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RIBELLARSI E’ UN DIRITTO. COMINCIAMO ?

DI MAURIZIO BLONDET
rischiocalcolato.it

“Chi uccide il tiranno è lodato e merita un premio”

san Tommaso d’Aquino

“L’albero della libertà deve essere annaffiato di tanto in tanto dal sangue dei patrioti e dei tiranni. E’ il suo concime naturale”.

Thomas Jefferson

Signori, abbiamo dato come “diritto acquisito” la libertà dall’oppressione. Invece , si tratta di una conquista che si deve strappare agli oppressori, facendo loro paura. Ed anche peggio: Tommaso d’Aquino, un santo, non considera omicidio l’uccisione del tiranno. Oggi, i tiranni e oppressori sono numerosissimi e insaziabili del nostro denaro: sono i politici che abbiamo votato e i loro compari imbucati nel settore pubblico. con mezzi legali non è possibile cacciarli dal poteere, perchè costoro hanno “occupato” la legalità: si aumentano gli stipendi “per legge” (la votano loro), rigettano i tagli “per legge”, tormentano noi cittadini con la burocrazia, ci perseguitano chiamandoci evasori, ed è tutto legale. Noi cittadini, che li paghiamo, siamo sottoposti a soprusi, punizioni arbitrarie intollerabili.
Equitalia può bloccarci i conti correnti e le carte di credito, sequestrarci automezzi ed altri beni, senza nemmeno avvertirci: non esiste più il diritto di proprietà in Italia.  Le pubbliche  persecuzioni hanno portato al suicidio decine di imprendotori, e tutto “legalmente”.  La democrazia di fatto non esiste più: i nostri politici hanno ceduto la sovranità popolare che gli avevamo delegato,  all’eurocrazia di Bruxelles e alla Bce, entrambi organi non-eletti, fattidi individui coooptati non sappiamo come. E  alla fine hanno ceduto il loro “dovere” di governare ad un  gruppo di “tecnici” guidati da un presidente della Commissione Trilaterale e da banchieri, a loro volta agli ordini di uno speculatore di  Goldman Sachs, Mario Draghi, e di governi stranieri (Berlino).  Logica e giustizia voleva che i nostri politici, dopo aver così auto-certificato la loro nullità e inutilità, se ne tornassero a casa. Invece,  hanno mantenuto per sé una sola “sovranità”: quella di aumentarsi gli emolumenti a piacere, e di arraffare “contibuti elettorali” e “ai gruppi” che costano miliardi. Con voto unanime, quindi del tutto “legale”. 

Il supremo tempio del diritto, la Corte  Costituzionale,  come abbiamo visto, ha dichiarato incostituzionale il taglio degli stipendi loro (400-600 mila euro annui) e degli altri miliardari di stato.  La magistratura   gode di una totale impunità, e può commettere  gravissimi soprusi  contro la libertà dei cittadini. Ne elenco tre: intercettare chiunque in  qualunque momento, come il vecchio Kgb sovietico. Incarcerare preventivamente  innocenti  (Kgb). Scegliere come testimoni privilegiati dei criminali comprovati e già giudicati, i “pentiti” (definiti non a caso “collaboratori di giustizia”  e stipenditi: in pratica diventano funzionari ausiliari della  magistratura) dando loro la libertà di accusare calunniosamente gli avversari politici dei giudici,   senz a  obbligo di portare  prove oggettive. Basta la parola di criminali, meglio se pluriomicidi mafiosi. La parola di testimoni onesti, invece,  non vale nulla senza i “riscontri oggettivi”.

Quando la volontà del popolo s’è espressa con  inequivocabile  chiarezza e con  “referendum”,  dichiarando sua volontà di votare col sistema di voto maggioritario,  la responsabilità civile dei giudici, l’annullamento del finanziamento pubblico dei partiti –   tutto il sistema “democratico” e “legale”  s’è adoperato per calpestarla.  Non abbiamo il voto maggioritario, ma un proporzionale corretto, perchè  faceva comodo a loro. I magistrati non pagano i loro errori. I partiti, sappiamo come continuano ad arraffare impunemente.

Eppure  il referendum è il mezzo più legale e legittimo della volontà popolare, scritto nella Costituzione. Chi doveva farlo rispettare? Il presidente della repubblica, la Corte Costituzionale.   Non hanno fatto nulla.  LA volontà popolare espressa costituzionalmente è stata calpestata, e loro l’hanno lasciata calpestare. Perchè sono parte del potere occupante, del sistema di Dispotismo che si autonomina “democrazia”.

Ebbene: questo avviene perchè siamo stati troppo passivi.  Perchè a molti di noi faceva comodo, molti hannno ricevuto qualche beneficio d alla “legalità sequestrata”, la maggioranza per paura: questi oppressori, come tutti gli oppressori,  si sono anche accaparrati la forza pubblica ed esercitano la violenza contro di noi.   Molti cittadini, probabilmente, pensano sia “illegale” sbattere fuori ccon la forza questi mascalzoni.  E’ un  dovere.

