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ROMPERE IL MONOPOLIO MONETARIO-CREDITIZIO

L’ALTERNATIVA AI SACRIFICI INUTILI ESISTE

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Il decreto legge risanatore del 12 Agosto è un palliativo strutturalmente errato e impotente, depressivo, socialmente dirompente. La forte e compatta opposizione che giustamente suscita può costringere il governo Tremonti a far qualcosa all’altezza dell’intelligenza del suo capo. Per farlo, però, ha necessità di costringerlo a confrontarsi con la causa vera dei mali finanziari in cui ci dibattiamo.

I disastri della borsa e dell’economia reale, e i fallimenti delle ricette di risanamento e rilancio, i declassamenti, il debito pubblico a 1.900 miliardi, il crollo del 12,5% del gettito tributario a giugno, ancora non sono bastati: ancora si finge di non vedere il problema di fondo, ossia che il mondo vive in un regime di monopolio (cartello bancario) della moneta (del money supply), comprendente anche le banche centrali (Fed, BCE etc.), e che questo, come tutti i monopoli dei beni necessari, tende a ottenere, in cambio del proprio prodotto, il massimo dal mercato del prodotto stesso, cioè tutto il reddito prodotto nel mondo. E persegue questo scopo mediante il farsi pagare il denaro, l’indebitare, il raccogliere interessi. Il punto di equilibrio di tale sistema è quando ogni reddito è destinato al servizio del debito e ogni asset alla garanzia del servizio. Con governi e legislatori come ostaggi-garanti-esecutori di questa destinazione, sotto permanente minaccia di downgrading da parte delle agenzie di rating del medesimo cartello monopolista, e di rifiuto di acquistare i loro titoli. Quindi è ovvio che la BCE, in questa fase, arrivi a commissariare Grecia, Italia e altri paesi. Era tutto prevedibile e scontato.

Ovvio e inevitabile, dunque

a) che il denaro prodotto dal monopolista (a costo zero: fiat money, nessuna copertura o convertibilità in valore) sia un denaro (come meglio vedremo) che genera un debito infinitamente ed esponenzialmente crescente a carico di tutta la società: il debito costituisce ulteriore bisogno-domanda del bene prodotto dal monopolista, quindi aumenta il valore di questo bene rispetto a tutti gli altri beni, ne rende più pressante il bisogno, sicché la gente, le imprese, gli stati, sono sempre più dipendenti, oramai anche per la sopravvivenza quotidiana, dal monopolio monetario-creditizio, e fanno, danno, subiscono e promettono oramai qualsiasi cosa pur di ottenerlo;

b) che l’esponenzialmente crescente peso di questo indebitamento progressivamente ed inarrestabilmente eroda tutti i redditi e tutti i patrimoni, costringendo a crescenti trasferimenti degli uni e degli altri, anche via tassazione, a favore del settore finanziario-speculativo che esercita la sovranità monetaria; questo trasferimento è costante da decenni;

c) che nessuna misura di tassazione o di risparmio o di efficientizzazione dell’economia o della pubblica amministrazione può conseguire più di un sollievo sempre più breve dal peso dell’indebitamento e delle devastazioni che esso comporta: ciò che i governi vanno da anni deliberando, comprese le manovre agostane di Tremonti, è semplicemente ingiusto e sterile, perché niente sortisce effetto stabile se non si comincia con l’eliminazione del monopolio..

Il fine connaturale del cartello monopolista della moneta, oltre ovviamente a preservare (con mezzi accademici, politici, militari) il proprio monopolio della creazione, distruzione e fissazione del tasso d’interesse della moneta, è quello – ribadisco – di ottenere, in cambio del proprio prodotto (o in pagamento degli interessi e del debito) tutto il valore disponibile prodotto da ogni altro soggetto economico – il che comporta anche l’acquisizione di potere politico, come oggi palesano gli atti con cui i banchieri centrali prescrivono la politica a governi e parlamenti, e coi quali riformulano l’ordinamento sociale in funzione di tale fine. Se ciò che osserviamo oggi sono semplicemente gli sviluppi avanzati della tendenza intrinseca del monopolio, la novità del 2012 è che il cartello monopolista è venuto allo scoperto, ossia viene divulgato il fatto che esso impartisce direttive ai governi in difficoltà finanziarie – i c.d. commissariamenti. Quindi per la prima volta il cartello monopolista, attraverso BCE e FMI, assume, davanti all’opinione pubblica, la responsabilità politica, sostanzialmente, di un governo tecnico. Si espone al biasimo e alle conseguenze  e alle possibili reazioni politiche di ciò che potrà conseguire all’adozione delle sue ricette.

La leva di comando del monopolio sui governi è semplice: “se non fai le cose che ti dico, ti abbasso il rating con le mie agenzie di rating e non ti compero più i titoli del debito pubblico con la mia banca centrale (BCE) – quindi ti faccio saltare.” Ciò che rimane implicito è che il debito pubblico, con la sua spinta al rialzo, deriva dal fatto che il monopolio esercita il potere politico e sovrano di creare denaro a costo zero dal nulla, impadronendosi del potere d’acquisto corrispondente, e lo presta agli stati a interesse, creando così in capo agli stati il bisogno d ulteriori prestiti per pagare gli interessi, all’infinito. Quindi il monopo9lio crea il bisogno e la crisi a proprio beneficio, e poi lo safrutta per assumere la guida politica degli stati.

