Home / ComeDonChisciotte / RITI DI MASSA, RISCHI DI MASSA

RITI DI MASSA, RISCHI DI MASSA

DI FEDERICO ZAMBONI
www.ilribelle.com

Si può senz’altro pensare tutto il peggio riguardo alla Love Parade e a iniziative affini, dalle motivazioni di chi ci va alla musica che ci si ascolta, dalla vacuità della “cultura dello sballo” al cinismo di chi in un modo o nell’altro ci specula sopra. E un giudizio ancora più negativo, ovviamente, lo si può dare sulle gravissime carenze organizzative che hanno determinato, o contribuito a determinare, il disastro avvenuto sabato scorso a Duisburg, con 19 morti e centinaia di feriti.

Tutto perfettamente legittimo, ma solo a una condizione. Solo a patto che non ci si scandalizzi dei rischi in quanto tali. Anzi: sarebbe giusto – ed essendo giusto sarebbe anche bello, nel senso della bellezza disadorna e virile che è insita nel guardare le cose in faccia e nell’essere pronti a pagarne il prezzo – che quei rischi venissero accettati consapevolmente da ciascuno dei partecipanti, considerandoli per quello che sono. Un’eventualità che per quanto terribile è comunque parte integrante, e ineliminabile, dell’esperienza che si è deciso di vivere. Dopo di che, essendone consci i diretti interessati, nessun altro avrebbe il diritto di stracciarsi le vesti come se ci si trovasse di fronte non solo a una tragedia, di cui è sacrosanto essere addolorati, ma addirittura a un’assurdità da contemplare attoniti e, appunto, scandalizzati. 

Diversamente da ciò che si ama credere, infatti, la chiave di volta di questo tipo di raduni non è affatto il divertimento, nell’accezione innocua e dopolavoristica del termine. La differenza non è soltanto di grado, come potrebbero far pensare gli aspetti “quantitativi” che vanno dal volume degli impianti di amplificazione alle interminabili maratone di ballo che si protraggono per giorni interi. La differenza è di qualità. Ed essendo di qualità, sul doppio binario delle aspettative sia consce che inconsce, è insormontabile. Non è che si va ai rave, o ad altri incontri di massa in cui la parola d’ordine è la sfrenatezza, solo per svagarsi un po’, alla stregua di una gitarella all’Acquapark o di uno spettacolino serale nel villaggio vacanze. La spinta (la pulsione) è più potente e più oscura. Potremmo definirla ancestrale. E quindi congenita. Quello che è certo è che essa è profondamente radicata negli esseri umani e tende a sopravvivere, quand’anche in forma latente, ai tentativi di cancellarla in nome del raziocinio. Come ha scritto Elias Canetti nel suo celeberrimo “Massa e potere”, «[in passato] chi assisteva a una predica credeva in buona fede di essere interessato alla predica, e si sarebbe stupito e forse anche indignato se qualcuno gli avesse spiegato che la sua soddisfazione proveniva più dal gran numero dei presenti che dalla predica stessa».

Già. Salvo rare eccezioni, l’individuo ha bisogno di forti legami di tipo comunitario e di una vita intensa e significativa, che dispieghi la propria verità anche nella sofferenza e nella fatica. Poiché la società contemporanea glieli nega, offrendogli in cambio il surrogato delle diverse comunità virtuali veicolate dai media e la falsa sicurezza del consumismo, se li va a cercare dove può. Vedi gli stadi, che continuano a essere la risposta sbagliata, o quanto meno approssimativa, a un desiderio di appartenenza che preso in se stesso è sicuramente condivisibile. Vedi il proliferare degli sport estremi (o delle loro versioni dozzinali tipo il bungee jumping) in cui le fiammate episodiche dell’adrenalina tentano di supplire alla mancanza di un fuoco interiore più stabile.

Manco a dirlo, invece, si riduce tutto a una questione meramente logistica. Bertolaso, che ormai non manca occasione per magnificare se stesso e la Protezione civile, puntualizza che «in Italia non sarebbe successo. Non sarebbe mai potuto accadere, anche grazie all’esperienza che abbiamo maturato nell’organizzazione dei Grandi Eventi: dalla Giornata Mondiale dei giovani del 2000 ai funerali di papa Giovanni Paolo II nel 2005». Come se i mansueti cristiani, siano essi ragazzotti o adulti d’ogni età, fossero paragonabili alla fiumana ribollente della Love Parade. Come se fosse possibile una versione light di qualsiasi cosa. Come se la soluzione a tutto fosse aggiungere qualche divieto e affidare alle autorità la supervisione di qualsiasi “grande evento”. Come se nel 1969 il festival di Woodstock avesse potuto essere migliore, e più gradito a chi vi prese parte, affidandone la gestione a Disneyland. O a Hollywood. O magari all’FBI. 

