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RINO GAETANO E I MESSAGGI IN BOTTIGLIA

Qualche appunto a margine del vergognoso film della RAI su Rino Gaetano

DI PAOLO FRANCESCHETTI E STEFANIA NICOLETTI
Paolofranceschettiblog

Come abbiamo descritto molte volte nel nostro blog, il nostro è un sistema che uccide e strangola tutti coloro che ne sono al di fuori e non vogliono essere coinvolti nei giochi illeciti del potere massonico.
Il sistema, però, non penalizza solo chi ne è fuori, ma anche chi ne è dentro e ne riceve i vantaggi. Perché il problema è che una volta entrati nel sistema, tutto ciò che ti viene dato ti viene chiesto in restituzione sotto altre forme. Se fai carriera grazie al sistema, ad un certo punto arriverà qualcuno che ti chiederà il conto; ti chiederanno di fare uno sgarbo ad un vecchio amico che vogliono rovinare; ti chiederanno di falsificare un documento o farlo sparire, ti chiederanno di accollarti una responsabilità penale per salvare altri, di essere condannato ad un anno con la condizionale e di spendere la tua faccia su tutti i giornali per fare da capro espiatorio.
Ribellarsi al sistema è quasi impossibile per la perfezione che esso ha. Tanti, troppi, sono caduti nella trappola. Le promesse che ti fanno sono allettanti: potere, denaro, conoscenza dei meccanismi reali del potere. Ma il conto è salato, perché non si è più liberi di fare ciò che si vuole, e si è in costante stato di ricatto. Ritengo, ad esempio, che molti esponenti della sinistra attuale, a suo tempo, abbiano fatto il cosiddetto “patto col diavolo”, pensando semplicemente di accettare un compromesso in più per fare carriera; e si sono poi trovati invischiati in un gioco di potere più grande di loro, perdendo ogni capacità decisionale reale; ed ecco il motivo per cui la sinistra di questi ultimi anni ha fatto delle cose senza alcuna logica, come se volesse realmente perdere le elezioni e consegnare – come hanno fatto di recente – il paese definitivamente alla destra.

In realtà alcuni provano a ribellarsi.
Ribellarsi in modo esplicito, in un attacco frontale, non è possibile altrimenti si muore (la lista dei morti è lunghissima; Falcone e Borsellino, Occorsio, Pecorelli, Tobagi, Mauro De Mauro, Cosco, Pasolini, Cecilia Gatto Trocchi, Ilaria Alapi, Graziella De Palo, e tutti coloro che hanno provato a testimoniare coraggiosamente in processi importanti, morti suicidi o in incidenti stradali). Molti però provano a ribellarsi non apertamente, lanciando una serie di messaggi in bottiglia. Come delle tracce, per chi le vorrà cogliere un giorno.
Ricordo un’archiviazione vergognosa che aveva a che fare con un soggetto che si era suicidato con “una coltellata sulla schiena”. Il magistrato archiviò dicendo delle cose che li per li mi parvero incomprensibili; mischiava citazioni di Dante a frasi demenziali del tipo “la prova che si sia trattato di un suicidio è nel fatto che sul coltello piantato nella schiena furono trovate le impronte digitali della vittima”. Dopo anni di rabbia in cui non capivo l’assurdità di quel provvedimento, ho capito che la citazione di Dante era un chiaro riferimento alla legge del contrappasso, utilizzata dalla Rosa Rossa per i suoi omicidi. Mentre con la frase in cui parlava delle impronte digitali voleva dire esattamente il contrario…. Tra l’altro fu uno dei provvedimenti il cui studio e la cui lettura approfondita mi hanno permesso di arrivare alla regola del contrappasso da noi descritta negli articoli sull’omicidio massonico.
A mio parere si trovano molti messaggi in bottiglia anche in molti libri, articoli di giornale, e opere attuali, ma evitiamo di indicarli per non mettere in pericolo le persone coinvolte.

Rino Gaetano era una di queste persone che si erano ribellate al sistema in modo vistoso. Non poteva denunciare il sistema direttamente, perchè non gli avrebbe dato voce nessuno, allora lasciò una serie di tracce nelle sue canzoni, che sarebbero state raccolte dalle generazioni successive. Rino Gaetano ci parla della Rosa Rossa, dei crimini commessi dai potenti, dei meccanismi segreti di questa associazione e dei loro metodi. Vediamone qualcuna.

Le canzoni.
C’è un album di Rino, in particolare, che pare dedicato proprio alla Rosa Rossa. Nello stesso album, infatti troviamo ben tre canzoni: Rosita, Cogli la mia Rosa d’amore, e Al compleanno della zia Rosina. Una trilogia a nostro parere non casuale.