In questo regime monopolista sovrannazionale e non-regolato dalla politica, ma regolante sulle istituzioni pubbliche, la funzione del denaro e del credito, ovviamente, non è la piena attivazione dei fattori di produzione, non è la produzione di ricchezza, non è nemmeno la massimizzazione del profitto, né la stabilità dei prezzi, ma il potere, il dominio economico, politico e sociale, nonché quello scientifico/culturale. Il monopolio si concentra soprattutto sugli obbiettivi di irrigidire ed esasperare la domanda di liquidità/credito (massimizzare il bisogno, la mancanza, la scarsità) e di impedire che qualche stato si sottragga alla dipendenza dal monopolio. Perché la dipendenza rigida e stringente di tutti verso il fornitore-creditore monopolista conferisce a questi il potere assoluto, ma anche l’impunità e il diritto di “fare la morale” alle istituzioni.

Ricordiamo che la medesima comunità bancaria mondiale che, da un lato, produce e sfrutta le bolle-truffe finanziarie, dei derivati, dei mutui subprime, dei falsi bilanci greci, dall’altro lato esprime i vertici e forgia la politica delle banche centrali che fanno le analisi, prescrivono le ricette, commissionano i governi, dettano le politiche ai parlamenti, fanno direttamente le politiche economiche avendo ricevuto la sovranità finanziaria e monetaria (Maastricht), e minacciano di far saltare gli stati che non obbediscono declassando i loro bonds mediante le agenzie di rating da essa posseduta e non comperandoli più.

Quanti fallimenti di manovre e riforme finanziarie ci vorranno ancora, quanti crolli di borsa e sacrifici sociali, quanti default e quanti commissariamenti di governi, prima che si capisca che è sbagliata, non corrispondendo alla realtà, la concezione di fondo della moneta, del debito, della finanza, dell’economia? Che le analisi, le ricette, gli interventi, i sacrifici falliscono perché non tengono conto dell’esistenza e della logica del monopolio monetario privato-irresponsabile (consacrata dal Trattato di Maastricht, dallo statuto di BCE, Fed, Bis) e si basano su una concezione errata della realtà, quindi è inevitabile che falliscano e non risolvano i problemi? Che bisogna riconsiderare il fondo delle cose senza preconcetti scolastici?

Alcuni paesi – ovviamente – hanno problemi propri, peculiari, di inefficienza, corruzione, ma il problema mondiale è il debito, pubblico e privato, che comporta alte tasse e alti interessi passivi, e sottrae liquidità all’economia, inducendo così insolvenze, defaults, disinvestimenti, disoccupazione, cali della domanda interna, rincari generalizzati.

E questo debito, pubblico e privato, con i suoi effetti suddetti, cresce inarrestabilmente, nonostante i sempre più frequenti interventi di contenimento e risanamento.

E non cresce linearmente, ma esponenzialmente, perché i mezzi monetari vengono tutti creati mediante operazioni di addebitamento – cioè in pratica vengono tutti dati a prestito, gravati di un debito ad interesse composto, che fa sì che il totale del debito sia più alto, e divenga sempre più alto, con andamento esponenziale, rispetto alla totalità del money supply, drenando quindi dall’economia una esponenzialmente crescente quota del reddito per il pagamento degli interessi.

L’indebitamento è oramai fuori controllo, come dimostrano i fallimenti di ogni tentativo di arrestarlo, o meglio come dimostra il fatto che i vari tentativi falliscono sempre prima.

E le bolle mobiliari e immobiliari non sono accidenti, bensì sono prodotto inevitabile dell’uso del denaro-debito (della necessità di distruggere l’eccedenza del credito-debito sul money supply), tuttavia non riescono più a mantenere il funzionamento del sistema.

Bisogna insomma rivedere il fondo delle cose per capire il rapporto tra moneta e debito.

(In Italia, bisognerebbe inoltre aprire un dibattito sul divorzio BdI-Tesoro, causa principale dell’impennata incontenibile del pubblico indebitamento, assieme alla spesa assistenzialistica finalizzata a prevenire la saldatura, negli anni di piombo, tra protesta operaia del Nord e protesta dei diseredati del Sud. Il Giappone, che ha un debito pubblico più che doppio del pil, non subisce attacchi speculativi ai suoi t-bonds, perché la sua banca centrale compera i titoli invenduti. In Italia (e in altri paesi) bisognerebbe ripristinare i vincoli di portafoglio che aveva un tempo la BdI.)

Le ricette anticrisi, che falliscono ma arricchiscono sempre determinati livelli, producendo una concentrazione della ricchezza e dei redditi in tutto il mondo, e l’immiserimento dei ceti medi, vengono da un soggetto interessato, dal settore bancario mondiale, dalle sue scuole di economia e dai suoi ingegneri finanziari. Arrivano attraverso le banche centrali, come Fed, BCE, BoE, BoJ. E attraverso la banca centrale delle banche centrali, la BIS. E’ stupido presentare siffatte analisi, critiche, richieste, ricette, come l’espressione dell’”Europa”. Sono l’espressione di un soggetto interessato. Precisamente, controinteressato, rispetto al resto della società globale, e soprattutto verso i produttori di ricchezza, i risparmiatori, i pensionati, i giovani.

