ROMAN POLANSKI HA UN SACCO DI AMICI

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DI KATHA POLLITT

thenation.com



Se uno stupratore riesce a sfuggire alla giustizia abbastanza a lungo, il mondo dovrebbe mettergli in mano una biglietto che affermi “uscito di prigione libero per sempre”? Se questa persona fosse Roman Polanski, regista di fama mondiale, un mare di persone famose e dotate di talento ritiene che la risposta sia “Sì”.

Polanski che drogò e sodomizzò una ragazzina di tredici anni nel 1977, a Los Angeles, ammise la propria colpa per poter avere la pena minore relativa al reato sessuale commesso su una minorenne e quindi volò in Europa prima della sentenza.



Ora, 32 anni dopo, Polansky è stato arrestato in Svizzera mentre si recava al Festival cinematografico di Zurigo, e ciò ha sollevato lo sdegno delle stelle internazionali della cultura: Salman Rushdie, Milan Kundera, Martin Scorsese, Pedro Almodovar, Woody Allen, (inserite qui la vostra battuta), Isabelle Huppert, Diane Von Furstenberg e molti, molti altri ancora.Bernard Henry Levy, che ha assunto il ruolo di leader dei supporters, ha detto che Polanski “forse ha commesso un errore di gioventù” (aveva 43 anni all’epoca dei fatti). Debra Winger, presidente della giuria del Festival cinematografico di Zurigo, portando un cartello rosso con la scritta “Polanski libero”, ha definito l’azione delle autorità svizzere “una collusione filistea”. Friedric Mitterand, il ministro francese della cultura, ha dichiarato che questo ha mostrato “il lato oscuro dell’America” ed ha descritto Polanski come una persona “gettata nella fossa dei leoni per una vecchia storia”. Il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, co-fondatore di “Medici senza frontiere”, ha definito l’intera faccenda “infame”.

Più vicini a casa, Whoopi Goldberg ha spiegato sulla rivista “The View” che il crimine commesso non era stato “stupro, stupro”, ma solo, come sapete, stupro. Ah, quello!


La columnist conservatrice Anne Applebaum, sul Washington Post, ha minimizzato il reato. Prima ha presentato la vera natura del crimine (la droga, sesso anale forzato ecc) e poi ha rivendicato “è evidente che Polanski non era a conoscenza della sua vera età (della ragazza)”. Si parla ma è un’argomentazione disperata. Polanski, che poi ha proseguito con una relazione con una quindicenne, Nastassja Kinski, ha parlato con franchezza della propria predilezione per le giovanissime. (L’editore di “Nation” Katrina vanden Heuvel, che ha cinguettato la propria sorpresa nel trovarsi concorde con la giornalista Applebaum, ha avuto un ripensamento e ha detto: “Sconfesso quanto detto in precedenza in accordo alla Applebaum. Credo che Polanski non dovrebbe ricevere un trattamento speciale. Ora il problema è come far sì che egli sia assicurato alla giustizia. Dovrebbe tornare per scontare la pena? Ci sono altri modi in cui lui può scontare la pena? Nel contempo credo che in questo caso si dovrebbe indagare su una eventuale ripetizione di atti analoghi”).


Sulla pagina di approfondimento del New York Times, il romanziere, poco quotato, Robert Harris, ha ricordato la sua grande amicizia con Polanski, che ha appena finito di girare un film tratto da un libro di Harris, dicendo anche: “Il suo passato non mi interessa”. Questo ci dice parecchio sulla nonchalance con cui egli considera il reato sessuale, ma non spiega perché ciò che potrebbe accadere del caso legale di Polanski sia diventato un argomento di discussione.

Io non intendo farlo. Capisco che Polanski ha vissuto numerose tragedie nel corso della sua vita, che ha fatto dei film terrificanti, che ha 76 anni, che un documentario del 2008 sollevò la questione circa la imparzialità del giudice (Vedere”Bill Wyman in Salon” , anche, per un persuasivo smantellamento di questo caso.) Io capisco anche che la sua vittima, che ora ha 44 anni, dice che ha dimenticato Polanski e che desidera che il caso sia abbandonato (archiviato) perché ogni volta che se ne torna a parlare lei viene di nuovo trascinata nel fango. Di certo è ciò che ora sta succedendo. Sul Huffington Post, Joan Z. Shore, una fan di Polanski, che si autodefinisce co-fondatrice di “Women Overseas for Equality” (Belgio), scrive: “La modella tredicenne ‘sedotta’ da Polanski gli era stata affidata dalla madre che voleva che lei entrasse nel cinema. La ragazza avrebbe compiuto poche settimane dopo, i 14 anni, età che era considerata adatta per il consenso sessuale in California (Adesso può darsi che sia addirittura fissata a 13 anni!)”.

