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RISPARMIO ENERGETICO

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

In Ottobre scadranno grandi quantità di bonds italiani, e il governo dovrà rinnovarli e ricollocarli sui mercati, quindi sarà ricattabile dalle agenzie di rating e dalle banche che le posseggono: se il governo non seguirà le loro indicazioni, dovrà pagare tassi elevati, e ciò si tradurrà innanzitutto in centinaia di migliaia di posti di lavoro in meno.

Per abbassare il rischio di default dei suoi bonds, il governo deve introdurre misure atte a sostenere la finanza pubblica, alleggerendo la spesa, nel medio-lungo termine, cioè nel termine di scadenza dei nuovi bonds, onde rassicurare i loro potenziali acquirenti in modo che li comperino a un tasso di interesse moderato. La misura diretta per alleggerire la spesa pubblica nel medio-lungo termine, soprattutto con una popolazione che invecchia, è spostare in avanti l’età pensionabile – e questo il governo lo sta facendo con ritardo e tentennamenti. Una misura obbligata, quella delle pensioni, dato anche che il debito pensionistico si aggira sui duemila miliardi, e si aggiunge al debito pubblico di millesettecento miliardi. Totale tremilasettecento miliardi, il 320% del pil, all’incirca. Già da tempo i contributi previdenziali in realtà sono tali solo di nome, perché non vengono investiti e accumulati per costituire rendite vitalizie, ossia future pensioni, ma vengono spesi direttamente per pagare le pensioni in essere – quindi in realtà sono tasse. Senza il prolungamento della vita lavorativa, presto avremo più pensionati che lavoratori. Gli immigrati non giovano, perché molti lavorano senza versare contributi, mentre gravano pesantemente, assieme ai loro familiari, sulla spesa assistenziale e sanitaria.

Ma l’innalzamento dell’età pensionabile è una misura insufficiente. Dovrebbe essere affiancata da misure per il rilancio della produzione e della domanda nel breve termine. Misure che non vengono. Le prospettive a brevissimo termine sono fosche. Entro il prossimo Settembre si stima che chiuderà il 20% delle piccole imprese. Ne conseguirà un’ondata di disoccupazione e un calo dei consumi e del gettito fiscale, maggiori oneri assistenziali, nonché una nuova stretta creditizia. Qualora poi il rinnovo dei bonds vada male, sarà necessaria una manovra pesante. Al contempo, Grecia e Spagna sono sotto allarmata osservazione, ed è in discussione l’Euro stesso (che, ricordiamo, è un sistema di cambi fissi, e non moneta unica).

Peraltro il problema di fondo delle economie di quasi tutto il mondo, e del quale non si parla alla popolazione generale, è il meccanismo dell’interesse composto sul debito pubblico e privato, che, col passare degli anni, drena crescenti quote del reddito, distogliendole da investimenti e consumi, con un andamento esponenziale rispetto al quale le tasse e i tagli, al punto in cui siamo, possono solo guadagnare qualche mese. L’ultima manovra basterà sino a Ottobre. Si apriranno subito dopo scenari che spingeranno il governo a nuove manovre, questa volta con lacrime e sangue.

La spesa pubblica è cresciuta del 40% dal 2000 ad oggi, in dieci anni quasi tutti governati dal centro-destra, nonostante i dichiarati interventi a suo contenimento. Ciò è dovuto al fatto che il ceto politico italiano ricava dalla spesa pubblica sia i suoi profitti (malversazione, corruzione, peculato) che i mezzi per acquisire i consensi (lobbistici, mafiosi, elettorali) e per perpetuarsi al potere (spesa clientelare). Siccome sa fare solo questo e non amministrare bene, almeno a Roma e al Sud, non può che aumentare continuamente la spesa pubblica al fine di procurarsi i mezzi per comperare i consensi che non può ottenere con la buona amministrazione, anzi che perde, per effetto della sua cattiva amministrazione. Milioni di italiani, di elettori dipendono da una spesa pubblica distruttiva e insostenibile. Ciò imprigiona lo Stato italiano, e soprattutto Roma e il Sud, che hanno un crescente bisogno di essere mantenuti, in una spirale di inarrestabile degrado economico e civile. Il degrado politico e giudiziario è invece già completato, come quello scolastico.

