Rielezione von der Leyen: l’inizio della fine

La settimana è cominciata con l'attentato a Trump e il suo rafforzamento e la rielezione della von der Leyen. Quali saranno le conseguenze di questi due avvenimenti nel panorama prossimo futuro della politica mondiale (e in particolare italiana)?

Rielezione von der Leyen: l’inizio della fine

La settimana è cominciata con l'attentato a Trump e il suo rafforzamento in vista delle presidenziali di novembre, e la rielezione della von der Leyen. Quali saranno le conseguenze di questi due avvenimenti nel panorama prossimo futuro della politica mondiale (e in particolare italiana?)

C'è poco da stare allegri: la rielezione della von der Leyen, sostenuta mani e piedi da Verdi, ci lascia ipotizzare un futuro tragico per il nostro paese, con un ulteriore inasprimento delle famigerate politiche "green" e di controllo. La Meloni, coerentemente con le promesse elettorali, ha votato contro la sua elezione, affiancandosi al no convinto della Lega. Ma quale sarà il destino della premier qualora dovesse essere eletto, come tutti i sondaggi lasciano supporre, Donald Trump? L'allineamento a Biden di questi anni, bacini sul capino annessi, potrà passare in cavalleria? Le posizioni a favore dell'Ucraina, potranno essere ancora così nette? E, soprattutto, la salda volontà collaborativa con la von der Leyen, nettamente a favore di uno scontro con la Russia di Putin, potrebbe rappresentare un problema di posizionamento del nostro Paese, tra i due fuochi USA e UE?

Queste e altre le domande alle quali abbiamo tentato di dare una risposta nel corso di questa nuova puntata del Bar.

Buona visione!

Commenti (8)

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    1. Morganion 21 luglio 2024

      RIELEZIONE DI URSULA
      Al minuto 5:40 di questo video c'è Sassoli (morto due anni fa) che annuncia la prima elezione di von der linen non l'ultima rielezione... Secondo me sarebbe il caso di rettificare in qualche modo così non può andare...
      https://youtu.be/OsNm6rytEwo?feature=shared

    1. doutdes 21 luglio 2024

      Se Trump diventerà presidente e manterrà la promessa riguardo all’Ucraina, la UE e tutti i governi europei affiliati, si adegueranno senza indugi alla nuova politica, inclusa la maestrina di Bruxelles.
      Quindi non vi sarà alcun imbarazzo da parte del nostro governo nel posizionarsi tra UE e USA dal momento che l’istituzione europea, a partire dai suoi apparati burocratici, è totalmente funzionale alle esigenze di Washington.
      Semmai bisogna guardare a possibili conflitti istituzionali interni all’amministrazione americana che potrebbero derivare dall’elezione di Trump.
      Per coglierne la natura è sufficiente guardare alla assai sottovalutata dichiarazione di Trump circa i rapporti con l’Europa targata NATO in materia di difesa.
      Trump ha detto che se i paesi europei non pagheranno fino in fondo la quota di spettanza per le spese militari, non saranno più difesi dagli USA (che sarebbe per gli Europei una fortuna non esistendo alcuna minaccia esterna).

      Dichiarazioni tipiche di un uomo d’affari, ma non di un Imperatore.

      Ai guardiani dell’impero annidati ovunque negli apparati USA non frega un accidente delle inadempienze finanziarie dei sudditi europei. Importa solo che essi agiscano sempre e comunque a protezione degli interessi americani, economici e militari.
      E se ciò avviene in permanenza di un debito nei confronti del Tesoro USA, meglio ancora, perché se si estingue un debito potrebbe finire la servitù.

      Stabilito quindi che l’Europa farà ciò che gli viene ordinato rimane da capire se anche Trump farà ciò che gli viene ordinato e cioè comportarsi da Imperatore.
      La nomina di Vance a vice (senatore eletto con i finanziamenti della lobby ebraica) sembra suggerire un compromesso strategico nella politica estera: il dirottamento delle attenzioni belliche dall’Ucraina all’Iran.
      Potrebbe essere e potrebbe bastare al cosiddetto Deep State.
      Altrimenti bisognerà trovare un altro Crooks da manovrare da remoto.

    1. mago 21 luglio 2024

      Non tutti i mali vengono per nuocere...vecchio adagio.

    2. ric 21 luglio 2024

      speriamo in bene.....

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      https://www.maurizioblondet.it/quel-che-ce-di-buono-in-vance/

    3. mago 21 luglio 2024

      Caro Ric facciamo come le canne esili che si piegano ad ogni vento ma non si spezzano per il momento e solo quello che possiamo fare,magari un giorno verranno a prenderci a casa.

    1. BrunoWald 21 luglio 2024

      La signora Giorgia non si è allineata a Biden, ma alla potenza occupante. Come tutti i pdc prima di lei, tranne quelli che avendo uno spessore personale hanno tentato di fare il loro gioco (Moro, Andreotti, Craxi, Berlusconi) e sono finiti male, in un modo o nell'altro. Trump queste cose le sa benissimo, per cui nel caso della Meloni dubito che mediterebbe delle rappresaglie. Da un burattino nessuno s'aspetta volontà propria.

    1. absitiniuriaverbis 21 luglio 2024

      Il titolo che mi sembra esprimere meglio la situazione sarebbe:

      Rielezione della von der Leyen: La fine dell'inizio.

      Secondo i guerrafondai votati da nessuno tutto continua come prima, se non più di prima.
      C'è da augurarsi che i soldi finiscano e che chi li stampa gratis dal nulla trovi fonti di reddito meglio redditizie.
      Pero', se il karma si desse una mossa...

    1. Seik Eloth 20 luglio 2024

      Adesso "più europa!" non va più bene agli zombies?!

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