In realtà, nel 1977 l’età del consenso in California era di 16 anni. Oggi è fissata a 18 anni, ad eccezione di situazioni di sesso nelle quali una delle persone non abbia 18 anni e l’altra abbia solo tre anni di più. La visuale panoramica – e cioè che Polanski fu la vittima di una ninfetta e della sua intrigante mamma – si trova dovunque in Internet.

Il fatto: Ciò che avvenne non è qualche cosa di fumoso, vago, del genere lui ha detto/lei ha detto secondo lo stile “sesso cattivo” di Katie Roiphe. Un uomo, adulto, di 43 anni prese una ragazzina di 13 anni sola, l’ha fatta bere, le ha dato del quaalude, e, dopo avere controllato la data delle sue mestruazioni, l’ha stuprata, due volte, mentre lei si ribellava; si sottomise, come disse poi al gran Giurì, “perché avevo paura”. Questi fatti sono indiscutibili –ad eccezione di Polanski che ha più volte messo in ridicolo l’intera vicenda (potete leggere la trascrizione del gran Giurì Qui ). Gli fu permesso di ammettere la sua colpa per ottenere una condanna più lieve, come fanno molti stupratori, per evitare alla vittima il trauma di un processo con intervento e pubblicità da parte dei media. Ma ciò non significa che noi tutti dovremmo pretendere che ciò che accadde sia stato qualche cosa come un misto di libero spirito bohemien. La vittima ha impiegato anni per riprendersi.

Il Fatto: nel Febbraio del 2008 il giudice della Corte Suprema Peter Espinosa decise che Polanski poteva contestare il suo giudizio. Tutto ciò che deve fare è rientrare negli Stati Uniti e sottomettersi alla legge. Perché questo non sarebbe corretto? Perché mai sarebbe chiedere troppo volere che un regista di fama mondiale, con un enorme seguito di amici potenti, ma che appena regolarmente condannato per un reato sessuale è volato all’estero, debba passare attraverso lo stesso regolare processo come chiunque altro?


Questo farebbe infuriare quelle star della letteratura che si battono all’infinito per la dignità umana, per i diritti umani ed anche per i diritti delle donne (almeno quando sono musulmane) e tuttavia non ritengono che ciò che Polanski ha fatto sia uno stupro, o non ne tengono conto perché lui, dopo tutto è Polanski, un artista come loro. Che alcuni di questi strenui difensori siano delle donne è particolarmente sgradevole. Non si rendono conto che così facendo sottoscrivono argomentazioni che scaricano la colpa sulla vittima, minimizzano lo stupro e si fanno in quattro per scagionare colui che lo ha compiuto? Errore di gioventù, poter avere sbagliato la sua età, giovane sporcacciona, una madre che voleva far fare carriera: è questo ciò che vogliamo che la gente creda quando un uomo di mezza età è un predatore al massimo grado?


Il diffuso sostegno per Polanski mostra il peggio della fatua elite liberal culturale. Possono anche creare grandi film, scrivere bei libri e dipingere meravigliosi quadri, possono anche avere un sacco di belle e nobili idee umanitarie, in astratto, in merito a tutti i principi e a tutti i diritti: uguaglianza davanti alla legge, ad esempio. Ma in questo caso, essi sono soltanto esponenti della cultura della classe bianca, dei fans del movimento afro-americano non violento che negli anni 70 si esprimeva attraverso l’arte, che seguirono R. Kelly e Chris Brown, e dei supporter sportivi che automaticamente sostengono i loro favoriti quando vengono accusati di picchiare le mogli e di stuprare le cameriere degli Hotel.

Non meravigliatevi se mezza America li odia.


Katha Pollitt

Fonte: www.thenation.com

Link: http://www.thenation.com/blogs/anotherthing/479379/roman_polanski_has_a_lot_of_friends

1.10.2009


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PAOLA BOZZINI

Commenti (27)

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Nascondi area commenti 7 caricati
    1. maristaurru 6 ottobre 2009

      Anche molti "intellettuali " italiani sono per i due pesi e le due misure, come i Francesi guidati da quel libertino di Mitterand, le cui performances disinvolissime sono state sempre coperte, ma erano e sono ben conosciute da molti ipocriti con la erre blesa che si son permessi di trinciare giudizi in casa nostra, invitati a nozze dalle nostre stelle caviale e champagne, alcune delle quali hanno firmato pro stupratore in frac e portafoglio gonfio

      Paolo Sorrentino, Ettore Scola, Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore , Monica Bellucci , Michele Placido, Monicelli, Scorsese ed altri che mi sfuggono.
      Molti di loro, come Placido si fanno notare oltre che per la morale slabbrata , anche per il doppio pesismo.
      Libertà di stupro per uno della parrocchietta.. pretese poi di ergersi a giudice di chi non è della parrocchietta, quanti di questi supponenti arroganti abbiamo nel Paese?

