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RESTIAMO UMANI ? APPELLO PER VIK

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Il punto interrogativo l’ho messo io, per dire una cosa cui tengo. Vik Arrigoni non l’aveva pensato bene quello slogan, e il suo fu un errore d’eccessiva generosità da una parte, e di un tocco di inconsapevolezza dall’altra. Troppo generoso nel pensare che di ‘umani’ come lui ce ne fossero abbastanza là fuori da meritare un appello popolare e popolarizzato. Non è così, purtroppo. Non lo è qui e non lo è in Palestina. Gli ‘umani’ si contano quasi sulle dita di una mano, ovunque. In secondo luogo, e a rafforzare il primo postulato, viene il fatto che chi è ‘umano’ non rischia certo di non rimanerlo.

Si nasce umani, non lo si diventa, per cui non vi è il pericolo che quella dote vada perduta, non occorre ricordare ad alcuno di restarlo, ‘umano’. Né un richiamo di quel genere potrà mai cambiar nulla nel resto dei cuori fermi e tristi, quando non neri, che arrancano là fuori. Non ho mai compreso perché Vik ripetesse quelle parole.

Ok, e da qui allora io mi rivolgo a quelle poche, sparute unità di cuori ‘umani’ che mi conoscono e che mi leggono, e vi chiedo di aderire alla campagna Stay Human, The Reading Project, che trovate qui www.restiamoumani.com. Ho controllato che dietro ad essa vi sia Vik davvero, e infatti la sua mamma, Egidia Beretta, mi ha personalmente scritto per rassicurarmi.

Facciamo girare l’umanità di Vik il più possibile, e non per convertire all’umanità più persone – no, questo, come ho detto, non può accadere – ma solo per morire meglio noi. Almeno io così m’illudo. E guardate che se questo veramente fosse il lascito di Vittorio Arrigoni, sarebbe qualcosa di non lontano dal divino.

Paolo Barnard
Fonte: http://paolobarnard.info/
Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=354
29.03.2012

Pubblicato da Davide

  • nuvolenelcielo

    “Umani si nasce e non si diventa, e gli umani si contano quasi sulle dita di una mano. E non possiamo convertire all’umanità più persone, ma solo morire meglio noi.”
    – Mi dissocio completamente da questo delirio elitario e totalitario che idealizza i pochi eletti e inneggia alla bella morte. Ovvero dal pensiero di Barnard. — Non conosco Vik, ma credo improbabile che queste parole di Barnard rappresentino il senso e lo spirito con cui nasce “Restiamo Umani”. (Infatti Barnard stesso lo dice, che non comprende perché Vik ripetesse quelle parole…) (E’ se è la sofferenza che porta Barnard a questo delirio da razza eletta, da umano più umano degli altri, non importa, non è una buona giustificazione).

  • Donnie

    Caro mio, hai capito benissimo.
    Come sempre, Barnard “detourna”.

  • Firenze137

    nuvoleincielo perchè senti il bisogno di dissociarti ? E sopratutto di scriverlo su CDC che notoriamente ha molti frequentatori. Vuoi forse “rassicurare” altri possibili “morituri” che non lo devono fare perchè alla fine delle sue “peripezie” Barnard ha perso il senno?.
    Guarda che non ce n’è bisogno. Io che mi posso definire uno che tira a campa’ invece che tirare le cuoia (andreotti), non ho la minima intenzione di “immolarmi”. Stai tranquilla/o

    Perchè il punto è un altro secondo me. Uso un’ espressione rozza ma che rende l’idea è quella che si una in toscana che dice “mettere un fiocco ad un maiale”. Ecco con tutto il rispetto per la morte di Vik e aggiungerei anche il sacrificio dei ferrovieri del binario 24 a Milano, vari scioperi della fame che non ricordo nemmeno quanti sono, e con grandissimo rispetto il sacrificio di quello che si è dato fuoco a BO. Ecco sono degli “inutili” fiocchi messi al maiale. Il Maiale è la massa dei cittadini italiani in letargo materiale e spirituale.