La liquidità in assoluto è troppa, è un multiplo di quanto dovrebbe essere, ma si concentra nel settore speculativo: non investe e non consuma. Ma è insipiente dire che il mercato sia drogato da troppa liquidità.  La ricorrente ricetta del monopolio bancario, comprendente le banche centrali, di curare la crisi mobiliare e la recessione con iniezioni di moneta, il c.d. quantitative easing, produce brevi fiammate di borsa, seguite da profondi e persistenti cali o crolli. E da nessun beneficio per l’economia reale. Infatti, tali immissioni vengono fatte dalle banche centrali, a controllo e (spesso anche, come la Fed) a proprietà privata (di finanzieri) in favore degli speculatori (cioè delle stesse banche che esprimono la direzione delle banche centrali). E il settore speculativo dà rendimenti più elevati e rapidi del settore produttivo, soprattutto ai grandi soggetti che sono in grado di influenzare i mercati finanziari dall’esterno (con l’insider trading, l’aggiotaggio, il vantaggio conoscitivo, il condizionamento sui governi). Il settore speculativo fa così concorrenza, da decenni oramai, al settore produttivo, e lo sta de-monetizzando e costringendo a competere sulla redditività di breve, mediante politiche di disinvestimenti, licenziamenti, tagli della qualità, della formazione, della ricerca, della produzione, per perseguire la massimizzazione non del profitto totale, ma del saggio di profitto.

Le politiche fiscali possono essere utili, quindi, solo se abbassano la redditività del settore speculativo rispetto a quello produttivo. Ma per riuscire in questo necessitano di essere globali (perché la piazza speculativa è delocalizzata, apolide) e da esser precedute da una revisione delle regole di contabilità bancaria, che consentono massicci occultamenti di ricavi e utili realizzati nell’erogazione del credito, nel senso più volte indicato negli scritti miei e di altri (v. Euroschiavi e La Moneta Copernicana), le cui analisi e previsioni stanno ricevendo la più dura delle conferme. Però anche questo sarà insufficiente, se si continuerà a consentire che una moneta fiduciaria, prodotta a costo zero e senza garanzia/convertibilità, in regime di monopolio privato non regolato, venga trattata come merce. Qualsiasi passo in questa direzione presuppone che si interrompa l’azione finanziaria e politica dei monopolisti (grandi famiglie finanziarie e bancarie, direttori delle banche centrali) ossia che i governi (via G8 e servizi di sicurezza) dispongano il loro arresto e la reclusione in un regime del tipo di Guantanamo, per prevenire che essi si oppongano in qualsiasi modo. Non si può pensare che l’orso consegni la sua pelle su garbata richiesta, foss’anche con voto popolare. Si tratta di riforme possibili solamente se, prima, si abbatte il potere del monopolio.

Ma come riorganizzare il sistema monetario e bancario, dopo l’eliminazione del monopolio? Ne La Moneta Copernicana (Nexus 2008), scritto assieme a Nino Galloni, ho delineato l’alternativa all’attuale sistema basato sulla distruttiva moneta-debito e sul monopolio privato della funzione monetaria:

“Avremo lo Stato che, attraverso un suo organo di regolazione del money supply – organo costituzionale, tecnico-economico, meglio configurabile come quarto potere dello Stato, e per quanto possibile super partes e indipendente monitorerà in continuo la situazione monetaria ed economica nazionale e internazionale, accertando di quanta liquidità abbisogni il paese per impiegare o sviluppare al meglio i propri fattori produttivi (sui criteri per stabilire questo ‘meglio’ ritorneremo presto), e vigilerà soprattutto affinché non si producano situazioni di demonetazione, ossia di insufficienza della moneta disponibile rispetto al fabbisogno, che causerebbe un rischio di deflazione e recessione.

Quest’organo darà conseguenti disposizioni a un dipartimento del Ministero del Tesoro di creare ed immettere nel mercato la quantità di moneta ritenuta opportuna, o di ritirare quella che risulti in eccedenza (mediante prelievi fiscali, vendite di beni pubblici comprese riserve auree, vendite di valute estere, etc.).

Verrà così creata tutta la moneta, ossia tutto il money supply: sia quell’8%

che oggi è costituito da moneta legale (cartamoneta e monetine), sia quel 92% che oggi è costituito da moneta scritturale delle banche; il money supply consisterà tutto di moneta legale, la quale sarà affiancata solo da moneta complementare, essendo alle banche proibita la creazione di liquidità. Il Ministero del Tesoro emetterà la moneta, per una parte, sotto forma di monete metalliche, per una parte sotto forma di cartamoneta, per il resto sotto forma di annotazioni contabili (informatiche o anche su supporto cartaceo). Registrerà l’importo di ogni emissione tra le entrate tributarie.

Per disposizione costituzionale, vincolerà in bilancio la spesa del valore delle emissioni a impieghi produttivi (investimenti, infrastrutture, etc.) – ossia tali da generare un aumento di ricchezza reale a copertura dell’importo dell’emissione, onde prevenire tensioni inflative.

Le uscite diverse dagli investimenti produttivi saranno coperte da entrate non derivanti dall’emissione di moneta.

L’immissione della nuova moneta avverrà attraverso:

-investimenti diretti

-erogazioni di mutui a banche di credito e altri soggetti.

-sovvenzioni alla produzione.

In tal modo, lo Stato eserciterà la funzione sovrana e politica di creare denaro prelevando potere d’acquisto dalla nazione e spendendo e investendo nell’interesse di essa senza indebitarla né tassarla; e le banche non creeranno più moneta contabile (e debito infinito), non preleveranno più tasse occulte dai cittadini e dalle imprese, ma svolgeranno la funzione loropropria di intermediari del credito: raccoglieranno il denaro prendendolo a prestito dai risparmiatori e dallo Stato, pagando loro un tasso di interesse che sarà stabilito dal mercato, e lo presteranno ai loro clienti a tassi e condizioni che saranno stabiliti, a loro volta, dal mercato. Guadagneranno sullo spread, sulla ‘forbice’. Le banche presteranno quindi solo il denaro che esse effettivamente hanno in proprietà ho hanno ricevuto in prestito (mutuo) dai depositanti; di conseguenza, non vi sarà più riserva frazionaria, ma riserva totale. Certamente, in un simile sistema sussiste il rischio che la sovranità bancaria,tolta formalmente alle banche e trasferita allo Stato, venga nuovamenteprivatizzata, nel senso che lo Stato stesso è ‘privatizzato’, ossia oggetto dipossesso e lottizzazione partitocratica o a corporate takeover. Ma a questo rischio si opporrebbe la chiarezza oramai fatta, la conoscenza diffusa, circa imeccanismi fondamentali della moneta e il loro impatto su economia e società. Diverrebbe, cioè, impossibile continuare a ingannare e a governare con l’inganno il mercato, gli operatori economici, i contribuenti, come lo si sta facendo ora.” (pag. 127 ss).