Berlusconi, nonostante le sue promesse e le forti maggioranze di cui sulla carta disponeva e dispone, non ha affatto interrotto tale spirale e non ha fatto alcuna reale riforma, limitandosi a galleggiare e a difendere dagli attacchi giudiziari (che in parte erano e sono politici e partigiani, in parte no) se stesso e pochi altri. Ovvio che non poteva e non può contenere la spesa pubblica inefficiente, avendo bisogno, per salvarsi dai processi e per la stessa sopravvivenza del suo governo, del voto e del sostegno anche dei beneficiari e dei fruitori di quella medesima spesa. Piuttosto di tagliare la spesa parassitaria, imporrebbe nuove tasse – una patrimoniale, magari. Il centro-sinistra ha invece agito direttamente per consegnare le risorse pubbliche e la finanza pubblica ai potentati finanziari stranieri di cui suoi esponenti di spicco sono diretta emanazione.

In luogo delle riforme, Berlusconi porta avanti la c.d. legge bavaglio anti-intercettazioni e gli scudi antiprocesso che gli sono necessari per non essere sottoposto a pubblico giudizio penale da parte di magistrati in parte a lui ostili, mentre dovrebbe governare.

Vi sono buone ragioni sia pro che contra la legge bavaglio e lo scudo antiprocesso. In quanto alla prima, il diritto alla riservatezza è un fondamentale diritto dell’uomo, tutelato dalla legge, e troppi magistrati e giornalisti si sono abituati a violarla sistematicamente, sia per facilitarsi le indagini, sia per farsi pubblicità, sia per lucrare mazzette dai mass media, sia per vendere più copie, sia per influenzare e ricattare politici e istituzioni. Però senza intercettazioni facili diverrebbe difficile o impossibile individuare e reprimere molti gravi delitti e gruppi criminali, che minacciano o guastano la vita sociale e l’attività istituzionale. Gruppi che sono fortissimi, radicati, istituzionalizzati, così che indebolire l’azione di contrasto ad essi, e nascondere alla gente ciò che su di essi via via si scopre, equivarrebbe, probabilmente, a lasciar loro mano libera sullo Stato e sulle amministrazioni locali. In quanto al secondo, anzi ai secondi (perché di scudi ve ne è più d’uno, anzi vanno sempre rinnovati in quanto la Corte Costituzionale li dichiara illegittimi), da un lato è evidente che non ci dovrebbero essere privilegi giudiziari per alcuno (salve le immunità diplomatiche), e che la giustizia dovrebbe poter giudicare e reprimere anche i politici, soprattutto se hanno cariche pubbliche, perché se risultano essere colpevoli di gravi reati, devono essere rimossi tanto più rapidamente, quanto più è importante la loro carica. Al contempo, dall’altro lato è altrettanto evidente che è di pubblico interesse che il prestigio anche internazionale e la libertà di azione di coloro che sono al governo non siano attaccabili o condizionabili mediante azioni giudiziarie, corrette o strumentali che siano. Inoltre, in un sistema come quello italiano, in cui non si consegue potere politico ed economico se non violando e facendo violare, in modo organizzato, le regole ufficiali – in un sistema cioè in cui tutti i politici e gli imprenditori che contano hanno scheletri nell’armadio, senza uno scudo giudiziario e un bavaglio mediatico tutti sono delegittimabili ed condizionabili da chi esercita il potere giudiziario come pure da chi dispone di archivi e dossier di un certo tipo. Alla fine sarebbero questi soggetti a decidere, senza assumersi però alcuna responsabilità politica, chi e come debba governare e fare affari. E i magistrati italiani, maggioritariamente, sono già costituiti in gruppo di interesse sindacalmente (o corporativamente) organizzato, con cui svolgono azione politica di parte. Sono quindi lontanissimi da ciò che dovrebbero essere per svolgere le funzioni assegnate loro dalla Costituzione, sicché sarebbe un controsenso affidare loro il compito e i mezzi per ristabilire la legalità, come alcuni vorrebbero, perché la loro posizione è, di fatto, essa stessa illegittima. Sarebbe un controsenso come l’affermare, in un sistema in cui i candidati sono scelti dalle segreterie dei partiti politici e non dal popolo, che l’investitura elettorale sia il criterio finale di legittimazione, davanti al quale anche i giudici devono fermarsi.