    Vi ricordate i “memorabili” scioperi della fame di Pannella ?. Ecco io li ricordo ancora oggi indipendentemente dal “movente” che li animava di cui all’epoca non me ne poteve frega’ de meno come dicono a Roma. Però lo sciopero della fame suscitava un’impressione forte in me poco più che adolescente, nella mia famiglia e nei parenti. In tutti senza distinzione se di destra o di sinistra.

    Si potrebbe dire oggi che all’epoca era una “novità”.. che oggi dopo tanti scioperi della fame negli anni e dopo tante cause ci abbiamo “fatto il callo”. Cioè ci siamo abituati. Ma come ci si può abituare es. ad uno che si da fuoco ?

    Vuol dire invece – secondo me- che nella mente si fa un ragionamento molto squallido, che sento risento tutti i giorni e che mi da la nausea: ” E che gli è servito a quello li fare lo sciopero della fame ?… Tanto quelli fanno come vogliono ” Che vuol dire questo ? Che alla fine di tutte le “peipezie” del poveretto/i noi scegliamo di dire/fare /encomiare/apprezzare/laudare ciò che è “conveniente” rispetto a ciò che è “giusto”

    E sul concetto di convenienza delle proiprie scelte ci sarebbe da scrivere un libro… ad es. scrivere su un blog come CDC molto letto.. cioè che ti offre molta visibilità – sapendo quindi di essere letti da una platea abbastanza numerosa – è facile capire che può essere “conveniente” (per il proprio io.. autostima.. vanagloria ecc.) fare il bastian contrario con Paolo B., il noto giornalista di Report. E quando ti capita un’occasione ghiotta come questa di poterti sfogare liberamente, anonimamente con un altro della sua levatura e competenza.

    Ecco perchè concludo dicendo che fare qualsiasi sacrificio personale che comporti perdere tempo, energie e soldi come una manifestazione, un presidio , un’iniziativa qualsiasi è – purtroppo per il manifestante – come mettere un fiocco ad un maiale a “loro” – la banda bassotti del malaffare nazionale e internazionale – ma sopratutto a noi cittadini che delle manifestazioni, presidi, scioperi , sciopero della fame e financo dell’atto estremo come il sacrificio della vita, non ce ne po’ fregà de meno ! “Tanto loro fanno come vogliono”..

  • nuvolenelcielo

    Io mi dissocio esattamente come mi sono associato a Barnard, quando scriveva e scrive articoli sul golpe finanziario. E ho dato il mio seppur piccolo contributo postando o linkando i suoi articoli. Non sono qui a cercare pubblicità, sono qui perché partecipo regolarmente al forum, e non perché Barnard è famoso o meno. Il resto che avevo da dire l’ho già detto. Questa cultura elitaria dei “più umani degli altri” è vergognosa e settaria, e questa idolatria strisciante della disperazione e del suicidio ben evidente in Barnard, è molto negativa. Molte persone leggono e partecipano a CDC non per tirarsi le martellate sulle palle o per dissanguarsi fino alla morte (come l’eroina di Barnard), ma hanno una visione più ottimistica della vita e del potenziale dell’uomo, e io sono una di quelle. Se permetti.

  • Firenze137

    Adesso capisco meglio che il tuo interesse è quello di essere ( alla fine scrivere su un blog trovo che sia aprirsi agli altri ) e non apparire. Del resto io non posso conoscere tutti quelli che scrivono su PB.

    La cosa che però vorrei ancora osservare su quello che scrivi è l’etichettatura “..questa idolatria strisciante della disperazione e del suicidio ben evidente in Barnard, è molto negativa” . Ecco è una definizione che non condivido perchè la trovo irrispettosa della scala di valori che ognuno ha dentro di se. Mariarca Terracciano si è fatta morire per protestare contro un diritto ripetutamente leso. Ricevere lo stipendio. E’ denigrabile fare una protesta che mette in pericolo la tua vita e purtroppo anche quella dei tuoi figli ?. Io trovo di no. E’ conveniente farlo ?. Assolutamente no, non è conveniente oggi per la storia del fiocco al maiale e quindi per ottundimento delle coscienze. Io non l’avrei fatto mai !. E’ da disprezzare colui che prova ammirazione per questo esempio di sacrificio estremo inteso a difendere un proprio diritto ? Io ripondo no, che non è disprezzabile perchè la vita di ognuno di noi è basata su dei principi che ciscuno di noi ha diritto di osservare o meno come meglio crede. E’ da disprezzre colui che – come Paolo B. ne parla, ne fa pubblicità contro l’interesse dei media “pilotati” di non parlarne ? Trovo proprio che lo deve fare.!.

