividevo quello come il primo. E cosi’ anche con la risposta del primo sul secondo, arrivata per terza e l’intervento del terzo arrivatro per quarto. Condividevo TUTTO. Credo di avere le idee confuse. e per scrivere questa cosa mi sono anche molto stancato. Almeno tanto quanto voi che l’avete letta. Se mai l’avete fatto.

  • biopresto

    Esattamente le stesse cose che diceva Orwell nella fattoria degli animali…… qui a mio modo di vedere i casi sono 2. O tutti da qualche parte hanno ragione ma il problema è capire dove, come diceva Reich. Oppure tutti hanno torto perchè tutti partono con il ragionamento su una base sbagliata

  • Pausania

    Ovviamente tutti hanno una parte di ragione, difficile avere la verità in tasca.

    Il problema sta nell’assunto di base che diamo per scontato e che ci è stato inculcato da media e apparato scolastico/universitario: che lo Stato deve intervenire per accrescere i consumi per far aumentare la catena produttiva.

    Questo era l’assunto di Keynes e da allora è stato sempre applicato.

    Non importa se il New Deal non ha funzionato, si continua imperterriti

    Ecco che allora, su queste premesse, in Italia vediamo cosa succede con la Fiat: un’azienda ammanicata che produce lattine di merda che però viene tenuta in vita con i soldi dei cittadini, ovviamente per far fare i soldi agli amici degli amici.

    Poi, dopo aver creato un’azienda enorme, si tira fuori la scusa dei posti di lavoro persi se l’azienda chiude. Il ricatto morale che funziona sempre. E quindi via con gli aiuti di Stato, le rottamazioni e chi più ne ha più ne metta.

    E’ chiaro che nessuno vuole che gli operai della Chrysler o della Fiat perdano il lavoro, ma non è certo continuando a tenere in vita un cadavere che si cura il male

    Certo, dal punto di vista degli operai perdere il lavoro è una merda. Ma dal punto di vista di tutti i cittadini, che sono in gran parte poveri o comunque non abbienti, il sistema nel suo complesso ha provocato inflazione, povertà e miseria.

    Soldi sottratti ai poveri per far arricchire i pochi soliti noti, con la scusa della disoccupazione incombente. E comunque non c’è nemmeno il vantaggio per i lavoratori della Chrysler, in quanto anche loro, pur mantenendo per un altro po’ il posto di lavoro, sono inesorabilmente scivolati al limite della povertà, come tutti gli altri, e presto probabilmente supereranno il limite anche loro.

    Prima usciamo dagli schemi mentali inculcati in questi anni e meglio sarà.

  • materialeresistente

    E si, viviamo proprio una crisi social comunista data dal troppo stato. Ma torna a scuola che è meglio!

  • Pausania

    Adoro i ragionamenti ben argomentati. E la proprietà di linguaggio.

    D’altro canto il tuo abbinare socialismo e comunismo allo Stato la dice lunga sulla tua visione del mondo

    Però mi aspettavo un po’ più di fuffa sul libero mercato che ha fallito e sullo Stato che non interviene abbastanza.

  • TRIMEGISTO

    Pausania, hai tirato fuori di nuovo delle bellissime parole e concetti (che condivido), ma ancora niente alternative.

    A elucubrare sono bravo anche io, e di visioni per un sistema migliore ne ho a bizzeffe; pensa, sono pure disposto ad una rivoluzione culturale palingenetica, ma… ma… ma se mi metto nei panni di un politico che deve gestirsi la patata bollente che si ritrova ora tra le mani, cosa mi sentirei in cuore di fare per sostenere anche i piu’ alti ideali che possiedo?

    Di nuovo, lasciar marcire in IMMEDIATA miseria milioni di miei connazionali o cercare di trovare una soluzione di compromesso? Soprattutto ora che nei confronti del grande capitale mi ritrovo a giocare con qualche carta migliore che nel passato?

    Forse devo essere piu’ diretto… Pausania, tu che faresti al posto loro?

  • Pausania

    Proverò a risponderti, abbracciando il falso presupposto che il politico sia lì per fare il bene degli altri. Poiché questo presupposto è palesemente falso, va da sé che questa non è la mia ricetta ideale. Comunque un tentativo non fa male.

    Se fossi questo politico, avrei due strade: la prima, cercare di convicere tutti i miei colleghi più importanti, e anche quelli un po’ meno, a tirarsi un colpo di rivoltella in testa. Probabilmente questo non funzionerebbe, perché i parassiti, le muffe, le zanzare ed i politici hanno la naturale tendenza a moltiplicarsi e non ad autoestinguersi. Purtroppo.

