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RUSSIA, GENOCIDIO E LA CONDIZIONE DEL NUOVO MONDO

DI MIKE da DALLAS

La Russia di Eltsin

La suddetta frase è il titolo di un nuovo libro diffuso dall’ Executive Intelligence Review. “Russia, Genocidio e la condizione del Nuovo Mondo” è stato scritto dal Dr. Sergei Vlazyev, consigliere economico di Boris Yeltsin fino al 1993. Se vi ricordate il 1993 era l’anno in cui in Russia alcune fazioni contrarie allo smembramento economico del loro paese si chiusero all’interno del palazzo del Parlamento Russo per protesta. Boris Yeltsin reagì chiamando in azione carri armati e unità corazzate. Boris ordinò ai carri armati di abbattere l’edificio e naturalmente gli occupanti all’interno. Il battaglione blindato eseguì il compito con entusiasmo.
Il Dr. Sergei Vlazyev diede le dimissioni disgustato da quest’ incidente.Il libro del Dr. Vlazyev è una vera cannonata, sapevo già abbastanza di quanto dichiara nel libro. Ho un’amica russa insegnante che è in questo campo adesso. E’ riuscita ad andar via dalla Russia quando era ancora chiamata Unione Sovietica nel 1988.
Dal momento che non si chiede mai l’età di una donna, io non l’ho fatto, ma immagino che Irena abbia all’incirca 35 anni e devo aggiungere anche è davvero molto bella.

Mi diverto a chiamarla “compagna Irena” secondo il vecchio luogo comune dell’ Unione Sovietica, ride sempre quando lo faccio. Irena ha fatto un viaggio in Russia nel Dicembre del 1998, era la prima volta che tornava in Russia dal 1988, quando si trasferì negli U.S.S.A. (scherzavo volevo dire U.S.A.). Quando tornò nel gennaio del 1999 ebbi la possibilità di parlare con lei del viaggio.

Irena mi ha raccontato che è riuscita a trascorrere 2 settimane con sua zia a Leningrado (ora chiamata San Pietroburgo in onore di Pietro Il Grande e in disonore di Vladimir Lenin). Irena la chiama ancora Leningrado perché questo è il nome con cui l’ha chiamata per 20 anni. In seguito ha preso un treno per Mosca per stare con la madre altre 2 settimane.

Guardando avidamente Irena nei suoi occhi blu, le ho chiesto com’era ora la situazione dalle sue parti. “Bè”, mi ha risposto, “Fa davvero schifo”.

“Come mai?” ho chiesto.

Mi ha spiegato che 12 anni fa, quando lei se ne andò, tutto era ordinato e curato.
Le case e gli appartamenti erano piacevoli da guardare. Le strade erano pulite e ben tenute. Adesso dice che Leningrado e Mosca sono disastrate. Rifiuti sparsi ovunque, quartieri andati in rovina, appartamenti in cattivo stato e così via.

Ma ciò che più l’ha scioccata, dice, è stato vedere lo straordinario numero di senzatetto e accattoni per le strade. E persino più scioccante è stato il gran numero
di prostitute per le strade. Ricordando i giorni dell’Unione Sovietica mi ha detto che mai e poi mai aveva visto alcun senzatetto o prostituta. Mai! La prostituzione è una malattia del capitalismo. Allora le ho dato il benvenuto nel capitalismo.

La mia domanda successiva è stata quindi qual ’era secondo lei l’età delle prostitute. Qualsiasi età, ha detto. Spostandosi in metropolitana ha avuto la possibilità di conversare con alcune di loro che le hanno spiegato che la prostituzione sembrava essere l’ultima risorsa. Ha scoperto che si trattava di studentesse collegiali, casalinghe che lo facevano per arrotondare e Irena giura che c’erano persino ragazze del liceo e delle scuole medie.

Ancora più terrificante delle giovani donne che vendono sé stesse sulle strade era il gran numero di senzatetto. Ora tenete a mente che Irena ha fatto questo viaggio a Dicembre. Anche durante il suo soggiorno a Leningrado la temperatura era scesa a meno 20 gradi Fahrenheit. Per quelli di voi che non lo sanno, Leningrado è sul 60esimo grado di latitudine Nord. Il che la pone alla stessa latitudine di Fairbanks, Alaska. Mosca è sul 55esimo parallelo di latitudine Nord. Quello che sto cercando di dire è che fa freddo laggiù a quelle latitudini. I senzatetto senza sufficiente cibo, vestiti e riparo davvero non ce la fanno a passare gli inverni lì.

Irena mi ha confessato che secondo lei i Russi stavano mille volte meglio quando la Russia era l’Unione Sovietica piuttosto che nella “così-definita” democrazia in cui vivono adesso.

Il che mi porta al mio punto di partenza, il libro che ha scritto il Dr. Vlazyev. Sergei Vlazyev afferma che sulla popolazione Russa è stato commesso un vero e proprio genocidio dal FMI (Fondo Monetario Internazionale). Nel suo libro afferma che almeno 5 milioni di Russi sono morti negli ultimi 8 anni dal giorno in cui Boris ordinò alle unità motorizzate di distruggere il palazzo del parlamento. Il Dr. Vlazyev dichiara che durante i mesi estivi almeno 250,000 senzatetto Russi si accumulano tra Leningrado e Mosca in cerca di cibo e riparo. Trovano ben poco cibo e assolutamente alcun riparo. Perchè non ci sono ripari. Quando i mesi invernali sono finiti, dopo aver raggiunto basse temperature a volte di meno 40 gradi Fahrenheit, tutti i senzatetto sono scomparsi. In altre parole sono morti. Allora un nuovo ciclo di senzatetto inizia ad ammassarsi per le strade nei mesi primaverili ed estivi. Poi un altro orribile inverno gelido. Ed un altro ciclo di genocidio.