    Quindi, ripeto, classificare l’azione di parlare di un valore come un diritto leso ed un sacrificio “idolatria strisciante della disperazione” lo trovo inopportuno ed irrispettoso, se non vogliamo che TUTTI uniformino i propri valori a quelli che noi riteniamo essere i più “meritevoli” oppure quelli che riteniamo riprovevoli perchè magari .. questa disperazione cozza con una visione della vita “positiva” ( quella di jovanotti.. sono positivo…percè son vivo ) di “damose una pacca sulla spalla “. Che non c’è niente di male . Perchè ripeto rispetto il senso della vita di tutti. Ma rimane il problema che viviamo – anche positivamente per qualcuno beninteso – una vita dove generalmente lesioni di diritti come quelli di Mariarca TErracciano sono quasi all’ordine del giorno e purtroppo anche i suicidi non resi noti. E se qualcuno come Paolo B. ce lo fa notare e cerca di renderlo visibile per “sensibilizzre” commette qualcosa da definire negativamente “idolatria della disperazione” ? Non condivido assolutamente.

  • viks83

    Articolo che finalmente condivido. Vik è stato davvero un esempio. I suoi articoli parlano molto di lui e della sua sensibilità e coraggio.

  • nuvolenelcielo

    Idolatria strisciante del suicidio. – “e della disperazione” mi è scappato, non è la parola adatta, chiedo scusa. Intendevo idolatria delle conseguenze più nefaste a cui porta la disperazione, ovvero l’autolesionismo martire, oppure il disprezzo degli altri in quanto “meno sensibili, irrecuperabili e non degni di essere altrettanto umani” – vedi quello che dice Barnard in questo articolo e anche in altri. Non ho niente contro Terracciano, ma non mi piace che sia innalzata ad esempio e a idolo come fa Barnard, è persino sul sito della MMT. Certo, Barnard ha diritto di avere i suoi idoli e i suoi valori…, benissimo. E io mi sento di replicare, perché questi valori sono sintomatici e sono collegati ad articoli come questo, in cui addirittura si prende spunto da un’iniziativa di tutt’altro tono, e la si ribalta, per definire con il solito pessimismo apocalittico due tipi di umanità inconciliabili: la razza eletta della bella morte e i non-umani irrecuperabili…

  • Jor-el

    I suicidi col fuoco sono la più recente scoperta della stampa mainstream. A proposito dei roghi degli “eroici” monaci tibetani, Repubblica esaltava il suicidio come la forma di lotta non violenta suprema, in opposto agli shahid islamici definiti “vili”. Chiaramente il tutto in chiave anti palestinese e anti araba.

  • ProjectCivilization

    Che quella frase sia ambigua e ingenua , non ce’ dubbio .
    “Umani!” sono tanto persone responsabili e coscenti che i massoni .
    Il senso di quella frase e’ nel fare appello alle deboli energie morali della massa che , pur non essendo maligna , puo’ pero’ facilmente essere spinta a qualsiasi livello di degrado . Che conosce , ma non sente profondamente , sia la retorica del bene che quella del male .Trovo pero’ offensivo che a scrivere di un tema cosi’ delicato sia Paolo Barnard , il truffatore che ha cercato di capitalizzare sulla MMT
    Sulla Palestina puo’ rifarsi una verginnita’ , avendo scritto , in una fase diversa della sua vita , cose generose verso gli usurpati .
    Ma che tipo di “umano” e’ un truffatore che , per soldi , vende una trappola fatta per condannare l’umanita’ all’ingiustizia ?
    Secondo me e’ un “umano” da fermare e non da pubblicare .

