RIESAMINIAMO L'AGGRESSIONE A BERLUSCONI DI UN ANNO FA

AVVISO PER I LETTORI: ComeDonChisciotte continua a subire la censura delle multinazionali del web: Facebook ha chiuso definitivamente la nostra pagina a dicembre 2021, Youtube ha sospeso il nostro canale per 4 volte nell'ultimo anno, Twitter ci ha sospeso il profilo una volta e mandato ulteriori avvertimenti di sospensione definitiva. Per adesso sembra che Telegram non segua le stesse logiche dei colossi Big Tech, per cui abbiamo deciso di aprire i nostri canali e gruppi. Per restare aggiornato su tutti gli ultimi nostri articoli iscriviti al nostro canale Telegram.

DI DIEGO RISI

Riceviamo e volentieri pubblichiano

Un anno fa, esattamente il 13 dicembre 2009, Silvio Berlusconi, alla fine di un comizio in Piazza Duomo a Milano subì un’aggressione da parte di un certo Massimo Tartaglia, poi definito psicolabile, che lo colpì con una miniatura del Duomo stesso.
Mi interessai dell’episodio perché le modalità con cui avvenne avevano del surreale, ciò nonostante il governo Berlusconi, e soprattutto Berlusconi stesso, ne trasse molto vantaggio, riuscendo a porre fine ad una lunga sequenza di scandali che ne avevano offuscato l’immagine fino a minacciare seriamente la stabilità del governo.
Ma a distanza di un anno, quando una serie di scandali e indecenti situazioni riguardanti Berlusconi & C. si è nuovamente dipanata innanzi all’opinione pubblica e il governo Berlusconi tenta con le ultime vergognose manovre definite “mercato delle vacche” di accaparrarsi un voto di “fiducia” per rimanere al potere, mi sembra utile tornare proprio su quella singolare vicenda dell’aggressione subìta da Berlusconi e sui numerosi indizi che si sia trattato di una montatura.
Quello che segue è il documento che scrissi a suo tempo documentandomi con tutto il materiale che riuscii a reperire in rete.
I dubbi sull’aggressione a Berlusconi

Premessa

       L’aggressione a Silvio Berlusconi del 13 dicembre 2009 suscita non pochi dubbi di autenticità sia per le macroscopiche incongruenze sulla pianificazione e gestione del servizio di sicurezza, sia per i numerosi indizi rilevabili soprattutto dalle riprese televisive effettuate in quella circostanza e facilmente reperibili su Internet, in particolare su YouTube.

       È singolare il fatto che la quasi totalità dei media tradizionali ha evitato di approfondire i dubbi sull’aggressione a Berlusconi e, al contrario, quando su YouTube hanno iniziato ad impazzare le visite ai video costruiti intorno all’ipotesi del complotto, sono stati costretti ad occuparsene prendendone immediatamente le distanze e comportandosi esattamente come se avessero il compito di impedire l’espansione di un pericoloso fenomeno negazionista.

Un esempio emblematico del modo con cui è stata gestita la notizia dell’ampia diffusione su YouTube di video che presentavano l’ipotesi dell’aggressione-bufala ci viene offerto dal servizio trasmesso dal TG2 del 19 dicembre che ha circoscritto e tentato di ridicolizzare il fenomeno parlando dell’esistenza di un video su Internet, quando in effetti ne circolavano già molti, e definendo subito falsa l’ipotesi in esso formulata che l’aggressione a Berlusconi fosse una montatura. Il servizio infatti si è soffermato solo su un paio degli elementi che il suddetto video presentava a sostegno di quella ipotesi, scegliendoli non a caso tra i meno convincenti, e per demolirla definitivamente, ha utilizzato quasi a mo’ di prova le dichiarazioni degli esponenti politici, straordinariamente coincidenti tra la maggioranza e l’opposizione nel respingere con forza (che significa con forza ? è da criminali ipotizzare che l’aggressione sia stata una montatura ?) quella ricostruzione dell’aggressione a Berlusconi. È inoltre strano, soprattutto per l’opposizione, che queste dichiarazioni siano state immediatamente rilasciate, senza nemmeno porsi il problema di documentarsi maggiormente ed analizzare più criticamente i fatti.

