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RISCHIO EURO E SOPRAVVIVENZA: E’ ORA DI FARE SCORTE

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Quando sono a rischio i rapporti monetari, finanziari e commerciali internazionali, la priorità nazionale è fare scorte e rendersi quanto possibile autonomi per soddisfare i bisogni primari materiali della popolazione – cibo, energia, trasporti, cure mediche – e salvaguardare l’apparato produttivo, nongià spendere tutto per traguardi contabili.

La crisi globale è in corso da 4 anni ed è sistemica, non congiunturale. Sta spostando redditi, capitali e opportunità lontano da noi. Non sappiamo a che assetti porterà, né quando.

Il paese, in declino comparativo da 20 anni e in recessione persistente, è caduto nell’avvitamento fiscale, con una pressione sull’emerso oltre il 70% (quindi insostenibile), senza prospettive di ripresa endogena, ma solo, nel DEF, previsioni fondate su un ipotetico traino estero.

L’orizzonte estero però vede un cedimento dello slancio cinese e preannunci di una “perfetta tempesta” monetaria con cinque anni di recessione a seguito dell’attesa crisi da insostenibilità dell’indebitamento.

In ambito europeo, l’UE e la BCE a guida tedesca non cedono sulle ricette recessive di austerità, conformi agli interessi del solo capitalismo tedesco, mentre la Grecia probabilmente uscirà dall’Euro, ed è pure probabile che nel tempo la seguano altri PIIGS, per ragioni di insostenibilità strutturale della loro posizione, ossia per effetto sia dell’avvitamento fiscale nel fiscal compact, che dei disavanzi commerciali accumulati verso Berlino, che della crescente competitività, rispetto alle economie periferiche, dell’economia tedesca, la quale attrae da esse capitali, imprenditori e professionisti qualificati dalla periferia europea (questo fatto era noto e prevedibile, perché già aveva creato la crisi monetaria del 1964 e quella del 1992, quindi i padri dell’Euro sapevano di questo effetto). La perdita comparativa di produttività e vitalità dell’imprenditoria italiana deriva anche dal fatto che i regolamenti europei in materia amministrativa, infortunistica, igienica, ecologica e creditizia sono pensati per la grande e media impresa, tipica dell’Europa centrale e settentrionale, e soffocano le piccole e piccolissime imprese, costituenti il 95% dell’industria italiana.

Questo squilibrio ha un feedback positivo, ossia alimenta e amplifica se stesso (sposta risorse dai paesi periferici alla Germania, e con quelle risorse le Germania aumenta continuamente la propria superiorità rispetto ai partners periferici, accrescendo così il trasferimento di risorse a proprio vantaggio e le strettezze finanziarie, l’impoverimento e la destabilizzazione sociale di questi. L’effetto distorcente dell’Euro sulle bilance dei pagamenti è irriducibile dalla politica e dalle chiacchiere e dagli idealismi. Quindi non vi è via di uscita entro il sistema, che non ammette svalutazioni o altri correttivi. Il sistema dovrà rompersi, prima o poi – ad es., allorché i paesi periferici saranno tanto impoveriti da non poter più assorbire l’export tedesco. Più tardi si rompe, più forte sarà la Germania al tavolo delle trattative per un nuovo sistema, e più deboli saranno gli altri.

Possiamo plaudere alla vittoria del più forte e all’eliminazione dei più deboli, nella logica darwiniana della selezione del migliore. Ma, se invece vogliamo sopravvivere, in tale quadro, la assoluta priorità, per ogni governo PIIGS, non è rincorrere lo spread o il pareggio del bilancio, ma attrezzarsi per soddisfare i bisogni primari, materiali (cibo, riscaldamento, trasporti), della popolazione, nel medio termine – ossia prendere misure idonee ad assicurare la sopravvivenza del proprio paese nel verosimile scenario di un dissesto monetario, finanziario e commerciale internazionale. E cercare di mettere in crisi il competitore.