In conclusione, dobbiamo prendere atto che manca un fondo sano a cui appoggiarsi, sia dal lato della giurisdizione che dal lato della legittimazione democratica; che interventi risanatori sono possibili solo se le devianze sono circoscritte e non sistemiche; e che pertanto conviene risparmiare le energie, non spenderle in sforzi inutili: infatti, non vi è una soluzione possibile ai problemi suddetti, perché non si tratta semplicemente di contemperare principi e valori generali per certi versi contrastanti (il diritto alla privacy con l’esigenza di indagare, il principio di eguaglianza coll’esigenza di prestigio e non ricattabilità del governo), ma di un sistema di potere reale che vive di regole incompatibili con quelle ufficiali, sia della Costituzione, che del Codice Penale. L’Italia non ha, per sua “composizione”, alcuna possibilità di essere uno Stato di diritto, né uno Stato basato su leggi scritte, né uno Stato basato su trasparenza e accountability del potere effettivo, né un sistema-paese capace di adattarsi e di correggersi in relazione all’evoluzione della tecnologia o della competizione globale. Infatti, da vent’anni è in declino e nessun governo fa riforme correttive.

Nel momento, che potrebbe ben collocarsi nel prossimo inverno (per le ragioni suddette), in cui il declino e l’impoverimento produrranno gravi proteste sociali e delegittimazione dello Stato, resterà una sola riforma possibile per mantenere la governabilità e l’unità del Paese: una riforma in senso poliziesco, autoritario, legittimata dall’emergenza, attuata probabilmente da un nuovo governo “di larghe intese”, istituzionale, sostenuto dal Quirinale. Tale riforma è verosimile che sia fatta e che abbia successo, perché la popolazione italiana è complessivamente incline al compromesso e alla ricerca dell’espediente, mentre non è portata a lottare per la libertà, la dignità, la difesa del lavoro e del risparmio. Per tenerla a bada in un periodo di forte recessione basteranno sorveglianza telematica, sanzioni fiscali e amministrative (accertamenti fiscali intimidatorii, fermi amministrativi, esclusione da pubblici servizi e benefici) assieme a violenze di branco in uniforme da parte delle forze dell’ordine sui cittadini che protestassero – violenze di cui moltissimi dei loro componenti hanno ampiamente dimostrato di essere capaci, con o senza guida dai vertici gerarchici, fino all’omicidio e alla calunnia. Il G8 di Genova è stato un collaudo generale di questo strumento.

L’alternativa sarebbe quella della liberazione del Nord, quale entità economicamente e civilmente vitale, da ciò che recentemente The Economist ha definito “Bordello”, cioè Roma e il Sud – entità oggettivamente distruttiva sia dell’economia, che della capacità di ammodernarsi, che del rispetto e delle fiducia verso regole e istituzioni, cioè della base di qualsiasi capacità organizzativa. Se si conosce il sistema economico, amministrativo e politico di Bordello, non si accetta l’idea di essere uniti ad esso e di essere amministrati dalla sua burocrazia e con la sua cultura. Ma la liberazione del Nord da Bordello non è realisticamente fattibile.

Occorre quindi risparmiare l’energia mentale ed economica di cui si dispone, non disperderla in vani tentativi di correggere l’incorreggibile, e impiegarla per costruire, per sé e per i figli, un futuro oltre confine.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=282
2.07.2010

Pubblicato da Davide

  • lucamartinelli

    Alla fine tutto si chiarisce. Mi domandavo da anni cosa significassero tutti quei numeri stampati sulle banconote di tutti i tagli, dal momento che NON erano numeri di serie. Della Luna ricorda che l’Euro non e’ una moneta unica ma un sistema di cambi fissi. Cosi’ tutto mi si è chiarito. E’ vero che l’Euro non è una moneta unica perche’ è identificabile per nazione. Mentre non esiste il dollaro della California e quello del Texas, esiste l’Euro italiano, quello tedesco, francese e via dicendo. I numeri che seguono la lettera identificativa della nazione, per l’Italia “S”, non sono i numeri di serie ma un algoritmo di cui ancora non conosco il significato. perche’ dico che non sono numeri di serie? perche’ se sommiamo tra loro tutti i numeri otterremo sempre 7. Se fossero numeri di serie il risultato cambierebbe, ovviamente. Qualcuno mi ha detto che si tratta di un algoritmo antifalsificazioni. Mi sembra poco credibile ma non ho altre ipotesi. Saluti

