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RUPERT MURDOCH, IL BERLUSCONI PLANETARIO


DI MIGUEL MARTINEZ
Kelebek

Sul suo blog, Upuaut ci segnala un caso interessante di autentica opposizione politica in Italia.

Il vero protagonista è Rupert Murdoch; in secondo piano, recita il centrosinistra.

Rupert Murdoch, ricordiamo, è il proprietario di 175 quotidiani in tutto il mondo, nonché di Sky TV e della Fox News: sta insomma al pianeta come Silvio Berlusconi sta all’Italia, o come le cose serie stanno alle cialtronate. E infatti, Murdoch e Berlusconi hanno fatto spesso e volentieri affari insieme.

Rupert Murdoch, ricordiamo, non è solo l’oscuro signore delle anime affatturate dal calcio. E’ anche stato il più potente promotore dell’attacco statunitense contro l’Iraq; il principale generatore mondiale dell’islamofobia e dello scontro di civiltà; i suoi media hanno sempre appoggiato Israele; sono stati i fondi di Rupert Murdoch a mettere in piedi il movimento neocon negli Stati Uniti; e oggi i suoi media promuovono l’ipotesi di un attacco americano all’Iran.

Aggiungiamo le infinite tragedie e miserie indotte dal neoliberismo di cui Murdoch si è fatto ovunque sostenitore. E le morti provocate direttamente dalla macchina dello scandalo murdochiana.

Sempre pronto a scommettere sul cavallo vincente, Rupert Murdoch oggi elogia Obama, pur criticandone la politica economica come troppo “di sinistra”.

Bene, Upuaut ci racconta che Silvio Berlusconi, che a suo tempo regalò a Sky TV una clamorosa e ingiustificata riduzione dell’IVA, oggi ci ripensa e decide di far pagare le tasse a Murdoch.

Il centrosinistra non ci sta.

Sì, avete capito bene. Il centrosinistra dice che il magnate australiano deve continuare a non pagare le tasse sui soldi che guadagna.

Il nuovo avvocato fiscalista di Murdoch in Italia è il nostro vecchio conoscente, Roberto Cuillo, responsabile Industria Culturale del PD. Se vi chiedevate cosa vuol dire “Industria culturale”, adesso lo sapete. Dice infatti Roberto Cuillo:

“Il presidente del consiglio Berlusconi sbaglia quando dice che colpendo Sky si colpisce un privilegio […]. In poche parole, Sky si è affermata anche come industria culturale di primo piano per questo Paese. E la cultura non è mai un privilegio ma un diritto di tutti. Con questi provvedimenti il governo umilia una delle industrie più vitali e dinamiche in Italia. [1] […] Il governo colpisce al cuore l’industria culturale italiana: quella dell’intero sistema televisivo. Sembra un paradosso ma è la realtà. Berlusconi spegne le tv italiane”.

Insomma, se un’industria è “vitale e dinamica“, non va tassata. Lo diceva Bush e lo ripete Cuillo.

Non so se Roberto Cuillo sia emiliano, ma chi è vissuto in Emilia-Romagna riconoscerà subito quel particolarissimo linguaggio [2] che si è sedimentato nel lento slittamento dal culto dell’Unione Sovietica al culto dell’impresa, mentre è restato immutato l’animo del funzionario stalinista. Solo che una volta il “diritto di tutti” era quello di partecipare; mentre oggi è quello di consumare.

Nessun giudizio moralistico da parte mia. Berlusconi ha capito per primo che la politica è ormai un sottoprodotto dell’industria culturale, una branca della mediologia; e adesso ci è arrivato anche il Partito Democratico.

Il compito del Partito Democratico è di mettere la propria gente al governo e mandare a casa quella degli altri; e quindi fanno benissimo a cercare i voti di milioni di Murdoch-dipendenti arrabbiati. E come Forza Italia dipende dai soldi Mediaset, al PD potrebbero fare comodo i soldi del miliardario mediatico australiano.

Però, nella malaugurata ipotesi che ci sia qualche abbonato a Sky TV tra i lettori di questo blog, ricordo che non è troppo tardi per salvarsi:

“È Natale e c’è una buona notizia per i consumatori: recedere in qualsiasi momento da Sky costa al massimo 10,48 [euro]”: comincia così una nota di Adiconsum, che esprime tutta la soddisfazione dell’associazione dei consumatori per la conclusione di “una vicenda iniziata nel 2007 da una denuncia di Adiconsum all’Agcom che chiedeva la corretta applicazione della Legge Bersani da parte di Sky. Dopo la delibera n. 484/08/CONS, pubblicata il 29 luglio 2008 dall’Autorità delle Comunicazioni, Sky si oppose al Tar del Lazio chiedendo la sospensione della decisione che imponeva alla tv di ridurre, considerevolmente, i costi di recesso”.

