RIUSCIRESTE A GUARDARE NEGLI OCCHI UN VITELLINO DICENDOGLI: IL MIO APPETITO E' PIU' IMPORTANTE DELLA TUA SOFFERENZA ? ECCO PERCHE' SONO VEGANO

RIUSCIRESTE A GUARDARE NEGLI OCCHI UN VITELLINO DICENDOGLI: IL MIO APPETITO E' PIU' IMPORTANTE DELLA TUA SOFFERENZA ? ECCO PERCHE' SONO VEGANO

DI MOBY
Rolling Stone

“Il motivo per cui sono diventato vegano è semplice: amavo (e amo) gli animali”

Quando avevo appena due settimane mia madre mi fece una foto mentre facevo il bagnetto nell’appartamento al pian terreno sulla 130a strada di Harlem.
Nella foto c’ero io (un cuccioletto di appena due settimane) e chi mi guardava erano:

- il nostro cane (Jamie)
- il nostro gatto (Charlotte)
- e i nostri due topi da laboratorio (anonimi).Io sembro felice, e anche loro. E sono abbastanza sicuro che in quel momento i neuroni del mio sistema limbico erano connessi tra di loro e avevaro deciso che gli animali erano innocui ed eccezionali. Quando diventai più grande, io e mia madre entrammo in un negozio di animali del sobborgo urbano. Il serraglio, che aveva più di 15 anni o giù di li, includeva: 4 cani, 12 gatti, circa 1000 topolini appena nati, un iguana, tre gerbilli, un criceto e un serpente.
Amavo i nostri animali. Quando uno morì mi si spezzò il cuore, piangevo inconsolabilmente a causa della morte ingiusta di qualsiasi cane, gatto, lucertola ( e così piangevo tanto per ogni animale morto).
Non voglio fare favoritismi tra tutti i miei animali, ma il mio preferito era Tucker, il gatto che avevo trovato nella discarica.

Quando avevo dieci anni stavo camminando vicino alla discarica della città e sentii alcuni “miagolii” che provenivano da una scatola. Aprii la scatola e dentro trovai tre gattini morti e uno che viveva a malapena (era cosi piccolo che aveva gli occhietti ancora chiusi).

Presi il gattino e corsi immediatamente a casa. Io e mia madre saltammo subito in macchina (beh, non proprio letteralmente) e volammo dal veterinario. Il veterinario fu comprensivo ma per niente incoraggiante. “E’ raro che un gattino riesca a vivere senza la propria mamma quando è cosi piccolo” mi disse “quindi cerca di non affezionarti troppo a lui”. Portammo Tucker a casa (gli diedi il nome mentre eravamo in macchina) consapevoli che sarebbe morto subito, e inaspettatamente il nostro bassotto George lo adottò. George divenne la mamma sostituta di Tucker, pulendolo e mantenendolo al caldo e Tucker visse per ben 18 anni.
Un giorno, quando Tucker aveva 9 anni e io 19, ero seduto con lui sotto al sole sulle scale dell’appartamento suburbano di mia madre nel Connecticut. Era tutto perfetto, il gatto, il ragazzino, il sole caldo e idilliaco….. come ho detto prima: perfetto!

Mentre ero li seduto ebbi una visione. Gran parte delle illuminazioni sono evidenti, quindi forse troverai questa visione chiara.
Ma comunque ecco l’illuminazione: seduto sui gradini pensai “Io amo questo gatto. Farei qualsiasi cosa per proteggerlo e renderlo felice e allontanarlo dai pericoli. Lui ha quattro zampe, due occhi, un cervello eccezionale ed è pieno di sentimenti. Nemmeno tra mille miliardi di anni penserei di poter far male a questo gatto. E quindi perché mangio altri animali che hanno quattro (o due) zampe, due occhi, un cervello straordinario e sono ricchi di emozioni?” e mentre ero seduto con Tucker sulle scale del sobborgo urbano nel Connecticut diventai vegetariano.

