
DI VALERIO EVANGELISTI
Carmillaonline
L’identità dei rumeni è tale da rendere difficoltose le campagne d’odio razziste cui siamo ormai abituati. Sono di pelle bianca. Sono in maggioranza di fede cristiana (sia pure nelle variante greco-ortodossa). Parlano una lingua che discende in linea diretta dal latino. Fanno parte dell’Unione Europea.
Non si possono applicare loro, insomma, i consueti alibi che giustificano il razzismo dilagante in questa porcheria di paese: lo “scontro di civiltà”, la “lotta al terrorismo”, la differenza di culture, e via delirando. I rumeni si chiamano così proprio per l’impronta lasciata loro dall’annessione a Roma – ammesso che simili argomenti abbiano un senso. Anzi, quando l’impero romano era ormai scomparso, là se ne teneva vivo un brandello. Dico questo per prevenire le obiezioni delle canaglie fasciste, sempre pronte ad asservire la storia per giustificare i propri delitti. Non vi serve cercare Dna particolari. La Romania era ed è più latina di quanto non lo sia l’ipotetica “Padania”. Se siete fascisti, siatelo fino in fondo. Se siete “padani”, andate affanculo. Da bravi barbari, vi bevete l’acqua del dio fiume, con larve annesse. Prosit!Veniamo al caso che invade le cronache. Un rumeno, per la precisione un Rom, violenta e uccide una povera donna. Dove abito io, l’ultima violenza carnale di una lunga serie è stata commessa, se ricordo bene, da un calabrese ubriaco. Non mi risulta che, per questo, la Regione Emilia-Romagna abbia rotto le relazioni con la Regione Calabria, né che si sia scatenata una caccia al calabrese.
Invece, se le cronache dicono il vero, il governo Prodi avrebbe richiamato l’ambasciatore in Romania. Non so se la notizia sia fondata, però ho visto Walter Veltroni, segretario del futuro Partito Democratikkko e sindaco di Roma, lamentare a Ballarò che i rumeni in Italia sono troppi (riecheggiando Beppe Grillo, altra brava persona), e rivendicare con orgoglio la distruzione delle loro baracche (dove siano finite le famiglie degli “sfollati” non si sa). Intanto, grazie anche alle indirette istigazioni dello stesso Veltroni, squadre di “giustizieri” sprangavano rumeni qualsiasi mentre, carichi di borse, uscivano da un supermercato, e distruggevano un negozio di “specialità dalla Romania”. Il Giornale applaudiva questa reazione spontanea delle masse
A mia conoscenza, mai il governo degli Stati Uniti ha convocato diplomatici italiani per rinfacciare loro ciò che stavano facendo, in territorio americano, gli affiliati alla Mano Nera o a Cosa Nostra. Pescava i colpevoli, se ci riusciva, e li sbatteva in galera.
Solo da noi si fa ricadere un crimine su un popolo intero, e si prende a pretesto un delitto per criminalizzare una nazionalità nel suo complesso. Che i rumeni si consolino. Prima era già accaduto agli albanesi, ai nordafricani, ai polacchi, agli “slavi” in genere, ai meridionali. Nel Medioevo, i Veltroni di allora (o i Fini, o i Casini, o i Berlusconi, o i leghisti del tempo) imprecavano contro gli ebrei, che dissanguavano bambini cristiani. La - da me non tanto - compianta Oriana Fallaci inveiva contro i somali, rei di sporcare Firenze. Ogni epoca ha il suo stronzo, e la sua vittima.
Tornando ai rumeni, delinquenti per vocazione genetica, cos’abbiamo fatto noi a loro? Una qualche reciprocità esiste.
