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RIVOLUZIONE ARABA: ERRORE DI ANALISI DELL’OCCIDENTE ISPIRATO DA ISRAELE

DI MARIA MARGHERITA PERACCHINO
costruendo.lindro.it

Intervista a Maurizio Blondet

La vampata popolare tunisina ha incendiato lEgitto, e la vedremo dilagare, come in una prateria secca, in Marocco, Algeria, Libia, Giordania, Siria, è possibile che coinvolga anche l’Arabia Saudita e gli emirati petroliferi del Golfo. E’ il vastissimo contrafforte dei regimi moderati e clienti di Washington che sta crollando. E nè Washington nè le capitali europee hanno visto venire la catastrofe, perchè intellettualmente ingabbiati nel falso quadro interpretativo delpericolo islamista e dello scontro di civiltà voluto e imposto da Israele.

E’ questa la lettura della rivoluzione araba in atto che dà Maurizio Blondet, Direttore di Effedieffe.com, uno dei giornalisti e scrittori più spigolosi e controversi di questo Paese, e profondo conoscitore del mondo arabo.
Non si sono voluti vedere i problemi del mondo islamico per quel che realmente sono: l’esplosione di una gioventù demograficamente maggioritaria, disoccupata e repressa dal regime moderato, che non riconosce come suo governo”.
Eric Margolis, giornalista americano del Huffington Post, inviso all’establishment come Blondet, ha scritto: “Qualcosa è andato terribilmente male nei piani di Washington per i cambi di regime in Medio Oriente. Si supponeva una rivoluzione fabbricata da USA e britannici contro i mullah dellIran, seguita dallinsediamento di un governo collaborativo filo-occidentale e una fortuna per le petrolifere occidentali”. Ecco, dice Blondet “E’ successo l’imprevisto contrario: le rivoluzioni che divampano lungo il Nordafrica non sono colorate dalla CIA”, sono rivoluzioni della gente, e basta vedere quella che Pierluca Santoro oggi definisce la maglia allargata dei 1,3 milioni di tweets sul tema rilevati nella settimana dal 24 al 30 gennaio, che Santoro, da queste colonne, aveva chiaramente rilevato già la scorsa settimana.

Il mondo è stato colto di sorpresa dalla rivoluzione araba

E’ stata una sorpresa per le diplomazie occidentali, perché per 10 anni, dall’11 settembre 2001, tutta la politica dell’occidente  è stata condizionata dalla propaganda di Israele , secondo la quale il mondo arabo crea terrorismo, il mondo arabo è Al Qaeda, per tanto o questi paesi sono gestiti dai Mubarak e dai Ben Ali di turno -corrotti e burattini dell’Occidente- , oppure sono un pericolo per il mondo, pericolo, ovviamente, da eliminare.
Non ci si è resi conto che in questo pezzo di mondo si stava creando quello che sarebbe diventato un problema politico-sociale che oggi è alla base della rivoluzione. Una gioventù, mediamente ben istruita, che cerca lavoro e non lo trova; Paesi la cui crescita economica non è sufficiente per sfamare tutti; una libertà che non c’è. Ovvio che se a tutto questo si aggiunge la corruzione dei vertici, che è il filo rosso di questa rivoluzione, si capisce perché il bubbone è scoppiato.

E ora l’occidente teme il pericolo islamico

In questi giorni tutto quanto sta accadendo in Egitto viene visto nell’ottica di Israele. Ora,  Israele, ha 200 testate nucleari, forse 300, e i missili per lanciarli.  Da non sottovalutare: l’Iran non ha l’atomica. Mi si vuole spiegare perché Israele deve aver paura dell’Egitto? o meglio, perché teme la costituzione di una quadro democratico in Egitto? Gli egiziani sono scesi in piazza non contro Israele, bensì per liberarsi dal regime corrotto di Mubarak. Punto.

Israele teme l’ascesa al potere dei Fratelli mussulmani.