Già nel 2008 gli scambi internazionali, dai quali dipendiamo per materie prime e altro, crollarono del 40% in pochi mesi. Ciò insegna che bisogna attrezzarsi per resistere a una situazione di questo tipo, ma molto più grave. Si tratta di perseguire l’autosufficienza o autonomia nel possibile e nell’essenziale, almeno per la prevedibile durata della crisi. Questa non è, ovviamente, una scelta ideologica di autarchia, ma un’esigenza pratica. Peraltro, si è già abbastanza palesata l’inefficienza e pericolosità di un’organizzazione mondiale dei commerci e della finanza come l’attuale, e la preferibilità di un sistema basato sullo scambio delle eccedenze, con produzioni e consumi, per quanto razionalmente possibile, locali, se non proprio a chilometri zero. In un tale sistema si potrebbe controllare la qualità presso il produttore, si risparmierebbero inquinamento e carburanti per i trasporti, si scoraggerebbe la concorrenza basata sullo sfruttamento di lavoro e ambiente.

Le misure da prendersi (alcune anche a livello regionale o subregionale, specie in caso di inerzia del governo centrale) sono ovvie; è augurabile che siano adottate preventivamente, ossia prima di ulteriori dissanguamenti, prima di un collasso del paese, prima di una uscita passiva dall’Euro; ma è ben possibile che si arrivi a prendere misure di questo tipo per effetto proprio di tali eventi. Ecco le misure che raccomando:

-costituire scorte di oro quale mezzo di pagamento internazionale, nazionalizzando quelle della Banca d’Italia;

-costituire scorte strategiche di ciò che il paese non produce da sé (cibo, materie prime, combustibili e carburanti, pezzi di ricambio, farmaci, etc.);

-efficientare e ampliare la produzione di generi alimentari, rimettendo a coltura terreni dismessi e convertendo a produzioni per alimentazione umana e biocarburanti i terreni coltivati a foraggio (in termini di rendimento nutritivo, il cibo vegetale assorbe 1/9 di quello carnaceo);

-dotarsi della capacità strategica di produrre e ibridare sementi, diserbanti e fertilizzanti senza dipendere da fornitori stranieri;

-dotarsi di capacità strategica di produrre, se necessario in violazione dei brevetti internazionali, le sostanze chimiche e gli apparati tecnologici utili al paese, incluse le apparecchiature elettroniche, informatiche, telematiche e il relativo software;

-ridotarsi di autosufficienza monetaria interna, con una banca centrale a direzione pubblica e interamente nazionale, che assicuri l’acquisto del debito pubblico, e vincoli di portafoglio per le banche di credito; nella situazione attuale, solo un folle o un sabotatore si affiderebbe ai “mercati” o ad istituzioni esterne, etero-guidate e non solidali, per le proprie esigenze monetarie interne e per l’assorbimento del proprio debito pubblico;

-tenersi adattabili alle diverse possibili soluzioni per i rapporti monetari internazionali: unità di conto non monetaria, o valuta internazionale diversa da quella interna, oppure sistema di cambi fissi o variabili – a seconda di come gireranno le cose in ambito globale;

-allestire un sistema di credito e risparmio separato dalle attività speculative e idoneo ad assicurare finanziamento alle attività produttive;

-istituire controlli dei flussi di capitali e di merci (dazi, contingenti), nonché degli acquisti stranieri in ambito domestico (restrizioni agli acquisti di aziende e di immobili);

-abrogare o correggere i regolamenti europei inadatti al tessuto imprenditoriale italiano; assicurare un credito a condizioni confacenti ad esso, in deroga agli accordi di Basilea;

-uscire dall’Euro e dall’UE;

-stabilire un pieno controllo dei confini e dei movimenti in ingresso e in uscita.

La precedenza va data agli investimenti per l’autosufficienza, per la realizzazione di impianti industriali e agricoli e per le tecnologie necessarie, nonché alle infrastrutture più utili. Un tale piano di investimenti andrebbe studiato come piano di rilancio economico dei paesi interessati, ossia non solo come piano di difesa nazionale, ma pure come un’opportunità di uscita dalla recessione con adozione di un modello di sviluppo più sicuro e sostenibile.

Incauto è non provvedere in tal senso, dato lo scenario interno e internazionale. Pazzerello è destinare le poche risorse disponibili non a questi investimenti, ma a rincorrere obiettivi contabili imposti da potentati finanziari assolutamente non solidali ma opportunisti, o a interventi a pioggia di tipo demagogico, vetero-democristiano, come quello varato dal governo Monti l’11.05.12. Pazzerello, perché significa lasciare la gente esposta, pur potendosi evitarlo, al rischio di crollo delle condizioni di vita, se non di inedia e assideramento, e lasciare il paese al rischio di un take over per fame. Ma ormai è chiaro che, per qualcuno, lo scopo è proprio questo: con la crisi economica creare la rivolta sociale, con la rivolta sociale giustificare la repressione; poi arriverà il capitale finanziario tedesco vestito da UE a salvarci in cambio di un total surrender del paese periferico a un MES guidato da Berlino.