In Rosita ci dice che la Rosa Rossa, quanto te la presentano, sembra bellissima… onori, gloria, soldi, potere… poi però un giorno scopri la verità. E allora la tua vita cambia completamente perchè sei in trappola.
Ieri ho incontrato Rosita, perciò questa vita valore non ha,
Come era bella rosita di bianco vestita più bella che mai.

Nella canzone “Al compleanno della zia Rosina” ci spiega che nel linguaggio criptato della Rosa Rossa, Santa Rita è in realtà la Rosa Rossa; e ci spiega che un giorno capiranno che sta svelando questi messaggi, e quindi lo uccideranno.

Al compleanno della Zia Rosina, Rita si è sposata, Rita si è sposata cone la zia rosina.
Vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia e che ce l’ha con me.

Questa frase apparentemente incomprensibile vuole dire probabilmente che gli appartenenti alla massoneria rosacrociana della Rosa Rossa al suo funerale porteranno a spalla la sua bara (ai funerali delle vittime i mandanti sono sempre presenti tra i partecipanti); ma bestemmieranno, perchè in realtà una caratteristica della massoneria della Rosa Rossa è di stravolgere i simboli e i riti Cristiani per interpretarli al contrario.
Infine, in “Cogli la mia rosa d’amore” lancia un messaggio molto chiaro:

cogli la mia rosa d’amore,

regala il suo profumo alla gente;

cogli la mia rosa di niente.

Non credo sia un caso anche il titolo del disco: “mio fratello è figlio unico”, perché sapeva che questo scherzetto gli sarebbe costato la vita.

Nella canzone “Nun Te Reggae più” parla della spiaggia di Capocotta. E, ad un concerto, disse:

C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio. Io non li temo. Non ci riusciranno. Sento che in futuro le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. E che grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Apriranno gli occhi e si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta“.

Vediamo cosa succedeva nella spiaggia di Capocotta, prendendo le notizie da Wikipedia.