      Troppi, e che aspettiamo a spernacchiarli come meritano?

    1. totonno 6 ottobre 2009

      ROMAN POLANSKY deve finire i suoi giorni in galera e se fosse per me anche senza palle. Fanculo ai suoi cari amici !!!!!

    1. Maxim 6 ottobre 2009

      Uno che prima fornisce alcol e droga ad una 13 enne e poi la usa sessualmente a suo piacimento ( pure un rapporto anale ! ) non merita troppa comprensione da parte di nessuno

    1. vic 6 ottobre 2009

      Siamo allo zoo de Paris.

      Togliamo una banana dal nostro cestello e la porgiamo al famoso Gorille.

      Lui allunga la mano e ci prende tutto il cestello.

      Meglio non farlo arrabbiare, sappiamo che ci tiene alla pronuncia francese.

      L'intervista la conduce il nostro amico Brassens, poiche' conosce bene monsieur le Gorille.

      B: Bonjour Monsieur le Gorille! Tenga e' per lei. (B. porge una mela verde al gorille).
      le G: Oh merci. Mi piace la frutta fresca. B: E' cosa nota che a lei piaccia la frutta. Ha detto fresca?
      Le G: Mais oui, fraîche comme une pomme. Gnam, gnam. B: Monsieur le Gorille, ma quella vecchina?
      Le G: Oh quella era addirittura croccante! Forse non cosi' fresca, ma croccante, eccome! Gnam gnam. B: E il giudice, non ci racconti che fosse fresco e croccante. I giudici sono raramente freschi e croccanti. Lo sanno anche i nani.
      Le G: Gnam. Lui era poco fresco ma molto entusiasta. Gnam. B: Monsieur, se permette, mi pare che stia perdendo un pochino la coerenza.
      le G: Gnam, gnam. B: L'amante del giudice la vorrebbe condannata per stupro, lo sa!
      le G: Gnam. Era consenziente, non e' stupro! Poi ai giudici si puo' far di tutto. B: E quella ragazzina in California, eh?
      le G: Neanche quello e' stupro. Primo la madre era consenziente. Secondo io ero consenziente. Terzo ero nel pieno della mia gioventu'. Quarto io sono basso. B: Cosa centra il basso?
      le G: Lei non conosce il codice non scritto: non sono condannabili gli stupri se lo stupratore e' basso. B: Questa non la sapevo proprio.
      le G: Il codice si occupa solo di stupri di un certo stile, non di quelli di bassa lega. B: Mi ridia il cestino. Un'ultima considerazione, Monsieur le G?
      le G: Non si dimentichi che chi ha un nome vagamente ebreo, per il codice penale non esiste, per il semplice fatto che loro non compiono mai stupri. B: Mah. Adesso la saluto, m'e' venuta fame. E poi mi suona una canzoncina in testa.

      Du zoo de Paris, nos salutations les meilleures.

    1. mikaela 6 ottobre 2009

      Il caso straordinario del leader del gruppo The Mamas & The Papas Johon Philips(California dreamin') E' appena uscito il libro (dopo la sua morte) scritto dalla figlia (anche lei attrice di soap operas in picchiata) dove dice che lei era l'amante del padre sin dalla tenera eta' di 14 anni.Inizio facendo uso di stupefacenti insieme al padre e da li comincio' tutto, ma non ha mai denunciato il padre per non rovinargli la carriera e alla domanda di Larry King (che la stava intervistando ieri sera )se gli piaceva fare sesso con il padre a risposto: a volte si e a volte no.Dopo la patetica intervista ha terminato dicendo che ha scritto il libro per mettere in guardia tutte le ragazzine potenziali vittime di stupratori.Quando si dice che tutto fa spettacolo!

    1. calliope 6 ottobre 2009

      Ma perche due pesi e due misure, roman polansky ha sbagliato!!! punto.

      pure che ha fatto i film che ha fatto ciò non toglie che il gesto è ripugnante!!!

      Fanculo porco pedofilo!!!

      Michael Jackson per molto meno è stato crocefisso!!!

    1. Sokratico 6 ottobre 2009

      chi ha una "faccia" è sempre più potente, più amato, più difeso, fino a ben oltre la ragionevolezza, di chi la "faccia" non ce l'ha... E le vittime, soprattutto le vittime di reati sessuali, non hanno MAI faccia... In fondo, se guardate ai vari Berlusconidi in giro, "avere una faccia" è di per se quasi sufficiente per essere considerati innocenti, o almeno scusabili... Questo è tra i prodotti più nauseanti della civiltà televisiva. Mostra le FACCE e nasconde le MANI.

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