RESTAURAZIONE DEL BIPOLARISMO, ASTENSIONISMO RECORD E IRRILEVANZA POLITICA DEI PARTITI DEL DISSENSO: IL QUADRO E' CHIARO

Dal mosaico delle 7 regioni al voto nel 2024, emerge la restaurazione del bipolarismo, l'estinzione del M5S, l'astensionismo ricorrente e l'irrilevanza politica dei partiti antisistema

RESTAURAZIONE DEL BIPOLARISMO, ASTENSIONISMO RECORD E IRRILEVANZA POLITICA DEI PARTITI DEL DISSENSO: IL QUADRO E' CHIARO

Di Raffaele Varvara per Comedonchisciotte.org

Liguria, Emilia-Romagna e Umbria, vanno a completare il mosaico dei ben 7 appuntamenti elettorali regionali tenutisi nel 2024. Emerge un chiaro 4 a 3, non il nostalgico risultato di Italia-Germania ai mondiali 1970, ma della destra sulla sinistra: 4 regioni a destra (Basilicata, Abruzzo, Piemonte e Liguria) e 3 a sinistra (Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna), con il carrozzone del centrosinistra che recupera lo svantaggio piazzando il doppio colpo Proietti in Umbria e De Pascale nella fortezza rossa Emilia-Romagna.

Dal mosaico, dunque, la prima immagine netta che si scorge è la restaurazione del bipolarismo perfetto, sbiadita con l'avvento sulla scena politica del M5S, diventato oggi un vaso di coccio tra i vasi di ferro del campo largo, dove il PD può vantare la propria "strabiliante" egemonia. La seconda immagine netta, quindi, è la neutralizzazione definitiva del M5S: il più grande esperimento sociale di gatekeeping è ormai condannato all'irrilevanza politica per aver tradito la fiducia di milioni di italiani che oggi disertano le urne. Altra immagine forte e chiara, è l'aumento record dell'astensionismo, una costante in tutte le tornate elettorali regionali; il risultato a livello aggregato, riguardo l’affluenza alle urne, è netto: in tutte le 7 regioni, solo uno su due degli aventi diritto, ha partecipato alla tornata elettorale mentre l’altro 50% ha disertato le elezioni. Un trend in costante e progressiva crescita, che conferma la disaffezione dei cittadini verso lo strumento elettorale, percepito, pure a livello regionale, come una foglia di fico su una democrazia spogliata di senso.

"Il tramonto della democrazia rappresentativa" è un quadro alla cui realizzazione hanno contribuito anche gli artisti dei partiti antisistema: i leader del dissenso ci hanno messo del loro a far gonfiare l'astensione, poichè in nessuna tornata elettorale sono riusciti a presentarsi uniti. Ciascuno ha preferito reiterare la propria egoica passerella, preferendo spartirsi un minuto di gloria e visibilità individuale sul mainstream, piuttosto che spartirsi un bacino di voti per mettersi al servizio del Paese. A furia di incassare percentuali da prefisso (0,...), accompagnate dal solito palliativo propagandistico: "è solo l'inizio di...", stanno maturando le cause profonde dei fattori ostacolanti i processi di unione, da ricercare nella competizione e nella concorrenza, subdolamente introiettati dal potere negli stili di vita di chi intende combatterlo. Come ben spiega l'amico Paolo Borgognone in una sua magistrale analisi, "i leader del dissenso sono talmente imbevuti di neoliberismo nel metodo, più che nel merito, da aver impostato una campagna elettorale figlia delle loro idiosincrasie ideologiche. Inoltre si tratta di personaggi spesso egocentrici, pieni di sé, vanagloriosi, volubili, nevrotici e che si considerano fuoriclasse circondati da brocchi. Il loro metodo ricalca esattamente quello utilizzato dal mainstream per gestire le relazioni politiche, mediatiche, umane in un sistema neoliberale. Direi che si comportano come il liquido che si adatta perfettamente alla forma del bicchiere che lo contiene. Tuttavia, sarebbe assurdo fargliene una colpa. Nati e cresciuti nel neoliberismo, affascinati dal culto della notorietà, è normale che abbiano una mentalità e dei modi di fare neoliberisti (sarebbe stupefacente il contrario)."