C’era un articolo (art.50 secondo  comma) che lo dichiarava, nella bozza della nostra Costituzione: “Quando i poteri pubblici violino le libertà  fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino”. Questa frase fu proposta  dai democristiani, Dossetti e Moro, nel 1947.  Fu in seguito  cancellata perchè la guerra fredda infuriava, e si temeva desse un’arma in più al più potente partito comunista dell’Occidente (già allora  metà del nostro popolo, della libertà se ne fotteva: era pronta a darla a Mosca).  Ma ciò non significa che  la resistenza all’oppressione sia diventata illegale. Al contrario, è una conseguenza diretta della sovranità popolare: chi ha “occupato” i poteri pubblici e li gestisce in modo da violare i diritti fondamentali dei cittadini, deve essere  cacciato. Noi cittadini viviamo, ormai è chiaro, sotto occupazione.  Spogliati da un occupante,  che non ha il minimo interesse alla  prosperità comune, alla giustizia e all’equità.  Bisogna re-imparare a resistere. E’ dura,  saremo minoranza,  dovremo entrare in clandestinità, rischiamo il carcere (preventivo, ossia la tortura),  la persecuzione giudiziaria e fiscale. Ma se non ci ribelliamo, ci faranno sempre  eggio.

L’albero della libertà deve essere annaffiato di tanto in tanto  dal sangue dei patrioti e dei tiranni. E’ il suo concime naturale.

Maurizio Blondet
Fonte:/www.rischiocalcolato.it/
Link: http://www.rischiocalcolato.it/2012/10/ribellarsi-e-un-diritto-cominciamo-di-maurizio-blondet.html
13.10.2012

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    LA SITUAZIONE ATTUALE IMPONE A TUTTI GLI OPERAI COSCIENTI, ai rivoluzionari ,di combattere sia le teorie e le pratiche del capitalismo,ci aspettano tempi duri,ma vogliamo giocarci la partita,l,avversario e forte,ma non vogliamo rimanere negli spogliatoi,dobbiamo porci l,obiettivo del superamento del capitalismo, che trasuda decadenza da tutti i pori, …certo con chi ci sta….,lottare contro lo sfruttamento,per il pane,il lavoro,contro le guerre imperialiste,dichiarare apertamente che il nemico e in casa nostra,sono i padroni e i loro governi.basta con il riformismo,la storia ci insegna che solo distruggendo il sistema capitalista,le sue istituzioni,il suo esercito,il proletariato organizzato puo vincere ,e questa la sola guerra giusta della storia,che vale la pena di combattere.

  • Jor-el

    Blondet è un pericoloso estremista di centro.

  • segretius

    Sì, perchè ogni volta che fà la critica al sistema di estrema destra , fà l’esempio dei comunisti, tira in ballo il KGB, “gli italiani stavano dando la loro libertà, che non avevano, a Mosca”……. ma che cagate, in mezzo ad un articolo tutto condivisibile.

  • nuvolenelcielo

    E’ ora che la smetti con questa SPAM sugli operai. Qui non è un sito di operai, ci sono operai tanto come gente di tutte le categorie, il tuo passatismo ideologico ha certamente diritto di esistere ma renditi conto che sei fuori luogo oltre che fuori tempo, questo non è un sito di operai, la società non è divisa in non-operai e operai, scendi dal pero.

  • misunderestimated

    Certo, in linea di massima mi trovi d’accordo, ma ora ci troviamo di fronte a una classe operaia che, nel caso dei giovani, mica ha svolto il servizio militare, e le armi le ha giocate solo su CoD o MW3. Gente che prende l’iPhone con le mini-rate, o il Golf serie decimo-sesta con il mutuo. Il proletariato non è più tale perché, in un’europa castrata a tutti i livelli, la gioventù è costretta alla sterilità e a baloccarsi con le produzioni di schiavi cinesi.

  • eresiarca

    Oltretutto bisogna sloggiare le basi Usa e Nato… le “multinazionali”, le “istituzioni finanziarie sovranazionali”… la “casta” è ancora nulla!

  • massi

    Ma dove sono gli operai? Ti dico una cosa, di italiani operai ne sono rimasti veramente pochi.. mica siamo nel ’68 che erano tutti operai… le grandi fabbriche del passato non esistono più oppure sono in Cina e in India. Io sono operaio, i miei colleghi di lavoro sono per la maggior parte pakistani o nordafricani e ti assicuro che questa gente non ha la minima intenzione di fare la lotta al capitalismo perchè quel poco che hanno qui almeno è qualcosa mentre ai loro paesi non hanno niente.
    Se aspettiamo gli operai per la rivoluzione stiamo freschi.

  • siletti86

    Bravo!

  • Ercole

    mi pare che questo si sia frequentato da tanti riformisti infarciti di ideologia borghese,che chiacchierano a vuoto fanno pure gli offesi , sono pretestuosi ,pensano di avere la verita in tasca ,e criminalizzano il dissenso ,si e vero il capitalismo e cambiato,e diventato piu arrogante, ci sfrutta come 100 anni fa, ci paga come 100 anni fa,sta affamando il pianeta come 100 anni fa ,e ci sta portando in guerra come 100 anni fa ,perche mai devo chiudere gli occhi di fronte alla realta,ci sono tutte le condizioni di adoperarsi come 100 anni fa.con buna pace di tutti.