Federico Zamboni
www.ilribelle.com
25.07.2010

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”
La Voce del Ribelle è un mensile – registrato presso il Tribunale di Roma,
autorizzazione N° 316 del 18 settembre 2008 – edito da Maxangelo
s.r.l., via Trionfale 8489, 00135 Roma. Partita Iva 06061431000
Direttore Responsabile: Valerio Lo Monaco
All rights reserved 2005 – 2008, – ilRibelle.com – RadioAlzoZero.net
Licenza SIAE per RadioAlzoZero n° 472/I/06-599
Privacy Iscrizione ROC – Registro Operatori della Comunicazione – numero 17509 del 6/10/2008

Pubblicato da Davide

  • Truman

    Anche qui mi sembra di sentire un ritornello che mi lascia perplesso. Avevo postato un commento sul blog di Carlo Gambescia, che qui ricopio.

    Considerazioni interessanti, ma esistono anche prospettive diverse.
    A me torna in mente Goffman con il suo “Asylums” (Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza). Cosa c’entra Goffman?
    Anzitutto si sono svuotate le piazze, il potere ama controllare le persone a casa loro, quando sono isolate, tramite la TV ed i mass-media.
    Le grandi adunate sono ormai sempre all’interno di recinti, perchè il potere deve rinchiudere le manifestazioni di massa all’interno di spazi controllabili. La vecchia piazza aveva troppe vie di fuga. E così gli stadi diventano dei luoghi controllati dove il potere scheda, reprime, conteggia, isola i devianti. Gli stadi delle partite o dei concerti diventano enormi asylums, strutture per il controllo sociale.
    E la tragedia di Duisburg potrebbe essere dovuta alla voglia matta del potere di controllare i fenomeni di massa, restringendo il movimento delle persone in spazi prestabiliti.
    ***

    Comunque appena o un po’ di tempo provo ad estendere il concetto con un articoletto.

  • castigo

    concordo completamente.
    ci hanno provato, in modo goffo ed approssimativo (forse volutamente?), e questo è quel che è successo.
    che dire…. W le forze “dell’ordine”……

  • MATITA

    Se si radunassero cosi numeosi per protestare contro il futuro che gli stanno rubando ,che ci stanno rubando,orse avremmo un asperanza.
    invece si radunano per ridicoli alcove superaffollate alla ricerca di chissa quali becere sensazioni,mentre gli rubano il futuro,mentre il potere che li opprime gongola e guarda soddisfatto.
    Sono swenza speranza,siamo senza speranza.
    il popolo occidentale è alla deriva piu completa.siamo una civilta prossima alla fine,raduni come questo ne sono l’ennesima conferma.ù
    presto saremo gli sguatteri di cinesi e asiatici che ci soppianteranno senza che nessuno abbia la forza di reagire…..e intanto tutti a ballare per giorni,a spararsi migliaia di watt nelle orecchie,a tirare di coca piu che si puo, a inchiappettarsi maschi con maschi donne con donne e tutti felici verso il non futuro,unn futoro da schiavi

  • maristaurru

    E tu, Matita, voce fuori da coro, da dove salti fuori? Conformati e piangi lacrime amare sulle possibili limitazioni alla libertà di sballo, inchiappettamento, e saltellamento idiota mentre la musica aggiunta alla droga ti spacca i timpani: il diritto da difendere, magari con scritti ispirati, è questo, mica il rispetto , o il lavoro, o la chiarezza e la pulizia nelle pubbliche amministrazioni. Che ci frega delle città degradate, nel degrado e nello sporco si è più liberi, non te ne eri accorto? Liberi come il vento , recitava nel suo blog una dissennata femmina tempo fa, esaltando la bellezza del disordine e la libertà totale dei costumi sessuali , che per altro nessuno le ha mai negato, ma della quale ha una strana concezione visto che lei stessa sembra poi negarla ad altri quella libertà.

    Ma l’importante è, come in questo e simili assembramenti, seguire la folla come pecore, o come topi suicidi, questo è il livello di consapevolezza che gli vien concesso, ed ognuno si prende quel che merita a ben vedere.
    Contenti coloro ai quali basta il diritto ad animaleggiare e a sbertucciare color che gli vengono indicati come da sbertucciare e se il potere li sta fottendo, che fa’ ,a molti piace esser fottuti, ci godono a quanto pare.

  • stendec555

    eh beh sì…il futuro è agghiacciante, cercano di godersi il presente. in realtà il dramma è che anche il presente è una merda e questi megaraduni sono solo illusioni di giovialità anticonformista, per quanto siano cose più elettrizzanti degli spettacoli e dei circenses al cloroformio per gli asettici e avviliti sudditi del 21′ secolo così come imposti dal sistema…

  • MATITA

    ma..io non ho capito nulla di quanto hai scritto,sara un mio limite ma vedi di essere piu chiaro o per cortesia fammi una traduzione meno equivoca

  • guido

    Una osservazione riguardo il fatto in se stesso.
    Secondo le nostre norme di sicurezza (Vigili del Fuoco) un passaggio di una trentina di metri corrisponde ad una capacità di deflusso di circa 3.000 persone senza problemi e le manifestazioni devono essere autorizzate previa presentazione di disegni, calcoli, ecc.
    A quanto pare lì c’erano centinaia di migliaia di persone che si accalcavano; mi meraviglia l’incapacità palese delle “autorità” locali.
    Saluti.