    Fallito questo primo tentativo, proverei in altro modo.

    Inizierei certamente con l’abolizione della riserva frazionaria e del corso legale della moneta.
    Poi, abolizione totale delle imposte indirette.
    Riforma delle imposte sul redditto, per fare in modo che quei soldi si allontanino il meno possibile dai legittimi proprietari. Questo però sarebbe un passo intermedio, prima della loro conversione a contributo volontario finalizzato a cose specifiche (pago X per la sanità, Y per la scuola eccetera).
    Abolizione dell’esercito, sostituito da una milizia territoriale di cittadini regolarmente addestrati (sul modello svizzero, per esempio).
    Introduzione di un equivalente del secondo emendamento della Costituzione americana.

    Diciamo che questo sarebbe il programma dei primi cento giorni. Passati i quali, io in quanto politico non esisterei più, in quanto verrebbero meno tutti i presupposti perché io in qualche modo possa obbligare chicchessia a fare quello che voglio io. Se, una volta portati a termine questi punti, io dovessi essere ancora al potere, vorrebbe dire che non ho fatto abbastanza o che i punti non sono efficaci, e quindi provvederei nei successivi cento giorni a potenziarli e a renderli effettivi.

  • TitusI

    Interessante conversazione, intervento dello stato o non intervento dello stato sono due opzioni i cui effetti sono, nel medio lungo termine, identici, perpetuare lo status quo.
    Anche io credo che ritenere che i politici siano li per “fare il nostro bene” sia un abbaglio mostruoso, e ritengo che occorra un cambio TOTALE di sistema, che non puo’ avvenire su base nazionale, e’ impossibile, occorre che avvenga su base planetaria…forse coloro che vogliono arrivare di nascosto ad un supergoverno mondiale non vogliono il nostro male…
    Si deve produrre solo cio di cui e’ utile e sotenibile il consumo, e suddividere il lavoro che occorre a produrlo fra tutti, ognuno in base alle sue attitudini, si, lo so sto dicendo qualcosa di gia’ sentito, con l’aggiunta della sostenibilita’.
    Ma vi faccio notare che la stragrande maggior parte di cio’ che si acquista e’ inutile, e produrla e’ un danno, quando si riduce la produzione non si dovrebbero tagliare i posti di lavoro, ma ridurre le ore lavorative, solo che se lo facesse una nazione da sola, verrebbe spazzata via dalla “concorrenza”
    per questo il cambiamento deve avvenire a livello planetario.

    Purtroppo se la gente potesse star bene lavorando per quel giusto che basta a produrre cio’ di cui la societa’ ha bisogno, avremmo miliardi di persone che passerebbero il tempo a star bene, a studiare e a migliorarsi, e questo non e’ accettabile epr l’oligarchia che ci domina, e che ha passato gli ultimi millenni a studiare tecniche sopraffine, il cui apice e’ la politica monetaria, per dominarci.

  • Pausania

    TitusI, un po’ di domande sparse:

    che cos’è utile e cosa inutile?
    chi dovrebbe stabilire cosa è utile e cosa non lo è?
    in che modo si impedisce di produrre cose inutili?
    quale danno si provoca producendo cosa?
    perché una persona deve lavorare per soddisfare le esigenze della società?
    chi stabilisce quali sono le esigenze della società?
    poiché la società non ha coscienza né volontà propria, come puoi affermare certe cose?

  • TitusI

    Il valore delle cose e’ dato da un semplice “bilancio”, ci sono bambini la cui vita potrebbe essere salvata con 2 spiccioli, e c’e’ gente che acquista per il suo cane “indumenti” di “lusso”…ributtante.
    C’e’ gente che acquista cellulari nuovi ogni 3 mesi, e non ha la piu’ pallida idea di come usarli.
    Ci sono oggetti (in pratica tutti) prodotti con la semplice idea di renderli inutili e inservibili nell’arco del minor tempo possibile, e questo e assurdo.
    Il mondo non e’ solo nostro, ma anche degli altri, ti secca se ne lasciamo un po anche agli altri?

    Le tue domande sono comunque corrette e giustificate, non lo metto in dubbio, e meritano una risposta, per cui partiamo dalla base:

    E’ indispensabile:
    Che tutti possano bere (TUTTI) e mangiare.

    Quando questa esigenza sara’ soddisfatta, allora si potra’ sindacare su chi decide cosa e’ necessario e cosa superfluo.
    Io ho la mia visione, opinabilissima, ma credo che su quanto ho detto poche righe piu’ su ci sia poco da dire, e credo che tu debba convenire che al momento mentre c’e’ chi,irresponsabilmente spreca ..c’e’ chi muore di fame e sete.

    😀