  • Primadellesabbie

    Esimio Blondet, mi faccia capire: a chi é rivolto il suo invito alla ribellione? Vede, quando i contadini di un Paese vicino al nostro bloccano efficacemente il porto di Sète questo può succedere perché quei contadini sono “orgogliosi” di essere contadini, sanno quali sono i loro interessi e li difendono. Lo stesso discorso vale per i pescatori, ecc. In quel Paese, come nella maggior parte d’Europa esiste ancora il “mondo” dei contadini, il “mondo” dei pescatori, ecc. Vuole che la porti a fare un giro e glieli faccia notare? Da noi qualsiasi mestiere é vissuto come una vergogna, i contadini non trovavano donne che li sposassero e appena presentatasi l’occasione hanno abbandonato i campi e sono andati in fabbrica (quando le capitasse di sorvolare il Veneto o la Lombardia guardi in basso: quei capannoni isolati in mezzo alla campagna sono le “stalle” dove, ad una certa ora dei “cittadini” andranno a mungere le mucche), gli artigiani si atteggiano a imprenditori, gli impiegati ad intellettuali. Chi vuole che si ribelli se l’unico denominatore comune é la coscienza di fare parte di una colossale finzione, di una miserevole recita, se nessuno ha il coraggio di essere se stesso? Risuscitasse, Verdi saprebbe efficacemente illustrare la situazione con una delle sue opere che pur hanno contribuito a questo sfacelo.

  • Ercole

    capisco che la verita, puo darti fastidio,ma non necessariamente d,evessere offensiva,il mio punto di vista e attualissimo,credo tra tra poco sarai tu a cadere dal pero insieme alla tua impalcatura borghese.

  • Giovina

    Non si deve sputare sui lavoratori.

    Su essi grava il peso piu’ grande.

    E niente niente e nessuno deve strumentalizzarli.

  • castigo

    certo, perché il PCI non era finanziato da una potenza straniera ostile, no no…..

  • Fedeledellacroce

    Usi un linguaggio arcaico e non adatto al mondo di oggi.
    Non hai capito che NATO, bankster e “tecnici” la stanno mettendo nel cu lo a tutti, non solo operai e proletari….ma poi lo hai analizzato il termine proletario? E’ assolutamente fuori tempo! La prole sarebbe una ricchezza oggi? Ma fammi il piacere….
    Comincio anche io a pensare che fai SPAM e sotto sotto il tifo per “i tiranni”.

  • segretius

    ostile lo dici tu. dimmi cos’ha mai fatto l’urrs a noi italiani? forse ha mangiato qualche bambino che tu conosci? quanta propaganda neomercantile schifosamente falsodemocratica ti sei bevuto insieme a tanti, troppi, altri?

  • segretius

    allora non ribelliamoci. contento?

  • Fedeledellacroce

    Sono d’accordo con quello che dici, la propaganda anticomunista era, ed é ancora, molto attiva.
    Ma non posso fare a meno di constatare che i paesi del blocco sovietico durante la guerra fredda non se la passavano poi tanto bene. E poi comunque hanno tutti intrapreso la strada del capitalismo, o meglio, hanno abbandonato il socialismo.
    Putin era tra i pezzi grossi del kgb, ed era a Roma quando c’é stato l’attentato al papa polacco.
    Intendiamoci, papi, vescovi e cardinali sono parte del sistema oligarchico, anzi, lo sono per eccellenza, e la loro eliminazione fisica dovrebbe essere vista come un lieto evento per il bene dell’umanitá.

  • nigel

    La diagnosi credo sia inconfutabile e condivisibile, il problema è “come” ribellarsi, anche perchè buona parte di chi andrà a votare vive, direttamente o indirettamente, di “politica”.
    Molti (forse più del 40%) diserteranno i seggi, rinserrati in casa a masticarsi il fegato, lasciando campo libero ai clientes di vario ordine e grado.
    Bruno Tinti (Toghe rotte, Adelphi) e’ convinto che il cambiamento (non necessariamente cruento ) si realizzarà quando la crisi andrà intaccare i privilegi di coloro che, per il momento, hanno scaricato il peso della stessa crisi su altri.

  • geopardy

    Non credo fosse un incitamento a non ribellarsi, bensì al come ribellarsi e su quale soggetto politico-economico identitario.

    Non è da sottovalutare quello che scrive, perchè la difficoltà sta proprio in questo, che impedisce un’azione progettuale ben definita da parte della maggioranza del popolo.

    Il marxismo, ad esempio, identificava una classe definita operaia e su questa base sono avvenute le varie rivoluzioni ad esso connesse.

    Il soggetto oggi, secondo me, scremato da qualsiasi mia personale convinzione ideologica, ritorna quello della tanto criticata rivoluzione francese, la quale, aldilà di qualsiasi interpretazione postuma, aveva alla base la sovranità del popolo in generale, quellla sovranità oggi più che mai disattesa dall’attuale sistema e di cui ne stiamo pagando le conseguenze.

    Ciò che riporta Primadellesabbie, però, è molto limitante e mirato, non coinvolgerebbe la società per intero, ma settorialmente, potremmo parlare di rivolte non di rivoluzioni.

