SACCOMANNI CI RIPROVA: ORA DICE CHE LA CRISI GLOBALE E’ FINITA ! ED INTANTO ANNUNCIA LA (S)VENDITA DEI GIOIELLI DI STATO (COME PREVISTO). L’EUROPA TEDESCA RINGRAZIA

DI MITT DOLCINO
scenarieconomici.it

Saccomanni ci riprova. Dopo aver più volte annunciato a partire dalla scorsa estate la fine della crisi italiana i, ora arriva anche a superare se stesso affermando che addirittura la crisi mondiale è finita (TG1 Online, 27.10.2013, commento ad intervista a “Che Tempo che fa” del Ministro dell’Economia). Da toccarsi dove non batte il sole.

Unitamente a questo splendido annuncio ecco quello che attendevamo fin dall’estate, vedasi gli articoli citati ii, ossia l’annunciata privatizzazione dei beni statali. Ma mica partendo da quelli secondari, si parte addirittura dall’ENI, il gioiello dei gioielli! Tutto come previsto viene da dire.

Più o meno: a parte l’incomprensibilità dei messaggi del ministro dell’economia – a vedere le previsioni fatte ed i risultati consolidati c’è da temere che si tratti di una forma di presa per i fondelli degli italiani, o nel migliore dei casi di problemi a fare di conto, o magari semplicemente di difficoltà a controllare quanto viene detto, non so -, il magnifico Saccomanni ora annuncia che vuole vendere l’asset migliore che l’Italia ha in portafoglio, asset che rende al Tesoro – fonte Paolo Scaroni, circa una settimana or sono – il 6%, per poi utilizzare i proventi della vendita per pagare il debito di Stato che mediamente paga interessi inferiori al 4%. Follia! I conti non tornano, tanto per cambiare. Dunque, mi domando, a parte le sue previsioni grossolanamente sballate, abbiamo forse a che fare con un caso simile a quello che fu “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, vi ricordate il film per cui non si riusciva a capire per quasi tutta la durata della proiezione dove si andava a parare? Inspiegabile, il fenomeno Saccomanni è apparentemente inspiegabile.

O meglio, sentendo Bonanni in un incisivo intervento trasmesso nel TG di Radio 3 alle 13:45 del 27.10.2013 in cui, anch’egli stupito da quanto proposto dal grandissimo ministro dell’economia (dovremmo sapere l’economia di quale paese, però – vedasi l’intervista di Bonanni), per giustificare la personale iniziativa saccomanniana sulla vendita di ENI citava come spiegazione l’interesse straniero a comprare ENI piuttosto di quello italiano a vendere. Della serie: Saccomanni per chi lavora, per l’interesse degli italiani o per quello dei partners europei/potenziali compratori di ENI? Il dubbio è più che lecito, memento le privatizzazioni del 1992 in cui il suo nume tutelare M. Draghi ebbe un ruolo estremamente importante, in effetti a venti anni di distanza ha fatto una grande carriera essendo per altro persona molto brillante. Devo dire che ho apprezzato molto il rude intervento di Bonanni, ho avuto l’occasione di ascoltarlo di persona alla radio, chapeau! In ogni caso questa situazione fa ben capire la gravità della situazione: anche un sindacalista vede le stesse cose che stiamo stigmatizzando noi da qualche mese, notasi che l’ottica di chi scrive non è precisamente quella di un sindacalista. In ogni caso il dubbio è lecito. La cosa bella, e qui ci si allinea perfettamente con quanto indicato dal segretario CISL, è che Saccomanni deve capire che le partecipazioni statali non sono sue, prima di fare certe affermazioni bisogna innescare un dibattito parlamentare e via dicendo. E fare i conti nell’interesse del Paese. Perseverando nella direzione indicata da Saccomanni – stile voglio, posso, comando: a’ Saccoma’! Esiste ancora un Parlamento…! – ci avvicineremo velocemente ad un qualcosa di simile al colpo di stato, estremizzando.