Ecco. Allora, i Fratelli Mussulmani potranno avere, nella prima fase del dopo Mubarak, un ruolo dato dalla loro forza di maggioranza relativa che effettivamente nel Paese hanno, una forza determinata dalla loro capacità di intervenire a sostegno della popolazione. Ma i Fratelli Mussulmani sono un gruppo islamico conservatore, ma non hanno niente a che vedere con l’estremismo, o peggio ancora con il terrorismo. Detto questo, nel Paese ci sono altre forze laiche che certamente potranno anche a breve guidare il Paese.

La Siria potrebbe essere il prossimo paese a cadere nel vortice della rivoluzione, si dice in queste ore

La Siria è un Paese a maggioranza sunnita guidato dalla minoranza sciita. Gli sciiti sono al vertice delle forze armate e della politica, il Presidente Bashar al-Asad è sciita-alauita. E’ sicuramente possibile. Così come è possibile che la rivoluzione si allarghi allo Yemen, dove il giorno della collera è programmato per domani,  al Bahrein, dove il 14 sarà il giorno della collera. Ma anche l’Algeria è potenzialmente pronta a esplodere, da circa 2 settimane ci sono rivolte con morti e feriti. In Giordania, il re Abdallah, dopo le prime proteste, ha cercato di parare il colpo,  ha mandato a casa il Primo Ministro Samir Rifai e ha incaricato l’ex generale Marouf Bakhit di formare un nuovo governo, con la responsabilità di fare le riforme richieste dai manifestanti. Bisognerà vedere se questo basta, anche se l’opposizione che ha sostenuto le rivolte, il Fronte d’azione islamica, aveva dichiarato di riconoscere la legittimità degli hascemiti, la famiglia regnante ad Amman, e di chiedere riforme politiche e un cambio di governo, non altro. C’è da vedere, poi, che accadrà in Libia e forse anche in Marocco. Insomma, si, è una rivoluzione araba; i fatti avrebbero potuto andare diversamente se l’occidente non si fosse dimostrato tanto ignorante.

Maria Margherita Peracchino
Fonte: http://costruendo.lindro.it/
Link: http://costruendo.lindro.it/2011/02/02/rivoluzione-araba-errore-di-analisi-dell%E2%80%99occidente-ispirato-da-israele/
2.02.2011

Pubblicato da Davide

  • MassimoContini

    … articolo equilibrato …

  • imsiddi

    articolo dagli spunti interessanti.

    ma credo che a Israele non interessi molto, se in Egitto ci sarà democrazia, oligarchia o altro.

    non credo nemmeno che Isreale teme la diretta asceda al potere dei Fratelli mussulmani, quello che sembra che “teme” Israele é invece che il “nuovo governo egiziano” (qualunque esso sia) NON firmerà il Trattato di pace israelo-egiziano del 1979.

    che poi gli occidentali, temano un’insurrezione di Al-Qaida e degli amici di Bin Laden… beh, quello lo pensano i soliti amanti della Champions, del grande fratello, ecc ecc

  • licia

    Rai jews 24 -ore 17 del 3-2-2011,
    El BARADEI DICHIARA ” L’EGITTO NON SARà OSTILE AD ISRAELE ”

    traduzione dal politichese alla realtà
    : “el baradei chiede l’appoggio di Israele per essere eletto portavoce e rapprrsentante della rivolta araba in Egitto “

  • Xeno

    Solo una cosa:

    ma Blondet,dov’era prima che succedesse il tutto?

    Certo a cose fatte si dice questo e quello e succederà questo e quello…

    Qualcuno ha qualche link dell’esperto arabo che parla di cio? (prima)

    Thanks

  • Pellegrino

    no, tu dov’eri!
    segui il sito effedieffe? non mi sembra

  • MassimoContini

    sottoscrivo

  • Rossa_primavera

    L ‘opinione di Gianluca Freda,ottimo conoscitore anch’esso del mondo
    arabo e’ del tutto differente,tant’e’ che definisce queste rivoluzioni
    “Color marrone” con cio’ indicando che i sobbillatori siano i soliti noti.