Dulcis in fundo, nel servizio del TG2 non poteva mancare l’erogazione di una buona dose di anticorpi in soccorso a coloro che corrono il rischio di rimanere affascinati da queste strane ipotesi sulla natura complottista dell’aggressione a Berlusconi e, allora, via con il saggio richiamo a ciò che la storia ci può insegnare, con una breve carrellata di precedenti illustri di tesi di montature poi rilvelatesi del tutto infondate. Come , ad esempio, per gli attentati dell’11 settembre che sono stati considerati da alcuni un inganno organizzato da una parte dell’establishment dell’amministrazione statunitense per indurre Bush alla guerra, oppure addirittura – ma qua la storia non c’entra tanto – per le influenze aviaria e suina, che alcuni hanno messo in dubbio affermando che si tratterebbe di virus messi in circolazione dalle case farmaceutiche per vendere i vaccini. Non ci vuole molto in quest’ultimo caso a capire che si tratta di un’idea veramente bislacca, visto che da che mondo è mondo i virus se ne vanno in giro da soli senza bisogno di incentivi da parte delle case farmaceutiche.

Ma tenendo da parte le leggende metropolitane e gli eventi che sono troppo più grandi di noi per essere conosciuti e correttamente interpretati prima che sia trascorso almeno mezzo secolo, se proprio si vuole fare appello agli insegnamenti della storia, varrebbe la pena ricordare anche un illustre precedente di segno esattamente opposto. Erodoto infatti riporta nel Libro I, 59 che per ottenere l’appoggio popolare, Pisistrato ricorse a uno stratagemma: si procurò delle ferite per mostrarle in pubblico quale prova di un’aggressione subita da parte dei propri rivali. Il popolo decretò per lui l’istituzione di una guardia del corpo di 300 mercenari con la quale Pisistrato occupò l’Acropoli, senza resistenza da parte degli Opliti, nel 561/560 a.C., ottenendo il potere assoluto.

Ragioniamone insieme


       In questo documento ho raccolto diverse osservazioni effettuate sui video dell’aggressione ed altro materiale reperibile su Internet. Quasi tutte le osservazioni sono documentate con dei fermo immagine in cui si evidenziano determinati particolari, che tuttavia possono essere apprezzati pienamente solo attraverso un’attenta osservazione dei video da cui sono tratti.

       È bene chiarire subito che tutto ciò che viene presentato in questo documento non costituisce una prova che l’aggressione a Berlusconi sia una montatura, ma rappresenta semplicemente un significativo insieme di indizi a sostegno di tale ipotesi, a cui ciascun osservatore potrà attribuire il peso che ritiene più opportuno, valutandone le concatenazioni e le possibili correlazioni con la dinamica dei fatti accaduti quella sera in piazza del Duomo a Milano.

       Molti degli indizi che vengono qui presentati sono collegati a particolari comportamenti o gesti di diverse persone riprese prima, durante e dopo l’aggressione di Berlusconi, e potrebbero essere agevolmente approfonditi se, interrogando tali persone, si ottenessero delle risposte plausibili per tali comportamenti o gesti.

Si potrebbe ad esempio domandare a Berlusconi per quale motivo si sia messo a sfogliare per un minuto le foto dategli da un astante, oppure cosa volesse comunicare alla guardia del corpo dietro di lui quando improvvisamente si è girato e gli ha dato una piccola gomitata (punto 3.3), oppure si potrebbe domandare a La Russa cosa cercava di comunicare disperatamente gridando e gesticolando ad un cameraman che stava riprendendo proprio la scena dell’aggressione (punti 2.2, 2.3 e 4.2) e domandare a quello stesso cameraman come mai, dopo aver inquadrato per un momento la scena dell’aggressione, non si è soffermato su quell’incredibile scoop, comportandosi così in modo simile alle guardie del corpo di Berlusconi che al momento dell’aggressione guardavano a terra. Si potrebbe inoltre domandare alla grossa guardia del corpo, che è stata per tutto il tempo praticamente immobile, a chi si rivolgeva quando ha repentinamente disteso in alto il braccio destro (punto 3.5). Si potrebbe infine domandare al medico personale di Berlusconi, Dott. Zangrillo, come sia possibile che l’emorragia di sangue che sembrava essersi arrestata quando Berlusconi si è mostrato a tutti col volto insanguinato e con la camicia immacolata, sia poi ricomparsa nel tragitto per andare all’ospedale San Raffaele, dove Berlusconi, a detta dello stesso medico, sarebbe arrivato con la camicia intrisa di sangue.