Intanto, irrazionalmente, si continua a puntare tutte le risorse su modelli che presuppongono solidarietà, coordinamento e tenuta nei rapporti monetari e politici internazionali, e ciò proprio mentre questi presupposti falliscono, uno dopo l’altro, o appare che non erano mai esistiti nella realtà, ma solo nella propaganda europearda e mondialista.

In generale, si seguita a non tener conto dell’esperienza, della storia: tutte le promesse di integrazione o armonizzazione monetaria ed economica sono rimaste inavverate, dalla PAC e dallo SME in poi, anzi hanno aumentato gli squilibri. Pensare che dalle istituzioni europee, espressione di conflitti di esigenze tra diversi modelli socioeconomici, venga aiuto, solidarietà e risoluzione dei problemi, è irrazionale e contrario ai dati storici e all’evidenza del presente.

Anche le promesse di riduzione e riqualificazione delle spese pubbliche sono rimaste irrealizzate, come le promesse di maggiore democrazia e partecipazione alle scelte di fondo, di benefici e stabilità che dovevano automaticamente scaturire dall’apertura dei mercati. Le assicurazioni di uscita dalla crisi, di uscita dalla recessione, di istituzioni capaci di prevenire nuove crisi (Financial Stability Board), sono risultate vane. Il sistema risulta inabile a utilizzare i dati empirici e la logica per riformarsi, correggersi, razionalizzarsi. E’ altamente entropico, salvo intendere che l’andamento in questione sia voluto, nel senso che la scena politica ed economica è dominata non da un regolatore né da leggi equilibranti, ma da attori-profittatori che mettono a profitto le ricorrenti sbandate del sistema e i suoi crescenti scompensi.

Aprirsi agli scambi internazionali anziché chiudersi protezionisticamente è indispensabile per evitare fossilizzazioni e per stimolare l’innovazione e l’efficienza; ma non è detto che ciò sia vero in tutte le circostanze, in tutti i modi e in tutti i tempi. Questo è un tempo in cui entra più caos e nocumento che stimoli e innovazioni costruttive. E non potrebbe essere diversamente, in un tempo in cui i mercati sono dominati da una speculazione finanziaria di brevissimo termine.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info/sito
Link: http://marcodellaluna.info/sito/2012/05/16/rischio-euro-e-sopravvivenza/
16.05.2012

Pubblicato da Davide

  • ligius

    E’ sempre divertente leggere cosa dovrebbero fare i governi, ma sinceramente penso che serva a poco, più utile sarebbe invece una serie di consigli su cosa dovrebbe fare una famiglia, un singolo cittadino per salvarsi visto che siamo con la m. al collo……

  • xcalibur

    Mi spiace….anche Della Luna contagiato dalla psicosi da “morte imminente”….La crisi attuale, voluta e pilotata dalle elite finanziarie serve solamente a spingere i paesi europei ad una maggiore “integrazione” cioe’ a fargli digerire cose come il Fiscal Compact, l’ ESF e gli Eurobonds, tutte cose, che implicano la totale perdita delle residue sovranita’ nazionali, che in circostanze normali i popoli europei non accetterebbero mai… la corda verra’ tirata a lungo, i “test” sono gia’ stati fatti nelle ex repubbliche sovietiche, senza mai spezzarsi… Ammazzare la vacca da mungere non gli conviene…. Statene certi…

  • nuovaera89

    Una cosa ligius, la m. delle famiglie italiane e data da un governo che sta facendo l’opposto di quello che dovrebbe fare, quindi continuare a leggere cosa dovrebbe fare il governo per salvare lo stato è essenziale perchè molti (seppur siamo con l’acqua alla gola)non l’hanno capito, se non le fanno?? beh tocca al cittadino ribellarsi… o no???