  • anacrona

    Non hai 50 euro per entrare da Blondet ?

  • anacrona

    Entrambi sono eccellenti nelle loro analisi dei fatti … in questo contesto Blondet è più vicino a quanto anch’io penso e cioè che la rivolta sia partita dalla gente comune e non da qualche colore telecomandato.

  • Rossa_primavera

    Certo sono entrambi validi nell’analisi ma le due tesi portano a
    conclusioni opposte e che si escludono a vicenda:io credo personalmente che sia ancora un po’ presto per capire veramente
    chi stia dietro a questa rivoluzione

  • licia

    Partendo dal presupposto che in queste occasioni le informazioni dei main stream occidentali sono embedded e quindi inaffidabili a cominciare dal presunto tzunami di rivoluzioni in atto in medio oriente vorrei sottolineare che è in questi periodi di transizione che entrano in azione i poteri occulti al fine di indirizzare e manipolare le masse inferocite allo sbaraglio e prive di obbiettivi politici e strategici.
    E’ in questo momento che entrano in azione i Leader telecomandati e colorati dagli interessi occulti ,in grado di prendere in mano le redini delle masse per indirizzarle mansuetamente verso piu miti consigli.
    Ieri El Baradei ha rassicurato Israele,con ciò implicitamente chiedendo a questo di essere sostenuto per guidare la rivoluzione.
    Credo sia una strategia standard consolidata da millenni.

  • geopardy

    Certo da tutto questo complottismo, in buona parte guistificato, se ne evince che i popoli siano incapaci di organizzarsi.
    Freda è uno che crede fermamente che il popolo è bue e vada condotto da leaders carismatici e guidati da poche menti.
    Mi sembra di aver capito da certi suoi articoli, che abbia una concezione vicina all’idea che Nietzsche espone in “Così parlò Zaratustra”, questo, almeno, ho compreso del filosofo tedesco, potrei sbagliarmi, ma non credo di molto.

    Blondet, per propria concezione religiosa, coglie un solo aspeto della realtà e sempre quello, per lui tutto il resto del sistema di oggi non conta, mentre le sue afferamzioni potrebbe essere uno degli effetto e non la causa principale del mondo di oggi.

    A demerito della concezione del popolo bue, porto un esempio del mio vissuto:

    qui da noi, soltanto un anno e mazzo fa, volevano costruire un termoivalorizzatore (inceneritore per capirci), l’intero arco politico (giunta e opposizione) sosteneva la sua costruzione (gli interessi che ci sono dietro sono enormi), un gruppo di circa 400 cittadini ha iniziato (me compreso) una campagna informativa di contrapposizione molto efficace, fino a raggiungere l’obiettivo di coinvolgere, sulle nostre posizioni in merito, la stragrande maggioranza della popolazione.
    La poitica ha letteralmente cambiato opinione e si è scierata contro la corealizzazion e dell’impianto, in più abbiamo prodotto un assessore all’ambiente, tramite il quale, ora, a distanza di un anno, abbiamo la differenziata porta a porta (se non è una rivoluzione questa).
    Naturalmente, stiamo vigilando l’assessore in modo che non venga “ammansito” (chi vuol capire capisca).

    Da noi è nato un super comitato regionale che si chiama “rifiuti zero” volto a lanciare la differenziata a livello regionale (con successo a quanto sembra) ed impedire una volta per tutte la realizzazione degli inceneritori.
    Insomma, quando un gruppo di cittadini è veramente deciso e si informa, con i mezzi di oggi, può accadere l’impensabile.
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    Molti di quelli che srivono qui non sono ostili a priori ad Israele come stato (magari nei confini pre 1967), ma appogiano il popolo palestinese per le continue ingiustizie che subisce e condannano l’ìoperato di Israele.
    Potrebbe significare poco quello che dice El Baradei in questa fase, non essere nemici di Israele non significa essre nemici dei palestinesi (come Mubarak).
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    Scusate gli errori nello scrivere il commento sopra, ma andavo veramente di fretta.