  • djsdong

    sono almeno .. e dico MINIMO 15 o 20 anni che si organizza la LOVE PARADE. le autorità sanno tutto quello che c’è da sapere. se fosse stato organizzato in Italia, sarebbero morte 5898 persone 🙂

  • makashikan

    purtroppo, penso che anche questa ennesima tragedia, sia frutto di uno studio ben preciso, che si è trasformato in tragedia, ce solo da capire se questa tragedia sia stata studiata oppure no!!!??
    Woodstock insegna!!
    controllo totale sulla popolazione

  • ottavino

    Ma che è successo? Ah, una delle tante notizie….

  • anonimomatremendo

    Toh,un articolo azzeccato.Non ci posso credere!

  • andyconti

    perfettamente d’accordo, che ci siano o no morti a questi raduni, si tratta di raduni idioti, almeno finche’ se ne potrebbero fare di piu’ utili. pero’, vedo che anche raduni piu’ significativi (es. scioperi, manifestazioni, ecc.) alla fine non portano a nulla perche’ ormai gli occidentali MANCANO DI IDEE.

  • Morire

    Aiuto, che raccapricciante scenario orwelliano hai descritto!?!?!…il problema è che è tutto vero!!!

  • Firenze137

    Sono il padre di due figli di cui uno ha partecipato un paio d’anni fa ad Amore Festival a Roma. In quell’occasione, prima di concedere il permesso a mio figlio minorenne, maschietto, di intrupparsi con altri coetani ho passato almeno 3 ore la mattina al telefono per cercare di avere un’idea precisa di come fosse stato organizzato questo mega evento anche dal punto di vista della sicurezza.

    Ho trovato solo muri di gomma e risposte telefoniche supponenti della serie “Aoh.. ma de che hai paura.. se hai paura per tuo fijio.. nun lo mannare.. e poi se le disgrazie devono succedere succedono o’ stesso..”. Ho telefonato pure in comune per sapere dalle Istituzioni i nomi dei responsabili… “aho.. e chi losa .. so’ società e un se po’ sapè”

    Questo è il punto !!. In questi mega eventi gira molto contante .. e quindi credo molto nero.. Sui biglietti molto accattivanti ci sono solo dei numeri di cellulari, nome di battesimo del promoter e qualche logo minuscolo .. Ogni indicazione dei soggetti privati o società con indirizzo della sede, telefono , ecc è assente !! Le istituzioni sono latitanti perchè ritengo sia abbia tutto l’interesse a che, anche fiscalmente i passaggi di soldi non siano tracciabili e con ciò è chiaro che si bypassano anche eventuali ‘responsabilità’ civili e penali in caso di evento infausto.

    Ad Amore Festival fu stuprata una ragazza ma al TG1 si badò bene di non citare nè il nome dell’ Evento ( fu detto una megafesta ..) nè tantomeno gli organizzatori. Quindi vi invito a protestare e denunciare organizzazioni fantasma.

  • Ricky

    Un articolo veramente pessimo, discutibile in ogni suo punto, scritto da una persona che di culture giovanili non conosce evidentemente una beata fava. Probabilmente il peggior commento che si potesse trovare su ció che é successo a Duisburg, i cui unici responsabili sono l’organizzazione e il comune.

  • ferny1

    Vedendo la foto, a prima vista si ha l’impressione di vedere una mandria di bestiame che tenta di fuggire dal recinto….. E impressionante.
    Allora è vero siamo diventati animali? Parlanti……

  • anonimomatremendo

    Ciao,guarda che la “Love Parade” con la cultura giovanile centra ben poco,centra molto invece coi “riti di massa”.La cultura giovanile casomai é rappresenatta dai “rave”,che sono tutt’altra cosa:

    http://shockraver.free.fr/23.htm

  • mat612000

    Il classico articolo scritto da una persona che ignora bellamente l’argomento che vorrebbe affrontare.
    Avrebbe potuto scrivere lo stesso articolo dissertando delle discoteche, degli stadi, delle stragi del sabato sera e di tutti quegli argomenti preconfezionati che nella loro definizione contengono già ogni implicazione.
    Disorsi vecchi, scritti probabilmente da un vecchio che non ha mai messo piede in un rave party e che ha visto la love parade in tv.

  • anonimomatremendo

    Primo la love Parade non é un rave e secondo per capirla basterebbe soltanto vederla in tivvú,tant’é massificata e banale.L´articolo giustamente parla dei RITI DI MASSA e per una volta tanto é azzeccato.Miracolo!