  • IVANOE

    Fiumi di parole, per leggere discorsi allarmistici di stampo pidduista e fiancheggiatrici di idee insulse liberal-fasciste… Ecco questo della luna stai facendo.
    Hai cominciato nel 2007 a fare l’allarmista unendoti alla canizza dei media del potere che prevdevano morte e fallimenti alla fine del 2007… E invece come fai finta di non vedere ancora niente…. La Grecia deve morire ma non muore mai…
    Anzi adesso stanno facendo pure i paraculi, alimentando come fai te scenari apocalittici per scaricare su tutta la UE i loro debiti e non pagarli anzi vogliono fare la bella vita alle nostre spalle…. Non ti preoccupare per le scorte il popolo quando Sara necessario farà i suoi bei espropri proletari…

  • Mariano6734

    Comprare terra e andare a vivere in campagna.
    come si faceva alla fine dell impero romano.

  • alberto_his

    Proposta apprezzabile per intenzione ma inapplicabile nella pratica. Non si tiene conto delle retroazioni presenti nel sistema, ovviamente non tutte note e lineari. Il sistema economico/politico/militare è dinamico, non statico. Non è possibile pensare che a un’azione unilaterale di un attore non corrisponda una reazione da parte degli altri attori. Una transizione come quella ipotizzata, oltre a presupporre una classe dirigente intenzionata e in grado di attarla (cosa che mi pare fantascientifica), implica tempi di implementazione brevissimi, presumibilmente non compatibili con l’inerzia del sistema attuale. Gli altri attori del gioco non se ne staranno con le mani in mano facendosi sfilare di sotto gli occhi la vacca da mungere o il concorrente da annientare: gli scambi con l’estero diverrebbero molto complicati, forse inattuabili in uscita (contro-dazi) ed entrata (contro-embargo) secondo la logica della guerra commerciale. Ho tralasciato il fattore militare, a mio avviso essenziale considerando la presenza sul territorio nostrano di un esercito non nazionale e di strutture parallele, occulte o meno, a esso collegato.

  • RicBo

    Sono 4 anni ormai che Della Luna e Benettazzo fanno gli allarmisti apocalittici. E’ una precisa strategia per alimentare soluzioni autoritarie e nazionalistiche. D’altronde entrambi non fanno mistero delle loro posizioni ideologiche.
    E penso anch’io che il disegno dei finazisti europei è quello di tirare la corda fino al limite senza mai spezzarla. Un crollo delle economie come quello descritto qui non è nei loro interessi.

  • Giancarlo54

    Ottimo Marco Della Luna, bisogna aggiungere:

    1) uscita dalla NATO

    2) costruzione di centrali nucleari

    3) riforma della Costituzione in senso sovranista

    4) rafforzamento delle forze armate reintroducendo la leva obbligatoria

    5) politica estera a 360°

    Sorge un problema, grosso come una casa, come attuare questo programma e sopratutto con chi attuarlo? Con l’attuale classe dirigente corrotta e vile? Con Grillo? Ovvio che no. E allora? E allora, sopratutto leggendo qualche post qua e la, aspettiamo che vada tutto in malora e poi si vedrà. Il problema è che andrà tutto in malora, ma pian piano e non tutto in una volta e la gggggente non se ne renderà nemmeno troppo conto.

  • Giancarlo54

    Non basta, poi sono arrivati i barbari, l’impero era senza difesa e la terra, compresa la vita, sono state portate via.

  • Giancarlo54

    Mi mancava il solito post di Ricbo, ritenevo strano che non fosse ancora arrivato e infatti è arrivato puntualmente.
    Sovranità nazionale, riforma sovranista della Costituzione, rafforzamento delle Forze Armate e magarui, anche armi nucleari per dissuadere “bombardamenti umanitari”.

  • AlbertoConti

    I punti pari sono una provocazione?

  • ligius

    Si è vero, purtroppo non credo che i governanti vengano a leggere in questi forum, fondamentali per l’informazione, gli articoli postati, quelli vanno avanti per la loro strada, sanno benissimo che è sbagliata (per noi) ma non gliene frega nientefinchè possono rubano.
    Ritengo pertanto che questi articoli debbano insegnare alla gente come difendersi, poi ci sta che indichino ogni tanto anche i comportamenti che dovrebbe tenere un governo serio, giusto per far capire a tutti quale sarebbe la normalità, ma non ce l’abbiamo, siamo in balia dei ladri.
    Mi piacerebbe leggere qualcosa di attivo per noi utenti, una serie di indicazioni, comprare terra e andarci a vivere puo’ anche andare bene, ma bisogna avere i soldi, intestarsi qualcosa che ti puo’ essere ipotecato a causa di cartelle esattoriali inesistenti, gonfiate…
    Nullatenenti?
    Residenze farlocche?
    Ritirare i soldi dalle banche?
    Comprare oro? Valute straniere?
    Non sono competente, per questo chiedo a chi ha idee e conoscenza di condividerle….