  • redme

    ..bravo geo nel sottolineare la volonta dei popoli…spesso confusa e senza rappresentanza ma comunque un grado di sbaragliare sempre e comunque i disegni, spesso conflittuali, delle elite…nel caso poi dell’egitto andrebbe considerata la questione di classe e la mai scomparsa presenza di forze politiche di ispirazione socialista…il complottismo “tout court” è l’alibi delle pance piene e dei cacasotto…ciao

  • licia

    Credo che “essere ostile”non sia l’aggettivo adatto per descrivere l’atteggiamento con il quale porsi nei confronti di Israele,sembra il frutto di certa propaganda evidentemente efficace.Essere ostile presuppone un riconoscimento della sua esistenza,contro la quale non sono pregiudizialmente contraria ma, il rispetto del diritto internazionale e che tu esprimi solo come auspicio, rappresenta per me la condizione essenziale per valutare dl’esistenza di uno stato.
    Ciao

  • geopardy

    Non intendevo entrare nel merito della legittimità o meno di Israele, ma volevo far capire, in linea con il significato del commento, che mi sembra ritenga una forma di servilismo l’affermazione di El Baradei e fatta per tranquillizzare Isarele, che il mondo delle dicotomie bianco e nero è molto limitato, quindi El Baradei può tranquillamente non definirsi nemico di Israele, ma al tempo stesso, se mai andasse a governare, potrebbe benissimo rompere l’embargo a Gaza.
    Mettendo seriamente in discussione, in tal caso, tutto il costrutto politico internazionale dell’ultimo decennio (11 settembre) costruito da Israele e Usa.
    Tutto ciò non significherebbe essere nemico di Israele, ma non essere d’accordo con la sua politica
    Non è necessario essere alleati per non essere nemici, tutto qui.
    Ciao
    Geo

  • Rossa_primavera

    Scusa la domanda fuori post ma che viene spontanea:senza termovalorizzatori come pensate di eliminare i rifiuti?

  • nettuno

    Esatto!!

  • geopardy

    Con la differenziata si tende a riciclare, dividendo per settori specifici l’immondizia la gran aprte dei rifiuti, in maniera tale che solo una piccola frazione potrebbe creare problemi di smaltimento, ad esempio la parte umida costituita da rifiuti organici è quella che crea il gran casino quando la mischi con l’inorganico, mentre da sola permette di essere riutilizzata come efficae fertilizzante (ci sono anche sperimentazioni in atto per altri riutilizzi non a caldo, come invece succede negli inceneritori, con la conseguente creazione di particelle tossiche) chiamato compost e non come hanno fatto con i famosi rifiuti di Napoli, mischiando capre e cavoli nei pacchi, in quel modo la puoi solo incenerire o gettare in discarica.
    Per ovviare completamente alla piccola parte non riciclata, si sta cercando di attivare le aziende a produrre in maniera più accorta, cercando di creare prodotti sempre più riutilizzabili (all’azienda dovrebbero essere riconosciuti degli sgravi consistenti, naturalmente, cioè dei premi in base alla facilità di ridiclaggio del prodotto), questa è una nuova frontiera, si sta sperimentando, sembra con un certo successo, in California.
    L’unico problema, ma che potrebbe essere non irrisolvibile è l’aumento dei costi derivato dall’aumento di personale adddetto (comunque crea molti più posti di lavoro).
    Attivando un meccanismo di riciclaggio più articolato, lo sperimenteremo credo presto anche qui da noi, lo stesso utente che porti immondizia inorganica in determinate isole ecologiche, provviste di pesa, vedrebbe decurtata la propria bolletta.
    Il passo importante del riciclaggio differenziato è stato attivato a livello regionale, quindi in pochi anni avremo risultati molto concreti in merito.
    Il tutto, naturalmente deve avere come priorità l’informazione e la corretta istruzione dell’utenza in merito a come differenziare, ognuno di noi è chiamato in causa,
    Ho cercato di sintetizzare in malo modo.
    Ciao
    Geo