Ora il Tar ha respinto l’opposizione di Sky e quindi ecco i consigli di Adiconsum per recedere dal contratto senza problemi. “

P.S.

Ultime notizie… pare che a Rupert Murdoch gli daranno tre anni di tempo per arrivare a pagare la stessa IVA che paga Miguel Martínez, traduttore di manuali tecnici, dal giorno in cui ha aperto la partita IVA.

Nota:

[1] Va dato atto a Cuillo di ammettere che la cultura italiana attuale è la televisione, altro che Manzoni o Boccaccio. E che la televisione è un’industria. Però le industrie non si umiliano: fanno i soldi o li perdono. Comunque Cuillo dice una sciocchezza. Rupert Murdoch minaccia di far ricadere l’aumento delle tasse sui propri consumatori. E i propri consumatori ovviamente pagheranno: il calcio-spettacolo, come l’eroina, è una merce a consumo fisso, a prescindere dal prezzo.

[2] Un linguaggio divertentissimo per noi traduttori. Che quando siamo di cattivo umore, traduciamo letteralmente.

Miguel Martinez
Fonte:http://kelebek.splinder.com/

Link: http://kelebek.splinder.com/post/19214500/Rupert+Murdoch%2C+il+Berlusconi+

2.12.08

Pubblicato da Davide

  • duca

    E’ effettivamente una situazione assolutamente singolare: condividendo nella sostanza l’articolo, va fatto però notare che l’IVA agevolata fu data a Tele+ (già, proprio lui, sempre lui…) e trasferita a Sky quando fu ceduta a Murdoch. Sostanzialmente quindi si tratta di una lotta tra caimani sulla riva fangosa del mainstream mediatico: il caiNano vuole togliere al grande caimano l’agevolazione che proprio lui si era confezionato a suo tempo. Probabilmente vuole mettere in difficoltà un settore che in Italia sta ormai sfondando come il satellitare, dove il suo controllo è marginale (e quindi anche il danno autoinflitto con l’aumento dell’IVA) vista la fuga della pubblicità dalle inguardabili reti private e pubbliche in chiaro (non che Sky sia troppo meglio, però, se non altro, fintanto che pecunia non olet, non domina ancora un vero pensiero unico). Insomma un regolamento di conti tra gangster si direbbe.

  • Grossi

    Non si capisce perchè il Sig. Murdoch non dovrebbe pagare le tasse come tutti e dove stia questa stupida polemica che la sinistra agita ora che gli fa comodo.
    Queste televisioni a pagamento non dovrebbero neppure esistere, sono un fardello in più sulla paga della gente che grazie ai (furbissimi) tifosi di calcio ci troviamo a pagare (dato che sono stati il mezzo di sbarco delle TV a pagamento).
    C’è già troppo da vedere senza bisogno di TV a tema e altre stupidaggini, esistono libri, interessi e hobby tutto quanto migliora le gente, la televisione peggiora le persone oltre un certo limite, perchè spegne il loro cervello che poi inutilizzato marcisce e cade lasciando un guscio vuoto.
    Ai tifosi questo deve essere già successo, perchè tempo fa vedevano le partite gratis, mentre oggi le vedono da 40 angoli diversi pagando da 39 a 63€ al mese vedere qualcosa che potrebbero avere gratis.
    Non è precissisimo lo so ma la storia se ne va più o meno così.

  • materialeresistente

    Non capisco se ti è chiara la differenza tra imposizione diretta ed indiretta.L’IVA è di questo ultimo tipo, la pagano gli acquirenti e viene versata (al netto di ciò che si paga-differenza dare avere- sugli acquisti fatti dalle aziende) dai produttori , rivenditori e quanti operano nel mercato allo stato.
    Ora, al di là della singolarità del caso rimane il fatto che Murdoch non è toccato da nessun tipo di tassa su quello che lo riguarda direttamente (patrimonio o guadagni).
    E’ un fatto che ilBerlusca usa questa roba per fare concorrenza ad un suo competitor, non perché è Robin Hood.
    Quindi evitiamo di farci prendere per i fondelli due volte.