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Inoltre, vale certamente la pena di spendere alcune parole sulle azzardate e per nulla azzeccate passate previsioni del ministro dell’economia. Prima di tutto ammetto candidamente di pensare, purtroppo, che Saccomanni deliberatamente e con la grancassa annunci a ripetizione che la crisi è finita – secondo me senza alcun supporto reale – solo per giustificare successivamente azioni straordinarie, anzi approfittando dei problemi che emergeranno e della crescita che non ci sarà per privatizzare quanto lo Stato non dovrebbe privatizzare: il grande dubbio resta il perchè di tale comportamento, che abbia qualche tornaconto (politico intendo, non posso pensare ci sia dell’altro)? Dunque, tornando alle sue previsioni: l’articolo pubblicato la scorsa settimana su questo sito ” name=”sdendnote3anc”>iii relativamente alle previsioni fallaci dei vari governi sulla crescita italiana oltre che sul debito e sul deficit fanno scuola: sembrerebbe che tutti stiano cercando di tranquillizzare la popolazione dicendo che la crisi è finita, solo per correggere costantemente al ribasso le previsioni in un secondo tempo. E magari trovando la scusa per (s)vendere i gioielli di famiglia. Di seguito gli esempi di imprecisioni, diciamo così, governativa nel prevedere i dati di crescita e debito pubblico (fonte: vedasi nota iii).

Per l’Italia c’è anche di più: i consumi di energia veleggiano verso un minimo storico, ben oltre il -3% anno su anno nel 2013 (dati a fine Settembre 2013 – fonte SNAM e Terna -, gas: -8% ; power: -3.7%). Dunque, la saggezza convenzionale dice che la decrescita economica dovrebbe essere non lontana dalla decrescita energetica, comunque certamente non il -1,7% stimato oggi dal Governo. Vedrete che il prossimo anno la decrescita economica verrà corretta ex post al ribasso, sono pronto a scommetterci. E questo a partire da febbraio/marzo in avanti, quando il disastro dei conti pubblici sarà chiaro a tutti e quindi nasceranno le condizioni per azioni “drastiche”. Ricordiamo per altro che nessun politico, per cialtrone che sia (quanti,…), ha interesse a far cadere il Governo attuale, meglio che la colpa di provvedimenti impopolari non abbia un nome, un responsabile, un colore: tutti colpevoli, nessun colpevole! Ma la caduta del Cavaliere potrebbe scompaginare le carte ed indurre Berlusconi a far sì cadere il governo, obbligando alle elezioni anticipate o ad un governo molto ben connotato sia nelle responsabilità che nelle misure da prendere: secondo voi qualcuno avrà il coraggio di assumersi la responsabilità, ad esempio, di un provvedimento straordinario sul debito? Io lo dubito. Dunque, a logica, verrebbe da dire che il Cavaliere verrà salvato dalla decadenza, sul voto segreto ci sarà da ridere, vedremo (ma, vi prego, non aspettatevi comportamenti necessariamente razionali dai nostro politici…).

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L’ultimo punto che vorrei commentare è reiterare l’inutilità di provvedimenti straordinari, soprattutto sul debito: un’ipotetica patrimoniale – misura per altro citata da Saccomanni sabato scorso nella sua intervista a “Che Tempo che Fa” – non servirebbe a nulla se non a deprimere ulteriormente i consumi e la successiva crescita annullando il credito bancario disponibile (in quanto si andrebbe a prelevare principalmente dai valori mobiliari depositati negli istituti di credito), ossia attuando proprio quanto vorrebbe la Germania con il fine da una parte di trasformare il suo più grande competitor manifatturiero continentale in una sacca di manodopera a basso costo, dall’altra di acquisirne i pezzi pregiati.