    Oggi la prima cosa che serve è la riappropriazione del proprio destino da parte della gente, poi, bisognerà riconsiderare il sistema.

    Geo

  • AlbertoConti

    “Il supremo tempio del diritto, la Corte Costituzionale, come abbiamo visto, ha dichiarato incostituzionale il taglio degli stipendi loro (400-600 mila euro annui) e degli altri miliardari di stato.” Motivazione: si creerebbe una disparità legislativa tra settore pubblico e privato. La si può interpretare come un invito alla politica a limitare anche gli emolumenti del settore privato, oppure dimostrare a tutti che non ne ha la forza, la volontà, l’interesse, l’autorità. Chi è più nemico dei lavoratori precari e sottopagati? Un giudice che guadagna troppo da statale o un manager privato che delocalizza e porta la residenza fiscale in Svizzera? (ogni riferimento non è per niente casuale). La risposta corretta comunque è che entrambe le categorie, pubblica e privata, dagli stipendi d’oro devono lasciarsi dare una regolata, altrimenti scorrerà il sangue, è inutile far finta che non finirà così. E tempo di separare e distinguere la legalità dalla legittimità, anche questo è ormai troppo evidente.

  • mendi

    La storia insegna che mai niente è cambiato “democraticamente”, ma sempre e solo con sangue e violenza.

  • AlbertoConti

    E comunque invito il pur ottimo Blondet a non cedere al facile populismo sull’onda di una tangentopoli2, quanto piuttosto di aprire gli occhi su cosa vuol nascondere questo polverone, come e peggio di tangentopoli1. Se non fasse chiaro parlo di scasso con furto, il primo operato dal sabotatore Monti e il secondo ormai “obbligato” e “metabolizzato” da questa classe dirigente di m…a, politica, amministrativa, (im)prenditoriale.

  • Onilut

    Anzitutto la propria armonia. Dopo un bel respiro. La sciabola. E la testa del tiranno riversa sul vassoio mentre si sgrana una preghiera. La sua lingua è il boccone del prete. Manda giù, e ringrazia il padreterno…

  • cardisem

    Ho letto l’articolo di Blondet e lo condivido in pieno nello spirito e nella lettera, senza fare le pulci a qualche virgola, come mi pare facciano una serie di commenti… Io la mia idea della forma della “ribellione” adeguata all’anno 2012 con il 2013 alle porte me la sono fatta, ma non trovo neppure un cane che almeno mi dica che è una sciocchezza. Non si tratta chiaramente di una “ribellione” come quella che abbiamo visto fare in Libia e ora in Siria e che consiste una una sobillazione dall’esterno per far cadere un governo, legittimato dal suo popolo, ma non dalla finanza internazionale e da Usrael… No! A noi le armi e lo “stipendio” per fare la “ribellione” non lo danno nessuno. E dunque? Quale la formula? Se si occupa una “fabbrica”, vi è qualcuno che protesta e vi si oppone, ma poi oggi cosa significa “occupare una fabbrica”? Non era già fallito nel settembre 1920 un intero mese di “occupazione delle fabbriche”? Giolitti non era riuscito a prendere in giro gli “operai”, lasciando che si sfogassero per un mese? Ma qui vi è ancora qualcuno che ragiona con la categoria degli “operai”, e per fortuna qualcuno che gli risponde che di “operai” non ce ne sono più, ed addirittura uno dei pochi “operai” (italiani) rimasti, il quale spiega che i suoi “compagni” sono tutti pakistani e stranieri i quali non pensano affatto a fare la “ribellione” per contestare il “capitalismo”, come se questo si lasciasse contestare così facilmente… Ed allora? Io vedo la “ribellione” come “rivoluzione” ossia come un “processo” lungo e consapevole per mutare radicalmente i fondamenti del sistema. E come fare? Qui ognuno che si alza non solo dice la sua, ma ci mette poi un particolare gusto nel dire che quello che dicono gli altri sono… emerite cazzate! Ed insistono, e si arrabbiano, e si indignano. Gli altri, tutti idioti, non capiscono quello che invece lui capisce… Ebbene, non credo che per questa strada si vada oltre qualche rissa da osteria… Come la vedo io? Intanto, non mi sogno di dire che gli altri dicano cazzate, qualsiasi cosa dicano. Ed io stesso non ho la formula magica, ma sono rimasto affascinato dal vedere in Londra, nel cuore della City, la piazza St. Paul occupato in permanenza giorno e notte, con gente che dormiva nelle tende… In altre tende si discuteva sul COME FARE per riappropriarsi della propria sovranità e nel fare le nuove regole costituzionale, nel fissare i principi sulla specie e la forma di esistenza politica che si vuole avere… E badate: la “piazza” non è la fabbrica, non è il teatro, non è un qualcosa la cui “occupazione” può comportare la protesta di un “controinteressato”, la “piazza” è fin dall’antica Grecia il luogo dove il popolo si riunisce per esercitare la sua sovranità… Perfino a una riunione del Movimento Cinque Stelle, dove ho provato a lanciare l’idea, non mi hanno dato retta o almeno non hanno raccolto la proposta e non l’hanno discussa. Da noi quale è la FORMA prevalente della “ribellione”? Ma la classica manifestazione, il corteo con striscioni, dalle 15 alle 18 di un fine settimana, magari per fare un poco di turismo politico, se trovi un sindacato che ti offre gratis il viaggio in pulman… Un corteo che termina sotto il balcone di un Palazzo del Potere, dove qualcuno viene democraticamente invitato per “esporre” le proteste non del “popolo”, ma dei “manifestanti”… E qui ne potrei raccontare di belle, ma mi fermo se no uno non legge e vado a dire perché OCCUPARE LE PIAZZE è a mio avviso la via necessaria. Tutte le idee (le “cazzate”) che abbiamo sentito, anche qui, sotto la tenda devono necessariamente confrontarsi fra di loro e tutte con la realtà e con i problemi reali. Se questo avviene in ogni piazza d’Italia, per tutto il tempo che è necessario per ottenere chiarezza ed assumere decisioni, allora io penso che siamo sulla strada giusta… Dove poi condurrà questa strada io non so, ma se pretendete che ve lo dica… ebbene, non fatemi dire una parolaccia.