41 Werner, 2005, 258.

142 Zarlenga, 663 ss., propone una riforma analoga.

139 Così raccomanda Anche Zarlenga, 657

140 La principale obiezione di merito alla creazione del denaro da parte dello Stato in funzione di pagare le proprie

spese, è che essa si tradurrebbe, per ragioni di demagogia, in un’espansione monetaria incontrollata e inflazionistica.

A questa obiezione, oltre a richiamare quanto già detto, si può replicare:

-in primo luogo, che il sistema attuale è in ogni caso peggiore, perché lascia a un sistema bancario privato la possibilità

di compiere un’espansione dei mezzi monetari incontrollata, destabilizzante, e destinata ad attività speculative delle

banche stesse;

-in secondo luogo, che una creazione eccessiva di liquidità da parte dello Stato può essere prevenuta con vincoli

costituzionali e con l’affidamento della regolazione a un organo indipendente dai partiti politici; e, ancor più, con

la divulgazione della conoscenza di quello che oggi rimane, per quasi tutti, il segreto della moneta.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=595
13.08.2011

Pubblicato da Davide

  • ericvonmaan

    Del tutto condivisibile. Aggiungo che, per arrivare a ciò, bisogna innanzitutto stracciare tutti i contratti con i quali abbiamo delegato l’effettiva sovranità ad altri soggetti: quindi via dalla Comunità Europea, da Bankitalia Spa e dalla BCE, dalla Nato, dal FMI… ho dimenticato qualcosa?
    Ci pensa Berlusconi? O Bersani? O Di Pietro?

  • radisol

    “Ci pensa Berlusconi? O Bersani? O Di Pietro?” …… sicuramente nessuno di questi ! Ci vogliono i forconi e non solo quelli ! Peccato però che quando qualche accenno di “rivolta” vera in Italia ed in Europa avviene veramente, la maggior parte degli utenti abituali di CdC faccia milioni di distinguo e finisca fatalmente per schierarsi dalla parte degli sbirri …… Riflesso condizionato dal fatto che il “blogger” medio ama lanciare parole di fuoco contro il sistema in modo individualistico e narcisistico ma poi ha quasi sempre un atteggiamento “aristocratico” e storce il naso di fronte alle azioni della masse ? Boh …. comunque tant’è …..

  • illupodeicieli

    A nessun politico, parlamentare o no, sono venute in mente idee simili? Nessuno ha avanzato delle proposte diverse da quelle inserite nella manovra? Eppure mi era parso di sapere che mesi fa ,mi pare un tale di nome Baldassare (o un nome simile) che è del Pdl , avesse posizioni diverse da quelle di Tremonti. Ma forse mi sbaglio. Certo che ,seppure per interesse, trovare mille persone (oltre ai 3 milioni e mezzo di individui che in Italia vivono di politca) che sono tutte d’accordo…

  • IVANOE

    Finalmente CDC ha aperto un post sulla NOSTRA situazione economica !!!! Posso solo dire che sono tutti dei vigliacchi !!! Sempre ad agosto quando tutto il mondo e in ferie questi attori di quarta serie a partire dal primo cittadino fino all ultimo dei messi comunali hanno recitato prima la pantomima della drammaticità della situazione e poi con una scorreggia hanno tirato fuori questa manovra dove hanno scaricato su altri la responsabilità di attuarla… avava ragione barbard!!! Tutto pianificato dai centri di potere per togliere altri diritti e portare il nostro popolo il più vicino all economia cinese..qualcuno in Europa , quella che conta ha pensato bene di fare Dell Italia la grecia la Spagna e il portogallo possono fornire la manovalanza a basso costo per le fabbriche tedesce francesi ed inglesi… Vero Prodi ? Vero Berlusconi ? Che Dio vi tenga il conto… Venduti !!!! Che cosa centrava la riforma del mercato del lavoro chiedendo il diritto di licenziare ? Oppure togliere le pensioni di anzianità ? A che cosa serviva ? Maledetti delinquenti !!!! A cosa serve ve lo dico io, non alla crescita che dovrebbe invece rendere più rigido il mercato del lavoro, ma a spianare la strada alle multinazionali franco-tedesche il terreno mentre a casa loro mantengono fede ai loro principi garantisti verso i loro popoli…. Capito ? E allora cosa e successo a tremori e company ? Nemmeno la loro coscienza sporca ha retto e allora come nei più celebri copioni Italiani hanno fatto contenta la bce sulla materia e
    Scaricando pero sulla contrattazione aziendale tale argomento…che statisti !!! Finche i sindacati trattavano di cazzate i lavoratori li lasciavano farà ma… immaginate se poco poco provano a contrattualizzare l abolizione Dell art 18 (ormai i sindacati sono capaci di tutto basta che le aziende facciano il prezzo…. ) probabilmente non finirebbero nemmeno di firmare l accordo perché i doori sarebbero tanti….tanto torneranno alla carica alla prossima finta crisi per darci il colpo di grazia e vivremo così perennemente vessati e preoccupati del futuro.