Italiani sveglia, bisogna fare qualcosa. Se oggi si può dire che, finalmente, la maggioranza dei cittadini ha capito che la moneta unica è nell’interesse principalmente della Germania e non dei paesi periferici, ora bisogna anche reagire e dunque minacciare seriamente di uscire dall’euro se non verranno rivisti pesantemente i limiti di bilancio imposti dalle regole europee, essendo pronti anche ripudiare la moneta unica se necessario. Non bisogna continuare a permettere a politici come Saccomanni di prendere decisioni contro gli interessi del Paese, neanche solo a parole. E questo deve avvenire, si noti bene, senza alienare le aziende strategiche, utili in un futuro non troppo lontano per eventualmente collaterizzare il debito pubblico, come da precedente intervento dello scrivente (nota vii): anche Micromega, storica testata dell’intelligezia progressista, si è spinta a dire che l’euro è una moneta senza futuro, sulla scia di Le Monde Diplomatique (aggiungo, seguendo il filo logico dell’eminente testata d’oltralpe, che si sta attuando lo storico sogno egemonico tedesco in Europa, di fatto riferendosi senza citarlo all’applicazione del progetto nazista di Europa comune di W. Funk (vi): quello che NON deve succedere è che nel transitorio – da qui alla caduta della moneta unica – l’Europa tedesca possa impossessarsi di aziende strategiche dei paesi periferici che possano contribuire a rafforzare il sistema tedesco di stampo renano anche dopo l’inevitabile caduta dell’euro – sono parole di Le Monde Diplomatique, relativamente all’inevitabile fallimento del progetto europeo incentrato sulla moneta unica –.

Un ultimo pensiero merita una delle cause “esterne” dell’immenso pasticcio che si sta ingenerando in Europa. Visto che chi scrive ritiene che, nell’ambito della crisi dell’euro, quello che sta accadendo ai periferici in generale e all’Italia in particolare non può non essere stato quanto meno “sdoganato” dall’alleato/ex alleato storico d’oltreoceano, vedremo nelle prossime settimane se l’attuale amministrazione USA, avendo “assaggiato” la rigidità da parte tedesca a derogare sulle innegabili colpe dell’NSA nel caso Datagate e relative intercettazioni alla Cancelliera, ritenga ancora che la politica di rafforzamento tedesco in ambito europeo (con parallelo indebolimento dei paesi mediterranei) sia nell’interesse degli Stati Uniti, rafforzamento che fa leva sulla stessa rigidità germanica che nel caso dell’Italia si riferisce all’indisponibilità a riconoscere vie di fuga a quei paesi che agli occhi teutonici non hanno rispettato i patti, soprattutto del debito. Chi di spada ferisce….. Incredibilmente, l’America sembra non accorgersi che sta contribuendo alla nascita di un nuovo e temibile competitor globale – che va ad aggiungersi alla vicina Russia e alla Cina -: la storia si ripete. I prossimi mesi saranno interessanti.

Mitt Dolcino
Fonte: www.scenarieconomici.it
Link: http://www.scenarieconomici.it/saccomanni-ci-riprova-ora-dice-che-la-crisi-globale-e-finita-ed-intanto-annuncia-la-svendita-dei-gioielli-di-stato-come-previsto-leuropa-tedesca-ringrazia/
29.10.2013

Riferimenti e Note:

v :

– La sinistra e il tabù dell’uscita dall’uro, E: Grazzini, Micromega, 28.08.2013

– Frederic Lordon, Le Monde Diplomatique – il manifesto, agosto 2013, “Uscire dall’euro? Contro un’austerità perpetua”

vi :

– “Europäische Wirtschaftsgemeinschaft”, – Berlin 1942, The Society of Berlin Industry and Commerce and the Berlin School of Economics – Editore: Haude & Spener, 1943 / Berlin – WorldCat OCLC number: 31002821

– Limes 4/2011 “La Germania tedesca nella crisi dell’euro, [http://temi.repubblica.it/limes/la-germania-tedesca-nella-crisi-delleuro/27080 ]“: analisi del documento da parte della rivista italiana di geopolitica

vii http://www.scenarieconomici.it/patrimoniale-per-uscire-dalleuro-pagando-il-debito-estero-sarebbe-un-prestito-richiesto-ai-cittadini-e-costerebbe-quanto-la-patrimoniale-che-la-germania-vuole-imporre-allitalia/