  • IVANOE

    Noi italiani siamo sempre in attesa di qualcosa…che dura da secoli…
    Siamo fatti così, divisi su tutto con linguaggi diversi, entità diverse ormai addirittura tra persona e persona…divisi perfino in famiglia…
    Il nostro futuro si chiama sud america….

  • astabada

    In Ottobre scadranno grandi quantità di bonds italiani, e il governo dovrà rinnovarli e ricollocarli sui mercati, quindi sarà ricattabile dalle agenzie di rating e dalle banche che le posseggono

    Non si capisce dove sta il problema visto che non e` la prima volta che c’e` una grossa scadenza. L’ultima se non ricordo male tra marzo ed aprile.

    Per abbassare il rischio di default dei suoi bonds, il governo deve introdurre misure atte a sostenere la finanza pubblica

    Non e` che deve. Magari la bolla dei CDS scoppia e ci hanno tratto tante lacrime per niente.

    La misura diretta per alleggerire la spesa pubblica nel medio-lungo termine, soprattutto con una popolazione che invecchia, è spostare in avanti l’età pensionabile

    Una delle misure dirette per alleggerire. Ce ne sono molte altre di misure dirette. Se poi vogliamo aggiungere al computo le misure per aumentare le entrate, bisognerebbe scrivere un elenco lunghissimo.

    Una misura obbligata, quella delle pensioni, dato anche che il debito pensionistico si aggira sui duemila miliardi, e si aggiunge al debito pubblico di millesettecento miliardi.

    Ma l’INPS non era in attivo? Almeno cosi` diceva Beppe Grillo mi pare!

    Senza il prolungamento della vita lavorativa, presto avremo più pensionati che lavoratori.

    Secondo l’ISTAT il sorpasso e` gia` avvenuto, se non ricordo male. Magari mettici una fonte su questo dato (con relativo anno di pubblicazione).

    Eccetera eccetera

    Tutto questo per dire: ma perche’ la redazione pubblica proprio tutto?

    Vabe’

    astabada

  • astabada

    Ti piacerebbe eh? Il continente sudamericano sta comattendo una lotta durissima per la propria liberta` e per la propria dignita` – una lotta che finora sta avendo successo (basta pensare alla situazione di 20 anni fa per rendersene conto)

    Magari fossimo destinati ad un futuro da Sudamerica…

  • lucamartinelli

    per quanto riguarda le scadenze, amico, il problema c’è, eccome! Tutte le volte bisogna toccare ferro! E se arrivasse la volta che nessuno compra?? O se lo stato fosse obbligato ad alzare il rendimento? Non voglio essere offensivo, ma non è che ti sfugge la visione d’insieme? Debito su debito si salta per aria..

  • Tonguessy

    Già, magari ci fosse un Chavez qui da noi. Invece tutte comparse di second’ordine: D’Alema con il suo IkarusII, Bondi con le sue poesie, Berluska con le sue ville e veline… restano solo i Della Luna a spiegarci perchè dobbiamo morire lavorando. E’ un lavoro sporco ma qualcuno lo deve pur fare, no?

  • Tetris1917

    Alla ricerca dell’articolo perfetto.

  • Cornelia

    Ma chi lo ha scritto st’articolo? Tremonti? Ha già abbastanza spazio al TG, pare a me…

  • Cornelia

    Aggiungo: magari liberassero il Sud dal Nord!!!! Così la loro merda industriale inquinata dovrebbero seppellirla in Padania, invece che in Campania!
    Liberatevi, leghisti, e tenetevi la vostra monnezza: buon pro vi faccia! Al Sud ne fanno proprio volentieri al meno!!!