  • Hamelin

    Bell’articolo e ben scritto! Di alternative ce ne sono ma tutte porterebbero a cambiare lo stato delle cose.Per la mia idea io tornerei al gold standard , anche se questo significa piu’ povertà e meno progresso.Ma a mio modo di vedere preferirei che il mondo andasse con crescita equilibrata , rispettando cosi’ anche i ritmi e limiti naturali anziché correre al massimo nel baratro dove stiamo sprofondando.Della serie chi va pino va sano e va lontano…

  • amensa

    marco sai benissimo che il punto a è un falso, perchè continui a propagandare una cosa falsa, che tu sicuramente sai essere falsa, col solo intento di cancellare la responsabilità di chi i debiti li ha fatti ?
    conosco benissimo tutta la manfrina che sostieni, ma non riesco a capire il perchè lo fai. Cosa credi di ottenere ? Questo è quanto mi sfugge.

    un debitore troppo indebitato, è ovvio che vede le possibilità di rendere il suo debito in modo esponenziale, questa è pura matematica, ma chi glielo ha fatto fare di indebitarsi a quel livello ? Rispondi a questa semplice domanda e poi confronta i bilanci di quei pochi stati virtuosi , al mondo, che non fanno bilanci in rosso. Ma il non fare bilanci in rosso, e lo sai benissimo, non è un effetto, ma una causa.

  • alexg

    Per capire come funziona il meccanismo monetario faccio una semplice domanda:

    nasce un nuovo Stato, ha tutto quello che serve tranne la moneta.
    Che fa per ottenerla?

  • yiliek

    Gradirei conoscere da esperti del settore un opinione circa lo SCEC .
    Trovo che sia un iniziativa interessante:semplice (che può coinvolgere tutti ‘dal basso’), pratica e davvero alternativa, anche se certo non risolve il problema dell’emissione del denaro alla base!
    Qui su CDC non se ne parla molto
    Cordiali saluti

  • Jung_Zorndike

    Il punto (a) è vero: basta fare riferimento al Modern Money Mechanics -A Workbook on Bank Reserves and Deposit Expansion – pubblicato dalla Federal Reserve Bank of Chicago alla voce “Who Creates Money?” (pag.3). Ma anche il documento di Maurice Allais “La crise mondiale d’aujourd’hui” alla voce “La création et la destruction de moyens de paiement par le mécanisme du crédit” lo spiega bene. Sono documenti incontestabili e autorevoli. La moneta, quando era in auge il sistema aureo era rappresentativa dell’oro: ora lo è del debito. La moneta è debito. E’ un fatto incontrovertibile.

  • nuvolenelcielo

    Il punto a è vero. Che i bilanci possono essere virtuosi, non c’entra niente, è un altro discorso. I debiti sono impossibili da ripagare perché il denaro degli interessi non esiste, non è stato creato. Se è stato messo in circolazione 100, il debito diventa di 110 perché bisogna calcolare gli interessi, e quei 10 in più non esistono… (a meno di creare nuovo denaro e nuovo debito con gli interessi… e così via). Il debito è esponenziale e inestinguibile per definizione, non per malgoverno. Che poi il buongoverno esista, e ci sia chi è abbastanza ricco da pagare il suo debito personale, non c’entra un emerito cazzo.

  • alvise

    Il punto a) non è falso, è drammaticamente vero. Se poi si vuole discutere sul signoraggio che è una bufala o no, io ho sempre letto articoli di economisti che definivano il signoraggio, si una bufala, con tanto di formule e dati matematici, ma è altrettanto vero che ho sentito altri economisti, tirar fuori formule, dati, ecc ecc, in cui dimostravano che il signoraggio bancario è purtroppo il male dell’economia, solo che prima, i più non lo sapevano, o perlomeno non erano “scolarizzati” da testi di economia, che come si sa, su questo argomento latitano parecchio.

    Quando tutta l’economia è basata su un pezzo di carta, anche un bambino capirebbe che il baratto è un bene tangibile frutto del sudore della fronte, scambiabile con un’altro bene tangibile frutto di altrettanto sudore della fronte. Il pezzo di carta colorata con su impresso un numero, che baratto è?Ad un bambino che volesse scambiare le figurine dei calciatori, non gliene fregherebbe niente di scambiarle col denaro, magari acquistandeone delle nuove doppie, al bambino interessa il baro puro e semplice.Il baratto che ci propose la banca d’italia ed ora la BCE è forse qualcosa di tangibilmente frutto del sudore della fronte?

    Adesso non mi dire che sto dicendo cazzate, so benissimo che il baratto non è proponibile, ed è lì il ricatto del signore, ed è su quello che si dovrebbe discutere.Se il baratto non è possibile, e ok, tu che proporresti?

    Facile dire agli altri, che battono sempre lo stesso tasto, e poi non sentire il suono del tuo.Almeno Marco ha il coraggio di esporsi con persone come te, sempre pronte a pontificare.I mercati operano con denaro o col baratto? Denaro vero o denaro finto?Con le leve fiscali o i derivati, o con che cosa?Questo è il punto.Allora dì che è inutile discutere su questo argomento perchè intanto non c’è niente da fare, è così e basta, se non ci ha mai pensato la CONSOB figuriamoci se troviamo noi la soluzione a far terminare le vendite allo scoperto, Col baratto col cazzo che ci sarebbero vendite allo scoperto. Uso questo paradigma solo perchè con questi esempi banali si può capire meglio quello che tu contesti al paragrafo a). Questo potresti dirci, oppure illuminaci tu. Io esigo, pretendo, una tua analisi, una tua ricetta per eliminare l’emissione dei titoli di stato.Regalaci una tua analisi finalmente.