  • Giancarlo54

    Assolutamnete no. Se vogliamo essere autosufficienti, sono indispensabili, assolutamente indispensabili, o preferisci fare la fine della Libia?

  • AlbertoConti

    Sei male informato, parlo proprio delle finalità tecniche. Ma al di là degli aspetti tecnico-economici l’autarchia non è comunque un opzione, e qualora lo fosse (Russia?) sarebbe sbagliata. Se hai un problema di bullismo, è meglio andare in palestra da solo o fare fronte comune con le altre vittime?

  • Giancarlo54

    Probabilmente, allora, ho frainteso il senso dell’articolo di Della Luna, se non predicava l’autarchia ho evidentemente preso un granchio e tutto il mio discorso non ha senso.

  • paolodegregorio

    sono anni che predico al vento… e propongo di portare avanti i primi obiettivi per la sopravvivenza: autosufficienza alimentare ed energetica.
    Se salta lo stretto di Hormuz saremo alla fame in pochi giorni e i vari “soloni” politici e “tecnici” sono incautamente indifferenti al rischio.

    Il ritorno massiccio all’agricoltura diventa indispensabile, ma non sono d’accordo con Marco Della Luna quando dice:
    -dotarsi di capacità strategica di produrre e ibridare sementi, diserbanti, fertilizzanti senza dipendere da fornitori stranieri.
    L’agricoltura deve essere liberata dalla chimica e dagli Ogm, non perdiamo niente a non produrre tali sostanze. Deve essere una agricoltura biologica che evita danni alla salute.

    L’autosufficienza energetica deve basarsi sulle rinnovabili diffuse sul territorio, la microgenerazione, tanto osteggiata da Enel e da altri poteri che tendono sempre ai monopoli.
    La microgenerazione elettrica va diffusa sul territorio con il fotovoltaico su ogni tetto di capannone, sulle strutture agricole, e su tutte le abitazioni possibili, a cui aggiungere il solare termico e le pompe di calore nei condomini. Dove il vento lo consente va utilizzato il minieolico e altrove il geotermico (vedi a Ischia quanta energia si spreca etc).

    Politici e tecnici hanno favorito gli speculatori mafiosi e gli investitori italiani e stranieri che, fregandosene dell’agricoltura e del bene paesaggio, vogliono solo fare grandi centrali.

    Altro punto che non trovo nell’articolo: è ora di togliere incentivi Cip6 a inceneritori e agli scarti di produzione da prodotti petroliferi che producono elettricità che veine definita da fonte “assimilata” alle rinnovabili!!!!! e in bolletta non viene affatto distinta nè indicata.

    Speriamo che la crisi serva a spazzare via un pò di cinica speculazione sulle tasche e soprattutto sulla salute dei cittadini.

  • siletti86

    Se per molti di voi Della Luna è un allarmista che porta avanti idee nazionaliste di stampo fascista, allora vi propongo un’idea alternativa: “fare massa” con la Spagna in modo tale da creare un super-stato di circa cento milioni di abitanti ed intorno al quale poi far gravitare paesi “satellite” quali la Grecia ed il Portogallo. Si andrebbe così a creare una sorta di federazione di stati mediterranei estremamente integrata e compatta, da contrapporre al centro Europa. Tutto questo con l’ausilio di una moneta comune tutta nostra (io proporrei di chiamarla “Sesterzio” in nome del nostro grande passato). Che ve ne pare???

  • Giancarlo54

    Super fascista! Ti risponderebbero. Non lo hai ancora capito che alcuni non vogliono più sentire parlare nè di nazioni e nè di supernazioni? E vorresti chiamare la moneta Sesterzio con chiaro riferimento alla romanità e quindi del fascismo? Niente. L’unica soluzione, per molti, è sognare la rivoluzione mondiale che, chiaramente, deve avvenire contemporaneamente allo stesso giorno e alla stessa ora in tutti gli stati del mondo. Altra alternativa non c’è per questi signori. Tutto il resto è fascismo o, adesso va più di moda, nazismo.