La spiaggia di Capocotta.
OMICIDIO DI WILMA MONTESI (1953, vigilia di Pasqua). La vicenda coinvolse il musicista Piero Piccioni, figlio del vicepresidente del consiglio della DC, e altri noti esponenti della nobiltà, politici e personaggi famosi… Inizialmente fu presa in considerazione l’ipotesi di un banale incidente, ipotesi che fu considerata attendibile dalla polizia, e il caso venne chiuso. I giornali, L’Espresso su tutti, invece si mostravano scettici.
Il Roma, quotidiano monarchico napoletano, il 4 maggio cominciò ad avanzare l’ipotesi di un complotto per coprire i veri assassini, che sarebbero stati alcuni potenti personaggi della politica; l’ipotesi presentata nell’articolo Perché la polizia tace sulla morte di Wilma Montesi? a firma Riccardo Giannini ebbe largo seguito.
A capo di questa campagna stampa, vi erano prestigiose testate nazionali, quali Corriere della Sera e Paese Sera, e piccole testate scandalistiche, quali Attualità, ma la notizia si diffuse su quasi tutte le testate locali e nazionali.
Il 24 maggio del 1953 un articolo di Marco Cesarini Sforza pubblicato sul giornale comunista Vie Nuove creò molto scalpore: uno dei personaggi apparsi nelle indagini e presumibilmente legati alla politica, sinora definito “il biondino”, venne identificato con Piero Piccioni.
Piccioni era un noto musicista jazz (col nome d’arte Piero Morgan), fidanzato di Alida Valli e figlio di Attilio Piccioni, il Vicepresidente del Consiglio, Ministro degli Esteri e massimo esponente della Democrazia Cristiana.
Il nome di “biondino” era stato attribuito al giovane da Paese Sera, in un articolo del 5 maggio, in cui si raccontava di come il giovane avesse portato in questura gli indumenti mancanti alla ragazza assassinata. L’identificazione con Piero Piccioni era un fatto noto a tutti i giornalisti, ma nessuno ne aveva mai svelata l’identità al grande pubblico. Su Il merlo giallo, testata neofascista, era addirittura apparsa già ai primi di maggio una vignetta satirica in cui un reggicalze veniva portato in questura da un piccione, un chiaro riferimento al politico e al delitto.
La notizia suscitò clamore perché venne pubblicata poco prima delle elezioni politiche del 1953.
Piero Piccioni querelò per diffamazione il giornalista e il direttore del giornale, Fidia Gambetti. Cesarini Sforza venne sottoposto ad un duro interrogatorio. Lo stesso PCI, movimento di riferimento del giornale e unico beneficiario dello scandalo, disconobbe il giornalista, che venne accusato di “sensazionalismo” e minacciato di licenziamento. (QUINDI ANCHE LO STESSO PCI SEMBRA VOLER COPRIRE E INSABBIARE TUTTO… CHISSA’ COME MAI?)
Nemmeno sotto interrogatorio Cesarini Sforza citò mai direttamente il nome della fonte da cui ufficialmente veniva la notizia, limitandosi ad affermare che provenisse da “ambienti dei fedeli di De Gasperi”.
Anche il padre del giornalista, un influente docente di filosofia all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, suggerì al figlio di ritrattare, consiglio vivamente sostenuto anche dal celeberrimo “principe del foro” Francesco Carnelutti che aveva preso le parti dell’accusa per conto di Piccioni.
L’avvocato di Sforza, Giuseppe Sotgiu (già presidente dell’Amministrazione provinciale di Roma ed esponente del PCI) si accordò col collega e il 31 maggio, Cesarini Sforza fu costretto a ritrattare le sue affermazioni. Come ammenda, versò 50 mila lire in beneficenza alla Casa di amicizia fraterna per i liberati dal carcere, ed in c
ambio Piccioni fece cadere l’accusa.
Il 6 ottobre 1953, sul periodico scandalistico Attualità, il giornalista e direttore della testata Silvano Muto pubblicò un articolo, La verità sul caso Montesi. Muto aveva condotto un’indagine giornalistica nel “bel mondo” romano, basandosi sul racconto di una attricetta ventitreenne che sbarcava il lunario facendo la dattilografa, tal Adriana Concetta Bisaccia. La ragazza aveva raccontato al giornalista di aver partecipato con Wilma ad un’orgia, che si sarebbe tenuta a Capocotta, presso Castelporziano e non distante dal luogo del ritrovamento. In quell’occasione avevano avuto modo di incontrare alcuni personaggi famosi, principalmente nomi noti della nobiltà della capitale e figli di politici della giovane Repubblica Italiana.
Continuano ad essere ritrovati corpi di donne su quella spiaggia.
Forse è questo che voleva dire Rino. Non si riferiva solo al caso Montesi, ma a decine di altri casi che evidentemente continuano a verificarsi a Capocotta… O forse voleva dire che è una situazione “emblematica” di tutto quello che succede in Italia. Ma sono solo nostre deduzioni.

Potremmo continuare perchè ci sono altre canzoni molto più significative e piene di messaggi, come Gianna. Ma terminiamo qui perchè per capire queste canzoni occorre avere una conoscenza specifica di determinati fatti e situazioni.

Forse però non molti sanno che la canzone Nuntereggaepiù, che nomina molti personaggi della politica, dello spettacolo, dello sport, della televisione… è stata censurata. Inizialmente infatti l’elenco conteneva, tra gli altri, i nomi del finanziere Nino Rovelli, del banchiere Ferdinando Ventriglia, di Camillo Crociani (scandalo Lockheed e loggia P2), di Amintore Fanfani, di Guido Carli… e persino di Aldo Moro e Michele Sindona. Questi nomi vennero cancellati dal testo della canzone. Evidentemente perché ancora più scomodi di quelli che furono lasciati.

Un personaggio come Rino non poteva vivere a lungo, e perse infatti la vita il 2 giugno del 1981 in un incidente d’auto. Poco tempo prima, come abbiamo già raccontato altrove, aveva avuto un incidente analogo, ma si era salvato. Aveva ricomprato un’ auto identica ed ebbe un incidente dello stesso tipo; morì non tanto per l’incidente in sè, quanto per il ritardo con cui fu curato perchè negli ospedali della zona nessuno volle accoglierlo. Ben 5 ospedali si rifiutarono di curarlo, così come lui aveva scritto in una sua canzone, La ballata di Renzo. Cioè, è stata applicata ,nel suo caso la regola del contrappasso di cui ci siamo occupati in altri articoli.

La ballata di Renzo è un brano inedito, di cui peraltro si scoprì l’esistenza solo qualche anno fa. Dunque, all’epoca, solo gli “addetti ai lavori” (i produttori e le persone che lavoravano insieme al cantante) erano a conoscenza di quel brano. E solo chi conosceva la canzone poteva fare in modo che si realizzasse nella pratica, e in modo così dettagliato.