17 Commenti
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rocks
rocks
29 Ottobre 2013 13:28

Secondo me Saccomanni intendeva dire che bisogna vendere ciò che è appetibile in modo che si possa ricavare a sufficienza per incidere veramente sul monte debito in modo da abbassare la quota interessi.
Se vendiamo enti falliti, primo chi se li compra? E secondo, a quanto?

4gatti
4gatti
29 Ottobre 2013 14:15

L’assioma Fiscalità diffusa = spesa pubblica è completamente forviante. è una mistificazione così ben inculcata da rendere stupido anche il più sapiente. Le tasse non servono per la spesa! Gli Stati prima spendono la loro moneta e poi tassano, sempre in quella moneta. Il motivo della tassazione è per il controllo del flusso monetario. Si tassa per scongiurare oligopoli, si tassa per disincentivare mercati (vedi tasse sugli alcolici o tabacchi), o per incentivare (detassando in questo caso) alcune aree o ambiti (zone territoriali a fiscalità ridotta, detrazioni fiscali sull’efficienza energetica) ed in ultimo, si tassa per regolare la circolazione monetaria per il controllo dell’inflazione. LE TASSE NON SI USANO PER LA SPESA PUBBLICA! SOLO L’EURO HA CREATO QUESTO ASSURDO MECCANISMO OBBLIGANDO GLI STATI A PRENDERE PIU’ DI QUANDO SPENDONO COL RISULTATO DI CREARE POVERTA’ E DIVARICAZIONE (IN TUTTI I SENSI) SOCIALE!

karson
karson
29 Ottobre 2013 19:16

Ma noi Italiani ce l’abbiamo nel dna… i Genovesi svendettero la Corsica ai Francesi, poi venne il turno del conte di Cavour… questo addirittura gli regalò Nizza e la Savoia sempre ai Francesi… con la scusa che ci dovevano aiutare a sconfiggere gli Austriaci… è il nostro dna che ci condanna… non c’è niente da fare!

Georgejefferson
Georgejefferson (@georgejefferson)
Utente CDC
30 Ottobre 2013 0:00

Caspita rocks,ma sei proprio pagato,o sei convinto veramente?Dopo una lunga discussione e infinita’ di prove che posso portarti quando vuoi,te ne esci con gli slogan stile ballaro?Ma possibile che non vedi la malafede delle elite estere atte a distruggere quel poco di buono che resta in Italia con la retorica mistificante dell’estero efficente,Italia brutta…per impoverirci e ridurci a sudditi?Se queste sono le tue conclusioni e i “pragmatici” di noise from aMERICA ti hanno ridotto cosi,caspita e’ proprio grave.Ma quale stock del debito.Vuoi link (ufficiali / non ufficiali /divulgativi /professionali quello che vuoi) che ti dimostra che non serve ad una cippa e togli gli ultimi pilastri di reddito netto del paese per alleggerire rapporto debito/pil che poi invece aumenta?Ma conosci tutte le privatizzazioni distruttive sulle spalle di milioni di italiani degli anni 90 e oltre?Posto qua i link?Vuoi anche il dossier piu completo che dimostra che lo stock di debito italiano e’ tutto interessi su interessi decisi da USURAI privati dopo la cessione di sovranita “per disciplinarci contro lo stato nazione brutto w l’internazionalismo”?Pazzesco

Georgejefferson
Georgejefferson (@georgejefferson)
Utente CDC
30 Ottobre 2013 0:04

Stronzate,quale dna?Credi alle favole che “dimostrano”il dna con gli aneddoti?Allora siccome ci sono stati fior fiore di personalita degne e fiere con le palle in Italia significa che l’Italia NEL DNA e’ la piu bella del mondo gli altri brutti noi solo bravi?Ma come ragioni?Come i ragazzini?