  • AlbertoConti

    Nell’antica Grecia non avevano la TV (beati loro!). Comunque quando la piazza cerca la verità, ben che vada si ferma sempre ad un certo livello. E’ già molto se in qualche modo si riesce a far notare il livello superiore, prima che i soliti noti, che invece lo vedono benissimo, ne aprofittino per sfoderare il loro solito cetriolone (come in questo caso di tangentopoli2). Penso alle prime piazze degli “indignados”. Al solito m’ero fatto qualche illusione, poi sappiamo come è andata. Del resto il livello dello scontro attuale è basso e miope, e potrebbe solo trovare risposte basse e miopi, comunque risolutive nell’immediato, che è poi il tempo che più preme a un condannato. Il miglior augurio che possiamo farci è che tutto ciò diventi una fabbrica di coscienza.

  • Aironeblu

    Questo di Blondet è un articolo che certo non si può non condividere, ma che in sostanza ha scoperto l’acqua calda. Penso che bene o male ci siano già decine di milioni di italiani che della nostra criminale classe dirigente farebbero volentieri un bel rogo: ma la questione non è se sia legittima o meno una rivolta popolare in difesa dei propri diritti e libertà violati, su questo siamo tutti d’accordo, bensì come, quando e dove iniziare questa rivolta.

    Facciamo partire Blondet insieme a @Ercole armati di clava verso Palazzo Chigi?

    A parte la fiacchezza politica e sociale in cui versa il nostro popolo intorpidito, qualsiasi iniziativa di rivolta è già stata preventivamente e accuratamente inibita dal sistema di potere, con la frammentazione individualista della nostra società, dove si vive sempre più in funzione dei propri piccoli interessi personali, possibilmente in antagonismo con chi ci sta vicino. Ormai la frammentazione sociale ha raggiunto uno stadio troppo avanzato per pensare a delle rivolte. Chi mai oggi in Italia userebbe le sue forze e le sue risorse rischiando la propria vita per il bene comune?

    La sola cosa che resta da fare è piuttosto un costante sforzo informativo per svelare gli inganni con cui la nostra società viene manipolata e derubata, fino a una presa di coscienza diffusa che seguendo un via più pacifica, ma certamente più efficace, sappia opporsi con iniziative di boicottaggio e disobbedienza ai dettami del sistema. Ricordiamoci sempre che noi siamo in milioni e milioni, e per far saltare tutta la macchina, basterebbe semplicemente NON FARE quello che ci chiedono.

  • segretius

    L’ attacco al tentativo di comunismo dell’urss è durato settant’anni.
    Alla fine ha prevalso il martello sporcodemocratico della propaganda che ha fatto spendere all’occidente più di quanto la russia abbia speso in armamenti. I risultati per aver seguito questa via sono talmente evidenti che incredibilmente non sono visibili a nessuno. Se si parla di eliminazione fisica non sono certo papi e cardinali che dovremmo mirare, ma noi stessi, per avere permesso i loro delitti, i privilegi, assecondato la falsità del perdono cristiano (a senso unico) ed esserci asserviti a tali poteri senza muovere MAI un dito.
    Non credo che dietro l’attentato al papa ci fosse il Kgb (Putin , visto quel che è avvenuto dopo, per chi lavorava?); nel caso gli italiani e la storia chi avrebbero dovuto ringraziare? Nessuno, perchè come si dice muore un papa e NOI ne creiamo un altro………….