Quando qualche anno fa uscì la notizia della scoperta del brano inedito, i media si affrettarono subito a definirla una “profezia”. I giornali scrissero che ne La ballata di Renzo “Rino aveva previsto e messo in musica, dieci anni prima, la propria morte”. Ma sarebbe invece più oppurtuno affermare il contrario: la morte del cantautore è avvenuta esattamente come nella sua canzone non perché quel brano fosse una profezia, ma perché qualcuno l’ha usata per applicare la regola del contrappasso.

Il film
Di recente la RAI ha prodotto un film su Rino Gaetano.
Vediamo cosa dice la presentazione ufficiale del film sul sito Rai.

Ci sono film su personaggi della musica che riescono a descrivere compiutamente lo spirito di un’epoca. È questo l’obiettivo della fiction Rino Gaetano. Ma il cielo è sempre più blu, una produzione Rai Fiction realizzata da Claudia Mori per la Ciao Ragazzi.
L’interesse per Rino Gaetano e per la sua musica si è riacceso negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani, al punto di farne una figura di culto oltre la sua epoca. La fiction, che racconta in due puntate la sua biografia e la genesi delle canzoni più popolari, è uno spaccato della sua generazione, e trasmette un messaggio che può valicare i confini nazionali italiani, perché ancora oggi modernissimo”.

In realtà guardando il film si capisce che è stato scritto al solo scopo di infangare l’immagine del cantautore. La sorella di Rino e la ex fidanzata, intervistate, diranno che il film racconta qualcun altro rispetto al protagonista. Quello non era Rino, non era la storia d’amore tra lui e la fidanzata.
Vediamo perchè.

Anzitutto il film si apre con la scena di lui che sviene per aver bevuto troppo. E si chiude con le immagini di lui, ubriaco, che vaga senza meta alla ricerca di amici che oramai lo hanno abbandonato. Il messaggio è chiaro. Era un ubriacone.

Altre scene salienti del film sono queste:
1) Dopo aver chiesto alla fidanzata di accompagnarlo a Stromboli per scrivere una canzone, dopo alcuni giorni in cui non combinava nulla tranne trattare male gli amici musicisti, e ubriacarsi continuamente, inveisce contro la fidanzata e la tratta male dicendo che non si sente capito

2) Geniale poi come presentano il suo rapporto con le donne. Si fidanza. Mette le corna alla ragazza (Irene) con un altra ragazza, stupenda e che lo adora, di nome Chiara. Irene li scopre a letto e lui che fa? Esce dalla stanza, parla con Irene e le dice “non preoccuparti, era solo una scopata”. Poi abbandona Chiara senza dirle una parola nè salutarla, dopo giorni di idillio romantico. Dopo qualche anno incontra nuovamente Chiara. Mette nuovamente le corna alla fidanzata e abbandona nuovamente Chiara, ancora una volta senza una spiegazione e senza una parola. Verso la fine del film, abbrutito dall’alcol e senza una meta, tenta di recuperare il rapporto con Chiara e con Irene (tutte e due in contemporanea), ma entrambe lo abbandonano. Per giunta tenta di baciare Chiara proprio un giorno che lei lo trova ubriaco già al mattino presto. Chiaro è il messaggio: Gaetano era un superficiale.

3) Altrettanto geniale poi come viene delineato il suo rapporto col padre. In una delle scene clou del film lui, all’apice del successo, mostra una casa al padre, ma il padre la rifiuta, perché non vuole la sua elemosina. E lui risponde arrabbiato “ma come, finalmente ora possiamo permetterci una casa come la gente normale e non uno schifoso sottoscala”. Il messaggio qui è molto sottile ed è duplice: la gente che vive in un sottoscala non è normale. Un sottoscala fa schifo. Ma dietro a questo messaggio ce n’è un altro, molto più sottile: Gaetano, come tutti, una volta che ha avuto un po’ di soldi e si è arricchito, non ha più rispetto per le condizioni della gente più povera che infatti viene definita “non normale”. E infatti rinfaccia al padre di essere un poveraccio: “io non volevo diventare come te e ci sono riuscito… non vi voglio più vedere in quel sottoscala schifoso.. e aggiunge: “sei orgoglioso come tutti gli ignoranti”. Dopodichè al padre prende anche un infarto. Quando il padre uscirà dall’ospedale Rino ancora una volta lo tratterà malissimo e gli causerà un altro malore. In altre parole, lo descrivono come un pessimo personaggio, indelicato e ignorante che arriva a far ammalare il povero padre.