alvise
alvise
30 Ottobre 2013 1:32

Forse karson non sa che quando i genovesi svendettero la corsica non c’erano sindacati, comunisti, fascisti.Dirai che c’entra, vero karson?C’entra, perchè quella che è definita – sinistra – non dovrebbe vendere nulla, perchè per la sinistra il bene privato è un delitto, mentre invece pare che questa “sinistra”, faccia dello slogan carta straccia e si arroga il diritto di fare SUE le aziende che vuole svendere, mentre invece guarda caso sono degli ITALIANI, e guarda caso al potere c’è la sinistra.So bene che non esiste ne la sinistra ne il suo dogma, ma mi piace citarla per sfottò, per quelli che ancora si ritengono di sinistra senza accorgersi che il loro rappresentante, il massone letta coaduviato dal delinquente berlusconi,li ha ben imburrati…..Comunque una cosa è certa, la svendita è colpa di Grillo, ovvio no……?

yago
yago
30 Ottobre 2013 3:58

Mattei si sta rivoltando nella tomba.

rocks
rocks
30 Ottobre 2013 12:41

Ma guarda io Ballarò non lo guardo mai. Ho provato a capire cosa intendeva Saccomanni. Non che io sia d’accordo con la procedura che il governo ha scelto per dismissioni e conferimento di proprietà immobiliari statali. Se parli di privatizzazioni capisco cosa intendi sulla svendita. Ma non sono informato a dovere. Bé ti posso linkare io NfA con cose sulla spesa pubblica (ci si riferisce a Fassina, ma penso ci sia qualcosa anche sulla composizione del debito). Se accetti. Linka pure anche tu.
http://noisefromamerika.org/articolo/fassineide-trilogia-parte-prima
http://noisefromamerika.org/articolo/fassineide-trilogia-parte-seconda
Non ti piacerà, ma fa lo stesso. Serve per uscire dall’ossessione delle lobbies che premono per togliere di mezzo l’Italia e volgere lo sguardo anche verso altri orizzonti. Ripeto, ANCHE!

Georgejefferson
Georgejefferson (@georgejefferson)
Utente CDC
30 Ottobre 2013 14:48

Ma gira e gira e’ sempre quello il punto,nessuno nega parassitismi e clientelismi in Italia,ma e’ argomento strumento per depredare,ora,in questo periodo storico serve a quello il martellamento del Mainstream.Far credere che fuori dall’italia esista l’ “internazionalismo” delle pari opportunita.E’ falso,i paesi piu sleali e imperialistici mettono le barricate ai propri asset,anche se “clientelari” (piu di 300 misure protezionistiche in occidente negli ultimi anni)e fanno la retorica agli altri dei “civili” non spreconi solo per depredare.Ovvio che il saccomanno usa la retorica degli asset che rendono per “pagare il debito brutto creditori bravi” e’ una ovvieta,come anche quella che serve ad alcuni per comprare (o mettere fuori competizione) a saldo.Le Mani nel sacco,letteralmente.Fassina e’ un illuso venduto pure lui che pensa che “certi eredi” bolscevichi siano i buoni per la grande europa contro il resto del mondo,non vuole vedere l’occupazione della nostra Europa,troppo accecato dal “sogno dell’avvenire”.

rocks
rocks
30 Ottobre 2013 16:31

Il protezionsimo è il male contro cui combatte NfA, in Italia come all’estero. certa gente è convinta che togliere vincoli ad un sistema economico lo renda più efficiente e che l’efficienza è tanta roba in un mondo dove le risorse sono limitate, non solo quelle naturali, ma anche i soldi, che non crescono sugli alberi. Comunque in genere la differenza fra Italia (e paesi mediterranei in genere) e quelli nordici si nota sulla facilità a vivere e muoversi all’interno delle regole stabilite dallo Stato.