  • IVANOE

    Sorry,
    ma perchè rispondi così piccato ?
    Mi sembra che stiamo sulla stessa linea…
    Comnuque quando mi riferivo al sud america era nel senso che quando il popolo ha tentato di alzare la testa ci sono stati i golpe militari con tanto di feroce repressione… .o non lo sai ?
    Cosa pensi che farebbero qui da noi i nostri e gli alleati se veramente noi popolo di lobotizzati improvvisamente ci svegliassimo tutti insieme e in modo serio ci mettessimo veramente a cambiare le cose ?
    Te lo dico io ci fanno fare la fine del sud america. repressione, fallimenti, tagli delle pensioni e altro….

  • Tetris1917

    perche’ non la possono sempre esportare?

  • Truman

    Credo che l’unica informazione seria sia che gli economisti dell’area padana sono inadeguati a fronteggiare la crisi economica. Sono tutti rinchiusi nei loro mantra, preoccupati di come bastonare il popolo, oppure convinti che il problema sia il sud sprecone (o ladrone, a seconda delle versioni).

    Lì dove serve un pensiero basato sull’economia (l’economia è la scienza di gestire in modo ottimale risorse limitate per soddisfare bisogni umani) si arroccano invece nella finanza (la finanza è l’arte degli usurai, cioé l’arte di derubare il popolo e arricchire le banche). Ma in periodi di benessere si poteva ancora sfruttare i popolo, c’erano i margini per dare utili ai parassiti della finanza, oggi bisogna colpire nella cancrena finanziaria, altrimenti non se ne uscirà.

    Il che vuol dire che gli italiani dovranno smettere di scambiarsi euro, una moneta emessa dallo stato sovrano si può fare, mentre l’euro potrebbe restare per la contabilità con l’estero. Ma solo uno stato nazionale forte può fare questo, se ci frammentiamo abbiamo perso.

    “E il debito pubblico?” dice qualcuno. Il debito pubblico è la riedizione moderna del peccato originale. Esso smette di esistere appena si smette di credere alla religione economica (o meglio finanziaria) imperante. Il concetto base è che se io ho un debito di miliardi di euro e tu hai tale credito sei tu che hai un problema. Il debito te lo restituisco con mio comodo, con l’interesse che decido io. Già l’Islanda si sta muovendo su questa strada.

  • astabada

    Scusa, non era mia intenzione – il tono voleva essere confidenziale 😉

    astabada

  • Truman

    Re: RISPARMIO ENERGETICO
    di Tonguessy il Martedì, 06 luglio

    l’innalzamento dell’età pensionabile è una misura insufficiente. Dovrebbe essere affiancata da misure per il rilancio della produzione e della domanda nel breve termine.

    “Così i sindacati e i lavoratori dipendenti ottennero privilegi i termini di un eccessiva tutela del posto di lavoro….Sostanzialmente si è dato loro il diritto di essere inefficienti e disonesti”
    Marco Della Luna, “Le chiavi del potere” pg 67.
    Così almeno sapete chi viene messo in prima pagina e cosa pensa dei lavoratori. Questo ci vuole alla pressa il giorno prima del nostro funerale. Ma va…, va….

    Re: RISPARMIO ENERGETICO
    di astabada il Martedì, 06 luglio

    E non ha manco studiato…

    Una volta almeno ci mandavano della gente preparata a prenderci per il culo, oggi si fa economia anche su quello!

    astabada

    Re: RISPARMIO ENERGETICO
    di IVANOE il Martedì, 06 luglio

    Scusate ma non per prendere le difese di della luna, ma avete letto con attenzione l’articolo ? Il discorso della pressa e del giorno prima del funerale è scritto in maniera ironica… poi parla in modo coiciso sul fatto che hanno prolungato l’età pensionabile… e non mi sembra che fosse a favore…

  • astabada

    Volevo solo evidenziare che se scrivi un articolo nel quale richiami l’attenzione su una scadenza, devi anche dire in cosa dovrebbe essere diversa dalle altre!

    A me sembra anzi che l’attacco all’Euro sia miseramente fallito, che ai nostri titoli mal che vada, pensera` la BCE

    Non volevo affatto dire che le scadenze non saranno mai un problema.