Altro aspetto curioso del film è che Rino ha una sorella, che nel film però non compare mai. Non compare mai neanche quando, nella parte finale del film, bussa alla porta di tutti gli amici, ubriaco e disperato, lasciato solo da tutti. Strano che Rino quel giorno non abbia pensato di telefonare anche alla sorella no?

Come è strana un’altra circostanza. Rino morì pochi giorni prima del suo matrimonio. Doveva sposarsi. In questo indegno e vergognoso film, invece, l’ultima scena del film mostra lui disperato e abbandonato da tutti.

Nessun cenno alla figura della sorella. Nessun cenno al matrimonio, ma anzi, viene presentata una fattispecie completamente opposta.

Insom
ma, per essere un film che voleva valorizzare la figura del cantautore, la trama presenta tali e tanti inesattezze, buchi ed omissioni, che rimane una sola certezza: che il film è stato fatto unicamente per oscurare le ragioni della sua morte e il valore delle sue canzoni. Per infangarne la memoria quindi. Chi ha prodotto il film, inoltre, ha appositamente evitato di inserire la figura della sorella, forse perchè è l’unica della famiglia rimasta ancora viva, e che avrebbe potuto creare guai giudiziari agli autori del film se la sua immagine fosse apparsa troppo deformata dalla fiction.

In conclusione, cosa rimane dopo la visione del film? L’idea che fosse un ubriacone, anche egoista, non troppo intelligente, che ha scritto canzoni superficiali e senza senso.
Così non ci si stupisce se muore in un incidente. E se un giorno qualcuno dirà che è stato ucciso, la gente dirà: “ucciso? ma come? Era stato un incidente perchè beveva ed era ubriaco”. Come succede per Pantani: “era un drogato, si è suicidato”. Che poi le perizie abbiano dimostrato che il suo cuore era intatto non conta, per questo mondo dei mass media asservito ad una criminalità senza scrupoli. E che la sorella e la fidanzata di Rino dicano che quello non era Rino, che conta? L’obiettivo è riuscito. Milioni di italiani lo considerano un ubriacone che scriveva canzoni senza senso.

Il film è stato confezionato ad arte probabilmente per screditare la figura di un artista, proprio in un periodo particolare, ovverosia gli anni in cui, a seguito dei delitti del mostro di Firenze, si comincia a parlare della Rosa Rossa e dei suoi delitti.

D’altronde, una bella coincidenza che il film sia prodotto dalla Ciao Ragazzi, società che porta, guarda caso, l’acronimo dei RosaCroce e di Cristian Rosenkreutz (CR).

Di recente poi è uscito un dvd “Figlio unico”, uscito insieme alla raccolta il 02.11.2007. Giorno dei morti e data a somma 13. Un altro bello scherzetto combinato ai danni di Rino. Tanto per mettere di nuovo una firma, se ce ne fosse bisogno. Il dvd contiene molti filmati, tra cui questo con Morandi: http://it.youtube.com/watch?v=F3CnwSnhW3

ERino a un certo punto dice: “Io conosco anche il profumo dei ministri”. Una frase senza senso per i più. Un non sense, appunto, di quelli tipici di Rino. E invece no. Infatti Morandi si guarda intorno impaurito e cambia subito discorso, spostandosi di nuovo sull’ironia. “Qui non possiamo parlare di ministri, parliamo solo di canzoni. No, ma parliamo della tua ironia”.

Ma noi che conosciamo il sistema, riteniamo che il film sia l’ulteriore vittoria di Rino Gaetano. Rino era così grande e così bello, che hanno cercato di distruggerlo anche da morto. Perché indubbiamente le sue canzoni, come del resto aveva predetto anche lui, fanno più paura ora che quando era vivo. Ora infatti le possiamo capire.
E a Venditti che, in questi ultimi tempi, ha affermato che la causa della morte di Rino è stata la cocaina (se ne è ricordato dopo quasi trenta anni) possiamo rispondere una cosa. Strano, Antonello, che ti ricordi dopo tanti anni della cocaina. In realtà la sai bene quale è la verità: lui ha avuto quel coraggio che pochi hanno, di andare contro il sistema fino a farsi uccidere per non rinnegare i suoi ideali. Quel coraggio che molti di quelli che oggi hanno successo certamente non hanno avuto.

La ballata di Renzo

Quel giorno Renzo uscì,

andò lungo quella strada

quando un’auto veloce lo investì

quell’uomo lo aiutò

e Renzo allora partì

verso un ospedale che lo curasse per guarìr.

