Ricominciata la scuola tra problemi vecchi e nuovi

Precariato, strutture fatiscenti e classi sovraffollate erano un problema già prima del Covid

5 milioni di studenti sono tornati in classe ieri, dopo un mese di polemiche e di annunci rassicuranti da parte del ministero dell’istruzione.

Conte ha commentato di essere “soddisfatto” che “le attività scolastiche  sono riprese in modo ordinato”

La scuola ha riaperto in 12 regioni, con meno ore di lezioni rispetto agli anni passati, entrate e uscite scaglionate, classi divise tra chi presenzia in aula e chi lo fa online. Qualcuno alternetà casa e scuola fino a dicembre. Altre scuole si sono organizzate in spazi esterni: teatri, cinema, tende, moduli prefabbricati. Pochi giorni, poi elezioni in 7 regioni e referndum in tutto il paese. Sembra più una prova per capire quanto fosse drammatica la situaizione. Solo insegnanti e famiglie ne hanno un’idea al momento.

Il ministro Azzolina ha parlato del problema di chi non ha strutture adeguate, si tratterebbe di circa 50mila studenti che non avranno spazi adeguati per il distanziamento sociale e dovranno portare la mascherina durante le lezioni, finchè non si troverà una soluzione.

Lamentavamo le strutture fatiscenti di molte scuole italiani già prima dell’emergenza covid. Ieri un ragazzo di una scuola di Sansepolcro è stato trasportato all’ospedale di Careggi a Firenze dopo che un lucernario gli è crollato addosso, causandogli traumi e fratture.

C’è sicuramente tensione, e le polemiche sulla deriva che queste decisioni incentrate sulla salute siano oltre la sopportazione di ragazzi e famiglie, oltre alla difficoltà di gestione da parte del personale. Oltre alle regole sul distanziamento, durante gli intervalli non sarà concesso uscire dalle aule e incontrare altri ragazzi.

a Lodi e nel resto della provincia dove, a diverse fermate di autobus e scuolabus, all’entrata e all’uscita dalle scuole, polizia e carabinieri hanno controllato il rispetto del distanziamento e l’obbligo delle mascherine. Facile che i genitori siano nervosi.

C’è poi il problema dell’organico: su 85 mila posti vacanti sono stati nominati appena 30 mila insegnanti.

Esempio perfetto di precarietà  sono i 70 mila “docenti e personale covid” licenziabili senza indennizzo, con giusta causa, in caso di nuovo lockdown.

Ancora più confusa la gestione degli insegnanti di sostegno. A Torrevecchia, a Roma, un bambino di 9 anni è stato rimandato a casa per mancanza dell’insegnante di sostegno.

I sindacati sono stati accusati di essersi comportati da sabotatori, ma qui la situazione sembra drammatica.

Conte è soddisfatto perchè il riento è avvenuto in modo ordinato. Qui basta l’ordine, la qualità dell’istruzione importa poco.