Dare delle risposte plausibili a queste e a tante altre domande certamente fugherebbe ogni dubbio sulla veridicità dell’aggressione a Silvio Berlusconi, con buona pace dei sostenitori della teoria del complotto e di coloro che auspicano alle masse il catartico effetto di accorgersi di un’Italia che ha toccato il fondo.

Considerazioni di carattere generale

     Prima di entrare nel merito dei diversi particolari rilevati e documentati con video e foto, vale la pena rilevare le evidenti anomalie del comportamento di Berlusconi e degli uomini della sua scorta.

  • Il video trasmesso da Rainews24 del 13-12-2009, presentato al punto 1, inizia con Berlusconi che sfoglia tranquillamente le foto dategli in una busta di plastica nera da un’astante, intrattenendosi così ben più di un minuto nel posto dove è stato aggredito, in totale dispregio delle elementari regole di sicurezza che gli avrebbero dovuto impedire di rimanere fermo a mo’ di bersaglio. Questo comportamento risulta particolarmente incomprensibile se si considera la presenza durante il comizio di quella sera di numerosi contestatori alquanto agitati, ai quali Berlusconi non aveva risparmiato veementi rimproveri, apostrofandoli a un certo punto al ripetuto grido di “Vergogna! Vergogna! Vergogna!”.
  • Immediatamente dopo l’aggressione gli uomini della scorta hanno infilato Berlusconi nell’auto che era proprio presso di loro, ma successivamente, invece di partire a tutta velocità per sottrarlo da altri eventuali attacchi e farlo soccorrere presso il più vicino ospedale, si sono trattenuti sul posto forse per più di un minuto, dopodiché, incredibilmente, hanno permesso a Berlusconi di uscire e mostrarsi a tutti salendo addirittura sul predellino dell’auto. In quelle circostanze Berlusconi, essendo nuovamente fermo e visibile a molte più persone di quando era stato colpito, correva ulteriori rischi di essere bersagliato con oggetti o addirittura con colpi di arma da fuoco.

    Anche l’allontanamento in auto è risultato del tutto anomalo in quanto l’auto procedeva lentamente pur essendo libera la strada ed il finestrino presso il quale stava Berlusconi era aperto affinché potessero vederlo, facendo perdurare il rischio di essere nuovamente colpito.

I particolari osservati

1)

documento:

1.1 al minuto 0:06 si vede il microfonista che stando sulla destra di Tartaglia si rivolge verso di lui e sembra fargli un cenno con la testa un istante prima che questi sferri l’attacco. Questa ipotesi potrebbe essere avvalorata dal fatto che il microfonista, reggendo con una specie di canna da pesca un microfono che stava a poca distanza da Berlusconi possa aver indicato proprio con quel microfono l’esatto punto in cui Berlusconi doveva posizionarsi per poter essere facilmente raggiunto dall’oggetto che Tartaglia doveva lanciare.

Inoltre tramite lo stesso microfono, che a un certo punto è stato afferrato e scosso da una guardia del corpo di Berlusconi (vedi punto 3.1), il microfonista può aver ricevuto la conferma che Berlusconi era pronto per il posizionamento finale.

blank

1.2 al minuto 1:13 la testa di Berlusconi non indietreggia nemmeno di un centimetro nel momento esatto dell’impatto dell’oggetto, ma si muove solo qualche istante dopo, quando Berlusconi si porta le mani sulla faccia, come si vede nel punto 5.2. Ciò non è congruente con la violenza che viene attribuita al colpo subito da Berlusconi, che secondo le dichiarazioni del suo medico ed il referto medico dovrebbe avergli provocato la frattura del setto nasale e la rottura di due denti.

È inoltre interessante osservare lo strano comportamento della guardia del corpo di cui si vede appena la testa nella parte inferiore dell’immagine. Egli gira la testa da un’altra parte proprio quando Tartaglia alza il braccio e sta prendendo la mira, e successivamente all’aggressione, per i cinque secondi in cui è possibile vederlo, non si gira a guardare cosa fosse accaduto a Berlusconi e sembra rimanere assolutamente tranquillo e indifferente.