  • alvise

    Potrei risponderti banalmente con quello che tutti sanno. Allo stesso modo di come nacque il dollaro dopo la guerra d’indipendenza dei coloni rivoltosi inglesi (massoni, aiutati da ufficiali inglesi massoni).Ma non è questo il punto, il punto è che i coloni vollero giustamente essere sganciati dalla sterlina inglese, che li massacrava di tasse, il problema è che in seguito il dollaro è diventato per tutto il pianeta, quello che era la sterlina solo per un manipolo di persone, e la storia si ripete, moltiplicata per un 1000.000.Si dice che, quando Marco Polo andò in cina, vide il signore di un villaggio, che faceva staccare pezzi di corteccia d’albero, farne fare tanti pezzettini con su scritto uno pseudo valore, e obbligava i suoi sudditi ad usare quei pezzettini di corteccia per lo scambio di beni, sostituendo il baratto vero e proprio (non è la stessa cosa di adesso, visto che ci obbligano ad usare il denaro, definito a «corso forzoso»?): Cosa ne ritornava al signore del villaggio?

    Ne ritornava che ai suoi sudditi faceva pagare le tasse con quegli stessi pezzettini, e siccome avevano valore nel suo territorio, li usava per pagarsi i suoi soldati e tutto quello che ne concerne, senza rimetterci nulla.Tagliava ed incassava, capito il trucco?Comunque una risposta concreta al tuo questito, è che basterebbe solo una cosa, una banca centrale come il North Dakota, solo che gli abitanti si ribellarono, esattamente come si ribellarono i rivoltosi inglesi, non stettero a dirsi l’un con l’altro “ci vorrebbe”, “bisognerebbe”, quelli hanno fatto, ed ora sono l’unico stato che non risentono della crisi, o comunque non come la sente tutto il mondo.E non incominciamo a contestare le mie parole, dicendo che “però loro sono pochi”, non c’entra proprio niente la quantità, è il principio che conta, e si vede come il principio abbia funzionato.

  • spartan3000_it

    Leggi l’articolo ultimo di Giulietto Chiesa su CDC: scoprirari che quello che sostieni non ha fondamento e tutti gli alleggerimenti quantitativi lo smentiscono. Basterebbero a ulteriore riprova le misurazioni semiserie di M1, M2, M3. Non esiste un problema di liquidita’ ma come sostiene amensa di insolvenza e non serve rifiutarsi di vedere la responsabilita’ di chi i debiti li ha posti in essere senza possibilita’ di onorarli. Questa e’ stata la patologia del sistema bancario-creditizio che in teoria avrebbe anche potuto funzionare. Anche le monete nazionali pubbliche e non private potrebbero funzionare in teoria ma dubito che con i politici che abbiamo non si finisca di nuovo nella patologia.

  • AlbertoConti

    “La moneta, quando era in auge il sistema aureo era rappresentativa dell’oro: ora lo è del debito. La moneta è debito. E’ un fatto incontrovertibile.” Falso! Falso non perchè oggi non sia così (anche), ma perchè da domattina può non essere così, l’alternativa esiste ed è altrettanto reale della triste realtà odierna. La moneta nata in forma di debito dell’emittente è moneta provvisoria, temporanea, con data di scadenza, destinata a scomparire nello stesso modo in cui è apparsa. Dovremmo allora concludere che tutta la moneta in circolazione oggi scomparirà del tutto in tempi stabiliti a priori? Claro que no, fino a che esiste una società e la sua economia ci sarà moneta per farla funzionare. La moneta è “di per sè” permanente, sopravvive al succedersi delle generazioni di noi poveri mortali. L’inganno è tutto qui, farci credere che la moneta è TUTTA impermanente, è tutta moneta debito che nasce col prestito e muore con la restituzione. Chiaro che esisterà sempre ANCHE questo tipo di moneta. Ma in una economia a base monetaria sana, non truffaldina, questa quota di moneta-debito sarà minoritaria, ad es. un decimo del totale. Oggi invece la banconota è un decimo del totale, e forse molto meno. La banconota è il residuo fossile, ancora di grande valenza simbolica, del denaro permanente così come veniva concepito all’epoca (fino a 40 anni fa) del denaro-merce, una concezione primordiale concettualmente SBAGLIATA. Uno scambio denaro-merce non è un baratto, è cosa radicalmente diversa. Tutti i nostri guai derivano dagli scambi denaro-denaro, riciclaggi per scopo di lucro sottratto all’economia reale. Questo è l’altro aspetto del necessario svecchiamento del concetto originale di moneta-merce. In questo gli islamici sono molto più progrediti di noi.

  • nuovorinascimento

    “E non cresce linearmente, ma esponenzialmente, perché i mezzi monetari vengono tutti creati mediante operazioni di addebitamento – cioè in pratica vengono tutti dati a prestito, gravati di un debito ad interesse composto, che fa sì che il totale del debito sia più alto, e divenga sempre più alto, con andamento esponenziale, rispetto alla totalità del money supply, drenando quindi dall’economia una esponenzialmente crescente quota del reddito per il pagamento degli interessi.”…………..bravo Della Luna.

    FINALMENTE UNO CHE DICE LA VERITA’ …….LA VERITA’ NON E’ il SIGNORAGGIO, (o meglio solo il signoraggio secondario esiste realmente) PERCHE’ E’ ANCORA PIU’ SEMPLICE…
    BASTA STRILLARE AI 4 VENTI CIO CHE DELLA LUNA HA APPENA DESCRITTO…..