Questo avveniva nel 1985, 29 anni fa

Il motivo per cui divenni vegetariano è facile: amavo ( e amo) gli animali e non voglio essere coinvolto in niente che li faccia soffrire. Come prima cosa dissi addio al pollo e al manzo. Poi al pesce ( se hai mai passato del tempo con i pesci ti renderai conto abbastanza velocemente che loro soffrono molto quando vengono pescati, trafitti e intrappolati). Poi pensai “io non voglio contribuire alla sofferenza degli animali. Ma le condizioni delle mucche e dei polli nelle aziende, cosi come le condizioni dei produttori di uova, sono miserabili, quindi perché dovrei ancora continuare a mangiare e bere latte e uova?
Così nel 1987 ho chiuso con tutti gli animali e sono diventato vegano. Semplicemente perché così posso vivere in armonia con le mie credenze che gli animali hanno la propria vita, che hanno tutto il diritto di viverla, e non sarò di certo io a dare il contributo alla sofferenza degli animali.

Questo è successo 27 anni fa. Quindi, essendo un mostro della matematica, posso dire di essere vegano da 27 anni! Con il passare del tempo, il mio essere vegano è stato rinforzato dall’aver studiato nozioni sulla salute, il cambiamento climatico e sull’ambiente. Ho scoperto che le diete a base di carne, latticini e uova sono i più grandi responsabili dello sviluppo di diabete, problemi cardiaci e cancro nelle persone.
Ho scoperto che la produzione di carne animale era responsabile del 18% del cambiamento climatico (più di qualsiasi macchina, autobus, camion, nave e aeroplano messi insieme). Ho scoperto che produrre una libbra di fagioli di soia richiede 200 galloni di acqua, ma che produrre una libbra di carne di manzo ne richiede 1800. Ho scoperto che la causa principale della deforestazione tropicale è l’abbattimento degli alberi per creare terreni da pascolo per il bestiame.
E ho scoperto che gran parte delle malattie di origine animale (la Sars, la mucca pazza, l’aviaria..) sono un risultato dell'allevamento di animali.
Ma come fattore decisivo ho scoperto che il mangiare alimenti ricchi di grassi, una dieta a base di carne animale potrebbe portarti a una forma di impotenza (per questo non vedo ulteriori motivi per non essere vegano).

Quindi, più studiavo l’ambiente e la salute e più mi convincevo ad essere vegano.
E mi vergogno a dirlo solo adesso, ma ho avuto l’inevitabile periodo vegano in cui ero l’insofferente vegano che rimproverava i suoi amici ogni volta che loro mangiavano carne. Ma con il tempo mi sono reso conto che quando rimproveravo ai miei amici loro di certo non mangiavano meno carne, loro si innervosivano solo con me e non mi invitavano più alle loro feste. E forse, sarò anche egoista, ma io amo essere invitato alle feste dei miei amici.

Ho imparato che urlare alle persone non è il modo migliore per farti ascoltare.

Quando urlo contro qualcuno poi loro si mettono sulla difensiva e diventano contrari a qualsiasi cosa tu stia cercando di dirgli. Però ho scoperto che parlare con rispetto alle persone e condividere con loro informazioni e fatti mi permette di farmi ascoltare e addirittura considerano i motivi per cui io sono diventato un vegano.

Giusto per essere chiari: solo perché io sono vegano non ti sto dicendo che devi esserlo anche tu. Sarebbe paradossale se io rifiutassi di imporre la mia volontà agli animali però fossi contento di imporre la mia volontà agli umani.

Ti dovresti informare nel modo migliore che puoi e dovresti vivere e mangiare nel modo che per te è il migliore. Però, dal punto di vista empirico ed epidemiologico logicamente tu (e noi tutti in realtà), hai maggiori possibilità di vivere una vita lunga, felice e sana se eviti di mangiare carne, maiale, pollo, latte e uova. E in ultimo ti esorto fermamente a evitare di mangiare prodotti di animali fatti nelle aziende agricole, perché le aziende agricole trattano i loro animali in maniera orribile, e la carne e i latticini che derivano dalle aziende agricole sono riempiti di antibiotici, ormoni sintetici, batteri minacciosi per la vita ecc.