2)

documenti:

2.1 al minuto 0:37 si vede Tartaglia nel momento in cui sta per lanciare l’oggetto che ha in mano. Nella parte inferiore dell’immagine si vede La Russa allontanarsi tenendo la scena dell’aggressione alle sue spalle, e quindi non può essere stato un testimone oculare, tuttavia nell’intervista del Video A, a proposito dell’aggressore, dichiara: “mi è sembrato che avesse un corpo contundente in mano o un tirapugni o qualcosa del genere”.

mentre nell’intervista del Video B
annuisce vistosamente quando viene presentato come un testimone oculare che stava a meno di due metri dal punto dell’aggressione.

Le false dichiarazioni di La Russa risultano del tutto strane in relazione allo stato d’animo che avrebbe dovuto avere in seguito alla drammatica aggressione di Berlusconi, mentre diventano plausibili ipotizzando che La Russa, sapendo che l’aggressione era una montatura con la finalità di fare presa sull’opinione pubblica, intendeva contribuire a tale obiettivo proponendosi come testimone oculare del crimine.

Inoltre La Russa già qualche istante prima dell’aggressione ha iniziato a gesticolare per richiamare l’attenzione del cameraman che sta facendo la ripresa, fingendo ad un certo punto di aggiustarsi i capelli per dissimulare i frenetici movimenti che fa con la mano per indicare al cameraman di spegnere la videocamera. L’intenzione di La Russa risulta inequivocabile nelle immagini presentate nei successivi punti 2.2, 2.3 e 4.2.

blank

2.2 al minuto 0:39, non essendo ancora riuscito a farsi vedere o capire dal cameraman, La Russa gli grida qualcosa.

2.3 continuando a rivolgersi al cameraman, La Russa chiude la mano come per comunicargli di spegnere la videocamera, richiesta che risulta inequivocabile nel successivo gesto di alt visibile nel punto 4.2.

Ma cosa poteva indurre La Russa a dare indicazioni al cameraman su ciò che doveva fare ?

Anche il comportamento del cameraman è strano, in quanto aveva appena ripreso l’aggressione a Berlusconi ed invece di soffermarsi sull’evento, sposta l’inquadratura in modo analogo a quanto ha fatto un altro cameraman (punto 3.8), ed è probabile che abbia terminato la ripresa proprio in seguito alle segnalazioni di La Russa, poiché il servizio termina proprio con quelle immagini.

3)

documento:

Questo video è uno dei più interessanti perché i filmati in esso contenuti presentano il maggior numero di indizi. Inoltre il secondo dei filmati risulta aver subito delle manipolazioni che sono descritte nei punti 3.12 e 5.4

3.1 al minuto 1:01 una guardia del corpo, dopo aver tenuto a lungo il braccio alzato per afferrare il microfono che penzola dall’alto, lo afferra e lo agita con decisione. Probabilmente con questa azione è stato dato un segnale alla persona che regge con un’asta quel microfono e che, come è indicato nel punto 1.1, pochi istanti prima dell’aggressione sembra rivolgersi a Tartaglia che gli sta accanto facendogli cenno di agire.

blank

3.2 al minuto 1:05 Berlusconi stringe la mano ad una persona con la sciarpa rossa che gli passa di nascosto un bigliettino.

al quale Berlusconi da una rapida occhiata al minuto 1:07 senza dare alcun riscontro di quanto aveva letto alla persona che glielo aveva passato.

blank

successivamente, al minuto 1:20, Berlusconi rilegge il misterioso bigliettino che quindi contiene un messaggio importante, urgente e riservato, visto che anche stavolta non dà alcun riscontro a chi glielo ha passato.

Probabilmente in questo modo Berlusconi è stato informato che tutto era pronto per far scattare l’aggressione.

3.3 a partire dal minuto 1:08 si può assistere ad una sconcertante sequenza di segnali che vengono scambiati tra vari soggetti e che iniziano con una leggera gomitata che Berlusconi dà alla guardia del corpo dietro di lui dopo essersi improvvisamente girato per guardare verso il cameraman, vicino al quale si trovava anche La Russa.

Quella gomitata potrebbe essere il segnale con cui Berlusconi ha dato l’avvio all’operazione della finta aggressione.

blank

3.4 al minuto 1:15 La Russa si avvicina alla guardia del corpo che sta di spalle e gli appoggia un pugno dietro la schiena.

3.5 al minuto 1:16 la guardia del corpo che sta di spalle alza vistosamente il braccio destro mentre in alto a sinistra si intravede Tartaglia che guarda proprio in quella direzione.

blank

3.6 al minuto 1:20 la guardia del corpo inquadrata di fronte guarda per un momento alla sua sinistra ed un momento dopo (minuto 1:21) fa un cenno alzando le sopracciglia. Come indizio può sembrare un po’ debole, ma va tenuto presente che nelle varie riprese quella guardia del corpo non ha manifestato alcun tic con le sopracciglia ed il cenno che compie si incastra perfettamente con la sequenza di segnali che vengono scambiati.