  • cardisem

    Vorrei spiegarmi meglio. Se si pianta una tenda in una piazza, che poi diventano tutte le piazze d’Italia, se il movimento si allarga a macchia d’olio e diventa chiaro il senso politico dello stare in piazza con la tenda, si tratta di dire a chiunque abbia solo un briciolo di senso ed intelligenza politica che è iniziato un processo costituente. Che si tratti di “processo costituente” deve essere ben chiaro fin dall’inizio. Quando dico occupazione delle piazze non intendo “protesta”, intendo un processo non violento di riappropriazione del potere da parte del popolo. Questo deve essere detto chiaramente fin dall’inizio e deve essere la PRIMA cosa di cui si diventa consapevoli. È lo stesso che dire rifiuto della delega e della rappresentanza politica. Prima ancora che nei fatti una rivoluzione politica occorre farla nelle teste, ma non nelle teste dei singoli che restano singoli, ma nella testa di un soggetto politico che si chiama “popolo” che per esistere deve essere evocato e deve acquistare coscienza di se. A mio modestissimo avviso, questo può avvenire solo in una piazza, un luogo fatto per stare, mentre la strada – il luogo del corteo – è fatta per passare e quel che passa non resta… Spero di aver reso meglio il concetto, ciò che penso, e che buon essere una strampalata di un’idea di un uomo che di primavere ne ha viste parecchie…

  • cardisem

    Scusami, ma io non trovo che abbia senso un atteggiamento snobistico verso la “fiacchezza etc.”, imputando al “popolo” la sua incapacità e la sua inerzia. Da un punto di vista politico, intendendo un “filosofo” o altre un “intellettuale” come l’«organo» di un popolo, dal momento in cui il “filosofo” diventa consapevole della situazione e di ciò che occorre fare, se “fiacchezza” vi è, questa è tutta nel “filosofo” o di chi pensa di saperne di più e di potersi erigere ad essere giudice e fustigatore del popolo… Se è la testa l’organo che dirige il movimento dei piedi e quelle delle braccia, è inutile aspettarsi dai piedi o dalle braccia che esse si muovano, se la testa non attiva i processi neurologici che presiedono al movimento di tutto il corpo… Io concordo con te – se è questo che vuoi dire – che la situazione del popolo o assai più modestamente della “gente”, dispersa e fottuta, non è per nulla confortante, ma non credo che serva granche incominciare con l’insultare (lesa maestà) il leone dormiente che si dovrebbe riuscire a far svegliare…

  • cardisem

    Ancora vorrei aggiungere che mi sembra ingenuo da parte tua una sorta di appello all’illuminismo. Io posso capire tutto quello che vuoi, ma se poi resto impotente ed incapace di porre rimedio ai mali che tu mi faresti capire, anche il mio sapere resta del tutto inutile ed è forse meglio non sapere… Il popolo che sa, diventa il popolo che agisce e decide… Un popolo che sa, ma che è incapace di decisione non è un popolo, ma al massimo una moltitudine di informati, magari dalla televisione del regime di turno…
    Quindi, la mia critica ed il mio consiglio: si incomincia male, insultando il “popolo” o trattandolo con sufficienza…
    Chiaramente per me il “popolo” non è la “gente”, gli “elettori”, questo o quel ceto sociale, non sono neppure i poveri afflitti dai ricchi. Cosa è? Qualcosa che ha a che fare con Dio, ma fatto calare o meglio che si rivela sulla terra… Sempre che ciò accada. Se non accade, siamo tutti orfani e perduti.

  • cardisem

    Altra osservazione, per completare il ragionamento. Mi sembra che siamo d’accordo sulla via della NON violenza, del resto l’unica che si può seguire. Non perché una violenza di popolo non avrebbe una sua piena legittimità, ma perchè nessuno ci dà le armi e queste le possiedono solo quelli che ci opprimono. La “gente” sarebbe falcidiata dalle armi di cui il regime soltanto dispone e fa uso. Su ciò su cui non sono d’accordo è il principio della disobbedienza, che è puramente negativo… Invece, io intendo una non violenza che è PROPOSITIVA: chiedo il potere che mi appartiene e che formalmente mi è riconosciuta. La sovranità non appartiene al popolo? Non lo dicono tutti? E come me la riprendo? Reclamandola in ogni piazza d’Italia, con un presidio permanente, fino a quando la rivoluzione non sarà stata dichiarata concluso ed il popolo potrà tornarsene nelle sue case.

  • castigo

    eh già, l’urss era il “paradiso dei lavoratori” e ci voleva tanto tanto bene.
    sei molto ridicolo sai, e pure un tantinino patetico.
    sono d’accordo sulla propaganda che entrambe gli schieramenti ci hanno propinato, ma da lì a dire che non era una nazione ostile……

  • Aironeblu

    Ciao Cardisem, apprezzo le tue osservazioni, con le quali peraltro concordo, poichè evidentemente non ci siamo ben capiti: io non mi ergo affatto a giudice del popolo, del quale mi sento parte, considerando il “popolo” al di là di ogni visione classista, come la comunità di persone in cui tutti viviamo (eccetto chi dal di sopra cerca di pilotare le nostre vite a suo favore). La mia (e di tutti i commentatori, pare) osservazione sulla fiacchezza sociale e politica della popolazione italiana, era riferita alla grande ingenuità dell’idea di organizzare una rivolta fisica contro i nostri governanti: per quanto meritino di essere cacciati a calci e ripagare tutto quanto hanno rubato e tutti i danni che hanno fatto, non saranno molti quelli disposti a mettersi in gioco rischiando pestaggi, condanne, confische, se non la vita stessa, per battersi al servizio della collettività.

    Tempo fa forse poteva accadere, ora siamo intorpiditi nel nostro fiacco materialismo individualista che è il più grande ostacolo ad un’azione di massa. Per una rivolta bisogna essere in tanti, e uniti. Purtroppo hanno saputo come dividerci e controllarci meglio.