Ok, posso dirne di più, e amo dirne di più, ma credo di aver detto tutti i motivi per cui sono e rimango vegano. Concludendo, a parte la salute, i cambiamenti climatici, l’impotenza, le malattie di origine animale, il degrado ambientale, la resistenza ormonale, vi faccio questa semplice domanda: “Riuscireste a guardare negli occhi un vitellino dicendogli: “il mio appetito è più importante della tua sofferenza?”

Fonte: www.rollingstone.com

Link: http://www.rollingstone.com/culture/news/opinion-why-im-vegan-by-moby-20140318

18.03.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DANIELA PALLOTTA

Commenti (46)

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    1. Primadellesabbie 30 marzo 2014

      Questo non é male.


      Vegetariano ma non gli piace la verdura e allora:



    1. mal0x 30 marzo 2014

      Ecco un classico esempio di articolo ipocrita e propagandista (fralaltro a me la musica di Moby mi fa pure cagare).

      Non riesce ad uccidere un animale per il suo appetito, ma poi si tiene in casa gatti, topi, cani... animali che dovrebbero vivere all'aperto -> ipocrisia e megalomania. chi vi fa credere che gli animali stiano meglio in casa con gli uomini invece che starsene fuori all'aperto per i fatti loro?
      Gli abbiamo distrutto l'ecosistema rendendo il mondo un posto insidioso e pieno di trappole e poi li accogliamo in casa dicendogli "visto come si sta bene con il tuo padroncino umano?"

      Ipocrisia maxima. Non mangi la carne e il pesce perche ti fa male, e perche sai dell'innumerevole quantità di schifezze che ci hanno messo dentro, e poi compri le scatolette e i croccantini che sono 10 volte piu tossici e nocivi (visto che sono preparati con gli scarti della produzione industriale) per darli da mangiare ai tuoi amici animaletti? "visto che cose buone e prelibate ti fa mangiare il tuo padroncino umano?"

      Presunzione e delirio di Onnipotenza. chi siamo noi per criticare la natura e i suoi schemi? il mondo ci ha messo milioni di anni per trovare un suo equilibrio (che fralaltro è in perenne mutamento) e adesso dobbiamo stare a sentire "oddio poveri animali, li torturiamo e li facciamo soffrire" quando è sempre stato cosi. si nasce, si muore. e quasi sempre si soffre da cani prima di schiattare. è cosi da milioni di anni, miliardi forse. chissà perchè la gente se ne stupisce ancora.

      Cecità. Un conto è dire : non mangio prodotti che contengono proteine animali o prodotti tossico-nocivi in quanto fanno male alla mia salute. Lo faccio anch'io, da sempre. Un'altra cosa è tutta questa ostentazione e indignazione per le condizioni di vita degli animali. Se volete veramente prendere a cuore la vita dei poveri vitellini e affini, cominciate a ridurre il consumo di tutti i prodotti nati dall'industria petrol-chimica, oppure carbonifera, visto che le miniere, i pozzi, le raffinerie, le centrali, i depositi, i canali di distribuzione, le discariche e gli inceneritori, i colorifici (che belli questi vestitini fricchettoni con cosi tanti colori), tutti contribuiscono a distruggere l'habitat degli animali e delle persone che sono sfruttate e soffrono e si avvelenano. certo non saranno importanti tanto quanto i poveri vitellini di Moby.