Rizzo con l'1,1% in Umbria è riuscito a superare la soglia dello zerovirgola, strappando briciole di voti ai "competitor" Pasquinelli e Tritto: divisi hanno contato come un due di bastoni quando la briscola è a spade.

Se il vecchio mondo unipolare a trazione atlantista sta per essere spazzato via dallo scarico della storia, e se, con esso, la democrazia rappresentativa sta tramontando, quali nuove forme di democrazia stanno sorgendo all'orizzonte di un nuovo mondo multipolare? Prima pensavamo che la liberazione dall’oppressione degli organismi sovranazionali si sarebbe realizzata aumentando, passo dopo passo, la presenza e la forza dei partiti antisistema nelle istituzioni. La frammentazione dei partiti antisistema e gli ostacoli sempre più insormontabili per accedere e concorrere alle elezioni, ci hanno fatto capire che la liberazione da UE, OMS e NATO non sarà l’esito di un processo lineare che attribuisce massima centralità al momento elettorale, bensì sarà la risultante di nuove forme che si daranno i corpi sociali nel condividere una strategia di azione comune volta a pareggiare i rapporti di forza col nemico, riconquistare quote di sovranità, incidere e determinare le scelte politiche locali, nazionali e sovranazionali.

Se la strada delle elezioni è sbarrata perchè il nemico si è blindato nella sua fortezza ed ha alzato il ponte levatoio, l’alternativa è un blocco sociale extraistituzionale che sopperisca alla mancanza di un portavoce interno alle istituzioni tramite "Percorsi di Partecipazione Democratica Alternativa".

Gli strumenti di democrazia convenzionale (raccolte firme, elezioni, referendum), si rivelano inefficaci a scalfire lo strapotere degli oppressori sovranazionali; NON un allarme democratico ma una nuova consapevolezza che ci spinge a rilanciare la partecipazione democratica e l’esercizio della sovranità in forme assolutamente inaudite e innovative!

Di Raffaele Varvara per Comedonchisciotte.org

Commenti (23)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 23 caricati
    1. Tipheus 21 novembre 2024

      Raffaele, mi permetto di chiamarti così.
      La tua ingenuità è disarmante. L'idea di "unire tutti" non ti fa onore. Hai fatto tante battaglie, come puoi pensare che sia una cosa sensata? Unire chi? Non funziona, per la teoria dei giochi e per la logica. L'unica possibile è che tra i tanti emerga uno e gli altri confluiscono o spariscono. Defatiganti "unioni", in cui si vuole convincere il matto di turno, con il suo movimento di 100 amici, a sedere al tavolo con un movimento che già ha l'1% in tutta Italia, è pura follia, che, questa sì, fa perdere di credibilità a chi la persegue. Se uno emerge e gli altri no, ci sarà un perché. Vuol dire che gli altri sono "da buttare".
      Ti faccio capire che hai sbagliato di grosso, ci provo.
      Mettiamo che si riuniscono intorno a un tavolo 10 rappresentanti, di movimenti di entità diversa, con tanta umiltà. Fanno accordi faticosisssimi per decidere chi deve fare cosa. E' logorante. Il pirla di turno vuole un posto al sole anche se non è capace di attirare nessuno. Ma bisogna tenerlo dentro, altrimenti poi strombazza che non l'hanno voluto e che "non si vogliono unire".
      Bene, con qualche fatica si mettono insieme.
      Il giorno dopo spunta l'11mo movimentino -ino -ino, e dice di nuovo che bisogna "unire tutti" (ma tutti chi?), oltre a quello che litiga, esce dal gruppo, rifonda un partitino, e di nuovo piagnucola che bisogna "uniretutti". Il partito appena fondato, allora, per non sembrare litigioso e superbo, si ferma. Di nuovo riunioni, di nuovo mediazioni, affonda la prima creatura politica e ne crea un'altra, ancora più inclusiva, disorientando chi li aveva seguiti (perché gli elettori hanno bisogni di stamparsi in testa nomi e simboli). Il giorno IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVO, succede la stessa identica cosa, e così via all'infinito. Spero tu abbia capito, funziona così. L'unione c'è stata. Si chiama Democrazia Sovrana e Popolare. L'unica capace di essere nelle urne dappertutto, per prendere lo 0,8 o l'1 per cento. Ora basta, gli altri si accodino o se ne vadano a casa. Altrimenti non si finisce mai.