    In ogni caso, se riesci a radunare grandi moltitudini di manifestanti nelle piazze a reclamare in seduta permanente la sacrosanta sovranità, volo subito a unirmi al gruppo! Ciao.

  • ProjectCivilization

    L’autore di questo articolo …a fatica riesce a liberarsi dal plagio subito , e a mettere a fuoco il concetto di ” legalita’ ” . La legalita’ consiste nel conciliare i potenti .
    Per arrivare a un mondo migliore , occorre anche trovare parole nuove , che esprimono concetti Democratici….e di Giustizia….
    e rottamare le vecchie parole dell’oppressione .

  • ProjectCivilization

    Mi piace la sua analisi , ma non la sua arrendevolezza .
    Cosa si fa ? Non basta denunciare il malgoverno .
    Occorre unirsi in un progetto sociale e Democratico .
    Basato su valori intelligenti .
    Cioe’ , non ci si deve piu’ accontentare di scrivere , ma lavorare concretamente ad una societa’ , che sfili il potere a questi fetenti .

  • ProjectCivilization

    Dice bene …ma non dice niente riguardo alla costruzione di una cultura nuova….

  • segretius

    Ripeto tira fuori cosa ci ha fatto l’URSS di male, argomenta invece di ridere. Nonostante il pci sia stato nella possibilita di governare democraticamente tutti anche i più convinti comunisti si sono cagati addosso credendo alla favola dei mangiatori di bambini. Loro trent’anni fa tu ancora oggi. Caga lacrime invece che ridere…..

  • Primadellesabbie

    Sarebbero auspicabili strutture sociali minime, città, piccole regioni dove tutti possano conoscersi. Per tante ragioni siamo alle prese con Stati abitati da decine di milioni di persone. É inimmaginabile un’organizzazione sociale priva di classi o caste o associazioni di mestiere, di professione o come si vogliano chiamare (le classi sono la possibilità peggiore) i cui rapporti di ogni genere dovrebbero essere oggetto di attenta e speciale valutazione e regolamentazione. = Credo che l’essenza della democrazia per l’Occidente, tenuto conto della sua storia, consista nella possibilità di muoversi da un gruppo all’altro avendone l’indole, le qualità ove necessarie, la disposizione ad accettare la relativa etica. Penso che una societá organizzata a questo modo sia in grado di esprimere una categoria di politici accettabile e con un campo d’azione limitato rispetto all’attuale, intollerabilmente intrusivo. Il fatto che queste divisioni esistano, ma quasi per caso; che i rapporti siano lasciati in larga misura alla disposizione dei singoli o di presuntuose e disomogenee associazioni determina il caos, diffidenza, malafede diffuse (le tante leggi pensate per fermare una potenziale ingiustizia che invece ne producono infinite altre sono un esempio di quello che intendo). Il non potersi muovere da un gruppo all’altro o il poterlo fare ma in base a criteri diversi da quelli che provo ad indicare sopra (opportune amicizie o uno dei tanti pasticci che ben conosciamo) accresce ulteriormente il caos e l’inaffidabilità dell’insieme. = Un altro aspetto essenziale della democrazia é senza ombra di dubbio una burocrazia di una semplicità assoluta: ove sembri necessaria qualche complicazione significa che l’organizzazione sociale sarà da correggere e non il contrario.

    In mancanza di condivisione su temi di questo genere, in prospettiva di qualsivoglia sistema di governo (dal comunismo a Peron) a cosa servirebbe una “ribellione”? In un secondo tempo, dopo essersi costruiti un “casa”, ci si potrà scontrare sui tanti e urgenti temi del mondo.

    Qualcuno, a causa di una gita a Londinium, propone ripetutamente l’occupazione di piazze con soggiorno in apposite tende da adibire a incubatrici di “democrazia dal basso” ove concepire una nuova…Costituzione. C’é nessuno tanto volenteroso da spiegargli pazientemente cosa succederebbe, a parte l’atmosfera creativa? Io mi sono già dilungato…

  • Primadellesabbie

    Puoi perdere la pazienza, non la calma!!!!

  • Jor-el

    “rottamare” è già una parola da rottamare…

  • cardisem

    Si, probabilmente non so curarmi dal vizio di leggere troppo rapidamente e pretendere di aver capito: me lo rimproverano in famiglia. Ed hanno ragione. Comunque, il dialogo serve proprio a questo: a capirsi. E concordo con te che è finito il tempo delle barricate. Bisogna trovare forme nuove nell’epoca della comunicazione globale ed istantantea… Io cercavo proprio di insistere sul valore simbolica e pratico al tempo stesso dell’idea della occupazione permanente delle piazze: se passa come un lampo (= comunicazione globale istantaneo) che “occupare la piazza” significa riappropriarsi della sovranità, credo che il gioco sia fatto… Ascolta questa, che però è solo una mia interpretazione: mi sono trovato a Londra in una manifestazione imponente… un corteo… Nello stesso tempo era occupata la piazza St. Paul, situato proprio nel cuore della city (il quartiere delle banche)… Il corteo avrebbe voluto dirigersi direttamente a piazza St. Paul e ricongiursi alla piazza occupata… Un grande valore simbolico e fattuale… La polizia lo ha impedito e per poco non si sono stati scontri… Io credo che il Potere abbia lui per primo capito il valore SIMBOLICO di questa destinazione del corte…
    Ciao!