    1. MrStewie 30 marzo 2014

      All'interno di questo articolo ci sono molti più messaggi subliminali che non diretti. Moby ci dice che la sua scelta vegana è basata sulla sofferenza degli animali, l'ambiente e la salute dell'uomo. Per quanto riguarda la sofferenza degli animali, Moby per coerenza si dovrebbe curare con le piante ed evitare gli ospedali e le farmacie, dato che qualsiasi farmaco è stato testato quantomeno su topi. Mi chiedo anzi come faccia a vivere in mezzo a cannibali tutti i santi giorni, date le sue osservazioni. Riguardo all'ambiente, Moby ha certamente ragione, confondendo però l'industria agro-alimentare con l'auto-produzione. Come pensa che vengano coltivati i campi per produrre vegetali e cereali? Per coerenza, Moby dovrebbe passare il tempo a coltivare il suo orto come Voltaire (in effetti, questo articolo potrebbe averlo scritto Candido) invece che incidere musica. L'auto-consumo è l'unica vera scelta di indipendenza e di minor impatto: il resto sono fregnacce. Quest'ultimo punto ha un grosso impatto anche sulla salute: i vegetali prodotti industrialmente hanno le stesse schifezze della carne. Non so se sia peggio l'ormone e gli antibiotici della carne o i metalli pesanti ed i pesticidi dei vegetali. Ovviamente, in questo argomento abbiamo completamente evitato di parlare di disbiosi intestinale, dato che si parla di salute dell'uomo, ché sembra che il cibo si digerisca da solo dopo che l'hai messo nello stomaco. Secondo quest'ultima, i cibi da evitare sarebbero carboidrati (quindi via tutti i cereali) e latticini. E ci sono parecchie evidenze scientifiche anche su questo. La semplice realtà dei fatti è che non ci sono protocolli validi per tutti in ambito di nutrizione, e quello che fa bene a me non fa necessariamente bene a te.

      Per quanto concerne i messaggi subliminali, Moby ci comunica in questo messaggio la sua volontà a non avere alcun impatto sull'ecosistema. Trovo le osservazione di OlausWormius qui sopra assolutamente sensate. Sono anzi l'unica cosa che vale commentare in questo articolo, che trova spazio niente meno che su rollingstone.com (mi chiedo se le considerazioni di Prince sulle scie chimiche abbiano trovato lo stesso spazio). Cmq, per coerenza, il signor Moby dovrebbe farsi privare del suo apparato immunitario, dato che si ostina ad uccidere forme di vita incompatibili con la sua. Ad esempio, ammettendo che il cancro sia di esclusiva origine molecolare, le cellule cancerose porterebbero semplicemente un progetto vitale diverso dal nostro. Come potremmo allora combattere i tumori, filosoficamente parlando, essendo loro un'altra forma di vita indipendente?

    1. Fedeledellacroce 29 marzo 2014

      Sai, me lo stavo chiedendo da tempo....
      Secondo me leccare le tope é sicuramente sintomo di cannibalismo, oltre che di carnivorismo (si puó dire?).
      Comunque mi piace un mondo leccare le tope.

    1. Valterinus 29 marzo 2014

      Premetto che sono d'accordo quasi al 100% con Moby (di cui sono anche un estimatore).

      Però:

      - qui è in ballo la biologia; l'uomo è stato ed è "onnivoro", e questa è stata la sua fortuna in terra (e purtroppo la sfortuna degli altri "fratelli" animali)
      - alcune proteine e sostanze possono essere assunte solo da alimenti animali, soprattutto nella fase della crescita
      - il problema della sofferenza è un mero problema filosofico (dunque umano), ma non per questo non da affrontare e risolvere

      Fatte queste premesse, ritengo che si debba tornare a un modello di vita più naturale, dove l'alimentazione animale non sia vietata, ma sia vietato il modello industriale di allevamento, in tutte le sue forme. Sarebbe possibile utilizzare le risorse animali che ci circondano, semplicemente rispettando e incentivando gli allevamenti "soft".

      In tal modo, la sofferenza verrebbe eliminata in quasi tutte le sue forme (forse aumenterebbe, però, la sofferenza dei gruppi industriali del macello, per i mancati introiti), e uno stile di vita più vicino al sistema naturale (che non prevede, purtroppo, mi dispiace dirlo, una totale eliminazione della sofferenza, bensì una sofferente conquista della vita).

      In primo luogo, si dovranno smantellare gli abnormi agglomerati urbani, e tornare a una vita "rurale" più semplice. In secondo luogo, si dovranno creare "reti distribuite" per tutto ciò che è necessario, con la solidarietà come base fondante. Amish docet.

      Cordiali saluti.

    1. ottavino 29 marzo 2014

      Vegano o non vegano non ha molta importanza.

      L'errore più clamoroso lo fa quello che pensa di essere venuto a questo mondo solo per mangiare e così fa diventare la tavola e il gusto la sua religione.
    1. Zret 29 marzo 2014

      Anche il Profeta ed i due Messia erano vegetariani, anche se più per motivi rituali che etici.