  • Fabriizio

    Condivido il tono dell’articolo e dei Post successivi. Condivido anche chi ha scritto che si tratta di una lotta tra caimani sulle rive fangose d’un fiume …etc. Solo una considerazione : dopo aver votato venticinque anni sinistra e poi centrosinistra, sono FIERO di non aver votato Veltroni, il suo partito democratico di plastica, nè nessun altro. La mia unica partecipazione alla politica ormai è INFORMARMI il piu’ possibile da fonti tra di loro in reale conflitto e INQUINARE questo pianeta il meno possibile. Ma mai piu’ ricadro’ in cazzate tipo SINISTRA E DESTRA.

  • radisol

    Berlu-Sky: la vera storia
    di Peter Gomez e Marco Lillo

    L’Iva agevolata sulla pay-tv? Un favore fatto a Berlusconi nel 1991 dal ministro socialista Rino Formica e dal governo Andreotti. E dietro lo sconto, secondo la Procura di Milano, c’era anche un tentativo di corruzione
    «Ma quale conflitto di interessi. La sinistra ha concesso a Sky per i rapporti che aveva con quella televisione il privilegio del 10 per cento dell’Iva. Abbiamo tolto quei privilegi e abbiamo fatto ritornare l’Iva a Sky uguale a quella di tutti gli altri».

    E’ proprio questa la vera storia del trattamento fiscale agevolato per la pay tv? “L’espresso” ha fatto una piccola inchiesta per ricostruire la vicenda dello sconto dell’Iva a Telepiù, il primo nome della tv a pagamento che fu fondata dal gruppo Fininvest per essere ceduta prima a una cordata di imprenditori amici, poi ai francesi di Canal Plus e infine nel 2002 a Murdoch che la denominerà con il nome del suo gruppo: Sky.

    Si scopre così che l’Iva agevolata sugli abbonamenti della pay-tv italiana è stata un trattamento di favore risalente al 1991 fatto dal ministero retto dal socialista Rino Formica e dal governo Andreotti a Silvio Berlusconi in persona. Non solo: dietro questo favore, secondo la Procura di Milano, c’era persino stato un tentativo di corruzione.

    Nel 1997 Il pubblico ministero Margherita Taddei chiese il rinvio a giudizio per Berlusconi. Lo chiese anche sulla base di un fax che fu trovato durante una perquisizione. La missiva era opera di Salvatore Sciascia, allora manager Fininvest e oggi parlamentare del Pdl nonostante una condanna definitiva in un altro procedimento per le mazzette pagate dal gruppo alle Fiamme Gialle. Nel fax, diretto a Silvio Berlusconi, Sciascia chiedeva di spingere per far nominare alla Corte dei Conti il dirigente del ministero delle Finanze Ludovico Verzellesi, meritevole perché in precedenza si era speso per fare ottenere l’agevolazione dell’Iva al 4 per cento per Telepiù. In pratica, secondo la ricostruzione dei magistrati, la raccomandazione era il ringraziamento di Fininvest per il trattamento ricevuto.

    Il fascicolo processuale però fu trasferito nella Capitale per competenza nel 1997. Nel 2000 il Gip Mulliri, su richiesta del procuratore di Roma Salvatore Vecchione e del pm Adelchi D’ippolito (oggi capo dell’ufficio legislativo del ministero dell’economia con Giulio Tremonti) archiviò tutto.Nessuna rilevanza penale, quindi. Ma restano i dati oggettivi sulla trattativa tra la Fininvest e il ministero per l’abbassamento dell’Iva sulla pay tv: dal 1991 al 1995 quando era controllata o partecipata dal gruppo Berlusconi, Telepiù ha goduto di un’aliquota pari al 4 per cento. Un’agevolazione che allora Berlusconi non considerava scandalosa. Mentre oggi definisce “un privilegio” l’aliquota più che doppia del 10 per cento.

    L’innalzamento dal 4 all’attuale 10 per cento fu introdotto alla fine del 1995 nella legge finanziaria del Governo Dini. All’epoca i manager di Telepiù, scelti dal Cavaliere, salutarono così il provvedimento: «È l’ultimo atto di una campagna tesa a mettere in difficoltà la pay tv».

    Il 25 ottobre del 1995, Mario Zanone Poma, (amministratore di Telepiù sin dalla sua fondazione) dichiarava alle agenzie di stampa: «L’innalzamento dell’aliquota Iva:
    1) contraddice la sesta direttiva della Comunità Europea;
    2) contraddice l’atteggiamento degli altri paesi europei verso aziende innovative quali le pay tv;
    3) crea una grave discriminazione tra la pay-tv e il servizio televisivo pubblico».
    In pratica il manager scelto da Berlusconi diceva le cose che oggi dicono gli uomini di Murdoch.

    Effettivamente un ruolo dei comunisti ci fu. Ma a favore del Cavaliere.