Quando Renzo morì io ero al bar

La strada era buia

si andò al San Camillo

e lì non l’accettarono

forse per l’orario

si pregò tutti i Santi

ma s’andò al San Giovanni

e lì non lo vollero per lo sciopero

Quando Renzo morì

io ero al bar era ormai l’alba andarono al policlinico

ma lo si mandò via perchè mancava il vicecapo

c’era in alto il sole

si disse che Renzo era morto

ma neanche al Verano c’era posto

Quando Renzo morì

io ero al bar,

al bar con gli amici bevevo un caffè.

Paolo Franceschetti e Stefania Nicoletti
Fonte:http://paolofranceschetti.blogspot.com/
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/12/blog-post.html
19.12.08

Pubblicato da Davide

  • lino-rossi

    GRANDE RINO, pessima rai: un groviglio di furfanti pagati da noi. idem per TUTTI gli altri media.

  • Fabriizio

    consiglierei all’autore dell’articolo, adesso che ha smesso di piovere, di uscire. USCIRE e andare in montagna a respirare, a inalare ossigeno con cui irrorare il sangue e nutrire le sinapsi. Se poi volesse anche nviarmi quindici euro a risarcimento dei dieci minuti che speso per leggermi il suo elenco di farneticazioni solipsistiche ….

  • Zret

    Consiglierei a fabriizio di uscire e di respirarsi le scie chimiche a pieni polmoni: chissà, forse per paradossale serependipità, potrebbe rinsavire anche per un solo istante.

  • dispersivo

    I remember: fine anni ’70, dall’onda di risacca del freak spiaggiavano in Italia due voci. Una usciva dritta dallo stomaco sarcastica, rabbiosa, disillusa, a volte incomprensibilmente trallallona ma che sempre ti prendeva, e questo era Rino Gaetano, mai visto dal vivo e me ne dolgo. L’altra voce, da socio, moolto easy, da tipo che fa le trame, ecco, questo era Vascorossi. Lui dal vi vo l’ho visto, inizio ’80, e ‘sto qua,dal palco(ma pure su disco e in cassetta), ti cantava di strafarsi di brutto tutti. Io già lo facevo di mio(amen) ma non capivo che cazzo di senso avesse sbandierarlo ai 4 20, manco fosse stato un 15enne al primo buco. Poi Rino Gaetano è morto e Vascorossi è quello che è. Tutto qui. Ciao

  • Jack-Ben

    Articolo interessante, un pochino graffiante per palati raffinati.

  • radisol

    Grandissimo Rino Gaetano … colonna sonora di quel meraviglioso … o orrendo ….comunque anno-chiave della mia vita …. 1977 !

    La tua ironia iconoclasta ci sarebbe stata utile nei momenti peggiori degli anni a venire …..

  • brontomauro

    Oggi ero a Bologna. Un’esagerazione di scie nel cielo. Tante davvero.

  • zufus

    “C’è un album di Rino, in particolare, che pare dedicato proprio alla Rosa Rossa. Nello stesso album, infatti troviamo ben tre canzoni: Rosita, Cogli la mia Rosa d’amore, e Al compleanno della zia Rosina. Una trilogia a nostro parere non casuale.”

    E’ tutto verissimo. Del resto anche Pippo Baudo scrisse “Donna Rosa”, che la stampa asservita alla massoneria trasformo’ presto in “Nonna Rosa”, per occultarne ogni significato esoterico. A breve distanza (solo qualche decina di anni) ci fu un attentato nella sua villa siciliana.
    Non trascuriamo poi il dato che Pippo Baudo è nato il 7 giugno (7+6=13 !)
    E come dimenticare il fatto che sposò Katia Ricciarelli, le cui iniziali (RK) corrispondono perfettamente a Rosa Kroce…
    Il mondo dello spettacolo è pieno di questi terribili esempi.
    C’è da rimanere senza fiato!

  • totonno

    Minchia !!!!

  • Fabriizio

    certamente katia ricciarelli = RK = rosa croce
    … e le sue flautolenze sono scie chimiche ? COMPLIMENTI. Andate avanti cosi’ che andate bene.