    SIGNORI SVEGLIA…….SIGNORI SVEGLIA……SIGNORI SVEGLIA….!!

    LE BANCHE CENTRALI IMMETTONO “QUANTITATIVE EASING” DENARO IN CIRCOLAZIONE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER IL VALORE NOMINALE PRESTATO !!!! IN PRATICA IN GIRO NON CI SONO GLI INTERESSI PER RIPAGARE IL DEBITO…..E ALLLORA VIA TUTTI A INDEBITARSI DI NUOVO…..SEMPLICE NON STAMPANO GLI INTERESSI.

  • radisol

    Baldassarre non è più del PdL ma di Futuro e Libertà ….

  • radisol

    Non c’è niente da fare … si preferisce sproloquiare sul fantomatico “punto A” o sullo Scec …. della necessità della rivolta contro lo stato di cose presenti qui non frega niente pressochè a nessuno …..

  • nuovorinascimento

    D’accordo con te…..io sto preparando un documento divulgativo per cercare di svegliare le masse inermi.
    Sarà lunga………e dura me ce la faremo. Ci dovrà pur essere pirma o poi un risveglio di coscienza.

  • AlbertoConti

    “lo stato di cose presenti” è strettamente correlato al paradigma monetario, ne è la conseguenza, variamente interpretata dalle caratteristiche peculiari di ogni popolo. Per questo c’interessa chiarire i presupposti. Capisco che però è talvolta difficile distinguere le perle nella porcilaia.

  • yiliek

    Io non darei così poca importanza allo Scec!
    Ammettiamo che contemporaneamente e in tutto il mondo si scateni una rivolta contro lo stato delle cose, e lasciamo perdere di come ciò si possa attuare: si occupa Montecitorio la Banca centrale le questure le basi militari e poi?
    Siamo noi una società intesa come moltitudine di individui pronta per organizzare un sistema più equo e sociale per tutti?
    una volta che la rabbia e l’euforia si sarà placata cosa succederà? si nomineranno dei leader per ricostruire un mondo nuovo e ci si affiderà a loro? ma esistono? e quanto saranno puri e privi di interessi personali per potercisi fidare? E come potremmo mai fidarci di qualcuno quando non ci fidiamo neanche del nostro vicino di casa?
    Bisogna tornare al concetto di comunità senza rinunciare alla propria individualità intellettuale certo,e vedo lo Scec come uno strumento che che può aiutare ad andare in questa direzione (almeno inizialmente), ricreare quel collante nella società che anni e anni di capitalismo hanno disgregato.
    La gente è abituata a ottenere dallo stato queste cose non ha mai avuto o meglio non è abituata ad usare uno strumento di scambio dei beni gratuto e di sua proprietà.
    Se ci risveglia da questo sonno e e si inizia a capire cosa realmente serve per vivere bene allora si che saremo pronti per una VERA rivoluzione altromenti vedremo solamente scene di caos urbano saccheggi per avere il nuovo IPad.
    Le rivolte allo stato attuale porteranno solo a nuove dittature e indivina un po chi ci sarà a reggere sempre i fili? con tutta probabilità ci saranno già dei think tank che hanno già trovato la soluzione a questa evenienza.
    Io non sono ancora fruitore dello Scec ma ammetto che ne sono affascinato e se non sbaglio anche Dalla Luna tempo fa lo sponsorizzava

  • amensa

    poveri noi, se tutto cosa riuscite a dire è questo, siamo proprio alla frutta.

    parto dall’inizio, ma provate a fare un minimo di attenzione:

    1) la prima cosa che dovete capire è che il denaro non è la ricchezza, ma il denaro è uno STRUMENTO. se voi avete bisogno di uno scavatore per fare un lavoro di 1 giorno, non comprate lo scavatore, ma ve lo fate imprestare, pagate l’affitto , lo usate, e lo restituite. vi è importato qualcosa del valore dello scavatore? no vero ? che fosse nuovo, vecchio, usato, bastava che funzionasse, perchè quello era quanto vi interessava, e vi interessava quanto vi avrebbero chiesto per usarlo. il denaro è esattamente come lo scavatore, e chi ve lo impresta è il sistema bancario.

    2) gli interessi…. ha…ha… la storiella di Bankestein l’ho già demolita almeno 10 volte, ma ci ricomincio. dunque il sistema bancario vi impresta 100 e vi chiede indietro 110, ma ha solo creato i 100. il fatto è che non siete i soli per cui nel complesso vi sono altre tot persone nella stessa vostra condizione, per cui in circolazione non c’era solo il vostro 100 ma molte volte tale cifra.

    quando voi rendete i vostri 100 + 10 è vero che nel complesso vengono a mancare i 10, ma cosa ne fa la banca ? li mette in cassaforte ? sarebbe la cosa più stupida di questo mondo visto che li può creare quanti ne vuole, no ? perchè dovrebbe crearli, metterli in circolazione e aspettare che voi rendiate il prestito per mettere i 10 in cassaforte ? il fatto è che quei 10 sono il guadagno della banca per il servizio dato, per cui con essi comprerà nel mercato dei beni reali ( o li userà per pagare gli impiegati, o le bollette, o i locali, ecc….) ma in questo modo TORNERANNO NEL MERCATO e quindi non mancheranno mai , a nessuno che voglia rendere il proprio debito più gli interessi. provate a fare l’esempio con i soldi del monopoli, per capire che con questa storia vi hanno sempre presi per il c…lo.