    1. lanzo 29 marzo 2014

      Sono purtroppo d'accordo su tutta la linea.

      Per quanto riguarda il pitt bull nella foto, magari sara' latto/ovo.vegetariano, di certo non vegano. Ho cani da una vita e se manca la carne. occasionalmente un bel minestrone con pasta, melanzane. uova, croste di formaggio, sardine in scatola. tipo una carbonara canina senza sale pero', se la mangiano con gusto. Non so pero' quanto gli faccia bene sulla lunga distanza - vabbe' sempre meglio delle pallette secche che vendono nei supermercati - il cane (lupo, volpe, sciacallo) e' stato programmato (dal "buon" dio per mangiare carne) ed imporgli le nostre fisime mi sembra un atto di prepotenza.
      P.S. Spero anch'io che il dolore finisca quando finisce la vita, ma temo che non ce la caviamo cosi' facilmente...
    1. lanzo 29 marzo 2014

      Claudio, il tuo blog e' mitico e l'ho sempre seguito ho 3 cani e 3 gatti. Non so cosa tu dia da mangiare ai gatti, personalmente ho fatto il conto che solo i 3 gatti, giornalmente mangiano piu' proteine animali del sottoscritto il che mi fa sentire a disagio visto che personalmente cerco di limitare al massimo la carne. . I cani idem. Puo' darsi che il pittbull nella foto sia vegetariano ma di sicuro non vegano, il cane come il lupo e' semi onnivoro (in caso di scarsezza di preda, piuttosto che morire mangia quello che trova come nelle carestie del medioevo, la gente mangiava anche l'erba, e se lo abitui da piccolo magari.. (i miei cani amano fagioli, melanzane, patate (cotti) e qualche banana, ma come "contorno". Trovo supponente imporre le nostre convinzioni gastrofilosofiche ai cani. Poi con la tua pillolona che farebbero tutti gli addetti all'agricoltura ?

      Una soluzione ce l'avrei tipo soilent green (film) da destinare a cani e gatti e cosi' il cerchio si chiude.
    1. OlausWormius 29 marzo 2014

      Ecco con la domanda se la cultura luciferiana new age è fortemente anticristiana hai toccato un punto interessante.
      La risposta è no, non è fortemente anticristiana, anzi il cristianesimo purtroppo si adatta bene alla new age ed è forse uno dei motivi per cui nei paesi occidentali la new age ha spopolato. In fondo molti cristiani sono più legati all'immagine di Gesù che non a Dio.
      Su questa figura di Gesù ci sarebbe molto da dire e chi ha determinate conoscenze in campo esoterico sa bene quanto la figura di Gesù e quella di Lucifero (che non è Satana) siano assimilabili benché a molti può apparire blasfemo ma forse in futuro un certo numero di cristiani si risveglierà dall'incanto.
      L'attuale abuso di carne, spesso anche di cattiva qualità per via della lavorazione industriale, non deriva da nessuna religione, è semplicemente una deriva consumistica materialistica e quindi non ha proprio niente a che vedere con l'ebraismo.

    1. Detrollatore 29 marzo 2014

      Olaus, anch'io, nonostante la mia stima per chi non mangia carne, condivido questa influenza new age in molti veg, ma:
      1. la cultura luciferiana new age è fortemente anti-cristiana?
      2. Cristo era vegetariano o carnivoro?
      3. per caso, il nostro carnivorismo (brutale, ingordo, eufemisticamente bestiale, da automi stravolti dal produci-consuma-abbuffati-crepa, non perfettamente naturale quantomeno), è il retaggio della ritualità sanguinaria ebraica e della sua influenza degenerante su quella cristiana?
      4. l'induismo, poco new age e antichissimo, prevede un'alientazione carnivora? Se no,


    1. gm 29 marzo 2014

      no, se ti limiti a quello ma mangiarle si.


    1. gm 29 marzo 2014

      forse dimentichi che TUTTI, uomini e animali compresi, proveniamo dalla
      terra!
      "polvere eri e polvere tornerai" ... ti dice niente?


    1. gm 29 marzo 2014

      ottimo commento! lo sottoscrivo.