  • Tonguessy

    Questa cultura elitaria dei “più umani degli altri” è vergognosa e settaria, e questa idolatria strisciante della disperazione e del suicidio ben evidente in Barnard, è molto negativa.

    Assolutamente d’accordo. Barnard cerca la perfezione, dimenticandosi che il meglio è peggio del bene, e l’odio è un eccessivo amore. Restiamo imperfetti per cortesia. Solo questo ci rende umani.

  • geopardy

    In ognuno di noi c’è la altruismo e avidità (chi più chi meno), lui si è appellato al primo.

    Ciao

    Geo

  • Kazonga

    Ho l’impressione che Barnard spesso non pensi esattamente quello che scrive. Non perchè sia in malafede, ma perchè ritiene, credo, che l’unico modo per scuotere le coscienze sia quello dello “schiaffo” metaforico ai suoi lettori.

    Se, infatti, chi è nato umano rimane umano o, più in generale, è impossibile cambiare le persone (e con esse il mondo in cui viviamo) non ha molto senso sbattersi, scrivere, organizzare i summit MMT, cercare fondi per le proprie iniziative. Quale sarebbe il senso? Per “morire meglio noi”, come dice alla fine Barnard? Mi sembra una motivazione scarsina e poco interessante.

    Di Barnard si può dire tutto, tranne che sia un cretino: sa perfettamente che le persone cambiano, in meglio, in peggio, ma cambiano, tutti i giorni, tutti i momenti. Chi nasce umano può diventare disumano e viceversa, con tutte le infinite sfumature intermedie possibili.

  • astabada

    Applausi.

    Condivido ogni singola parola, fino alle congiunzioni.

  • ComeDonkeyKong

    Il “Restiamo Umani” di Arrigoni l’ho sempre inteso come: “continuiamo a sforzaci di non lasciarci travolgere dalla indicibile brutalità delle ingiustizie imperanti intorno a noi”, laddove essere travolti significherebbe soprattutto perdere la voglia di combattere, opponendo sempre e comunque ad esse la nostra umanità e il nostro senso di giustizia.

    Vorrei prenotare delle quote, ma non riesco a capire come si fa… Qualcuno ha capito?

  • RicBo

    La frase “restiamo umani” appella al senso di solidarietà umana e all’empatia, che secondo tutti gli studi antropologici sono innati nell’umanità (tranne per chi è affetto da psicopatia). Per molteplici ragioni questi sentimenti possono essere persi, e non sto qui ad elencarle queste ragioni. Io credo che Barnard intendesse questo e non mi sembra un delirio settario da razza eletta.
    D’altro canto che idolatri l’auto-immolazione sacrificale e la mostri come esempio da seguire neanche a me piace, ma credo che siamo tutti adulti e vaccinati per capire cosa prendere e cosa lasciare delle sue esternazioni pubbliche.

  • Georgejefferson

    Restiamo umani
    E’ anche una scelta,o solo il dettar legge della natura?forse entrambi?…e chi lo sa.Fatto sta che i fondamenti scientifici sulla nostra indole sembrano certi;fino a prova contraria.
    E di prove contrarie pare che storicamente ce ne siano state parecchie.
    Quanto dei comportamenti e modi di essere di tutte le specie risale ad una indole originaria,primordiale,e quanto invece dettata “d’istinto” da abitudini millenarie consolidate tramite la trasmissione del DNA.
    Insomma antico dilemma creazionismo o evoluzione?
    Io non lo so,per questo esprimo il mio personale diritto alla sospensione del giudizio,e…se mai davvero la verita(e ci spero tanto)sia quella della naturale indole umile,empatica,fraterna di noi persone;oppure no,questo dubbio non frena la mia volonta a cercare sempre e comunque questa strada con una sana disciplina.Questo perche ne sento il valore dentro

  • Skorpio_B3

    Spettabile Dr. Paolo Barnard,
    condizione sine qua non per poter “restare” è “essere”,
    dunque le vorrei porre una sola domanda:
    cosa significa esattamente “essere umani”?
    (da cui il “restiamo umani”?)

    grazie 1000 x l’eventuale risposta,
    e complimenti ancora x l’eccellente lavoro di informazione

    Salve