  • nautilus55

    Non so cosa speri di guadagnare Della Luna scrivendo articoli del genere: un posto in Parlamento? Un invito al Bilderberg? Di questo passo, c’arriva di sicuro.

    Fra l’altro, s’inventa pure un debito previdenziale di 2000 miliardi che esiste solo nella sua mente: i conti dell’INPS per il 2009 erano in attivo di 17 miliardi. Questa si chiama disinformazione. O peggio.

  • edo

    Questo di cui parli è un argomento che meriterebbe un vero chiarimento, qui o in un altro apposito articolo.
    Spero che qualche esperto possa venire in aiuto.

  • glomer

    “L’alternativa sarebbe quella della liberazione del Nord, quale entità economicamente e civilmente vitale, da ciò che recentemente The Economist ha definito “Bordello”, cioè Roma e il Sud – entità oggettivamente distruttiva sia dell’economia, che della capacità di ammodernarsi, che del rispetto e delle fiducia verso regole e istituzioni, cioè della base di qualsiasi capacità organizzativa. Se si conosce il sistema economico, amministrativo e politico di Bordello, non si accetta l’idea di essere uniti ad esso e di essere amministrati dalla sua burocrazia e con la sua cultura. Ma la liberazione del Nord da Bordello non è realisticamente fattibile”

    Ma perchè la colpa si butta sempre sul sud…oddio articolo condivisibilissimo….:-) ma non mi pare sia colpa degli abitanti del sud tutto lo schifo che c’è…purtroppo sono stati consegnati “non molto tempo fa” (grazie a cavour, garibaldi e mazzini, schifosi venduti) alle mafie e tutto il potere losco che c’era allora….poi con la lobotomizzazione del popolo da parte dei mass media ha fatto il resto!!! 🙁

    Saluti!!!!

  • federasta

    “…l’Euro stesso (che, ricordiamo, è un sistema di cambi fissi, e non moneta unica)”
    qualcuno me la spiega questa affermazione? grazie

  • Tonguessy

    Non vedo ancora esempi di una qualsivoglia “superiorità” di economisti non padani. Pare che l’idea di bastonare il popolo (per premiare le elites, ovviamente) sia assolutamente condivisa dagli economisti tutti, con rarissime eccezioni (S. Latouche ad esempio)

    Per moltissimi l’economia non è scienza. Alfred Eichner lo spiega bene nel suo Why Economics Is Not Yet a Science. Mi pare che anche tu sia d’accordo quando parli di religione economica.

  • Truman

    1) Non volevo parlare della superiorità di eventuali economisti non padani, ma esprimevo la mia sensazione che dal punto di vista economico in Padania non ragionano proprio.
    2) Certamente gli economisti di regime di solito ripetono solo ciò che fa comodo al potere, ma al di fuori dei circoli accademici qualcosa di interessante si trova.
    3) Secondo me la scienza economica esiste, non posso far e a meno di pensarlo quando rileggo Federico Caffè, ma quasi tutto ciò che oggi viene spacciato per economia sono solo riti religiosi orditi dal potere. (Alfred Eichner non lo conosco, spero non sia un altro spocchioso ignorante come Sir Karl Raimund Popper).

  • A_M_Z

    et voilà

    http://www.magiadeinumeri.it/serie_banconote.html

    1) Prima curiosità: la lettera iniziale corrisponde sempre alla nazione che ha emesso la banconota (vedi tabella). Quindi S vale per l’Italia, U per la Francia, ecc.

    2) Seconda curiosità: sommiamo tra loro le 11 cifre del numero di serie che seguono la lettera (nel nostro caso: 0+2+9+2+1+2+1+8+7+8+3 otteniamo la somma di 43). Sommiamo ancora le due cifre del risultato fino ad ottenere un solo numero (4+3= 7) che è il codice di controllo. Ad ogni lettera corrisponderà sempre lo stesso numero di codice (vedi tabella). Qualsiasi banconota con un numero di serie che inizia con la lettera S avrà sempre come risultato della somma un numero uguale a 7. Per le banconote con la lettera U (Francia), la somma sarà sempre 5 e così via (vedi tabella).