  • Roma

    Finalmente leggo un passaggio che sintetizza uno dei 2 motivi del casino europe attuale: “La perdita comparativa di produttività e vitalità dell’imprenditoria italiana deriva anche dal fatto che i regolamenti europei in materia amministrativa, infortunistica, igienica, ecologica e creditizia sono pensati per la grande e media impresa, tipica dell’Europa centrale e settentrionale, e soffocano le piccole e piccolissime imprese, costituenti il 95% dell’industria italiana”
    Bravo Della Luna

  • siletti86

    Io potrei anche aver capito, ma vaglielo a spiegare tu ai cinesi, ai russi, agli indiani, ai brasiliani, per non parlare degli arabi. Molti di questi popoli sono passati attraverso esperimanti super-univarsalistici di chiaro stampo antinazionale e risultato: chi in un modo e chi in un altro, sono diventati più nazionalisti ed imperialisti che mai!!! E’ inutile che vi illudete ancora, l’universalismo tout-cour non esiste nè mai esisterà. Se poi qualcuno è ancora convinto del contrario, allora che appoggi pure il progetto NWO, che in ultima analisi, dopo averci cippati tutti e posti sotto “l’aura benefica” di un Grande Fratello universale, con il benestare della famiglia reale inglese, procederà proprio alla liquidazione delle tanto temute nazioni e supernazioni in vista di una sorta di supergoverno mondiale. Del resto, se è impossibile eliminare le differenze nell’ambito dell’occidente stesso, figuriamoci eliminarle a livello mondiale. Infine, gli stessi palestinesi invocano una proprio un'”indipendenza nazionale”, mica un mondo nel quale siamo tutti uguali.

  • Jor-el

    Potresti, pfv, parlare un po’ più diffusamente di sta cosa? Hai qualche dato, qualche esempio, qualche link da proporre? Mi sembra questione davvero interessante, senz’altro da approfondire.

  • Roma

    L’insostenibilità della burocrazia e delle regole europee le vivo sulla mia pelle e sulla base della mia esperienza personale di quasi 30 anni di vita in un azienda pubblica italiana di medie dimensioni. Ormai non si lavora più. Le persone sono impiegate in mansioni che servono a sostenere un insieme mostruoso di regole e lacci. Ti faccio tre esempi (ma potrei farne tanti) per capire meglio. Il primo è la normativa pazzesca sulla sicurezza sul lavoro. Le norme tecniche sono ancora quelle scritte a metà degli anni 50. Che bisogno c’era di costruire, sopra a quelle norme tecniche, un fardello insopportabile di carte, adempiment, responsabilità, prima con la 626 e poi con la 494 ed infine con il D.lgs. 81? Se becchi un impresa che non rispetta le norme tecniche metti in prigione il titolare, punto, invece abbiamo costruito (sulla base delle direttive europee) un castello di figure psuedo-professionali, di responsabilità e di carta, a la gente muore lo stesso! La seconda è la privacy! In questo caso direi che non ho parole, quintali di carta, responsabilità soldi, impegno, per cosa? La terza sono le norme tecniche sulle costruzioni: gli eurocodici sono pacchi di migliaia e migliaia di pagine!!! Che obbligano a dotarsi si software costosissimi…. ma la scienza delle costruzioni ed i principi scientifici non avevano bisogno dei burocrati di Bruxelles. E potrei andare avanti: con i quintali di carta che il misero impiegato di banca deve produrre per ogni operazione, con la bufala della certificazione energetica!!!!!! Ma la chicca è la normativa ambientale: migliiai di leggi, norme, regolamenti, interpretazioni che servono solo a far prosperare le ecomafie. E potrei continuare per ore!!!

  • nuovaera89

    In casi come questi (per quanto nel mio piccolo posso consigliare) la gente deve seguire semplicemente la ribellione, con atti che vanno a colpire direttamente al cuore il governo!

  • Mariano6734

    beh si puó essere sempre sfortunati… voglio dire: se uno andava in campagna potevano arrivare i barbari. Ma se si rimaneva in citta si aveva la certezza di fare la fame.