3.7 al minuto 1:37 la guardia del corpo che sta a sinistra di Berlusconi avanza con decisione per mettersi tra Berlusconi e le persone che egli aveva davanti creando un varco attraverso il quale Tartaglia potesse più agevolmente mirare a Berlusconi e lanciargli contro l’oggetto.

3.8 al minuto 1:42 il cameraman abbandona l’inquadratura di Berlusconi e un secondo dopo, mentre sta ruotando la telecamera, si scorge per un istante il braccio alzato di Tartaglia pronto a scagliare l’oggetto. In basso a sinistra si vede la guardia del corpo che se non avesse tenuto costantemente gli occhi abbassati (vedi punto 5.1) avrebbe visto benissimo il braccio che Tartaglia ha sollevato ed agitato per vari secondi prima di effettuare il lancio.

blank

3.9 al minuto 1:40 sembrano udirsi le parole: “DAGLI DENTRO!”, quattro secondi dopo si sente il rumore dell’oggetto lanciato da Tartaglia.

3.10 al minuto 1:44 si sente un rumore che sicuramente è provocato dell’oggetto lanciato da Tartaglia.

Esso è preceduto un istante prima da un altro rumore, molto più lieve (si riesce a distinguere solo ascoltando ad alto volume o in cuffia), che potrebbe essere stato prodotto dall’oggetto nel momento in cui colpisce Berlusconi, mentre il successivo rumore ben più forte potrebbe corrispondere all’impatto dell’oggetto con il suolo, cosa verosimile anche per il suo particolare timbro.

Questa ipotesi sarebbe coerente con quanto viene mostrato nel punto 5.2, dove si può osservare che l’oggetto colpisce Berlusconi solo di striscio e sembra proseguire la sua corsa mantenendo la velocità iniziale.
Un riscontro a questa ipotesi potrebbe essere agevolmente trovato con dei calcoli basati sulla stima della velocità e della traiettoria dell’oggetto individuabili nel filmato indicato nel punto 5.2 (da esaminare ovviamente alla velocità reale, e non maggiorata come è stato trasmesso in televisione), sulla stima della distanza che l’oggetto può aver percorso dopo aver toccato Berlusconi e sulla durata dell’intervallo di tempo trascorso tra i due rumori.

Nell’ipotesi che il lievissimo rumore che precede quello che comunemente viene attribuito all’impatto dell’oggetto sul volto di Berlusconi, sia stato il reale rumore prodotto da quell’impatto, considerata anche l’elevata sensibilità del microfono che ha consentito di distinguere ogni parola precedentemente pronunciata da Berlusconi, ne scaturirebbe che il colpo subìto al volto da Berlusconi è stato molto più lieve di quanto si ritenga, certamente non tale da provocare i danni dichiarati dal medico di Berlusconi e indicati nel referto medico (vedi punto 7).

3.11 continuando a riflettere su ciò che viene udito intorno al minuto 1:44, cioè nel momento dell’aggressione, è sorprendente notare che, sebbene il microfono utilizzato per quella ripresa avesse una sensibilità tale far distinguere ogni parola pronunciata da Berlusconi, non si riesce a sentire nemmeno un piccolo grido di dolore emesso da parte sua, cosa che sarebbe stata del tutto naturale date le significative lesioni che avrebbe riportato (vedi punto 7), nè si riesce a sentire il più lieve suono emesso da Berlusconi riconducibile ad un sussulto di sorpresa.

3.12 al minuto 3:46 il volto di Berlusconi appare sfumato come se le immagini fossero state manomesse e proprio al centro compare una fascia nera che apparentemente sembra essere l’ombra dello specchietto retrovisore dell’auto. In realtà la vera ombra dello specchietto retrovisore è quella che appare sul volto dell’autista e va in tutt’altra direzione, come è dimostrato al minuto 3:53 dove l’unica ombra dello specchietto è quella proiettata sul braccio della guardia del corpo giratasi in quel momento verso Berlusconi.

blank

3.13 al minuto 4:20 si vede chiaramente che il sangue sul volto di Berlusconi si presenta in forme di gocce raggrumate di colore rosso scuro, ed è veramente inspiegabile che in meno di un minuto si sia potuto coagulare il sangue fuoriuscito da ferite che perdipiù sono state descritte essere di una certa entità.