Era appena caduto il regime di Ceausescu e già migliaia di “imprenditori” italiani (chiamiamoli con il loro nome: “padroni” e “padroncini”) si fiondavano in Romania, come in altri paesi dell’Est, alla ricerca di manodopera sottopagata. L’avvilente epopea di questi tristi avventurieri è appena stata narrata da Andrea Bajani in un bellissimo romanzo, altamente consigliabile: Se consideri le colpe, Einaudi, 2007. I “portatori di progresso” italiani si rendevano complici di un doppio crimine: togliere lavoro in Italia e instaurare lavoro schiavistico altrove. Intanto un paese, sottratto a una dittatura ma lasciato nelle braccia del neoliberismo più brutale, assisteva a un degrado progressivo, e diventava tra i massimi esportatori di delinquenti e, soprattutto, prostitute. Nessuno, come i clienti di queste ultime, apprezza i benefici del capitalismo. D’altronde la merce è varia: un volo aereo e c’è, alla periferia di Timisoara, un bordello in cui sono in vendita minorenni dei due sessi. I padroncini vi si affollano.
Fa comodo la miseria altrui, purché resti a casa propria. Se viene qua, si trasformerà in puro accidente o in scelta criminale.
Che schifo! Che paese (o etnia, a questo punto?) di merda è diventato l’Italia!
Valerio Evangelisti
Fonte: www.carmillaonline.com
Link: http://www.carmillaonline.com/archives/2007/11/002437.html#002437
8.11.07
VEDI ANCHE: ROMA' DE ROMA (II)
Matt-e-Tatty 11 novembre 2007
Per la discussione sull'articolo io noto che un episodio di violenza (molto grave) è sfociato in una massiccia demonizzazione di coloro che provengono dalla Romania, minimizzi l'impatto e gli effetti di questa campagna mediatica e polica, molta gente con scarsi mezzi a disposizione ha perso grazie a queste "ritorsioni" quel poco che possedeva, non si tratta di una demolizione di baracche abusive, devi essere proprio una persona sfortunata se credi che gli spianamenti di quelle baraccopoli (ma possiamo anche chiamarli ghetti) siano dovuti alla mancanza del rispetto delle normative urbanistiche o delle normative dettate dal regolamento comunale di igiene.
Oltre che essere una ritorsione ingiusta (equivale a far di tutt'erba un fascio), tale comportamento provoca seri problemi:
1- Tutte quelle persone allo sbando da qualche parte andranno a dormire che a tè piaccia o no
2- Se le condizioni di quelle persone erano precarie prima, ora possono essere solo disperate e tutti sanno che la miseria e la disperazione portano a violenza e criminalità.
3- In quei ghetti non vivevano solo Rom e Rumeni ma anche Italiani che si sono trovati come si sul dire "col culo per terra" per una moltitudine di ragioni.
Premesso ciò a mè non piacerebbe avere di fianco a casa un ghetto o baraccopoli che dir si voglia, tutte le volte che nella mia città arrivano i giostrai si registra un'impennata di furti, dalle rapine alle abitazioni e alle attività commerciali (negozi e tabaccherie) agli scippi ecc.
D'altra parte i problemi maggiori li danno i Rom nomadi, gli stanziali spesso vivono in appartamenti e comunque molti dei Rom "baraccati" hanno lecito impiego.
I problemi legati all'immigrazione sono comunque notevoli e consentimi anche inevitabili, anche per questo ci si addentra in un discorso "spinoso", da una parta noi non facciamo figli e il nostro sistema economico si alimenta con la mano d'opera, d'altra parte i nostri servizzi sociali sono spesso inadeguati e si creano ghetti in cui insieme alla disperazione prospera la delinquenza e la microcriminalità.
Il problema è vasto e allarmante e non si risolve certo con campagne razziste e ruspe.
Tornando a noi, hanno censurato il tuo post perchè ricco di parolacce e insulti, sei sicuramente un cafoncello maleducato e ignorante, tra l'altro mi tacci di analfabetismo e scrivi: CHE TI IMPARI A ....
Non sò chi sei realmente (mi piacerebbe tanto sai...) ma certe parole sicuramente le puoi solo scrivere nascosto dietro al tuo PC.
Chiudo nella mal celata speranza che lo zoccolo duro dei Rom sfollati si venga a insediare nel giardino di casa tua....