    Il Governo Dini voleva aumentare l’Iva fino al 19 per cento (come oggi vorrebbe fare Berlusconi) ma poi fu votato un emendamento di mediazione che fissò l’imposta al 10 per cento attuale. L’emendamento passò con il voto decisivo di Rifondazione Comunista: il suo leader dell’epoca, Fausto Bertinotti, in un ribaltamento dei ruoli che oggi appare surreale, fu duramente criticato dall’allora responsabile informazione del Pds (e attuale senatore del PD) Vincenzo Vita: «È squallido che Bertinotti abbia permesso un simile regalo a questo nuovo trust della comunicazione, figlio della Fininvest».

    (01 dicembre 2008)

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Berlu-Sky:-la-vera-storia/2051167&ref=hpsp [espresso.repubblica.it]

  • radisol

    Ammetto di nutrire uno scarso interesse per l’argomento.
    Del calcio me ne frego allegramente.
    E pur pensando tutto il male possibile di Berluskoni ( ma anche di tutti i “politicanti” in genere) sono molto più incazzato per i tagli alla scuola, all’università, alla sanità e per i favori alle banche o ai finti imprenditori, rigorosamente bipartisan, della cordata Cai/Alitalia, che non per il conflitto di interesse ….. che però oggettivamente esiste ed in questo caso in modo palese e lampante …..
    Che poi realisticamente Murdoch sia come Berluskoni ed anche peggiore di lui non cambia la sostanza della questione … quando un capo di governo ha interessi economico/finanziari personali e/o familiari così evidenti e spudorati in molte delle scelte che un governo deve fatalmente fare …. IL SOSPETTO E’ D’OBBLIGO …..
    Senza contare poi l’incredibile contraddizione di chi promette diminuzioni generalizzate della tassazione e poi, come in questo caso, raddoppia l’Iva.

    Poi certo ai problemi di Murdoch o al mondo patinato del calcio, agli spot di protesta di Sky, preferisco gli studenti che giustamente bloccano le metropoli almeno una volta a settimana ….
    Ma questo è un altro discorso …

    Pure io penso che l’opposizione debba OBBLIGATORIAMENTE “mettere il becco in ogni cosa” …. pure io stimo zero Veltroni ed il suo partito ….. ma in fondo pure il Berluska, quando stava all’opposizione, “metteva il becco dappertutto”.
    E’ il normalissimo ruolo dell’opposizione … casomai qui il problema è che una opposizione vera, almeno in parlamento, oggi non la fa nessuno ….. fanno come i ladri di Pisa, di giorno litigano e starnazzano … e di notte, vedi la già citata Cai/Alitalia ma non solo quella, si mettono d’accordo sugli “affari” …..

  • ario

    “Sì, avete capito bene. Il centrosinistra dice che il magnate australiano deve continuare a non pagare le tasse sui soldi che guadagna.”… ma di quali tasse parli comparde miguel, l’aumento dell’IVA (che è una partita di giro) non si tramuterà in un aumento delle tasse applicate a rupert ma solo ad un aumento del canone sky per gli utenti di questa piattaforma televisiva.

  • dom

    hehe l’iva questa sconosciuta

  • ilBarone

    pensavo che prima o poi questa sinistra ci facesse vedere ‘il fondo’. Mi sbagliavo, come Freak Antoni, ha cominciato a scavare!!!

    spero solo che ci siano abbastanza persone di buon senso che capiscano che è il caso di lasciare affondare questa barca di parassiti.

  • RobertoG

    Premesso che non ho alcuna simpatia per Murdoch (ci mancherebbe), questa vicenda dimostra in maniera direi grottesca cosa significa essere governati da un personaggio in sì clamoroso conflitto di interessi.

    Solo un popolo di beoti menefreghisti come quello italiano poteva tollerare una simile bestialità.

  • sumud

    L’IVA la conosco, faccio il libero professionista 🙂

    Il punto è che il prezzo al consumatore finale è comprensivo dell’IVA, anzi non sa nemmeno quale sia la differenza tra IVA e tutto il resto; e quindi meno IVA paga il consumatore, più Murdoch riesce a vendere senza per questo ridurre i propri prezzi. E la differenza la paga, in mancati introiti, lo stato italiano.

    Questo l’ho riassunto sommariamente nel concetto che Murdoch non paga le tasse sui soldi che guadagna.

    Miguel Martinez

  • ario

    Scusa ma aumentare il prezzo al consumatore potrebbe significare diminuzione di abbonamenti per le tv di murdoch e quindi minori utili e quindi minori entrate per l’ erario, non credi?