    2. Tipheus 21 novembre 2024

      Ma poi c'è qualcosa di insano nell'unire "tutti". Nei tutti trovi gente divisiva, che si concentra su cose che non c'entrano nulla con il rovesciamento della tirannia delle elite. Trovi l'animalista, il fanatico di Milei, quello che è nostalgico del Duce, quello che vuole il Sacro Romano Impero, lo squilibrato puro. Alla fine, se li imbarchi tutti, fai la figura del circo, dove c'è la donna barbuta, l'uomo cannone, il saltimbanco, e così via. E perdi di credibilità. E senza credibilità non vai da nessuna parte.

    1. omega 20 novembre 2024

      Ma questo signore ora se ne accorge di tutto cio?
      Comunque, in questa fase, l'astensionismo ha chiaramente favorito il pd, visto che anche la destra ne è stata danneggiata.
      E questo perché sta finendo la luna di miele tra Gollum e il suo elettorato.

    1. Phantom 20 novembre 2024

      “Il tramonto della democrazia rappresentativa”Il problema è che non è mai esistita la democrazia rappresentativa.Solo qualche esempio,referendum sulla cassa del mezzogiorno,la popolazione ha votato l'abrogazione,ma hanno cambiato nome e la democrazia rappresentativa non è servita a niente.Privatizzazione dell'acqua,l'hanno bocciata,ma ora l'acqua è in mano ai privati.Per non parlare dei diritti lgbt+ migranti,vaticano,sionisti,massonerie varie mai volute dal popolo.

    1. absitiniuriaverbis 20 novembre 2024

      Ma una cosa è certa... qualunque cosa si faccia, si deve essere pronti ad accettarne anche le conseguenze.
      Siamo liberi di scegliere/decidere ma non siamo liberi di scegliere le conseguenze.

      Basta saperlo.
      Dalla colonia è tutto.

    1. doutdes 19 novembre 2024

      In uno scenario in cui i contendenti della disputa elettorale sono equivalenti per moralità e competenza (entrambe basse) e del tutto indistinguibili per progetto politico, mi pare più che ragionevole astenersi dal voto.
      Si dirà che la destra è diversa, oppure, perché no, che è la sinistra ad essere diversa, ma si tratta solamente di una distorsione cognitiva prodotta dall’aver vissuto in epoche in cui la diversità era percepibile, sicchè vorremmo che tale rimanesse anche oggi.
      Ma non è così.
      Oggi il potere non è ambito da partiti ma da veri e propri clan che al pari della malavita organizzata, si contendono il territorio offrendo agli elettori la fallace visione di ideali e valori differenti.
      Il 46% degli elettori crede nell’inganno e vota inutilmente.
      Il 54% non ci crede e non vota. Forse inutilmente.

    2. BrunoWald 19 novembre 2024

      Sintesi perfetta, precisa ed essenziale.

    3. omega 20 novembre 2024

      Il 46% o crede nell'inganno o è formato dagli ingannatori.

    1. BrunoWald 19 novembre 2024

      "Nati e cresciuti nel neoliberismo, affascinati dal culto della notorietà, è normale che abbiano una mentalità e dei modi di fare neoliberisti (sarebbe stupefacente il contrario).”

      Appunto. Quelli di noi che non sono affascinati dal culto della notorietà e non hanno una mentalità neoliberista, di solito non votano né si candidano. Sarà un caso, caro Raffaele?

      Il 50% che continua a votare lo fa perché dipende dal sistema, o spera che questo protegga i suoi interessi immediati.
      Chi non vota più non è detto che abbia "capito", ma sicuramente "sente" che si tratta di una perdita di tempo.