    3) non mi importa dove e chi scrive stupidaggini …. basta leggere la versione ufficiale della commissione dell’11/9, per avere un’idea di quante stronzate sia possibile dire ufficialmente, cose che se chiedeste a chiunque dei firmatari di provare a riprodurre nella realtà si metterebbero a ridere chiedendovi se è uno scherzo. l’ unica cosa vera, ormai, deve essere la logica e la vostra esperienza di tutti i giorni, altrimenti credete pure che anche gli asini volano, se è scritto sull’economist.

  • amensa

    dai alberto, per favore, troviamoci una volta, così ti dimostro una volta per tutte quanto sbagli scrivimi in privato, di dirà come metterti in contatto con me, se ci stai.

  • alvise

    1) la prima cosa che devi capire è che se l’escavatore ce lo costruiamo noi, noi comunità, dobbiamo pagare solo la materia prima, e non dobbiamo farcelo prestare da nessuno visto che è nostro.Chi ce lo presta, ci chiederà una somma tale, da ammortizzare il costo, il quale costo, chi lo ha costruito, ci mette dentro, la materia prima, il lavoro degli operai che l’hanno costruito, le macchine impiegate per la costruzione, ed infine il GUADAGNO.Se se lo costruisse la comunità, avrebbe anche lei le spese sostenute dalla fabbrica (meno gli operai), ma non chiederebbe il GUADAGNO a nessuno.Senza contare che la fabbrica farebbe anche la cresta sul prezzo delle materie prime.

    2) cosa che devi capire.Quando i miei mi portavano in campagna durante le vacanze scolastiche, vedevo i contadini che mietevano il grano.Quando c’era da batterlo veniva impiegata una grande macchina, e tutti gli altri contadini si aiutavano l’un l’altro, sia nella mietitura che nella battitura. Tizio e Caio davano una mano a Sempronio, poi Sempronio e Tizio davano una mano a Caio, e così via.Nessuno chiamava operai per fare il lavoro, si aiutavano l’un l’altro, non costava nulla a nessuno la produzione dei sacchi pieni di grano, salvo la fatica ed il sudore, ma quello, quando una cosa è NOSTRA, lo si sopporta con un sorriso. E, fatto importantissimo, non dovevano indebitarsi per pagare una azienda che fornisce operai.

  • alvise

    Però ne parlo io nei miei due siti. Parlare di monete complementari su CDC è da azione eroica, lascia perdere.Io ci credo anche perchè se ne parlò Lietaer tanto male non è.Anche nella mia città sto tentando di far capire l’utilità, ma finora è partita persa, fin quando i commercianti non ci danno di naso non saranno mai attenti a nuovi meccanismi monetari.Dico ATTENTI, perchè per ora, anche se qualcuno mi ha ascoltato rimangono comunque scettici, però poi mugugnano quando la gente non spende.Se ti va mi puoi contattare, e ne parliamo.

    [email protected]

    nb. però specificami a cosa è dovuta la tua mail, altrimenti non saprei collegarla.

  • castigo

    amensa:

    marco sai benissimo che il punto a è un falso, perchè continui a propagandare una cosa falsa, che tu sicuramente sai essere falsa, col solo intento di cancellare la responsabilità di chi i debiti li ha fatti ? conosco benissimo tutta la manfrina che sostieni, ma non riesco a capire il perchè lo fai. Cosa credi di ottenere ? Questo è quanto mi sfugge.

    non capisco cosa ci sia di così sfuggente.
    se tu concedi un prestito e questo non ti viene restituito, è un problema TUO, e si chiama RISCHIO D’IMPRESA.
    non vedo quindi perché uno stato deve accollarsi le perdite delle banche: è come se io domani perdessi un miliardo al casinò e poi mi presentassi a casa tua chiedendoti di pagare al posto mio.
    tu cosa faresti?? non mi manderesti a dar del…. hemmmm….. colore??
    ecco, credo sia questo che crede di ottenere, far penetrare nel cervello di molti questo semplice concetto: chi sbaglia, PAGA, e lo fa con i SUOI soldi, non con i nostri…..
    pertanto non si tratta, come tu affermi, di cancellare la responsabilità di chi ha contratto il debito, ma di non far scontare ad una intera popolazione le perdite di istituzioni PRIVATE.

    un debitore troppo indebitato, è ovvio che vede le possibilità di rendere il suo debito in modo esponenziale, questa è pura matematica, ma chi glielo ha fatto fare di indebitarsi a quel livello ? Rispondi a questa semplice domanda e poi confronta i bilanci di quei pochi stati virtuosi , al mondo, che non fanno bilanci in rosso. Ma il non fare bilanci in rosso, e lo sai benissimo, non è un effetto, ma una causa.

    d’accordissimo, ma se un “investitore” commette un errore di valutazione così grande nell’impiegare il proprio danaro, allora merita di perderlo.
    allo stesso modo uno stato sprecone non troverà finanziatori al suo debito insensato e probabilmente, ma solo probabilmente (conoscendo i politicanti della maggior parte degli stati propendo per il no), smetterà di buttare soldi dalla finestra.

    pertanto, imho, il suo ragionamento non fa una grinza……

  • alvise

    Lui non lo sa ma Amensa l’ho letto anche da altre parti.Non è che dica cose errate, non sempre comunque, e ammetto tranquillamente che ne sa più di me, è che mi fa pensare a quando era bambino, volendo la marmellata per forza, ed urlare fino a quando non la vincesse lui 🙂

    Bisognerebbe dirgli che esistono tanti tipi di marmellate, non ce n’è solo di un tipo :-), tu ne hai citata una diversa e so che è la migliore.