  • Tanita

    Io trovo un paio di problemi di fondo nell’arringhia di Ercole.
    In primo luogo l’idea dello scontro frontale, a mio avviso suicidio. Ci massacrerebbero con un paio delle loro armi micidiali. Ci farebbero a pezzi prima ancora di suonare la carica.
    In secondo luogo penso che la cultura borghese é cosí naturalizzata in noi che mi domando cosa farebbero eventuali vincitori della guerra contro il Capitalismo. Mi sa che metterebbero su un’altro Capitalismo alla prima espressione del tipo “questo é mio”, cioé immediatamente.
    Forse la strada migliore non é andare alla battaglia col coltello fra i denti contro i droni equipaggiati con armi chimiche o atomiche; forse sarebbe meglio cominciare subito la nostra marcia verso il Socialismo, soccavando le fondamenta culturali del Capitalismo, mettendo in evidenza le falsitá, le ipocrisie del Potere, le sue menzogne, le sue drammatiche contraddizioni, la sua irrazionalitá. Svelandone i metodi, gli strumenti, i discorsi, la struttura. Insegnando ai ragazzini di cosa si tratta, costruendo dal basso l’alternativa. Facendo capire agli idioti utili fino a quale punto si stanno sparando nelle palle (pardon my french). Rendendoci conto di tutte le montature create per dividerci.
    Ci sono più corrotti e corruttori nel sistema di potere contemporaneo urbi et orbi che nella quinta bolgia dell’ottavo Cerchio dell’Inferno.
    Mi sa che dobbiamo cominciare a ricostruire il tessuto sociale con il senso di “io collettivo”, internalizzando ognuno di noi e poi con gli altri che in questo Sistema che ci sommerge nessuno potrá salvarsi da solo.
    In questo modo forse avremmo qualche possibilitá se prima non riescono a estiguere la razza umana poiché il mondo in cui viviamo é veramente un’eutanasia collettiva.

  • Kvas

    Pienamente d’accordo!
    Però poche chiacchiere, passa all’azione.

    Son tutti bravi a chiacchiere in ItalGLia ma nessuno fa nulla. Se non agite almeno fateci il favore di non romperci i c…..i con i vostri vuoti anatemi, ne abbiamo letteralmente le p…e piene

  • nigel

    In modo molto più forbito ed esaustivo Lei ha espresso il mio pensiero. Tutti vogliono ribellarsi, nessuno chiarisce COME

  • nigel

    QUALE AZIONE?

  • Kvas

    Non lo so, non sono io a lanciare anatemi di rivoluzione. Lui come pensa di fare??

  • RicBo

    si, me lo vedo proprio Blondet con una molotov in mano sulle barricate…
    questi appelli all’armiamoci e partite credevo avessero fatto il loro tempo..

  • antomicla

    alcune azioni efficaci:
    – nessuno paga più tasse, da domani. I commercialisti vengono pagati per NON presentare la dichiarazione dei redditi, come se le presentassero
    – un bilico de letame davanti ad ogni banca nel giorno stabilito; potrebbe essere il 1 novembre
    – tutti presentano una denuncia-querela contro le banche in cui hanno conti, mutui e leasing. Sappiate che il 90% dei conti correnti, mutui e leasing sono a usura. Costo dell’orpeazione: € 3.79
    – I Comuni vengono serenamente invasi, ed i mobii portati in strada. Basta burocrazia, ci distrugge
    …. altre idee?

  • geopardy

    Blondet si definisce un autentico cattolico, peccato che faccia confusione tra la benedizione e la Benit-azione.

    Ciao

    Geo

  • castigo

    segretius:

    Ripeto tira fuori cosa ci ha fatto l’URSS di male, argomenta invece di ridere.

    i finanziamenti al terrorismo, nazionale ed internazionale, per dirne una.
    che poi questo terrorismo sia stato funzionale anche alla nostra parte è palese, ma i soldi e le armi arrivavano da là.

    Nonostante il pci sia stato nella possibilita di governare democraticamente tutti anche i più convinti comunisti si sono cagati addosso credendo alla favola dei mangiatori di bambini.

    magari non credevano ai mangiatori di bambini, ma si rendevano conto che in uno stato come l’urss non si stava un gran ché bene….. per usare un eufemismo.
    ma sicuramente i gulag erano propaganda, come lo erano le code davanti ai negozi per i generi di prima necessità, i negozi del partito, i servizi segreti onnipotenti…. tutta propaganda, sì??

    Loro trent’anni fa tu ancora oggi.

    peccato si siano rivelati fatti, con tanto di testimoni e documenti ufficiali a corredo…. ma è tutta propaganda, sì??

    Caga lacrime invece che ridere…..

    tu invece dovresti cagare la merda che ti ottunde il cervello, insieme alla tua ideologia tragicamente fallita sulla pelle di milioni di persone.
    e buon viaggio, uomo falco 😉

  • cavalierenero

    cominciate a capire il valore e il significato del 2 emendamento?
    le rivoluzioni non si fanno a sputi.