      Infatti non esistono alternative in vista, ma solo fantasiosi Percorsi di Partecipazione Democratica Alternativa. Non lo dico con la sterile intenzione di criticare, ma per richiamarci tutti al senso della realtà: il nemico ha stravinto, e disintegrato la società a suo piacimento. Non se ne esce con le velleità.

    1. carla 19 novembre 2024

      Chi inneggia al non voto dovrebbe pensare a come saremmo messi oggi se negli Usa gli elettori disgustati da Harris, da Bidet e dai brogli del 2020 avessero disertato le urne.
      Tenete presente di cosa sta facendo ora con l'ucragna quel demente che non hanno ritenuto abile nemmeno alla rielezione.

    2. omega 20 novembre 2024

      Negli Usa, che sono ancora una vera democrazia, l'alternativa c'è.
      In Italy no.
      Se in Italy la destra o qualcos'altro vogliono diventare vera alternativa, cambino i comportamenti personali e le loro decisioni politiche.

    3. carla 20 novembre 2024

      Noi non saremo MAI come gli USA perchè siamo una colonia senza diritto di voto.

    1. carla 19 novembre 2024

      La sinistra che non è più sinistra viene sconfitta perchè è peggio della destra essendone la brutta copia, chiunque potendo sceglie l'originale anzichè una brutta copia.
      Come già scritto in altri articoli il problema non è più tra dx e sx, ma tra chi ci vuole morti alla svelta e gli altri che magari ci terrebbero solo come schiavi.
      Più tardi capiremo questo e peggio sarà per le generazioni future. Per mio conto ho già dato in lavoro e contributi perciò penso solo ad arrivare in salute al mese prossimo visto che il migliore (quello che tutti ci invidiano) aveva già predetto per la mia famiglia morte certa.
      Invece anche l'ivalido al 100% over70 che seguo non fa una grinza e anche quest'anno ha trovato diversi kg. di funghi porcini.

    1. Stefano99 19 novembre 2024

      Non esistono i partiti del dissenso. Esistono due forze politiche di vera opposizione che sono, con i loro limiti, DSP e Indipendenza. Il resto sono liste di disturbo che svolgono il ruolo di fare da cuscinetto per assorbire i voti alle opposizioni reali. Perché Rizzo avrebbe dovuto allearsi con i saltimbanchi del cosiddetto dissenso messi lì proprio per sottrargli voti?

    2. Tipheus 21 novembre 2024

      Anche Indipendenza potrebbe mettersi da parte e bussare alla porta di Rizzo, a questo punto.

    1. Dario Lampa 19 novembre 2024

      "[...]Se la strada delle elezioni è sbarrata perchè il nemico si è blindato nella sua fortezza ed ha alzato il ponte levatoio, l’alternativa è un blocco sociale extraistituzionale che sopperisca alla mancanza di un portavoce interno alle istituzioni tramite “Percorsi di Partecipazione Democratica Alternativa[...]”.
      Sono d'accordo: è l'unico percorso "pacifico" che si può intraprendere, se il sistema lo permette senza violenza.
      La democrazia rappresentativa è al tramonto, come ho già fatto notare in alcuni dei miei commenti? Io dico che essa portava il seme del fallimento sin dalla sua nascita e ora è in putrefazione sepolta sotto il cumulo delle sue contraddizioni: in putrefazione come il sistema liberal-capitalista.
      L'astensione penalizza le fasce della popolazione più vulnerabili perché il sistema agisce costantemente per creare divisioni tra loro e teoricamente la casta che occupa le istituzioni potrebbe governare anche con una percentuale di consensi ad una cifra (intera). Quindi, considerato che le istituzioni sono "infestate", se all'astensione non si "associa" un blocco sociale extraistituzionale , per l'appunto, che ripulisca le istituzioni, gran parte del popolo perderà i diritti conquistati e rischierà pure le atrocità della devastante guerra che si profila all' orizzonte...
      Insomma, in questo contesto dove la democrazia, il parlamento e il governo risultano "azzoppati" a causa dalla forte astensione ( e non solo da questa) sembra chiaro che l'esercizio del potere sta andando spedito oltre il diritto e addirittura oltre i "Diritti Naturali" dell' Uomo...
      "Quando l' esercizio del potere va oltre il diritto è dovere del popolo ricorrere alla resistenza". (John Locke).
      E se l'ha detto John Locke che certo non aveva idee ruvoluzionrie comuniste...