Georgejefferson
Georgejefferson (@georgejefferson)
Utente CDC
30 Ottobre 2013 17:57

PS.Maiuscolo per distinguere le risposte,non come alzata di voce: Il protezionsimo è il male contro cui combatte NfA, in Italia come all’estero… INFATTI,OTTIMI CAMERIERI INCONSAPEVOLI E NON A FAVORE DEL NAZIONALISMO DEI PAESI IMPERIALISTI …certa gente è convinta che togliere vincoli ad un sistema economico lo renda più efficiente… OTTIMA RETORICA PER SPOGLIARE LE MASSE DEI LORO AVERI CON IL”PRAGMATISMO SOGGETTIVO” DELL’EFFICENZA FINE A SE STESSA.IN EFFETTI,C’E’ MOLTA EFFICENZA A FARE GLI INTERESSI DI LOBBY E ULTRA RICCHI PRIVATI.BASTA VINCOLI DEMOCRATICI DEL POPOLO BUE ALL’EFFICENZA,MA SI INTENDE,PER IL LORO BENE E PER DISCIPLINARLI. l’efficienza è tanta roba in un mondo dove le risorse sono limitate BASTA CHE SIANO PER “GLI ELETTI E MERITOCRATICI PER NATURA”LE RISORSE,GLI ALTRI POSSONO BENISSIMO DECRESCERE FELICI non solo quelle naturali, ma anche i soldi, che non crescono sugli alberi. NON DOVREBBERO CRESCERE SUGLI ALBERI,LI STAMPANO DIRETTAMENTE “A GRATIS” QUELLI IN TV DELLA BCE CON IN BOCCA SEMPRE L’EFFICENZA E MERITO COME PARADIGMA A PRESCINDERE. ..la differenza fra Italia (e paesi mediterranei in genere) e quelli nordici si nota sulla facilità a vivere e muoversi all’interno delle regole stabilite dallo Stato. AL SOLITO,TUTTO IL MONDO DEI BUONI E CATTIVI IN UN MINUTO,PER LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO…BASTA… Leggi tutto »

Georgejefferson
Georgejefferson (@georgejefferson)
Utente CDC
30 Ottobre 2013 18:03

QUESTO PER LE STUPIDAGGINI (A MIA OPINIONE,SI INTENDE) RIGUARDO AI NORDICI BELLI,SUDISTI BRUTTI PERCHE BASTA VIVERCI Imperialismo, Colonialismo, Nazionalismo Con il termine Imperialismo si intende la tendenza degli stati ad estendere il territorio sotto la loro influenza per creare comunità politiche che conglobano, sotto un unico dominio, popolazioni e territori originariamente diversi e separati. L’imperialismo fonda la sua ragion d’essere sull’esistenza di un rapporto di minaccia reciproca tra gli stati, di una inimicizia tale da rendere in ciascuno di essi irresistibile il desiderio di rafforzarsi e di espandersi a spese degli altri. Nell’accezione più moderna, indirizzo di politica mondiale, tipico delle grandi potenze e sollecitato dal loro sempre crescente sviluppo tecnologico e industriale, rivolto al conseguimento di un egemonico predominio politico-economico sulle nazioni industrialmente meno sviluppate e specialmente su quelle sottosviluppate. Il termine imperialismo fu coniato inizialmente per definire la volontà egemonica di Napoleone III, ma si affermò definitivamente solo negli anni ’70 dell’800 in relazione al disegno espansionistico del primo ministro inglese Disraeli. L’imperialismo al quale ci riferiamo è storicamente determinato, cioè il periodo che va grosso modo dal 1870 al 1914-1918. Per estensione, poi vengono definite politiche imperialiste (anche oltre il limite del 1914) quelle hitleriana dello spazio… Leggi tutto »

Georgejefferson
Georgejefferson (@georgejefferson)
Utente CDC
30 Ottobre 2013 18:06