  • Rossa_primavera

    Io abito relativamente vicino al termovalorizzatore di Brescia che mi
    dicono essere uno dei migliori d’Europa:oltre a bruciare quantita’enormi
    di rifiuti fornisce corrente elettrica a bassissimo costo alla popolazione
    locale che ha bollette mediamente meno care del 50 per cento rispetto
    rispetto alle nostre della provincia di Verona

  • geopardy

    I termovalorizzatori producono nano polveri ineliminabili e, che io sappia, sussiste ancora un problema con la diossina.
    Comunque, bruciare rifiuti non è che sia di per se vantaggioso (oltre ad impattare sulle risorse dell’ecosistema privandolo dei componenti bruciati che potrebbero, invece, essere riciclati in larga misura), ma usufruiscono dei “certificati verdi” (cip 6 per capirci), i quali sono finanziamenti teoricamente devoluti (legge europea) per incentivare le energie rinnovabili (come ad esempio il solare e l’eolico), che in Italia, con l’aggiunta di una parola “e assimilabili” , vengono, invece, destinati alla produzione di energia sia con idrocarburi sia con il carbone sia con l’incenerimento dei rifiuti e rappresenta un’anomalia normativa per cui l’Italia viene costantemente e pesantemente multata dalla Comunità Europea.
    In parole povere utilizzano la termovalorizzazione per produrre energia solo perchè usufruiscono di ingenti somme provenienti dai Cip 6 sopra citati, altrimenti, non avrebbero convenienza, mentre questi finanziamenti vengono tolti alle energie rinnovabili.
    Se vuoi saperne di più ti consiglio di visitare il sito del dottor Stefano Montanari, che si occupa di polveri sottili, altrimenti andiamo fuori tema nei commenti.
    Ciao
    Geo

  • licia

    Se EL Baradei “rompesse davvero l’embargo a Gaza e
    mettesse seriamente in discussione tutto il costrutto politico internazionale dell’ultimo decennio (11 settembre) costruito da Israele e Usa come tu dici,perche mai sente la necessità di trovare una sponda su Israele ?Non essendo poi ancora stato legittimato alla guida dal popolo ma solo dalla sua notorieta sui media internazionali mi sembra azzardata una affermazione come quella che certamente non risponde alla maggioranza dei protestanti egiziani.
    Un premio nobel conosce bene tutto il costrutto politico internazionale e sa come muoversi al suo interno altrimenti il premio non lo avrebbe preso.Per il resto a me non interesa come decidono di vivere gli egiziani nel loro paese.

  • Rossa_primavera

    Grazie mille per il suggerimento sempre bene accetto.

  • geopardy

    Una litania che si sente ripetere dagli Usa è che Mubarak se ne deve andare adl potere subito, perchè la rvolta non ha connotazioni anti-Usa e anti-Israele (nel senso che non sono state bruciate bandiere di nessuno e nessuno slogan di politica internazionale, che noi sappiamo, sia stato scandito) , ma mira alla sola rimozione del regime, per questo gli Usa ritengono di doverla appoggiare ( se non altro per limitare i danni).
    La strategia dei manifestant, credo, sia quella di non inimicarsi nessuno, almeno in questa fase.
    Appunto, conoscendo El Baradei come funziona il mondo sa benissimo che in questa fase il profilo internazionale non deve essere toccato, anzi.
    Ogni volta che lo hanno fatto (tutti i popoli della regione Egitto incluso), sono stati repressi in maniera estremamente dura dai regimi vassalli di Washington nella storia degli ultimi venti anni.
    Sarebbero immediatamente tacciati di binladismo, con tutte le conseguenze negative che essa comporterebbe negli eventi in corso.
    Ora l’obiettivo prioritario è il rovesciamento del regime, poi si vedrà, la posizione internazionale in questo momento non è indicativa secondo me, la posta in gioco prioritaria è troppo alta per poterla compromettere a livello internazionale rischiando di degenerare in guerra civile.
    Ciao
    Geo