    1. Shax 19 novembre 2024

      Io, regione Umbria, non ho votato.
      Votare è affidare il proprio volere a delegati politici che dovrebbero poi rispettare il mandato elettorale.
      Al momento non solo non affiderei il mio volere a qualsiasi politicante, ma anzi non gli affiderei neanche una commissione qualsiasi come buttare l'immondizia. In quel caso dovrebbero gettarsi direttamente nei cassonetti loro stessi, il che non sarebbe nemmeno male. In quel caso potrei pensare di tornare al voto...

    2. carla 19 novembre 2024

      Certo, però non votare è affidare tutto tutto agli altri, compreso chi vota quelli che non voteresti mai e ai quali non faresti amministrare nemmeno la cucia del cane.

    3. Shax 19 novembre 2024

      Forse non è chiaro, per me non ci sono quelli meglio o quelli peggio, fanno tutti schifo in egual misura.
      Quando questa indegna classe dirigente se ne andrà, tornero' a votare.

    4. carla 20 novembre 2024

      Sono d'accordo sull'indegna, ma se guardi la fonderpfizer capirai che questi non se vanno mai

    5. Shax 20 novembre 2024

      Si ma chi l'ha votata l'indegna von der leyen? A turno tutti i politicanti italiani.
      Chi ha sostenuto la segregazione covid? Tutti.
      Chi ha votato per sottrarre soldi pubblici al welfare e al paese per le armi? Tutti.
      Chi ha votato per portare l'Italia alla soglia di una partecipazione diretta ad un conflitto con un paese con il più grande arsenale nucleare del mondo? Tutti.
      Chi si salva quindi? Chi è il meno peggio?

    1. PietroGE 19 novembre 2024

      I due punti rilevanti dell'analisi : estinzione di M5S e astensione record non possono meravigliare nessuno. Il partito che fu di Grillo e che è nato per impedire alla destra di andare al potere e cambiare il Paese è diventato un partitino personale come quello di Calenda o di Renzi, giusto quindi che finisca cespuglio o ruota di scorta del Pd senza speranza di contare qualcosa. In realtà era nato su illusioni alla moda di democrazia diretta, assurdità come 'uno vale uno' e incompetenza politica e economica che ha fatto danni enormi. Prima sparisce e meglio è per il Paese. L'astensionismo non è una novità e è giustificato dal sempre crescente trasferimento delle decisioni altrove rispetto alla rappresentanza popolare. Esempi : l'immigrazione al vuole gestire la magistratura, italiana e europea, la politica economica la decide Bruxelles, quella sociale e di costume la decidono la lobby LGBT insieme ai media (che sono nelle mani della GEDI) ecc. ecc. È ovvio a questo punto che il voto, che dovrebbe certificare la sovranità del popolo elettore, conta sempre di meno, diventa un esercizio per gestire le carriere del personale politico. Un punto non toccato dall'articolo però è la volubilità dell'elettorato, una caratteristica che potrebbe dare sorprese se cambiasse in peggio il clima sociale.

    2. ws 19 novembre 2024

      Votare o non sottoscrivere un gioco truccato ?
      Rimanere "fuori " o farsi prendere per il k..o?
      La questione è annosa e promette di peggiorare ma due considerazioni restano sicure:
      1) il male è sempre "meglio" del "peggio" ( ad esempio guardiamo l'ukraina perché noi siamo su quella strada)
      2) Noi possiamo anche non occuparci della "politica " ma una qualche "politica" si occuperà sempre di noi.

Visualizzati 23 di 23 commenti approvati.