    3) La terza curiosità è che la radice della somma dei numeri di serie è ottenibile togliendo da 26 il valore alfabetico della lettera . Quindi, per la lettera S, cha valore alfabetico 19, si ha 26-19= 7. Per la lettera X (Germania) il valore è 24 e la radice della somma è 26-24=2 (vedi prospetto in tabella). Unica eccezione è la lettera Z del Belgio, che al posto di 0 ha il codice di controllo uguale a 9.

  • glab

    molto curiosa la tabella!, però non spiega il criterio di assegnazione della prima lettera,
    S per l’Italia, io avrei pensato ad I che peraltro non è assegnato.
    sarebbe interessante capirlo, l’articolo tocca l’argomento solo indirettamente alla quinta curiosità.

  • edo

    A me continua a sfuggire il motivo per cui hanno attuato questo sistema. esiste qualche esperto dei regolamenti BCE disposto a rendersi utile? 🙂

  • Tonguessy

    1) Non volevo parlare della superiorità di eventuali economisti non padani, ma esprimevo la mia sensazione che dal punto di vista economico in Padania non ragionano proprio.
    L’affermazione puzza di razzismo. Secondo Cipolla gli idioti sono equamente distribuiti. Magari hai argomenti migliori dei suoi, nel qual caso ti pregherei di esporli.
    Resta il mistero per cui vi ostiniate a mettere spesso in homepage tale Eugenio Benetazzo, vicentino di nascita.

  • Ricky

    Veramente non capisco perché CDC dá ancora spazio a Della Luna, non che questo articolo dica cose inesatte, ma non é niente di nuovo, la solita tirata che osserva la societá da un punto di vista esclusivamente economico. Forse Della Luna ha ambizioni di entrata in qualche influente lobby nel parlamento europeo o nella trilaterale.
    Se invece l’intenzione era quella di consigliare di andarsene dall’Italia, poteva rivolgersi a persone come me, che lo hanno giá fatto…

  • cyrano-65

    Questa storia che il Sud sarebbe un bordello, poi, è una emerita sciocchezza che fa il paio con la descrizione di un Nord Italia economicamente e, soprattutto, civilmente, vitale. Ogni volta che ci torno, avendo vissuto in Lombardia per quasi tutta la mia infanzia e gran parte della giovinezza, la vedo sprofondare a una velocità incredibile in un mare di fandonie che niente hanno a che fare con la capacità di produrre e competere. La regione che aveva l’Alfa, la Pirelli, la Breda, l’Ansaldo e compagnia cantando oggi si basa sui centri congressi, i centri commerciali, una miriade di fabbriche medio piccole che spesso vanno male e tanta, tantissima e vuota boria che si va sempre più sostituendo alle eccellenze tecnologiche che vanno sparendo lasciandosi alle spalle il vuoto e una fame di capitali tale da andare a prendere – se ho ben capito – i denari stanziati dalla UE per le aree depresse per fare l’EXPO a Milano.
    Abbiamo, tutta la nazione, una classe dirigente politica e industriale fatta di figli di papà con pochissima gavetta, pochissime capacità e competenze e questi sono i risultati, quelle le persone da rimuovere dalle posizioni che occupano e da sostituire con persone capaci…
    Che diamine! sarebbe bello se la colpa fosse DAVVERO dei lavoratori dipendenti (col potere d’acquisto tra i più bassi in Europa), dei “meridionali vittime della loro mentalità atavica” (che stranamente hanno saputo fare, con la loro mentalità, opere insigni come la reggia di Caserta) o della “burocrazia statale” (gestita da legislatori spesso poco attenti alla realizzabilità ed efficienza/efficacia delle cose che scrivono).
    La causa dei nostri problemi sono coloro che comandano senza guardare in basso e senza cercare di ottenere il meglio (che non è il massimo, è il meglio) con la gente di cui dispongono. E’ terribile pensare che un popolo come il nostro, che si è sempre mostrato ovunque laborioso, gentile e sobrio debba essere insultato nella sua intelligenza con simili idiozie. Comunque, immaginate lo scenario di un nord indipendente con Bossi primo ministro e Berlusconi presidente della repubblica…. Non lo commento.