4)

documento:

La sequenza mostrata in questo video prosegue quanto si vede nel video presentato al punto 2 e ne sviluppa gli indizi, offrendo la possibilità di valutare appieno il comportamento che ha avuto La Russa nei secondi che hanno preceduto e seguito l’aggressione a Berlusconi.

4.1 al minuto 0:06 si vede il braccio di Tartaglia che effettua il lancio dell’oggetto e La Russa che sta distante e di spalle.

blank

4.2 al minuto 0:09 si vede La Russa che con la mano da il segnale di stop al cameraman che ha di fronte, che qui non è visibile, ma è sicuramente il cameraman che fa la ripresa del punto 2.

4.3 al minuto 0:11 La Russa picchia ripetutamente con la mano sul tetto dell’auto e parla all’autista forse preannunciando l’imminente arrivo di Berlusconi.

In questo fotogramma si nota che tutte le persone sono rivolte verso il punto dove è avvenuta l’aggressione, tranne La Russa, che comunque, come indicato nel punto 4.1 non ha visto l’accaduto nè si è ancora voltato a guardare cosa stesse accadendo.

blank

4.4 nonostante il notevole trambusto che si è scatenato subito dopo l’aggressione La Russa non si è girato un solo momento per guardare cosa stesse accadendo intorno a lui.

Incredibilmente al minuto 0:15, cioè ben nove secondi dopo l’aggressione, mentre tutti guardano verso Berlusconi che viene portato nell’auto in mezzo ad una gran concitazione, si può vedere il nostro Ministro della Difesa che continua ad allontanarsi con indifferenza, come se non esistesse una situazione di pericolo tale da richiedere il suo intervento. In definitiva guardando quelle immagini si ha la netta sensazione che tutto ciò che stava accadendo fosse stato perfettamente previsto da La Russa.

5)

documento:

Questo video contiene il filmato girato dal cameraman che stava giusto accanto a Tartaglia e riprende il volto di Berlusconi nel momento in cui viene colpito dall’oggetto. Nel video viene dimostrato che tale filmato è stato manipolato per farlo vedere in modo velocizzato, probabilmente per non consentire di rilevare alcuni particolari poco convincenti e per rendere più drammatica la situazione.

5.1 al minuto 0:25 si vede la guardia del corpo a destra di Berlusconi che tiene costantemente gli occhi abbassati, mentre, come si può vedere nel punto 3.8, se li avesse alzati avrebbe potuto vedere benissimo il braccio di Tartaglia che sventola per diversi secondi mentre cerca di prendere la mira.

blank

5.2 nel minuto 0:28, si vede l’oggetto colpire il volto di Berlusconi, ma l’impatto sembra avvenire solo di striscio e senza particolare violenza, visto che la testa non arretra di un solo centimetro, come è stato indicato anche nel punto 1.2.

Inoltre la traiettoria e la velocità dell’oggetto risultano quasi invariate dopo l’impatto. Un oggetto di massa limitata per fratturare il naso avrebbe dovuto cambiare notevolmente direzione e velocità, dissipando nell’impatto quasi tutta la sua quantità di moto. Risulta quindi poco credibile l’affermazione del medico personale di Berlusconi (vedi punto 7) ed il referto medico redatto il giorno successivo in cui si parla di frattura del setto nasale.

5.3 nel minuto 0:30, immediatamente dopo che Berlusconi è stato colpito, sembrerebbe solo di striscio, dall’oggetto lanciato da Tartaglia, è possibile vedere, anche se solo per una frazione di secondo, il volto di Berlusconi che non riporta alcun evidente segno di danno.

blank

5.4 sempre in questo video viene dimostrato che il filmato presentato nel punto 2 risulta aver subìto un taglio che non consente di valutare quanto tempo Berlusconi sia rimasto nell’auto e che tipo di interventi abbia ricevuto dalle guardie del corpo. Il taglio è evidente confrontando la posizione della guardia del corpo in auto che cambia, insieme al tipo di inquadratura nel minuto 1:44.

Ovviamente queste manipolazioni dei video, così come quella indicata del punto 3.12, avvalorano la tesi che l’aggressione sia stata simulata.

blank

6)

documento:

Questo video evidenzia che l’oggetto colpisce la parte esterna della guancia di Berlusconi e per le sue limitate dimensioni non può aver colpito anche il naso.