    1. gm 29 marzo 2014

      e oltretutto, illustre deficiente, non hai neppure capito quello che ho scritto.
      Parlavo di "fame" (più che di acqualina in bocca) che probabilmente,
      tu e tutti gli scemi borghesucci come te, non hai mai
      conosciuto.

    1. gm 29 marzo 2014

      per me, gli stronzi montati come te, possono andare a farsi fottere, con
      tutta la loro inconsistente cultura buona solo a dare lezioni di lana
      caprina.

    1. dana74 29 marzo 2014

      splendido articolo, i sanguinari non capiscono.


      Tanto la sofferenza non è la loro, per cui da bravi avidi se ne fregano.
      Comprese tutte le dottrine religiose istigano al sapore del sangue, sa più di satanismo che di compassione caritatevole.

      Eppure, nella Bibbia prima della contaminazione con la mela quindi prima che l'umanità scoprisse il gusto di uccidere per cibarsi, c'è scritto che nel giardino l'uomo viveva dei FRUTTI DELLA TERRA. STOP. NON DEL SANGUE DI INNOCENTI
    1. brumbrum 29 marzo 2014

      Leccare le tope è da carnivori ?

    1. OlausWormius 29 marzo 2014

      Purtroppo assistiamo da tempo ad una sorta di divinizzazione dell'animale, frutto dell'importazione questa si "da supermercato" di forme religiose pagane come quella induista che servono per far proliferare la spiritualità new age frutto di un sincretismo che alla fine snatura l'essenza di tutte le religioni con l'obiettivo futuro di portare tutti gli uomini ad accettare passivamente il pensiero unico della nuova religione luciferiana.
      Così abbiamo un'oriente che si occidentalizza e un'occidente che si orientalizza.
      Il fanatismo idolatrico degli animalisti e dei vegani è ben visibile su quell'immondizia di facebook così come su tutti i canali di propaganda dei media mainstream.

    1. poisonedtooth 29 marzo 2014

      Che immenso piacere leggere i commenti alla pubblicazione più commentata degli ultimi giorni.
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      (ad ora ma aumenteranno) individui che di fronte alla manifestazione di
      estrema sensibilità di un artista con lo scopo di fornire un importante
      tema di riflessione intima e personale su un argomento critico delle
      società moderne, non riescono proprio a tacere preferendo intervenire
      alla sbaraglio e scientificamente sempre più disarmati per rivendicare
      la giustezza delle loro scelte.
      Sempre che di vera scelta si tratti
      visto che parliamo di un modello alimentare "da supermercato" dove
      evidentemente nessuna alternativa è prevista se non per i molto
      volenterosi che tra le altre cose cercano di amare anche se stessi.
      Un'autentica
      e consapevole scelta alimentare a 360° potrebbe essere l'atto più
      fortemente rivoluzionario in mano ai popoli, coinvolgendo i settori a
      più alto profitto dell'economia come l'agro-alimentare e il farmaceutico
      (il primo causa la malattia, il secondo fa finta di risolverla), una
      atto di rivendicazione della propria libertà in un'epoca in cui il
      modello di consumo è religione, filosofia e ragion di vita degli
      individui.
      Ma tant'è, i popoli, intesi come somma di individui,
      tutto cercano fuorchè di rivoluzionare qualcosa, anche quando sono
      profondamente insoddisfatti della propria condizione. La rivoluzione è
      una questione aristocratica.
      Gli individui delle società cosiddette civili sono invece il prodotto decadente dell'ideologia
      industriale che trasforma tutto in oggetti, i bulimici di cose, siano
      esse di plastica o di carne; pronti a sacrificare la propria vita in nome
      della conservazione e di un'ideale che hanno assimilato ma non
      scelto perchè ci sono cresciuti in mezzo e senza mai dubitare.
      Pronti
      a
      crocifiggere chiunque gli fornisca la possibilità di scardinare le
      convinzioni costruite negli anni per permettergli di poter affermare: Io
      sono. Molto spesso invece a questa affermazione si potrebbero
      tranquillamente aggiungere una varietà di aggettivi tutti poco
      dignitosi.

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