  • DaRiOcK

    Fabriizio certamente certe letture ti potranno sembrare eccessive ma le coincidenze non ti sembrano comunque troppe? E le morti casuali di personaggi scomodi troppe? Ti lascio da leggere due intuizioni su youtube lasciati un po’ di tempo prima di questo articolo; anche queste sono due coincidenze!?! (http://www.youtube.com/watch?v=E_3yP-kCh_8&NR=1#)

    lucagen (2 sett. fa)

    Mito! avevi capito già che quei bastardi ti avrebbero ucciso…logicamente l’incidente non è stato casuale e nemmeno tu eri casualmente ubriaco!

    massmediaKILLA (2 sett. fa)

    Rino,so che ti hanno ucciso per aver detto la VERITA’ ma adesso non ti può più uccidere NESSUNO.Dacci una mano ad APRIRE GLI OCCHI.Cerca,se puoi,di aiutare soprattutto i giovani ai quali hanno fatto il lavaggio del cervello con la de filippi(nuntereggaepiù!)e tutti gli altri fottuti schiavi della tv della musica e dell’arte(che quasi non esiste più).Il cielo blu oggi è solcato da scie chimiche,ma non perdo la speranza perchè tu e molti altri EROI siete in grazia di DIO(quello VERO).Tu vivi

    p.s. Se vuoi sorvola sulla numerologia, che a volte lascia perplesso anche me, perche’ somiglia molto ad una forzatura, ma medita sui contenuti!

  • frankleone

    non ho trovato l’articolo particolarmente interessante, ma l’ho letto tutto di mia volontà. se hai deciso di leggerlo è inutile che poi te ne esci con frasi da gran villano verso gli autori, che non ti hanno di certo obbligato a “perdere” dieci minuti del tuo tempo. tra l’altro dubito che dieci minuti del tuo tempo possano valere 15 euro.

  • brontomauro

    Uno può non trovare credibili i collegamenti tra la morte di personaggi scomodi, certa massoneria e fenomeni nuovi e ancora privi di spiegazione come le scie chimiche (che ci sono e si vedono benissimo), ma non capisco perché usare toni e parole di scherno e disprezzo verso chi si interroga su tali eventi/collegamenti. Cerco di mantenere un atteggiamento di costante dubbio, non escludo niente e ascolto. Non riesco ad escludere a priori la possibilità che esistano i rettiliani, che persone dotate di grandi conoscenze, agendo nell’ombra, le usino per mantenere il controllo delle posizioni e degli ambiti di maggiore importanza e prestigio arrivando ad eliminare chi, raggiunti tali ambiti, non si piega ai loro ricatti e prova a dar fastidio. Consapevole del fatto che con grande probabilità non conoscerò mai la verità perché sono in una posizione di enorme svantaggio rispetto a chi le informazioni non solo le ha per primo ma spesso le crea, mi muovo facendo gran uso di curiosità. Il materialismo di certe persone è riconducibile a quello dei caporioni della sinistra anni ’70 che ora militano quasi tutti in Forza Italia.

  • biopresto

    “Non riesco ad escludere a priori la possibilità che esistano i rettiliani”

    ma come non riesci ad escludere………. se mi hai detto l’altro giorno che ne tieni uno-una in salotto, porca miseria e io che me ne stavo qui ad aspettare l’uovo……….. hehe, ciao

  • Fabriizio

    Chiedo scusa se non sono stato chiaro e ho dato adito a fraintendimenti. MA ERO SERISSIMO qunado sostenevo che ricciarelli katia = RK = rosa croce, e che le sue flautolenze sono scie chimiche. No non sono condense dei vapori degli aerei, sono flautolenze di Ricciarelli Katia. D’altronde con tutte le castronerie che vi bevete, perchè escludere solo la mia ?

  • zufus

    Sei serissimo ma davvero privo di spirito. Penso fosse evidente che il mio era un post assolutamente ironico. Ma se è vero che l’umorismo è sintomo di intelligenza….

  • buzz

    la solita impressionante valanga di assurdità paranoidi e farneticanti, che non si sà se considerare ridicole e farci una risata sopra, o con sgomento, per lo stato mentale delirante degli autori.

  • mat612000

    Mamma mia…
    Da bambino leggevo i libri di Peter Kolosimo, ve lo ricordate?
    Quello che vedeva UFO ed extraterrestri ovunque, già ero dubbioso delle sue teorie nonostante la mia tenera età (mi sembrava che ogni tanto la sparasse un po’ grossa), adesso, leggendo questi articoli, in effetti mi rendo conto che c’è di meglio, c’è di molto meglio…

  • trubador

    Tu invece cosa hai inalato per non dire… NULLA?

  • trubador

    E tu parli di flautolenze??? Siamo solo fortunati che tu le scrivi le scorreggie. Se le dicessi con la bocca dovremo preoccuparci seriamente.

  • mat612000

    Essere consapevoli del fatto che con grande probabilità, come dici tu, non conosceremo mai la verità su tanti episodi non significa che dobbiamo credere a qualunque ipotesi.

  • buzz

    si, usano gli stessi meccanismi.
    quello (e la moglie) però, perlomeno ci campavano.
    questi invece lo fanno gratis. mala tempora currunt.