In realtà 5 milioni di morti Russi in 8 anni sono da mettere sullo stesso piano dell’olocausto degli Ebrei per mano dei Nazisti. Mi spaventa il fatto che l’ FMI abbia ancora una volta preparato la scena a qualcosa di orribile che può ancora accadere. L’incredibile inflazione causata dalle sanzioni da parte del Fondo Monetario Internazionale sulla popolazione Russa, facendola così presumibilmente adeguare alle finte democrazie dell’Unione Europea, ha completamente saccheggiato i risparmi economici e i guadagni della classe media che riesce ancora a sopravvivere grazie alla coltivazione di patate nei propri giardini e alla vendita di cassette di fiori. Le classi operaie non hanno altra alternativa se non andare in strada o diventare senzatetto. Coloro che sono soggetti alle estreme condizioni di freddo non hanno altra scelta che morire.

Ricevo a volte alcune preziose riviste di metallurgia, essendo interessato nell’investimento sull’oro in lingotti e su altri metalli. Ho ricevuto circa 2 anni fa un mensile che ricevo dalla Blanchard&Co di New Orleans in cui si afferma che Boris Yeltsin possegga adesso il 20% del platino mondiale. In quanto a valuta il platino è più alto dell’oro. Sempre secondo la stessa rivista il costo dell’oro ammonta adesso a 290 dollari all’ oncia (mentre quello del platino a 365 all’oncia.)

In caso vi siate addormentati durante quest’ ultimo mio paragrafo, lasciate che ve lo ripeta ancora. Boris Yieltsin e sua moglie (la figlia di 33esimo grado del massone Josef Stalin) insieme alla loro figlia posseggono attualmente non il 20% del platino della Russia, ma il 20% del platino mondiale.

Quindi capite che la popolazione Russa è stata derubata non solo dall’esterno dal Fondo Monetario Internazionale ma anche dagli stessi traditori che si trovano negli uffici alti in Russia. Il risultato di tutta questa perfidia si ha nella scomparsa della classe media in Russia e in un genocidio commesso ai danni della popolazione Russa causando la morte di 5 milioni di persone.

Aggiungiamo poi anche l’affronto lanciato ai Russi con il pesante bombardamento della Serbia (i loro fratelli e sorelle slavi) da parte dell’aviazione delle Nazioni Unite e potremmo dire che i Russi non sono esattamente dei “campeggiatori felici”. L’aviazione delle Nazioni Unite che dovrebbe piuttosto chiamarsi “dei Nazisti Uniti” ha completamente cancellato un minuscolo paese che stava cercando di difendere i suoi interessi nazionali.

Per questo adesso nella federazione russa iniziamo ad assistere al risveglio di una nuova rabbia. Una rabbia che si è manifestata proprio recentemente nella distruzione della città di Grozny in Cecenia. Grozny è stata ridotta in macerie dall’esercito russo che è stato poi decimato dai cosiddetti appartenenti alla finta democrazia. I ribelli hanno provato a sottrarre la città di Grozny alla Russia, ma come ci ricorda la storia Grozny è sempre stata e rimarrà sempre russa.

Il nuovo olocausto della popolazione russa è stato compiuto dai leccapiedi dell’organizzazione che hanno agito nella città di Londra e dai loro colleghi a Wall Street e Washington D.C.

Perciò adesso dobbiamo stare col fiato sospeso qui in occidente mentre delle nuove elezioni si terranno nella prima settimana di Marzo del 2000. La popolazione russa odia di nuovo quella americana adesso. E forse più che mai! Quindi la scena ora è pronta per una personalità forte, qualcuno che sistemi gli errori delle democrazie occidentali. Proprio come fece Adolf Hitler nel 1933.

E gli americani dormono profondamente come struzzi con le teste ben piantate sotto la sabbia, guardando le loro partite di football, di basket, le loro insignificanti sit-com, Oprah Winfrey e Jerry Springers. Mentre l’inferno si sta per scatenare.

Sinceramente io sono un americano cui piacerebbe chiedere scusa ai Russi per l’olocausto commesso ai loro danni. Principalmente perché ho amici russi e so quanto siano ottime persone. Ma sfortunatamente sono solo 1 persona in una nazione di 270 milioni di sonnambuli. Le mie scuse non contano poi molto.

Mike da Dallas
Fonte: www.anycities.com
Link:

http://www.anycities.com/user/conrad/english/library/articles/article_1.htm

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DARIA DI MASCIO

Pubblicato da Davide

2 Commenti

  1. L’articolo è valido, ma è di qualche annetto fa. In particolare concordo con la definizione di genocidio per quanto è successo al popolo russo.

    Sulla mancanza di mendicanti durante il comunismo, è opportuno chiarire che non si vedevano perchè era proibito elemosinare, non perchè non ci fosse gente in condizioni di miseria.
    Considerazioni analoghe valgono per la prostituzione.

    Va poi detto che la Russia è migliorata molto negli ultimi anni, con Putin che ha cercato di lavorare per il suo paese invece che per gli USA. Tutti i debiti sono stati pagati ed il petrolio russo (i giacimenti della Cecenia) consente potere economico e politico.
    Va comunque detto che Eltsin (o Yeltsin) in Russia godeva di una considerazione migliore di quella di Gorbaciov.

  2. C’è da aggiungere che la Serbia stava commettendo un suo personale genocidio a danno dei musulmani di Bosnia. A me comunque non piace neppure Putin. Il popolo russo è davvero sfortunato: dallo Zar a Stalin, da Stalin a Putin passando per Eltsin. Unico periodo, forse, decente è stato quello con Gorbaciov.