QUESTO,UNO A CASO,RIGUARDO ALL’ITALIA BRUTTA (BASTA VIVERCI) E IL RESTO PI “EFFICENTI” ZIBORDI Il discorso che ci sono aziende che vanno bene e non hanno molto bisogno di credito e aziende che vanno male e anche se gli dai più credito continuano ad andare male è vero, ma non significa niente al momento in Italia e non significava niente durante le altre Depressioni economiche. Le aziende le ho viste un poco dall’interno come consulente di organizzazione e strategia, due estere (Corning e Pepsi) e cinque italiane (Ansaldo Trasporti/Alfa Avio, Iritecna, Italimpianti, Alenia…) oltre ad aver studiato i casi di business al MBA e aver visto cosa di mi dicevano altri consulenti che giravano per Merloni o Mediaset o Christie’s. Se devi gestire un azienda o un attività fare il consulente esterno non è molto utile, ma se devi capire come vanno le cose è utile. Da una singola azienda non capisci come va l’economia e spesso nemmeno il suo settore. Ci sono ad esempio oggi in Europa (uscito ieri) 1,200 miliardi di crediti incagliati ( “Troubled loans at Europe’s banks double in value”) e cinque anni erano la metà. Di colpo gli imprenditori europei sono diventati incapaci ? Il motivo… Leggi tutto »

karson
karson
30 Ottobre 2013 19:07

caro Giorge io per dna intendo una certa mentalità… che ci portiamo dietro da prima dell’unità d’Italia. certo che non siamo tutti brutti o tutti belli o tutti bravi o meno bravi (leggitela nell’ordine che ti piace di più…) il succo del mio discorso era che (per esempio) i francesi (nella stragrande maggioranza) sono molto più patriottici di noi… invece noi (nella stragrande maggioranza dei casi) siamo molto meno patriottici e più farfalloni… siamo (la maggior parte) come aquiloni… seguiamo il vento.
I francesi (ad esempio) nn svendono come facciamo noi… loro comprano!
io la vedo così, mi piace come ragionano i ragazzini…

karson
karson
30 Ottobre 2013 19:12

Ma io infatti la penso come te

Georgejefferson
Georgejefferson (@georgejefferson)
Utente CDC
30 Ottobre 2013 19:31

Va bene,non la penso esattamente cosi ma non importa,sono opinioni.C’e’ chi ritiene la realta come un dato di fatto “per natura” c’e’ chi vede la realta come voluta e attuata,riguardo all’uomo,quindi non imprescindibile,il “non sara mai” dimostrato con gli aneddoti sono trucchi strumentali per alimentare e indirizzare il “non sara mai” futuro.Aspettative che si autorealizzano,le chiamano.

rocks
rocks
31 Ottobre 2013 10:38

L’Italia ha sempre avuto sprechi. Bene, almeno partiamo da un dato comune. L’altro dato potrebbe essere questo: Cito da Nfa:”Nei venti anni tra il 1960 e il 1980 l’Italia ha aumentato la spesa primaria di 10 punti, passando dal 30% al 40% del PIL. Negli anni 80 il processo di crescita è continuato ed è esplosa la spesa per interessi, conseguenza da un lato degli elevati tassi dell’epoca e del perdurare di disavanzi primari (ossia, anche al netto degli interessi, i governi italiani continuavano a spendere più di quello che incassavano). Il processo di crescita si ferma con la crisi del 1992. Nel periodo 1992-2001 la spesa primaria rimase poco sopra il 40% del PIL. La riduzione della spesa complessiva fu essenzialmente una riduzione della spesa per interessi. Da un lato siamo stati beneficiati dai minori tassi e dall’altro il governo italiano ha iniziato ad avere avanzi primari, ossia ha fatto aumentare la pressione fiscale fiino a far sì che le entrate superassero la spesa primaria. Poi, con il nuovo secolo, arrivò al governo il centrodestra (a parte il biennio prodiano) che riprese le vecchie abitudini craxiane, tornando a far crescere la spesa primaria ed evitando di abbassare la pressione… Leggi tutto »