  • cinthia

    http://it.youtube.com/watch?v=F3CnwSnhW3E

    il link giusto all’intervista con Morandi è questo, quello pubblicato manca di una lettera finale e non funziona.

    Il video è interessante contiene, oltre ad una casuale microfonata in faccia a Morandi che -stoico- fa finta di niente, anche un momento in cui Rino intervista il pubblico e ad una ragazza chiede se le sarebbe piaciuto essere in compagnia di Vittorio Orefice… ma chi è? Qualcuno lo sa?
    Rino a me piace tantissimo ma è sempre stato criptico e di difficile comprensione, quello che a pelle mi sembra affiori di lui è un’estrema solarità che il film effettivamente smentisce, rendendoci la solita stereotipata immagine del poeta maledetto e perciò finito male.
    Ma credo che Rino fosse molto di più e molto di meno. Era un uomo del suo tempo dotato di una sensibilità molto personale con cui interpretava egregiamente quella grottesca rappresentazione della realtà che ancora oggi ci circonda.

    Mi piacerebbe sapere perché sua sorella non ha querelato o comunque citato per danni i produttori e la stessa rai.

  • biopresto
  • cinthia

    grazie, ora almeno percepisco l’ironia.

  • brontomauro

    Non ho detto che ci credo, ho detto che non le escludo a priori per il semplice fatto che se una qualunque di queste ipotesi mi si dovesse un giorno parare davanti la mia reazione sarebbe meno in balìa del panico.

  • brontomauro

    Io sono un rettiliano in incognito… devo confondere un po’ le acque perché i miei simili mi reputano un traditore. Ma non mi sono dimenticato di te, appena ne faccio uno (di uovo) te lo regalo.

  • biopresto

    concordo, meglio avere la mente aperta

  • brontomauro

    Il mio discorso verte sull’atteggiamento che si adotta rispetto a chi è portatore di messaggi che non risultano immediatamente verosimili. La mia domanda, infatti, non è stata: – perché non credete alle scie chimiche? – La mia domanda é: perché adottate un atteggiamento di sufficienza e di scherno davanti a persone che, su argomenti non comuni, si pongono delle domande, cercano delle risposte e non arrecano danno alcuno a chi le ascolta? Questo è un articolo su Rino Gaetano, “userò” lui per fare un confronto. Rino era un grande strafottente, con le parole non colpiva, radeva al suolo. I suoi obiettivi, però, erano i potenti che di danni ne arrecavano e ne arrecano in grande quantità a tutto il tessuto sociale. Se devo sfottere qualcuno tendo a prendere di mira chi è più forte di me e della sua forza fa un uso oppressivo. Altrimenti trovo sgradevole e iniqua la presa in giro, se non addirittura facente parte dell’ormai ripetitiva strategia del discredito (strategia che appartiene ai sopra citati e per niente simpatici potenti).
    Per questo a Fabriizio chiederei: ma da quando le scie di condensazione persistono nel cielo per delle mezze giornate? A me sembravano destinate, per loro stessa natura fisica, a dissolversi entro pochi minuti.

  • biopresto

    riguardo alle scie devo dire che le osservo da anni, ne ho vista anche una stranissima tutta nera ma mi riesce difficile mantenere un ‘idea fissa in proposito. Un giorno le vedo allargarsi e velare il cielo fino a sera , un altro giorno scompaiono subito ed allora penso che si tratti di semplice condensa…………. bo….. non so più cosa pensare

  • brontomauro

    Neppure io so cosa pensare. Mi sono schierato in questa discussione perché ho scoperto le scie chimiche tramite il blog di Zret, non raramente scrive dei gran bei pezzi che stimolano riflessioni importanti. Il ragazzo non solo è preparato ma ha uno stile che trovo forte e raffinato. Mi son detto: se una tale penna si interroga su scie chimiche e creature extraterrestri o intradimensionali c’è da ascoltarlo e quando lo vedo preso in giro come se fosse un imbonitore che vuole far presa sui creduloni mi arrabbio un po’. So che non ha bisogno che io lo difenda, ma mi viene naturale.

  • mat612000

    Tu infatti sei libero di credere in quello che vuoi.
    Allo stesso modo come tanti sono liberi di non credere a una virgola di quello che scrive Franceschetti.
    Semplice.
    Come altrettanto semplice è il fatto che se pubblichi le tue tesi puoi trovare qualcuno che ti sfotte…
    Non vedo il problema dove sia.

  • mikaela

    Sicuramente non ha querelato per non fare la fine del povero Rino