7)

documento:

Questo video indaga sullo strano comportamento di tre personaggi entrati in scena immediatamente dopo il lancio di Tartaglia, e che verosimilmente si sono coordinati tra loro per recuperare l’oggetto lanciato contro Berlusconi, avvalorando l’ipotesi che tale oggetto fosse di materiale poco aggressivo per un corpo contundente, ad esempio di sughero o di gomma, e quindi doveva assolutamente sparire per non disvelare che l’aggressione era una montatura.
D’altra parte non si ha notizia che il modellino del duomo lanciato da Tartaglia sia stato recuperato ed esaminato dagli inquirenti.

7.1 al minuto 0:39 si vede un tizio che si allontana di corsa dopo dieci secondi dall’aggressione e con tutta probabilità ha tra le mani l’oggetto che Tartaglia ha lanciato contro Berlusconi.

8)

documenti:

Il video A contiene un’intervista del 13-12-2009 al Dott. Zangrillo, medico personale di Berlusconi, che in merito alle condizioni del suo paziente dichiara:

  1. trauma contusivo importante del massiccio facciale
  2. lesione labbro superiore sia interno che esterno
  3. frattura setto nasale
  4. sanguinamento copiosissimo tale da aver riempito la camicia
  5. sutura effettuata sul labbro inferiore
  • le dichiarazioni n.1 e n.5 sono incoerenti tra loro
  • la dichiarazione n.4 non è coerente con quanto si può osservare nel punto 3.13, dove Berlusconi, dopo appena un minuto dall’aggressione, mostra un volto sporco di sangue raggrumato e senza alcuna emorragia in corso (vedi punto 3.13), né è coerente con l’aspetto della sua camicia, rimasta immacolata fino al momento della dipartita, come risulta dalla sottostante foto di Berlusconi dopo il rientro in auto
  • le dichiarazioni n.2 e n.5 non sono coerenti con la foto del 28-12-2009 (vedi punto 5) in cui Berlusconi non presenta la minima cicatrice o tumefazione sulle labbra
  • la dichiarazione n.3 non è coerente con l’aspetto del naso di Berlusconi nella foto sottostante in cui si nota l’assenza di echimosi intorno al naso e di sangue vicino le narici, producendosi, di norma, una immediata e copiosa epistassi in caso di frattura del setto nasale che difficilmente si arresta senza specifici interventi. Per le considerazioni sviluppate nel punto 5.2 risulta inoltre molto improbabile che il setto nasale di Berlusconi possa essersi fratturato in quelle circostanze
  • nella conferenza stampa del 14-12-2009 tenuta dallo stesso Zangrillo per comunicare il bollettino medico di Berlusconi (video B) le dichiarazioni n.2 e n.5 non trovano riscontro

Ovviamente le contraddizioni in cui cade il medico personale di Berlusconi non sono direttamente collegate all’ipotesi che l’aggressione sia una montatura, tuttavia il fatto che egli abbia cercato di ingigantirne gli effetti, addirittura violando il suo codice deontologico, fa ritenere che gli sia stato dato il preciso obiettivo di contribuire a suscitare nell’opinione pubblica la massima emozione possibile sull’accaduto.

Ipotesi di questo tipo vengono comunemente accolte anche da molte persone che non riuscirebbero mai ad immaginarsi l’esistenza di una montatura dietro l’aggressione a Berlusconi, ma tuttavia attribuiscono determinati comportamenti successivamente messi in atto, ad un opportunismo politico finalizzato alla risalita del consenso verso Berlusconi ed il PDL sull’onda emotiva suscitata da quell’aggressione. Questi ragionamenti presuppongono che ci sia stata un’incredibile capacità di focalizzare ed organizzare nel giro di pochissimo tempo una strumentalizzare dell’aggressione a cui hanno partecipato a vario titolo di una moltitudine di soggetti, a partire da La Russa che in alcune interviste rilasciate quella sera stessa si è addirittura proposto come testimone oculare dell’aggressione pur non avendo visto un bel niente (vedi punto 2.1), proseguendo con le interessanti dichiarazioni ed i referti del medico personale di Berlusconi, e continuando ovviamente con le iniziative dei tiratori scelti della politica e dell’informazione che hanno fatto tutto il resto del lavoro.

Tutto ciò non può che testimoniare una spregiudicatezza, che, vista sullo sfondo della drammaticità di quella aggressione, non sarebbe maggiormente plausibile di quella necessaria per organizzare anche l’evento iniziale, ovvero l’aggressione a Berlusconi, ovviamente in forma simulata.

blank

9)

In queste foto si può confrontare la posizione delle bende quando Berlusconi è uscito dall’ospedale tre giorni dopo l’aggressione, con la posizione della ferita che presentava sotto l’occhio.

Quella che sembrava essere la ferita più grave riportata da Berlusconi, quasi non viene nemmeno coperta dalle bende.

10)

In questa immagine di Berlusconi immediatamente dopo l’aggressione non appare alcuna ferita sulla guancia sinistra.

blank

Questa foto ritrae Berlusconi ad Arcore il 28-12-2009 che festeggia il compleanno della deputata Biancofiore.

Non si riesce a comprendere quale ferita ci sia sotto il grosso cerotto che copre la guancia sinistra.

11)

Queste foto sono state scattate il 7-1-2010 in Costa Azzurra a Mougins, dove Berlusconi si mostra per la prima volta in pubblico senza bende.

Incredibilmente sul volto che era stato colpito violentemente meno di un mese prima non si scorge alcun segno residuo delle ferite.

blank

Un possibile movente

       Una raccolta di indizi così copiosa impone anche una riflessione su quello che potrebbe essere il movente di un’azione così eclatante, qual è l’organizzazione di una montatura dell’aggressione a Berlusconi, quanto rischiosa nel caso che gli avversari politici o chi per loro l’avessero scoperta.

Quindi l’unico movente sensatamente ipotizzabile deve necessariamente sottrarsi a questa valutazione rischi/benefici, ed in qualche modo deve essere compatibile con gli interessi dell’opposizione.

Riflettiamo un po’ insieme. Come conseguenza dell’aggressione a Berlusconi si è ristabilito un clima politico di distensione, che ha posto fine ad un perdurante clima d’odio la cui negatività è stata provata dal modo con cui esse può influenzare un soggetto psicolabile. Ma senza questo ritrovato clima di distensione, come avrebbe potuto Berlusconi confermare il 5 gennaio 2010 il segreto di Stato per fermare l’ indagine sui rapporti tra Marco Mancini ex n.3 del SISMI con Telecom Italia senza che questo atto provocasse l’immediata e forte reazione di quella parte della società civile e del mondo politico che non è più disposta ad accettare un’Italia che si trascina nella totale menzogna con cui si conservano i privilegi di una minuscola parte della popolazione a danno della rimanente parte ?

Conclusioni

       Se avete avuto la curiosità e la pazienza di leggere e verificare gli elementi descritti in questo documento, vi chiedo di segnalarlo al maggior numero possibile di amici, affinché abbiano l’opportunità di leggerlo e farsi una propria idea di quello che potrebbe essere realmente accaduto la sera del 13 dicembre 2009 in piazza del Duomo a Milano.

Se minimamente esiste la probabilità che l’aggressione a Silvio Berlusconi sia stata una montatura e che conseguentemente ci troviamo come cittadini italiani al centro di un tentativo di manipolazione dell’opinione e delle coscienze che non ha precedenti nella storia della nostra Repubblica, diventa indispensabile consentire a tutti di rivedere quell’evento con una diversa chiave di lettura, e di utilizzarla con l’ausilio della propria ragione per capire quale sia lo scenario più plausibile ovvero quali urgenti chiarimenti si debbano chiedere alle istituzioni e alla classe politica che guidano o pilotano il Paese.

       Concludo dicendo che questo documento è stato realizzato con il solo scopo di favorire uno scambio di opinioni il più allargato possibile, cosa che ritengo sia sempre positiva, e pertanto invito tutti coloro che pensano di voler esprimere la propria opinione, qualsiasi essa sia, a partecipare alla discussione aperta su Facebook, pregandoli però di farlo sempre con educazione e con rispetto di chi la pensa diversamente, anche perché il miglior modo per non farsi capire – e continuare tra l’altro a non capire nemmeno se stessi – è quello di aggredire e di offendere gli altri anziché argomentare su ciò che si pensa.

                     Diego Risi
13.12.2010

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
27 Commenti
vecchi
nuovi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
27
0
È il momento di condividere le tue opinionix
()
x